Sognando il Pianeta Rosso
Paul J. McAuley

 
 

Forse non dovrebbe essere una grossa sorpresa che James Cameron pensi di tradurre l'epica trilogia fantascientifica di Kim Stanley Robinson incentrata sulla colonizzazione di Marte in una serie televisiva. Come regista, produttore e sceneggiatore, Cameron è sempre stato attratto dalle tematiche fantascientifiche primordiali, dal viaggio nel tempo dei due film di "Terminator", al brivido della carneficina in spazi ristretti come scatolette di latta di "Aliens", al primo contatto di "Abyss" fino alla viscerale Realtà Virtuale del thriller Millenario di "Strange Days". E come la storia del "Titanic", il bastimento a tre ponti di Robinson, "Red Mars", "Blue Mars" e "Green Mars", non è solo una storia di lotta per la sopravvivenza contro le circostanze ma anche di tecnologia spinta al suo punto estremo, ambientata in uno degli scenari preferiti della fantascienza nonché prossima destinazione del viaggio umano nello spazio.

Marte, splendente e rosso-sangue nel cielo della notte, ha allettato l'immaginazione umana per secoli. E' il più simile alla Terra fra i pianeti del sistema solare e, fin dall'invenzione del telescopio, osservatori vincolati ai confini della Terra si sono lanciati in sfrenate supposizioni riguardo le caratteristiche che possono essere intraviste sulla sua superficie. Il più famoso, l'astronomo Italiano Schiaparelli tracciò segni lineari, che egli chiamò canali, sulla sua mappa di Marte del 1878. "Canale" fu erroneamente tradotto in inglese come 'canals' (dotto, tubo), anzichè 'channel' (solco) provocando una ondata di eccitate congetture riguardo la vita Marziana intelligente. Il più fervente credente dell'esistenza dei Marziani fu Percival Lowell, un eccentrico astronomo dilettante appartenente ad una ricca famiglia di Boston. Lowell costruì un osservatorio a Flagstaff, in Arizona, con lo specifico scopo di osservare Marte, producendo elaborate mappe dei canali Marziani, e nel suo libro del 1895, 'Mars', imbastì fantasiose teorie sulle civiltà che dovevano averli costruiti per trasportare acqua, dai poli alle regioni equatoriali ancora verdeggianti. Secondo Lowell, la stagionale ondata di inscurimento osservata nei pressi della calotta del polo nord indicava lo scioglimento dei ghiacci e il conseguente sviluppo di vegetazione provocato dall'acqua filtrata nel terreno.

La visione di Lowell di un Marte freddo, arido e morente, culla di antiche civiltà, inspirò la svolta del secolo per gli scrittori di fantascienza, il più famoso dei quali fu H.G. Wells. I marziani del suo romanzo del 1898, "The War of the Worlds", coi i loro intelletti "vasti, freddi e incomprensibili", sprezzanti della tecnologia Vittoriana dell'epoca del vapore fino al punto di disseminare devastazione a Londra, erano i precursori degli alieni ostili di un numero incalcolabile di racconti pulp e film di serie B. Nel 1917 Edgar Rice Burroughs pubblicò "A Princess of Mars", il primo degli undici volumi della saga dei "Barsoom", in cui razze guerriere si affannavano in una guerra eterna attraverso i letti disseccati degli oceani. Marte è più piccolo della Terra e la sua gravità è inferiore, per cui gli eroi umani di Burroughs erano capaci di grandi imprese di forza e coraggio, sconfiggendo mostri famelici e salvando nude Principesse dalle grinfie di malvagi Marziani verdi che (come i Marziani del film "Mars Attacks!" di Tim Burton) si deliziavano a tormentare i propri nemici.

Non tutti i Marziani della fiction erano così bellicosi come l'omonimo del loro pianeta, il dio Romano della guerra. I Marziani dello scrittore tedesco Kurd Lasswitz in "Two Planets", pubblicato un anno prima rispetto a "The War of the Worlds", erano tecnologicamente superiori agli umani, ma ci portavano pace universale una volta che avessimo dimostrato di meritarcela. Le svariate razze Marziane di C.S.Lewis in "Out of the Silent Planet" ci superavano da un punto di vista teologico piuttosto che tecnologico, una idea echeggiata nella propaganda manifesta del film "Red Planet Mars" risalente agli anni '50, così caratterizzati dalla persecuzione anticomunista, e che suggeriva che la scoperta di Marziani dotati di una linea diretta con Dio poteva far capitombolare il malvagio impero del governo Sovietico. Nel film del 1950 "Rocketship X-M" la morale era più salutare; gli esploratori umani scoprivano i Marziani ridotti a selvaggi dalla guerra atomica, ma ogni esploratore moriva prima che la lezione potesse essere applicata alla Terra. E nello sciocco film "Santa Claus Conquers the Martians" gli umani iniziavano i bellicosi Marziani alle gioie del Natale.

Il tema di un Marte antico ed arido, disseminato di reliquie di antiche civiltà, trovò la sua realizzazione più romantica in "The Martian Chronicles" di Ray Bradbury, pubblicato nel 1950 e più tardi trasformato in una fedele ma legnosa miniserie televisiva del 1980. I Marziani di Bradbury erano una eterea e poetica razza che aveva costruito città di cristallo collegate da canali lievemente interrati, ed estinti non appena gli insolenti Americani erano arrivati ad inquinare le sognanti sabbie rosse con le loro pistole, la loro musica rauca e i loro banconi degli hamburger. Da "The Martian Chronicles" prende il via il tema della urbanizzazione di Marte: "Essi portarono quindicimila piedi di legname delle pinete dell'Oregon per costruire Tenth City, e settantanovemila piedi di sequoia Californiana, e li inchiodarono insieme in una pulita ed ordinata piccola città sull'orlo dei canali di pietra.... . Era come se, a più riprese, un grande terremoto avesse scosso le fondamenta e le cantine di una città dello Iowa, e quindi, in un istante, un turbinoso uragano di proporzioni simili a quelli di Oz avesse trasportato l'intera città su Marte per appoggiarla lì con un tonfo...". In "The Martian Chronicles" e in altri romanzi come quelli di Arthur C Clarke "The Sands of Mars", di Judith Merril e Cyril Kornbluth "Outpost Mars", e di Philip K. Dick "Martian Time-Slip", il Pianeta Rosso viene visto come un posto dove, con un po' d'acqua e qualche cupola pressurizzata, potrebbe essere piuttosto facile viverci per gente ordinaria. Potrebbe anche essere possibile avventurarsi sulla superficie del pianeta con nessuna protezione in più che una maschera sul viso, e coltivare il terreno rosso con le mani nude.

Le prime sonde robotiche su Marte mandarono in frantumi questa confortevole visione. Verso la fine degli anni '60, le sonde d'esplorazione remota della serie US Mariner carpirono immagini di un globo morto, crivellato da crateri e inequivocabilmente privo di canali. Avanzamenti nei telescopi e nella spettroscopia mostrarono che Marte è abitabile pressappoco come la Luna. La temperatura superficiale media è molto al di sotto del punto di congelamento dell'acqua. La disidratata atmosfera Marziana è composta principalmente da biossido di carbonio ad una pressione impercettibilmente bassa. Il restringimento estivo delle calotte polari non è dovuto allo scioglimento di acqua ghiacciata ma alla sublimazione di neve di biossido di carbonio; le ondate di inscurimento non sono dovute allo sviluppo stagionale di vegetazione ma a cambiamenti dei depositi di polvere superficiale provocati dalle meteore. Se gli uomini si troveranno a sopravvivere sulla superficie, dovranno indossare tute pressurizzate o trasformarsi in cyborg, come nell'austero "Mars Plus" di Fred Pohl.

Dal 1971, quando il Mariner 9 arrivò in orbita per trovare una estesa tempesta di polvere che nascondeva il pianeta alle sue fotocamere, il pubblico perse interesse. Le sonde Mariner e le meno riuscite sonde Sovietiche hanno accresciuto enormemente la nostra conoscenza di Marte, ma soppresso definitivamente l'idea di Marte come un posto per vivere, nello stesso modo in cui hanno spazzato via i sogni sui Barsoom o su antiche città di cristallo poste fra i canali di pietra. In "Rocket Man", Elton John canta: "Marte non è il tipo di posto in cui far crescere i tuoi bambini". I piani della NASA per il lancio di missioni con equipaggio furono messi da parte; gli scrittori di fantascienza ritornarono ad altri temi.

Ma tutto questo cambiò nel 1976, quando le sonde Viking, con i loro due atterraggi, permisero la trasmissione delle prime immagini dalla superficie Marziana, e le loro esplorazioni dall'orbita ci consegnarono 55.000 immagini d'alta risoluzione. Le sonde atterrate cercarono la vita e non ne trovarono, ma le foto inviate dall'orbita confermarono gli indizi scoperti dalla limitata occhiata che il Mariner 9 aveva lanciato. Marte ritornò ad essere, dopotutto, non più un deserto non interessante, ma un posto estremamente insolito. Ogni caratteristica geologica su Marte è di un ordine di grandezza maggiore del suo equivalente sulla terra. Marte ha i vulcani più grandi, i più grandi bacini di impatto, i più grandi canyons e i più lunghi solchi rispetto a qualsiasi pianeta o luna del sistema solare. Ed ha anche canali aridi d'acqua ed immensi bacini alluvionali. Non c'è più acqua liquida sulla superficie di Marte, ma ci devono essere stati un tempo fiumi e persino oceani. 

Il sogno di antichi manufatti marziani ha impiegato molto tempo per estinguersi; è ritornato in vita in forma di un gigantesco impianto di rigenerazione dell'atmosfera in "Total Recall", il film di Paul Verhoeven del 1990 basato su un adattamento di un racconto di Philip K. Dick, (da cui ora si pensa di trarre un seguito sotto forma di una serie televisiva).E qualcuno ha preteso di essere in grado di individuare, nelle fotografie del Viking della regione Cydonia, resti delle rovine di una città Marziana centrata attorno ad un gigantesco volto umano scolpito, nonostante recenti fotografie ravvicinate riprese dalla sonda Mars Global Surveyor mostrano che il 'Volto su Marte' è più una illusione, come i canali di Lowell. Ed ancora una volta mentre le indagini dei Mariner e dei Viking demoliscono un sogno su Marte, la prima mappa dettagliata della superficie Marziana riesce contemporaneamente a stimolare l'immaginazione di una nuova generazione di scienziati e scrittori di fantascienza.

Gli anni '90 hanno visto una rinascita dei romanzi di fantascienza riguardanti Marte. Alcuni, come "Mars" di Ben Bova o "Labyrinth of Night" di Allen Steele, sono ambientati sullo scenario di Marte tracciato dalle sonde Viking, sebbene includano scoperte di manufatti alieni che ostinatamente richiamano ancora sogni fantascientifici più vecchi. "Voyage" di Stephen Baxter è un sogno su quello che avrebbe potuto essere se la NASA non avesse esitato dopo le immagini delle sonde Mariner; "Voyage to the Red Planet" di Terry Bisson è una affilata satira su una spedizione pensata come una impresa commerciale per la realizzazione del primo film girato su Marte. 

Altri romanzi esaminano la plausibilità scientifica dell'idea che Marte avesse un tempo mari poco profondi e una atmosfera più densa e calda, e che queste possano essere rigenerate da una massiccia impresa di ingegneria planetaria o terraforming. Dopo il Viking, Marte non viene più visto come un mondo crivellato e desertico, ma come una arida spiaggia di dimensione planetaria i cui mari da tempo scomparsi possono essere rigenerati. Gli entusiasti credono che Marte terraformato potrebbe essere un posto in cui ricominciare, costruendo una intera nuova civilizzazione sgravata dalle tragedie e dagli orrori della storia umana. Se il terraforming è possibile, è possibile pensare ad una Utopia Marziana.

Questa seducente visione è al cuore del romanzo di Greg Bear "Moving Mars", del mio romanzo "Red Dust" (in cui sono i Cinesi a terraformare Marte invece della solita squadra Americana), e nella epica trilogia di Kim Stanley Robinson, che si dipana su oltre 1500 fitte pagine. Nel suo ambizioso lavoro, minuziosamente immaginato, popolato da un folto gruppo di personaggi dalla lunga vita, senza alcuna discontinuità Robinson traccia una storia futura dai primi passi sulla superficie Marziana, alla corsa per lo sfruttamento del pianeta rosso, fino alla guerra per l'indipendenza dalla Terra e la formulazione di una Costituzione Marziana. Ci familiarizza con la grande scala e le meraviglia del pianeta, con l'immensità del compito di terraforming e con gli aspetti pratici non solo della colonizzazione ma anche della realizzazione di un nuovo modo di portare avanti il lavoro di civilizzazione. Inoltre egli riconosce la storia dei sogni umani riguardo Marte: le sorgenti zampillanti che alimentano di acqua la superficie hanno i nomi degli autori di romanzi su Marte. E' il culmine dell'investigazione scientifica e immaginativa del Marte del dopo Viking.

L'annuncio di Cameron riguardo la sua intenzione di adattare per la televisione la trilogia di Robinson arriva mentre siamo sul punto di avvio di una nuova ondata di esplorazione Marziana. Mars Pathfinder con il suo valoroso piccolo robot, Sojourner, e la sonda di telemetria Mars Global Surveyor, la quale ha appena cominciato a prendere le prime di molte migliaia di fotografie altamente dettagliate e ravvicinate della superficie Marziana, sono le prime di una serie di sonde che saranno inviate su Marte ad ogni finestra di lancio disponibile durante i prossimi otto anni. Non possiamo supporre che cosa esse scopriranno; nemmeno possiamo supporre quali sogni saranno ispirati da quelle scoperte. Sappiamo che saranno più strani e meravigliosi di quello che possiamo immaginare.


First published in the Guardian.
Copyright (c) 1998 Paul J. McAuley. All rights reserved. Please do not copy or excerpt this material without permission.
Traduzione di Vincenzo Battista

bibliografia dei testi citati:

Romanzi e Racconti:

  • Kim Stanley Robinson: "Red Mars", 1993 (Il Rosso di Marte - Mondadori 1995) 
  • Kim Stanley Robinson: "Blue Mars", 1997 
  • Kim Stanley Robinson: "Green Mars", 1995
  • Herbert George Wells: "The War of Worlds", 1898
  • Edgar Rice Burroughs: "A Princess of Mars" 1917 
  • Kurd Lasswitz: "Two Planets", 1916 
  • C.S.Lewis: "Out of the Silent Planet" 
  • Ray Badbury: "The Martian Chronicles" - Cronache Marziane 
  • Arthur C Clarke: "The Sands of Mars" - Le sabbie di Marte 
  • Judith Merril e Cyril Kornbluth: "Outpost Mars" 
  • Philip K. Dick: "Martian Time-Slip", - Noi Marziani 
  • Fred Pohl: "Mars Plus" ????? (pubblicato da Nord in Cosmo Argento N. ????, mi pare)
  • Ben Bova: "Mars" ?????
  • Allen M. Steele: "Labyrinth of Night" (prossimamente in Solaria n.12- dicembre 2000 - Fanucci)
  • Stephen Baxter: "Voyage"- ?????
  • Terry Bisson: "Voyage to the Red Planet" (Nord cosmo argento N.???) 
  • Greg Bear: "Moving Mars", 1933 (Marte in Fuga - 1994 - Cosmo Argento 254) 
  • Paul J. McAuley: "Red Dust", 1933 (Marte Più - 1994 - Cosmo Argento 248) 


Film:

  • Terminator
  • Aliens
  • Abyss
  • Strange Days
  • Titanic
  • Mars Attacks 
  • Red Planet Mars
  • Rocketship X-M
  • Santa Claus Conquers the Martians
  • Total Recall
Saggi:
  • Percival Lowell - "Mars" - 1895
Musica:
  • Elton John: Rocket Man
 

collegamenti
Forum: Missioni su Marte