The Thing
Marziani, ET ed Alieni 
Danilo Santoni

La fantascienza ha prodotto anche alieni amichevoli e simpatici, con cui stringere alleanze e fare simbiosi. Ma l'alieno 'classico' è un nemico, l'emersione di un incubo, un vero e proprio oggetto di terrore. Se nelle interpretazioni sociologiche può talvolta incarnare [...] il 'pericolo comunista', più spesso trae vita da paure essenzialmente biologiche (cancro, infezioni, mutazioni da radioattività) e finisce per rivelarsi, a un livello più astratto, ninet'altro che un'immagine del Predatore.
Renato Giovannoli, La scienza della fantascienza

I NOSTRI RACCONTI
Una delle costanti della fantascienza nell'arco di tutta la sua produzione è stata, senza dubbio, la presenza del non umano (sia esso un essere o un ambiente) verso il quale si finisce con il far riflettere ansie, paure, aspettative e speranze della vita quotidiana, scaricando frustrazioni e tensioni.

Col passare del tempo gli essere non umani presenti nella opere che hanno svolto il ruolo di battistrada hanno mutato le proprie caratteristiche e, con esse, anche il proprio nome.

Dai primi mostri (semplici trasposizioni spaziali degli esseri della tradizione popolare e del folclore) alle realizzazioni della letteratura attuale (ingegnose e ricercate) di strada ne è stata fatta, e tanta. Con il mutare dell'aspetto mutava anche il termine con cui ci si riferiva a queste creature: dopo il grande successo del termine Marziano che era arrivato a coprire tutta la gamma di esseri proveninete da pianeti non terrestri, lentamente (forse anche grazie ad una maggiore presa di coscienza nei confronti della situazione) si è passati ad un uso di termini più precisi, aiutati, in questo, dal successo di opere cinematografiche basilari nell'esplorazione del tema specifico del non umano.

Il successo del film di Spielberg ha diffuso l'uso del termine ET (Extra Terrestre) che è stato soppiantato solo da quello di Alieno (anche sull'onda del successo dei film di Alien), un termine che riesce meglio ad indicare una situazione di estraneità, di alterità e di diversità. Parallelamente, in un campo più specialistico e meno letterario, ha goduto grossa diffusione il termine UFO (acronimo di unidentified flying objects) che in molti casi ha finito con il confondersi con il termine dischi volanti (Dischi Volanti, in inglese flying saucer, è un termine con un papà e con una data di nascita precisa: nel 1947 Kenneth Arnold dichiara di aver visto nel cielo nove oggetti che volavano 'come un disco [saucer] che saltella sull'acqua' e i mezzi di comunicazione abbrevieranno questa descrizione in 'dischi volanti').

Attualmente, forse il termine alieno convoglia nel proprio significato anche una qualche forma di giudizio nei confronti dell'essere, mentre ET rimane un termine più neutro ed asettico.


L'extraterrestre pone, comunque, un problema di base: esiste o no? Poichè nella realtà non ci sono ancora prove della sua esistenza, l'approccio alla questione è puramente teorico. Da come si risponde a questa domanda si parte per un sentiero che ormai è tracciato e ben delimitato.

Se si osservano bene queste tre possibilità, possiamo dire che non è facile dare una risposta precisa e documentata ad esse. Possiamo accettare la prima solo sull'onda del nostro retaggio religioso e basandoci sulla (presunta) improbabilità dell'esistenza di forme di vita diverse da quelle terrestri. La terza possibilità è stata malamente sfruttata da quegli ufologhi che si sono dimostrati più ciarlatani che ricercatori veri. Un tentativo di affrontare i problemi posti dalla seconda domanda in modo scientifico è rappresentato dal SETI Institute e dal progetto Phoenix.

Per quanto riguarda invece il mondo letterario le realizzioni della fantascienza abbondano di esseri provenienti da altri pianeti.

Col passare degli anni gli scrittori si sono impegnati in una specie di gara cercando di superarsi nel mostrare l'alieno più 'originale', vuoi come aspetto fisico, che come abitudini, che come funzionameno sociale. Nonostante questo, l'alieno ha continuato a svolgere una azione di specchio della situazione sociale del mondo dello scrittore. Una dimostrazione può venire dall'osservazione delle realizzazioni dei due paesi leader in campo 'extraterrestre', l'Inghilterra e gli Stati Uniti, in quanto ci troviamo di fronte alle due nazioni multirazziali per antonomasia: l'Inghilterra, col suo impero coloniale così ricco di culture 'aliene' come quella indiana, ha dato vita ad esseri non umani del tutto diversi da quelli prodotti negli Stati Uniti, una socetà in bilico tra integrazione e lotta raziale.


Una volta ammessa l'esistenza dell'extraterrestre si deve esprime una valutazione su di esso e tale valutazione non può che essere la più ovvia:

E' evidente che questa suddivisione influirà enormemente sulla realizzazione della storia, per esempio non sarà possibile l'arrivo sulla terra di alieni che si trovassero ad un livello inferiore rispetto a quello dell'uomo, dovrà essere quindi l'uomo a giungere a contatto con essi.
In tutti e tre i casi, comunque, il contatto con l'alieno ha un corollario molto importante: la possibilità di realizzare, almeno, i viaggi interstellari.


primi passi... tanto per gettare le basi


Il primo romanzo che parla di alieni che visitano la terra è Micromegas, di Voltaire (1750), in cui si parla di un gigante da Sirio e di uno da Saturno che giungono sulla Terra e riflettono in modo critico e satirico sulle nostre abitudini, sulla nostra filosofia e sulle nostre capacità mentali.
Peter Nichols, in The Encyclopedia of Science Fiction, afferma che la prima opera che parla di alieni ostili che invadono la Terra è stata The Germ Growers, un'opera di un sacerdote australiano, Robert Potter (1892), scritta sei anni prima del molto più famoso romanzo di H. G. Wells, The War of the Worlds.
 alieni in visita sulla terra
  • Kurd Lasswitz, Auf Zwei Planeten, (1897) 

  • Forse il primo romanzo di fantascienza a descrivere il contatto, con qualche problema linguistico, tra umani e marziani. I due protagonisti umani giungono in contatto con una colonia di marziani stabilitisi sui poli della Terra. Questi marziani sono molto simili agli umani e uno dei due protagonisti si innamora della protagonista femminile marziana.
  • H. G. Wells, The War of the Worlds (1898) 
  • Robert A. Heinlein, The Puppet Masters (1951) 
  • John Wyndham, The Day of the Triffids (Il giorno dei trifidi) (1951) 
  • Groff Conklin (a cura di), Invaders of Earth (1952) 

  • Antologia comprendente 22 racconti scritti tra la fine degli anni 40 e l'inizio degli anni 50 sul tema della visita alla Terra da parte degli alieni.
  • Arthur C. Clarke, Childhood's End (Le Guide del Tramonto) (1953) 

  • Una razza aliena che giunge in contatto con i terrestri educando i bambini umani fino a far sviluppare in loro dei super poteri che superano anche quelli degli alieni. Un tema che, per grandi linee, torna anche in A space Odissey.
  • Chad Oliver, Shadows in the Sun (Ombre nel sole) (1954) 

  • Una piccola città del Texas è la base segreta di una società interstellare che studia l'uomo per un possibile suo ingresso nell'unione galattica. L'autore ha una profonda conoscenza dell'antropologia e il libro lo dimostra.
  • Edgar Pangborn, A Mirror for Observers (Pianeti allo specchio) (1954) 

  • Due gruppi opposti di marziani lottano, in segreto, per il controllo di un ragazzino che ha le potenzialità del grande genio. Vincerà il gruppo 'buono'. Il romanzo si pone come una riflessione filosofica su cosa possa significare per un uomo essare un dio.
  • Fred Hoyle, The Black Cloud (La Nuvola Nera) (1957) 
  • Fritz Leiber, The Wanderer (Novilunio) (1964) 
  • Robert Silverberg , Nightwings (Ali della notte) (1969) 
  • Carl Sagan, Contact (1985) 
comunicazione con gli alieni
  • Stanley G. Weinbaum, Martian Odyssey (Odissea Marziana) [Wonder Stories, July 1934]

  • Prima volta in cui viene esplorato il problma della comunicazione con una forma aliena. Il problema viene risolto con un metodo oggigiorno accettato da molti scienziati: inizio con la matematica elementare e poi avanti con passaggi sempre più complessi.
  • Arthur C. Clarke, 2001: A Space Odyssey (2001 Odissea nello spazio) 1968;
  • Murray Leinster, First Contact [Astounding Science Fiction, May 1945].

  • Un classico che col suo titolo ha dato nome a tutto questo tipo di racconti. Due navi spaziali, una umana e una aliena, si incontrano ed iniziano a comunicare iniziando con la matematica.
  • H. Beam Piper, Omnilingual [Astounding Science Fiction, February 1957].

  • Degli archologi umani su di un pianeta alieno riescono a decifrare il mistero di una civiltà scomparsa grazie ad una specie di stele di Rosetta, una tavola periodica degli elementi.
  • Katherine MacLean, Pictures Don't Lie [Galaxy Science Fiction, August 1951]
  • Raymond Z. Gallun, Old Faithful [Astounding Science Fiction]
  • Samuel R. Delany, Babel-17 (Babel-17)

  • Complesso studio del linguaggio alieno con l'uso di teorie semiotiche e linguistiche
  • Jack Vance, Languages of Pao
  • Stanislaw Lem, Solaris (Solaris) 1961
  • Frederik Pohl, JEM, The Making of a Utopia (Jem, la costruzione di un'utopia) 1978
  • Donald Moffitt, Jupiter Theft, 1977

  • Il linguaggio degli ET potrebbe essere di natura musicale
    Hal Clement, Mission of Gravity (Stella doppia 61 Cygni) 1954
  • James White, All Judgment Fled (L'astronave del massacro) 1969
  • Philip Josè Farmer, Mother [Thrilling Wonder Stories, April 1953]
  • Chad Oliver, Unearthly Neighbors  1960; e il suo seguito, The Shores of Another Sea.(Le rive di un altro mare)


Collegamenti
Pino Blasone, L'io, l'altro, l'alieno
Carlo Pagetti, Palmer Eldritch Alien
Alien

Collegamenti Esterni
Vittorio Catani, Noi e l'altro nella fantascienza