Intervista a James G. Ballard

a cura di David Pringle

David Pringle è il curatore di INTERZONE, una rivista inglese che si sta dimostrando sempre più interessante. Si può dire che su scala mondiale è superata come valore di opere proposte solo dall'ISAAC ASIMOV'S SCIENCE FICTION MAGAZINE. Gli impegni per la conduzione della rivista hanno costretto Pringle ad abbandonare l'altra sua attività di editor, quella presso FOUNDATION, la rivista di critica più importante del momento. In aggiunta a questa attività, Pringle si dedica a scrivere dei libri per così dire "particolari". Gli ultimi in ordine di tempo (oltre naturalmente alle due antologie che raccolgono il meglio dei racconti di INTERZONE) sono: Science Fiction: the best 100 Novels (una raccolta di giudizi della lunghezza di circa due pagine sui cento migliori [secondo Pringle] romanzi di fantascienza. Un libro che naturalmente ha creato molte discussioni, come succede ogni volta che si fanno delle scelte precise) e Imaginary People (un libro strutturato sul Who's Who, con tutte le informazioni immaginarie e possibili su oltre mille personaggi della letteratura, del cinema, della televisione... dell'arte in generale).


[Ho fatto visita a Jim Ballard nella sua casa in periferia a Shepperton nel Middlesex, il 21 agosto 1987. Il suo ultimo romanzo, The Day of Creation (Gollancz, £ 10.95), stava per essere pubblicato il 10 settembre e ne abbiamo parlato insieme ad una serie di altri argomenti. - D.P.]

Ti ha colpito l'exploit del giovane pilota tedesco che è atterrato con il suo Cessna sulla Piazza Rossa di Mosca?

E' stato un atto mitologico stupendo, incantevole. Del tutto straordinario, volare per tutto quel tragitto senza essere intercettato e atterrare sulla Piazza Rossa... una scappata sorprendente che deve essere presa seriamente, soprattutto perché ha portato alla liquidazione in blocco dell'alto comando militare russo. Mi piacerebbe proprio saperne di più sul ragazzo. Suppongo che un giorno ci riusciremo, se lo rilasciano. Sì, mi ha eccitato molto, così com'è con tutti i voli straordinari. Quello che non mi ha eccitato in nessun modo è stato il volo in pallone attraverso l'Atlantico di Branson. [Ride] Per un motivo o per l'altro non riesco a rimanerne coinvolto, immaginativamente.

Che ne pensi delle immagini televisive del naufragio del Titanic?

Quelle di circa un anno fa? Erano molto strane: sembrava di ritornare indietro nel tempo. Mentre la telecamera veniva trasportata nelle profondità dell'Atlantico del nord, c'era questa nave stupendamente preservata, sufficientemente preservata in qualche modo da mostrare dettagli espressivi... tutte quelle bottiglie di vino che stavano in giro. Era proprio spettrale, un vero viaggio nell'interiore. Purtroppo allorché lo solleveranno effettivamente, questo grosso dinosauro si sgretolerà in una montagna di ruggine, come Dracula esposto alla luce del giorno. Penso che dovrebbe essere lasciato là.

Sono successe molte cose negli ultimi due o tre anni tanto da dargli un sapore da storia del disastro: l'esplosione della navetta spaziale Challenger, il diffondersi dell'AIDS, l'incidente nucleare di Cernobil. Pensi che stiamo vivendo "Tempi interessanti"?

Sì. Sono eventi straordinari, ognuno di essi, e ovviamente con una significanza a lungo termine. Gli incidenti nucleari sono stati predetti nella sf. Nessuno ha predetto esattamente l'AIDS, ma è una malattia da fantascienza, non è vero? E' una malattia straordinaria, come se un qualche dio maligno avesse letto troppa sf. Quanto al disastro dello shuttle... non voglio

dire di averlo predetto, ma senza dubbio ho scritto una discreta quantità di narrativa che metteva in guardia contro il possibile rischio psicologico dei viaggi spaziali. E' stata una tragedia non necessaria... una tragedia doppia, in quanto è perito l'equipaggio di professione, ma anche i passeggeri civili che erano là solo per ragioni di pubbliche relazioni. Per quanto sia stato magnificente il programma spaziale americano, una meraviglia della tenacia e del coraggio umani, penso che sia frainteso... di sicuro per quanto riguarda il volo spaziale umano. Stanno cercando di entrare nel XXI secolo con la tecnologia del XIX... missili con la forza bruta esplosiva che sfuggono a questo pianeta nel modo più crudo possibile. Devono attendere: possono incontrare il XXI secolo al momento giusto, usando la tecnologia del XXI secolo che può essere veramente differente. Una delle ragioni per cui il pubblico ha mostrato una mancanza di interesse nel programma spaziale (che ha costretto questa povera insegnante ad andare a morire come parte di un esercizio di pubbliche relazioni) è che la bulloneria di questi missili balistici appartiene al mondo di Jules Verne e ai pionieri dell'ingegneria del XIX secolo, non a tecnologie veramente avanzate. Il programma spaziale è semplicemente fuori moda.

Allorché sarà scoperta la tecnologia del XXI secolo, sarai favorevole ad essa? Pensi ci sia un punto per uscire nel sistema solare?

Assolutamente! Non vedo perché non dovrebbero esserci voli umani nello spazio profondo. Arriveranno a tempo debito. Ma la gente pensa alla colonizzazione dello spazio (e gli scrittori di sf sono da biasimare qui più di tutti) come ad una estrapolazione della colonizzazione di questo pianeta che ebbe luogo nel XVIII e XIX secolo: si stabiliranno delle colonie sulla superficie della luna e di Marte nello stesso modo che furono stabilite in Africa e nel Nord America. Si ritrova l'idea di capannelli di pellegrini appoggiati da navi madre che arrivano da oltre il grande oceano portando ulteriori coloni che troveranno questa superficie originaria carica di minerali e opportunità umane sul tipo di quelle che Africa e America offrirono a loro tempo. E' un concetto terribilmente sorpassato. Può essere possibile che in futuro solo un uomo abbia bisogno di andare nello spazio e raggiungere ogni cosa. Non dovremmo aver bisogno che intere nazioni si sradichino e si spostino attraverso immensi oceani per trovare delle nazioni replicanti su qualche lido alieno. Potrebbero farlo un uomo e una donna e sarebbe abbastanza. In qualche modo il singolo esploratore soddisferebbe la meta dell'esplorazione spaziale: questa persona potrebbe perfino non esplorare lo spazio nel senso fisico... potrebbe essere un'immagine di questa persona ad essere trasmessa. Occorre guardare le cose in termini di un insieme differente di possibilità concettuali. Si potrebbe dire che la razza umana stia proprio in questo momento colonizzando lo spazio in rapporto a quell'enorme sfera in espansione (circa ottanta anni luce di diametro) composta dai suoi segnali radio e televisivi. Nel futuro noi esseri umani non dovremmo aver bisogno di viaggiare, potremmo semplicemente spedire i nostri programmi TV!

Come pensi che gli anni '80 siano stati diversi dagli anni '60 e '70?

Ora stiamo entrando in un periodo interessante. Gli anni '70 sono stati un periodo incolto in molti sensi, ma stiamo entrando in qualcosa che è ancora difficile da definire (un periodo che inizia verso la metà degli anni '80 e forse arriva alla fine del secolo) che sta incominciando ad apparire come se contenesse quella specie di eccitanti possibilità che gli anni '60 avevano. Gli schemi per gli anni '60 erano stati buttati giù probabilmente quindici anni in anticipo: viaggi a reazione, beni di consumo, televisione, il panorama dei media, un mondo governato dalla pubblicità, e la politica come un ramo della pubblicità. Tutto ciò giunse a fruizione nella metà degli anni '60 ma era stato impostato dai dieci ai quindici anni prima. Così, a me sembra, ora osserviamo emergere nuovi schemi di comportamento sociale e una nuova mutevolezza di cose che possono essere stati impostati anni fa. Penso all'instabilità dei mercati finanziari mondiali creata dalla prosperità (che ha generato una grossa quantità di risparmi) e dalla rete internazionale dei satelliti per comunicazioni. Spostano immense somme da un lato del mondo all'altro alla velocità di un elettrone e introducono le più incredibili paure ed instabilità, ed hanno un effetto sul commercio e sull'industria e sugli avvenimenti politici. I sogni di McLuhan sul villaggio globale si sono realizzati quasi del tutto. Quello che non aveva mai predetto è il nervosismo della risposta dell'osservatore a tutto questo. Gli americani vedono una delle loro navi arpionata nel Golfo Persico e nel giro di poche ore la nazione intera richiede l'azione, con un presidente che è una stella del cinema alla Casa Bianca. Venti anni fa, l'idea che un attore di film di seconda categoria potesse diventare presidente (cosa che mi piace dire io ho anticipato nel 1967 nel mio brano su "Ronald Reagan") si ritrovava solo nelle pagine della sf d'avanguardia. Ma la possibilità che si potesse avere una tale figura come Presidente (una impossibilità ora nell'Unione Sovietica e probabilmente ancora in questo paese) è stata impostata dall'esplosione dei media degli anni '60, dal modo in cui persone come Kennedy venivano ammirate per le loro immagini televisive, per il loro stile piuttosto che per la loro sostanza. Nixon in parte fu rifiutato perché era un politico antiquato sullo stile Tammany Hall, con la barba non rasata alla "undici di mattina" che non si adattava all'età della televisione. Ma con Reagan, quest'uomo instabile che è intensamente responsabile delle oscillazioni d'umore del suo pubblico televisivo, si entra in un mondo politicamente molto pericoloso. E' qualche cosa che McLuhan non ha predetto... la crescente instabilità, dove si deve essere quasi grati per il lento carattere monolitico del sistema politico russo come una zavorra che evita alla nave di rovesciarsi da un lato al minimo incresparsi dell'acqua.

Ma le cose stanno cambiando in Unione Sovietica. Che ne pensi del "fenomeno Gorbacëv"?

E' un fenomeno affascinante da osservare, ma ovviamente le forze inerziali nell'Unione Sovietica sono vaste. Sarebbe un miracolo se riuscisse a trascinare il paese verso qualcosa che si avvicini, diciamo, alla Cecoslovacchia dell'inizio del secolo. Ma questi sono tempi interessanti. Percepisco un nuovo tipo di musica, un periodo che può essere proprio interessante come gli anni '60, e molto più pericoloso. Rimane da vedere quale forma prenderà alla fine. C'era una qualità depressiva negli anni '70 ed ora che il pendolo oscilla verso la direzione opposta c'è un elemento maniacale nell'aria. Immagino che vada avanti per un bel po' e che tocchi tutto. L'anno 2000 è ancora un bel po' lontano: la velocità di cambiamento è così rapida che anche nei dodici anni rimasti di questo secolo possono succedere un sacco di cose.

Quando nel 1975 ho letto per la prima volta High Rise (trad.it. Condominium) mi sono meravigliato del fatto che hai posto il quartiere-grattacielo ad est di Londra. Sembrava il posto sbagliato per un tale palazzo da classe media. Ma ora sembra al posto giusto: la Isle of Dogs sta diventando velocemente quel tipo di posto. Le persone nel romanzo erano quasi delle predizioni degli Yuppies della Britannia della Thatcher.

Quello è il tipo di persone che puoi trovare nei nuovi condomini che stanno crescendo intorno a quella parte di Londra. Quando io stavo per scrivere il libro avevo bisogno di un'area di Londra che fosse isolata dal resto della città così che il quartiere di appartamenti non venisse a trovarsi in una comunità già stanziata. Quel tipo di isolamento poteva essere trovato solo nella zona più o meno abbandonata del bacino lungo il Tamigi. Quei ricchi professionisti della classe media nei loro quartieri ultra high-tech avrebbero rappresentato una frattura assoluta con le comunità che li avevano preceduti... che sarebbero state cancellate completamente (come lo sono state ora). Gli imprenditori stavano pianificando questi nuovi complessi nel momento in cui scrissi il mio libro e ho avuto lo stesso tipo di immobili in mente... e oso dire lo stesso tipo di psicologia. Prima o poi tutta la science fiction si avvera.

Vorresti dire che il tuo nuovo romanzo, The day of Creation, è un'allegoria?

Sì. E' un'allegoria sulla natura della creazione, sul processo creativo. E' tutto sui differenti livelli di creazione, sugli atti di immaginazione, che hanno luogo oggi. Qualsiasi esperienza fa ricorso ed è sovrapposta dai mass media come stanno facendo nel caso di questa terribile tragedia di Hungerford [una tranquilla cittadina della vallata del Tamigi dove, due giorni prima di questa intervista, un bandito impazzito ha assassinato sedici persone - DP]. I quotidiani, la radio e le compagnie televisive ora si sono fissate su questa tragica cittadina e stanno sovrapponendo la propria visione delle cose sensazionalizzata e sentimentalizzata. In ogni modo, nel mio libro, il personaggio centrale, Mallory, giunge a creare questo fiume, che trasforma un angolo desertico dell'Africa in un luminoso paradiso, in un Giardino dell'Eden, che ha le qualità della natura originale mai toccata da mano umana. Ma immediatamente è avvicinato da uno dei personaggi di appoggio del libro, Sanger, il creatore di documentari televisivi, che impone su questo atto di creazione di prim'ordine un secondo ordine in cui la natura diventa omogeneizzata e sentimentalizzata a beneficio del vorace pubblico televisivo di tutto il mondo che non desidera osservare la natura nella sua forma pura. In questo libro io suggerisco che la natura può essere una cosa violenta e capricciosa, che non soddisfa il nostro bisogno più profondo di un universo da coccolare e con la coda soffice. Sanger, che puoi pensarlo come un misto di David Attenborough, Jonathan Miller e Desmond Morris e tutte quelle persone (ma non è nessuna di esse, mi affretto ad aggiungere), impone l'occhio del documentario televisivo, sovrappone il proprio smalto su questo atto di creazione, spruzzando la propria lacca sgargiante sui fiori e gli uccelli brillanti e così via. Per la fine del libro seduce il personaggio centrale ad accettare questa visione delle cose... al punto che, anche se forse non per sempre, il fiume evapora. E' una lettura molto semplice, ma naturalmente ci sono altri temi.

Dici "forse non per sempre"...

Mah, c'è un accenno proprio alla fine a che il fiume possa tornare. E' collegato con l'ossessione di Mallory per una ragazza, che sembra essere una specia di emanazione del fiume. L'ha inventata lui?, si chiede alla fine. Egli non ne è mai sicuro. Su un altro livello si può leggere The Day of Creation semplicemente come una lotta tra Mallory e il fiume. Si può ignorare il gruppo di temi di secondo ordine che girano intorno al cineasta e guardarlo semplicemente come un duello tra fazioni in lotta nella testa di Mallory.

I critici diranno che questo romanzo è un ritorno ai tuoi modi precedenti. E' una favola, come The Unlimited Dream Company.

In qualche modo lo è, anche se può essere letto come un romanzo realistico, con molti elementi naturalistici... gli eventi descritti non sono poi così innaturali. Nuovi fiumi appaiono, in tutto il mondo. Qualcuno mi ha detto l'altro giorno che ha visto un documentario su di alcuni uomini in elicottero che battevano la terra desolata di un deserto, credo nella Siberia orientale, cercando un nuovo fiume che gli era stato raccontato che era apparso. Così gli eventi descritti non appartengono al reame del fantastico. Convengo che è una specie di allegoria; ma avendo scritto Empire of the Sun non mi rifarò una carriera come scrittore di racconti della seconda guerra mondiale... quella è stata un'eccezione. Tieni in mente che non ho scritto fantascienza, nello stretto senso della prola, per lungo tempo. Se escludi Hello America [trad.it. Ultime notizie dall'America], che originariamente era previsto come un romanzo breve illustrato, ed escludi The Unlimited Dream Company che non ha in sé nessun elemento fantascientifico ma è un fantasy, l'ultimo vero romanzo di sf che ho scritto è stato The Crystal World. Ma le etichette resistono. Il punto che desidero sottolineare è che la mia narrativa precedente, inclusa la mia sf, è molto più vicina alla narrativa realistica di quanto molte persone abbiano realizzato. Si dovrebbero abbattere queste dannate categorie. Muri altissimi crescono come barriere coralline tra i diversi generi, tra la cosiddetta narrativa mainstream e la narrativa di genere. Sarebbe un peccato mettere questo romanzo in una qualsiasi categoria restrittiva. Spero che sia più intelligibile a una platea di lettori più generale di qualcosa come The Unlimited Dream Company. Ma nessuna di queste cose è calcolata: vengono così come vengono.

Il tuo personaggio Mallory indubbiamente ha un'opinione veramente scarsa dei documentari televisivi sulla vita selvaggia e i programmi sulla natura. E' vero anche per i tuoi sentimenti?

Sì, probabilmente lo è. In definitiva quei programmi sul mondo selvaggio che Attenborough e tutti gli altri hanno presentato negli anni sono delle falsificazioni della realtà. Sono versioni da enciclopedia dei ragazzi che tolgono tutte le zanne e gli artigli e presentano la natura come una bestia generosa e placida che può essere addomesticata facilmente. La natura non è così. L'homo sapiens si è guadagnato la propria intelligenza con la prova di sopravvivenza ad un ambiente estremamente ostile. Sono d'accordo con le vedute di Mallory, in generale. C'è un aspetto della TV che marcisce il cervello che è molto più evidente di quanto fosse, specialmente in questo paese dove siamo stati sempre orgogliosi di avere "la migliore televisione al mondo". Di fatto abbiamo la peggiore. In questo paese la TV non è più un mezzo innovativo. La BBC in particolare ancora si inorgoglisce della propria funzione educativa, ma di fatto è un canale di intrattenimento. Ogni programma dovrebbe portare la parola "intrattenimento" davanti, perchè questo è il vero fine. Il notiziario delle nove della BBC rappresenta le Notizie di intrattenimento della BBC. Un documentario sui cammelli del deserto del Kalahari è un documentario di intrattenimento. Non si include nulla che non intrattenga il pubblico, niente che affligga o annoi il pubblico o che il pubblico possa trovare difficile. Sono appena tornato da una vacanza nel sud della Francia, dove si possono vedere sette canali (i sei canali francesi più Telemontecarlo) e non c'è dubbio che il livello generale della televisione sia molto più basso del nostro: è un flusso continuo di programmi di intrattenimento, ma in questo è molto meglio perché uno sa dove si trova. E' un mezzo da due soldi, e gli è stato permesso di affondare fino al suo vero livello, non mantenuto artificialmente da un enorme monopolio BBC/ITV finanziato governativamente... ma questo fa parte totalmente dell'intenso paternalismo del sistema politico britannico. La responsabilità di un gran numero dei mali che affliggono la vita britannica si può attribuire alla televisione... al vasto repertorio di miti e di illusioni nazionali che crea.

Naturalmente tu sei un fan di Hawaii 5-0 da molto tempo. Guardi Miami Vice.

E' un trionfo dello stile sul contenuto. Ho sempre amato Hawaii 5-0 (che ho guardato spesso con l'audio abbassato, convinto che non ha importanza di cosa trattino le trame) ma amo Miami Vice, porta la cosa molto più avanti. Come ha detto molta gente, è totalmente sullo stile, lo stile dei giovanotti e delle ragazze che vi appaiono, dei loro vestiti, dell'allestimento scenografico. Ci sono delle magnifiche ambientazioni art-déco. E' come sfogliare le pagine di una rivista di moda raffinata e levigata, dove si osservano i modelli contro una serie di fondali pensati artisticamente, un aeroporto internazionale o una marina o un night-club, che danno l'impressione che un qualche tipo di narrazione si sta svolgendo, ma di fatto i fondali sono meramente decorativi. Il filo narrativo in Miami Vice è puramente decorativo, il che porta solo all'ennesima potenza una tendenza evidente nella stragrande maggioranza delle drammatizzazioni televisive [sogghigna].

Quali sono le ultime notizie sul film di Steven Spielberg da Empire of the Sun?

Hanno finito di girare alla fine di giugno ed ora lo stanno montando. Sperano di darlo in prima visione negli Stati Uniti verso la fine del 1987 e qui ai primi dell'88. Spielberg molto gentilmente mi ha chiesto di fare una piccolissima parte muta nel film. Apparire in qualcosa che aveva un tale significato personale per me è stato qualcosa cui non potevo proprio resistere. Hanno passato un mese a girare a Shangai, poi hanno trascorso sei o sette settimane in Spagna per filmare le sequenze del campo. Hanno trovato le repliche più o meno esatte delle case di Amherst Avenue, inclusa quella in cui ho vissuto, a Sunningdale... che, ironicamente, è proprio a pochi minuti da qui. All'inizio del romanzo c'è un ballo in costume alla vigilia di Pearl Harbour, e sono state le scene del party alle quali sono intervenuto. Spielberg mi aveva offerto una battuta di dialogo ma con tutti quegli attori reali intorno a me ho sentito che era un po' troppo. Tutto ciò che ho dovuto fare è stato di starmene là con un bicchiere di whiskey in mano... ho avuto modo di fare una grossa quantità di prove per questo, così ho pensato che avrei potuto riuscirci... ma non avrei potuto pronunciare pure una linea di dialogo così sono rimasto in silenzio. Se la mia breve carriera debba estinguersi sul pavimento della stanza di montaggio non lo so. In una scena, gli ospiti della festa sono filmati men.tre escono sul viale, ad un segnale ci siamo riversati attraverso la porta. Là, ferme in cerchio, c'erano quelle Buick e Packard degli anni '30, con autisti cinesi in uniforme che se ne stavano accanto, e ho provato uno strano senso, che il tempo fosse improvvisamente tornato indietro. Quasi fantastico. Avevano fatto un sacco di ricerche per far sentire il periodo giusto, e nelle scene in interno ci sono riviste degli anni '30 poggiate in giro e telefoni degli anni '30 e altre cose e pezzi di decorazione che ricordavo vagamente. Era veramente strano. Naturalmente, a causa della vicinanza degli Studi Shepperton, un bel numero di persone che vivono in questa città hanno preso parte come comparse part-time. Uno o due di loro li conoscevo da anni, compresa la madre di una ragazza che è andata alla stessa scuola delle mie figlie. Mi ha avvicinato per strada e mi ha detto, "Ah, Mr Ballard, siamo insieme nel film, non è vero?" Era una comparsa e mi disse che anche sua figlia era nel film. Immediatamente ho capito: forse il mio venire a vivere a Shepperton è stato un compito a livello profondo che il mio sistema nervoso centrale mi ha dato 27 anni fa. Ero in attesa del giorno che avrei scritto il romanzo, sapendo che il film sarebbe stato fatto e che essi avrebbero dovuto usare grosse case in posti come Sunningdale e Weybridge e Walton-on-Thames, nell'immediata vicinanza di Shepperton... i modelli che gli inglesi usarono a Shangai per costruire le loro case. E' stato piuttosto come un sogno vedere quella gente, i miei vicini, essere reclutati per questo film... proprio come nei sogni i propri vicini e le case e i palazzi familiari sono reclutati dalla mente che dorme. I sogni sono fusioni di passato e presente. E' stato strano sotto quell'aspetto recitare quella piccola parte: l'intera faccenda delle riprese è stata molto simile a un sogno. Per questa ragione sono stato grato di non dover andare a Shanghai nel periodo in cui vi veniva girato il film. Penso che guardare il film (in cui, a proposito, ho un'enorme fiducia) sarà una strana esperienza. Devo dire che sono rimasto impressionato da Spielberg. Mi è piaciuto enormemente e penso che abbia una mente forte, potente, una immaginazione poderosa, e un impegno completo per il meglio del mio libro. Dopo cinque secondi che lo avevo incontrato, ho sentito che era l'uomo giusto per il libro.

Hai letto tutta la sceneggiatura?

No, sono stato quasi contento di non farlo, veramente. Avevano offerto di farmela leggere, ma avevo fiducia in Tom Stoppard e Spielberg. Sono professionisti. La trascrizione dal romanzo al film è un salto talmente grosso, ed è difficile per qualcuno senza esperienze di prima mano sulla scrittura di un film sapere quando una scena funziona... soprattutto una scena senza dialoghi. Sembra che siano rimasti abbastanza fedeli al libro, da quanto posso capire. Ovviamente, ci sono state delle contrazioni. Ho saputo che hanno rafforzato la parte di Basie, il cameriere di bordo americano che fa amicizia con Jim. Il ruolo del ragazzo non è stato cambiato per niente. E' il fuoco del film e tutta l'azione è vista attraverso i suoi occhi. Spielberg ha insistito su questo ed è la chiave del film. L'intera azione del libro è vista attraverso Jim, è sempre in scena. Se mi fossi allontanato da lui in un qualsiasi punto, penso che l'incantesimo si sarebbe rotto. Ciò si adatta completamente al film.

Il successo popolare di Empire of the Sun ha cambiato in qualche modo la tua vita e hai qualche scrupolo sulla pubblicità addizionale che ti può causare la versione cinematografica?\i

Proprio per niente. Come puoi vedere chiaramente la mia vita non è cambiata per niente. Negli angoli c'è sempre lo stesso sporco. Vivo ancora nello stesso modo. Non credo che mi abbia interessato di uno iota, nemmeno come scrittore. Ho ancora lo stesso tipo di immaginazione e la stessa successione di pensieri si aggira per la mia testa.

Ancora non sei emigrato.

Verso qualche posto più caldo? Ho iniziato a pensarci. Mi piacerebbe proprio dividere il mio tempo tra qui e il Mediterraneo, per eludere l'inverno inglese. Ma forse sento (e questo rimanda a ciò che stavamo dicendo più sopra) che delle cose interessanti sono all'orizzonte e che io devo stare vicino! La gente pensa a me come a uno scrittore di fantascienza e per definizione perciò distaccato dai problemi del presente, ma ciò non è vero. Io ho risposto sempre completamente a ciò che mi circonda. Non mi piacerebbe vivere perpetuamente in Spagna o nel sud della Francia perché ci si esclude da troppe cose. Sotto un certo aspetto è una zona senza tempo, come si può notare allorché si incontra qualche persona che è vissuta laggiù per un po' di anni... sembrano essere curiosamente arenati, letteralmente sperduti sulla spiaggia. Possono fare dei riferimenti di passaggio su Cernobil o su Margaret Thatcher o qualsiasi altro argomento, ma suona come se stessero leggendo una sceneggiatura che qualcun altro ha scritto per loro. Così non fa per me. Penso che resterò ancora per un po'.

Che c'è poi? Stai pensando a un nuovo romanzo?

Ho molte idee che mi giran per la testa, ma nessuna veramente forte. Ho finito quest'ultimo libro all'inizio di marzo, che poi non è tanto lontano. Sono stato occupato con questo film di Spielberg ed ora sono impegnato ad aiutare la promozione del nuovo libro, perciò ci vorrà un po' prima che decida qualcosa. Dovrei scrivere alcuni racconti finché non trovo un'idea che mi piaccia veramente per un romanzo.

C'è una nuova collezione di racconti all'orizzonte?

Conosci la casa editrice americana specializzata in sf, la Harkam House? E' diretta da un certo James Turner... sembra un uomo civile e piacevole. E' venuto fuori con l'idea di mettere insieme i miei "racconti spaziali", tutte le storie che ho scritto sul tema del viaggio spaziale, a iniziare da "The Cage of Sand". Lo pubblicherà sotto il titolo di Memories of the Space Age. Sono racconti sulla psicologia e sugli effetti a lungo termine del programma spaziale, piuttosto che sullo spazio stesso e su pianeti alieni. Dovrebbe essere un bel libricino. Non mi era mai venuto in mente di mettere insieme quelle storie. Abbiamo fatto il contratto e dice che andrà alle stampe quest'anno in autunno per essere pubblicato nel 1988. E' la cosa più vicina a un nuovo libro di racconti che abbia messo in programma.

"Se il mondo non desidera essere guardato come un racconto di J.G.Ballard, dovrebbe smetterla di comportarsi come tale."

C.S.Murray, IQ Magazine, no. 14


Pubblicato originariamente in Interzone 22, pp. 13-16.Traduzione di Danilo Santoni