Manga, Anime e Miyazaki

[Manga, Anime, and Miyazaki]

Marc Hairston


Uno sguardo generale

 

Questo è un corso sulla lettura critica e sulla scrittura dei testi. Ma un testo è ben altro che il semplice atto di tracciare parole sulla carta. Anche questi che presento sono testi; sono testi grafici. Questa immagine è tratta da uno stupendo libro intitolato Understandig Comics di Scott McCloud (Capire il fumetto, L'arte invisibile, Vittorio Pavesio Productions) e tornerò a parlarne fra un po'. Ricordate, ogni scrittura in tutte le culture è iniziata come scrittura di immagini, geroglifici. Così il testo scritto, quello a cui pensate nel momento in cui diciamo scrittura, è solo un aspetto subalterno di ogni tipo di testo, in quanto ognuna di queste icone o di queste realizzazioni grafiche sottolineano il fatto che non sono ciò che sembrano. "Queste non sono religioni. Queste non sono persone." Tutte queste immagini fanno uso di un famoso quadro di Rene Magritte che mostra una pipa con l'inscrizione che dice "Ceci n'est pas une pipe" (Questa non è una pipa). Naturalmente non è una pipa vera. E' vernice e tela che formano una immagine di un oggetto che è una pipa. Non è una pipa, ma un'immagine che rappresenta un oggetto reale chiamato pipa. Questi sono disegni e simboli che rappresentano qualcosa di più di semplici disegni. Sono immagini grafiche che convogliano informazioni e idee. Tutte le immagini grafiche convogliano informazioni e le parole sulla carta non sono altro che un sotto gruppo. E per capire ciò che vogliono dire si deve essere capaci di 'leggere' testi grafici proprio come si legge un testo scritto.

A questo punto vi chiederete "... e allora? Perché la cosa è tanto importante? Testi grafici e semplici immagini sono sempre ovvi, non è così? Si riconosce la differenza tra il simbolo internazionale dell'uomo e quello della donna. Non mi troverò mai in situazioni imbarazzanti nell'entrare nei bagni sbagliati in un paese straniero." Be', come si vedrà tra brevissimo, il testo grafico è tutt'altro che 'ovvio'. Poi, per quanto riguarda il perché sia importante, le immagini sono come vediamo e percepiamo il mondo attorno a noi. La maggior parte dei nervi sensori del nostro cervello sono devoluti all'interpretazione del mondo visivo attorno a noi, molti di più di quanti non siano dedicati all'interpretazione auditiva del mondo. Comprendere come leggere immagini grafiche è importante perché le immagini hanno un grande potere su di noi, molto di più di quanto generalmente realizziamo. Pensate a tutto quello che è stato scritto sulla storia e sui retroscena degli eventi in Cina sulla piazza Tianamen nel 1989, ma a cosa pensano tutti quando sentono le parole "Piazza Tianamen?" Quell'unica immagine di uno studente isolato immobile a bloccare la fila dei carri armati. Quell'immagine, nella nostra coscienza collettiva, sopravanza qualsiasi altra cosa sia stata scritta su quell'evento.

Il fatto è che una parte significante dell'informazione che si ottiene nella cultura moderna è visiva, informazione sotto forma di immagini grafiche. Mentre conoscete già l'importanza della lettura e di solito leggete molto più della media individuale del vostro paese, ottenete gran parte dell'informazione sul mondo esterno a voi dalla TV (ed ora anche dai siti web). E nella TV l'immagine è tutto. C'è un detto sui notiziari che fa, "if it blees, it leads" che vuol dire che se una storia è qualcosa che si può mostrare facilmente con le immagini (immagini che siano soprattutto violente o impressionanti) allora sarà una storia su cui ci si getterà la TV. E' per questo motivo che nelle TV locali ci sono più storie su incidenti stradali o incendi spettacolari che cose meno visibili, come per esempio un cambiamento legislativo sulle assicurazioni sanitarie. Le cose che sono più importanti e significanti per la nostra vita non è detto che siano quelle che vengono filmate facilmente e quindi quelle non appariranno spesso in TV. Nei notiziari TV hanno bisogno di una immagine su cui farvi focalizzare mentre vi raccontano la storia. E' per questo che fanno andare quelle immagini grafiche accanto all'annunciatore, per attirare la vostra attenzione.

Proprio per dare un esempio del potere delle immagini c'è una fatto classico riferito da Lesley Stahl su che cosa ha scoperto seguendo la presidenza Reagan. Durante la campagna presidenziale del 1984 fece un lungo servizio sul come la campagna di Reagan stesse usando immagini televisive per nascondere gli effetti della sua politica. Spiegava come nonostante il fatto che Reagan si fosse adoperato per tagliare programmi per l'educazione, gli anziani e gli handicappati, negli spot non perdesse occasione di mostrarsi all'interno di scuole per bambini neri, a capo delle cerimonie di inaugurazione di asili e a manifestazioni sportive per handicappati. Il servizio mostrava tutte queste immagini mentre Stahl con la voce fuori campo spiegava le contraddizioni tra l'immagine e la realtà. Era molto critica verso l'amministrazione Reagan e all'uso cinico che facevano di queste immagini durante la campagna. Si aspettava qualche sfuriata dalla Casa Bianca il giorno dopo, ma ciò che non s'aspettava era il fatto che il capo dello staff della Casa Bianca la chiamasse proprio dopo il notiziario per ringraziarla del servizio. Diceva che tutti i dirigente più importanti della campagna l'avevano guardato e concordavano sul fatto che fosse un "grande servizio". "Scusi, ma dov'è lo scherzo?" chiese Stahl. "No, no, ci è piaciuto realmente," rispose Il capo. "Cinque minuti di esposizione gratuita. Le dobbiamo molto." "Ma non avete sentito quello che ho detto?" chiese Stahl. "Nessuno ha ascoltato quello che avete detto," le rispose lui. "Voi gente di Televisione non l'avete ancora capito, vero? Quando le immagini sono potenti ed emotive scavalcano il suono. Lesley, voglio dire che nessuno è stato ad ascoltarla." In seguito testarono la cosa con un pubblico campione. Per prima cosa mostrarono il pezzo senza sonoro. Il servizio mostrava solo le riprese fornite dalla Casa Bianca: Reagan che stringeva la mano agli anziani, Reagan in piedi a salutare contro uno sfondo blu (appariva sempre così presidenziale contro uno sfondo blu), Reagan che tagliava il nastro di una inaugurazione. Una volta chiesto cosa avevano visto, tutti nel pubblico campione risposero che doveva essere una campagna pubblicitaria a favore di Reagan. Poi fecero rivedere il pezzo con il sonoro e così per il pubblico fu possibile ascoltare il commento di Lesley sulle immagini. Dopo di che gran parte del pubblico pensava ancora che si trattava o di uno spot o di notizie favorevoli all'amministrazione Reagan. Solo una manciata di persone del pubblico realmente aveva udito e compreso ciò che lei stava dicendo. Così Stahl imparò ciò che quelli delle PR di Reagan già sapevano: se le immagini contraddicono le parole la gente ignora le parole. Ecco quanto sono potenti per noi le immagini. Così per comprendere come interpretare il testo si deve conoscere come comprendere e analizzare il testo grafico assieme alle immagini. (L'aneddoto di Stahl è tratto dal libro Reporting Live di Lesley Stahl, 1999, pp.209-11)

Per questo motivo oggi vi porteremo all'interno di una cultura dove l'immagine grafica è senza ombra di dubbio la forma dominante di testo, quella giapponese. (E come ha detto una volta il critico cinematografico Roger Ebert, "La cultura giapponese contemporanea è la cartina al tornasole della cultura statunitense del XXI secolo." Così vi conviene dare un'occhiata a ciò che sta per accadere...) Una delle prime cose che uno straniero nota nel visitare il Giappone è che tutti leggono fumetti o manga. Qui negli USA si vede gente d'affari che si dirige in centro nei bus navetta e legge il Wall Street Journal (altra forma di letteratura fantastica disconnessa dalla realtà, particolarmente la sua pagina degli editoriali, ma questa è un'altra lezione da fare un'altra volta). In Giappone tutta la gente di affari nelle metropolitane e sugli autobus andando a lavoro legge i manga. In Giappone i manga coprono all'incirca la metà della quantità di libri e riviste che si vendono ogni anno e, dato che ogni rivista di manga passa per le mani di tre o più lettori in media prima d'essere gettata via, ciò rende i manga il più grosso mezzo di comunicazione in Giappone.

Qui negli USA si è abituati ai comic book che escono all'incirca una volta al mese o ogni due mesi, e hanno di solito 24-48 pagine e costano tra i 2 e i 4 dollari (o di più, a volte). In Giappone la maggior parte delle riviste di fumetti (manga) esce settimanalmente, ha il formato di un piccolo elenco telefonico e costa, facendo un cambio approssimativo, sui 3 dollari e mezzo.

Perché questa differenza? Perché i fumetti là sono decollati per diventare la cultura dominante mentre ciò non è successo qui?

Sia negli Usa che in Giappone i manga e i comic book si sono diffusi tra i giovani negli anni post bellici, fine anni '40 e inizio anni '50. Negli USA, comunque, a seguito anche del giro di vite conservatore che è durato oltre la metà degli anni '50, i fumetti furono demonizzati come 'corruttori dei giovani' e accusati d'essere causa della delinquenza giovanile. (Questa crociata fu diffusa da un libro di successo scritto da uno psichiatra dal titolo Seduction of the Innocent che addossava ai fumetti tutta una serie di malattie sociali. In seguito risultò che la maggior parte delle analisi presentate nel libro erano errate; la crescita della delinquenza giovanile era causata da molti fattori, ma soprattutto dall'aumento del numero di bambini ed adolescenti causato dal Baby boom.) Come risultato si ebbe che l'industria editoriale si allontanò dai comic book. Molti abbandonarono i comics che stavano pubblicando e quelli che sopravvissero furono ripuliti in modo massiccio nei contenuti. Solo per dare un'idea di quanto siano caduti in basso i fumetti negli USA, all'inizio degli anni '50 c'erano all'incirca 5 copie di comic book a persona stampate in un anno. Nel 1980 c'è stata una sola copia stampata in un anno ogni 10 persone, un fattore di caduta della circolazione di cinquanta volte [Schodt, Dreamland Japan, p.52]. I comic book non hanno riguadagnato mai la circolazione che avevano una volta negli USA e sono stati ghettizzati nella nostra cultura come una "cosa da adolescenti maschi", qualcosa a cui gli adulti non vogliono per nulla prestare attenzione. Solo per curiosità, qualcuno di voi è mai entrato in un negozio di comic book? Sono decisamente un bastione del regno adolescente maschile, anche se ultimamente la cosa sta cambiando col cambiare demografico dei lettori di comic book statunitensi e la quantità di lettrici e appassionate sta aumentando. (Le strisce, d'altra parte, sopravvissero come mezzo più mainstream in quanto avevano i quotidiani come sfogo e così possedevano un richiamo e un pubblico più ampio di quello dei comic book. Nessuno avrebbe preso con serietà dichiarazioni che affermavano che Pogo o Li'l Orphan Annie stessero 'corrompendo i nostri giovani'.)

In Giappone tutto ciò non accadde mai. Così man mano che i giovani lettori crescevano d'età, continuavano a voler leggere i manga, così l'industria editoriale creò nuove riviste con nuove serie di manga indirizzate a lettori più anziani. (Credo che questo sia quello che viene definito mercato verticale.) Qui negli USA un ragazzino può essere interessato ad un dato titolo di fumetto per alcuni anni per poi "superarlo per età" e spostarsi verso qualcosa di diverso dai fumetti. In questo modo l'editore si trova di fronte al problema di costruirsi un pubblico completamente nuovo ogni tre o quattro anni. In Giappone, invece, il ragazzino si sposta semplicemente verso la rivista di manga più matura fra quelle che già fanno parte del portfolio editoriale cosicché l'editore ha un pubblico già fatto che gli resta fedele per decenni. In questo modo attualmente ci sono centinaia di riviste diverse di manga in vendita in Giappone, ognuna delle quali si rivolge ad una nicchia specifica di mercato basandosi sull'età e sul genere. Per di più, molte altre riviste che sono fatte essenzialmente di articoli scritti, includono un paio di manga a puntate ed è così che è iniziata Nausicaa, ma a questo ci arriveremo fra un po'.

Ho con me diversi manga per mostrare gli stili diversi e le storie differenti e sul come ognuno si indirizzi al proprio specifico pubblico. Il primo è Ribon, una rivista di manga indirizzata a ragazzi della scuola elementare e delle medie. Guardiamo la copertina e cosa vediamo? Prima di tutto i colori. Sono tutti pastello, colori che richiamano più le ragazze che i ragazzi. All'interno poi vediamo che anche le pagine sono colorate invece che essere bianche. Così invece di linee nere nel disegno su pagine bianche hanno linee del disegno porpora su pagine rosa. E noterete che ci sono pagine con colori diversi in ogni numero. Questo per distinguere una storia dall'altra. 

Ogni numero contiene dalle dieci alle venti storie a puntate. La maggior parte dei lettori non le legge tutte, ma ne legge una buona parte, all'incirca la metà. Un'altra differenza fra i fumetti giapponesi e quelli statunitensi sta nella vita della storia. Mentre la maggior parte dei fumetti statunitensi ha storie aperte che possono andare avanti all'infinito con differenti scrittori e artisti (Superman va avanti da sessant'anni), le storie dei manga giapponesi sono quasi sempre limitate in lunghezza. Anche se vanno avanti per anni, tutti i manga giapponesi alla fine terminano e la maggior parte ha un arco narrativo definito con un inizio, un centro e una fine. L'unica eccezione è rappresentata dai pochi fumetti costruiti da scenette umoristiche e quelli dove il personaggio principale ha un'avventura completa, la storia termina e poi dopo un po' torna con un'avventura completamente nuova. Il trucco con le riviste di manga sta nel fatto che le storie non terminano tutte assieme. Così il lettore inizia con una data rivista per leggere una storia, col passare del tempo rimane attratto da molte altre pubblicate dalla rivista, cosicché quando la storia con cui ha iniziato termina continuerà a leggere la rivista per seguire le altre.

Ecco due altri termini che dovete conoscere: shojo che significa "ragazzina" e shonen che significa "ragazzino". Così manga del tipo di Ribon indirizzati alle ragazzine si chiamano shojo manga. E qui c'è l'esempio di uno shonen manga dal titolo Weekly Shonen Sunday. Questo è indirizzato agli adolescenti, ragazzi delle medie e dei primi anni delle superiori. La prima cosa che si nota è che, come Ribon, è grosso, all'incirca come un piccolo elenco telefonico. Usa carta colorata per distinguere le diverse storie in ogni numero. Ma guardiamo al disegno e alle storie e vedremo qualche differenza significativa. La maggior parte delle storie di Ribon è rappresentata da storie romantiche e drammi domestici mentre le storie di Weekly Shonen hanno più avventura o sono storie d'azione. Ci sono racconti di sport, racconti di avventure storiche, alcune soprannaturali, ma tutte che hanno un richiamo particolare per lettori maschi adolescenti. L'altra cosa da notare, anche se non sapete leggere una parola dei caratteri giapponesi, è la differenza nello stile artistico. Negli shojo manga come Ribon anche se ogni storia è realizzata da un diverso artista, si può vedere che gli stili sono sempre molto simili, non riesci quasi a distinguere un artista dall'altro. Con gli shonen manga come Weekly Shonen si inizia a vedere una certa varietà negli stili. Hanno ancora l'aspetto da manga/anime ma si inizia a distinguere una certa differenza tra i diversi artisti.

Normalmente ogni numero di queste pubblicazioni viene passato tra amici e membri della famiglia, cosicché l'industria editoriale giapponese stima che ogni copia viene letta dalle tre alle quattro persone in media prima di essere buttata via. E loro le buttano. Prima di tutto perché non puoi conservare tutti questi elenchi telefonici settimanali in un appartamento tipico giapponese già di per se stipato di cose. E poi noterete che sono stampati su carta di giornale riciclata di bassa qualità, a metà strada tra la carta di giornale e la carta che negli USA adoperiamo per gli elenchi telefonici. E se si vuole conservare una particolare serie? Be', quelle più popolari sono ristampate in una serie di libri più piccoli chiamati tankoban. Qui ci sono solo gli episodi della singola serie e sono stampati su carta di qualità superiore. E' una grossa convenienza di mercato per gli editori. Prima ti vendono la storia ad uscite settimanali con le loro riviste e poi ti rivendono la storia di nuovo in formato libro.

L'altro manga che ho qui è Hana to Yume (Fiori e sogni). E' uno shojo manga indirizzato a ragazze delle superiori o del college. Di nuovo lo stile ha un aspetto "flessuoso" come in Ribon. Noterete qualcos'altro nello shojo manga, che i personaggi maschili hanno un aspetto bello quanto quelli femminili se non di più. Il fatto è tanto comune che ha un proprio nome, bishonen che significa all'incirca ragazzo stupendo. Come per Ribon ci sono dei gadget nel manga: calendari, cartoline, adesivi etc, tutti con immagini dei personaggi dalle varie storie del manga. Poiché è indirizzato ad un pubblico leggermente più adulto, le storie sono intricate, ma si tratta ancora soprattutto di storie romantiche e di relazioni.

Questo è Young Magazine, uno shonen manga indirizzato a ragazzi delle superiori e del college. Lo si può vedere anche dalla foto di copertina della ragazza attraente in bikini e dalle foto sue all'interno (ancora in bikini, non c'è altra concorrente). Di nuovo, poiché è diretta a lettori maschili, le storie presentano azione e avventura e potete di nuovo vedere che c'è più varietà nello stile del disegno rispetto allo shojo manga. Una cosa che qui potrebbe sorprendervi è che c'è un certo numero di storie romantiche. Qui negli USA tendiamo ad associare storie romantiche soprattutto con lettrici e spettatrici, ma in Giappone questo tipo di storie ha la stessa popolarità per entrambi i sessi. Che differenza c'è allora tra una storia romantica shojo e una shonen? Il genere del personaggio principale. Nello shonen manga la storia romantica viene più o meno sempre raccontata attraverso gli occhi del maschio e si focalizza soprattutto sui suoi sentimenti e sulle sue esperienze (per esempio Maison Ikkoku) mentre per lo shojo manga la storia si focalizza sul punto di vista del personaggio femminile (per esempio Marmalade Boy).

Abbiamo poi Lady's Comic You, un manga indirizzato a donne adulte, giovani donne single che lavorano e casalinghe tra i venti e i trent'anni. Sono le cose che più si avvicinano a ciò che indichiamo col termine di soap opera. La maggior parte delle storie si focalizza ancora sul romanticismo e sui rapporti personali. Poiché si tratta di un pubblico adulto abbiamo anche un po' di sesso buttato qua e là. Nella prima storia vediamo una coppia in una scena sotto la doccia, ma è piuttosto pudica e oltre tutto si tratta di una coppia sposata così è tutto a posto. Poiché si tratta di un manga più maturo, solo ora iniziate a scorgere la varietà degli stili che abbiamo già visto in precedenza nei manga maschili, ma c'è ancora molto stile dall'aspetto flessuoso.

Guardiamo un manga maschile adulto, Action Weekly. Questo personaggio in copertina è 'Lupin III'. E' un ladro gentiluomo ed è uno dei maggiori personaggi dei manga dalla fine degli anni '60. Lupin è un esempio del personaggio ricorrente in una serie di avventure che ho citato in precedenza. Negli anni '70 la serie è stata realizzata come anime per la TV e vi ha lavorato Miyazaki, e ci sono stati molti film di Lupin (un po' come ci sono stati molti film di Star Trek) e Miyazaki fu notato seriamente la prima volta dal pubblico giapponese allorché ne diresse uno. (Ma di questo ne parleremo maggiormente più avanti.)

Anche se non sapete leggere la scrittura giapponese, si capisce un bel po' sulle cose che succedono in queste storie solo guardando le immagini. Ecco una storia di sport sul golf con personaggi dalle mascelle marcatamente squadrate disegnati in modo realistico. Questo dall'aspetto comico si può comparare alla vita e alle tribolazione di un impiegato di un negozio di surgelati. Si vede che è comico dalla situazione e dall'aspetto più da cartone dello stile del disegno. Andando avanti si hanno commedie soprannaturali, un racconto ironico su uno yakuza (gangster) giapponese che è un tipo duro ma è completamente disarmato nei confronti della figlioletta in età da scuola elementare. E poiché è un manga adulto si trovano alcune storie con scene di sesso.


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