Rudy Rucker


Rudolf Von Bitter Rucker, in arte Rudy (Louisville, Kentucky, 1946 - nella foto qui a fianco con sua figlia Isabel), è un autore statunitense, di professione matematico, considerato uno dei padri e fondatori del cyberpunk. Da parte sua preferisce essere associato ad un altra "corrente", da lui stesso creata, che porta il nome di transrealismo. Nella breve biografia della sua home page spiega:
"l'essenza del transrealismo consiste nel raccontare la propria vita reale in termini fantastici"
Così in ogni sua opera, Rucker si racconta assumendo le sembianze di suoi alter-ego fantastici. Come riporta nella lunga intervista contenuta in Seek! (raccolta di articoli pubblicata nel 1999):
 
Romanzo transrealista alter-ego di Rucker Periodo della vita
The Secret of Life Conrad Bunger 63 - 67
Spacetime Donuts Vernor Maxwell 67 - 72
Luce Bianca Felix Rayman 72 - 78
The Sex Sphere Alwin Bitter 78 - 80
Le formiche nel computer Jerzy Rugby 86 - 92
Saucer Wisdom Rudy Rucker 92 - 97

Oltre a queste opere Rucker è famoso per la sua tetralogia Ware, che comprende i quattro romanzi Software, Wetware, Freeware, Realware (i primi due sono stati premiati con il premio Philip Dick).
La fantasia sfrenata, l'innovazione, la visionarietà non comune della narrativa di Rucker, si manifestano per riflesso anche nella sua vita: oltre ad essere scrittore di fantascienza e professore di matematica, Rucker è anche programmatore, cantante di una punk band, dvulgatore scientifico ed esperto di teoria dell'informazione.
Le tematiche più ricorrenti ed importanti delle sue opere partono da profonde considerazioni scientifiche fatte sulle nuove scienze: così Rucker traspone nei suoi romanzi difficili concetti di fisica quantistica, prende spunto dalla teoria della relatività per giocare con l'esistenza di dimensioni superiori, esplora i concetti matematici di infinito e di paradosso, implementa mondi abitati da intelligenze artificiali...
I suoi romanzi e le sue profonde opere di divulgazione guidano il lettore attraverso i diversi livelli della realtà, che vengono esplorati in stati di conoscenza sempre in bilico tra realtà e fantasia.


BIBLIOGRAFIA

OPERE DI RUCKER TRADOTTE IN ITALIA
 
LUCE BIANCA - Che cos'è il problema del continuo di Cantor?
(White Light, or, What Is Cantor's Continuum Problem?, 1980)
Milano, Bompiani, 1996 
(pagine 230, traduzione di Giancarlo Carlotti)

Non è possibile rendere con poche parole la carica inventiva e visionaria contenute in un qualsiasi racconto o romanzo di Rudy Rucker: questa considerazione vale anche per Luce bianca, suo romanzo d'esordio.
Il protagonista è un docente di matematica con una certa passione per le droghe psichedeliche, che scopre di poter intraprendere dei viaggi con il suo corpo astrale, che si separa da quello fisico.
L'esperienza, del tutto particolare, inizialmente viene vissuta come una nuova forma di divertimento (alla Rucker: non sapendo cosa fare, lo spirito del protagonista viaggia per New York alla ricerca di "donne bellocce a letto o nel bagno") e di conoscenza; poi, a poco a poco, il protagonista scopre le regole di un universo molto particolare: dovendo condurre l'anima di una defunta all'Assolutamente Infinito (su commissione di Gesù in persona), si trova a viaggiare nella terra di Cimon, un universo parallelo al nostro, governato dalle leggi matematico-fisiche dell'infinito.
Il romanzo si sviluppa lungo un percorso di ricerca dell'Assoluto, per raggiungere il quale il protagonista inizia una peregrinazione di stile dantesco, il cui Virgilio è uno scarafaggio molto kafkiano (con tanto di mela conficcata nella schiena). La situazione si snoda in una serie di paradossi, assurdità e situazioni incredibili, fino al rocambolesco ritorno alla coscienza e alla realtà.
Nell'introduzione al romanzo, Daniele Brolli fa giustamente notare il richiamo alle "peripezie logico-matematiche di Alice nel Paese delle Meraviglie" di Lewis Carroll: in entrambi i romanzi il susseguirsi di situazioni pseudo-oniriche apparentemente assurde e di personaggi strani e divertenti è costruito su una solida (ma non rigida) struttura matematica e la matematica stessa è la base della costruzione di un forte simbolismo.
Se nel romanzo di Carroll questa fa da sfondo simbolico principalmente in maniera mimetica e nascosta (i riferimenti matematici sono stati evidenziati nell'opera The Annotated Alice, 1960, di Martin Gardner, divulgatore matematico di fama mondiale - la traduzione italiana, di Masolino D'Amico, è pubblicata per la Longanesi con il titolo Alice), nel romanzo di Rucker la matematica viene esaltata e divulgata apertamente. Il protagonista affronta i problemi del continuo di Cantor (che per primo eseguì una trattazione matematica dell'infinito), la difficoltà della comprensione dei diversi infiniti, alloggia nell'Albergo di Hinton (matematico famoso per i suoi studi sulla quarta dimensione) e supera una serie di paradossi in un lungo percorso, che è metafora della ricerca di comprensione della vita.
Come già nei suoi saggi (La mente e l'infinito, La quarta dimensione) l'interpretazione matematica delle strutture della realtà dà il via ad una riflessione sui sensi, sulle percezioni, sull'anima umana, sul mondo, sulla vita, su Dio, il cui irraggiungibile punto d'arrivo è la conoscenza dell'Assoluto, la Luce bianca del titolo, a cui né il protagonista, né l'anima a lui affidata giungeranno.

SU E GIU' PER LO SPAZIO-TEMPO
(Master of Space and Time, 1984)
Torino, Einaudi, 1998
(pagine 204, traduzione di Antonio Caronia)

Questo romanzo ha avuto la sua prima edizione italiana come Urania 1030 (nel 1986), col titolo Signore dello spazio e del tempo. Viene ripresentato dalla Einaudi nella traduzione di Antonio Caronia (che in realtà non si discosta molto dalla precedente di Marco e Dida Paggi) e con un'interessante postfazione di Daniele Brolli.
Il romanzo ha per protagonisti due amici, Joe Fletcher e Harry Gerber, una "coppia classica" della fantascienza, che si trova però ad affrontare situazioni fuori dal comune su livelli di realtà non ordinari e nelle dimensioni superiori, secondo gli assunti della fisica quantistica.
Harry ha infatti inventato una macchina in grado di realizzare quello che lui pensa: in questo modo è in grado di sconvolgere lo spazio e il tempo per come li percepiamo: le regole della fisica governate opportunamente sconvolgono la natura a cui siamo abituati. Come fa notare Brolli:

[in questo romanzo] la realtà, attraverso il punto di vista della fisica, ha la stessa meccanica di un cartone animato
Il bello dell'opera narrativa e divulgativa di Rucker è la sua capacità di divulgare concetti matematici e scientifici di difficile spiegazione trasponendoli nella realtà ordinaria in cui viviamo; la lettura della realtà secondo le regole della fisica in questo romanzo è supportata da una straordinaria capacità inventiva e visionarietà.
SOFTWARE: i nuovi robot
(Software, 1982)
Bologna, Phoenix, 1995
(pagine 156, traduzione di Daniele Brolli e Antonio Caronia)

Questo romanzo è il primo di una tetralogia che comprende Software (1982), Wetware (1988), Freeware (1997) e Realware (previsto per il 2000).
I protagonisti del romanzo sono dei robot, i "Boppers", nati dagli studi dello scienziato Cobb Anderson, che li ha dotati di una specie di "selezione artificiale": grazie ad essa i robot si sono evoluti e non obbediscono piu' alle leggi asimoviane, ma sono dotati di autocoscienza, tanto da creare una propria realtà sociale sulla Luna, ribellarsi contro gli umani e compiere una lotta di classe contro questi.
Anima (inconsapevole) e figura mitica della loro guerriglia è proprio il creatore dei Boppers; questi lo vogliono rendere immortale per stigmatizzare la fusione tra umani e robot, unione di carne e software, al fine di creare i meatbop.
Come hanno fatto notare Mirko Tavosanis e Fabio Gadducci, forse per la prima volta i temi della "coscienza come costrutto software" e della "consapevolezza delle macchine" sono letti in chiave cosi' esplicitamente politica.
I temi fondamentali del romanzo, le intelligenze artificiali, l'autocoscienza, l'evoluzione delle macchine, sono esposti da Rucker in un romanzo molto coinvolgente, che a tratti ha i ritmi del romanzo thriller, pur avendo la piacevolezza che contraddistingue le opere dell'autore.
Vincitore del Philip K. Dick Award

LE FORMICHE NEL COMPUTER
(The Hacker and the Ants, 1994)
Bologna, Phoenix, 1996
(pagine 256, traduzione di Giancarlo Carlotti)

I romanzi di Rudy Rucker sono, per sua stessa ammissione, generalmente influenzati dalla situazione che vive nel momento in cui scrive e sono pieni di personaggi "reali", trasposizioni letterarie di persone esistenti: sono, con le parole dell'autore, romanzi transrealisti.
Le formiche nel computer è stato scritto nel periodo in cui Rucker lavorava presso una software-house nella Silicon Valley: l'informatica, il cyberspazio, le artificial-life trasudano da tutti i pori di questa storia. 
Jerzy Rugby, alter-ego di Rucker, è un programmatore di robot domestici e viene accusato di avere "infettato" il cyberspazio di esseri viventi, le formiche del titolo, che si impossessano della TV e sono in grado di riprodursi e mutare, trasformandosi in entità malvage.
Nel romanzo Rucker sfrutta la sua abilità di divulgatore per parlare anche al lettore meno informato delle possibili evoluzioni del cyberspazio e delle implicazioni che possono avere i lavori sulle vite artificiali e sulle AI. La tecnologia del futuro prossimo in cui è ambientato il romanzo è completamente integrata alle AI: sintesi vocale, riconoscimento delle voci, evolversi di forme di vita artificiale intelligenti.
Qui il romanzo di Rucker ha i suoi punti di forza. In questo romanzo l'atmosfera è più cupa e triste del solito, l'inventiva di Rucker risulta povera e poco coinvolgente: la sua descrizione del cyberspazio risulta invece debole e molto stereotipata nemmeno paragonabile al suggestivo metaverso che Neal Stephenson popola di avatar nel suo Snowcrash.

LA MENTE E L'INFINITO
(Infinity and the Mind, 1982)
Milano, Muzzio, 1994
(pagine 386, traduzione di Maurizio Negri)

Come chiarisce Rucker nella prefazione, questo libro parla dell'infinito in tutte le "forme" in cui viene studiato (matematico, teologico, fisico) e dei paradossi che da esso nascono: da qui il discorso si volge poi alla mente umana, alle sue capacità ed ai suoi limiti.
A partire dalla fragile concezione di infinito dei filosofi greci, passando attraverso le difficoltà con cui il concetto di infinito si è imposto nella filosofia della cienza, il discorso arriva ai due matematici che più di ogni altro hanno influenzato la visione moderna dell'infinito: George Cantor (che nel secolo scorso ha compiuto studi fondamentali sulla teoria degli insiemi e sui numeri transfiniti) e Kurt Gödel (che Rucker ha anche conosciuto - un capitolo è dedicato alle "chiacchierate" tra i due -  per i suoi teoremi importanti per la logica della matematica).
Rucker spiega la struttura, i costrutti, i paradossi che derivano dal concetto di infinito e che  ha esposto anche nei suoi romanzi (in particolare in "Luce bianca") con il suo consueto linguaggio che rende questo libro godibile anche per i più profani.

LA QUARTA DIMENSIONE - Un viaggio guidato negli universi di ordine superiore
(The Fourth Dimension. A Guided Tour of the Higher Universes, 1984)
Milano, Adelphi, 1994
(pagine 287, traduzione di Giuseppe Longo)

Rudy Rucker, famoso per i suoi romanzi e racconti di fantascienza, è nel mondo reale docente di Matematica alla San Josè State University. Questo saggio arriva in Italia con dieci anni di ritardo: l'edizione originale venne pubblicata nel 1984, in concomitanza con il centenario dell'uscita di "Flatlandia", un piccolo capolavoro di Edwin Abbott. In questo romanzo, ambientato in un mondo a due dimensioni, il protagonista è un Quadrato, che viene guidato da una Sfera nella visita del mondo a tre dimensioni: qui comprende le differenze, le limitazioni, le interazioni reciproche tra il mondo bidimensionale e quello a tre dimensioni. Nel saggio di Rucker lo stesso Quadrato accompagna il lettore alla scoperta della quarta dimensione. Rucker, infatti, sviluppa, spiega e motiva una lunga serie di questioni, alcune delle quali erano state suscitate già da Abbott o sarebbero potute derivare
dalla lettura di "Flatlandia".La quarta dimensione viene spiegata per analogia: quello che possiamo ricavare dall'osservazione di un mondo a tre dimensioni da parte di un essere bidimensionale, possiamo logicamente supporlo valido per un mondo a quattro dimensioni se osservato da una persona a 3D (nel romanzo di Abbott il Quadrato ragiona per analogia, sognando un mondo a una sola dimensione, "Linelandia", e come un mondo a 2D possa confondere un suo abitante).
Nella prima parte del saggio Rucker spiega cosa potrebbe essere la quarta dimensione, una quarta dimensione spaziale (non temporale), che chiama iperspazio, in cui, come abbiamo alto-basso, destra-sinistra, davanti-dietro, avremmo due nuove direzioni, ana-kata; spostandosi attraverso di esse si potrebbero commettere crimini perfetti, una persona potrebbe essere "rovesciata" a specchio, con essa si possono addirittura spiegare fenomeni sensazionali come fantasmi e fenomeni paranormali.
La seconda parte è incentrata sulla descrizione del nostro spazio, una volta presi in considerazione i concetti della quarta dimensione. Ne risulta una visione dell'Universo molto simile a quella prospettata da Einstein nella teoria della relatività (ad esempio che le masse incurvano lo spazio 3D in uno spazio 4D). In questa parte del saggio abbiamo una lunga serie di spunti fantascientifici e di richiami alla fantascienza stessa, con Heinlein in primo piano. Viene spiegato come potrebbero essere effettuati il viaggio iperspaziale, il viaggio FTL (Faster Than Light - più veloce della luce) ed il viaggio nel tempo.
L'ultima parte è invece la più "filosofica" ed in essa vengono discussi, alla luce delle conoscenze scientifiche della quarta dimensione, alcuni principi, come il libero arbitrio, la sincronicità... ed anche "cos'è la realtà", cioè la differenza tra realtà e percezione, se lo scorrere del tempo sia reale (Rucker afferma di no) o solo una percezione errata, e si conclude che il nostro Universo ha infinite dimensioni ed una di queste è il tempo. Dalla lettura di questo saggio, risulta chiaro che l'uomo conosce davvero poco sull'Universo in cui vive e su se stesso; le teorie esposte da Rucker suscitano uno stupore ed un'impressione molto profonde, perchè danno una visione globale della realtà completamente diversa da quella a cui le percezioni quotidiane ci hanno abituato (una cosa che stupisce molto è l'enorme quantità di opere che richiamano i concetti sviluppati da Rucker, come a dimostrare che con un'attenta osservazione di ciò che ci circonda si possono trarre certe conclusioni: durante il saggio vengono fatte decine e decine di citazioni di testi famosi e non, tra cui gli scienziati Einstein e Wheeler, i filosofi Kant, Jung, Newton, gli scrittori Heinlein, Gerrold, Borges, Huxley).
Come scrive il matematico Martin Gardner nella prefazione, questo libro "sarà letto con avidità dagli scrittori e dai lettori di fantascienza": infatti questo saggio analizza il mondo che ci circonda in un modo nuovo e critico, e nello stesso tempo comunica quel "sense of wonder" che solo le letture di fantascienza sanno dare.

Per quanto riguarda la narrativa breve, praticamente in ogni raccolta di racconti cyberpunk c'è almeno un racconto di Rucker. Altri racconti si trovano in alcuni numeri (2, 10, 15) dell'Isaac Asimov Science Fiction Magazine, che a Rucker ha dedicato uno speciale nel numero 17.
E' inolte pubblicata dalla ShaKe l'antologia Strani attrattori, della quale Rucker è uno dei curatori.


OPERE DI RUCKER (dalla sua home page)
 

Ventuno Libri (tra parentesi il titolo della eventuale traduzione italiana)

Realware, romanzo, Avon Books, 2000.
Gnarl!, raccolta di racconti, Four Walls Eight Windows, 2000.
Saucer Wisdom, romanzo/saggio, Tor Books, 1999.
Seek!, articoli scelti, Four Walls Eight Windows, 1999.
Freeware, romanzo, Avon Books 1997.
The Hacker and the Ants (Le formiche nel computer), romanzo, Avon Books 1994.
Transreal!, raccolta di racconti e articoli, WCS Books 1991.
The Hollow Earth, romanzo, William Morrow & Co. 1990, Avon Books 1992.
All the Visions, biografia, Ocean View Books, 1991.
Wetware, romanzo, Avon Books 1988, Avon Books 1997.
Mind Tools, saggio, Houghton Mifflin 1987.
The Secret of Life, romanzo, Bluejay Books 1985.
Master of Space and Time (Su e giù per lo spazio-tempo), novel, Bluejay Books 1984, Baen Books 1985.
The Fourth Dimension (La quarta dimensione), saggio, Houghton Mifflin 1984.
The Sex Sphere, romanzo, Ace Books 1983.
The Fifty-Seventh Franz Kafka, raccolta di racconti, Ace Books 1983.
Software (Software), romanzo, Ace Books 1982, Avon Books 1987, Avon Books 1997.
Infinity and the Mind (La mente e l'infinito), saggio, Birkhäuser 82, Bantam 83, Princeton University Press, 1995.
White Light (Luce bianca), romanzo, Ace Books 1980, Wired Books 1997.
Spacetime Donuts, romanzo, Ace Books 1981.
Geometry, Relativity and the Fourth Dimension, saggio, Dover 1977.
 

Libri a cura di Rucker

MONDO 2000: A User's Guide to the New Edge, a cura di Rucker con Queen Mu e R.U. Sirius. HaperCollins, 1992.
Semiotex(e) SF (Strani attrattori - ShaKe), a cura di Rucker con Peter Lamborn Wilson e Robert Anton Wilson. Autonomedia 1989. (In print (?) Contact Autonomedia, 55 S. 11th St., Brooklyn, NY 11211-0568.)
Mathenauts: Tales of Mathematical Wonder. Arbor House, 1987.
Speculations on the Fourth Dimension: Selected Writings of Charles Howard Hinton. Dover, 1983.
 

Audio & Video

Like A Passing River. CD con parti parlate e musica classica, con Roy Whelden, Karen Clark, e American Baroque. New Albion Records, 1995.
Cellular Automata. VHS video, Media Magic, 1990.
Chaos. VHS video, Media Magic, 1990.
 

Software

CAPOW. Continuous-Valued Cellular Automata (Automi cellulari continui). Software per Windows per la simulazione di automi cellulari continui 1D e 2D, 1994-1998. Scritto da Rudy Rucker con i suoi studenti.
HYPERCUBE98. Hypercubi che rimbalzano. Software per Windows per visualizzare ipercubi quadridimensionali solidi e la loro costruzione. Scritto da Farideh Dormishian e Rudy Rucker.
BOPPERS.  Artificial Life Laboratory. Pubblicato inizialmente come Artificial Life Laboratory (laboratorio di vita artificiale), Waite Group, 1993.
DOS Gnarl (Spirograph, Chaotic Vine, Quartic Julia Sets). Tre differenti programmi gnarly per DOS, pubblicati inizialmente online in HOTWIRED.
James Gleick's CHAOS: The Software. Scritto da James Glieck, Josh Gordon, Rudy Rucker and John Walker. Autodesk, 1990.
CELLAB.  Discrete-Valued Cellular Automata Laboratory (Automi cellulari discreti). Realizzato in origine come CA Lab: Rudy Rucker's Cellular Automata Laboratory. Scritto da Rudy Rucker and John Walker. Autodesk 1989.


 © Marco Mocchi 1999, 2000
aggiornata all'agosto 2000
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