P. K. Dick e la società riphidon
ovvero l'anomalia Valis
Fabio Piretti
I

Esiste un legame che stringe gli ultimi romanzi della produzione dickiana rappresentato dall'esistenza di Valis: una entità non terrestre e non naturale, ma allo stesso tempo più che extraterrestre e soprannaturale, che ha occupato gli ultimi anni dell'esistenza di Dick; e non solo dal punto di vista letterario, come egli stesso ha dichiarato.

"... un incontro reale che mi è stato possibile nel 1974, quando ebbi l'esperienza dl una invasione del mio spirito da parte di uno spirito trascendentalmente razionale (...) invase il mio spirito, prese il controllo dei miei centri nervosi (...) aveva ricordi che risalivano ad oltre duemila anni; parlava greco, ebraico, sanscrito, e non c'era nulla che sembrasse ignorare (...) VaIis è un tentativo di esprimere la mia visione in una struttura razionale che possa essere comunicata agli altri".
[Intervista a P.K.Dick - International SF n.5]
In tutti I quattro romanzi di cui qui intendiamo parlare la presenza di Valis (o di sue versioni equivalenti) rappresenta il centro motore del romanzo nel suo rapporto col protagonista il quale a sua volta rappresenta, in alcuni casi esplicitamente, l'autore.

I romanzi che considereremo sono, In ordine di pubblicazione

- VALISYSTEM 1980 (V)
- VALIS REGAINED (o DIVINE INVASION) 1981 (VR)
- THE TRASMIGRATION OF TIMOTHY ARCHER 1982 (TTA)
- RADIO FREE ALBEMUTH 1985 (RFA)
Come è facile intuire RFA è stato pubblicato postumo, dopo la morte di Dick nel 1982, anche se la stesura, il cui manoscritto è stato consegnato da Dick stesso all'amico Tim Powers, è probabilmente antecedente o contemporanea a quella di V.

Il fatto che la trama di RFA sia contenuta a grandi linee all'interno di V, sotto forma di un B-Movie di fantascienza, può far ritenere V una versione successiva del romanzo ed in una intervista rilasciata a D. de Prez nel 1976 (pubblicata ne "Giù nella cattedrale" - Galassia n. 235) Dick descrive il suo ultimo romanzo, ancora inedito, con un breve riassunto di quello che sarà la trama di RFA.

Ma i due romanzi, RFA e V, sono talmente diversi che è probabilmente più giusto considerarli paralleli; nel senso che pur essendo costruiti, anche se in maniera diversa, con gli stessi materiali, non è possibile affermare con certezza che rappresentino due versioni differenti di uno stesso romanzo.

Altro rapporto anomalo, è quello che V intrattiene con VR, romanzo che, almeno stando al titolo, dovrebbe ricoprire il ruolo di "seguito" di V.

In realtà i legami tra V e VR sono limitati allo spunto iniziale di VR in cui viene "dichiarato" che l'entità che si rivela è la stessa che secoli prima era apparsa sulla terra; ma sia lo sviluppo successivo che le caratteristiche che questa entità prende la differenziano notevolmente da VaIis, o Zebra, come viene descritta in V. Il rapporto con V si fa poi notevolmente più labile nel caso di TTA; in cui solo alcune delle teorie di fondo ed alcuni aspetti della trama, rivelati sul finire del romanzo, riescono a ricollocare TTA all'interno del contesto degli altri romanzi. E' indispensabile a questo punto, per poter continuare a trattare agevolmente questi cinque romanzi, dare alcuni brevi cenni sulle loro trame, consapevoli che, come per ogni sintesi, non sì potrà che rendere in modo molto approssimativo l'atmosfera dì ogni romanzo.

VALISYSTEM

Protagonista di V è, esplicitamente, lo stesso Dick.

Egli è presente all'interno della narrazione sotto forma di due personaggi:

uno, Dick stesso, è una figura generalmente secondaria che orbita nel gruppo di persone che fanno capo all'altro personaggio che rappresenta l'autore; Horse Lover Fat ( Horse Lover = amico dei cavalli = Philippos = Philip Fat = grasso = Dick) che rappresenta un doppio schizofrenico di Dick stesso.

La storia del libro è la storia della sofferenza e della rivelazione di Horse Lover Fat: la descrizione delle difficoltà della vita di coppia con diverse donne, delle sofferenze causate dalla morte e dalla malattia di alcune sue partner, scelte patologicamente proprio per le loro difficoltà, e di come attraverso queste sofferenze HLF venga in contatto con una entità che non è terrestre e che riversa nella sua mente una serie di informazioni sulla reale natura della terra e del genere umano.

Secondo queste informazioni l'universo si sarebbe creato dalla separazione di due entità originariamente unite in un unico essere di cui una estremamente razionale e benigna e l'altra assolutamente irrazionale e maligna.

Queste due entità sono in lotta dall'inizio dell'eternità e la terra è divenuta il loro campo di battaglia.

L'entità irrazionale è sempre stata padrona del mondo imprigionato in una "gabbia di ferro nero" mentre l'entità benigna ha tentato nel corso della storia di incarnarsi tra gli esseri umani, ogni volta sotto forma di un iniziatore di religioni; Maometto, Asceplio, Siddharta, Zoroastro e Cristo.

Lo spirito in contatto con HLF sarebbe costituito dalla mente di un seguace di una setta paleocristiana distrutta dall'impero romano venuto ad annunciare una ulteriore incarnazione dell'entità razionale.

Queste informazioni, raccolte in un diario detto "Criptica Scriptura" che chiude in allegato il romanzo, giungono a HLF sotto forma di un intenso raggio di luce rosa, di una frequenza non riscontrabile nello spettro della luce solare.

Lo spirito, Thomas, gli parla di esseri preumani con tre occhi e mani simili a chele, legati all'entità razionale, e gli fornisce una serie dl conoscenze che lo portano a comprendere le lingue più antiche e a diagnosticare una malformazione estremamente pericolosa nel corpo di suo figlio, salvandolo.

La prima delle tre parti che costituiscono il romanzo comprende la descrizione di tutto questo e dell'impatto che ha su HLF e sulla cerchia dei suoi amici.

La visione di un B-Movie di fantascienza dà awio alla seconda fase.

All'interno del film, infatti, HLF riconosce alcuni dei temi e delle idee trasmessi alla sua mente da Thomas: segno che qualcuno tra gli ideatori del film aveva avuto gli stessi contatti di HLF e le stesse rivelazioni.

HLFed i suoi amici, che avevano fondato nel frattempo la Società Riphidon, dal nome di un pesce che appare in sogno ad HLF mentre cerca di afferrare un fucile e ripetendo: "i pesci non possono armarsi", riescono ad entrare in contatto col gruppo rock che ha realizzato il film venendo a conoscenza di una ulteriore rivelazione.

L'entità razionale si è già incarnata sotto forma dl una bambina di nome Sofia, figlia di Mother Goose, il leader del gruppo, che loro potranno incontrare.

Al cospetto della bambina si verifica l'ennesimo miracolo; quando Sofia annuncia a Philip Dick la natura immaginaria di HLF questi sparisce riunificando la personalità di Dick scissa in occasione del suicidio di una delle sue conviventi.

Il ritorno alla normalità avrà termine alla fine della seconda fase, quando uno dei membri del gruppo di Mother Goose uccide Sofia nel tentativo di ricevere artificialmente ulteriori rivelazioni sulla sua natura.

La terza fase che inizia a questo punto è caratterizzata dal ritorno della schizofrenia di Dick/HLF, dal riemergere delle prime ipotesi sulla natura di Valis e dalla partenza di HLF che si reca in Grecia alla ricerca delle tracce dell'entità benigna con cui è in contatto.

Un breve capitolo lo vede di ritorno in California nelle ultime battute del romanzo con alcune nuove teorie in cui mette in relazione il motivo decorativo delle doppie onde intrecciate con la rappresentazione della doppia elica del DNA, coi serpenti intrecciati di Esculapio e, una volta spezzato, col simbolo paleocristiano del Pesce, rappresentazione del Cristo.

VALIS REGAINED

L'illustrazione della trama di quest'ultimo romanzo sarà ancora più breve e sbrigativa di quelle, già fin troppo asciutte, degli altri, in considerazione del fatto che questo romanzo è l'unico ad essere stato tradotto e pubblicato in Italia e che dovrebbe quindi essere sufficientemente noto a chi si occupa di FS in generale ed agli appassionati di Dick in particolare. Sarà sufficiente dire che la riapparizione di Valis in una nuova incarnazione, prospettata nelle ultimissime battute di V, ha luogo in VR solo diversi secoli dopo su di un asteroide in un sistema solare lontanissimo dalla terra.

Viene prospettata un "sacra famiglia" tragicamente e tipicamente Dickiana con una madre affetta da un male incurabile ed un padre insoddisfatto, trascinato suo malgrado dagli eventi e generalmente incapace di prendere decisioni.

Nonostante tutto questo e malgrado l'opposizione dell'antagonista cosmico di Valis che detiene il controllo della terra, il bambino riuscirà a nascere sulla Terra e ad iniziare la lotta contro il suo antagonista che ha come campo di battaglia l'animo di ogni singolo essere umano. La vittoria del bambino nello spirito del proprio padre "adottivo" e la pace interiore che ne deriva per quest'ultimo segnano una delle fini più insolite in un romanzo dickiano.

THE TRASMIGRATION OF TIMOTHY ARCHER

E' probabilmente l'ultima opera scritta da Dick ed è l'ultimo romanzo di questo insieme sia temporalmente sia come stadio di progressivo allontanamento dal tema di Valis che, dopo l'elaborazione quasi parallela di V e RFA, comincia a trasformarsi in VR e trova un posto ridotto in TTA.

In TTA Infatti il carattere mainstream della narrazione, che già in V aveva un largo spazio determinato dall'ambientazione temporale e geografica, torna dominante lasciando alla invenzione fantastica la chiusura finale ed il compito di introdurre il "Novum-Valis" nel romanzo.

La storia di TTA inizia il giorno in cui viene ucciso John Lennon, quando una rassegna di canzoni dei Beatles provoca in una giovane donna un flusso di ricordi della sua vita negli anni 60 che occupa la maggior parte del romanzo.

I ricordi riguardano la sua vita col marito, morto suicida, col padre di questi, il reverendo Thimoty Archer, disperso nel deserto della Palestina, e la sua convivente, morta per cancro.

L'insieme delle storie tragiche e sentimentali tra questi quattro personaggi con le ricerche sulle teologie precristiane dell'Asia minore condotte dal reverendo caratterizzano l'intero corso degli eventi.

Man mano che la situazione personale dei personaggi precipita prendono importanza all'interno degli studi del reverendo le teorie di una setta precristiana per la quale il rito dell'eucarestia, alcuni secoli prima della venuta dei cristo, non aveva valenza simbolica ma si trattava della effettiva spartizione di un alimento, chiamato Anoki, in grado di assicurare una reale reincarnazione a chi Io assumesse.

I punti di contatto con le teorie elaborate da HLF sulla natura dl Valis diventano a questo punto numerose e la loro individuazione all'interno di TTA diventa un gioco al quale chi abbia letto V non riesce a sottrarsi.

Dopo la morte del marito e della convivente del reverendo ha luogo l'atto che mette fine al flusso di ricordi ricongiungendolo al presente narrativo:

il viaggio dei reverendo Archer in Palestina e la sua scomparsa e probabile morte nel deserto.

L'incontro della protagonista con una delle persona a lei vicine in quegli anni, il figlio della convivente del reverendo, rimette in moto l'azione e, attraverso la rivelazione di una probabile reincarnazione del reverendo Archer nella mente del giovane, segna la validazione delle teorie del reverendo stesso ed il completamento del repertorio di "eventi fantastici" esposto per la prima volta in V.

RADIO FREE ALBEMUTH

Questo romanzo costituisce il romanzo più esplicitamente e più consapevolmente fantapolitico di tutta la produzione dickiana e descrive quello che forse è il peggiore degli incubi per ogni lefty-man degli Stati Uniti d'America; l'affermarsi di un sistema di potere autoritario e fascista che riporti la nazione alla furia anticomunista del maccartismo.

Il romanzo narra di come Ferris F. Freemont, uomo politico dichiaratamente reazionario, organizza la sua ascesa politica instillando nella opinione pubblica americana il timore di una oscura organizzazione comunista, detta Aramcheck, che è in realtà solamente una sua invenzione e contro la quale dedicherà tutta la sua carriera fino ad essere eletto Presidente.

Come corollario indispensabile dì questa macchinazione egli creerà organizzazioni destinate a combattere Aramcheck che saranno sempre più potenti quanto più alta sarà la posizione di potere che lo stesso Freemont riuscirà a raggiungere.

La dittatura di Freemont assume contemporaneamente i caratteri del maccartismo e dei fascismi storici europei organizzando gruppi di ragazzini a difesa della patria, un sistema di denunce anonime destinate all'FBI e violazioni sistematiche della privacy e dei diritti di ogni cittadino.

Naturalmente la repressione è assolutamente arbitraria e proprio per questo spinge i cittadini a denunciare altri cittadini innocenti solo per dimostrare di non essere affiliati ad Aramcheck.

La narrazione ha come protagonisti lo stesso Dick, ancora presente esplicitamente come in Valis. ed un suo amico, Nicolas Brady.

Essi tenteranno di opporsi a Freemont cercando nello stesso tempo di evitare le trappole a loro tese dagli uomini di Freemont e della FBI.

Nella lotta contro questa forma di tirannide Nicolas è aiutato da una entità soprannaturale che lo sostituisce nei momenti critici prendendo il controllo del suo corpo e che dirige le sue strategie.

Come è facile intuire questa entità è chiamata Valis e si oppone a Freemont in una lotta cosmica tra tirannia e libertà. La strategia adottata per sconfiggere Freemont si avvale di messaggi subliminali inviati attraverso i mezzi più vari, come la canzone folk che Dick ascolterà dalla radio del campo di internamento dove è rinchiuso.

Proprio come in V, il finale del romanzo lascia intuire l'inizio di una nuova lotta che si svolge al di là della portata del protagonista ed oltre la sua rinuncia.

Il

Chiunque abbia mai letto uno qualsiasi dei romanzi di Dick sarà consapevole di quanto altro possa esserci dietro a questi brevi e superficiali riassunti e di quanti dei temi fondamentali di questo autore siano stati trascurati in questi scarni abbozzi di trame.

Per riuscire a comprendere meglio l'importanza ed il ruolo di queste opere è opportuno vedere come queste si inseriscono in due contesti complementari come l'insieme dell'opera Dickiana ed il resto della produzione fantascentifica. Abbiamo già visto come i quattro romanzi che stiamo considerando non rappresentino un corpo unico e come vi siano tra essi differenze originate dalla evoluzione del concetto della entità Valis e dalla diversa importanza che Dick vi attribuisce all'interno delle opere.

VALISYSTEM

Se abbiamo intitolato questo saggio "l'anomalia Valis" è proprio grazie a questo romanzo che si stacca dalla normale produzione dickiana per allontanarsi dallo stesso genere fantascientifico.

V non è un 'opera di fantascienza, non lo è la sua ambientazione e non lo sono i suoi personaggi.

Esiste, è vero, una sorta di "novum" suviniano, rappresentato ovviamente dall'esistenza di Valis, ma il processo che ha portato alla sua costruzione non rientra nelle pratiche tipiche della fantascienza.

V non è nato con un lavoro di estrapolazione o di speculazione come avviene per tutte le opere di FS, anche quelle dette teologiche, ma attraverso un lavoro di ricerca su religioni e su mistiche

marginali, provenienti dall'oriente e da periodi pre-cristiani, con cui selezionare i precetti più adatti a supportare una ipotesi elaborata a priori dallo stesso autore.

"...mi creai un concetto relativamente semplice e forse unico in teologia, che io sappia: che l'IRRAZIONALE costituisce il substrato primordiale dell'universo (...) la storia dell'universo è un movimento che parte dall'irrazionalità - il caos, la barbarie, il buio, l'insignificante - per andare verso una struttura razionale armonica, organizzata in maniera metodica e bella insieme."
C.Platt Intervista a P.K.Dick - International SF n. 5.
In V entrano i precetti delle più varie religioni e tutti allo scopo di far emergere dalla storia delle mistiche umane questo unico concetto; questo uso strumentale è esemplificato dalla lista delle incarnazioni di Valis che comprende tutti gli iniziatori delle principali religioni.

In questo modo l'intenzione dl Dick non si manifesta nel creare un nuovo mondo o un universo parallelo ma piuttosto nel presentare una nuova visione di questo universo, intervenendo sul dogma stesso della sua origine.

Qualcosa di simile a questo lavoro sul mondo oggettivo per creare le basi del mondo narrato si puà ritrovare ai di fuori della FS; nelle storie di fantasmi o nelle leggende popolari.

Se la metafora e l'iperbole sono le figure retoriche sulle quali vengono generalmente costruite le storie di FS, V pare piuttosto ordinato secondo un metodo diverso, più affine alla mitologia.

All'interno della FS quella che più si avvicina a questa operazione è la tecnica della distopia, in cui la variazione di un episodio storico determina la costruzione di Storie Ipotetiche che vengono illustrate nello svolgimento delle trame.

E' inevitabile a questo punto fare riferimento a The man in the high castle, uno degli esempi migliori di distopia, scritto proprio da Dick.

The man in the high castle è, come V, ambientato in una epoca contemporanea a quella del mondo reale al di fuori del romanzo, aumentando così l'impatto del nuovo mondo che, come in un perturbante freudiano, spaventa più per gli aspetti che sono familiari che per quelli totalmente estranei.

Esiste però un secondo romanzo di Dick che può essere strettamente correlato a V; si tratta di A scanner darkly che è simile a V per la presenza massiccia di materiale autobiografico e per il carattere di opera in un certo senso "di confessione" che lo stesso Dick attribuisce ad entrambi.

La letteratura dickiana è stata sempre caratterizzata, anche nelle sue manifestazioni secondarie o nei piccoli particolari dei suoi romanzi, da uno stretto legame con la biografia dell'autore.

"La gente dice che tutto di me (...) è riprodotto esplicitamente nelle mie opere, e che potrebbe essere dedotto con precisione da queste."
(P.K.Dick - presentazione a The golden man - Urania 896)
Questo carattere autobiografico determina, come in A scanner darkly, gran parte del valore di V che, in fondo, non è riconducibile esclusivamente ad un resoconto di esperienze mistiche o di teorie religiose; è un romanzo che pullula di personaggi, di esperienze e di legami. Dal modo in cui questo lato umano (e autobiografico) della trama viene esposto si avverte l'affettività che Dick vi ha investito.

Può essere credibile allora una delle ipotesi che, assieme ad altre, viene avanzata nelle note di copertina dell'edizione tascabile francese, e cioè che tutto il libro non sia altro che un complesso tentativo di autoanalisi.

Alcune conferme di questo possono essere trovate a livello testuale, laddove il processo di generazione di Valis, la scissione in due di una unica entità, risulta simile all'insorgere della schizofrenia e dove l'intera struttura del mondo all'interno del romanzo appare simile ad una visione maniacale della realtà dell'autore, giustificata dalle ripetute razionalizzazioni costituite dalle varie ipotesi formulate sulla natura di Valis.

Questa entità, Valis, o la sua idea devono aver avuto una importanza determinante per Dick se, caso unico nella sua produzione, ha legato ad essa ben quattro romanzi successivi.

VALIS REGAINED

Apparentemente la consequenzialità di VR con V dovrebbe essere molto stretta trattandosi, il secondo, del seguito del primo; le differenze sono invece più rilevanti di quanto appaia.

Se con V si compiva un salto al di fuori della norma dickiana, VR, al contrario ci riporta all'interno dl questa proponendo un intreccio immediatamente riconoscibile come convenzionalmente dickiano. Questo romanzo. che doveva chiudere una tematica anomala come quella di Valis, è stato invece costruito secondo schemi del tutto classici per il suo autore. E ciò non solo a causa del riutilizzo di vari espedienti narrativi (si veda la "Sospensione Crionica" che, oltre ad essere stata impiegata in Ubik dallo stesso Dick, è stata impiegata anche nel film di Carpenter Dark Star) ma anche per l'uso canonico degli universi paralleli e per la tipologia dei personaggi.

In VR anche l'impianto mistico di fondo subisce una metamorfosi, per cui non vi ritroviamo la ricchezza di citazioni ed il gioco di aggiustamento delle varie mistiche a cui avevamo assistito in V ma, piuttosto, un intreccio che segue l'impianto generale impostato nel primo romanzo ed in cui citazioni e richiami, quasi tutti indirizzati all'area zoroastriana e paleocrietiana, servono a giustificare o introdurre questo o quel personaggio. La differenza tra i due romanzi è accentuata dalla sicurezza con cui sin dall'inizio viene determinata la natura divina di Emmanuel che contrasta con il fiorire delle teorie più stravaganti sulla natura di Valis che assillano Horselover Fat.

Solo il finale rappresenta un dato anomalo per questo romanzo; sebbene la lotta tra le due potenze cosmiche prosegua anche dopo la fine della storia; per il protagonista, al quale il lettore è affiancato per tutto il romanzo, la lotta si conclude definitivamente con la vittoria di Emmanuel.

Questo è in realtà in contrasto con molte delle opere di Dick in cui il definirsi della trama coincide con il riavvio ciclico su di un piano diverso degli avvenimenti narrati.

L'atmosfera che si avverte nell'ultima scena di VR ricorda quella di alcune battute di Deus Irae in cui tutto il male sceso sulla terra col conflitto atomico svanisce lasciando una sensazione di serenità e di pace.

Una immagine viene impiegata da Dick per comunicare questa sensazione: quella di una ragazza che, con assoluta naturalezza, espone i seni al sole.

"Alla sua destra, alcune persone che erano andate a far la spesa si erano sedute lungo la via, per riposare. Vide dei giovani, impolverati dal lungo cammino, sudati ma pieni di una purezza che gli era nuova. Una graziosa ragazza dai capelli scuri, grassottella, si era sbottonata la camicia: ma non gli dava fastidio: non si sentiva scandalizzato alla vista di quei seni nudi."
(Deus Irae - pag 250 edizioni Libra, Slan n. 33).
In VR viene impiegata la stessa immagine per introdurre il viaggio di Emmanuel nel regno di Zira: "C'erano edifici e veicoli, ma la gente non correva. Sedeva qua e là, a godersi il sole. Una giovane donna si era sbottonata la camicetta, e sui suoi seni il sudore brillava; il sole splendeva alto e caldo."
(Divina invasione pag. 95 - Urania n.1031)
Questa immagine ha in entrambi i romanzi lo stesso scopo, quello di fornire la rappresentazione di uno stato di grazia in cui l'uomo si è riconciliato con la natura e col proprio creatore.

All'interno degli universi dickiani è l'unico caso in cui ogni inganno è caduto, dove la realtà non può essere sostituita da alcun simulacro e dove la fiducia nelle proprie percezioni non è una illusione. Tutto questo però non rappresenta l'antitesi del principali temi dickiani ma ne costituisce piuttosto la logica conclusione; se Dick, abbattuto dal suo fondamentale pessimismo, fermava i suoi romanzi prima di questo punto, nell'incertezza della "Penultima verità", in VR lo schiudersi della serie di simulacri di realtà porta infine ad una realtà definitiva, ciò che finalmente si trova oltre l'ultima menzogna, trovando attraverso infinite mutazioni una realtà immutabile.

THE TRASMIGRATION OF THIMOTY ARCHER

Sembra che questo romanzo sia stato scritto dietro la spinta di due esigenze differenti: da un lato dall'accrescersi dell'interesse dl Dick per storie tipicamente mainstream dall'altro dalla spinta autobiografica, che prende in questo caso un aspetto più consapevole e nello stesso tempo più indiretto.

Accanto alla produzione fantascientifica Dick manteneva infatti un interesse per la scrittura convenzionale rivelato sia dal tono mainstream che caratterizza progressivamente i suoi ultimi lavori, da A scanner Darkly in avanti, con una punta proprio in TTA; sia da una produzione mainstream parallela a quella fantascientifica i cui prodotti sono stati rivelati solo nelle ultime fasi del lavoro dell'autore e che sono totalmente sconosciuti in Italia.

Per quanto attiene ai caratteri autobiografici della letteratura dickiana, abbiamo gia detto come questi siano entrati in modo massiccio nella composizione di molti dei suoi romanzi.

All'inizio, nel periodo in cui Dick produceva tre o quattro romanzi all'anno, era probabilmente un modo per riempire agevolmente le trame, inserendo personaggi, comportamenti ed attività a lui già note poiché tratti dalla propria vita quotidiana.

Questo uso di materiali autobiografici comincia però quasi subito ad assumere un ruolo sempre più importante e Dick affida alla scrittura parti sempre più significative della propria vita e dei propri sentimenti.

La punta più alta di questo processo è forse rappresentata dalla commozione investita nella stesura di A scanner darkly, che si trasforma in nostalgica tristezza nella rivelazione del destino nella vita reale delle persone che hanno ispirato i personaggi del romanzo.

Anche Valisystem entra in questo quadro, con il ruolo che già abbiamo indicato.

In TTA, come in RFA, Dick ritrova un pò di distacco e si concentra su di un ambiente particolare che conosce però assai bene: quello del mondo che ruota attorno alla università di Bekerley, luogo in cui Dick ha vissuto.

Forse quello che interessava l'autore in questi romanzi era proprio rendere una descrizione di questo mondo e della sua vita che, per un certo periodo era stata anche la propria.

Il romanzo infatti è aperto da una nota di nostalgia che viene espressa nel modo più efficace con le canzoni dei Beatles trasmesse alla radio nel giorno della morte di Lennon. Una scelta, quella di quel particolare

giorno, che risulta efficace su due piani diversi.

Da una parte innesca nel lettore un meccanismo di ricordi parallelo a quello della protagonista e, dall'altro, ha la funzione di individuare con precisione le coordinate temporali dell'intreccio.

La precisione e la forza di questa azione, che deriva tipicamente dalle tecniche del romanzo convenzionale, allontanano questo romanzo dall'ambito fantascientifico che, generalmente, usa la fuga verso il futuro come mezzo per delocalizzare ed allontanare dal presente e da riferimenti reali i propri intrecci.

All'interno di questo quadro ritroviamo però alcune analogie coi due romanzi precedenti, Valisystem e Valis Regained, ed in generale con la precedente produzione dickiana.

In tutti e tre i romanzi infatti il nodo centrale degli intrecci e degli interessi dei personaggi è rappresentato dal contatto con la divinità ed ogni volta questo contatto si stabilisce con un personaggio che è, o diverrà presto, affetto da una qualche grave forma di disabilità, sia essa fisica o psichica.

In TTA questo viene confermato dalla follia del figlio della convivente del reverendo Archer che, non a caso, ha una funzione di cerniera con gli altri romanzi. Anche in precedenza molti dei personaggi dickiani dotati di capacità paranormali o medianiche erano rappresentati da individui che presentavano qualche forma di handicap; si pensi ai focomelici di Deus Irae o di Dr Bloodmoney..., o alle deformazioni derivate dal Can-D in The three stigmata of Palmer Endrich.

Esiste però uno scarto tra i romanzi legati a Valis ed i precedenti che testimonia la trasformazione subita dagli interessi dl Dick: prima di Valis i suoi personaggi erano in contatto con una realtà genericamente "altra" che, dopo Valis, diventa una unica realtà trascendente e divina.

Un altro importante tema dickiano, la scoperta di un mondo diverso accanto a quello quotidiano, subisce negli ultimi romanzi una evoluzione che lo porta in TTA a fissarsi su due concetti chiave, esplicitamente citati dal reverendo Archer: Anamnesis ed Epifania.

Al primo termine viene attribuito il significato letterale di "fine della amnesia" ed è chiaramente riferito al ritorno della conoscenza e della verità: alla fine dell'illusione.

Il concetto di Epifania è una rappresentazione del preciso momento in cui il mondo soprannaturale viene in contatto con la nostra realtà quotidiana.

Entrambi questi concetti sono ritrovabili in tutti i migliori romanzi di Dick ma soltanto in TTA ricevono una caratterizzazione mistico-filosofica così precisa.

RADIO FREE ALBEMUTH

Quello che sorprende in questo ultimo romanzo è il carattere politico che l'autore gli attribuisce e il realismo con cui la situazione antiutopica viene presentata. Se alcuni germi della letteratura antiutopica classica, quella di Wells ed Orwell, sono presenti in alcune delle opere precedenti di Dick, in nessun caso però questa presenza riesce ad essere così determinante per lo svolgimento della trama.

In genere le soluzioni antiutopiche nei romanzi dickiani rivestono un ruolo dl contorno all'azione, limitandosi a farne da sfondo, come ne The penultimate thruth, o ad avviare la trama vera e propria, come ne The galactic pothealer.

La fama di scrittore di utopie negative che talvolta viene attribuita a Dick è dovuta per la maggior parte a componenti di questo tipo o, più propriamente, a caratteristiche antiutopiche di fondo presenti in quasi tutte le società che l'autore costruisce, in particolar modo nei romanzi in cui presenta leader artificiali controllati da forze occulte.

Oltre ovviamente al suo romanzo forse più famoso: The man in the high castle che però è classificabile più correttamente come Distopia che come antiutopia vera e propria.

La differenza tra RFA ed i romanzi precedenti è determinata proprio dal peso che l'impianto antiutopico ha all'interno del romanzo e dal peso che questo ha nella costruzione della trama.

L'autoritarismo che progressivamente si afferma nella società all'interno del romanzo è in gran parte causa delle azioni dei protagonisti ed è una delle cause che determineranno il loro destino; l'altro fattore che interviene significativamente sulle vite dei personaggi è ovviamente Valis, antagonista di Freemont e del principio irrazionale e negativo che egli rappresenta.

Secondo punto di forza del meccanismo antiutopico è la stretta aderenza alla realtà storica al di fuori del romanzo che, come abbiamo visto, è una caratteristica precisa dell'ultima fase del lavoro dl Dick. La rappresentazione di come una società democratica come quella americana, che presenta al suo interno i germi dell'autoritarismo ed i ricordi di un maccartismo piuttosto recente, possa evolversi in un sistema di potere quasi mussoliniano colpisce proprio perché è ben riconoscibile il substrato su cui Dick lavora, rendendo estremamente verosimili i comportamenti delle persone ed i passaggi con cui questa evoluzione viene presentata.

In questo quadro il ruolo di Valis, anche se rimane uno dei motori dell'azione ed il perno della trama, perde l'importanza spirituale che acquisterà negli altri romanzi, Valisystem in particolare, per essere più facilmente riconducibile ad un espediente narrativo convenzionalmente dickiano.

All'interno del romanzo infatti l'ipotesi dell'origine extraterrestre di Valis conserva più spazio che nelle altre opere della serie e, anzi, la maggiore differenza che esiste tra RFA e l'opera che possiamo considerargli gemella, Valisystem, sta proprio nell'enfasi mistica che in quest'ultimo viene attribuita all'esistenza di Valis.

Ciò che invece accomuna tutti e quattro i romanzi è, ancora una volta, un uso più consapevole di un meccanismo che Dick ha impiegato in modo diffuso nei suoi romanzi precedenti: il riutilizzo di figure della fantascienza classica che vengono usati come pezzi di un repertorio che l'autore impiega così come la tradizione fantascientifica, diciamo pure la peggiore tradizione, li presenta.

Questa scelta ha una applicazione illuminante in Valisystem, quando vengono collocati in un Rock-film di serie B tutte le caratteristiche aliene di Valis; dagli esseri con tre occhi e le mani a chele ai raggi provenienti dallo spazio.

Spesso la "forma" della fantascienza che Dick costruisce è infatti talmente simile a quella della fantascienza più primitiva e grossolana, quella dei pulp e delle prime awenture, che non è possibile ipotizzarne una origine casuale; si vedano ad esempio gli alleni de Gameplayers of Titan o gli assolutamente convenzionali paesaggi marziani. In P.K.Dick non vediamo quasi mai quella ricerca sulle figure dell'immaginario fantascientifico che invece occupa gran parte della ricerca fantascientifica negli autori degli anni '50, tralasciando contemporaneamente di esercitarsi in quella razionalizzazione degli intrecci ed in quella attendibilità scientifica che altri hanno ritenuto così importante.

L'importanza che Dick ha attribuito all'impianto visionario che gli è proprio lo ha forse distolto dal lavoro di ricerca sulla forma del novum che ha inserito nei suoi romanzi.

O forse egli ha interpretato le figure classiche della FS quasi fossero simboli di un inconscio collettivo fantascientifico in cui, come nelle mitologie, ad una funzione che è sempre uguale a se stessa deve corrispondere una raffigurazione analogamente costante.

Questo può essere considerato come un lavoro metatestuale, nascosto nelle opere di Dick che, non ha caso, si aggancia a quanto egli conosceva della psicologia junghiana che ha influenzato molte delle sue opere, e The Galactic pot-healer in particolare.

III

Da tutto questo è possibile affermare come i quattro romanzi che abbiamo esaminato siano strettamente connessi con tutta la sua produzione precedente e ne rappresentino. anzi, uno stadio di più avanzata evoluzione che riflette, probabilmente, un cambiamento avvenuto nel loro autore.

Per questo motivo le ultime opere di Dick sono particolarmente importanti; ma proprio per questo non si comprende perché solo uno tra questi, quello apparentemente più semplice e commerciabile, sia stato tradotto e distribuito in Italia, mentre all'epoca della chiusura della collana di "SF di anticipazione" della Editrice Nord, avvenuta per mancanza, così si affermava, di spinte innovatrici nella fantascienza internazionale, Valisystem era già stato pubblicato da cinque anni negli Stati Uniti e da quattro in Francia.

Addirittura Valisystem e TTA non risultano nella bibliografia di Dick pubblicata da Urania nell'edizione italiana di VR.

L'unica cosa che possiamo augurarci, a questo punto, è che qualcuno, prima o poi, si accorga dell'importanza che queste opere rivestono per la comprensione di Dick, assieme forse alle sue opere mainstream, e che questa lacuna venga colmata.