Franco Forte (a cura di), CYBERPUNK

Recensione di Marcello Bonati

"Raccolta speciale Millelire" n. 4, ed. Stampa alternativa, ’95, 9 volumi, 399 pagine, 20. 000 £

Dopo "Fantasia" e "Horror erotico", Stampa alternativa ci ha offerto, nello stesso anno, a novembre, quest’altra antologia di letteratura fantastica italiana, sempre a cura di Franco Forte.

Che, questa volta, si presenta come una grossa confezione di "Kinder", quello del "più latte e meno cacao", con, in copertina, un bambino che, in mano, invece della confezione della merendina, regge un floppy disk; e, infatti, la confezione contiene anche un dischetto per l’attivazione di Internet, per il vecchio Windows 3.1.

Uno dei primi lavori organici nel nostro paese su questo fenomeno, è composto, come le precedenti, da volumetti separati, raccolti, appunto, in queste confezioni creative.

Qui, sono nove.

1°: Nel primo troviamo, dopo una breve e non molto significante (forse oggi), presentazione del curatore, due suoi racconti:
 

Gli altri contengono racconti, o saggi, singoli.
  Gli ultimi due volumetti contengono saggistica; nell’ottavo troviamo "Cyberpunk: istruzioni per l’uso", di Antonio Caronia, ottimo per un inquadramento storico del fenomeno.

L’ultimo, "La nuova fantascienza: dal cyberpunk allo slipstream", di Piergiorgio Nicolazzini, comprende il saggio, "La nuova fantascienza", poi "Bibliografia critica del cyberpunk", "Gli autori cyberpunk: una mappa ragionata" e "Bibliografie degli autori".
Nel saggio Nicolazzini fa un discorso davvero molto organico e chiarificatore, dal quale, a mio parere, emerge ciò: "... la colonizzazione della sfera emotiva, dell’immaginario e dell’inconscio, guidata da un’incessante, progressiva strategia di sovrapposizione della mappa al territorio. . . " (pag. 3), da un’analisi sociologica di Baudrillard, e "Se la realtà è fantascientifica, solo il linguaggio della fantascienza può ristabilire lo scarto, rimettere in scena lo straniamento del quotidiano attraverso un linguaggio esponenziale, iperberbolico, in grado di rileggere il presente. " (pag. 5).



Forse più rilevante per questi ultimi saggi che per i racconti (anche se alcuni, come abbiamo visto, di buona qualità), questa antologia è stata, come abbiamo detto, una delle prime iniziative editoriali riguardanti questo fenomeno letterario; ricordiamo anche i saggi

Fabio Giovannini, "Cyberpunk e splatterpunk", ed. Datanews, ’92

Antonio Caronia e Domenico Gallo "Houdini e Faust. Breve storia del cyberpunk", ed. Baldini & Castoldi

"Alphaville" n. 1, ed. Telemaco, '93,

Michael Benedickt (a cura di) "Cyberspace" (Cyberspace-First Steps, '91), ed. Muzzio, '93

R. Scelsi (a cura di), "Cyberpunk: antologia di testi politici", ed. Shake, '90

F. Berardi (a cura di), "Cyberpunk", ed. A/traverso '89-'90

Carlo Pagetti, "Su e giù per il cyberspazio", "L'indice" n. 6, '91

antologie

Nicolazzini (a cura di), "Cyberpunk", "Grandi opere" n. 25, ed. Nord, ’94 [contiene un’ottima "Bibliografia critica per ulteriori approfondimenti", con tutti i saggi e le riviste su questo fenomeno]

Daniele Brolli (a cura di), "Cavarieri elettrici", "Ritmi" n. 7, ed. Theoria, ’94, [contiene l’ottimo saggio del curatore "Il cyberpunk, una lingua morta dal nostro futuro"]

Paul M. Sammon (a cura di), "Splatterpunk", "Oscar bestsellers" n. 712, ed. Mondadori e "iperFICTION-Horror", ed. Interno giallo.



vedi anche