E.T.

Il ventennale dell'extraterrestre più famoso del mondo

Giuseppe Iannozzi




Il regista, Steven Spielberg

 

Steven Spielberg è nato a Cincinnati, Ohio, il 18 dicembre 1946: regista, produttore e attore americano, sposato in prime nozze con l'attrice Amy Irving dal 1985 al 1989, dal 1991 la sua compagna è Kate Capshaw. Diplomato all'Arcadia Hight School di Phoenix, laureato all'Università della California, Spielberg considera l'attore (e amico) Richard Dreyfuss il suo alter-ego. Steven Spielberg dice di se stesso di "essere un fervente democratico", motivo per cui ha donato volontariamente al partito la non esigua somma di 100 mila dollari. La carriera di Spielberg come artista/regista è molto lunga: ha subito alti e bassi, film impegnati così come pellicole d’intrattenimento. Il suo migliore lavoro commerciale d’intrattenimento (ma anche di un certo pregio artistico – per gli effetti speciali almeno) è sicuramente E.T. The Extra Terrestrial;

tuttavia nel 1977 il regista aveva firmato un lavoro assai più bello a mio giudizio, Incontri ravvicinati del Terzo Tipo, un film che avrebbe meritato un serio restauro invece di dedicare tanta attenzione, impegno e soldi per E.T., quest’ultimo un personaggio che negli anni Ottanta ha rappresentato l’Harry Potter di oggi.

Steven Spielberg è personaggio da sempre sensibile è attento al problema dell’Olocausto: a tutt’oggi il suo capolavoro (artisticamente e politicamente impegnato) rimane Schindler’s List (1993), anche se non sono mancate le critiche in negativo anche su questa pellicola soprattutto da parte degli esponenti dell’AvantPop, che hanno visto nel film un tentativo di spettacolarizzazione della tragedia ebrea a puri fini commerciali. Nel 1994 il regista americano fonda Survivors of the Shoah Visual History Foundation, una fondazione con sito Internet dedicata alle vittime dell'Olocausto. Al Festival del Cinema di Venezia 198, Spileberg presenta la pellicola Salvate il Soldato Ryan, un kolossal sullo sbarco in Normandia, il doloroso D. Day, un film interpretato da Tom Hanks e Mat Damon; il film è ben accolto, ma non riesce ad eguagliare il successo ottenuto con Schindler’s List. Nel 2000 la sua casa di produzione, la Dreamworks decidere di mettere sotto contratto il giovane regista teatrale Sam Mendes e il risultato è la nascita sullo schermo di un film piuttosto noioso American Beauty, che, tuttavia, ottiene ampi riconoscimenti di critica e pubblico (tre Golden Globes, Miglior Film, Regia e Sceneggiatura e tre Nomination). La sua ultima pellicola A.I. (2001), un omaggio (!) a Stanley Kubrick, la cui sceneggiatura è stata tratta da un racconto breve di Brian W. Aldiss, non è stato quel capolavoro che molti si aspettavano.

 

Sceneggiatura di un classico della fantascienza

 

MELISSA MATHISON (sceneggiatrice / produttrice associata) è nata e cresciuta a Hollywood, in California. Dopo aver frequentato la UCLA e l’UC di Berkeley, ha lavorato per qualche tempo per la rivista People Magazine per poi iniziare a collaborare con il regista e produttore Francis Ford Coppola, partecipando alla realizzazione de Il padrino – parte II e di Apocalypse Now. Nel 1979, Coppola l’ha incaricata di scrivere la sceneggiatura di Black Stallion, il film di successo diretto da Carroll Ballard. Nel 1982 è stata la volta di E.T. l’extra-terrestre, per il quale la Mathison è stata candidata al premio dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, al British Academy of Film

& Television Arts (BAFTA) Award e al Golden Globe per la migliore sceneggiatura. Il film le è valso anche il Writers Guild of America Screen Award, nella categoria migliore opera drammatica scritta per il grande schermo. Tra gli altri titoli al suo attivo Sessanta minuti per Danny Masters, prodotto da Coppola, la miniserie televisiva Son of the Morning Star, La chiave magica e il celebre

Kundun, la storia del Dalai Lama tibetano diretta da Martin Scorsese.

 

Gli effetti speciali

 

Il nome della INDUSTRIAL LIGHT & MAGIC (effetti visivi) è sinonimo di effetti visivi; fondata nel 1975 da George Lucas, la ILM è la società leader nel mondo nel campo degli effetti speciali al servizio del cinema, della pubblicità e dell’industria dell’intrattenimento. La ILM è responsabile degli effetti visivi di oltre 160 film tra cui val la pena ricordare pellicole quali Pearl Harbor, A.I. Artificial Intelligence, Il pianeta delle scimmie, La tempesta perfetta, Space Cowboys, Galaxy Quest, La mummia, Salvate il soldato Ryan , Small Soldiers, Deep Impact, Men in Black, Twister, Mission: Impossible, Dragonheart, Jumanji, Casper, Forrest Gump, The Mask (Da zero a mito), La morte ti fa bella, Chi ha incastrato Roger Rabbit?, E.T. l’extra-terrestre , la trilogia di Indiana Jones, la serie di Jurassic Park e i cinque episodi di Guerre stellari. La ILM ha contribuito al successo di otto dei 10 film che hanno ottenuto gli incassi più elevati di tutti i tempi; ha vinto 14 Oscar per i migliori effetti visivi e 14 premi per meriti tecnici.

Il successo della ILM è legato alla straordinaria competenza dei suoi responsabili degli effetti visivi, che uniscono perizia tecnica e creatività e sono coadiuvati da 1400 dipendenti, tra cui produttori, direttori artistici, creatori di modellini, tecnici di scena, animatori, montatori e operatori di macchina.

DENNIS MUREN (responsabile degli effetti visivi della versione originale) è il responsabile superiore degli effetti visivi della Industrial Light & Magic. Vincitore di otto premi Oscar e candidato anche quest’anno per A.I., Muren è attivamente impegnato nello sviluppo della società, come nella progettazione ed elaborazione di nuove tecniche e BILL GEORGE (responsabile degli effetti visivi dell’edizione del 20° anniversario) ha un’esperienza ventennale nel settore degli effetti visivi. Ha iniziato la propria carriera nel 1979 costruendo modellini in miniatura per Greg Jein a Los Angeles e nel 1981 è entrato alla Industrial Light & Magic. Il suo primo incarico è stato costruire l’astronave in miniatura di E.T l’extra-terrestre. Nel corso degli anni George ha lavorato come responsabile della divisione modellistica, direttore artistico, disegnatore di mascherini e fondali, direttore commerciale e responsabile degli effetti visivi. In particolare, si è occupato della progettazione e costruzione dei modellini in miniatura di Blade Runner e della progettazione e direzione artistica di cinque dei film di Star Trek , ha inoltre diretto più di 30 spot pubblicitari realizzati dalla ILM e ha curato la costruzione dei modellini di Ghostbusters II e Alive Sopravvissuti. Nel 1988, ha vinto il premio Oscar per gli straordinari effetti visivi di Salto nel buio.

Più di recente, oltre ad occuparsi dell’edizione del 20° anniversario di E.T. l’extra-terrestre, George è stato responsabile degli effetti visivi di Galaxy Quest e Il pianeta delle scimmie. Ovviamente non poteva che essere Dennis Muren il prossimo curatore e realizzatore degli effetti speciali di Harry Potter e la camera dei segreti.

CARLO RAMBALDI (creatore di E.T.), scultore e pittore di fama, è nato a Vigarano Mainarda nel 1925. Ha compiuto i primi passi nel mondo del cinema occupandosi degli effetti speciali di film realizzati in Italia tra cui Perseo l’invincibile, L’Odissea, Femina ridens, Una Lucertola con la pelle di donna, Cleopatra di Joseph L. Mankiewicz, La Bibbia di John Huston, Il mostro è in tavola barone Frankenstein e Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete! di Paul Morrisey e Profondo rosso. Nel 1976, il produttore Dino De Laurentiis lo ha incaricato di progettare e realizzare l’enorme scimmione a grandezza naturale di King Kong, il remake del classico degli anni Trenta. Successivamente Rambaldi ha ideato e costruito la testa snodabile di Alien diretto da Ridley Scott. Rambaldi ha inoltre partecipato alla realizzazione di Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg, Possession, La mano di Oliver Stone, King Kong 2 e Primal Rage e si è occupato della creazione delle creature di Dune di David Lynch, L’occhio del gatto e Unico indizio la luna piena. Rambaldi a tutt’oggi ha vinto tre premi Oscar per King Kong (insieme a Glen Robinson e

Frank Van der Veer), Alien (con H. R. Giger, Brian Johnson, Nick Allder e Denys Ayling) ed E.T. l’extra-terrestre (con Dennis Muren e Kenneth Smith). (fonte UIP… cura, scelta dei brani e adattamento del testo, Giuseppe Iannozzi)

 

Venti anni dopo: il restauro

 

"Non ho mai pensato di girare un sequel di E.T.," afferma il regista, "ma sono molto felice che il film esca di nuovo per il 20° anniversario con qualche modifica per compiacere il perfezionista che è in me e il pubblico di ieri e di oggi. Ho visto il film in videocassetta molte volte con i miei figli e mi capita sempre di trasalire per le sbavature tecniche che magari sono l’unico a notare. Per fare un esempio, ho sempre voluto migliorare la corsa di E.T. all’inizio del film quando è inseguito da Keys perché allora la girammo con un sagoma col cuore illuminato che si muoveva in mezzo all’erba. Inoltre vi sono delle scene che furono escluse dal montato finale che pensavo sarebbe stato fantastico reinserire".

Per raggiungere l’obiettivo, Spielberg si è di nuovo rivolto alla Industrial Light & Magic, che dal 1981 è un esempio di continuità artistica e creativa. "Si è trattato di un’esperienza straordinaria per noi" osserva Bill George della ILM, responsabile degli effetti visivi dell’edizione del 20° anniversario di E.T. L’EXTRA-TERRESTRE. "In primo luogo, abbiamo avuto la possibilità di occuparci del restauro di un film su cui la ILM aveva lavorato venti anni fa. E nello stesso tempo il nostro intervento è stato diverso che in tutti gli altri film. Di solito oggi si gira avendo già in mente gli effetti, è già tutto predisposto. In questo caso invece, il film era già finito e il nostro compito era

restaurarlo. Abbiamo considerato E.T. come un’opera d’architettura in cattivo stato di conservazione della quale fosse necessario ricostruire i pavimenti e ridipingere le pareti nello stile originale."

Spielberg afferma: "Sono stato molto attento a non cambiare la sostanza della vicenda. È stato come prendere un pennello sottilissimo e colorare appena appena un volto un po’ pallido". Spielberg ha visionato accuratamente tutto il film e ha individuato le inquadrature che intendeva rielaborare con gli effetti visivi più moderni. "Se il film fosse girato oggi" osserva George, "è quasi certo che E.T. sarebbe un personaggio interamente digitale. Ma E.T. è stato girato venti anni fa e i modellini, per quanto molto ingegnosi, avevano dei limiti. Quelle imperfezioni, tuttavia, hanno contribuito alla creazione del personaggio. I suoi movimenti, ad esempio, hanno un che di aggraziato e pacato. Per

questo abbiamo fatto di tutto per non allontanarci dall’originale se non in quei casi in cui eravamo certi che il nostro intervento avrebbe reso il piccolo alieno ancora più credibile.".

Del difficile e delicato compito si sono occupate due unità della ILM: una, guidata da George, si è occupata degli aspetti tecnici, l’altra guidata da Colin Brady ha curato l’animazione. I due team hanno ovviamente lavorato sotto la direzione attenta di Steven Spielberg. In primo luogo si è proceduto al restauro della pellicola originale. "Un’operazione davvero necessaria" osserva George. Era ovviamente importantissimo che le rielaborazioni digitali non fossero così eclatanti da risultare stonate rispetto al resto delle immagini. Per questo si tratta di modifiche quasi impercettibili quali l’ampliamento della gamma delle espressioni del muso di E.T. o la costruzione di un nuovo fondale con la tecnologia moderna per consentire un movimento delle nubi o una leggera folata di vento tra gli alberi. E per quanto in alcune scene compaia adesso un E.T. digitale, nella maggior parte dei casi la ILM è intervenuta digitalmente sui modellini originali. George, Brady e i loro collaboratori hanno curato piccoli particolari come ad esempio fare in modo che durante il primo volo in bicicletta di Elliott ed E.T., il mantello del costume di Halloween del piccolo si muovesse anziché rimanere immobile come nella versione originale.

Com’è ovvio, gli specialisti della ILM erano intimoriti dal compito al quale erano stati chiamati. "Quando mi è stato chiesto di collaborare a questa nuova versione di E.T. ho esitato un po’" ammette Colin Brady. "È sempre stato uno dei mie film preferiti e pensavo che ogni fotogramma fosse perfetto. Era come intervenire sulla Gioconda e perfezionarla. Nel mio caso però era Da Vinci stesso a chiedermi di farlo sotto la sua supervisione. L’aspetto più impegnativo di questo lavoro è stato rappresentato dal fatto che E.T. è qualcosa di più di una creatura aliena. E non è un

cartone animato. Abbiamo pensato a lui come a un essere vivente, trattandolo come se fosse interpretato da un uomo. Non volevamo che i suoi movimenti fossero troppo fluidi e regolari, effetto che avremmo potuto ottenere facilmente al computer. L’E.T. originale si muoveva in un modo calorosamente vitale, l’innocenza di un bambino combinata con una sorta di agitazione che arricchiva la personalità del personaggio. Per reinventare alcuni dei suoi movimenti, inoltre, ci siamo ispirati a diversi animali: a volte E.T. è molto simile a un gatto, in altre situazioni è più un coniglietto o una tartaruga".

Poiché non esiste più nessuno dei modellini originali, George, Brady e i loro collaboratori hanno visionato attentamente il film inquadratura per inquadratura per ricostruire al meglio l’aspetto fisico dell’alieno e creare un nuovo modellino da scannerizzare. Ma Colin Brady ammette: "Se avessimo girato E.T. oggi, non avremmo potuto usare molti trucchi straordinari che furono adoperati venti anni fa. Se E.T. fosse stato solo un personaggio digitale, Henry Thomas e gli altri interpreti non avrebbero avuto a disposizione un pupazzo col quale recitare ed entrare in sintonia!".

La modifica più importante apportata da Spielberg all’edizione del 20° anniversario del suo E.T. riguarda un particolare che il regista avrebbe sempre voluto cambiare: eliminare le pistole dalle mani dei poliziotti e degli agenti del governo che inseguono E.T., Elliott e i suoi amici nella sequenza che culmina col volo in bicicletta. "Qualcuno mi accusa di essere diventato troppo tenero, una specie di Pollyanna, e sono certo di essermi inimicato la National Rifle Association. Ma

non ho intenzione di cambiare idea", spiega Steven Spielberg.

Bill George, Colin Brady e gli altri esperti della ILM che hanno lavorato alla nuova versione di E.T. L’EXTRA-TERRESTRE avvertono una pesante responsabilità: "Quando ho accettato il progetto, mi sono prefisso un obiettivo personale: fare in modo che gli effetti non stonassero" precisa George. "I miei collaboratori ed io ci siamo molto impegnati affinché si inserissero fluidamente nel contesto e avessero lo stesso fascino che nell’originale. E sono convinto che abbiamo fatto un buon lavoro. Quando la gente vedrà questa nuova versione di E.T., a meno che non sappia già dove e come siamo intervenuti, non si accorgerà di nulla. E a ragione, perché ciò che rimarrà impresso sarà il film – E.T. L’EXTRA-TERRESTRE – e non gli effetti".

Rispetto alla colonna sonora, la produttrice Kennedy afferma: "Le musiche di John Williams sono state praticamente digitalizzate su sei piste, per ottenere un suono più pieno. Non abbiamo inciso di nuovo nessun brano, ma grazie ai progressi della tecnologia degli ultimi venti anni siamo riusciti a trasferire nel XXI secolo anche il sonoro, i dialoghi e la musica di E.T.". (fonte UIP… cura, scelta dei brani e adattamento, Giuseppe Iannozzi)

 

E.T. riveduto e corretto nelle sale italiane dal 29 MARZO 2002

 

E.T. compie vent'anni e li avrebbe portati piuttosto bene non fosse stato per questo "forzato" restyling, che per volere del suo regista, Steven Spielberg, oggi assomiglia più a Bambi che non a un extraterrestre. Del tenero extraterrestre che voleva "telefonare a casa" resta solo il suo fantasma, infatti il 29 marzo 2002 verrà distribuita in tutte le sale italiane una versione riveduta e corretta: Spielberg si è detto contrario all’uso delle armi, eppure molti suoi film sono abbondantemente ricchi di violenza gratuita in perfetto stile pulp e splatter. Questo restyling di E.T. sembra essere più una manovra commerciale, neanche poi tanto abile, piuttosto che un sincero omaggio all’E.T. che venti anni fa ha fatto sognare milioni di bambini e di bambini adulti. L’impressione è che sull’onda del successo di Harry Potter, Spielberg abbia voluto tradurre il suo E.T. in qualcosa di vagamente simile: tutto ciò, inutile quasi evidenziarlo, non fa altro che gettare discredito sulla fantascienza, anche se in questo caso è bene parlare di E.T. come di un prodotto fantascientifico ad alto costo ad uso e consumo di un pubblico puramente adolescenziale. Indubbiamente E.T. si è attirato le simpatie di molti adulti, ma se ieri non era possibile parlare di E.T. come fantascienza seria, oggi, purtroppo, ciò che ieri era evidente lo è ancor maggiormente. Sorge il lecito dubbio che dopo i drammatici avvenimenti dell’11 settembre 2001, Spielberg abbia voluto sceverare da una delle sue pellicole più famose ogni contenuto inquadrabile come violenza, quasi a far della pellicola un manifesto della non violenza. Eppure, come già evidenziato, Spielberg in molte sue pellicole dedicate ad un pubblico giovane non ha negato l’uso della violenza come mezzo espressivo e di innocente divertimento; per rendersi conto di questa verità lapalissiana è sufficiente guardare a pellicole come Indiana Jones, Lo squalo, ecc.

Oltre alle scene inedite e alla colonna sonora remixata E.T. non offre niente di nuovo al pubblico, anzi è forse il caso di parlare di un peggioramento di quello che a suo tempo fu un onesto e buon lavoro artigianale. Già con A.I. abbiamo visto Spielberg fare ampio sfoggio di effetti speciali a tutto danno dei contenuti espressivi della pellicola; oggi E.T. è un extraterreste quasi pienamente digitale, che poco o nulla conserva di quel calore "umano" che 20 anni fa commosse milioni di spettatori. Se un restyling doveva essere operato, questo avrebbe dovuto esser improntato a ripulire la pellicola dai graffi e dall’usura del tempo, remixare la colonna sonora di John Williams, aggiungere anche le sequenze inedite, ma modificare alcune scene per dargli un tono disneyiano, riaggiustare il personaggio E.T. per renderlo compatibile con i canoni digitali degli effetti speciali in voga, queste son tutte manipolazioni che brutalizzano la pellicola e la investono di ridicolo. Dopo 20 anni sembra quasi che il regista rinneghi il lavoro che a suo tempo operò con un ottimo team di tecnici. Sicuramente E.T. rivisto e corretto sarà un gradito ritorno per quanti amarono e amano ancora il personaggio, ma forse in molti rimarranno delusi, perché E.T. non è più né un extraterrestre né un alieno carico di ingenuità e calore umano. Sicuramente una manovra tutta commerciale, c’è poco da aggiungere, è cosa fin troppo ovvia. Evidentemente Spielberg sta attraversando un periodo di crisi artistica che lo porta a riciclare piuttosto che a creare nuove avventure cinematografiche. Già con A.I. si è avuta l’impressione che il regista abbia giocato molto con gli effetti speciali, con le idee dello scomparso Stanley Kubrick, ed E.T. riveduto e corretto sembra essere la conferma che Spielberg sia in piena crisi creativa.

La storia del film non è cambiata, a parte qualche accorgimento assai discutibile così come già si è avuto modo di constatare: il piccolo Elliott continua a scorrazzare sulla mitica bicicletta alle prese con un piccolo alieno abbandonato sulla Terra dai suoi fratelli del cielo. E il giovane protagonista si prodiga a nasconderlo in casa per sottrarlo all'attenzione di un gruppo di scienziati; e come in tutte le belle favole che si rispettino, alla fine, lo aiuterà a tornare da dove è venuto. La trama è al solito melodrammatica, positiva, ingenua: Spielberg ci parla di un alieno buono e non di un omino cattivo e brutto che vuole sottomettere gli umani. Tuttavia con Incontri ravvicinati del terzo tipo questo suo messaggio era già stato lanciato al pubblico con maggior disciplina artistica e carattere: se una pellicola meritava veramente di essere ristrutturata, era proprio questa. Ma evidentemente Spielberg ha pensato che un film del genere riproposto dopo oltre 20 anni non avrebbe incontrato il parere del pubblico, che ormai stanco degli X-Files, probabilmente, l’avrebbe inquadrato come un ennesimo X-Files. Una paura giustificata questa: i personaggi degli X-Files hanno davvero stancato e l’America non ne può più e così pure il pubblico italiano. Ma Incontri ravvicinati del terzo tipo è arte cinematografica… forse lo stesso regista non è pienamente consapevole.

Ad ogni qual modo, a suo tempo E.T. meritò tre statuette: migliore colonna sonora, effetti visivi e sonori. La versione ristrutturata per il ventennale di E.T. si accrediterà forse qualche statuetta critica e basta. Ma chi può dirlo con piena certezza?

Intanto in casa Universal si festeggia tutto l'anno il ventennale del film, una pietra miliare del patrimonio artistico della major americana: il logo animato degli studios sarà, per tutto il 2002, l'immagine di Elliott ed E.T. sulla bici intenti ad attraversare il famoso globo, della Universal, il tutto sulle intramontabili note del celebre tema musicale del film, Flying. Nell'annunciare l'iniziativa il presidente e direttore generale della società, Ron Meyer ha dichiarato: "Questo film ha avuto un impatto enorme nella storia del cinema e sullo sviluppo della Universal, sui suoi valori e sulla sua cultura. Ha rappresentato l'inizio di un periodo di crescita enorme per noi e ha rafforzato il rapporto già stretto con Steven Spielberg.". Non si fatica a credere alle parole di Ron Meyer, la dimostrazione tangibile che questo E.T. nulla è se non una mera operazione commerciale studiata a tavolino.

 

GIUSEPPE IANNOZZI


 

Distribuzione: Uip

Durata: 115'

Regia: Steven Spielberg

Con: Henry Thomas, Dee Wallace, Peter Coyote, Drew Barrymore

Genere: Fantascienza

GIUDIZIO: 3 PUNTI SU 5

 

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