Perché questo speciale?
Emiliano Farinella


Il racconto di maggior successo di Giuseppe De Rosa è Soldati, un racconto che ha riscosso notevole successo e che è stato pubblicato più volte.
Contro ogni evidenza, e forse contro ogni norma di buon senso, l’idea di questo speciale era nata pensando di escludere Soldati dalla rosa di racconti da inserire.
Soldati è un ottimo racconto, ma non è certo l’unica ragione per parlare di De Rosa. Proporre questo speciale ci è servito soprattutto per sentire De Rosa, una voce che è sicuramente fuori dal coro e le cui dichiarazioni potranno essere di stimolo per rileggere con nuove chiavi la fantascienza e soprattutto la fantascienza italiana.
Probabilmente il bello è spesso ciò che si uniforma, a volte però è molto interessante anche ciò che rompe.
De Rosa è una persona che è capace di fare delle osservazioni sulla fantascienza che sono molto poco uniformate e per questo preziose.

Alla fine in questo speciale è stato inserito anche Soldati, il che presenta diversi vantaggi:
1. è disponibile, per il presente e futuro, per tutti quei lettori che non comprano tutte le pubblicazioni fantascientifiche un ottimo racconto di SF hard;
2. si può finalmente presentare anche il seguito di Soldati, Waschberger, praticamente un Soldati 2 assolutamente godibile e interessante anche se poco indipendente da Soldati.

I temi dei racconti sono spesso molto interessanti per il nucleo forte che vi sta al centro o per l’approccio con cui vengono affrontati. Si può imparare molto dalla lettura di questi racconti. Io ho fatto così, ed è proprio a De Rosa (e al suo contributo attivo) se ho iniziato a scrivere qualche cosa di fantascienza che mi fornisse una qualche soddisfazione.
L’attenzione prestata ai dettagli è essenziale, tutte le opere su cui si mette al lavoro hanno dietro una documentazione non indifferente, un lavoro di una precisione ammirevole. De Rosa quando scrive è sempre padrone della situazione di cui sta narrando, quantomeno nel senso di conoscere esattamente i suoi limiti, di sapere fino a dove può spingersi senza contraddirsi, di sapere quali sono le ipotesi che non può eliminare senza far crollare la tesi. Un atteggiamento assolutamente ammirevole col quale si può anche giocare. Manuale dell’utente non è un racconto eccezionale, ma è divertente proprio per questo gioco con la documentazione. Raccogliete la sfida dell’autore e cercate di trovare quali sono i dettagli fondati e quelli assolutamente inventati.

In questo speciale presentiamo nove suoi racconti, alcuni di questi, Dicotomie, Soldati, Fra i portali, Tempo morto, sono dei piccoli gioielli che non dovrebbe perdersi nessun appassionato di fantascienza. Sono racconti di quasi una decina di anni fa, che hanno mantenuto tutta la loro originalità e carica.
Attraverso la cronologia della sua storia con le fanzine presentiamo una descrizione di un mondo che è ormai perduto, ma che ha profondamente influito nel costruire il mondo della fantascienza italiana così come lo conoscete.
 

Sul GDR
 


Giuseppe De Rosa è uno dei miei più cari amici, sulla sua persona dirò dunque poco o nulla consapevole che i suoi racconti e le sue dichiarazioni dicono di lui più di quanto io potrei mai evidenziare.

De Rosa è stato un personaggio peculiare nel ristretto mondo della fantascienza amatoriale dell’era pre-Evangelisti e prima della diffusione di massa di Internet. La sua maturazione fantascientifica e la sua decisione di allontanarsi dal panorama italiano si collocano in un periodo di tempo in cui per ragioni culturali tecnologiche ed economiche la fantascienza in Italia navigava in pessime acque.

La sua sensibilità non si concilia molto bene con l’approccio umanistico alla fantascienza che è andato per la maggiore per anni, mostri sacri della letteratura fantascientifica idolatrati in Italia non sempre l’hanno pienamente soddisfatto e in anticipo su molti ha colto l’importanza di certe innovazioni di temi e stili nella fantascienza e soprattutto la fecondità del connubio tra fantascienza e telematica. Per diversi anni, tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, è stato molto presente nella comunità telematica fantascientifica. In un periodo assolutamente pionieristico è stato moderatore dell’area tematica di fantascienza di MC-Link.
Per tre anni, a partire dal 92, si è occupato della rivista amatoriale di fantascienza Terminus, di cui ha curato i contenuti e ha prestato un ottimo servizio come grafico. La rivista è disponibile da qualche anno all’indirizzo www.neomedia.it/terminus
Adesso lavora a Palermo per un’agenzia pubblicitaria di cui è socio.
 

Roberto Sturm

"Non ricordo quanti anni siano passati da quando, per la prima volta, Giuseppe contattò Intercom. Le persone che si rivolgevano a noi non erano parecchie, e notai subito questo "ragazzino" molto più maturo delle sua età e con le idee chiare. Almeno dal punto di vista della fantascienza.
Cominciò un rapporto epistolare abbastanza fitto, in cui ci scambiammo parecchie opinioni, in cui ci confrontammo, in cui Giuseppe mi confidò che prima di mandare un racconto per Intercom avrebbe voluto passare per altre fanzine i cui livelli di accettazione erano più bassi, e quindi secondo lui più abbordabili.
Lo convinsi a spedire qualcosa subito a Intercom, qualcosa mi diceva che mi trovavo di fronte ad una persona che sapeva il fatto suo. E non fui smentito.
Forse poco meno di dieci anni fa, mi arrivò il suo manoscritto con un racconto molto bello, ad oggi uno dei migliori racconti scritti da un autore italiano. Quel Soldati che non ho esistato, parecchi anni dopo, ad inserire in Sangue sintetico, l'antologia che ho curato per la peQuod.
E, posso assicurarvi, che è stato uno dei racconti più piaciuti dagli addetti e non. Pieno di trovate geniali, sostenuto da una struttura solida ed uno stile ottimo, essenziale, non ci si stanca mai di rileggerlo.
Da sempre, dopo che ho letto Soldati, ho considerato Giuseppe uno dei pochi talenti naturali nel panorama della fantascienza italiana.
Personaggio schivo, ma più per timidezza e riservatezza che altro, è una
persona preparata e sicuramente al di sopra della media letterariamente parlando e non solo. Gli altri pochi suoi racconti in circolazione parlano da soli.
Il solo neo di Giuseppe è la sua produzione troppo rarefatta. Produzione che purtroppo, da troppo tempo, si è fermata.
Ma io, e non solo, continuo a sperare che un giorno ritorni.
Che ne dici, Giuseppe?" 
 

Francesco Guerrieri

"-- Che strana guerra stiamo combattendo" 
Soldati, di Giuseppe De Rosa 

Giuseppe De Rosa è stato il primo autore italiano di fantascienza che abbia mai letto. Il racconto era Cornelius, il suonatore, e lo lessi per un motivo molto banale: era quello che aveva la media dei voti più alta fra tutti quelli raccolti nell'area FS-Racconti curata da Marco Calvo, su MC-Link (una vera miniera di racconti!). 
Il racconto valeva decisamente la pena (mi sembra di ricordare che il voto medio fosse 9/10 o giù di lì... una prestazione decisamente egregia). 
I suoi racconti sono rimasti sopiti nel mio immaginario per qualche anno, fino a quando non mi è tornata la curiosità di controllare se il passar del tempo gli fosse stato nocivo o, invece, favorevole. Ho scoperto che era molto meglio di come ricordassi. Ho stampato Dicotomie e per una settimana l'ho fatto leggere a chiunque mi capitasse a tiro. Mi sono indignato insieme a lui per il dolore e la sofferenza che vengono ciecamente inflitte agli uomini. Non si può "sperare di sfangarla, di passarla liscia [...] proprio non si può, nemmeno se ci si fa chiamare "Dio"". Forse il dialogo può sembrare artificioso, ma Giuseppe ha ragione e la forma può passare in secondo piano. Ciò che conta davvero è che non ci si può mai permettere di 'minimizzarè la sofferenza altrui, e che il dolore di un malato è qualcosa che grida vendetta, almeno contro una tacita accettazione della sofferenza. 

Uno dei tratti che preferisco, in effetti, è la sua capacità di infervorarsi, la sua passione, in cui riesco a vedere in controluce l'autore. Un autore che si chiede il perché dei tramonti (Cacciatori di tramonti) e della morte (Dicotomie); un autore in cui si alternano momenti drammatici e commoventi (Cornelius) a parodie e divertissement (Riveduto e corretto) che in alcuni momenti possono rivaleggiare con la velocità e l'umorismo di Douglas Adams. 
Mi sembra che il motivo per cui riesca ad essere così efficace sia in una postfazione a Magdalena: "Non ci  sono motivi nascosti  o secondi fini,  in questa storia,  tranne forse  quello di cercare di colpire  la vostra immaginazione. Questo era ciò che volevo mettere in chiaro. Spero che il racconto vi sia piaciuto".
Questo non fa di Giuseppe De Rosa né uno scrittore perfetto né, tantomento, un poeta (nonostante parli di tramonti e di genesi). Alcuni dei suoi racconti sono un po' deboli, o presentano personaggi che sfiorano la macchietta e non aggiungono nulla alla fantasia del lettore. A volte alcuni racconti sembrano non arrivare da nessuna parte. Ma riesce, in alcune pagine, a far vibrare le sue immagini. Centra in pieno il bersaglio e fa qualcosa di cui non tutti sono capaci. Anima i suoi personaggi, anima le loro vite. Non sono storie mainstream con una pennellata di astronavi: sono veri racconti di fantascienza, con personaggi veramente da fantascienza. Non basterà a rendere Giuseppe De Rosa un autore di bestseller, ma ne fa uno dei miei preferiti autori di racconti: semplicemente perché alcune delle sue storie sono veramente ottime.
 

Emiliano Farinella
©2000

 
 

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