|
Le più recenti scoperte
scientifiche e tecnologiche - si pensi, ad esempi, alle biotecnologie e
alle manipolazioni genetiche - hanno impresso al dibattito su tali
argomenti una accelerazione esponenziale che non ha potuto fare a meno
di coinvolgere anche l'opinione pubblica. Un'opinione pubblica, spesso,
poco o per niente informata e, a volte, informata male dai mass-media.
Politici, intellettuali
e persone comuni si sono sentiti in dovere di esprimere i loro pareri (giudizi?)
in proposito. Spesso ci siamo trovati di fronte a dichiarazioni grottesche,
ad affermazioni paradossali a seconda della posizione politica assunta
da tali "signori", sintomo della loro assoluta ignoranza sull'argomento
trattato.
Una delle scoperte "meno
recenti", ma che sembrava potesse cambiare radicalmente le nostre vite,
che ha diviso sia il mondo scientifico che quello pubblico in convinti
assertori e feroci oppositori, è stata senz'altro la realtà
virtuale. Vista come possibile applicazione da sfruttare in decine di discipline
da alcuni, come una fuga dalla realtà da altri, oggi si può
dire non abbia soddisfatto le aspettative di coloro che erano "pro" e neanche
reso concrete le paure "apocalittiche" di chi era "contro".
Credo che, in generale,
la fantascienza sia la letteratura che meglio di altre possa indagare su
argomenti di questo tipo, proprio laddove la scarsa informazione e la scarsa
documentazione rendono l'analisi superficiale e vaga, soprattutto quando
si parla di argomenti che avranno (o potranno avere) un'evoluzione nel
tempo futuro.
Questi racconti che formano
l'antologia, che coprono l'arco di parecchi anni, ne sono, secondo me,
uno degli esempi più classici. Gli autori, che non hanno bisogno
di presentazioni, hanno quasi tutti una matrice comune, un modo analogo
di vedere la fantascienza e questo, spero, rende l'antologia più
compatta, i racconti un unico fronte omogeneo. E anche il saggio finale
di Marco Marineli, che analizza in maniera approfondita il cinema che affronta
"il virtuale", è il perfetto compendio del lavoro fatto dagli autori
dei racconti.
Numero anomalo, dunque,
questo ottavo di Intercom. Uno speciale "Realtà virtuali" senza
rubriche e senza critica, eccetto il saggio di Marinelli.
Rubriche che, comunque,
torneranno molto presto. Con il prossimo numero.
|