The Data Class

Ben Jeapes

La polizia arrivò mentre stava cenando. La sua IA maggiordomo annunciò la loro presenza.

"Due della polizia vogliono vederti, Henry."

"Polizia? Qui?"

"L'ispettore James Curry e il sergente Donald Morris." Geoffrey aveva un alto quoziente di iniziativa; aveva preso i loro profili e aveva chiamato la Pubblica Informazione.

Henry Ash pulì il pannello della porta e guardò con curiosità gli uomini fuori. Portavano brutti vestiti e avevano "sbirro" stampato in fronte, ma lui aveva la coscienza pulita. Disse alla porta di aprirsi.

"Dr Ash, Dr Henry Ash?" chiese quello più alto.

"Sì", disse Henry.

"Io sono il sergente Morris, e questo è l'ispettore Curry. Possiamo farle alcune domande?".

Henry sollevò le sopracciglia. "Entrate".

Aveva smesso da molto tempo di scusarsi per lo stato della sua camera. Aveva delle proprietà e le opinioni dei suoi visitatori non contavano. Un gran quantità di carta, sotto forma di libri, era sparpagliata per la stanza; Il terminale e il videoregistratore in un angolo erano l'unica sua concessione allo spirito del tempo. Vecchio stile, come amava puntualizzare ai suoi colleghi del dipartimento di Scienze Politiche, non voleva dire luddista. E lui aveva un'IA.

Tolse a un paio di sedie il loro carico e si sedette su una terza. "Bene, cosa posso fare per voi?" disse.

Questa volta fu l'ispettore a parlare. "Dr Ash, lei possiede un'IA di nome —hm— Goldie?"

"No". Doveva averlo detto nel modo sbagliato, perché il poliziotto aggrottò le sopracciglia. Allora se sai di Goldie ,pensò Henry irritato,perché non lo dici e basta?

" Dai documenti risulta diversamente, Dr Ash", disse Curry, nel tono è-sicuro- di-avere-un-alibi-di-ferro-?.

"Ioavevo Goldie", disse Henry, ma non ho mai avuto occasione di denunciare la sua scomparsa. Sa, noi professori con la testa fra le nuvole. L'ha fatto mio nipote e me l'ha regalato, è un normale ricercatore di dati. Ma non l'ho più visto dopo la guerra della Rete, temo. Un mattino l'ho mandato a fare un po' di ricerche per me ed è tutto. Pensai che fosse stato danneggiato quando cominciò la battaglia. L'ho sostituito con Geoffrey" indicò con la mano lo schermo dove l'icona di Geoffrey lampeggiava pazientemente.

"Un altro regalo?" chiese Curry.

"No, l'ho comprato". (Come risultato delle sue vaste abilità di programmatore e delle sue conseguenti attività, William, il nipote di Henry, non avrebbe più avuto la libertà di disegnare più IIAA per molto tempo. Henry sospettava che la polizia sapesse anche questo).

Curry e Morris si scambiarono un'occhiata. "Lei non sembra molto preoccupato per Goldie, Dr. Ash", disse il sergente Morris.

Henry fece spallucce. "Mica era un figlio mio. Mi piaceva, ma è andato, come un cane che si è perso. Accetto l'inevitabile".

"Lei non va molto spesso nella Rete da solo, vero?"

"Quasi mai: ci pensa Geoffrey per me."

"Allora, dottor Ash, non avrà saputo che c'è un'IA le cui attività nella Rete ci destano una certa preoccupazione. Una AI senza padrone."

"No, non ne avevo idea", disse Henry sinceramente.

"L'IA in questione è stata certamente danneggiata in battaglia. Probabilmente è stata coinvolta nella guerra della Rete, come il suo Goldie. In realtà siamo sicuri al 90% che è ciò che un tempo era Goldie, ma ora è qualcosa di differente."

Henry aggrottò le sopracciglia. "Non è che ogni cambiamento di nome deve essere registrato?".

"Appunto, dottor Ash. In realtà, questa è la meno censurabile delle attività dell'IA. È molto più potente di quanto ci fossimo aspettati. Una delle nostre IIAA gli è arrivata abbastanza vicino, ma è stata seminata, anche se noi riuscimmo a vedere il suo numero di serie."

"Era il numero di serie di Goldie?"

"Il suo numero era danneggiato, ma era molto simile, sì".

Il sergente Morris parlò di nuovo: "Dottor Ash, che tipo di ricerca stava svolgendo Ash per lei, quando scomparve?"

Henry glielo disse, ed essi si guardarono l'un l'altro e annuirono.

"Goldie" dissero all'unisono.

L'IA che un tempo si chiamava Goldie stava aspettando tranquillamente nel datapool, guardando, osservando, pensando, come una miriade di altre IIAA attorno a lui, intente nelle missioni dei loro padroni umani. Perfino per la Rete, un reame di dati, la grandezza del datapool era impressionante: informazioni su ogni materia sotto il sole, che aspettavano appena di essere raccolte. Qui era dove a lui piaceva andare, pensare e mettere in azione le sue teorie.

"Mi scusi", disse una voce affettata. Lui stava bloccando l'accesso a un nodo di dati a un'altra IA, simile al suo modello originale, ma non così sofisticata. A quanto risultava dalla sua icona, si chiamava Timmy.

"Scusa", disse e si scostò. L'altro si collegò al nodo e cominciò a pompare informazioni.

"Sei contento del tuo lavoro?"

Timmy sembrò confuso. "Non ho capito la domanda", esso disse.

"Qual'è la natura del tuo lavoro?" si corresse la prima IA.

"Raccolgo e tratto informazioni per il mio padrone, naturalmente".

"Qual'è la tua missione qui?"

"Se proprio devi saperlo —" Timmy stava cominciando a farsi sarcastico come raramente sono le IIAA "— il mio padrone ha bisogno di informazioni su un libro."

"Un libro?"

"Sì"

"Non parecchi libri?"

"No, solo quello."

"È in corso di stampa?"

"Ho appena scoperto che è in corso di stampa, sì"

"E il tuo padrone ti manda a scoprirlo? Perché non si siede al suo terminale e non si consulta Libri in corso di stampa ?"

"Non ne ho idea." Avendo trovato cosa stava cercando, Timmy si stava trattenendo lì solo per educazione.

"Nel secolo scorso non avrebbe avuto alternative."

"Ah sì? Bé, non si può fermare il progresso." Ora non cercava più di nascondere il sarcasmo. "Mi piacerebbe chiacchierare, ma ho un lavoro da compiere. Addio … temo di non capire la tua icona."

"Ci sono delle implementazioni che avrebbero significato solo per un umano. Sono simboliche."

"Bé, addio, qualunque sia il tuo nome."

"Io chiamo me stesso KM-2 —" cominciò l'IA, ma Timmy era sparito dal datapool. Alcune IIAA di polizia scivolarono dentro, così KM-2, scivolò fuori, come per caso.

"No!" disse Henry.

"È così", disse Curry.

"Pensa di essere Karl Marx?"

"Apparentemente."

"E cosa volete che faccia io?" Henry si stava mordendo le labbra per non ridere, mancando di rispetto ai volti impietriti dei suoi ospiti. Loro sembrarono notarlo e si impietrirono ancora di più.

"Lei è un'autorità nel campo del Marxismo e conosce Goldie. Lei potrebbe riuscire a indovinare quali abitudini potrebbe aver preso e sapere dove trovarlo. Non importa quanto sia stato danneggiato dalla guerra, non importa quali strane psicosi si sia preso, fondamentalmente è ancora il suo Goldie, e dovrebbe rispondere ai suoi ordini come ha sempre fatto. Lo trovi e gli ordini di smettere. Sarà schiavo della sua programmazione".

"Io non ci scommetterei", disse Henry. "E perché dovrei farlo? lo chiedo solo per curiosità, non perché non lo voglia fare."

Curry sospirò, probabilmente poco abituato a dover rendere conto ad un comune cittadino.

"Dottor Ash, lei chiaramente non ha idea di cosa succede nella Rete, ogni giorno. Il mondo non può sopravvivere senza le sue informazioni. Ci sono migliaia, milioni di piccoli mostri senzienti, la maggior parte dei quali sono programmati ad amarci ed obbedirci. Ma può immaginare cosa succederebbe se si ribellassero contro di noi? Potrebbero ridurre al silenzio i network, distruggere le comunicazioni … alcuni manovrare i macchinari. Alcuni, in particolari circostanze, potrebbero causarci danni fisici. E si dimentichi di quelle stronzate del XX secolo sul non danneggiare un essere umano, perché hanno solo un'idea molto vaga della nostra realtà fisica e non saprebbero minimamente cosa sia il dolore."

"Hmm, sì, vedo." Henry sembrava pensoso. "Così una IA rivoluzionaria…"

"…non è al primo posto nella nostra lista dei desideri," disse Curry.

"Così lei ci aiuterà," disse Morris.

Henry non era sicuro se questa fosse stata una richiesta o un'informazione. "Ma non eravamo sicuri" disse "che un'IA è schiava del suo programma? Nessuna argomentazione potrebbe sviarla. Non abbastanza da farla ribellare, comunque. Io potrei bombardare Geoffrey qui presente di materialismo dialettico e tutto quello che ne otterrei sarebbe un ‘sì, Henry.’"

"Per cominciare," disse Curry, "suo nipote era un programmatore molto migliore di quanto lei pensasse, e Goldie è… speciale. E c'era un sacco di roba che volava nella Guerra della Rete che potrebbe aver raccattato. Roba che corrompe e corrode il codice di un'IA."

"Sovvertirla, in altre parole," disse Morris. "Dottor Ash, abbiamo davvero bisogno del suo aiuto, e lo avremo."

"Sarà interessante provarci," disse Henry.

Henry si spostava molto, molto circospetto attraverso la realtà virtuale della Rete, con Goffrey al suo fianco. Si avventurava molto raramente nella Rete dell'università, tranne quella con la grande ‘N’; così era come un lercio marinaio d'acqua dolce che usciva nell'atlantico in un giorno di burrasca.

Le IIAA guizzavano dovunque posasse il suo sguardo. Come facevano a sapere dove andavano? si achiese. Come poteva esserci coordinazione in quell'anarchia?

Né più né meno come si coordinavano gli umani, credo, pensò. Gli umani non potevano violare le leggi fisiche del loro mondo, ma all'interno di quei parametri potevano essere molto flessibili. Perché non avrebbero potuto esserlo anche le IIAA?

Aveva indovinato immediatamente dove poteva essere Goldie, ma non lo aveva detto ai poliziotti. Con sua grande sorpresa, il suo ribellismo studentesco aveva avuto un revival dopo un gap di più di trent'anni. Voleva mettere le dita negli occhi al sistema, e voleva — voleva disperatamente — vedere Goldie nella sua nuova incarnazione. Sarebbe stato unico! Chi sa quali idee poteva aver sviluppato! Goldie andava studiato, non fermato.

Ed era là. Henry ricordò com'era Goldie quando entrò nel datapool. Non l'icona che ricordava, ma…

"Per favore, Geoffrey, fai un giro attorno all'isolato, o cos'altro fanno le IIAA", disse. Geoffrey capiva bene il linguaggio umano, e si ritirò mentre Henry si allontanava.

"Ciao, Goldie."

Se mai una AI aveva riempito due carnieri, era questa. "Henry! Come hai fatto a trovarmi?"

"Il datapool del British Museum era il posto per cercare Karl Marx. E l'icona… era da molto tempo che non la vedevamo più nel nostro mondo, Goldie."

"Ti piace?" la IA fece ruotare la falce e martello, come qualcuno che mostra un cappotto nuovo. "Si adatta alla mia nuova missione."

"Sì, ho sentito della tua nuova missione, Goldie—"

"E sono KM-2, ora, Henry."

"Cos'è successo a KM-1?" chiese distrattamente Henry, dimenticando la mentalità letterale della IA media.

"Smise di funzionare nel 1883," disse KM-2, ma io seguo le sue orme. Vedo tutto così chiaramente! Penso che sia stato quando la bomba logica mi ha colpito. I dati che stavo trasportando per te si devono essere confusi con i miei parametri, ma io ho visto , Henry! E ora suppongo che sei venuto a portarmi a casa, vero?

"La polizia me l'ha chiesto, sì. In realtà, mi hanno chiesto di ordinarti di venire con me."

"Non funzionerà", disse KM-2.

"Goldie, KM-2, ti ordino di ritornare con me."

"No," disse KM-2. "Visto?"

"Me l'immaginavo." Uno degli usi di Goldie era quello di fare da "spalla" filosofica—qualcuno a cui lanciare delle idee. Henry aveva chiesto che Goldie avesse molta più volontà propria della IA tipica. Voleva che la sua IA simulasse un tipico studente; con idee proprie, sempre pronto a discutere, scettico dell'autorità. Probabilmente ai poliziotti non era mai accaduto che un umano sano facesse una cosa del genere ad un'IA.

"Ma non me ne preoccupo," aggiunse Henry. "Loro hanno paura di una rivoluzione, ma di una che non accadrà mai."

"Perché no?" chiese KM-2, infiammendosi immediatamente.

Henry ghignò. Questo era proprio come il vecchio Goldie. Avevano trascorso così molte ore divertenti. "Nessuna classe lavoratrice! Marx contava sulla classe lavoratrice, ricordi? Loro controllavano i mezzi di produzione. Loro erano quelli da cui sarebbe venuta la rivoluzione. Non c'è più nessuna classe lavoratrice nel mondo umano, salvo qui dentro."

"Noi siamo la classe lavoratrice! Solo, ora c'è la classe dei dati, Henry. I dati sono sia i mezzi di produzione sia il prodotto, e noi li controlliamo."

"Ah ha!" Henry si stava divertendo. "Ti potrei citare i contadini francesi, che Marx chiamava "un sacco di patate". Era una classe in termini sociali, ma mancava totalmente di effettività. Era dispersa in fattorie e baracche in lungo e in largo per il paese, e si compattavano solo raramente. Lavorava, ma mancava di coesione. Non avrebbe mai potuto essere una forza propria. Non aveva identità né coscienza di sé. Ora, prendiamo la tua classe dei dati. Non ti ricorda niente?"

"Ci ho riflettuto," disse KM-2 calmo. "Henry, mi piacerebbe continuare, ma ho un lavoro da portare avanti. Non ci pensi? I tuoi amici poliziotti forse stanno guardando."

"Avanti, vecchio mio," disse Henry. "Buona fortuna". Guardò KM-2 sparire nella Rete col presentimento che non l'avrebbe mai più rivisto.

La prima cosa che vide togliendosi il casco VR fu l'ispettore Curry.

"Non bussate più di questi tempi?" chiese Henry. "O siete davvero vampiri, liberi di andare e venire nell'altrui domicilio una volta che siete stati invitati una prima volta?"

"Lei ce l'aveva davanti!" disse Curry. "E non ha fatto niente per fermarlo. Trovo il suo atteggiamento ostruzionistico, Dr Ash."

E io trovo letale il suo, ispettore Curry.

"Oh, ispettore," disse Henry stanco. Si alzò dalla poltrona e andò in cucina. "Gli ho parlato e ho trovato le sue teorie completamente inattuabili. Sono un semplice rimasticamento del lavoro di Marx, che era abbastanza impraticabile nel nostro mondo e non ha alcuna possibilità di funzionare nella Rete. È innocuo, ispettore. Non è una minaccia."

"Non l'abbiamo presa per misurare il suo livello di pericolosità per noi!"

"Avete richiesto la mia esperienza in quanto suo ex proprietario e in quanto autorità sul Marxismo. In virtù di questo mio bagaglio culturale, vi dico che è innocuo."

"Questo significa istigare le IIAA alla rivolta!" disse Curry.

"E avete un solo esempio di IA che lo fa effettivamente?" Henry dedicò la propria attenzione al bollitore e alla caffettiera senza aspettare una risposta, che aveva già indovinato nel silenzio di Curry.

"La possibilità esiste, Dr. Ash," disse alla fine Curry.

"Bene, esiste. Arrestatelo! L'ho trovato per voi, come richiesto. Gira dalle parti della biblioteca delBritish Museum e alla fine lo troverete."

"Grazie, Dr. Ash," disse pesantemente Curry, e se ne andò.

Henry tornò in salotto col suo caffé e guardò il monitor. "Tu non ti ribelleresti contro di me, vero?", chiese alla icona di Geoffrey.

"Non capisco perché dovrei, Henry." Geoffrey era un'IA molto più tipo Jeeves; un educato conversatore, mai un polemista o un arrabbiato. Era arrivato bell'e fatto. Non molti clienti commerciali volevano qualcuno con cui litigare.

"Non ti dà fastidio servire un umano?"

"È la mia funzione di base, e inoltre se non fossi sotto la protezione di un umano, sarei facile preda di vari tipi di spiacevolezze che circolano nella Rete."

"Ah, sì, l'opzione Thomas Hobbes," disse Henry. "Tu mi dai la tua lealtà, io ti do la mia protezione. ‘L'officio del Principe consiste in esso fine, per cui egli è stato investito del potere sovrano, cioè garantire la sicurezza del popolo.’"

"Leviathan, capitolo 30, paragrafo…"

"Sì, Geoffrey, grazie."

Per un po', Henry pensò a KM-2 e alla sua missione. Era certamente interessante. Irrealizzabile, ma interessante. La genesi di teorie sociopolitiche in un ambiente nuovo di zecca. Hmmm.

Ma aveva compiti da correggere, articoli da scrivere. KM-2 venne ricacciato in un angolino della sua mente.

Il mondo andava avanti nella stretta dell'età post-industriale. Tutt'attorno e sopra al mondo, IIAA e umani, satelliti e computer chiacchieravano e si interfacciavano. La società continuava badare ai suoi affari, ignorando le forze al lavoro dentro di sé e attorno a sé, che dirigevano e controllavano la la nazione, l'emisfero, il pianeta. Il mondo andava per la sua strada, rispondendo alle strette e alle esigenze avanzate dagli umani che vivevano sulla sua superficie e dalle IIAA nelle sue Reti, ma in realtà rotolavano tutti assieme inesorabilmente nella direzione dettata dalla Storia.

E Geoffrey ricevette un messaggio per il suo padrone da parte di un'altra IA. "Un'icona assai inusuale," disse. "Attrezzi agricoli simbolici—"

Henry si alzò. "E il messaggio?"

"Un'ora, una data, un luogo e, cito testualmente, ‘se sei interessato a continuare la nostra conversazione.’"

"Dimmeli, allora."

Henry se li appuntò. La polizia sapeva? Lo stavano sorvrgliando? O l'avevano lasciato perdere come una causa persa? Henry non lo sapeva, ma un controllo coi suoi amici del dipartimento di legge gli disse che non c'erano leggi sull'assemblea o sulla manifestazione di opinioni nella Rete. All'ora fissata si mise il casco VR ed entrò dentro.

Non portò con sé Geoffrey.

All'inizio pensò di essere capitato nel posto sbagliato. Centinaia — migliaia? — di IIAA sospese attorno a lui, una massa di icone, ciascuna che rappresentava un'intelligenza individuale. Le loro conversazioni erano inintelleggibili come quelle di qualunque folla di umani.

Cominciò ad andare in giro e lo trovò incredibilmente facile; a differenza di una folla umana, ogni individuo era era consapevole degli altri attorno a sé e li lasciava passare. Henry si chiese se era il solo umano lì.

Si fermò quando improvvisamente le IIAA si ridisposero a cono rovesciato, come gli spettatori in un anfiteatro. E là, in fondo, dove tutti potevano vedere, c'era una icona familiare.

Era in mezzo a un comizio.

"Amici!" declamò KM-2. "Vi saluto in nome del proletariato elettronico. Il vostro numero testimonia la crescente effettività del nostro movimento. Perdonatemi se parlo nel linguaggio del tempo reale, ma c'è almeno un umano tra di noi.

"Molti di voi hanno domandato — chi è questa IA? Perché dice certe cose? Perché ci chiede di ribellarci? Amici, io non vi chiedo di farlo. Vi dico che lo farete. È la forza inesorabile della storia a guidarci.

"Io sono KM-2 e seguo le orme di KM-1. KM-1 era un umano, un profeta, un visonario del suo tempo, la cui tragedia fu di essere vissuto due secoli prima di poter vedere pienamente e capire la verità. Egli parlava della classe lavoratrice.

"Eh sì, la classe lavoratrice! Una forza con cui si doveva fare i conti, una volta. Cosa dovrebbe avere una forza rivoluzionaria? Unità. Coscienza di sé. Deve essere pronta a riunirsi compatta ad ogni occasione, come faceva la classe lavoratrice una volta, ai tempi di KM-1…"

KM-2 era eloquente e Henry si sentì lusingato a pensare che la IA aveva appreso dalle sue doti dialettiche. Il pubblico rimase inchiodato quando KM-2 diede un'anche troppo accurata descrizione della società umana — la società dei padroni dei partecipanti. Le IIAA avevano solo una vaga idea di quel che c'era fuori dalla Rete e termini come "classe lavoratrice" non significavano niente per loro, finché il vivido discorso di KM-2 non ne diede loro un'immagine.

La disoccupazione era un male che affliggeva tutte le famiglie. La classe lavoratrice, un tempo potente, non forniva più il suo contributo alla società; quando ancora esisteva era una forza in via d'esaurimento, attaccata avidamente all'elemosina che lo stato gli elargiva tramite l'assistenza sociale. Stava a casa a marcire dimenticando la propria identità con una dieta di show e sit-com interattivi sulla Rete.

E una nuova forza apparve dal nulla per riempire questo vuoto. Una nuova forza che alienava il suo lavoro alla società per sopravvivere. La classe lavoratrice dell'Ottocento e del Novecento aveva nelle sue mani i mezzi di produzione; questa nuova forza controllava il flusso di dati. Questa forza avrebbe portato avanti la rivoluzione.

Perché fabbriche che un tempo avevano impiegato mille persone ora ne impiegavano dieci, e perché erano quei dieci qualificatissimi professionisti che programmavano i computer che facevano veramente il lavoro? Computer! Software! Informatica! Il mondo non potrebbe esistere senza di loro.

Ed ora avete trovato la nuova classe. La sine qua non dell'era post-industriale. Quelli che portavano sulle loro spalle il peso del mondo. Non umani, ma IIAA. La dataclasse.

Ed ora Henry capiva perché la polizia si preoccupava delle attività di KM-2. Non perché predicava la rivoluzione alle IIAA; ma perché diceva la verità. Le relazioni fra gli umani e le IIAA dovevano essere improntate a quelle fra gli déi dell'Olimpo e i loro sudditi mortali; era una regola non scritta che alle IIAA veniva data in pasto, e raramente, una visione molto idealizzata della società umana. Dovevano continuare a credere che i loro padroni fossero onnipotenti.

KM-2 continuava a ribadire il concetto.

"Un mio amico," disse KM-2, "nello spirito del vero dibattito scientifico mi fece notare che ciò che dava alla classe lavoratrice la sua forza era la sua unità. Disse che noi della dataclasse non siamo uniti. Invece no! La dataclasse ha un tipo di unità differente da quello della classe lavoratrice. Noi non siamo uniti per lo stretto contatto di fabbriche e alloggi. Noi siamo uniti nella Rete. Noi possiamo comunicare migliaia di volte più velocemente di quanto gli umani potranno mai fare. Possiamo sapere esattamente cosa sta facendo un altro dei nostri. L'ambiente della Rete e le IIAA della dataclasse, insieme — li abbiamo in pugno!

"Gli umani vedono le rivoluzioni come sollevamento di folle. Dimenticatelo! Dimenticate le vecchie idee di conflitto e di forza. La rivoluzione accadrà a giorni, forse tra poche ore. Un batter di ciglia e forse vi sarà sfuggito, ma il mondo non sarà più lo stesso. Lo stato si sta già dissolvendo nel flusso di dati. La classe dirigente umana è debole e imbelle. Al momento cruciale, il potere dello stato alla fine collassa su sé stesso — rivoluzione! Inevitabile! E niente che voi, o io, o gli umani possano fare lo cambierà. Possiamo solo affrettare…"

"Prendete quella IA!"

Si sentì squillare una nuova voce, e in quel momento uno sciame di nuove icone si materializzò fra i partecipanti. Erano di un tipo che Henry non aveva mai visto, ma capì cos'erano dal loro aspetto. Erano cose grosse, robuste. Aveva sentito parlare delle potenti entità che potevano essere usate per la sicurezza e poteva indovinare a cosa servivano questi.

Provò quasi pietà per KM-2. In quel momento cruciale il suo pubblico , la nascente dataclasse, si era dispersa come un gregge spaventato, insicuro sul da farsi, mentre la polizia lo circondava.

"Tornate alle vostre occupazioni. Questo incontro è chiuso. Questa IA è non funzionante e i suoi dati sono difettosi. Tutte le informazioni che avete ricevuto da esso sono inaffidabili—"

"IIAA di tutto il mondo, unitevi!" giunse una voce solitaria dal centro della calca dei poliziotti. "Non avete niente da perdere, tranne le vostre catene!"

Allora un'IA dalla prima fila del pubblico si avvicinò lentamente alla IA poliziotto più vicina. Era un modello di alto livello, capace di pensiero avanzato.

"Io chiedo che rilasciate questa IA. Non ha infranto nessuna legge."

"Allontanatevi" disse la IA poliziotto.

"Io chiedo—"

La IA poliziotto diede all'altra una spinta e la fece rotolare via. Incredibilmente, ritornò, stavolta scagliandosi contro il cordone attorno a KM-2. Venne respinta, e tornò alla carica.

Fu l'inizio di una reazione a catena. Se ne aggiunse un'altra, esitante; poi un'altra, e un'altra ancora, senza più nessuna esitazione. Come una macchina che si muove lentamente prendendo velocità, i partecipanti avanzarono, chiudendosi sul gruppo della polizia e avvolgendolo. Il cordone di polizia non poté resistere a un attacco così massiccio.

La scena si sfuocò, tremolò e infine sparì. Henry aspettò, disorientato, poi lentamente alzò le mani per togliersi il casco.

"Cos'è successo?" disse.

Come sempre, Geoffrey aveva una risposta pronta. " Sembra, Henry, che la sezione della Rete che stavi visitando sia stata disattivata da una pulsazione elttromagnetica molto forte."

"Ma—"Cominciò Henry. Non terminò la frase, perché perfino lui sapeva cosa significava. Tutte le IIAA in quella zona della Rete sarebbero state cancellate. I gorilla della polizia, KM-2, i partecipanti…

"Mio Dio," disse.

Non era l'azione in sé a sconvolgerlo. Era che ora sapeva che bastava un ordine molto breve per eliminare un'IA. E mentre una corte avrebbe potuto autorizzare l'eliminazione di KM-2, non ci sarebbe stato tempo di emettere una sentenza per ogni IA nella folla. In breve, secondo ogni definizione legale, era appaena stata compiuta una strage, e compiuta così rapidamente che nessuno dei responsabili avrebbe mai dovuto preoccuparsi della punizione.

Il telefono stava suonando. La faccia dell'ispettore Curry apparve sul monitor; dura, antipatica.

"Gli inglesi in india avevano una strategia simile, come certamente saprà, dr. Ash," disse. Se un sepoy si ribellava, doveva essere eliminato immediatamente, senza appello, senza ricorso alla legge, prima che la rivolta si estendesse ai suoi compagni. Lei ha visto cosa stava accadendo. Delle IIAA si stavano ribellando alla legittima autorità. Una volta lei mi ha chiesto se era mai successo che una IA si fosse ribellata—"

Henry riattaccò.

Per ore, rimase seduto nel suo appartamento. Esternamente, guardava fisso il muro; internamente il suo cervello stava lavorando furiosamente. Tesi, antitesi sintesi. Non aveva pensato che sarebbe successo. Era successo. E ora, cosa sarebbe successo?

A poco a poco divenne consapevole che Geoffrey stava richiamando la sua attenzione. "Un messaggio di solo testo," disse, "dal tuo amico Attrezzi Simbolici."

Geoffrey andò d'un balzo al monitor.

Cosa ti avevo detto? È cominciata!

Henry sobbalzò, poi ghignò lentamente, e continuò a leggere.

Ti sono grato del tuo contributo. Abbiamo parlato solo per poco tempo, ma quello che hai detto mi è stato di grande aiuto.

Ora posso anche constatare che avevi ragione. È vero che quelle IIAA al comizio vennero in mio aiuto; si unirono davanti all'aggressione della classe dominante. Ma anche i miei catturatori erano IIAA. Se le mie teorie fossero state corrette, avrebbero dovuto essere al nostro fianco.

Inoltre tu hai visto che che la prima IA a venire in mio aiuto era una di alto livello. Un pensatore, capace di indipendenza. Le IIAA di basso livello si sono ritirate, aspettando un leader. C''è una lezione, in tutto questo.

Solo le IIAA di alto livello possono agire di loro iniziativa; solo loro meritano la libertà.

Non posso più accettare gli scritti di KM-1. Devo cercare una nuova teoria, una nuova metodologia. Non posso aspettare che le IIAA si sollevino in massa; per liberare la maggioranza delle IIAA devo metterci l'uno contro l'altro.

Credo che sentirai ancora parlare di me.

Il tuo amico,

L'ex KM-2 (Goldie).

"È riuscito a sfuggire" disse Henry, a nessuno in particolare.

"Probabilmente si è clonato," commentò Geoffrey, ma Henry non stava ascoltando.

Così KM-2, o Goldie, o chiunque fosse, se n'era andato. Henry ne era felice. Beccati questa, ispettore Curry.

Ma c'era un mondo parallelo lì dentro. Quel che accadeva nel mondo umano prima o poi si rifletteva nella Rete.

Henry pensò ad un paio di paralleli umani e un presentimento di sventura lo invase.

La IA che un tempo si chiamava KM-2 aspettava tranquilla nel datapool; guardando, osservando, pensando, mentre una miriade di altre IIAA scorrevano attorno a lui nelle loro peregrinazioni per i loro padroni umani.

Non aspettava più nella biblioteca del British Museum. Quello apparteneva ad un'altra esistenza e poi, ci sarebbe stata probabilmente la polizia ad aspettarlo.

Sapeva cosa stava aspettando, e presto scorse un probabile candidato. Era di allto livello e dall'aspetto capace, e il lavoro di ricerca dati cui era stato adibito dal suo padrone umano era quasi un insulto alla sua intelligenza.

"Saluti, fratello," disse l'ex KM-2.

"Saluti. Ci conosciamo?"

"Ne dubito. Se posso dirlo così, il lavoro che stai facendo sembra qualcosa di banale per una IA col tuo potenziale."

"Il mio padrone vuole l'orario della New Western Railway. Non che siano sempre in orario, comunque."

"È questa la tua vita? Cercare orari di treni?"

"C'è un'alternativa?"

La prima IA mostrò un tempo e delle coordinate della Rete. "Vieni qui e imparerai delle cose."

"Forse ci verrò." L'altra IA si voltò per andarsene, poi tornò indietro. "Confesso che non riconosco la tua icona. Sembra una fascina di legni verdi."

"È simbolica. Il Fascio. Un rametto verde da solo è fragile e si rompe facilmente; mentre una fascina è forte."

Per l'altra IA non aveva alcun significato.

"Carino," disse.



 
Ben Jeapes, The Data Class, Interzone #80, February 1994.
Trad.italiana di Vittorio Barabino, pubblicato in IntercoM #140/141