DO MEN DREAM OF ALTERNATE WORLDS?
Danilo Santoni

APPENDICE
 
 
Cap. I a - Silvia Bohlen
b - Jack Bohlen
Cap. Il a - Arnie Kott
b - Jack Bohlen
Cap. III a - Norbert Steiner
b - Norbert Steiner
c - Norbert Steiner
d - Norbert Steiner
e - Miss Milch
Cap. IV a - David Bohlen
b - Silvia Bohlen
c - Arnie Kott
d - Milton Glaub
e - Jack Bohlen
Cap. V a - Jack Bohlen
b - (+++) Jack Bohlen
c - Jack Bohlen
d - Jack Bohlen
Cap. VI a - Arnie Kott
b - Otto Zitte
c - Jack Bohlen
Cap. VII a - Milton Glaub
b - Milton Glaub
c - Jack Bohlen
d - Arnie Kott
e - Jack Bohlen
Cap. VIII a - David Bohlen
b - Jack Bohlen
c - Silvia Bohlen
d - (+++) Manfred
e - Arnie Kott
Cap. IX a - Jack Bohlen
b - Jack Bohlen
c - (+++) Manfred
Cap. X a - (+++) (###) Manfred
b - Jack Bohlen
c - (+++) (###) Manfred
d - Jack Bohlen
Cap. XI a - (+++) (###) Manfred
b - Jack Bohlen
c - Silvia Bohlen
d - Milton Glaub
e - Jack Bohlen
Cap. XII a - Milton Glaub
b - Arnie Kott
c - Manfred
d - Jack Bohlen
Cap. XIII a - Otto Zitte
b - Jack Bohlen
c - Anne Esterhazy
d - Arnie Kott
e - Arnie Kott
f - Arnie Kott
g - Jack Bohlen
Cap. XIV a - Silvia Bohlen
b - Otto Zitte
c - Arnie Kott
d - Arnie Kott
Cap. XV a - Arnie Kott
b - Arnie Kott
Cap. XVI a - Arnie Kott
b - Arnie Kott
c - narratore
d - Jack Bohlen
e - Manfred
f - Silvia Bohlen

Si riporta qui di lato la suddivisione di Noi Marziani attraverso l'alternanza del punto di vista dei personaggi. Si è già discusso del concetto di punto di vista in Dick, qui si fa riferimento soltanto ad un aspetto fisico, di struttura. Anche questo romanzo, come la maggioranza delle opere di Dick, è frazionato in unità minime che mantengono costante il punto di vista. Poichè tali unità non hanno una propria catalogazione all'interno delle suddivisioni del romanzo, vengono qui indicate da una lettera dell'alfabeto minuscola vicino al numero del capitolo. Tali unità, comunque, sono facilmente identificabili: come fa presente Darko Suvin nella sua analisi della narrativa di Dick in Science Fiction Studies, il segnale del cambiamento del punto di vista viene fornito dall'autore attraverso una spaziatura che divide un segmento dall'altro e dalla posizione, all'inizio di ogni segmento, del nome del personaggio che ne gode la prospettiva privilegiata.
Ci sono delle unità particolari che sono importanti sotto l'aspetto interpretativo e in questo elenco sono contraddistinte da dei simboli particolari:

(+++) per indicare il corsivo che, come detto nel testo, serve a dimostrare una rottura della successione temporale;

(###) per indicare la scena della cena in casa di Kott.

Ora, da questo elenco si puo vedere, come prima cosa, che l'alternanza del punto di vista non segue schemi di simmetrie geometriche, l'alternanza risulta essere casuale se non si fa riferimento all'azione. Infatti soltanto mettendo a confronto in ogni segmento l'azione che vi ha luogo con il personaggio che ne detiene il punto di vista, si può dire che le scelte di Dick cadono, di volta in volta, sul personaggio che ha maggiori possibilità narrative. In altre parole al lettore non viene celato niente (anzi, a volte viene detto troppo, come nel caso della cena in casa di Kott) in quanto ha sempre a disposizione un punto di vista privilegiato.

Se, quindi, esiste una corrispondenza tra punto di vista ed azione si può creare una scala di valori che, quantificando il valore del punto di vista personaggio per personaggio, serva anche come testimonianza di protagonismo. Nello schema sottostante sono riportate le quantità, per ogni personaggio, delle unità legate al suo punto di vista e la durata (espressa in righe):
 
 

Personaggio
n° Unità
n° Righe
Jack Bohlen 22 3050
Arnie Kott 14 2442
Manfred Steiner 7 746
Silvia Bohlen 6 644
Milton Graub 5 578
Norbert Steiner 4 594
Otto Zitte 3 372
David Bohlen 2 291
Anne Esterhazy 1 38
Miss Milch 1 29
Narratore 1 1

Prima di tutto occorre dire che esiste una corrispondenza tra frequenza e durata del punto di vista in quanto le due scale di valori si corrispondono. Per seconda cosa occorre riconoscere che due personaggi, Jack Bohlen e Arnie Kott, si distaccano sensibilmente da tutti gli altri.
Il protagonista sembra essere dunque Jack Bohlen, e questo contrasta con quanto detto in precedenza quando si riconosceva in Manfred il ruolo di motore dell'azione del libro. Ma il fatto è che il punto di vista indica più una testimonianza che una azione ed allora si può dire che Jack Bohlen rappresenta il principale testimone dell'azione di Noi Marziani. Egli, infatti, è il collegamento tra il privato e la collettività realizzato attraverso il rapporto con tutte le persone che sono coinvolte nell'azione. Usando una metafora teatrale possiamo dire che Manfred è colui che dirige lo spettacolo ed Arnie Kott è colui che lo recita, Jack Bohlen è colui che lo osserva (e lo interpreta) rimanendo invischiato ora nelle visione di Manfred - allorchè in N.M. 110 si trova ad usare il termine putrio di Manfred - ora nelle azioni di Kott, ora nell'amore della moglie.
Per finire un'ultima riflessione: tutti i personaggi che agiscono nel romanzo presentano il proprio punto di vista tranne uno, Doreen Anderton. Il fatto comunque non è tanto da attribuire ad una visione particolare di Dick della funzione della donna nella società quanto, piuttosto, nel ruolo che in questo caso questa specifica donna svolge. L'assenza di un suo punto di vista è giustificata dal tipo di rapporto che lei instaura con Jack Bohlen, un rapporto che tenta di salvarlo dalla schizofrenia accettandola e discutendola. In un processo che possiamo definire psicanalitico, la donna cerca di liberare le visioni di Jack Bohlen piuttosto che proporre delle vedute proprie.
 
 



Speciale Philip K. Dick