"L’INCANTATORE RINATO"

(The Enchanter Reborn, ’92)

L.Sprague de Camp e Christopher Stasheff

traduzione di Fabio Feminò, "Urania" n.1401, ed.Mondadori, 2000, 314 pagine, 6.900 £, 3,56 euro

 recensione di Marcello Bonati

 

Penso tutti ricorderete "Il castello d’acciaio" (The Castle of Iron, ’60), in cui il buon de Camp ci fece vivere le incredibili e mirabolanti avventure di Harold Shea, che se ne andava in giro per svariati mondi creati da suoi illustri colleghi (1).

Ebbene, in questa antologia, che lo è nella stessa misura di come quello era un romanzo, troviamo racconti lunghi e romanzi brevi dovuti a lui, e a Christopher Stasheff, di cui, qua da noi, conosciamo poco (2), e che ci dice molto bene della sua passione per questo ciclo, approdata, qua, ad una collaborazione che deve averlo fatto molto felice.

Del solo de Camp vi è solamente il racconto lungo "Sir Harold e il re degli gnomi" (Sir Harold and the Gnome King, ’92), mentre, di collaborazioni fra i due, abbiamo "Il cavaliere e il nemico" e "L'incantatore e le armi", che hanno, entrambi, lo stesso titolo originale, non so se per un errore nel catalogo del Vegetti, o perché, originariamente, erano un unico brano; Knight and the Enemy.

Del solo Stasheff, invece, abbiamo il racconto lungo "Il professor Harold e gli amministratori" (Professor Harold and the Trustees) ed il romanzo breve "Sir Harold e il re delle scimmie", di cui non si dice nulla, nel catalogo del Vegetti.

E sono, ancora, divertenti racconti scritti senza peso, che raccontano, intelligentemente, di altre scorribande del nostro eroe in altri mondi letterari, dal "Don Chisciotte" all’"Eneide", e nei quali, frequentemente, ci si imbatte in trovate che strapperebbero il sorriso anche alla persona più disacerbata.

E, il finale, un breve epilogo del collaboratore entusiasta, fa ben più che presagire futuri (?) seguiti, di cui, però, non vi so dire.

 

(1)- in collaborazione con Fletcher Pratt; "Gli esploratori dello spazio. Fantascienza" n.4, ed.Romana periodici, ’62, nella traduzione di Paolo Paoloni, solo "The Castle of Iron, ’41, uno dei racconti che lo compongono, "Fantacollana" n.11, ed.Nord, '75, "Superbestseller" n.544, ed.Sperling paperback, '96, e "I romanzi del cosmo" n.164 (The Incomplete Enchanter, ’42, The Roaring Trumpet, ’40, e The Mathematics of Magic, ‘40 nella traduzione di Graziano Ricci, solo "L'incantatore incompleto")-165 (The Incomplete Enchanter, ’42, The Castle of Iron, ’41)-166 (Wall of Serpents, ’60, The Wall of Serpents, ’53, e The Green Magician, ’54), ed.Ponzoni, '65, '65, '65, coi titoli di "Apprendisti stregoni", "Ritorna Harold Shea" e "...di ferro"

(2)- "Stregone suo malgrado" (The Warlock in Spite of Himself, ’69), "Fantacollana" n.61, "Tascabili fantasy" n.16, ed.Nord, ’85, ’93, e "Il mago di Sua Maestà" (Her Majesty's Wizard, ’86), "Fantacollana" n.75, "Tascabili fantasy" n.22, ed.Nord, ’87, ’93