Il sollevarsi della nebbia
[The parting of the mist]


Joseph M. Reagle Jr.

 
Il conflitto tra il bladerunner Deckard e i replicanti dai mondi esterni è la forza centrale di Blade Runner di Ridley Scott. Questo conflitto non fornisce soltanto i mezzi per lo sviluppo narrativo, ma anche lo stimolo filosofico e simbolico che fissa il proprio desiderio mentale e visivo.

L'argomento che rende interessante questo conflitto è la possibilità che Deckard sia ciò che deve uccidere: un replicante. Questa tesi è stata posta da molti commentatori del film e ha intensificato ulteriormente la mia comprensione del film. In questo articolo non farò uso soltanto della critica esistente per difendere questa argomentazione, ma presenterò una mia teoria che la nemesi di Deckard, Roy Batty, sapeva del fatto che Deckard fosse un replicante.

Il fatto che Deckard sia un replicante è stata sempre una possibilità molto chiara del film. Rachael, una replicante a cui Deckard esegue il test di Voight-Kampff, gli chiede se si è mai sottoposto al test per vedere se è veramente umano (1).La domanda rimane senza risposta, ma degli elementi successivi del film rendono la risposta sempre più apparente, come quelli notati da Philip Strick:

Quattro replicanti sono arrivati in città: Pris, Zhora, Leon e il loro capo Roy Batty (Rutger Hauer) e Deckard deve combattere con loro. Qualche minuto dopo Bryant racconta come sei replicanti ('tre maschi, tre femmine') abbiano preso una navetta per la Terra e come uno sia stato ucciso durante un'irruzione al quartier generale della Tyrell Corporation. Al che ne restano cinque. (2) In seguito la grande importanza che svolge nel film la progettazione visiva e dei ricordi ci porta a scoprire che Deckard non è molto diverso da coloro che caccia (3). ('Cosa si prova a vivere nella paura?') I replicanti fanno riferimento a fotografie e a ricordi impiantati per puntellare le loro emozioni nascenti e fragili. Dopo che Deckard dice a Rachael che le sue foto e i suoi ricordi sono semplici copie di quelli che appartengono alla nipote di Tyrell, egli si addormenta tra le sue foto d'infanzia.

Forse l'aspetto più importante della nuova versione recentemente uscita è il brano sul sogno di Deckard. Sogna un unicorno. Questo fatto si ricollega direttamente alla fine del film, quando un altro bladerunner, Gaff, lascia un unicorno fatto ad origami fuori della porta di Deckard per indicare che permette la fuga di Deckard con Rachael. Con questa inclusione, Scott da peso al concetto di 'Deckard come replicante' sottintendendo che un altro bladerunner conosceva i sogni di Deckard. Ne' in precedenza Scott giocava con le parole come si vede dal fatto che Deckard "ritira (uccide) i Replicanti, dopo essere tornato dal suo ritiro. (4)

La precedente interpretazione di Deckard ha portato a molte discussioni sulla natura delle relazioni di Deckard con gli altri replicanti e soprattutto con Roy Batty.

Per primo consideriamo i rapporti di Deckard con gli altri replicanti. In un modo grottesco è una relazione di fusione, matrimonio e morte. Deckard si innamora di Rachael, un replicante che dovrebbe uccidere. In seguito scova Zhora e l'avvicina mentre si fa la doccia allo scopo di proteggerla da 'persone sconce e ripugnanti' e dai possibili guai. Questo contesto sessuale è un pretesto per determinare se sia o meno un replicante. Lei fugge e lui l'insegue e la uccide nella scena a rallentatore tra vetri infranti e sangue. Quando Leon tenta di vendicare la morte di Zhora, Rachael uccide Leon, indebitando Deckard nesi suoi confronti.

La scena in cui Deckard uccide Pris è ugualmente importante, come si vede dall'interpretazione di David Dress:

In seguito Pris, che sa che Deckard sta arrivando, indossa un lungo velo e si nasconde tra i manichini nell'appartamento di Sebastian. Quando Deckard la vede e inizia a toglierle il velo, come uno sposi che si avvicini ad una sposa timida, lei lo attacca. Fa due piroette fulminanti, si slancia in alto e atterra sulle spalle di Deckard, schiacciandolo tra le cosce. (5) Da qui, con le relazioni di Deckard nei confronti degli altri replicanti intese come relazioni di matrimonio o incorporamento di ciò che si uccide, possiamo passare a considerare la sua relazione con Roy.

Roy è stato spesso interpretato come una figura di Cristo/Anti-Cristo, e ci sono abbastanza prove per supportare una interpretazione di questo tipo: Roy visita il padre Tyrell in cima al Monte Olimpo per confessarsi al suo creatore, si infila un'unghia nella mano per sentire dolore e 'vita', e quando muore dal suo corpo immobile si solleva una colomba bianca.

Considerando Deckard alla stessa luce, vediamo che Deckard è forse anch'esso non 'umano', ma un replicante. Uno che sorto dai morti (dal ritiro) con definite qualità umane, tanto da essere il Figlio dell'Uomo e del Replicante. Questa unione è compiuta deliberatamente da Roy che forgia Deckard attraverso i fuochi di una battaglia straziante. Attraverso essa Roy prova a comunicare le proprie esperienze di vita e l'importanza della vita proprio prima che si estingua la sua fiamma.

Naturalmente deve essere posta la domanda di come Roy sapesse di Deckard. A parte la possibilità che Deckard sia uno dei due replicanti 'dispersi', che poteva conoscere Roy prima che la mente di Deckard venisse riprogrammata dalla Tyrell Corp., una scena si pone come precedente per una teoria più probabile. Fuori scena Deckard può leggere i file dettagliati di Rachael sulla sua data di avvio e sui suoi ricordi. Se Gaff ha accesso agli stessi file su Deckard, come visto dall'unicorno, è allora probabile che Roy possa aver trovato informazioni simili su Deckard quando ha cercato informazioni su di se dopo aver ucciso Tyrell. (6)

Da qui il finale inchiodante non è una semplice lotta attraverso cui un replicante caccia un umano, ma una fusione. Un ulteriore trasferimento (matrimonio/sesso) tra Deckard e Roy come si vede dalle esortazioni giocose di Roy a Deckard perché viva.

Avanti, Deckard, fammi vedere di cosa sei fatto.
Sei orgoglioso di te stesso, ometto? Tocca a me.
Ti do qualche secondo prima di arrivare. Sto arrivando.
Quattro, cinque, cerca di rimanere vivo. Avanti, alzalo.
Se non sei vivo non puoi giocare. E se non giochi
[sei morto]. Sei, sette, va all'inferno o in paradiso.
Considerando ciò, è sostenibile che il conflitto che ho citato sia un processo dialettico attraverso cui Deckard e gli altri replicanti fondano abilità super-umane con la fragilità e la vita umana. Nella scena finale, Roy prepara ulteriormente la strada a Deckard, trasformandosi in colomba che infrange la nebbia nera che ha permeato il film. Questa azione finale permette a Deckard e a Rachael (Adamo ed Eva) di staccarsi allo stesso modo dalle nuvole verso un giardino non inquinato, portando il ricordo delle lacrime di Roy per non perdersi nella pioggia.
Replicant (M) Des: LEON
NEXUS 6       N6MAC41717
Incept Date:  10 April,2017
Func: Combat/Leader
Phys: LEV.A   Ment:LEV.C
Replicant (F) Des: ZHORA
NEXUS 6       NGFAB61216
Incept Date:  12 June,2016
Func: Retrained (9 Feb,2008) Police/Homicide
Phys: LEV.A   Ment: LEV.B
Replicant (F) Des: PRIS
NEXUS 6       N6FAB21416
Incept Date:  14 Feb,2016
Func: Military/Leisure
Phys: LEV.A   Ment: LEV.B
Replicant (M) Des: BATTY (Roy)
NEXUS 6       N6MAA10816
Incept Date:  8 Jan,2016
Func: Combat, Colonization, Defense Prog.
Phys: LEV.A   Ment: LEV.A

Note

1) David Dresser, Blade Runner. Science Fiction & Transcendence, Literature/Film Quarterly (18.1) 1990.
Dresser commenta il fatto che la ex moglie di Deckardsi riferisca a lui come 'sushi... pesce freddo' e che nel racconto Deckard dica 'I replicanti non possono avere sentimenti e neppure i blade runner'.
Madeleine Jerolimek in una discussione con Joseph Reagle Jr. propone che Deckard sia la versione 'restaurata' del replicante che ha tentato di attaccare il quartier generale della Tyrell.
2) Philip Strick, Blade Runner telling the difference: does the director's cut show that Deckard is a replicant?, Sight and Sound, 12/2/92, pag.8
3)  Marshall Deutelbaum, Memory/Visual design: the remembered sights of Blade Runner, Literature/Film Quarterly (17.1) 1989, 66-72.
4) Madeleine Jerolimek, vedi nota 2
5)  David Dresser, op.cit.
6)  Madeleine Jerolimek, vedi nota 2


Copyright © 1995  Joseph Reagle[reagle@rpcp.mit.edu]. All Rights Reserved.
traduzione italiana Santoni Danilo 




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