Burning di Fabio Germaną

Le più recenti scoperte scientifiche e tecnologiche - si pensi, ad esempi, alle biotecnologie e alle manipolazioni genetiche - hanno  impresso al dibattito su tali argomenti una accelerazione esponenziale che non ha potuto fare a meno di coinvolgere anche l'opinione pubblica. Un'opinione pubblica, spesso, poco o per niente informata e, a volte, informata male dai mass-media.
Politici, intellettuali e persone comuni si sono sentiti in dovere di esprimere i loro pareri (giudizi?) in proposito. Spesso ci siamo trovati di fronte a dichiarazioni grottesche, ad affermazioni paradossali a seconda della posizione politica assunta da tali "signori", sintomo della loro assoluta ignoranza sull'argomento trattato.
Una delle scoperte "meno recenti", ma che sembrava potesse cambiare radicalmente le nostre vite, che ha diviso sia il mondo scientifico che quello pubblico in convinti assertori e feroci oppositori, è stata senz'altro la realtà virtuale. Vista come possibile applicazione da sfruttare in decine di discipline da alcuni, come una fuga dalla realtà da altri, oggi si può dire non abbia soddisfatto le aspettative di coloro che erano "pro" e neanche reso concrete le paure "apocalittiche" di chi era "contro".
Credo che, in generale, la fantascienza sia la letteratura che meglio di altre possa indagare su argomenti di questo tipo, proprio laddove la scarsa informazione e la scarsa documentazione rendono l'analisi superficiale e vaga, soprattutto quando si parla di argomenti che avranno (o potranno avere) un'evoluzione nel tempo futuro.
Questi racconti che formano l'antologia, che coprono l'arco di parecchi anni, ne sono, secondo me, uno degli esempi più classici. Gli autori, che non hanno bisogno di presentazioni, hanno quasi tutti una matrice comune, un modo analogo di vedere la fantascienza e questo, spero, rende l'antologia più compatta, i racconti un unico fronte omogeneo. E anche il saggio finale di Marco Marineli, che analizza in maniera approfondita il cinema che affronta "il virtuale", è il perfetto compendio del lavoro fatto dagli autori dei racconti.
Numero anomalo, dunque, questo ottavo di Intercom. Uno speciale "Realtà virtuali" senza rubriche e senza critica, eccetto il saggio di Marinelli.
Rubriche che, comunque, torneranno molto presto. Con il prossimo numero.