[Mad Max Beyond Thunderdome]
La Storia:
Il futuro come parodia demoniaca
[The story: the future as demonic parody]

Ken Sanes

Da qualche parte, nel deserto di un'Australia post apocalittica, c'è una città-mercato fortificata di nome Bartertown. "Città" non è la parola esatta, sul serio. Una montagna umana di sterco, si potrebbe avvicinare molto di più alla realtà. Ma nel mondo in cui si trova, apparentemente, è tutto ciò che c'è.

Ogni giorno una processione di ciò che è rimasto dell'umanità si incanala, con i beni da commerciare, dentro Bartertown. Le strade, coi loro palazzi fatiscenti di fango, brulicano di gente che baratta, si incontra, si rasa la testa, o si fa una bevuta ai tavolini dell'Atomic Café. La gente appare come un miscuglio di avanzi, indossano costumi stracciati che ricordano l'Europa degli inizi del secolo o degli anni venti, l'antica Roma, la Cina e altre culture, con attrezzi e macchinari che sembrano anch'essi essere soprattutto mondezza proveniente da ciò che è stato risparmiato dalla guerra nucleare. Tra questi ci sono i soldati della città, con pettinature e acconciature selvagge che appaiono come qualcosa che avrebbe potuto sognare un cantante punk durante un brutto trip.

Torreggiante sopra il caos, nel nido d'uccello di un palazzo che poggia su palafitte, c'è Aunty Entity (impersonata magnificamente da Tina Turner), la dittatrice dura e semi-benevolente che ha creato Bartertown dalla distruzione. La sua casa nel cielo è eterea: le pareti solo veli traslucidi di materiale trasparente che si aprano per rivelare sotto di lei la città che ha creato.

Al di sotto di Bartertown c'è Underworld, un porcile e un impianto d'energia sotterranei, che sguazza nel letame dei maiali che viene usato per produrre il metano che fornisce Bartertown dell'elettricità e del carburante. E' un luogo brulicante di maiali e schiavi, in cui il cibo e il letame dei maiali vengono costantemente spalati o convogliati da un posto ad un altro. E' governato, non da Aunty Entity, ma da Master, un nano che è la mente dietro tutta l'operazione del porcile, e da Blaster, un gigante e il braccio della coppia. Master sta appollaiato sulle spalle di Blaster e, assieme, formano un'unità di due persone, Master-Blaster, che controlla Underworld. Per asserire il suo controllo su tutto il resto di Bartertown, Master continua ad imporre degli "embargo", tagliando i rifornimenti di metano alla città, fino a che Aunty Entity non riconosce pubblicamente che lui è veramente quello che comanda, dopo di che ristabilisce la fornitura d'elettricità alla città.

Questo è l'ambiente in cui ha luogo la prima parte di Mad Max, oltre la sfera del suono. Il film inizia con Max, un nomade interpretato da Mel Gibson, che viene attaccato nel deserto da una squadra di ladri formata da padre e figlio con un trabiccolo d'aereo che, come ogni altra cosa in questo mondo, sembra essere ad un passo dal cadere a pezzi. I due gli rubano il veicolo e i cammelli e lo lasciano a morire nel deserto. Ma Max trova a piedi la strada per Bartertown, dove, come detto in precedenza, ci vengono mostrate le caratteristiche della città. Una volta là, Max si ritrova nella sala del trono nel nido d'uccello di Aunty Entity e gli viene offerto un accordo: uccidere Blaster, il braccio che protegge il nano, Master, e, in cambio, tutte le proprietà di Max verranno restituite con un'aggiunta. Assassinare Blaster è l'unico modo che Aunty Entity ha per raggiungere il controllo sul sottosuolo e diventare l'unica padrona di Bartertown. Master deve essere risparmiato, poiché è la mente della coppia ed il solo a conoscere il funzionamento di Underworld.

Mentre Aunty Entity offre a Max l'accordo, si avvicina al bordo della sua casa elevata e guarda giù verso Bartertown.

"Vieni con me. Guarda uomo! Tutto questo l'ho costruito io. Qui c'era solo merda e sangue. Dove c'era il deserto ora sorge una città. C'erano furti e prevaricazioni. Dove c'era la disperazione ora c'è la speranza, c'è la civiltà. E farò qualsiasi cosa per conservarla. Ma per farlo bisogna uccidere un uomo. Che cosa ne dici?"
Per creare una ragione legittima per l'uccisione, si conviene che Max insulti Master-Blaster provocando la coppia. Fortunatamente una ragione per questo insulto è a portata di mano: il camion rubato di Max è stato ceduto a Master-Blaster. Mentre la coppia sfila nel camion, durante una festa a Bartertown, Max lo richiede indietro e Master risponde chiedendo che Max combatta a morte contro Blaster a Thunderdome.

Thunderdome. E' una gigantesca struttura a forma di gabbia per uccelli in cui i due contendenti sono appesi su legacci elastici e si lanciano in giro per afferrare le armi appese alle sbarre. E' anche un intrattenimento notturno, un teatro dal vivo per la massa, che sta appesa tutto attorno alla gabbia tenendosi alle barre orizzontali e verticali del graticcio a guardarsi l'azione. O, piuttosto, è una parodia di ciò che una volta passava per divertimento. Proprio come Bartertown ha riciclato gli oggetti del passato pre olocausto, trasformandoli nel bizzarro miscuglio del presente, così, allo stesso modo, ha riciclato i nostri divertimenti, ma con uno scarto: questo divertimento appare come una fantasia, ma è mortalmente reale.

Un'insegna rotante stile Las Vegas annuncia l'offerta della serata: "Live! Thunderdome."

All'inizio dello spettacolo il maestro di cerimonia, un personaggio particolarmente macabro vestito di nero, con uno scettro, che sembra provenire dalla morte (o è la morte... l'Inflessibile Mietitrice), annuncia il tema della serata:

"Ascoltate! Ascoltate! Vi dirò ciò che accade qui. Le contese provocano la morte e la morte provoca guerra e una guerra ci ha portato così vicini alla morte. Ma guardiamoci ora, relitti umani e parliamo solo della pioggia radioattiva.
"Ma noi abbiamo imparato dalla polvere dei morti, Bartertown ha imparato: ora, quando gli uomini vogliono combattere lo fanno qui, e tutto finisce qui: due uomini combattono e un uomo vive."
Il pubblico recita: "Due combattono, uno vive."

Poi continua:

"E al momento… ho due uomini, due uomini con la pancia piena di paura. Signori e signore, ragazzi e ragazze… qui è tempo di morire." Dopo qualche azione gladiatoria, saltellando qua e là per Thunderdome, Max ha la meglio su Blaster fischiando da un fischietto ad ultrasuoni che ha l'effetto di renderlo incapace. Ma quando butta via la copertura della testa di Blaster e Max vede che il gigante ovviamente è un ritardato col viso e il cervello di un bambino, si rifiuta di ucciderlo.

"Questo non faceva parte dell'accordo," dice ad Aunty Entity davanti al pubblico della città, rivelando a tutti l'accordo segreto di disfarsi di Blaster.

E cosi, dopo che Blaster viene messo a morte per mano di uno dei soldati di Aunty, si decide che Max sarà punito per aver rotto il patto. La sentenza sarà decisa da un giro della Ruota. Quella categoria su cui s'arresta la ruota (assoluzione, imprigionamento a vita, gulag, amputazione e così via) rappresenterà il suo destino.

Ancora una volta il macabro maestro di cerimonia spiega la morale di tutto ciò alla folla:

"Tutte le nostre vite sono appese a un filo. Ora abbiamo un uomo che aspetta una sentenza. La giustizia è solo una mano ai dadi, un testa o croce, un giro di Ruota." Allo stesso modo di Thunderdome, la Ruota è una parodia demoniaca dell'intrattenimento, prendendo una metafora e un'imitazione e rendendole reali. Laddove l'odierna industria dell'intrattenimento crea contesti che sono imitazioni delle lotte genuine, Thunderdome riporta il contesto al combattimento reale, alla morte. Laddove l'industria dell'intrattenimento mette in scena drammi televisivi e cinematografici che ritraggono combattimenti che servono a sorreggere l'ordine morale della società, Thunderdome ne mette in scena uno autentico per sorreggere l'ordine.

E laddove odierni spettacoli di giochi del tipo della Ruota della Fortuna offrono una metafora teatrale per rappresentare l'incertezza della vita e della morte, la Ruota di Bartertown trasforma la metafora in un gioco con un'autentica scommessa sulla vita e sulla morte. Al posto della legge, che si suppone sia prevedibile e proporzionata al crimine, offre una parodia demoniaca della legge che è (più o meno) tanto imprevedibile e ingiusta quanto il caso. Questa, a sua volta, diventa una nuova metafora vivente per la precarietà della vita in un'età in cui la vita si tiene su a malapena. Sia il Thunderdome che la Ruota eliminano il consenso ma non il teatro per creare una forma di quello a cui ora comunemente ci riferiamo come la programmazione della realtà.

In ogni caso, la ruota gira e, con sollievo segreto da parte di Aunty (che segretamente lo apprezza), Max è condannato all'esilio nel deserto, al posto di qualche altra punizione ripugnante che ha rischiato di dover subire. Come un capro espiatorio viene legato e fatto montare a rovescio su di un cavallo, con una gigantesca testa carnevalesca di cartapesta piazzata sulla testa, un pellegrino per il nulla.

E così ancora una volta Max si ritrova perduto nel deserto. Nel corso del suo pellegrinare il suo cavallo viene inghiottito dalle sabbie. Incosciente e prossimo alla morte, Max viene salvato da una tribù di bambini che lo portano nel loro accampamento: un'oasi in cima ad una scogliera nel deserto, circondata da montagne. Giù, in una spaccatura del mondo vivono in un paradiso primitivo che ha l'aspetto di una "never-never land" aborigena.

I bambini sono convinti che Max sia qualcuno di nome Capitano Walker che è giunto per portarli in volo a casa, in un posto che sono convinti sia chiamata la "terra del domanidomani". Mentre Max giace là, bianco come la morte, i ragazzi fanno girare un vecchio lp mentre un ragazzo adolescente, che ha le funzioni di prete del gruppo, parla in una cuffia radio rotta, nell'erronea convinzione di poter mettersi in contatto con l'uomo incosciente.

"Qui Delta Fox X ray. Mi senti… C'è nessuno in ascolto?… Riesci a sentirmi Walker? Delta fox X ray…" Essendo appena sfuggito all'incubo di Bartertown, dove era stato tirato nei piani di altre persone, sembra che Max si ritrovi ora incorporato nel sogno ad occhi aperti di questa tribù di bambini.

Max rinviene ed una delle più anziane del gruppo, una ragazza di nome Savannah spiega chi e cosa essi siano raccontando il mito centrale della tribù che è una descrizione mescolata degli eventi che portarono alla distruzione della civiltà e alla dispersione dei bambini. Come dice la tribù, si impegna nel "racconto". Nel farlo vengono usate pitture sulla roccia per illustrare la storia e a Max viene detto di guardare attraverso un visore per foto a mano ad alcune vecchie diapositive che mostrano scene dal passato che sono state mal interpretate e incorporate nella mitologia della tribù.

Come spiega nel racconto, sembra che una volta ci fossero persone che dimoravano in un paradiso della terra del domani-domani, con "grattacieli" e "v-v-v-video" ed una "conoscenza" speciale che attualmente è persa. Poi avvenne una catastrofe, una "pocsaclypse", che si protrasse nel tempo e lasciò tutti alla mercè della "Morte". Ma un gruppo, condotto da qualcuno di nome Capitano Walker, fuggì nell'aria e alla fine si schiantò sulla terra, dove nacquero i bambini. Poi, un giorno, sentendo la mancanza di ciò che si erano lasciati indietro, tornarono verso la terra del domani-domani, promettendo che avrebbero mandato qualcuno per riportare indietro i bambini.

Durante il racconto della storia, i bambini usano il visore per mostrare a Max un'immagine di quella che credono sia la terra del domanidomani. In realtà è una fotografia pre-olocausto di Sydney in Australia.

Fuori nel deserto, vicino all'oasi, semi-seppellito nella sabbia, c'è un grosso aereo di linea che è il mezzo con cui il vero Capitano Walker si è schiantato. Secondo le pitture sulla roccia, i passeggeri adulti sopravvissuti si diressero nel deserto per cercare aiuto lasciando i bambini a badare a se stessi, cosa che i bambini hanno mal interpretato come il ritorno degli adulti al paradiso dei grattacieli da cui erano venuti.

E così i bambini attendevano, aspettandosi che l'aereo del deserto avrebbe volato grazie al loro messia, il Capitano Walker, sollevandosi al momento opportuno per portarli a casa.

Anche se potrebbe non essere stata una cosa ovvia per gli spettatori non australiani, i bambini si basano chiaramente sugli aborigeni australiani. I loro vestiti e i capelli e le pitture corporali sono una imitazione di quelli degli aborigeni; il loro mito è una ri-creazione narrativa dei miti aborigeni del tempo del sogno che raccontano l'origine del mondo; e i loro rituali, incluso il raccontare storie, la partecipazione del pubblico che viene mostrata durante la storia e l'uso di pitture per illustrare la storia, sono tutti riferimenti ai rituali aborigeni.

Nel film questi elementi vengono descritti come se fossero mischiati assieme ai pezzi e bocconi del passato e riuniti dai bambini in qualcosa di simile ad un culto mercantile post apocalittico. Come a Bartertown, così qui, il passato è stato trasformato in parodia. Ma al posto del sardonico divertimento di Bartertown, questo crepaccio nel mondo ha trasformato il passato in un falso mito che i bambini scambiano per verità.

Nel mostrarci due società che sono parodie demoniche del presente, il film ci offre un'idea di cosa sia la cultura, così come la vede il postmodernismo, in cui idee e oggetti e comportamenti vengono presi, trasformati e mutati in divertimento e mito e rituale per soddisfare i nostri bisogni. Ma questo è postmodernismo come recupero dei rifiuti, che guarda tra le ossa dei morti per vedere se ci sono degli anelli alle dita.

Ma il film ci mostra anche il mito e il rituale come qualcosa che la gente usa per esprimere la propria coscienza dolorosa di ciò che ha perso. A Bartertown il rituale del Thunderdome esprime questo senso di mancanza confinando la violenza in un'arena, assicurandosi che non rovini più il mondo. La Ruota esprime lo stesso senso di mancanza agendo come metafora vivente per quella vulnerabilità per cui la gente ora deve morire e soffrire, qualcosa da cui un tempo la civiltà ad un grado significante la proteggeva, fino a che la ruota della fortuna non si è fermata sulla guerra. Anche i bambini sono dolorosamente coscienti di ciò che hanno perso, anche se confondono i particolari. Sono naufragati nel deserto in attesa di essere raccolti e riportati a casa. Come la piccola società di persone descritta in Gilligan's Island, desiderano essere salvati e riportati alle meraviglie della società consumistica.

Quello che entrambe le società hanno perso, naturalmente, è il nostro presente. Noi siamo il paradiso che agognano.

Ma Max non può portare i bambini nella terra del domanidomani come non può fermare il tempo. Così, dopo il suo fallimento a portarli via in volo, un gruppo di bambini, guidati da Savannah quella che ha fatto il racconto, cerca di avventurarsi in un viaggio potenzialmente fatale nel deserto ricercando essi stessi questa terra del domanidomani. Max spara col suo fucili per intimare loro di fermarsi.

Ora statemi a sentire: Io non sono il capitano Walker. Io sono uno che può dare ordini a Madre Morte e io dico che staremo qui, che vivremo molto tempo e che saremo felici." Avendo alterato il corso di Bartertown, in meglio o in peggio, ma non essendosi trovato nella posizione di ricrearla secondo l'immagine dei suoi valori più umani, Max ora cerca di farlo con questo mondo più maneggevole. Ma anche questo mondo è determinato ad andare per la propria strada e alla fine Savannah conduce un gruppo di bambini nel deserto. Max li segue e li ritrova nel pieno del nulla, ma non prima che la sabbia si sia inghiottito un bambino.

Guarda caso Max e il suo gruppo di sognatori innocenti sono isolati nella terra distrutta non lontani, quando uno dice la fortuna, da Bartertown. Senza la possibilità di tornare alla loro oasi, Max conduce il gruppo di nascosto all'interno e nel profondo di Underworld. Intende contattare il nano, Master (che ora è uno schiavo senza Blaster a proteggerlo) e usare il suo aiuto per tornare a casa.

Naturalmente gli intrusi vengono scoperti e segue un'altra battaglia. Con l'aiuto di Master e di un altro schiavo di nome Pigkiller, che è stato condannato a vita dentro Underworld per aver ucciso un maiale per sfamare la famiglia, hanno la meglio sui soldati. Mentre Max e i bambini e Master si issano su una locomotiva che si trova al centro di Underworld, Pigkiller la mette un moto e si apre una strada di fuga. Le cose immediatamente iniziano a collassare e ad esplodere, mentre Bartertown è distrutta (il che appare una devastazione eccessiva, in quanto tutto ciò di cui avevano bisogno era un po' d'acqua per affrontare il viaggio verso casa). Mentre si diffonde il finimondo, la cinepresa ci mostra il maestro di cerimonie, una volta tanto sardonico quando si trovava sul palcoscenico, che è travolto dal panico e urlante mentre il suo mondo viene distrutto. La realtà, a quanto sembra, è solo una metafora vivente quando succede a qualcun altro.

Poi segue la caccia delle auto rattoppate allorché Aunty Entity e la sua ciurma inseguono Max in veicoli messi assieme con pezzi e bocconi di vecchi veicoli nel tentativo di riprendersi il loro nano che, presumibilmente, è ancora l'unico che sa come produrre l'elettricità. Quando il treno non può più avanzare sui binari, il nano, Pigkiller, i ragazzi e Max si fanno strada nel rifugio sotterraneo dell'uomo che all'inizio ha derubato Max (che convenientemente si trova nelle vicinanze) e lo costringono a portarli in salvo nel suo aeroplano. Ma non c'è abbastanza spazio libero tra l'aereo e le auto rattoppate in arrivo per poter far decollare l'aereo, così Max scende e guida un camion contro le auto in arrivo per sgombrare la pista. L'aereo si solleva e Max rimane a terra dove Aunty Entity che è molto più sottile della media dei dittatori assassini che avete a disposizione, lo lascia vivo e torna indietro a ricostruire Bartertown.

Nella penultima scena questo strano rimasuglio di rifugiati che è partito con l'aereo si fa strada nel cielo verso le rovine di una città. La cinepresa ci mostra i loro visi intimoriti mentre osservano ciò che un tempo esisteva sulla terra.

Nell'ultima scena Savannah sta facendo il "racconto" nell'inglese sgrammaticato della sua tribù, a quello che ora è diventato un villaggio pieno di gente che si è raccolta per vivere tra le rovine della città. Le sue parole iniziano quando ancora stiamo guardando alla città dall'aria e proviamo lo stesso senso di timore e di perdita che lei e gli altri nell'aereo hanno provato nel vederla. Poi, continuando ad ascoltare le sue parole, vediamo il villaggio pieno di gente seduta sul pavimento nella conchiglia di uno dei palazzi distrutti della città, che l'ascoltano mentre recita il racconto e culla un bambino tra le braccia. Alcune delle parole che usa sono simili alle parole che usa nel racconto precedente nell'oasi, ma ora è più matura e racconta la storia giusta:

"Gli anni passano rapidamente e giorno dopo giorno abbiamo fatto la nostra storia raccontando la nostra leggenda. Ma questa non è la storia di uno, è la storia di tutti noi, e voi dovete ascoltare, e ricordare, perché voi oggi ascoltate e domani racconterete, ai nuovi nati.
"Io ora guardo dietro di noi, alla nostra storia passata, vedo noi incominciare il viaggio verso casa e ricordo come arrivammo qui e quanto fummo felici perché vedemmo come era una volta. Abbiamo guardato, abbiamo capito di avere ragione. Quelli del passato avevano il sapere, cose al di là dell'immaginazione anche al di là dei nostri sogni.
"Il tempo passa e continua a passare e ora sappiamo che ritrovare il segreto di quello che si è perso sarà difficile ma questa è la nostra strada e noi dobbiamo seguirla e nessuno sa dove porterà. Comunque ogni notte ripetiamo la nostra storia per ricordare chi eravamo e da dove siamo venuti. Ma soprattutto noi ricordiamo l'uomo che ci trovò, quello che venne per salvarci. E noi illuminiamo la città, non solo per lui, ma per tutti quelli che non sono ancora qui, perché sappiano che verrà una notte in cui loro vedranno una luce lontana e torneranno a casa.
Con questo si conclude il film. Alla fine, a quanto sembra, i resti dei bambini che si avventurarono nel deserto hanno ottenuto ciò che volevano, o almeno una sua versione ironica. Si aspettavano di sollevarsi in un gigantesco aeroplano che li avrebbe portati nella terra del domanidomani, un paradiso di "grattacieli". Invece questo gruppo di bambini si è ritrovato impacchettato dentro un trabiccolo d'aereo che li ha portati nel mondo reale dei grattacieli, la realtà distrutta di ciò che è rimasto dell'umanità.

Quando vivevano nell'oasi, erano smarriti, attendevano il ritorno al paradiso di casa. Quello che non riuscivano a capire era che erano realmente smarriti nel mito. Ora, almeno, sono smarriti nella realtà e il racconto che fanno è quello giusto. Come l'umanità descritta in Logan's Run, daranno all'umanità una seconda possibilità e creeranno la storia con il ricordo e il lavoro e la fatica.

Come spiega Savannah nel racconto, "Time counts and it keeps on counting." [Nella versione italiana si è tradotto con 'passa e continua a passare', mandando perduto il concetto di valore, N.d.T.] Il tempo ha importanza e ha importanza perché passa inesorabilmente e così, ora, parte del loro lavoro è di tenere un ricordo corretto del passato di modo che le nuove generazioni sapranno da dove provengono e capiranno.

Anche Max ottiene ciò che desiderava, ma ancora una volta non come si aspettava. Desiderava ri-creare il mondo dei bambini in una società basata sul realismo dei suoi valori (abbastanza) umani, dove sarebbero stati grati per ciò che avevano piuttosto che sognare qualcos'altro. Come la tribù dei bambini che era stata abbandonata nell'oasi (e i bambini che rimangono nell'oasi), alla fine lui viene lasciato indietro.





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