Cronologia personale della mia storia con le fanzine
Giuseppe De Rosa

NOTA INTRODUTTIVA
Questo documento descrive la vita nel mondo della fantascienza lungo un periodo di una decina d'anni subito precedente l'esplosione di due fenomeni che hanno cambiato il volto della fantascienza in Italia: la diffusione di Internet, e il successo degli scrittori italiani di fantascienza a partire da Evangelisti.
Le riviste amatoriali su carta stampata erano pressoché (sono veramente poche le eccezioni nel decennio descritto) l'unico mezzo di diffusione di narrativa fantascientifica italiana. Erano riviste che avevano tra le poche decine e qualche centinaio di lettori, con delle spese di gestione che portavano costantemente i conti in rosso e soffrivano di una terribile lentezza nella diffusione.
Le fanzine (magazine del fan) nascevano con un motto “poveri ma liberi”, ma i tanti buoni principi non avevano sempre un contraltare in operatività concreta. Il microcosmo del fandom fantascientifico è stato attraversato da attriti e contrapposizioni che non sempre hanno fatto bene alla comunità.
Ho vissuto personalmente quel periodo partecipandovi attivamente. Era un periodo diverso, e a suo modo interessante, ma niente affatto rimpianto. Non si stava per niente meglio quando si stava peggio… 
Emiliano Farinella


Sfortunatamente, io non sono stato uno di quelli che appena presa la penna in mano hanno subito prodotto un piccolo capolavoro. Le mie prime storie erano cazzate mistiche, filosofiche, brevi e, tre volte su cinque - incomplete.
Attaccavano soprattutto la religione, che è il soggetto più facile da demolire in assoluto, ed erano, per la maggior parte, storie umoristiche oppure commoventi (almeno secondo il "me" di quel periodo). Dopo una fase di scrittura a solo uso e consumo personale (e di qualche intimo amico), grazie al Cosmo Informatore (era il 1984) cominciai a scoprire il fandom.
Da lontano.
Leggevo le notizie del Fandominformazioni e fantasticavo. Poi un bel giorno mi decisi e, non ricordo più bene come, entrai in possesso di una copia di una fanzine chiamata Millennium. Fu uno shock.
Avevo pensato che una fanzine fosse qualcosa alla mia portata, ma mi sbagliavo. Mentre la sfogliavo, le mie ambizioni di pubblicazione si dissolsero come un'aspirina effervescente in un bicchiere d'acqua. Ma passò del tempo, e la voglia tornò. La voglia di pubblicazione è un male difficilmente curabile, temo.
Ma non ero pronto.
Mi giunse un numero (il 2, mi pare) di Blade Runner (un'altra fanzine), e ancora una volta desistetti dal provare a mandare qualcosa in visione. Nel frattempo scrivevo, comunque (la voglia di scrivere è come l'AIDS, una volta presa sei praticamente fottuto).
E un bel giorno, sempre grazie al Cosmo Informatore, entrai in contatto diretto con le redattrici di una fanzine della mia città: Fomalhaut.
Le ragazze erano soprattutto appassionate di Star Trek, ma a quel tempo lo STIC era ancora nella fase di crescita, per cui le pubblicazioni alternative come la loro avevano ancora un senso.
Con mia somma sorpresa, a loro piacque quello che avevo scritto fino ad allora, e cominciarono a pubblicarlo.
Nel frattempo, un mio racconto "lungo" (meno di una ventina di pagine, il massimo che avevo mai raggiunto) si piazzò fra i primi quarantanove all'edizione del 1987 del premio Montepulciano.
Cavolo! Quarantanovesimo su oltre trecento racconti partecipanti era un buon risultato, per un principiante!
Sulla scia dell'entusiasmo contattai Giampiero Prassi di TDS (The Dark Side) e a lui spedii un altro mio racconto per un concorso che avevano indetto.
Il risultato fu che non vinsi, ovviamente (vinse la brava Gloria Barberi), ma in compenso il giudizio di Prassi al racconto in questione fu abbastanza positivo.
La situazione era strana: avevo perso entrambi i concorsi, venivo pubblicato solo su una fanzine con grandi tendenze trekkers e tuttavia mi sentivo come se avessi vinto.
Continuai a scrivere, e mandai un racconto al concorso indetto dalla Nord sul Cosmo SF (il Cosmo Informatore aveva cambiato nome, a un certo punto) e un altro alla successiva edizione del Montepulciano. C'è da chiedersi con quale criterio partecipassi ai concorsi letterari quando non avevo nemmeno il coraggio di sottoporre le mie storie alle fanzine anche solo un po' più su - come livello qualitativo - di Fomalhaut. È presto detto: in un concorso uno si può nascondere fra la folla, se il racconto viene respinto, viene respinto insieme ad una marea di altri. Nessuno si ricorderà del nome di uno qualsiasi dei partecipanti e quindi non c'è il pericolo di rovinarsi la "reputazione".
Quando mandi un racconto ad una fanzine invece, è come sottoporsi a un esame. Se te lo rifiutano, è molto più dura da mandare giù. Comunque, di quei due racconti spediti uno vinse una tornata del Concorso Nord e dell'altro invece non seppi più nulla (e nonostante tutto lo tenni bloccato per un anno perché queste erano le regole del Montepulciano).
Fomalhaut chiuse, ad un certo punto. Non ricordo bene quando. E io rimasi senza base di appoggio. Per fortuna, ero già entrato nell'Mc-link system (una specie di forum telematico pre-internet) e così il colpo non fu troppo duro; anche gli amici linkers avevano mostrato di apprezzare le mie storie, chi più chi meno. Un po’ alla volta entrai in contatto con Frattari, Di Maio, Sturm e Nardini.
Mandai un altro racconto alla Nord, fiducioso che avrebbe distrutto la concorrenza. Si trattava della prima versione di Faster Than You Think. Frattari, in particolar modo, si comportò da vero editor: mi rifiutò tutte le storie che gli sottoposi fino a quando non gli spedii Marco e Laura, una storia che mi è sempre piaciuta e che ancora oggi considero fra le mie preferite. Se avesse rifiutato anche quella probabilmente starei ancora piangendo.
Non la rifiutò.
Paolo Di Maio accettò Suggestione Vitametrica che Frattari aveva rifiutato. Questo grazie alla teoria della scala.
La teoria della scala del fandom è quella regola che dice che se una fanzine non ti accetta una storia è sempre possibile che ce ne sia una di livello inferiore che invece se la prende. Da notare che Di Maio mi pubblicò prima di Frattari, così, dopo un SACCO di tempo, feci la mia seconda apparizione nel fandom, su Gli occhi di Medusa.
Nel frattempo, Roberto Sturm che avevo contattato (a quel tempo dirigeva Follow My Dream), mi scrisse dicendomi che Suggestione Vitametrica non gli era piaciuto. Comunque, dopo che Frattari ebbe pubblicato Marco e Laura, Sturm mi scrisse dicendosi interessato al mio stile e chiedendomi se per caso non potessi mandargli qualche altro lavoro, non per la pubblicazione, solo perché era interessato a me.
Io però intanto avevo terminato Soldati (ancora una volta sullo spunto di una gara in area telematica) e lo avevo mandato a L'Eternauta, che a quei tempi pubblicava anche racconti.
Questo ovviamente significava sottoporsi al giudizio di De Turris. Come mai questo balzo verso le testate "professionali"? Perché Soldati era una buona storia, lo sapevo, e volevo vedere fino a che punto era buona.
De Turris me lo rispedì con una lettera di commento. Gli era piaciuto ma non lo pubblicava perché troppo lungo (così almeno scrisse).
So che la redazione di IntercoM di qualche anno fa detestava cordialmente De Turris per motivi politici e ideologici, ma devo dire che con me si è sempre comportato con la massima professionalità e disponibilità.
Torniamo a Soldati. Sturm lo accettò (gliel'avevo mandato in lettura), anche se mi chiese di modificare qualcosa. Lo feci con piacere e così, meraviglia delle meraviglie, approdai sulla mitica INTERCOM. Vale a dire la cima.
Ma si trattava di un caso eccezionale o davvero valevo qualcosa? Faster Than You Think si piazzò in fondo alla lista del concorso Nord a cui stava partecipando. Molto, molto in basso (proprio quello che ci voleva per la mia sicurezza). Ancora una volta però, Sturm si offrì di pubblicarlo si IntercoM ma, poiché nel frattempo Tavosanis (che era nella redazione di Blade Runner) si era fatto vivo con me, lo diedi a lui, e lui lo accettò, anche se aveva in serbo alcune torture da infliggermi prima di pubblicarlo.
Rimane fuori da questa storia Paolo Viglione di Nettezze Arcane, il quale - anche lui - mi contattò dopo aver letto Soldati. NA ha pubblicato Magdalena (un ennesimo parto in area telematica) e Dicotomie. NA a quel tempo era una fanzine in crescita e quindi, a rigor di logica, sarebbe dovuta esser fuori dalle mie mire. Però Viglione era simpatico e poi io non ero del tutto sicuro di poter rimanere "in cima" a pieno titolo (in fondo avevo pubblicato solo tre o quattro storie), così fui felice che lui mi pubblicasse. Ok, fine della storia.
Scrivendola mi sono reso conto che in realtà il mio è stato un vero e proprio balzo, una specie di uscita a sorpresa, almeno visto dal di fuori. Mi sono reso conto inoltre che l'MC-Link ha rivestito un ruolo tutt'altro che secondario nella mia vita di scrittore. Probabilmente l'MC-Link ha sostituito molti dei gradini che altrimenti avrei dovuto percorrere e devo dire che se così è, si dovrebbe parlare di una scala mobile piuttosto che di una gradinata. Le critiche, gli elogi, gli scambi di opinioni - anche se avvenuti fra un ristretto gruppo di persone - hanno contribuito non poco alla mia formazione. L'area Fscienza era sempre lì, quando mi serviva. C'era sempre qualcuno disposto a leggere quanto scrivevo, c'era sempre qualcuno disposto a commentarlo, anche criticandolo.
Il fandom, comunque, lo vedo in maniera positiva, forse perché le mie esperienze sono state positive.
Il fandom è stato una scuola, forse perché ho avuto la fortuna di incontrare gente come Frattari, Sturm, Viglione, e... Tavosanis.
Giuseppe De Rosa
©2000



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