"Vi si insiste, forse, un po’ troppo su disquisizioni psicologico/filosofiche trattate, invece che lasciare al racconto la possibilità di dirle, cosa che riesce a fare egregiamente.

Ciò che poi si dice rimane alquanto enigmatico, forse per il semplice fatto che non sia un’idea ben definita, ma un’idea vaga, delle idee vaghe, appena percepite, che riescono, per cui, appunto, a poter essere dette, unicamente, attraverso la narrazione, e non la trattazione filosofica." (dal commento a "La morte del dottor Isola").

"La parte di spiegazione scientifica di ciò che si è letto è senz’altro la meno divertente, ma è condotta, anch’essa, in maniera tale da non risultare eccessivamente noiosa." (dal commento a "Il miracolo nei tuoi occhi").

"Vi è, poi, un’altra spiegazione, quando un esperto di "fatti strani" fa un discorsetto su certi accadimenti un po’ alla "L’ invasione degli ultracorpi"; "…seguita da un’altra delle spiegazioni che, abbiamo visto, Wolfe è solito inserire nei suoi romanzi." (dal commento a "Il castello fantasma")