Franco
Forte (a cura di), CYBERPUNK Recensione
di Marcello Bonati "Raccolta speciale
Millelire" n. 4, ed. Stampa alternativa, ’95, 9 volumi, 399 pagine, 20.
000 £
Dopo "Fantasia" e "Horror erotico",
Stampa alternativa ci ha offerto, nello stesso anno, a novembre, quest’altra
antologia di letteratura fantastica italiana, sempre a cura di Franco Forte.
Che, questa volta, si presenta come
una grossa confezione di "Kinder", quello del "più latte e meno
cacao", con, in copertina, un bambino che, in mano, invece della confezione
della merendina, regge un floppy disk; e, infatti, la confezione
contiene anche un dischetto per l’attivazione di Internet, per il vecchio
Windows 3.1.
Uno dei primi lavori organici nel nostro
paese su questo fenomeno, è composto, come le precedenti,
da volumetti separati, raccolti, appunto, in queste confezioni creative.
Qui, sono nove.
1°: Nel primo troviamo, dopo una
breve e non molto significante (forse oggi), presentazione del curatore,
due suoi racconti:
"Quinta dimensione",
in cui si racconta di un "viaggio" in questa quinta dimensione, nella quale
si intersecano gli infiniti universi, dal quale tornerà uno solo
dei viaggiatori, gli altri considerati "sacrificabili".
Di realmente cyberpunk vi è
solamente l’atmosfera, più che altro della prima parte, per così
dire introduttiva.
E "Acciaio",
che racconta di un sicario armato con un coltello. . . a ricerca automatica!!
Gli altri contengono racconti, o saggi,
singoli.
2°: "Il
mistero del sashimi a orologeria", di Marco Pensante, buon romanzo
breve, in cui si racconta di un investigatore privato alla caccia di una
ragazzina che gioca a fare l’hacker; vi è una lunga scena davvero
molto buona di viaggio all’interno del cyberspazio.
3°: "La
corsa di Jimmy Boot", di Giampaolo Proni, che racconta di un hacker,
e della sua fuga dopo aver rubato una montagna di dati scottanti.
4°: "We
live in a list", di Pina D’Aria , storia di hacker, con la sua buona
dose di sesso e violenza.
5°: "Virtual
killer", di Stefano Di Marino, che racconta di un creatore di videogiochi
a cui viene proposto di uccidere per soldi; e che, al momento buono, non
lo farà.
Pare che sia tratto da una serie di
fumetti dell’autore.
6°: "Carcinoma
tango", di Domenico Gallo, splendida
storia, molto bladerunneriana, di un "cercapersone" che, in un futuro
in cui: "... scompaiono migliaia di persone al giorno, calpestate dalla
folla, ammazzate dai teppisti, catturate dalle squadre delle cliniche dei
trapianti, divorate dalle bande cannibali. " (pag. 32), ne deve cercare
una che, per lui, viene ad avere un enorme significato; ha, infatti, il
cancro, e, se la trova, gli hanno promesso la cura; costosissima, ma già
possibile.
Si svolge, tutta, in un’atmosfera,
appunto, molto simile a quella che si respirava di "Blade runner", e nei
suoi epigoni sia filmici che letterari (cos’è, in fin dei conti,
poi, il cyberpunk?), di droghe, degrado e sesso sporco.
7°: "Saluti
dal lago di Mandelbrot", di Franco
Ricciardiello, in cui gli elementi ballardiani che contraddistinguono
l’autore si mescolano abbastanza bene a quelli del cyberpunk; la mappatura
frattale del corpo di una donna diventa strumento di scoperta di una malefatta
di stato.
Gli ultimi due volumetti contengono saggistica;
nell’ottavo troviamo "Cyberpunk: istruzioni per l’uso", di Antonio Caronia,
ottimo per un inquadramento storico del fenomeno.
L’ultimo, "La nuova fantascienza: dal
cyberpunk allo slipstream", di Piergiorgio Nicolazzini, comprende il saggio,
"La nuova fantascienza", poi "Bibliografia critica del cyberpunk", "Gli
autori cyberpunk: una mappa ragionata" e "Bibliografie degli autori".
Nel saggio Nicolazzini fa un discorso
davvero molto organico e chiarificatore, dal quale, a mio parere, emerge
ciò: "... la colonizzazione della sfera emotiva, dell’immaginario
e dell’inconscio, guidata da un’incessante, progressiva strategia di sovrapposizione
della mappa al territorio. . . " (pag. 3), da un’analisi sociologica di
Baudrillard, e "Se la realtà è fantascientifica, solo il
linguaggio della fantascienza può ristabilire lo scarto, rimettere
in scena lo straniamento del quotidiano attraverso un linguaggio esponenziale,
iperberbolico, in grado di rileggere il presente. " (pag. 5).
Forse più rilevante per questi
ultimi saggi che per i racconti (anche se alcuni, come abbiamo visto, di
buona qualità), questa antologia è stata, come abbiamo detto,
una delle prime iniziative editoriali riguardanti questo fenomeno letterario;
ricordiamo anche i saggi
Fabio Giovannini, "Cyberpunk
e splatterpunk", ed. Datanews, ’92
Antonio Caronia e Domenico Gallo "Houdini
e Faust. Breve storia del cyberpunk", ed. Baldini & Castoldi
"Alphaville"
n. 1, ed. Telemaco, '93,
Michael Benedickt (a cura di) "Cyberspace"
(Cyberspace-First Steps, '91), ed. Muzzio, '93
R. Scelsi (a cura di), "Cyberpunk:
antologia di testi politici", ed. Shake, '90
F. Berardi (a cura di), "Cyberpunk",
ed. A/traverso '89-'90
Carlo Pagetti, "Su
e giù per il cyberspazio", "L'indice" n. 6, '91
antologie
Nicolazzini (a cura di), "Cyberpunk",
"Grandi opere" n. 25, ed. Nord, ’94 [contiene un’ottima "Bibliografia critica
per ulteriori approfondimenti", con tutti i saggi e le riviste su questo
fenomeno]
Daniele Brolli (a cura di), "Cavarieri
elettrici", "Ritmi" n. 7, ed. Theoria, ’94, [contiene l’ottimo saggio
del curatore "Il cyberpunk, una lingua morta dal nostro futuro"]
Paul M. Sammon (a cura di), "Splatterpunk",
"Oscar bestsellers" n. 712, ed. Mondadori e "iperFICTION-Horror", ed. Interno
giallo.