WE CAN BE HEROES
(JUST FOR ONE DAY)


Nicoletta Vallorani & Michele Monina
 
"Feel like trash
you make me feel clean.
I’m in the black,
can’t see or be seen.
Baby, baby, baby light my way"
U2

Milano, 15/10/’97

Gentile Extralight non ho il piacere di conoscerla personalmente ma seguo da anni le sue imprese se solo imprese le vogliamo chiamare se è possibile racchiudere in una sola stupida parola le grandiosità che lei ha portato a termine ma forse è meglio che prima mi presenti mi chiamo Aironfric vengo da Ancona e da poche settimane mi sono trasferito qui a Milano e forse avrà sentito parlare di me che sono il supereroe che ha sventato lo stupro della metropolitana pochi giorni fa anche se in realtà le cose non sono andate proprio come dicevano i giornali che quando mai dicono il vero i giornali che io mi sono trovato a passare da quelle parti per caso e ho fatto il mio dovere di cittadino del mondo e in particolare di cittadino di questa città che è una città davvero strana questa Milano lontana ben più di quattrocento chilometri dalla nostra terra e non mi scambi per una campanilista che appena lasciata la terra natia subito cerca conterranei per fare comunella in zona straniera che io avrei solamente piacere di scambiare quattro chiacchiere con lei per sapere un po' come è la situazione in questa città che ancora non riesco a capire ma poi prima di congedarmi le vorrei dire qualcosa più di me giusto per farle sapere chi sono che il mio nome il mio vero nome è Paride Trotti detto Sonia da Sonia Braga anche se in realtà non mi ci chiama ancora nessuno così ma la pazienza non mi fa difetto lo capirà col tempo se di tempo me ne concederà anche se mi raccomando di tenere questo fatto qui per se cioè il fatto che il mio nome vero è Paride Trotti che è una informazione top secret e poi voglio solo dirle che ho ventotto anni e sono diventata supereroe da pochi mesi quando ho metabolizzato l’anellino di titanio che doveva servire a restringere il mio stomaco così per un banale incidente da esile trans in potenza sono diventata un’obesa di metallo nero metallo irto di aculei così è nata Aironfric che poi sarei io Aironfric che mi sembra suoni bene come nome e adesso mi voglio congedare da lei che non so che altro dirle così al primo contatto che in realtà avrei mille cose da chiederle mille consigli da farmi dare da lei mio mito mio idolo mia divina ma se è possibile lo farò a voce

Aspetto sue notizie e la saluto

Aironfric

P.S.

Se deciderà di rispondermi indirizzi le lettere a:

Paride Trotti
via Vallazze, 37
20131 Milano


 
  
30.10.1997

Caro signore (o signora? devo confessare che la sua identità non mi risulta del tutto chiara), nessuno mi scriveva parole così cortesi da tanto tempo. In verità, nessuno mi scriveva da anni finché non ho ricevuto la sua lettera, che - le confesso - mi ha intimamente commosso. Ero talmente turbata dalle sue vicende che sono stata tentata di allentare i ganci della mia ancora per librarmi come una volta libera nel cielo e tentare di raggiungerla. Ma non è possibile. Come lei certamente sa, da tempo ho problemi a dirigere i miei spostamenti in volo e - ciò che è peggio - non riesco ad atterrare. C'è stato un tempo in cui riuscivo a calarmi in eleganti danzanti picchiate sui malcapitati cattivi, ma l'ultima dieta mi è stata fatale. Da allora, il mio peso risulta impossibile da quantificare: sono ormai l'ombra di me stessa, il che, per una che si chiama Extralight (niente ciccia: una donna un'ombra) è un bell'insulto.

Fa sempre piacere sapere di avere un ammiratore (trice?), anche se i bei tempi sono ormai andati per sempre. Mi pare di comprendere, comunque, che le cose non vanno troppo bene neanche a lei, soprattutto se la sua trasformazione nel bizzarro supereroe che è diventata è stata accidentale. Non sono del tutto in grado di comprendere il complicato accidente che ha determinato la sua metamorfosi: sa, le materie scientifiche non sono mai state il mio forte. L'unica cosa che comprendo con chiarezza che lei voleva diventare una cosa e si è trovato trasformato in un'altra. Mi permetta di dirle, cara Sonia (posso chiamarla così?) che è questo che accade spesso nella vita. Un giorno o l'altro, se avrà la pazienza di scrivermi di nuovo, le racconterò cosa è successo a me. Adesso però devo andare: di sera la voglia di volare libera si fa più prepotente e perciò devo stringere i lacci dell'ancora per resistere alla tentazione.

Mi scriva presto, se ciò le aggrada,

Extralight

E non potremmo darci del tu?


 
 
Milano 11/12/’97

Cara Extralight non so dirti quale gioia ho provato nel ricevere la tua lettera che lo confesso io avevo perso ogni speranza e invece ecco che ieri mi è arrivata questa tua lettera e quando sono scesa a guardare dentro la cassetta della posta cosa che faccio tutte le sere appena cala il sole che di giorno preferisco non farmi vedere tu mi capisci e quando ieri sera ho trovato la tua lettera ho provato un brivido che ha percosso tutta la mia colonna vertebrale metallica e l’avrò letta e riletta non so quante volte ormai la tua lettera al punto che credo di saperla a memoria ma ancora non ci posso credere che tu e a tal proposito sappi che sono onorata di poterti dare del tu e non ci posso credere che tu Extralight il mio modello di vita abbia preso carta e penna e deciso di dedicare un po' del tuo tempo prezioso a me che per questo vorrei affacciarmi alla finestra e dirlo al mondo intero ma purtroppo come ben sai non posso farlo che la mia identità deve rimanere segreta e poi abito al primo piano e tutti mi vedrebbero durante il proclama e sarebbe di un imbarazzo incredibile ma ciò non toglie forza al fatto che tu sia diventata amica mia che devi sapere che sin da piccola sei sempre stata il punto di riferimento della mia esistenza e da quando poi pochi mesi fa sono diventata anche io un supereroe o supereroina che dir si voglia anche se detto così sembra più che altro il nome di una nuova sostanza stupefacente di fine millennio ma il punto è che tu da quando io sono Aironfric sei anche qualcosa di più di un punto di riferimento se questo qualcosa esiste in natura che io credo di essere la tua fan numero uno infatti conosco praticamente a memoria tutte le tue imprese e ho ancora stampato nella mente come se fosse ieri il momento in cui per la prima volta sei apparsa sullo schermo della mia televisione e quindi nella mia vita e dire che saranno passati almeno venti anni da quella volta che hai fatto irruzione nel supermercato dei lipidi e hai fatto man bassa di tutti quei grassi e quelle sostanze che solo a guardarle si ingrassa e tu eri lì splendida e immacolata nella tua fierezza di supereroe per non parlare poi del costume davvero stupendo che tu non sai le notti che ho passato sognando di poterne avere uno uguale ma poi io ho questo problemino di cui ti parlavo l’altra volta con l’altra lettera che ho questo problemino che sono un’obesa che detta così è brutta parola ma sicuramente è meglio di cicciona o grassona o palladilardo che io sono decisamente oversize insomma e allora io un costume come il tuo mi limito a sognarlo e niente di più e poi adesso neanche posso più sognare che da quando sono diventata Aironfric non dormo più non chiudo più un occhio e non è una metafora ma la pura realtà che sto sempre a occhi spalancati ma adesso basta che già ti ho rubato anche troppi preziosi minuti preziosi non solo per te ma per tutta l’umanità e a tal proposito se mi consenti ti voglio dire di non fare la modesta a proposito delle tue capacità di supereroe che resti sempre la migliore con tutti i tuoi anni e anni di esperienza alle spalle fidati di me

ti saluto e aspetto ferventemente la tua risposta

tua fedele seguace

Aironfric


 
Milano 20/12/’97

Cara Extralight in attesa della tua risposta mi permetto di disturbati un’altra volta solamente per augurarti un felice Natale e un anno nuovo pieno di buone cose e di imprese degne del tuo nome

La tua fan N°1

Aironfric

P.S.

Non so se ti piacciono questo tipo di cioccolatini al cocco ma ti assicuro che sono la fine del mondo


 
25.12.1997

Cara Sonia (questo nome ti va a pennello: suona dolce come le tue lettere), buona Natale, visto che gli umani usano festeggiare questo giorno, e da quanto capisco, tu sei ancora molto legata alle convenzioni che ti appartenevano prima della tua gloriosa trasformazione in uno di noi. A proposito di convenzioni, devo confessare che ho avuto qualche difficoltà a leggere la tua lettera: l'insolita tendenza ad eliminare punti e virgole mi ha spiazzato fin dall'inizio, anche se solo ora ho il coraggio di dirtelo. Non potresti fare un sforzo? Butta dentro qualche virgola qua e là, tanto per farmi piacere. Capisco che il tuo stile sarà molto meno alternativo (e i critici soffriranno atrocemente), ma io, grazie a dio, non sono un critico: quindi rilassati, che non sei tenuta a fare belle figura.

Comunque sia, hai ragione, si fa fatica a diventare supereroi, ma è una strada senza ritorno. Dovrai abituarti all'idea di essere una solitaria senza amici e parenti, come si conviene a chi si diversifica dalla massa. Cara mia, questa vita è dura, ma mi sembri abbastanza determinata da riuscire a sopportarla. Conosco gente che non ha saputo resistere al silenzio e ha ceduto alle lusinghe della stampa. Alcuni di noi si sono lasciati trasformare in fenomeni da baraccone, personaggi presentati in televisione con il più fragile pretesto e indotti a fare la figura dei cretini solo per far parlare di loro. Non ho bisogno di farti esempi: già saprai. Perciò il mio primo consiglio è: evita i giornalisti come la peste. Sono pericolosi.

E per oggi non vorrei aggiungere altre lezioni di vita: essere didattica mi fa sentire più vecchia di quanto io non sia.

A questo proposito, vorrei chiederti una cosa che spero non ti offenda: ti prego di non ricordarmi mai la mia età. So bene che sono trascorsi vent'anni dal mio raid al supermercato dei lipidi, i paradiso dei ciccioni involontari, distrutti dalle insensate proposte alimentari delle multinazionali del burro e della margarina: è stato un pomeriggio epico, me lo ricordo bene. Quella sera, mi concessi persino un brindisi con un dito di champagne, che pagai caramente con un mese di rigidissima dieta. Mi piace ripensare a quei tempi eroici, non mi piace ricordare che sono passati vent'anni. Tu sei giovane, e non puoi capire cosa significhi sentire il peso degli anni sulle spalle. Per me poi, che non ho mai sopportato neanche il peso della mia ciccia, il tempo che passa e si deposita sulle mio ossa trasparenti (senza peraltro appesantirle e consentirmi di liberarmi di questa ingombrnte ancora) è davvero una croce.

Ora, certo, mi fa piacere essere stata il modello al quale ti ispiravi da piccolina. Non pensare però che io fossi il modello di purezza che sembro. La mia anima non è immacolata come il mio esile corpo. Anch'io ho divorato i miei bei bigné, a suo tempo; anch'io sogno di tanto in tanto di scaraventarmi su torte SaintHonoré appena sfornata. Con gli anni e con 'esperienza si impara a controllarsi: l'importante è che ci sia la volontà di farlo. Quando si vuole davvero qualcosa, la si fa: ne so qualcosa io, che di crociate contro gli agenti dell'ingrasso ne ho condotte davvero parecchie. Perciò non disperare: è la voce dell'esperienza che ti parla, e di un'esperienza, devo confessare, ben stagionata. Sono vecchia, molto vecchia: perciò dovrai sempre portarmi rispetto, anche quando scoprirai che non sono quello che sembro.


 
Milano 14/1/’98

Carissima Extralight mi ripeterò che le ripetizioni giovano del resto ma non so esprimerti la mia gioia a ogni tua nuova lettera che proprio oggi mi sono alzata dal mio letto convinta di non farcela ad arrivare alla fine della giornata completamente depressa a terra quando mi è arrivata la tua salvifica lettera così meglio di un’overdose di prozac che per me sono davvero giornate difficili dure dure come la mia pellaccia nero titanio che solo tu mi puoi capire credo tu che come me vivi e hai vissuto il problema di essere diversa dagli altri di non poter uscire di casa se non col buio di non avere amici comuni per non parlare degli amori che mi dico io come si fa che sono qui a Milano da almeno quattro mesi e non ho conosciuto uno straccio di ragazzo neanche a pagarlo oro neanche uno straccio di ragazzo che ti prego dammi tu qualche consiglio qualche istruzione per l’uso di questa città dove posso incontrare qualcuno che non si tiri indietro davanti alla mia corazza di metallo nero e non solo che è giunto il momento di raccontarti tutto di me tutto proprio no non preoccuparti ma molto sì che il mio aspetto non è quello che si direbbe invitante che io sono obesa e questo lo sai già e ricoperta di imbarazzanti aculei di metallo là dove un tempo avevo gli indesiderati peli che sono tutta nera ma quel che è peggio ho questa capigliatura che sembro una scopa di metallo una vera stracciona e poi c’è un ultimo problemino che da quando ho liquidato il dottor Morò incauto autore del mostro che adesso sono il mio microscopico cazzino è diventato un enorme cazzone eternamente in erezione una sorta di missile puntato verso la luna là orgoglioso verso il cielo che dimmi tu oh mito e amica è mai possibile che una simile abortitura della scienza e della natura possa mai trovare un suo simile troverò mai l’amore mi chiedo a volte mia divina tu che tutto puoi aiutami e avrai la mia gratitudine eterna che già prima di diventare quella che sono Aironfric per l’appunto ho sempre avuto le mie belle difficoltà a trovare un compagno che essere trans in una città di provincia come Ancona non è cosa semplice ma anche qui tu puoi capirmi non nel senso che anche tu sei una trans perdonami se mi sono espressa male ma nel senso che anche tu hai vissuto in provincia prima di arrivare a Milano e sai come funzionano le cose quando nasci in un piccolo paese che io là nella provincia le ho provate di tutti i colori ma non ho mai avuto una relazione che non fosse platonica e monodinamica cioè solo da parte mia per capirsi che è stata proprio la disperazione a spingermi verso l’intervento allo stomaco che avrebbe dovuto farmi sensibilmente dimagrire e avrebbe dovuto fare di me un filiforme trans simile in tutto e per tutto a Kate Moss due gocce d’acqua che già di viso siamo due gocce d’acqua basta vederci assieme e la mia idea era quella di iniziare a fare davvero il trans a quel punto il viados per strada e poi coi soldi raccolti per strada farmi l’altra operazione e diventare quindi una normalissima donna del tutto identica a Kate Moss due gocce d’acqua che cosa chiedevo di così strano mi chiedo io che volevo solamente essere felice e invece poi l’operazione è andata come è andata anche perché quella testa di cazzo se si può dire testa di cazzo scrivendo al proprio mito che quella testa di cazzo lì ha fallito l’operazione perché attendeva la telefonata di una sua amante e così gli è caduto il telefonino dentro il mio stomaco aperto e le radiazioni del suddetto telefonino hanno fatto sì che i succhi gastrici del mio enorme stomaco metabolizzassero il titanio del presunto salvifico anellino e ora eccomi qui trans mutante e di metallo che questa è la vita la dura vita sed vita dicevano i latini o almeno mi sembra di ricordare così che adesso basta non voglio più stressarti con le mie lamentele che già ti sarai scocciata e forse non vorrai più leggere le mie lettere anche se spero proprio di no visto che al momento sei la spinta propulsiva a andare avanti e sappi che attendo con ansia una tua risposta che fortuna che anche il mio stomaco è di metallo sennò avrei di sicuro un’ulcera in balia dell’attesa

saluti e bacetti

la tua fedele amica e dimmi se sono esagerata a definirmi già così

Aironfric

N.B.

Per quello che riguarda la questione della punteggiatura e quindi della virgolatura eccetera eccetera non è questione di essere alternativi o meno nè di essere ricercati che io dei critici non so che farmene che vivo una vita da reclusa e questo già lo sai e mai e poi mai vorrei apparire nelle foto sui giornali che per me è tutta una questione di musica che uno ce l’ha dentro e non deve far altro che seguirla un po' come nel blues o nel jazz e se uno ci presta attenzione si accorge che io le virgole e i punti ce li metto solo che sono nascosti tra le righe come nella vita


 
25.01.98

Cara Sonia, una specie di ingovernabile fatalità mi spinge a scriverti sempre il venticinque del mese. Questa volta, si tratta di una fatalità ben mesta perché intrisa di ricordi non piacevoli. Ti sono molto grata per avermi raccontato brandelli cos" dolenti della tua storia personale: li serberò nel mio cuore come in uno scrigno del quale ho gettato via la chiave. Sono una confidente affidabile, corretta e silenziosa: quanto di meglio c'è al mondo. Se continuo per questa strada, diventerò anche invisibile, il che sicuramente è un vantaggio dal punto di vista di chi deve confessarsi. Spero che accada dopo che ci saremo incontrati, visto che hai conosciuto solo il mio volto da giovane e forse sarebbe carino che vedessi anche quello che ho acquisito da vecchia. Non che ci sia una gran differenza, sai: mi sono sempre curata parecchio, sicché c'è solo qualche rughetta di pelle intorno qualche osso più sporgente. Per il resto, sono come allora, almeno finché resto visibile.

E' un percorso inarrestabile, il mio. Vorrei riuscire a fermarmi, e per amore lo farei, ma sono stata oggetto delle passioni più eteree e idealizzate che si riescano a immaginare senza che nessuno si degnasse di frequentarmi davvero. Come donna, intendo. Perché sarò pure un supereroe, ma soprattutto sono anche una donna. A proposito, com'è la faccenda dei tuoi attributi sessuali? Sai, mia piccola Sonia, questo aspetto della tua metamorfosi, se ben manipolato, potrebbe alla fine risolversi in un vantaggio. Hai idea di quanti umani vorrebbero essere nei tuoi panni, almeno dalla vita in giù? Potresti salvare migliaia di matrimoni offrendo una calda fisicità a chi da anni si ciba della più nebbiosa e incorporea passione. Credo che dovresti rifletterci. Ognuno deve riconoscere il suo talento e metterlo a frutto nel migliore dei modi per se stesso e per gli altri. E tu di talento sicuramente ne hai da vendere. Devi solo trovare una porta per entrare nel magico mondo dei supereroi esordienti.

Sono d'accordo con te. E' un mondo parecchio affollato. Vendono fuffa alla grande, e ogni giorno spunta fuori un nuovo caso pompato su ad arte e che in men che non si dica balza in testa alla classifica. Certo, certo, alcuni di questi giovinetti sono dotati di talento, ma chi li aiuterà a crescere? SigarBoy, SuperVinx, quel maniaco pignolo di Perfectissimo, la giovanissima BigLip, il GranPelato che dopo un solo atto eroico è già una celebrità e il sanguemisto che scrive romanzi e poesie e si chiama Una. Stanno guastando il nostro mondo, e ci stanno dimenticando. Cosa resterà di noi stelle del passato? Solo una foto ricordo, sbiadita dalle glorie di questi piccoli mostri ambiziosi determinati a scalare in un lampo l'impervio viale del successo.

E tuttavia noi sappiamo riconoscere il vero talento, quello che resta imperituro e immutabile nei secoli. E abbiamo riconosciuto il tuo. Sonia, credimi, sei destinata a grandi cose: su questa terra sono in parecchi ad aver bisogno di te. O forse dovrei dire "siamo"?

Riflettici, mia cara. A risentirci presto,

Extralight


 
 
Milano 7/2/’98

Carissima Extralight tanti auguri di puro cuore il mio cuore nero e di metallo che ti ho fatto una sorpresa credo che oggi è il tuo compleanno e io voglio urlarti se si può urlare per lettera io ti voglio urlare i miei più calorosi auguri che non voglio chiederti quanti anni compi che tra signore ci si capisce ma sono davvero contenta di poter condividere con te questo piccolo segreto e non ti direi neanche sotto tortura come ho fatto a scoprire la data del tuo compleanno che a tale proposito ti vorrei chiedere come festeggerai che dubito che andrai a farti un aperitivo al Magenta usanza locale alquanto triste se mi permetti che se vuoi puoi bere un po' almeno due dita dello champagne che ti ho lasciato in portineria e a tal proposito vorrei chiederti se è affidabile la tua portinaia che ha quest’aria molto pettegola che un po' mi disturba e dovevi vedere come cercava di guardare sotto la larga tunica alla Demis Roussos che indossavo e come era incuriosita da questa mia gobba sul davanti e da questo mio strano passamontagna dietro il quale celo la mia faccia nera tipo la luna nera ma è a lei alla tua pettegola portinaia che ho lasciato la bottiglia di champagne per il tuo compleanno e ne ho comprate due di bottiglie una per te e una per me che io quando saranno le venti alzerò il calice pensando a te e mi piace immaginare che anche tu farai altrettanto a casa tua che sarà un brindisi alla tua salute fatto a distanza di pochi chilometri in attesa di conoscerci di persona e quindi di poter brindare una di fronte all’altra e dopo il brindisi immagino uscirai per i cieli milanesi che non so immaginarmi modo migliore per festeggiare il tuo giorno natale che nessun modo può essere migliore del volare libera e felice come una farfalla fallo tu che puoi librarti nell’aria mentre io non posso che un po' mi spiace e un po' ho paura che a tal proposito volevo chiederti come mai è un po' di tempo che non ti vedo più volare nei telegiornali italiani forse che cominci a invecchiare ma a parte gli scherzi è meglio che interrompa qua di scriverti che solo l’idea del brindisi già mi ha dato alla testa e allora preferisco non scrivere altra sciocchezze e non rubarti altro preziosissimo tempo

ancora tantissimi auguri di cuore vero e un bacio

la tua fedelissima

Aironfric


 
07.02.1998

Mia cara Sonia, non ho ancora ricevuto una tua risposta, ma ti scrivo ugualmente. Questo è un giorno infausto, per me, e ho bisogno di confidarmi con qualcuno. Chi più adatto di te, mia cara nuova amica? So che non gioirai nel ricevere questa mia lettera, visto che sarà piena di tristi presagi e di parentele, ma dovrai sopportare e capire. Mi piace pensare che esista tra noi una forma di telepatia che ci consente di comprenderci al volo.

Volo… che parola triste, adesso che non mi riesce più di atterrare. E' stato proprio un 7 di febbraio di qualche anno fa che mi sono accorta di non poter più atterrare. E' stata la fine della mia carriera di superoe, riesci a immaginarlo? Perduta nei cieli, incapace di prendere terra per aiutare gli umani, lontana da dio e dagli uomini e dunque sola ed emarginata.

Una vita terribile. Sono abituata alla solitudine. La mia famiglia, gente nobile e molto ricca col dono del volo da generazioni, non ha mai mostrato la dote di comunicare calore e affetto. Ero una bambina solitaria, già predisposta all'inappetenza e molto affascinata dai cibi magri e dalle verdure scondite. Da adolescente, avevo un profilo affilato che gli uomini non amavano, ma ero convinta che avrei presto trovato la mia anima gemella e che la nostra sarebbe stata una passione trascinante. Gli anni sono passati, i chili sono diminuiti e sono diventati etti. Sono rimasta sola perché nessuno si è accorto della mia esistenza come donna. La mia carriera folgorante come superoe bruciaciccia mi ha riempito di gloria ma non ha colmato la mia solitudine.

Quell'infausto giorno di tanti anni fa avevo appena scoperto che l'unico uomo del quale mi sia mai innamorata aveva deciso di fidanzarsi con SoftMobile. Ti ricordi? Quella che rimbalzava come una palla magica e cos" facendo sgominava intere bande di criminali tramortendoli con i suoi balzelloni imprevedibili. Be', la cicciona mi ha fottuto il fidanzato. Io mi ero già imbarcata in una dieta senza ritorno. L'amore perduto è stato l'ultimo colpo, la sciabolata che ha reciso i miei ultimi contatti con questa terra.

Da allora, volo. E per sempre. Senza poter atterrare.

Extralight


 
25.03.1998

Mi hai deluso. Perché ancora una volta incontro una persona che non è capace di leggere tra le righe? Forse la tua insofferenza per la punteggiatura c'entra qualcosa.

Comunque sia, non posso tollerare il tuo comportamento. Non credo sia colpa tua, Sonia, ma il frutto di una rozzezza incontrollabile. Comunque, un'amica dovrebbe capire quando non è il caso di insistere su argomenti spinosi. Un'amica non dovrebbe girare il coltello nella piaga. Paura di volare: è cos" che si chiama la tua malattia. Io di paura non ne ho mai avuta. E questi sono i risultati.
 
 

Allora lasciamoci da buone amiche. Au revoir, mon amie. Un giorno più propizio ci ritroveremo.

Extralight


 
Milano 3/4/’98

Cara Extralight que pasa dimmi che ho ricevuto la tua ultima lettera e non ho ben capito che forse ho fatto qualcosa che ti ha offesa ma leggendo le tue poche telegrafiche righe ho avuto come l’impressione che tu fossi alterata con me e se ho sbagliato qualcosa dimmelo non ti fare scrupolo che forse è stata la battuta sui tuoi anni ma guarda che stavo scherzando che non è che ci sia questa gran differenza di età tra noi due che di fronte all’amicizia l’età non conta nulla e poi era solo uno stupido gioco tra amiche spero tu l’abbia capito e guarda ti autorizzo a chiamarmi Cicciobombaincanottiera d’ora innanzi se questo ti fa stare meglio che questo era il nomignolo che mi hanno affibbiato alle scuole Cicciobombaincanottiera appunto e non ti dico i pianti che ho fatto per colpa di quello stupido nome lacrime su lacrime ma per te divina faccio un’eccezione che se vuoi mi puoi chiamare Cicciobombaincanottiera tutte le volte che vuoi basta che la smetti di fare la preziosa e mi rispondi visto che te ne sia resa conto o meno la tua presenza nella mia vita ha cominciato ad essere vitale e dubito che sarei riuscita a andare avanti in questa città così grigia io così affascinata dai colori caldi anche se costretta dentro una corazza nera e tu sei entrata nella mia vita di trans mutante di metallo e hai portato una ventata di vitalità come un murales di tutti colori dell’arcobaleno e insomma anche se non riesco a dirtelo nella maniera poetica che una situazione del genere necessiterebbe penso che hai capito che ti devo la vita

adesso ti saluto e aspetto ferventemente una tua risposta

Bacetti

Aironfric x te Cicciobombaincanottiera


 
 
Milano 18/4/’98

Carissima Extralight sei forse diventata la donna invisibile e io non l’ho saputo o sei partita per una nuova missione così segreta da non poterla dire neanche a una collega come me o forse dopo la malasanità anche la malacomunicazione si accanisce su di me povera creatura vittima anche delle poste e comunicazioni o forse la polizia mi controlla la posta e censura tutte le tue lettere sicuramente al cardiopalma perchè c’è questo spiacevole fatto che io non ho ancora ricevuto nessuna tua risposta e allora forse questo vuol dire che stai cercando un modo veloce per liberare l’umanità dalla mia ingombrante presenza che se è così ti posso tranquillamente dire che ci stai riuscendo e mi stai facendo morire di crepacuore che non mi piace ripetermi ma come ti ho già detto anzi scritto in questo periodo la mia vita è vincolata alla tua che sono diventata dipendente da te e se non ti sento o leggo sto a rota proprio come i tossici e per tutta risposta tu che fai mi ti neghi che proprio non ci siamo va bene tutto ma non sopporto il fatto che per un qualche motivo a me ignoto tu te ne stia lontana da me fuori dalla mia vita che guarda io non sono solita fare minacce ma stavolta farò un’eccezione come per la questione Cicciobombaincanottiera e se non mi scrivi immediatamente una lettera te ne pentirai che non ti illudere non porrò fine alla mia metallica esistenza ci ho già provato più di una volta ma non mi è possibile sono proprio invincibile anche a me stessa che sono condannata all’immortalità pensa un po' te condannata all’immortalità mentre tutti vorrebbero trovare il modo per esserlo immortali ma io quello che intendo quando ti tico che te ne pentirai è una cosa ben più inquietante che se non mi scrivi subito e per subito intendo che puoi anche mollare la lettera a metà e correre al tuo scrittoio se vuoi e cominciare a scrivere che se non mi scrivi subito ti verrò a cercare e tieni a mente che so dove abiti e conosco quella pazza della tua portinaia e mi piazzerò a dormire sul tuo zerbino finché non mi dirai che ti ho fatto e non scherzo quando ti scrivo queste parole sappilo che poi quello che più ti deve inquietare è il fatto che io soffro di questa insonnia dovuta alla mia stessa essenza supereroica e quindi neanche ti dormirò nello zerbino ma starò lì sveglia gli occhi ben spalancati e tu ogni volta che uscirai mi troverai lì che ti fisserò

ti aspetto e questa va letta in tono perentorio di minaccia appunto

Bacettini

l’inquilina del tuo zerbino

Aironfric


 
Milano 2/5/’98

Gentile Extralight mi chiedo cosa è stato di noi che ormai dubito che mi risponderai e non so neanche io quante altre lettere continuerò a spedirti prima che la rassegnazione abbia la meglio sul mio cuore di titanio che ormai va cadendo a pezzi triste come Venezia e la tristezza ormai vive appoggiata alle mie grasse spalle sotto il mantello che io Aironfric ho quello che se fossi un negro potrei definire il blues ma come tu sai io non sono negra sono solo nera e di metallo per di più che forse è stata tutta una pia illusione frutto della mia fantasia di trans sì una delle tante fantasie che mi sono cullata nella mente che mò non mi rimane che una intera infinita vita davanti da passare chiusa nella mia solitudine e nella mia malinconia che fortuna che una città come Milano mi facilita le cose che io non ho mai visto un’altra città altrettanto malinconica altro che Venezia in effetti che in confronto a qui Venezia è una comica di città che è un vero peccato sarebbe davvero stato molto bello poterti conoscere di persona e passare ore e ore a scambiare chiacchiere da amiche oltre che consigli da colleghe che pensa che io addirittura avevo progettato qualche azione da fare insieme io stupida che sono stata io e te insieme pensavo che devo proprio essermi montata la testa però sai il fatto che tu sei così forte mi ha per un momento un momento molto lungo a dire il vero fatto pensare che forse tu con la tua superpotenza saresti riuscita finalmente a farmi volare anche me Aironfric la cicciona che non sono altro che una zavorra col mio enorme peso titanico ma già mi immaginavo la scena con te che ti libravi nell’aria con me appesa sotto insieme noi sopra i cieli d’Italia e del mondo ma scusa se mi sono lasciata andare con la fantasia e scusa anche se tronco qui la lettera ma la tristezza non mi fa andare avanti e la sento che mi chiama da sopra le grasse spalle e la vedo riflessa nello specchio che sta alzando il mantello per venire fuori

un bacio molto triste che forse è l’ultimo

Aironfric


 
03.05.1998

Mia cara, non trovo le parole per farmi perdonare. Il fatto è che vado soggetta ad improvvisi attacchi di depressione, che accentuano la mia inappetenza e la mia insonnia. Forse, anche nella tua giovinezza, sarai in grado di capire la forma di follia che si scatena in un superoe che dorme poco. Sono precipitata nei più neri abissi di sconforto. Ebbene s", devo anche confessare di aver provato un'invidia profonda e incontrollabile nei tuoi confronti. Tu col tuo solido corpo al titanio non avrai mai il problema di ancorarti a questa terra. Tu che ambisci a volare non sai cosa si prova quando non si riesce a prendere terra. E io ti ho odiato, ebbene s", perché tu hai qualcosa che io non ho. (Qualcosa di etereo, intendiamoci: il mio discorso non ha nulla a che fare con i tuoi nuovi attributi sessuali)

A poco a poco, ho recuperato lucidità e ho capito quanto fosse stupida la mia posizione. Ho cominciato a riflettere, mia cara Sonia, e come per incanto ho visto una tua immagine materializzarsi sul mio comodissimo zerbino, ben ancorata alla terra e alla realtà. Allora ho capito, mia cara, e ho trovato la soluzione ai nostri problemi.

Possiamo aiutarci, mia piccola Sonia. Possiamo fare coppia e completarci. Tornare in azione. Sento già la giovinezza recuperata serpeggiarmi nelle povere ossa mentre cerco di spiegarti il mio progetto. Tu sarai la mia ancora semovente, la mia zavorra di titanio, l'anima fattiva e concreta di cui ho bisogno. E io sarò per te la realizzazione del tuo desiderio di volo, l'attuatrice dei balzi incontrollabili della tua fantasia, l'ala piumata sulla quale depositerai i tuoi sogni. Faremo coppia. Partiremo per grandi rutilanti avventure. E dato che tutt'e due abbiamo qualcosa di cui vendicarci, cominceremo a terminare tutti gli emuli del dottor Morò. Per ripulire la terra. E il cielo.
 
 

Extralight


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