Io & Ballard

Marcello Bonati

James G.Ballard è stato un autore che, penso, abbia influenzato moltissimo la mia vita.

Di lui ho infatti letto tutte le opere che sono state tradotte. La prima nel lontano ’78: Foresta di cristallo, nell’edizione Longanesi.

Poi, nell’’80, ho passato tre interi mesi a leggermi, appunto, la sua opera omnia. Ed è stata una lettura talmente stimolante, che mi ha intrigato talmente, che ho poi pensato di scriverne un saggio.

L’anno precedente avevo già pubblicato, su "La spada spezzata", fanzine della mia città, curata da Silvio Sosio, lo "Speciale Dick", col quale mi ero piazzato al 3° posto all’Italcon ’84 per il "miglior saggio su pubblicazione amatoriale", e che aveva fatto vendere tantissimo la fanzine, che, cosa che capitava raramente, era stata dovuta ristampare. E così nell’’84 mi misi a scrivere lo "Speciale Ballard", sulla falsariga del precedente, commentando, cioè, ad una ad una tutte le opere del Nostro.

Ma quando il Sosio lo lesse, trovò che non andava bene; troppe citazioni lunghe e, principalmente, la totale assenza di uno sguardo alla critica. E, così me lo rispedì, chiedendomi di riscriverlo, tagliando sulle citazioni e tentando di migliorare in qualità, magari non commentando proprio tutte le opere. Lo feci e per quanto riguarda la critica addirittura stesi un vero e proprio secondo articolo nel quale si commentavo tutti i saggi sul nostro autore allora disponibili (o quasi, comunque!!). Purtroppo ne risultò un dattiloscritto frantumato, fatto di mille fogliettini volanti attaccati con la graffettatrice, che il Sosio impazzì a tradurre, come mi disse; alcuni (due, mi pare di ricordare) commenti a dei racconti andarono perduti.

Lo speciale avrebbe dovuto essere pubblicato nell’’85, ma, poi, le solite questioni di difficile gestione delle fanzine la fecero ritardare al febbraio ’86; ne risultò, comunque, un lavoro più che decoroso, con i miei "Ballard-l’opera" e "Ballard-la critica" (per una trentina di pagine!!). Ad impreziosire il tutto, un’intervista esclusiva all’autore che Dario Sciunnach realizzò per posta, un articolo da "The Times Literary Suplement", procuratoci da Giorgio Placereani e una bibliografia, anche se certo non completa, sempre a firma del bravo Sciunnach. 

La fanzine, quell’anno, vinse poi sia il Premio "Italia" che "Europa";  in qualche modo, penso di avervi contribuito anch’io! Poi, il mio amore per l’autore continuò; mi sono, infatti, ovviamente letto anche tutte le altre opere, uscite in seguito, e di esse potete trovare traccia in questo sito:

http://www.intercom.publinet.it/cocanights.htm#ballard

http://www.intercom.publinet.it/ballard2.

La mia recensione che trovate in questo speciale è un estratto da quello di cui abbiamo parlato.