RUCKER, ESCHER, DICK:
tassellature di mondi fantastici

Marco Mocchi


 

Nel racconto L'ultimo ponte di Einstein-Rosen1 di Rudy Rucker2, un bambino trova in un campo di asparagi una sfera brillante, delle dimensioni di una pallina da albero di Natale; osservandola vede in essa un'immagine che inizialmente interpreta come il suo riflesso, guardandola meglio vede una figura aliena, un essere di un altro mondo, e dietro essa altre figure, un cielo, un campo, tutto all'interno della piccola sfera. La sfera è un "ponte di Einstein-Rosen"3: per il bambino è come se un intero universo dalle dimensioni infinite fosse contenuto in quella pallina di dimensioni finite.

Questa idea della presenza di un mondo infinito in uno spazio finito è trasposta visivamente in numerose opere di M.C. Escher4: curiosa è la somiglianza tra la situazione riportata nel racconto di Rucker e l'illustrazione Mano con sfera riflettente5, in cui è rappresentata la mano dell'artista che sorregge una sfera riflettente. L'evocazione di mondi simultanei è descritta dallo stesso Escher:

In questo specchio egli [il disegnatore] vede un'immagine molto più completa dell'ambiente circostante, di quella che avrebbe attraverso una visione diretta. Lo spazio totale che lo circonda - le quattro pareti, il pavimento e il soffitto della sua camera - viene infatti rappresentato, anche se distorto e compresso, in questo piccolo cerchio.6
Sono contemporaneamente presenti due mondi: quello che l'artista percepisce e quello a cui le sue percezioni non possono arrivare, nello stesso posto e nello stesso momento.

La rappresentazione di mondi simultanei è uno dei temi fondamentali dell'opera di Escher e si avvale di studi grafici e di rigorose modellizzazioni matematiche, frutto di ricerche durate un ventennio.

Nella serie di disegni Limite del cerchio7, la presenza di due mondi contemporanei è raffigurata da Escher tramite due concetti matematici: la "tassellatura del piano" e "l'infinito". In Limite del cerchio III, ad esempio, sono rappresentati dei pesci stilizzati che hanno tutti la stessa forma, ma rimpiccioliscono verso il bordo del cerchio, incastrandosi perfettamente tra loro, e costituendo loro stessi il limite del proprio "mondo". Ancora più complesso è il caso di Limite del cerchio IV, in cui le figure rappresentate sono di due tipi (degli angeli bianchi e dei diavoli neri): anche in questo caso "viene creato un universo, un'unità finita"8, in cui convivono due realtà diverse, ma complementari.

Questa rappresentazione dell'infinito anticipa di qualche decennio la formulazione matematica del concetto di "frattale" ad opera di Benoit B. Mandelbrot9. I frattali sono la descrizione visiva di particolari equazioni matematiche e si presentano come figure autosomiglianti: ingrandendone una parte ci si ritrova davanti alla struttura di partenza, in un processo che può estendersi all'infinito. Una curiosa descrizione di un possibile frattale è data da Rucker:

Nell'erba intorno a me stavano crescendo dei fiorellini gialli. Mi chinai per esaminarne uno. All'inizio sembrava una semplice stella a cinque punte. Poi notai che su ogni punta della stella c'era una stellina più piccola. Osservai meglio. Su ogni punta delle stelle secondarie comparivano stelline ancor più minute, sormontate da altre più piccole, che a loro volta... Per ispirazione improvvisa intravidi in un sol colpo l'intero schema della regressione all'infinito.10
Sia Escher che Rucker tentano, in modi e con strumenti diversi, una codificazione del reale attraverso strutture matematico-giocose.

Un'ulteriore riflessione sul concetto di infinito è espressa da entrambi: il disegno Striscia di Möbius II11è un omaggio al simbolo di otto rovesciato che indica l'infinito nella notazione matematica; in esso una processione di formiche si muove sull'unica faccia del celebre nastro, in un percorso senza fine. Il racconto Chaos Surfari12, scritto da Rudy Rucker in collaborazione con Mark Laidlaw, è costruito graficamente sul simbolo dell'infinito: la prima parte della storia è riportata in modo normale, ma si incrocia ripetutamente (come si incrocia l'otto rovesciato dell'infinito) con la parte seguente, tipograficamente rovesciata di 180 gradi e posta nel testo precedente in brevi paragrafi; l'effetto comunicato al lettore è bizzarro e curioso.

In gran parte della produzione di Rucker, inoltre, l'alternanza di mondi viene utilizzata per sottolineare il passaggio tra diversi stati di realtà: l'esperienza quotidiana testimonia ripetuti tentativi di passare ad un suo "livello superiore"; compito dello scrittore è "elaborare la percezione immediata in versione fantastica"13. Esaminiamo brevemente le  opere più importanti di Rucker:

  • Signore dello spazio e del tempo14: il protagonista attraversa diversi strati di realtà attraverso un'invenzione in grado di dare il controllo sullo spazio e sul tempo. Questa invenzione è basata sulla fisica quantistica e sul principio di indeterminazione di Heisenberg e permette al protagonista di introdurre modificazioni nella realtà, viaggiare nel tempo, costruire universi alternativi. E' curioso che la persona che fa uso della macchina, durante questi viaggi assista alla nascita di un numero infinito di sue copie sempre più piccole: si generano strati multipli di esistenza, come "conseguenza del problema della normalizzazione e dell'esistenza di soluzioni multiple all'equazione d'onda di Schrödinger"15

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  • Luce Bianca: il protagonista, Felix Rayman, vive due livelli di realtà separati. Il suo "corpo astrale" è in grado di separarsi da quello fisico e questo consente al protagonista di vivere esperienze parallele del tutto anomale. Durante uno di questi viaggi Felix si trova nella terra di Cimön, un universo parallelo al nostro, governato dalle leggi dell'infinito. Dovrà affrontare, attraverso esperienze pseudo-oniriche che ricordano Alice nel Paese delle Meraviglie16, i paradossi di Hilbert, la realtà frattale dell'infinito, in una scalata dei vari livelli di questo mondo, tentando di raggiungere l'Infinito Assoluto, per tornare poi alla realtà ordinaria

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  • Le formiche nel computer17: in questo caso uno dei livelli superiori della realtà è il mondo elettronico del ciberspazio, in cui il protagonista, programmatore e sviluppatore di software, conduce un'esistenza parallela e nello stesso tempo complementare a quella reale

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  • La quarta dimensione18: quest'opera è un interessante ed importante saggio divulgativo sulla quarta dimensione. E' indicativo che il sottotitolo sia "un viaggio guidato negli universi di ordine superiore": Rucker tenta di illustrare i livelli superiori della realtà a partire dall'esperienza percettiva di tutti i giorni e facendo ampio riferimento a teorie fisiche ampiamente consolidate. Il quadro che se ne ha è sconvolgente: la realtà percepita dai sensi è estremamente povera e limitata nei confronti della totalità delle cose.
  • Ancora una volta l'opera artistica di Escher è illuminante nel rendere visibile questo processo di mutazione della realtà, che passa da uno stato all'altro ingannando le percezioni dell'osservatore. Possiamo considerare alcune opere importanti a questo proposito: Un passo ulteriore nella codificazione della realtà è descritto in alcune opere di Escher attraverso il difficile tentativo di rappresentare realtà anomale dall'aspetto apparentemente normale. Questo tentativo riguarda due tipi di illustrazioni: gli "edifici impossibili", e i lavori riguardanti la relatività nell'osservazione.
     

    In Salita e discesa25 è rappresentato un complesso di case, i cui abitanti, che paiono monaci, camminano in un percorso circolare fatto di scalini. Apparentemente tutto sembra a posto, ma, osservando attentamente la figura, ci si accorge che i monaci compiono un percorso sempre in discesa o sempre in salita, lungo una scala impossibile. In Belvedere26, si può raggiungere il secondo piano dell'edificio rappresentato per mezzo di una scala che è nello stesso tempo sia all'interno che all'esterno della costruzione. Nell'illustrazione Cascata27, dell'acqua, cadendo, mette in funzione un mulino, dal quale è spinta in un canale che, zigzagando, torna all'inizio della cascata.

    A prima vista le tre illustrazioni sembrano essere perfettamente normali. Osservandole meglio ci si accorge che qualcosa non va, che le nostre percezioni sono ingannate in modo da farci credere possibile una realtà che non lo è. Accanto alla curiosità nei confronti di queste strane geometrie, all'osservatore resta un senso di disagio dato da queste forme impossibili e in qualche modo "sbagliate".

    Confusione analoga è generata nell'osservatore da illustrazioni come Cubo con nastri magici28, o Convesso e concavo29, che si basano sul rovesciamento percettivo tra l'interno e l'esterno della figura rappresentata, o ancora da Su e giù30, Casa di scale31o Relatività32, in cui sopra e sotto assumono valenze estemporanee, legate al particolare che si sta osservando, a quale figura rappresentata si vuole fare riferimento.

    Il considerare la realtà come costituita da più livelli, da tassellature di realtà diverse se percepite da persone diverse o in condizioni differenti, è una costante della narrativa di Philip K. Dick33.

    Vittorio Curtoni, nell'introduzione al romanzo La città sostituita34, scrive:

    [...] il livello di realtà vissuto dal protagonista trova un senso, una spiegazione, soltanto in un livello superiore che viene per così dire "scalato" passo dopo passo, a fatica, dolorosamente.35

    In questo romanzo il protagonista torna nella città in cui aveva vissuto da ragazzo e la trova diversa, cambiata; lui stesso è morto anni prima. C'è uno scontro tra il passato ricordato dal protagonista e il passato che viene richiamato dal presente allucinato e sbagliato in cui si trova.

    Antonio Caronia e Domenico Gallo schematizzano la trama di molte opere di Dick in questo modo:

    Il protagonista vive in una realtà (mondo A) caratterizzata da tratti, comportamenti, vicini all'esperienza di chi legge e del suo mondo. Ma progressivamente si presentano fenomeni anomali, in netto contrasto con le caratteristiche del mondo A; queste anomalie si intensificano, cominciano a smagliare il tessuto di realtà del mondo A, finché quest'ultimo si lacera e si dimostra falso, inautentico, non reale. Agli occhi del protagonista si rivela improvvisamente una nuova realtà (mondo B), che coesisteva con il mondo A, ma era nascosta, segreta. [...] Non siamo di fronte al classico problema percettivo dell'inganno dei sensi, quanto piuttosto a un vero e proprio complotto ai danni del protagonista.36
    Nel romanzo Cacciatore di androidi37, famoso per avere ispirato il cult-movie Blade Runner, il protagonista Deckard si trova improvvisamente a scoprire un'organizzazione di cacciatori di androidi parallela a quella ufficiale, ma del tutto ignota ad essa (viceversa, alcuni membri di questa organizzazione clandestina non sanno nulla dell'esistenza dell'organizzazione di Deckard)38.

    Esempio sublime di questa riflessione sul reale è La Svastica sul sole39, dove, sullo sfondo di un presente alternativo in cui le forze dell'Asse hanno sconfitto gli Alleati, i protagonisti riflettono sulle implicazioni di un romanzo di fantascienza, che descrive la realtà storica in cui vive il lettore del romanzo di Dick.

    Una situazione simile è data da Escher nell'illustrazione Belvedere, già citata: un ragazzo ha in mano un cubo impossibile ed osserva pensieroso questo assurdo oggetto. Pur avendo in mano gli elementi che gli permettono di notare che qualcosa non va, pare non accorgersi del fatto che l'intero Belvedere è progettato sulla stessa struttura.

    Il passo finale nel percorso di destrutturazione della realtà, consiste nel riconoscere una realtà a molti livelli, e la coesistenza di questi, nel vissuto di ogni giorno e viene descritto sia da Escher che da Dick in maniera molto significativa.
     

    L'illustrazione Tre mondi40raffigura un bosco di Baarn, in una scena osservata realmente da Escher: è rappresentata una distesa di foglie, osservando meglio ci si accorge che essa è posata su uno strato d'acqua, in cui si riflette il mondo soprastante, paesaggio autunnale di alberi spogli. Ma guardando ancora più attentamente si scopre la presenza di un altro mondo ancora, sotto la superficie dell'acqua: un pesce sta nuotando, un po' nascosto dalle foglie. La scena è perfettamente normale, ma il titolo ne sottolinea il tentativo di descrivere la coesistenza di tre singole realtà, diverse, compenetranti e complementari.

    Nel romanzo Noi marziani41viene descritta una realtà ordinaria di un ipotetico futuro: l'effetto di "tassellatura di realtà diverse" è dato dai punti di vista di diversi personaggi riguardo alle situazioni descritte. La realtà è una e multipla nello stesso tempo.

    Rucker, Escher e Dick raccontano di mondi fantastici per invitare il lettore o l'osservatore ad una riflessione sulla realtà in cui vive. Attraverso il confronto tra mondi fantastici e mondi reali, ci suggeriscono che la realtà è molto più complessa di quanto appaia ai nostri occhi o di come noi la possiamo percepire, ma nello stesso tempo ci comunicano una certezza: abbiamo gli strumenti per interpretarla.



    NOTE
     

    1Rudy Rucker, The Last Einstein-Rosen Bridge, 1983 (trad. it. L'ultimo ponte di Einstein-Rosen in Cuori Elettrici, a cura di Daniele Brolli, Einaudi, 1996) 

    2Rudolf von Bitter Rucker, in arte Rudy (Louisville, Kentucky, 1946), è un eccentrico matematico statunitense, noto anche per i suoi saggi divulgativi (La quarta dimensione, La mente e l'infinito) e per numerosi racconti e romanzi di genere fantascientifico. Nei suoi scritti le leggi della matematica e della fisica sono il punto di partenza per originali viaggi attraverso i vari livelli della realtà, per l'esplorazione di nuovi stati di conoscenza in bilico tra reale e fantastico e per la scoperta di nuove potenzialità percettive. La trattazione di questi argomenti non è mai condotta in modo sterile o rigido, ma sempre con una buona dose di ironia, sia nel caso di saggi scientifici che di opere narrative, contribuendo all'originalità della figura di Rucker 

    3 questi oggetti, teorizzati da Einstein in un articolo scritto in collaborazione con Nathan Rosen nel 1935, esprimono la possibilità che si formino dei "tunnel" di comunicazione tra due universi differenti, attraverso la deformazione del tessuto dello spazio-tempo in zone estranee alle leggi convenzionali della fisica 

    4 Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, Olanda, 1898 - Baarn, Olanda, 1972), grafico olandese, amava dire di essere un profano della matematica, ma nello stesso tempo di sentirsi più vicino ai matematici che non ai suoi colleghi artisti. Nella seconda fase della sua produzione (posteriore al 1935, anno in cui l'artista lasciò l'Italia, in cui risiedeva nel 1922, per motivi politici) sono evidenti i tentativi di descrivere visivamente i concetti matematici di infinito, simmetria, paradosso, regolarità, in una serie di illustrazioni memorabili, frutto di un talento artistico, grafico e comunicativo, davvero notevoli 

    5 Hand met spiegelende bol, litografia, 1935

    6 M.C. Escher, Grafiek en Tekeningen, 1959 (trad. it. Grafica e disegni, Taschen, 1990), pag. 13 

    7 Cirkellimiet I, xilografia, 1958; Cirkellimiet II, xilografia, 1959; Cirkellimiet III, xilografia; Cirkellimiet IV, xilografia, 1960

    8 M.C. Escher, ibidem, pag. 10 

    9 Benoit B. Mandelbrot, Les objets fractals, 1975 (trad. it. Gli oggetti frattali, Einaudi, 1987) è il testo fondamentale sulla teoria dei frattali 

    10 Rudy Rucker, White Light, 1980 (trad. it. Luce bianca, Bompiani, 1996), pagg. 67-68 

    11 Band von Möbius II, xilografia, 1963

    12 Rudy Rucker, Mark Laidlaw, Chaos Surfari, 1989 (trad. it. Chaos Surfari, in Cavalieri elettrici, a cura di Daniele Brolli, Bompiani, 1994) 

    13 Rudy Rucker, A Transrealist Manifesto, 1983 

    14 Rudy Rucker, Master of Space and Time, 1984 (trad. it. Signore dello spazio e del tempo, Urania, Mondadori, 1986) 

    15 ibidem, pag. 34 

    16 Lewis Carrol, Alice's Adventures in Wonderland, 1865 (trad. it Alice nel Paese delle Meraviglie, Garzanti, 1989) 

    17 Rudy Rucker, The Hacker and the Ants, 1994 (trad. it. Le formiche nel computer, Phoenix, 1996) 

    18 Rudy Rucker, The Fourth Dimension. A Guided Tour of the Higher Universes, 1984 (trad. it. La quarta dimensione - Un viaggio guidato negli universi di ordine superiore, Adelphi, 1994) 

    19 M.C. Escher, ibidem, pag. 8 

    20 Metamorphose II, xilografia, 1939-40 

    21 Kringloop, litografia, 1938

    22 Reptielen, litografia, 1943

    23 Toverspiegel, litografia, 1946

    24 Lewis Carrol, Through the Looking-Glass, 1872 (trad. it. Attraverso lo specchio, Garzanti, 1989) 

    25 Klimmen en dalen, litografia, 1960

    26 Belvedere, litografia, 1958

    27 Waterval, litografia, 1961

    28 Kubus met banden, litografia, 1957

    29 Hol en bol, litografia, 1955

    30 Boven en onder, litografia, 1947

    31 Trappehuis, litografia, 1951 - questa illustrazione viene citata nel film Nirvana, di Gabriele Salvatores: durante un'incursione nel ciberspazio, il protagonista ha una visione allucinata e da vertigine, provocata dalla visione delle scale di questo disegno

    32 Relativiteit, litografia, 1953

    33 Philip Kindred Dick (Chicago, 1928 - 1982) occupa un posto di rilevante importanza nel panorama fantascientifico mondiale grazie alla forza evocativa e alla profondità tematica delle sue opere. La caratteristica essenziale della sua narrativa è quella di esplorare temi nuovi per la fantascienza (l'allucinata visione della realtà, la coesistenza di mondi diversi, il "cosa è umano e cosa non lo è", l'analisi del mondo contemporaneo, l'espressione dei problemi dell'umanità) attraverso le strutture convenzionali della fantascienza classica (robot umanoidi, alieni, astronavi...). Per alcune tematiche e per questo uso dei moduli narrativi della fantascienza è considerato uno dei precursori del cyberpunk

    34 Philip K. Dick, A Glass of Darkness, 1956 (trad. it. La città sostituita, Classici Urania, Mondadori, 1994) 

    35 Vittorio Curtoni, In cerca della penultima verità, in Philip K. Dick, ibidem, pag. 5 

    36 Antonio Caronia e Domenico Gallo, Houdini e Faust. Breve storia del Cyberpunk, Baldini & Castoldi, 1996, pag. 109 

    37 Philip K. Dick, Do Androids Dream of Electric Sheep, 1968 (trad. it. Cacciatore di androidi, Nord, 1995) 

    38 A questo proposito, si nota il titolo significativo scelto da Vittorio Curtoni per la traduzione di tutti i racconti di Dick: Le presenze invisibili (The Collected Stories of Philip K. Dick nell'originale) 

    39 Philip K. Dick, The Man in the High Castle, 1962 (trad. it. La Svastica sul sole, Nord, 1977) 

    40 Drie werelden, litografia, 1955

    41 Philip K. Dick, Martian Time-Slip, 1964 (trad. it. Noi Marziani, Nord, 1973) 


     © Marco Mocchi 1998
    pubblicato originariamente su Future Shock n° 23
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