Franco Ricciardiello  

Ai Margini del Caos 

H.R. Giger, Homage to BocklinA BASILEA UNA GIOVANE DONNA VIENE COLTA DA MALORE DAVANTI A UN QUADRO DALLA LUNGA STORIA: L'ISOLA DEI MORTI, DI ARNOLD BÖCKLIN. SEMBRA UN MALESSERE PASSEGGERO, MA FORSE È QUALCOSA DI PIÙ MISTERIOSO E AGGHIACCIANTE. QUAL È L'ENIGMA DEL QUADRO? E PERCHÉ ALCUNI LO CONSIDERANO COME UN PONTE GETTATO VERSO UN'ALTRA REALTÀ?
ARNOLD BÖCKLIN, l'Isola dei MortiMA, SOPRATTUTTO, SE L'ISOLA DEI MORTI È VERAMENTE UNA "PORTA", IN QUALE SPAVENTOSA DIMENSIONE PUÒ CONDURRE CHI LO GUARDA?

IL ROMANZO, VINCITORE DEL PREMIO URANIA 1998, È UN BELLISSIMO ROMANZO DI SUSPENSE E MISTERO.



Intervista di Giampiero Prassi per Notizia Oggi (Vercelli), giugno 1998 

   
GP - Quando hai cominciato a scrivere, nei primi anni ’80 credo, pensavi di costruirti una così brillante carriera di narratore?
FR - Credo che qualunque appassionato di fantascienza che cominci a scrivere qualcosa non si ponga il problema di una "carriera". Ricordo che la passione per i romanzi di Urania o di Galassia, un’altra collana di romanzi da edicola che non le è sopravvissuta, era così forte da indurmi a provare a scrivere, ma se dovessi essere sincero sulla mia aspettativa di venire pubblicato, risponderei che era piuttosto scarsa. Ben presto, inoltre, avrei scoperto che le pagine di Urania erano assolutamente precluse agli italiani.
 
GP - Domanda bieca e scontata, cosa consigli a chi volesse intraprendere l’avventura della scrittura?
FR - Di non stancarsi mai di leggere. Sembra superfluo dirlo, ma c’è molta gente che vuole scrivere senza essere abituata a leggere. Stanno fiorendo le scuole di scrittura creativa, e senza consigliare necessariamente quelle economicamente irraggiungibili come la "Holden" di Torino, mi sento di propagandare l’iniziativa episodica organizzata dal Comune di Vercelli con la presenza di Sebastiano Vassalli, e ancora di più il corso di scrittura creativa dell’Università popolare di Vercelli, che io stesso ho frequentato per tre anni. Dobbiamo liberarci dal pregiudizio che la scrittura sia frutto esclusivamente dell’ispirazione, riservata a iniziati, e cominciare a pensarla come un prodotto artigianale di autori che ne apprendono i meccanismi da chi li ha studiati.
 
GP - Chi sono i tuoi personaggi e che "messaggio" trasmetti attraverso le loro vicende?
FR - I miei personaggi sono raramente creature di un remoto futuro (non scordiamoci che io scrivo fantascienza), molto più spesso appartengono a un futuro prossimo quando non addirittura a un presente o a un passato "alternativi" al nostro. Sono persone che non sono prevenute nei confronti della tecnologia e del progresso, e questo è il messaggio principale, se proprio vogliamo trovarne uno: dobbiamo imparare a convivere con le trasformazioni della scienza, anziché temerle.
 
GP - Tu scrivi solo letteratura fantastica. Perché?
FR - Perché i romanzi rosa non mi vengono bene.
 
GP - Nella nostra città si sta verificando un vero e proprio sbocciare di talenti letterari, grazie soprattutto ai corsi di scrittura creativa di Alberto Odone (vincitore del Mystfest un paio d’anni fa...), e anche tu sei parte di questo processo, che prospettive ci sono?
FR - Per il futuro, ci aspettiamo che sempre più vercellesi partecipino al corso dell’Università popolare. Abbiamo formato un gruppo di una decina di studenti e simpatizzanti che si riunisce tutti i lunedì sera: leggiamo a turno brani di ognuno, tutti possono dare consigli, criticare o incoraggiare, ma senza le basi teoriche che si imparano al corso questo microcosmo della letteratura rischia ancora di apparire come un privilegio per iniziati.
 
GP - Per concludere veniamo al futuro. Cosa bolle in pentola? Mi accennavi ad una opzione che la Mondadori ti ha offerto per i prossimi romanzi...
FR - Una cosa che ho capito alla Mondadori è che quando arrivi primo classificato a questo premio ci tengono a selezionare in anteprima il tuo materiale, ed è questa l’opzione di cui ti ho parlato. Immagino che molto dipenda dalle fortune del romanzo, che a novembre verrà distribuito sia in edicola che nelle librerie, ma mi è stato fatto capire che sarebbe meglio cominciare subito a lavorare sul successivo romanzo…
 

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