in collaborazione con
Science Fiction Sudies
L'OPERA DI DICK:
L'ARTE COME RIFUGIO E VISIONE DEL MONDO
(RIFLESSIONI INTRODUTTIVE)
[P.K. Dick's Opus: Artifice as Refuge and World View (Introductory Reflections)]

Darko Suvin

Vorrei dividere gli scritti di Dick in tre periodi principali: 1952-62, 1962-65 e 1966-74. Il primo periodo è quello del tirocinio e del perfezionamento dei temi e dei meccanismi, prima nei racconti brevi e lunghi (1952-56) e quindi nei suoi primi romanzi, da Solar Lottery a Vulcan's Hammer (1955-60); periodo che culmina nella magistrale polifonia di The man in the high castle (1962). Il secondo, centrale, periodo di Dick si profila secondo me come un elevato "altopiano" susseguente alla punta creativa di MHC. Comprende insieme ad altri tentativi meno fortunati i capolavori Martian time slip e Dr. Bloodmoney cosi' come l'imperfetto ma potente quasi-capolavoro The three stigmata of Palmer Eldritch. L'ultima fase dell'opera di Dick, con inizio nel 1966, è per molti aspetti di decadenza, caratterizzandosi per il passaggio da una fruttuosa tensione tra il pubblico e il privato ad una narrazione semplificata e sempre più condizionata da ansietà personali e da conseguenti interessi verso irrisolvibili puzzles ontologici. E questo ha chiaramente provocato la sterilità narrativa del 70-74 (We can build you, sebbene pubblicato nel 72, era già apparso in versione rivista nel 1970). Comunque, Ubik (1969), il più ricco e provocatorio romanzo di questa fase, attesta la necessità di una analisi definitiva anche di questo periodo di Dick. Di conseguenza, una panoramica sulla sua opera può, io credo, individuare una linea logica di sviluppo, ma non si tratta di una logica meccanica o lineare. Il lavoro di Dick, intimamente influenzato e facente parte dei grandi processi della psicologia collettiva e sociale americana in questi ultimi vent'anni, ne condivide le esitazioni, e i salti all'indietro, in avanti o laterali, spesso irrazionali, comunque sempre comprensibili. Questo lavoro è forse più assimilabile a quello di un "poeta della prosa" i cui strumenti di base non sono versi e figure poetiche ma:
(1) sistemi di relazioni all'interno del materiale narrativo;
(2) diversi mondi alternativi, in ciascuno dei quali i rapporti specificatamente politici e ontologici sono analoghi a quelli degli USA (o semplicemente della California) negli anni 50 e 60;
(3) ultimo, ma non meno importante, i vividi personaggi sui quali la sua narrazione e i suoi mondi in definitiva si basano. In questo saggio, mi propongo di occuparmi di queste tre aree della creatività dickiana: alcuni rapporti di base nel modo di raccontare storie proprio di Dick - qualcosa di più del semplice sviluppo della trama, sebbene ad esso legati - possono essere esplorati tramite un'analisi dei fuochi narrativi e dei livelli di potere; i mondi alternativi di Dick possono essere esplorati in funzione del sempre maggiore spostamento da orizzonti schiettamente politici a orizzonti ontologici; infine i personaggi allegoricamente esagerati di Dick possono essere analizzati essi stessi come elementi di base della moralità e della cognizione nei suoi romanzi.

1. PELLEGRINAGGIO SENZA EVOLUZIONE: FUOCHI NARRATIVI E LIVELLI DI POTERE

Amazing the power of fiction, even cheap popular fiction, to evolve.
(P.K.Dick, The Man in the High Castle, viii)

Allo scopo di individuare lo sviluppo del modo di narrare dickiano, vorrei far notare l'uso dei personaggi come fuochi narrativi e come indicatori di classi sociali o livelli di potere inferiori e superiori. Il concetto di fuoco narrativo sembra essere necessario in quanto Dick di regola fa uso di una narrazione che non è quella, tradizionale e conosciuta, del narratore neutrale e superiore, né quella della prima persona incentrata sul protagonista. La narrazione procede invece a volte oscillando tra due possibilità estreme, simultaneamente in terza persona e dal punto di vista privilegiato del protagonista o personaggio focale in un dato segmento. Quest'ultimo è sempre chiaramente separato dagli altri segmenti con altri personaggi focali - primo, tramite la fine del capitolo o almeno con l'apposizione di un doppio spazio all'interno dello stesso; e secondo, con la presentazione del personaggio focale all'inizio di ciascun segmento narrativo, di solito dopo una frase introduttiva o incidentale subordinata monotona e evitabile che definisce il tempo e il luogo del nuovo segmento. Il personaggio focale è anche il fuoco visivo, uditivo e psicologico la cui prospettiva privilegiata caratterizza e limita la narrazione susseguente. Questo permette un rapporto empatico - in genere di simpatia, ma sempre almeno di comprensione - con tutti i personaggi focali, siano essi malvagi od eroi nel conflitto della storia soggiacente; ciò equivale a dire che Dick non ha neri o bianchi, cattivi od eroi alla maniera di Van Vogt (dal quale spesso sono presi a prestito i conflitti astratti della storia ). Nel mondo collettivo, non individualista di Dick, tutti, grandi e piccoli, distruttori e vittime, sono immersi in una situazione esistenziale che determina largamente le loro azioni. Perfino il distruttore archetipico Palmer Eldritch è un sofferente. I romanzi precedenti al 1962 sono approssimazioni successive verso una tecnica narrativa multi-focale. Il caso limite inferiore e seme originario, la narrativa dell"'unico eroe al centro" si può trovare in Eye in the sky e, con un timido tentativo di due fuochi sussidiari, in The man who japed. Solar lottery possiede due fuochi definiti, Benteley e Cartwright, con insufficienti sforzi tendenti ad una struttura polifonica (Verrick, Wakeman, Groves). In modo simile in Time out of joint, sebbene vi siano una dozzina di fuochi, Ragle è chiaramente il centro privilegiato. Infatti l'intero universo del libro è costruito solamente per entrare in conflitto con lui, cosi' come tutto l'universo viene in conflitto con il protagonista di Eye in the sky. Vulcan's Hammer è focalizzato intorno al due burocrati, Barris e Dill, con Marlon terzo e meno importante elemento. Il personaggio importante di Father Fields non diventa fuoco narrativo, come sarebbe logico, nè lo diventa il computer intelligente, sebbene simile, ad esempio, all'altrettanto distruttivo e distrutto Arnie in MTS. Comunque, in MHC si può trovare per la prima volta la piena articolazione narrativa dickiana, superata solo in MTS e in Dr.B. Con alcune semplificazioni relative ai personaggi secondari e alle sotto-trame, e tenendo presenti i livelli di potere sociale - qui esplicitamente politici - MHC si divide in due trame parallele con i seguenti fuochi narrativi (evidenziati, mentre gli altri personaggi importanti sono scritti in minuscolo):

Il livello superiore è quello del conflitto etico-politico tra il fanatismo omicida nazista e la tolleranza giapponese (l'assunto secondo il quale un fascismo giapponese vittorioso sarebbe radicalmente migliore di quello tedesco è uno degli errori più grossolani del romanzo). In (1), la trama di San Francisco, i due personaggi focali sensibili sono Frank Frink, il piccolo uomo creativo, tormentato profugo ebreo, e Mr.Tagomi, l'ufficiale giapponese dallo sviluppato senso morale. In (2), la trama della locomotiva, il solo personaggio focale è Suliana,. Tagomi aiuta Baynes nel tentativo di sventare il piano nazista di dominio universale, e incidentalmente impedisce anche l'estradizione di Frink in Germania, mentre Suliana sventa il piano nazista (di Joe) per assassinare Abendsen, lo scrittore di fantascienza autore dì un libro in cui si postula la sconfitta dell'Asse nella seconda guerra mondiale. Entrambi finiscono per diventare, più per istinto che per calcolo, antagonisti della violenza politico-psicologica fascista. Ma il legame passivo fra loro è Frink, ex marito di Suliana, e la sua creazione artistica, il triangolo argenteo intermediario tra terra e cielo, vita e morte, passato e futuro, l'universo di MHC e l'universo alternativo della nostra realtà empirica. La visione dì alterazione della realtà, nel cap. 14, indotta dalla contemplazione del gioiello di Frink, è una scena dickiana che ricrea, tramite l'uso voluto di un punto di vista narrativo parziale, la grande tradizione utopica, in cui il ritorno alle strade, allo smog, ai jukebox propri della civiltà del lettore è visto come una visione dell'inferno - esattamente come alla fine di Gulliver's travels, Looking backwards o News from nowhere. Ma è anche analoga alla visione del libro di Abendsen. Il libro e il gioiello provengono da profondità ctonie, ma diventano intermediari solo se prendono forma dall'intelletto, per quanto oracolare e istintivo. Per Dick, uno scrittore (e specialmente uno scrittore di SF) è prima dì tutto un creatore di artifici, sia nel senso di costruttore artistico che in quello di creatore di nuovi mondi, "artificiali" ma possibili. Frink e Abendsen, i due "artefici" - il primo nascostamente passivo ma fuoco narrativo centrale, il secondo una vaga ma ossessionante figura che appare alla fine del libro - costituiscono con Tagomi e Suliana, i due attivisti morali istintivi, i quattro pilastri della speranza dell'opposizione alla malvagità politica dominante del fascismo. Sebbene più istituzionalizzata nel nazismo tedesco, questa speranza si trova anche in americani medi come Childan, il negoziante che oscilla tra aiutante e sfruttatore degli artefici creativi come Frink. Il secondo, "costante" periodo dell'opera di Dick mantiene e approfondisce la polifonia narrativa di MIIC. Questo sia tramite l'incremento dei fuochi narrativi sia attraverso l'enfatizzazione di alcuni rapporti privilegiati tra i personaggi focali, riuscendo cosi' a creare in modo più semplice una visione di insieme con meno ridondanza ed un impatto più efficace. I due punti culminanti di questo processo sono MTS e Dr.B. In MTS tre dei personaggi focali predominano (i sottolineati):

Dei tre personaggi privilegiati, l'imprenditore Arnie è potente e socializzato, il ragazzo autistico Manfred è politicamente debole e asociale, mentre il protagonista Jack Bohlen si situa fra i due non solo per il suo status sociopolitico ma anche nel suo rapporto e nella sua lotta con la psicosi. Comunque, Jack e Manfred, il precog che imprigiona il tempo e l'artigiano manuale, sono alleati contro il capitalista Arnie. Questa è la prima chiara espressione nell'opera di Dick dell'alleanza e nello stesso tempo della spaccatura tra la libertà personale rousseauiana realizzata nella simbiosi finale di Manfred con il Bleekmen, nobile selvaggio, totalmente asociale, e un ordine etico comune, simboleggiato da Jack. La mancanza di potere politico per essi diventa una forza - come accade a Suliana in MHC - grazie alla loro grande sensibilità. Questo permette loro una comprensione profonda della gente e delle cose, della natura esterna ed interna di queste (cosa che essi pagano con una grande sofferenza). Di conseguenza, il punto chiave o situazione obbligatoria in MTS è ancora una scena visionaria che coinvolge Manfred, Jack ed Arnie in diverse versioni interdipendenti di alterazione da incubo della realtà (cap.1O-11).

Le opposizioni sono aggravate e quindi studiate più in profondità in Dr.B, il lavoro narrativo più sofisticato di Dick. Nove fuochi narrativi personali sono, straordinariamente, riuniti con due gruppi focali corali - i personaggi secondari che vengono uccisi durante la narrazione, ma costituiscono un elemento decisivo nella disfatta di Hoppy, come Fergesson, e i personaggi secondari della comunità del dopobomba, come Sune. La doppia dicotomia di MTS (potere/mancanza di potere + libertà personale/ordine morale) è qui riccamente articolata ne:

  1. i pericoli di distruzione in opposizione con le nuove prospettive di vita, ulteriormente suddivise in:
  2. ricerca di una comunità equilibrata e
  3. ricerca della felicità personale.
In modo molto interessante, Dangerfield, il mediatore tra tendenze pratiche e istanze culturali del passato, fornisce un legame tra tutti coloro che si oppongono ai distruttori. In questo romanzo, tra i più ottimistici di Dick, la bomba di Bloodmoney è una buona catastrofe: il collasso del potere sociopolitico e tecnologico americano abolisce le distinzioni di classe, e quindi rende possibile un nuovo inizio e l'avvento di un'innocenza che possa portare alla sconfitta dei nuovi usurpatori del possibile utopico, grazie alle forze complementari di un nuovo ordinamento comunitario e individuale. Queste forze sono appunto simboleggiate dall'omuncolo Bill - forse il più tenero personaggio di Dick - che è allo stesso tempo persona e organismo simbiotico:

In questa luce, gli spostamenti ideologici del libro sono completi quando Bonny, l'onnicomprensiva figura di MadreTerra, abbandona il vecchio pericolo, Bloodmoney, e quando suo figlio, simbolo dell'innocenza e della forza del nuovo ordine (come il suo vago prototipo, Mrs. Grayles in A canticle for Leibowitz), sconfigge il nuovo pericolo, Hoppy. Il professor Jameson identifica in modo convincente il nuovo pericolo con le istanze neo-pragmatiste legate alla moderna elettronica e con gli USA, cosi' come il vecchio pericolo è rappresentato dal classico scienziato pazzo alla Dr. Stranamore, legato alla fisica nucleare e alla Germania. Il saggio di Jameson, cosi' come le analisi su MTS di Aldiss e Pagetti, rendono possibile il tagliar corto in questa sede con la discussione sui fuochi narrativi in questi due capolavori di Dick. Rimane solo da notare che l'utopia rousseauiana non può in definitiva fondere felicità personale e armonia comunitaria - al massimo può renderle compatibili.

2. AM-WEB: POLITICA E ONTOLOGIA

The disintegration of the social and economic system had been slow, gradual, and profound. It went so deep that people lost faith in natural Iaw itself.
(P.K.Dick, Solar Lottery, ii.)

Rimane, nel periodo centrale di Dick, l'importante anche se ambiguo 3SPE, la cui discussione implica lo spostamento dell'attenzione su quali siano per Dick gli orizzonti del destino umano. 3SPE è il primo romanzo significativo di Dick che assegni uguale peso a politica e ontologia come arbitri del proprio microcosmo e del destino dei propri personaggi. Cominciamo dalla politica. Dopo la prima metà degli anni sessanta, Dick può essere considerato come uno scrittore di SF antiutopica sul tipo di 1984 di Orwell e dei minacciosi scenari di guerra mondiale e di dopobomba nelle "nuove mappe dell'inferno" di Bradbury, Heinlein, Blish e Pohl (per menzionare quegli scrittori che, insieme a Van Vogt per gli intrecci e a Bester per gli espers, sembrano aver maggiormente influito su di lui). Gli orrori della politica della guerra fredda, il militarismo paranoico, l'isteria di massa organizzata dalle forze politiche, il totalitarismo abusivo dei governi sono temi accennati nelle storie degli anni 50 come "Breakfast at Twilight", "War veteran" o "Second variety"; in una delle migliori, "Foster, You're dead", la mania militarista dei rifugi antiatomici è inoltre vista come strumento di sfruttamento commerciale della popolazione nella vita di tutti i giorni. Nei primi romanzi di Dick la struttura distopica si sviluppa riunendo sia uno sguardo verso la popolazione umile e sottomessa che una visione interna dell'élite dominante - i telepati e i creatori di quiz in Solar Lottery, la polizia segreta in The variable man e The world Jones made, i persuasori dei mass-media in The man who japed, i potenti burocrati in Vulcan"s Hammer. Difatti, Eye in the sky è la formalizzazione di uno sguardo letterariamente "interno" verso quattro varianti di distopia, e lancia un messaggio che dice che nel mondo della scienza moderna noi siamo veramente manovrati da qualcuno. Dopo 3SPE, quindi, i romanzi di Dick che non sono distopie primarie (The cosmic puppets, Dr. Futurity, The gameplayers of Titan) possono essere trascurati. Al contrario, la distopia politica è rimasta come una sorta di "livello zero" per gli scritti di Dick fino ai nostri giorni (per esempio in Flow my tears, the policeman said) anche in casi di esplicita connessione tra le prime storie e romanzi usciti più tardi, costruiti per approfondimento di temi e situazioni delle storie stesse e sviluppo di queste in forma di romanzo (ad es. The defenders e The penultimate truth o Shell game e Clans of the alphane moon). Il culmine e la trasmutazione degli orizzonti politici si raggiunge nella "tetralogia dell'altopiano" di Dick, da MHC a Dr.B. MHC, con la sua superba descrizione della psicologia nazista e della vita in un mondo di occupanti, occupati e collaborazionisti, è il punto più alto dell'antiutopismo esplicitamente politico di Dick. Paradossalmente, benché precariamente equilibrato da una sorta di ottimismo morale, è proprio grazie a questo fiducioso equilibrio è ricchezza, che può essere considerato uno dei lavori più lucidi di Dick. È anche la prima consacrazione definitiva del tema della paranoia-tedesca-con-tendenze-fasciste che ha ossessionato Dick come nessun altro scrittore americano di SF (con la possibile eccezione di Vonnegut) a partire da The variable man con il Commissario della Sicurezza Reinhart, e dall'embrionale The man who japed con il suo grande fratello tedesco-americano nella persona del maggiore Jules Streiter, fondatore del Movimento del Richiamo Morale. I nomi di questi oscuri re dell'antiutopia sono un eccellente esempio degli onomastici ideologici di Dick: implicano allusioni ai nomi e alle dottrine del Riarmo Morale di Buchman, del Credito Sociale del maggiore Douglas, e del fanatico razzista-nazista Sulius Streicher. Il liberalismo di tutta la apparentemente approfondita SF distopica americana negli anni 40 e 50, con le sue illusioni di ritorno allo spirito del 1776, appare insignificante davanti alla pervasiva, intima e straordinariamente ricca comprensione da parte di Dick delle affinità tra fascismo tedesco e americano, nati dalle stesse classi sociali di grandi speculatori e piccoli commercianti. Questa comprensione è incarnata dai numerosi personaggi che nascondono lo spettro del desiderio di morte tra minacce psicologiche e politiche, a cominciare dall'americano tipo Childan (che di conseguenza è un razzista più per insicurezza che per fanatismo, ed aperto ad una conversione positiva) e dell'assassino tedesco Joe mascherato da americano in MHC, per continuare con Norbert Steiner e Otto Zitte così come i 'big' corrotti vagamente tedesco-americani Leo Bohlen e Arnie Kott in MTS, e per finire con il Dr. Bruno Bluthgeld/Bloodmoney, discendente da Von Braun, Teller e simili, sia attraverso la stampa che attraverso lo scienziato pazzo di Kubrick, il dottor Stranamore). Questo porta alla fine al dominio della Germania sul mondo occidentale per mezzo delle industrie e degli androidi in The simulacra, e sull'intero pianeta attraverso l'ONU in The unteleported man. In quest'ultimo romanzo, la rivelazione che il boss dell'ONU Horst Bertold (il nome e la giustificazione finale rivelatrice del quale rimandano a Bertolt Brecht, il tedesco antifascista il cui nome deve essere molto famigliare ad un amante di musica e teatro come Dick), è un tedesco "buono", politicamente dalla stessa parte del perseguitato Rachmael Ben Applebaum, rappresenta una riconciliazione del potente tedesco con il debole ebreo. Questi ruoli o cliché politico-nazionali appaiono come poli separati in MHC. Ma l'anno che rappresenta la fine dei temi e cicli tedesco-nazisti di Dick è il 1966, con la totale presa di coscienza da parte del sensibile autore del fatto che il mondo, e in particolare gli USA, aveva altri affari a cui badare. L'ubiqua minaccia fascista non è più rappresentata in primo luogo dai tedeschi o anti-semiti. Già in MTS, i solitari killer tedeschi Steiner e Zitte non sono niente se comparati agli americani di ascendenza teutonica Leo e Arnie. In Dr.B, di conseguenza, la minaccia di Bluthgeld è soppiantata dall'americano deforme spesso considerato il prodotto del fallout dello stesso Bluthgeld - lo zoppo discepolo di Ayn Rand, Hoppy, collegato letteralmente attraverso i denti ai più moderni gadget elettronici di morte. Chiaramente, Bluthgeld sta a Hoppy come la tecnologia tedesca associata alla seconda guerra mondiale e alla guerra fredda degli anni 40 e 50 sta alla tecnologia della guerra del Vietnam nei 60. È la stessa relazione che esiste tra il superman plasmato dai nazisti Bulero e il manipolatore della realtà Eldritch, e in definitiva tra la Krupps e Heydrichs di MHC e il complesso militare-industriale del capitalismo americano: "Era stata Washington a gettare le bombe (sul popolo americano), non i cinesi o i russi" (Dr.B, cap.5). La trasformazione o transustanziazione del fascismo europeo classico nel nuovo sistema di potere americano e anche il tema di due significative storie di Dick scritte negli anni 60: "If there were no Benny Cemoli" (leggi Benito Mussolini) e "Oh, to be a blobel" (dove un industriale americano si trasforma in un alieno mentre l'umile moglie-impiegata diventa umana). La terza storia significativa, "What the dead man say" - che si situa a mezza via tra 3SPE e Ubik - presenta la semi-vita come una parodia del nascente totalitarismo politico ed economico americano. Tramite la fase di MTS, i piccoli uomini di Dick sono opposti non solo al potere politico e tecnologico, ma anche a quello economico nella persona dei capitalisti rivali Leo (che rappresenta una classica associazione di grandi speculatori) e Arnie (il cui capitale deriva dal controllo di una grande compagnia di trasporti), mentre su entrambi gli orizzonti di Marte e della Terra si profilano i grandi movimenti cooperativi, nei quali il capitale è costituito dagli investimenti dei membri. Nel corrotto microcosmo di MTS queste tre varianti di capitalismo (classico laissez-faire, burocratico, e demagogicamente manageriale), insieme al capitalismo di stato della supernazione ONU, che dispone di interi pianeti, costituiscono almeno un quadro riassuntivo delle possibili forme del capitalismo stesso. Lo slogan del grande movimento cooperativo, che Manfred vede a coronamento della propria orribile visione di decadenza del futuro planetario, è AM-WEB, spiegato con una delle frequenti reminiscenze tedesche di Dick, in "Alle Menschen Werder Bruder" - "Tutti gli uomini diventino fratelli" (da Schiller attraverso la Nona di Beethoven). Ma naturalmente questa spiegazione è mezza vera e mezza falsa - l'acronimo più adatto per lo slogan dovrebbe essere, in fondo, AMWB senza "E" e senza trattino. Quindi, all'interno del canonico parallelismo dickiano tedesco-americano, AM-WEB è anche, e soprattutto, un emblema dell'ironico rovesciamento delle pretese di libertà, fraternità ed uguaglianza - è I"' American Web",la ragnatela americana del grande business, l'aristocrazia corrotta del lavoro, e del grande stato che trasforma la difficile vita di tutti i giorni dei piccoli uomini in un incubo futuro. Come Aldiss fa notare nel suo saggio, l'intero MTS - ed oltre ad esso molte altre opere di Dick - è una ragnatela maledetta. Il ragno economico-politico che la tesse è identificabile con una chiarezza poco conosciuta nella SF americana, dall'oligarchia di London fino al proprietarismo di Ursula Le Guin. L'utopismo rousseauiano di Dr.B è un'indicazione che il bisogno di sfuggire a questa ragnatela è così profondo da ammettere persino un olocausto atomico come possibilità di ricostruzione di qualcosa di nuovo: "Siamo una razza maledetta, pensò Adams. La Genesi ha ragione: portiamo su di noi una stigmate, un marchio" (The penultimate truth, cap.13). Le tre stimmate di Palmer Eldritch, l'industriale interplanetario che vende la droga per assoggettare le masse, sono tre segni di demoniaca artificiosità. Le sue protesi, i suoi occhi, mani e denti, gli permettono, come in una variante del lupo in Cappuccetto Rosso, di vedere (capire), afferrare (manipolare) e lacerare (conglobare, consumare) meglio le sue vittime. Come l'industriale in "Oh, to be a blobel", questo palmiere soprannaturale (eldritch palmer, n.d.t.), o inquietante pellegrino verso il trionfo del dominio universale del mercato, è chiaramente un "capitalista pazzo" (per coniare un termine parallelo a scienziato pazzo), un miracoloso riorganizzatore della produzione distrutta dalla mancanza di una distribuzione razionale (cap.1) che trasforma l'Alieno in una potente mossa. Ma la sua forza peculiare e terribile sta nel fatto che egli non solo estende la sua manipolazione tramite droga a mercato di schiavitù (vedi la storia precedente di Dick con questo titolo), ma la usa anche per costruire una parziale, stigmatizzata replica di se stesso, che possa lavorare ignorando le sue debolezze etiche ed esistenziali. Il tipo di capitalismo super-corporativo di Palmer Eldritch è di fatto una nuova religione, più forte e più persuasiva di quella trascendente classica, perché "DIO PROMETTE LA VITA ETERNA, NOI POSSIAMO DARLA" (cap.9). Ma ciò che viene dato non è solo una cosa del tutto nuova, ma anche falsa, che risveglia l'inumanità bestiale o aliena all'interno degli uomini. "E... non abbiamo sacramenti mediatori con i quali proteggerci... Egli (la presenza di Eldritch) è fuori, all'aperto, in tutte le direzioni. Guarda direttamente nei nostri occhi; e guarda con i nostri occhi" (cap.13). Dick si muove qui lungo un sentiero nella giungla già tracciato da William Burroughs: per entrambi, i creatori delle allucinazioni sono reali. La struttura narrativa di 3SPE combina la multifocalità con un asse privilegiato protagonista-antagonista (Mayerson-Eldritch) e con la divisione in livelli di potere:

Comunque il precedente normale conflitto tra livelli sociali superiore e inferiore è qui superato dall'apparizione di un nuovo tipo di antagonista, Eldritch, che intrappola non solo la gente comune - Mayerson e gli altri coloni di Marte - ma anche il potere costituito di Bulero, e di fatto sovverte l'intera nozione di personaggio monadico, individualistico, sul quale la SF di Dick e di molti altri si è spesso basata, L'apparizione di Eldritch, segnata dalle sue stigmate all'interno degli altri personaggi, sposta il conflitto nella psiche di questi ultimi - possono essi fidarsi delle proprie percezioni della realtà? Il tema politico ed i suoi orizzonti cominciano qui a lasciare il passo all'ontologia. Anche se i dilemmi ontologici hanno la loro evidente genesi in quelli politici, essi spostano i rapporti di forza dalle istituzioni umane a misteriose entità non sempre completamente spiegate o comprese nella narrazione. 3SPE è quindi la prima tappa di sviluppo di Dick dove le preoccupazioni ontologiche cominciano ad assumere lo stesso peso, o anche maggior peso, del distopismo politico. Tali preoccupazioni possono essere rintracciate, senza dubbio, negli scritti di Dick fin dagli inizi. Foster, You're dead, la storia di un ragazzo alienato dalla pressione del conformismo sociale, è già una via di mezzo tra una satira di Pohl (il racconto venne pubblicato proprio da quest'ultimo in Star SF 3) e la figura dell'alienato Manfred in MTS, che costruisce una realtà alternativa come rifugio, e può servire come chiave per lo studio del tema dickiano dell'alienazione mentale connessa al cambiamento della realtà. Parallelo a questo, Adjustment Team è un primo tentativo di evoluzione della situazione di totale manipolazione di Tunnel under the world - come il nucleo di 3SPE - verso la metafisica. La misteriosa perdita di memoria, o intervallo di coscienza accompagnato da mal di testa, che è un segno del dissolversi della realtà e che spesso si trova in combinazione con l'assunzione di droghe, ricorre da The man who japed attraverso MTS fino a 3SPE. La grande visione di Tagomi in MHC e la visione di Manfred in MTS possono già essere interpretate come il risultato di una facoltà simile alla trance, ma anche come cambiamenti attualizzati nella realtà collettiva. Questi sono cambiamenti in essere (ontologici, come già in Eye in the sky) piuttosto che solo per precognizione (gnoseologici, come in The world Jones made) o, ancora più semplicemente, cambiamenti ingannevoli-psicotici (come in Time out of joint). Infatti, i microcosmi narrativi, le realtà planetarie dipinte in entrambi, MHC e MTS, sono metafore dei cambiamenti di realtà immanenti nel presente dell'autore, e già visibili attraverso di esso, come le stigmate di Eldritch. MHO è un mondo alternativo che mostra la California, gli USA, l'intero globo caduto preda del fascismo. MTS sovrappone le leggi fisiche generali dell'entropia al proprio particolare caso politico. Il Marte di Dick è un futuro di decadenza, una sorta di "Humpty Dumpty" dove persone e cose si sono ridotti a "utensili arrugginiti ed inutili rottami" (cap.6), uno spazio ed un tempo che portano - nell'ironico rifiuto della nostalgia bradburiana verso il passato piccolo borghese e della fiducia di Clark nello scientismo liberale - ad una dialettica relazione di reciprocità tra la visione de-evolutiva di Manfred che invade la realtà e la vitalità di ciascuno, e la lotta di Jack contro di essa. La manipolazione totalitarista e le relazioni umane entropiche sono legate insieme in 3SPE e confluiscono in una falsa religione "a fini di lucro". Comunque, lo spostamento dalla politica all'ontologia, solo accennato in MHC e che culminerà in Ubik, non è consistente in 3SPE. I referenti di questo ricco romanzo sono sovradeterminati: Eldritch, il rappresentante allegorico del neocapitalismo, è allo stesso tempo portatore di una "malvagia, negativa trinità di alienazione, realtà confusa e disperazione" (cap.13) di demoniaca quanto incerta origine. Una lettura religiosa o una lettura economico-politica possono essere pienamente sostenute dall'evidenza del romanzo; ma nessuna di queste letture complementari e anche in qualche modo radicalmente contraddittorie può svelare l'intero romanzo - che è pieno, sovraccarico di elementi non necessari come la precognizione di Mayerson, la speculazione teologica sulle varietà del giardino, ecc. Politica, fisica e metafisica si combinano in 3SPE per creare un'affascinante molteplicità, ma le interferenze tra queste danno luogo, a mio parere, ad un romanzo insufficientemente essenziale. Esso prende l'avvio dal campo politico e fisico (scontro di grandi compagnie della droga, aumento della temperatura, colonizzazione di Marte) per poi perdersi in speculazioni ontologico-religiose inserite nei giochi di prestigio di una trama vanvogtiana, che complica piuttosto che risolvere i problemi tematici.

3. TUTTI NOI MARZIANI: TEORIA DEI PERSONAGGI COME MORALITÀ E COGNIZIONE

We do not have the ideal world, such as we would like, were morality is easy because cognition is easy.
(P.K.Dick, The Man in the high Castle, xv.)

Nell'antropologia di Dick, le differenziazioni tra statuti di potere economico inferiore e superiore sono correlate ad un sistema di corrispondenze tra professioni, relative a modi specifici di creatività, e di bontà o malvagità etica. Tutto ciò si basa su una visione più generale della natura umana e del comportamento degli uomini come specie, per la quale moralità e cognizione sono strettamente legate, e che verrà esaminata in questa sezione. Tale legame viene meno in Ubik, e questa per me potrebbe essere la spiegazione delle difficoltà di Dick dopo il 1966. Fin dai primi scritti di Dick, l'aggressività si identifica non solo con il militarismo, ma anche con il commercialismo (come in Nanny) e con la scelleratezza dei dominatori sia totalitaristi che capitalisti (come in A present for Pat e nelle storie degli anni 60 menzionate nella sezione 2). In opposizione agli industriali senza scrupoli e ad altri personaggi importanti (Verrick in Solar Lottery, i terrificanti candidati a Fuhrer in MIIC, Leo Bohlen e Arnie Kott in MTS, Leo Bulero e Palmer Eldritch in 3SPE, gli Yancy Men in The penultimate Truth, ecc.) si situa la gente comune. I due estremi di una scala di potere politico-economico che potrebbero essere definiti come "nullatenenti" verso "titani" (The unteleported man) ma anche come "creatori" verso "distruttori". In quanto i protagonisti di Dick assumono di regola il ruolo di diversi tipi di produttori immediati o creatori diretti. Essi non sono lavoratori d'industria impegnati in una produzione collettiva - una classe che brilla per la sua assenza non solo qui ma praticamente in tutta la SF moderna. Al contrario, gli eroi di Dick sono molto spesso i nuovi artigiani, produttori di oggetti d'arte o riparatori dei più sofisticati prodotti (ad esempio cibernetici) della seconda rivoluzione industriale. Sono versioni postdatate del vecchio "uomo pratico" (celebrato nell'Uomo Variabile, non statistico, inclassificabile della storia omonima) per una società altamente industrializzata, contemporanea o del vicino futuro; e la loro caratteristica principale è il rapporto diretto e personalizzato con una produttività creativa in opposizione alla produzione standardizzata di massa che comporta in direzione dall'alto, perdita di fiducia in se stessi e una vita mediocre (una chiave a questo tema può essere trovata nel racconto Pay for the printer, una sorta di allenamento in vista di Dr.B). Questa teoria dei personaggi non è del tutto chiara nei primi romanzi, che trattano più il tema ibseniano dell'inganno sociale opposto alla lotta individuale per la verità che del tema "distruzione vs. creazione". Uno dei due eroi di Solar Lottery, Benteley, è un classico "quadro", un biochimico, e solo l'altro, Cartwright, è "un riparatore elettronico e un essere umano con una coscienza" (cap.2). In modo simile, L'eroe di Eye in the sky passa solo alla fine del libro da capo di un laboratorio missilistico a costruttore di fonografi, ossia dalla cosa più odiata da Dick, il militarismo, a quella più amata, la musica. Ma già in questi primi lavori appare una tendenza populista, o meglio di nuova sinistra, alla sfiducia verso l'intelligenza razionale, contaminata com'è dall'associazione al "culto del tecnocrate", tendenza all'opposizione tramite un'azione spontanea guidata dall'istinto - una politica del "facciamoci i fatti nostri". Quindi, in Time out of joint" Ragle è una personalità creativa a cui non piace la droga "dalle nove alle cinque" di un'organizzazione enormemente conformista e reggimentata come un esercito (cap.1) e può "percepire lo schema" degli eventi attraverso la sua abilità artistica (cap.14). Sebbene le tracce di questa dicotomia siano visibili anche negli eroi di MHC Tagomi e Frink - che sono contrapposti come mente e braccio, il visionario intellettuale a un livello superiore di potere e il creatore intuitivo delle profondità dei livelli inferiori - essa è fortunatamente assente nelle creazioni più mature, i capolavori dell"' altopiano", nei quali il suo schema etico-professionale dei personaggi emerge più chiaramente. In MTS Steiner e Zitte sono piccoli speculatori che sfruttano il lavoro altrui, così come il piccolo negoziante Childan in MHC sfruttava la creatività della coppia di artigiani ebreo-pagana, Frink e Mc Carthy; come Childan, Steiner e Zitte sono incapaci di affrontare la realtà e così incorrono in fantasie sessuali alternate a stati d'animo suicidi/omicidi. All'altro estremo della scala del potere, Arnie fonde il ruolo finanziario di grande speculatore, rappresentato in forma pura da Leo, con il ruolo di sfruttatore sessuale proprio di Zitte. Questo ruolo quasi robotico di "macho" sessualmente efficiente ma emozionalmente disimpegnato, per Dick l'equivalente etico dello sfruttamento economico, proviene nelle sue caratteristiche negative dagli androidi del "secondo tipo" quali i "titani" come Verrick in Solar Lottery o Arnie in MTS, che usa le proprie impiegate e istruttrici come pedine in manovre di potere. Opposto a questi si situa il genuino "little people", qui il riparatore Jack Bohlen, che lotta per aprirsi una via sia nella giungla sessuale che in quella economica, laboriosamente, passo dopo passo. In 3SPE, la gamma dei personaggi va dal capitalista distruttore Eldritch alla sofferente artista-creatrice Emily; e la caduta in disgrazia del protagonista Mayerson comincia con l'abbandono di Emily per amore del successo e si consuma quando egli rifiuta le creazioni di Emily per ripicca personale, diventando cosi' un impedimento alla creatività umana e cadendo nella trappola delle false creazioni di Eldritch. Il marito di Emily, Hnatt, è a mezza via tra lei e Mayerson: egli è il socio di sua moglie, il venditore dei suoi prodotti, ma la sua ambigua posizione nel processo produttivo causa alla fine la regressione creativa di Emily, in una poco sviluppata sotto-trama del romanzo, a causa di un tentativo di evoluzione intellettuale forzata (questa sotto-trama è provocata da Bulero, il vecchio industriale). Similmente, in The penultimate truth, i personaggi più deboli e meno riusciti sono i "fabbrica-parole" che hanno abbandonato la loro creatività per farsi sfruttare dall'apparato politico regressivo (Lindblom). Questo romanzo divide in due percorsi narrativi la classe dominante e quella sotterranea. Il primo è centrato, ahimè, su di un immortale vanvogtiano e sull'intrigo di The house that stood still (1950), uno dei libri potenzialmente più interessanti di Dick. L'eroe del secondo percorso, Nick, è il presidente democraticamente eletto di una comunità oppressa, la cui creatività si manifesta nell'ostinato tentativo politico di garantire i diritti di un membro che si trova in pericolo. Quindi, il concetto dickiano di creatività, sebbene si basi sugli artisti, ammette etiche creative sia politiche che erotiche. Accanto ai ruoli professionali, Dick ha tre ruoli femminili di base, presenti chiaramente in 3SPE nelle figure di Roni, Emily e Anne intorno a Mayerson. Il primo ruolo è quello della puttana castrante, un "macho" femminile che si sforza di arrivare nel mondo del potere corporativo (anche Kathy in Now wait for last year, Pris in We can build you, ecc.); il secondo è quello di portatrice di influssi deboli ma stabilizzanti (come Silvia in MTS, ecc.); e il terzo, ultimo ruolo, è quello di forza violenta ma caldamente sostenitrice. Sebbene i personaggi femminili di Dick sembrino sviluppati meno pienamente dì quelli maschili, proprio la figura di una Madre Terra diventa l'incarnazione finale della dirittura politica e morale nei suoi romanzi più ottimistici, MHC e Dr.B (Juliana e Bonny); viceversa, il ruolo di puttana si sviluppa e aumenta il proprio fascino nella sua terza fase. Come suggerito in precedenza, la persona totalmente immorale e quindi inumana è spesso un androide, che Dick, ponendo una certa enfasi sugli aspetti di contraffazione e artificialità, chiama "simulacro" (vedi il molto istruttivo discorso di Vancouver in SF commentary #31). Già nei suoi primi romanzi ciò è associato all'uso della scienza moderna da parte di persone accecate dal potere, che sono esse stesse esseri veramente inumani, reificati e quindi in un certo senso più falsi dei loro simulacri. È qui adombrata un'interessante teoria antropologica, a metà via tra Rousseau e Marx, secondo la quale c'è un'anima autentica di umanità nell'uomo Sapiens, per cui uomini e donne sono spinti all'alienazione dalla pressione della civiltà che li costringe ad un cammino non autentico, deumanizzato. Questo porta sempre all'insorgere di una resistenza interiore alla pressione in tutti coloro che seguono semplicemente il loro istinto umano di considerare le persone come un fine, non come un mezzo. Questa è la ragione per cui gli eroi di Dick fanno affidamento sull'istinto e la testardaggine (molti di essi, come Jack in MTS o Nick in The penultimate truth, sono caratterizzati da una permanente "tendenza al tentativo continuo"). Questa è la ragione per cui la classe sociale è allo stesso tempo un criterio funzionalmente decisivo e non esclusivo nella determinazione dell'umanità dei personaggi: i più potenti rimangono potenti, i più deumanizzati lo diventano sempre di più, e gli eroi reali di Dick tendono ad essere i piccoli creativi, con l'aggiunta di occasionali visionari. Inoltre tutti gli alieni letteralmente deumanizzati come Eldritch possiedono inestinguibili frammenti di umanità dentro di essi, che li qualificano come sofferenti, e quindi li rendono parzialmente simpatici al lettore per le loro potenzialità umane (ora alienate). Questo spiega, infine, l'emergere dello strano e grottescamente affascinante mondo dickiano di oggetti cibernetici semi-animati, che appaiono in tutte le sue opere più deboli ma divertenti (ad es. The simulacra, Now wait for last year, The gameplayers of Titan, ecc.). Insieme ad alieni poco interessanti, gli inumani troppo-umani raggiungono il culmine con l'Eldritch di 3SPE e con la ricca gamma di creature di Dr.B, che va dallo stigmatico potere psi di Bluthgeld e dal dispositivo cyborg di potenza di Hoppy fino ai buffi e supplichevoli apparati omeostatici e agli animali evoluti. Al centro di Dr.B c'è l'omuncolo Bill, che è in contatto con gli umani, gli animali e persino con la morte, e riunisce i poteri cinetici e verbali nell'universo del romanzo. Ho lasciato Ubik alla fine di questa discussione sia perché lo considero l'ultimo buon lavoro di Dick sia perché le relazioni tra moralità e cognizione subiscono un notevole cambiamento. Il modello narrativo dickiano, così come discusso in questo saggio, è in Ubik estremamente semplificato e quindi reso di nuovo più complesso tramite lo sviluppo in una nuova forma. I personaggi-tipo rimangono gli stessi, e quindi rappresentano un tratto di collegamento tra il nuovo modello e i primi lavori di Dick: la puttana Pat, la redentrice Ella, lo smarrito industriale tradizionalista Runciter, il creatore di facili illusioni Jory, che perde in precisione ma guadagna in dominio rispetto a Eldritch e, molto importante, il controverso ma ostinato Joe Chip. Ma il passaggio dall'orizzonte sociale a quello ontologico, intorno all'asse che collega i due fuochi narrativi principali, Runciter e Chip, avviene in un mondo senza centri o periferie stabili, dove il problema principale è quello di individuare chi sta dentro e chi sta fuori dei circoli instabili della coscienza narrativa, soggetta ad infinite serie recessive di contaminazioni provenienti da altri centri - spesso solo congetturati. La rappresentazione equivalente di questa incertezza è la semi-vita, una perdita di sovranità sul proprio microcosmo. Dopo l'esplosione sulla Luna, chi si trova in questo stato? Chip? o Runciter? o entrambi? o nessuno? La più esaustiva spiegazione è che entrambi sì trovano nel moratorium a diversi livelli di controllo, e agiscono guidati dalle forze rivali di distruzione e redenzione di Jory ed Ella. Comunque, nessuna spiegazione può spiegare questo romanzo, circa il quale devo fondamentalmente dissentire da quelli che mi sembrano elogi unilaterali del Dr. Lem e del Prof. Fitting. Senza dubbio, come essi puntualizzano in modo convincente, Ubik è un tentativo eroico, con grandi punti di forza, particolarmente nelle descrizioni delle esperienze di indebolimento, decadenza e senilità, l'invasione dell'entropia nella vita e nella coscienza, entro la quale il piccolo uomo resiste ancora: impavidum ferient ruinae. Questa esperienza di mondi manipolati, così caratteristica di tutte le nostre vite, è espressa con una ricchezza verbale che si manifesta, prima di tutto, in un'affascinante quantità di neologismi connessi con la semi-vita, e in secondo luogo nella deliziosa satira basata su Ubik - il principio del cibo, della salute e della preservazione dell'esistenza, dell'energia anti-entropica - che è presentato in termini pubblicitari kitsch che parodiano la blasfema alleanza tra scienza, commercialismo e eresia religiosa. Le concezioni di base di Dick circa la morte e la resurrezione, o per dirla brevemente circa la transustanziazione, sono qui visibili probabilmente in modo più chiaro che in tutto il resto della sua produzione. Nondimeno mi sembra che - a prescindere dalla condiscendenza con cui si possono seguire le speculazioni religiose piuttosto confuse di Dick - ci sia una seria perdita di controllo narrativo in Ubik. L'elemento "poteri psi" diventa qui non solo inutile ma addirittura generatore di confusione - ad es. qualcuno nel romanzo è in grado di ritornare alla matrice temporale originale dopo il primo intervento di Pat? Può Pat decidere anche della sua morte?, ecc. Altre questioni vengono alla luce in seguito: perché Pat non è legata al circuito comune del moratorium? Perché non lo è Jory?, ecc. C'è un goffo tentativo di fuochi narrativi con Vogelsang e Tippy (*cap.1 e 5); il risultato finale mi sembra costituito da notevoli punti di forza bilanciati da ugualmente notevoli debolezze, in una irresponsabilità narrativa che richiama alla mente la trascuratezza e i giochi di prestigio che contraddistinguono il più grossolano Van Vogt, se non "Doc" Smith: i falsi infiniti delle spiegazioni di un'improbabilità tramite una successione di improbabilità sempre maggiori. La distruzione della razionalità borghese di cui parla il prof. Fitting sembra quindi non sfociare in una nuova forma, ma in un collasso nichilista all'interno delle vecchie e mistificanti forme del melodramma di SF, rimesse a nuovo, e quindi rese più virulente, dall'apporto di alcune esperienze genuinamente interessanti. Questo naturalmente non può non essere in correlazione con le ideologie di Dick negli anni 60, con una mentalità di disprezzo nei confronti della ragione, della logica e dell'ordine di qualsiasi tipo, vecchio o nuovo. Di conseguenza il tentativo eroico di Ubik mi sembra, nonostante i molti aspetti felici, essere una riscrittura dell'esperienza di 3SPE: in qualche modo è tra i più affascinanti libri di fantascienza del suo tempo, ma in definitiva, io temo, si tratta di un fallimento eroico. Nell'arte, almeno (e direi anche nella società) non c'è libertà senza ordine, né liberazione senza messa a fuoco controllata. Una moralità separata dalla cognizione diventa arbitraria. Come le stesse parole di Dick nell'epigrafe a questa sezione implicano, diventa di fatto impossibile. Le mie argomentazioni possono forse guadagnare in credibilità se si accetta il fatto che gli scritti di Dick intorno e dopo Ubik non possono essere considerati al livello dei suoi romanzi di prim'ordine. Da Now wait for last year essi sono regrediti dalla ricchezza originaria ad un uso solo frammentario di un modello già prestabilito, centrati su un protagonista e sui suoi sempre crescenti problemi personali e psicoanalitici, o, dall'altra faccia della medaglia, su un inconscio collettivo junghiano. In We can build you, ad esempio, il tema precedentemente caratteristico del simulacro Lincoln è lasciato cadere in favore del tema junghiano di Pris (anche se la rievocazione della passata onestà dell'età eroica della borghesia USA contrapposta all'attuale corruzione avrebbe meritato una trattazione più approfondita). Mentre il tocco del maestro è visibile in alcuni elementi incidentali di questi ultimi romanzi (come la società dei fumetti in The zap gun o l'imitazione del Grande Dittatore di Chaplin in Now wait for last year) vi sono anche veri e propri svarioni, come Do androids dream of electric sbeep con la sua confusione di base tra androidi come classe inferiore di oppressi e come minaccia disumana. Inoltre, l'ultimo romanzo di Dick, Flow my tears, the policeman said, mi fa porre seriamente la questione se egli stia continuando a scrivere SF o se stia rivolgendosi alla prosa "realistica", in quanto gli elementi propriamente fantascientifici (guerra civile futura, la droga che modifica la realtà, i Sei) sono piuttosto ininfluenti in confronto alle situazioni realistiche da stato di polizia.

4. IL TEMPO È DISGREGATO: INVECE CHE UNA CONCLUSIONE

"Oh no," Betty disagreed, "no science in it. Science fiction deals with future, in particular future where science had advanced over now. Book fits neither premise."
"But," Paul said, "it deals with alternate present. Many well-known science fiction novels of that sort.
(P.K.Dick, The Man in the High Castle, vii.)

Un buon numero di argomenti stimolanti è rimasto fuori dalla discussione: l'uso e la transustanziazione degli stimoli provenienti dal cinema e dalla musica (specialmente musica lirica riguardante la trascendenza del mondo empirico, ad esempio in Bach, Wagner o Verdi); l'uso della letteratura - da Shakespeare, Esopo e Ibsen, attraverso Hemingway, Wells, Orwell e i fumetti fino alla SF degli anni 40 e 50; la strana coesistenza di abbaglianti invenzioni verbali con sdolcinature e crudezze. Inoltre, non è possibile azzardare alcuna conclusione. Questa potrebbe sembrare un'impertinenza nel caso di uno scrittore fiducioso solo nel centro del proprio cammino vitale, che è cresciuto e ha cambiato in tante occasioni in mondo sensazionale, tanto da stupire in modo consistente i suoi critici (e cosi' spero che egli potrà in futuro confutare le mie fosche opinioni circa gli errori della sua ultima fase). Per una conclusione, il lettore è rimandato all'intera rivista, e a una rilettura di Dick. Invece, vorrei far notare che, nella sua imperfezione, Dick appare tipico. Tutti i suoi futuri prossimi o presenti alternativi sono specchi parabolici del nostro tempo, che egli ha sempre profondamente sentito come disgregato. lì suo acume politico è in anticipo di una buona dozzina d'anni rispetto a quello dei suoi concittadini, non solo perché menziona Nixon sia come Presidente che come capo dell'FBI nei suoi primi lavori, ma anche perché, ad esempio, nel suo primo romanzo si chiede: "Ma cosa pensate di fare in una società corrotta? Pensate di obbedire a leggi corrotte? È un crimine violare una legge marcia...?" (cap.14). Le sue speculazioni ontologico-religiose, malgrado siano per me poco felici, hanno il merito di esprimere nei logici limiti della SE quelle preoccupazioni che un gran numero di persone ha cercato di esternare in modi più timidi. È quando la visione di Dick ha affrontato l'impatto di società e realtà sui rapporti umani, con l'ontologia ancora saldamente ancorata alla sociologia, che io credo egli abbia scritto le sue cose migliori, da MHC a Dr.B. La sua trattazione dell'alienazione e reificazione, dell'umano uni-dimensionale, è paragonabile, in termini di SF, a quella di un'intera generazione, espressa in scritti come quelli di Laing o Marcuse. Il suo parlare dell'organizzazione sociale basata sui rapporti umani diretti è parallelo ai movimenti radicali democratici del "Berkeley Free Speech" (lo scenario del suo lavoro maggiormente utopico, Dr.B) dell'abortito movimento giovanile della Nuova Sinistra dei tardi anni 60. La sua profonda ed intuitiva comprensione del declino e dell'entropia eleva l'usuale teatro spengieriano della space opera fino ai pesanti paesaggi di MTS, 3SPE e Ubik. Egli parla sempre francamente e garantisce dell'esperienza americana della propria generazione, anche quando fa uso dello specchio parabolico dei tedeschi e nazisti. Ha la forza e i limiti del proprio orizzonte esistenziale, che sono identici a quelli del suo eroe preferito, l'artefice che include l'artigiano verbale. I suoi libri sono manufatti, rifugi dalla realtà e visioni dì questa, come il libro di Abendsen The grasshoppers lies heavy in MHC e quello di Lederman Pilgrim without progress in 3SPE. Infatti, solo uno scrittore di SF può affrontare l'ontologia pirandelliana di Ubik, i cui personaggi non sono in cerca solo di un autore, ma anche del loro mondo. I poche parole, almeno una mezza dozzina di lavori di Dick sono classici di SF. Il che equivale a dire che si tratta di significativa letteratura umanistica.

Darko Suvin
tit. orig., P.K. Dick's Opus: Artifice as Refuge and World View (Introductory Reflections)
tr. ital. Mario Fabiani


NOTA

La cronologia delle pubblicazioni di Dick, prendendo in considerazione solo i suoi libri, si presenta in questo modo (S significa storie raccolte o comunque pubblicate in libro, R sta per romanzi, Ganymede Tale Over, del 1967, scritto in collaborazione, viene contato come mezzo romanzo, e non sarà preso in considerazione in questa sede):
 
 
1952
1953
1954
1955
1956
1957
1958
1959
1960
1961
1962
S
2
12
13
6
2
   
1
     
R
     
1
2
3
 
1
2
 
1
 
1963
1964
1965
1966
1967
1968
1969
1970
1971
1972
1973
1974
S
2
2
1
1
1
           
1
R
1
5
1
3
2,5
1
3
1
 
1
 
1

Sebbene io consideri ottimi alcuni racconti di Dick, da The preserving machine (1953) a Nanny (1955) fino a Oh, to be a blobel (1964), essi sono chiaramente secondari rispetto ai suoi romanzi, dove i temi dei racconti più interessanti vengono sviluppati in modo più completo. Il formato del romanzo permette a Dick di esprimere la sua particolare forza nella creazione di mondi alternativi tramite la contrapposizione di alcuni personaggi ad altri all'interno di trame ben congegnate. Di conseguenza, dopo il 1956, Dick torna a scrivere racconti interessanti solo nel suo periodo di punta del 1962-65; i suoi ultimi tentativi forzati non hanno avuto molto successo, ad esempio si veda il racconto in Dangerous vision (malgrado io non abbia ancora letto il suo racconto del 1974). In questo articolo mi concentrerò comunque sulla discussione dei suoi romanzi. I titoli delle opere di Dick più frequentemente citati sono stati abbreviati dopo la prima menzione come segue:

I miei ringraziamenti per l'aiuto datomi nel reperire i libri di Dick vanno al Prof. Eredric Sameson, Mr. L.W.Currey, Mr. Martinas Ycas, e alla Doubleday & Co. per Flow my tears, the policeman said; e per avermi forzato per la prima volta ad occuparmi definitivamente di Dick a Ms. Allison Gopnik, studentessa della McGill. Ho anche approfittato di tutti gli altri contributi di questo numero, sia dove mi trovavo largamente d'accordo (come con il prof. Jameson) sia dove mi trovavo largamente in disaccordo (come con il Dr.Lem e il prof. Fitting).
 


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