L’intero racconto "L'ultima sensazionale storia del brivido": "…l’effetto psicologico che ha lo scrivere sull’autore: "Forse ha già avuto la sensazione di avermi avuto seduto di fianco al cinema, di avermi visto che le facevo un cenno di saluto alla partita di baseball, di aver udito la mia voce dietro qualche angolo di strada.", a quel bel passaggio di "Urth del Nuovo Sole": "I linguaggi degli uomini sono più antichi delle terre ora sommerse, e mi sembra strano che in tutto questo tempo non siano stati trovati nomi anche per le pause fra le parole, che hanno ciascuna le sue particolari qualità, diverse come la loro lunghezza.".

Ma, decisamente di più, i ripetuti accenni a quell’archetipo dello scrivere che è la spinta che viene dal pensiero di potersi, così, eternare: "…fra tutte le cose buone che ci sono al mondo, le uniche che l’umanità possa reclamare per se stessa (sono, n.d.a.; siano) le storie e la musica; il resto, pietà, bellezza, sonno; acqua, pulita e cibo caldo…sono tutte opere dell’Increato. Pertanto, le storie sono effettivamente cose davvero piccole nello schema dell'universo, ma è difficile non amare di più ciò che è nostro…" ("La spada del littore"); "Quando le loro labbra si toccarono, comprese esattamente perché Biancaneve e la Bella Addormentata erano state risvegliate da un bacio, comprese quello che le vecchie nonne di ottocento anni prima avevano tentato di dirle, e seppe che gliel’avevano detto, che il loro messaggio cifrato le era pervenuto chiaramente attraverso gli anni…le loro parole non si erano perdute col crepitio dei ceppi nel camino." ("Il castello fantasma"); "…si è soltanto allontanato da noi, lasciandoci la sua parte migliore: il suo amore, la sua saggezza, la sua padronanza della parola scritta e il suo piacere di scriverla." ("Theodore Sturgeon"); "(L’Uomo, n.d.a.) Giunto alla vecchiaia, ha la possibilità di prendere lo stilo e cominciare a scrivere di tutto ciò che ha veduto; se lo fa, a differenza dei più, non sarà divorato dalla terra nella quale il suo corpo giacerà quando il viaggio della vita sarà compiuto, giacchè, seppure morto, egli continuerà a parlare ai vivi…" ("Il soldato dell’Aretè").