UTOPIALES 2001

"Festival international de Science-fiction"


Franco Ricciardiello



In Francia esistono ben 16 case editrici specializzate in fantascienza o che possiedono collane di Sf; i vari autori autoctoni hanno un loro pubblico affezionato e godono di recensioni su giornali a dignità e tiratura nazionale. Dunque, che la fantascienza in Francia sia un fenomeno molto più "ufficiale" che da noi lo avevo imparato da un pezzo: non per questo sono rimasto meno impressionato da questo "Festival international de Science-fiction" di inizio millennio, dal 30 ottobre al 4 novembre 2001. Situato per il secondo anno consecutivo a Nantes (la città di Jules Verne, per inciso), che ha raccolto il testimone da Poitiers, il festival Utopiales è un gigantesco congresso davvero internazionale con sessanta invitati d'onore da tutto il mondo. Citando a caso, e fra i nomi più conosciuti ai lettori italiani: Brian Aldiss, Chris Priest, Ian McDonald, Mike Resnick, Gardner Dozois, Octavia Butler, James Morrow, Valerio Evangelisti, Terry Bisson, Norman Spinrad, Andreas Eschbach, Jean Marc Ligny, Jean Claude Dunyach, Ayerdhal, Roland Wagner e ancora autori da Danimarca, Spagna (una nutrita delegazione che ha anche avuto occasioni pubbliche privilegiate), Messico, Olanda, Svizzera, Polonia, Russia, Belgio, Stati Uniti, Giamaica, Germania, Argentina. La delegazione italiana, oltre che da Valerio Evangelisti che a Parigi e dintorni è praticamente di casa, era rappresentata da Sergio Fanucci, Luca Masali e il sottoscritto.

A differenza delle Italcon e delle Eurocon, i festival francesi sono occasioni frequentate in massa dagli editori (una delle ragioni della presenza di Sergio Fanucci) e dagli addetti ai lavori, durante le quali si stabiliscono contatti e si fanno conoscenze utili, il tutto a beneficio non solo della fantascienza francese ma di tutta Europa.

L'ambientazione nell'avveniristica Cité del Congrés di Nantes è quanto di meglio si potesse immaginare: una vasta hall di tre piani d'altezza dove trovano posto la segreteria, le librerie specializzate, le mostre degli illustratori; cinque sale conferenze o proiezione; un ristorante a buffet e due bar; salette per riunioni riservate; l'albergo Novotel incorporato nella stessa struttura del palazzo congressi. E il pubblico: una vera folla come non si è mai visto nelle nostre manifestazioni. E il palinsesto della manifestazione è all'altezza: quasi venti tra tavole rotonde e incontri tematici, più sei caffè letterari per incontrare gli autori, ampio spazio ai fumetti e al cinema. La prima impressione è che in Francia non esista scollamento tra il fandom e l'editoria; invece la seconda (e definitiva) impressione è che l'Italia sia ancora distante anni luce da questa capacità di attirare interesse del pubblico e finanziamenti pubblici.