La fantascienza e Walt Disney

Marco Mocchi


Tutti abbiamo sentito parlare di Walt Disney, o, se non proprio di Disney in persona, dei suoi cartoons o dei suoi famosissimi personaggi come Topolino, Paperino, Pluto.

Tutti ne abbiamo sentito parlare perché tutti siamo stati bambini e perché come tutti i bambini siamo stati (e ancora siamo) dotati di una grande immaginazione, che le strisce e i cartoni animati di questo "genio" dell'animazione hanno sempre interpretato nella maniera più egregia.

Il disegno, il movimento di figure che non son certo troppo reali, aiutano a concretizzare la fantasia e a darle un fondo di veridicità che talvolta può apparire fuggevole o sfocato. E infatti, attraverso i suoi cartoni animati, Disney è riuscito nel suo obiettivo: quello di sopperire alle carenze di immaginazione del la mente umana e di contribuire ad essa con figure, suoni e movimenti.

Lo stesso, in maniera differente, riesce a fare la fantascienza: uno sfondo più o meno scientifico, più o meno futuribile, viene posto alla base di situazioni che solo delle fervide immaginazioni possono pensare e rendere credibili: leggendo un buon libro di fantascienza, una persona qualunque riesce a comprendere, o è aiutata ad immaginare, mondi sconosciuti che non esistono nella realtà, esseri alieni incompatibili con l'uomo e così via.

Supporter della fantasia, potremmo dire, una fantasia che spesso non è sfruttata quanto potrebbe esserlo, ma che, quando utilizzata nel modo giusto, può dare vita a splendide e immortali invenzioni.

Disney stesso dichiarò che "la fantasia, se è realmente convincente, non può passare di moda, per la semplice ragione che rappresenta un volo al di là del tempo".

Leggete, ad esempio, "La guerra dei mondi" (1898) di Wells o "Cronache Marziane" (1950) di Bradbury. Questi sono romanzi che, nonostante abbiano decine di anni, conservano ancora una freschezza ed uno sfondo fantastico talmente pregnanti da non far pesare il fatto, ad esempio, che su Marte non esistono forme di vita, perché l'immaginazione e la fantasia non ne vengono danneggiate.

Oppure leggete "La svastica sul sole" (1962) di Dick o "La fine dell'Eternità" (1955) di Asimov: sono romanzi scritti trenta, quaranta anni fa, ma che tuttora conservano una la loro verosimiglianza, che impedisce di affermare che non siano più attuali, o che siano romanzi "sorpassati" dal tempo.

Parallelamente, guardando un lungometraggio come "Fantasia" (1940) o "Bambi" (1942), o ancora "Le avventure di Peter Pan" (1953) o "Lilli e il Vagabondo" (1955), non si può dire che siano "vecchi": potrebbero essere stati prodotti anche solo un anno fa, ed i risultati sarebbero, se non gli stessi, molto simili. Per certi punti di vista ne è la conferma il penultimo "parto" dell'azienda americana, "La Bella e la Bestia" (1991) che si è imposto al grande pubblico non solo come eccezionale lungometraggio animato, ma anche come splendida favola, nella migliore tra dizione disneyana, e come bel film, tanto da guadagnarsi la nomination all'Oscar come "miglior film".

Questo perché Disney da una parte e la fantascienza dall'altra sono riusciti e riescono tuttora, pur in maniere differenti, a giocare con la fantasia, con l'immaginazione di un pubblico di lettori o ammiratori di qualsiasi fascia di età e di ogni cultura.

E' divertente notare la passione con cui molti adulti guardano divertendosi o commuovendosi i cartoni animati disneyani o ne leggono i fumetti, una passione molto simile a quella di un adulto che riesce ad emozionarsi nel leggere un romanzo di fantascienza.

E questa è la riprova che in queste persone qualcosa è stato colpito e questo qualcosa non può essere che la fantasia, l'immaginazione.

D'altra parte, comunque, le conseguenze e i modi di apprestarsi a questo ruolo sono diversi, come anche è diverso è il loro successo, più popolare l'uno, più ristretto l'altro, ma entrambi con gli stessi encomiabili meriti.

 

Una riprova della parità di intenti, secondo quanto già menzionato, tra SF e Walt Disney è quella dell'uso, da parte dei disegna tori di strisce con i personaggi disneyani, di elementi fantascientifici.

Da una parte è infatti abbastanza evidente che nell'attività cinematografica del gruppo Disney la fantascienza sia stata piuttosto trascurata, se non per rare eccezioni seppur abbastanza celebri (ad esempio "Black Hole - Il Buco Nero" o "Tron"), e lo sia stata praticamente del tutto nel campo dei lungometraggi animati: le poche ispirazioni fantascientifiche sono tali solo apparente mente, poiché, in realtà, hanno uno sfondo favolistico o mitologico (pensiamo a certe scene di "Fantasia", di "Alice nel paese delle meraviglie" o di "Aladdin").

D'altro canto, invece, i diversi autori e disegnatori delle strisce e dei fumetti disneyani, hanno compreso meglio la comunità di idee con la SF e hanno fatto uso di personaggi o situazioni decisamente fantascientifiche per agire sull'immaginazione del lettore. Ne sono conferma le invenzioni di personaggi che con la fantascienza hanno molto a che vedere.

Primo tra tutti l'alieno per antonomasia tra gli alieni Disney: stiamo parlando di Eta Beta. Questo personaggio venne creato da due autori americani, Bill Walsch e Floyd Gottfredson, nel 1947: venuto dal futuro e dal centro della Terra con la sua astronave (che finisce sotto uno schiacciasassi e gli impedisce il ritorno) accompagnato dal suo "cagnolino" Flip, Eta Beta mostra caratteristiche non conferibili ad alcun terrestre distinguendosi anche culturalmente dagli altri personaggi della banda disneyana. Basti pensare al fatto che si nutra di palline di naftalina (nell'edizione originale erano, invece, mandarinetti cinesi sottoaceto), o al fatto che anteponga la lettera "p" davanti ad alcune parole mentre parla, o alla sua strana allergia al denaro. Una curiosità: Eta Beta è apparso la prima volta in Italia proprio nel Topolino Numero 1 dell'aprile 1949.

Dopo Eta Beta sono diversi gli alieni atterrati una o più volte nelle metropoli ti Topolinia o Paperopoli, nati da diverse "matite" e diversi autori.

Altro personaggio emblematico da questo punto di vista è il bizzarro Archimede Pitagorico. Questo personaggio, presente nelle storie dei "paperi", venne creato nel 1952 da Carl Barks, probabilmente il più grande e geniale tra i disegnatori delle storie Disney. Archimede è emblematico non tanto in sé, quanto a causa delle sue invenzioni che possono essere senza alcun problema catalogate come oggetti fantascientifici: primo tra tutti il suo "aiutante", Edi. Edi è fantascienza (anche se in realtà di scienza, nella maggior parte delle storie a fumetti Disney, ce n'è ben poca rispetto alla fantasia) poiché non è altro che un piccolissimo robot, delle dimensioni di un paio di decimetri di altezza, in grado di camminare, muoversi, pensare autonomamente e addirittura di comunicare tramite dei "Bzzt-Bzzt", che però Archimede capisce e sa interpretare perfettamente.

Archimede passa il suo tempo ad inventare, a creare oggetti che spesso non hanno alcun utilizzo pratico, ma che spesso incuriosiscono gli altri personaggi: ad esempio il "supermicrofono inter stellare" o le poltrone antigravità... invenzioni che hanno sempre un sottofondo fantascientifico più o meno marcato.

Altri personaggi di levatura minore, ma sempre importanti nel campo fumettistico, sono Atomino Bip-Bip (personaggio creato da Romano Scarpa nel 1959, per la storia "Topolino e la dimensione delta": Atomino Bip-Bip personaggio è un atomo umanizzato ed ingrandito dal dottor Enigm con una potentissima macchina, il Bambatrone), il professor Zapotec e il suo assistente Marlin (inven tori della macchina del tempo, nati dalla matita di Massimo de Vita), il simpatico e pasticcione papero alieno OK Quack (ideato da Carlo Chendi e disegnato da Giorgio Cavazzano, e sceso sulla Terra sul suo disco volante, che, miniaturizzato, si è perso tra le monete del deposito di Paperon De' Paperoni e l'alieno... non è ancora riuscito a ritrovarla).

Ci sono poi numerosissime altre storie (ad esempio "Zio Paperone e l'Odissea nello Strazio - drammone in tre episodi" storia che solo nel titolo ricorda il romanzo di Clarke, o "Topolino e la Guerra dei Mondi", adattamento al mondo disneyano del romanzo di Wells) e numerosissimi altri personaggi (Reginella o Super Pippo) che attingono al mondo della SF.

E chi si sentirebbe di negare che Topolino e Paperino, animali dalle sembianze umane (o umani dalle sembianze animali), non sia no loro stessi un po' alieni?

Questo per sottolineare proprio che il connubio tra fantascienza e Walt Disney, non solo può esistere ed esiste, ma che dà anche vita a situazioni e storie che riescono ad eccitare la fantasia anche del più inesperto lettore.

Perché l'immaginazione, quando viene accesa, porta l'uomo in al tre dimensioni, al di là del tempo. Nella dimensione "fantasia", disse Disney "nulla si consuma, nulla diventa ridicolo [...] e nulla invecchia"... e così, sia le sue storie, sia le storie del la fantascienza andranno avanti, oltre il tempo, e non invecchieranno mai, alla ricerca di una sperata immortalità.

 


P.S. A chi volesse un particolare in più, consiglio la lettura di History Lesson di Arthur C. Clarke (trad. it. Lezione di storia, in "Le grandi storie della fantascienza 11, Bompiani)
 
 
APPENDICE

In questa appendice vengono indicati i titoli o i nomi originali di romanzi, lungometraggi e personaggi citati nell'articolo.

Romanzi

Asimov Isaac: The End of Eternity, 1955, trad. it. La fine dell'Eternità, Mondadori, 1974

Bradbury Ray: The Martian Chronicles, 1950, trad. it. Cronache Mariane, Mondadori, 1972

Dick Philip K.: The Man in the High Castle, 1962, trad. it. La svastica sul sole, Editrice Nord, 1977

Wells Herbert G.: The War of Worlds, 1897-1898, trad. it. La guerra dei mondi, Mursia, 1966

Lungometraggi e Film Fantasia, 1940, ed. it. Fantasia

Bambi, 1942, ed. it. Bambi

Peter Pan, 1953, ed. it. Le avventure di Peter Pan

Lady and the Tramp, 1955, ed. it. Lilli e il Vagabondo

Beauty and the Beast, 1991, ed. it. La Bella e la Bestia

Aladdin, 1992, ed. it. Aladdin

The Black Hole, 1979, ed. it. Black Hole - Il Buco Nero

Tron, 1982, ed. it. Tron

Personaggi I personaggi che non compaiono in questa lista, sono stati creati da autori italiani ed il loro nome originale è quindi italiano.

Gyro Gearloose, Archimede Pitagorico

Helper, Edi

Dottor Enimug, Dottor Enigm

Eega Beeva, Eta Beta

Pflip, Flip

Super Goof, Super Pippo


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