Intervista immaginaria con James G. Ballard

a cura di Vittorio Curtoni

"Domanda cretina, ma tanto per cominciare... Come mai ha deciso di scrivere fantascienza?"

"A domanda cretina, risposta cretina. Lei lo sa che ho studiato da chef?"

"No."

"Nemmeno io. Però c'è scritto in una mia biografia, quindi deve essere vero. In realtà, io volevo diventare un autore di best-seller culinari. Solo che UOVO DI CRISTALLO e ARROSTO BRUCIATO non sono riuscito a venderli a nessuno. Non parliamo di DESERTO D'ACQUA TONICA. Gli editori proprio nun ce sentivano. Sicché cambiai i titoli e puf!, fatto. A proposito, lei l'ha vista la mia ultima atrocità?"

"No."

"Vabbe', era solo un gioco da bambini. Stavamo dicendo..."

"La sua grande passione per la sf."

"Ah sì. Da ragazzo adoravo Doc Smith, Van Vogt ed Edmond Hamilton. Il mio massimo desiderio era poterli emulare."

"Quindi lei è un frustrato bestiale."

"Appunto. Ociu che sta arrivando una new wave."

"Prego?"

[Spataplash! Dalla finestra aperta sull'oceano entra una poderosa secchiata di acqua salata.] Ballard scuote grave la testa. 

"Certi movimenti, quando li metti in moto poi non sai più come fermarli."

"Per la sua narrativa è stato fatto il nome di Conrad. Lei cosa pensa di dovere a Conrad?"

"Tre birre. Analcoliche. Lei lo sa che Joseph era astemio?"

"No."

"Ma lei non sa un cazzo."

"Sono un intervistatore socratico."

"Ah bè."

"Come procede la costruzione della sua mitologia contemporanea?"

"Appena mi arrivano le sovvenzioni dal British Council che sto aspettando ci metto dentro anche Sergio Cofferati. Mi è molto piaciuta l'introduzione di Phil Dick all'ultimo romanzo di Sergio, I SIMULACRI DEL SINDACATO. Il mio amico David [Cronenberg, NdR] sta già pensando di farne un film: THE ANAL INTRODUCTION, ovvero CRASH II: THE REVENGE. Lei per caso sa se al momento Stallone è libero?"

"L'ultima volta che gli ho telefonato, mi dava occupato. Ma senta un po', con tutto quel che le sarà capitato nel rutilante mondo della sf, me lo può raccontare un aneddoto molto molto gustoso?"

"Ne avrei tanti che se ci penso me li dimentico tutti. Troppi. Comunque, uno davvero gustoso è questo. Un pomeriggio camminavo per Piccadilly Circus in cerca di un nuovo condominium dove andare ad abitare. Sa com'è, nel mio si erano sbranati tutti fra loro. La puzza... Bè, cammina cammina, e chi ti incontro? Provi a indovinare. Dai, dai, tiri a indovinare!"

"Norman Spinrad."

"Amazing Stories! Come ha fatto a indovinare?"

"Questa fregnaccia me l'ha già raccontata lui."

"Sorprendente. Lieto di narrarle cose che le suonano del tutto nuove. Insomma, ci abbracciamo, ci baciamo, poi Norman mi guarda e mi fa: 'Posso offrirti un caffè?' E sa cosa gli ho risposto io? Dai, dai, tiri a indovinare!"

"Gli ha risposto: 'No, grazie, il caffè mi rende nervoso. E poi sono un po' mormone.'"

Ballard sghignazza. "Bella fantasia, ma ci vuole altro per arrivare ai miei livelli! Gli ho risposto: 'No, grazie, il caffè mi rende nervoso. E poi sono un po' mormone.' Eccitante, eh?"