Gran Bretagna


E' abbastanza comune, da parte parte del mondo fantascientifico inglese, affermare che la fantascienza moderna trova le sue fonti nei filoni della cultura del Regno Unito e si citano ben sette linee dirette di discendenza che provengono dalla terra inglese, senza contare due capolavori come Hamlet di Shakespeare (storie di fantasmi coi mortali che vengono influenzati dal supernaturale) e Paradise Lost di Milton (con una super intelligenza che sfida Dio stesso). 1. La prima linea di derivazione può rintracciarsi nel romanzo gotico, iniziato nel 1765 da Horace Walpole col suo The Castle of Otranto.

2. Una seconda linea di derivazione si ritrova in Utopia di Sir Thomas More (in latino 1516 e tradotta in inglese nel 1551); l'antitesi di questo genere, il romanzo distopico, appartiene ancora all'Inghilterra, con Brave New World di Aldous Huxley (1931) e 1984 di George Orwell (1949)

3. Una terza linea di discendenza può essere definita la hard SF su scala cosmica, e si ricollega a Last and First Men di Olaf Stapledon (1930) che ha avuto un'enorme influenza sul più grande scrittore di hard SF, Arthur C. Clarke. Stapledon può essere ricollegato anche alle odierne analisi scientifiche dell'universo prima del Big Bang, agli universi alternati con leggi naturali diverse, alla creazione della 'mente cosmica'. Su questa tradizione si ricollega anche Sir Fred Hoyle, The Black Cloud (1957) e A for Andromeda.

4. Una quarta linea di discendenza, indiscutibilmente, è quella dei Viaggi Temporali, e qui non si può non far riferimento ad Herbert George Wells col suo The Time Machine (1895). H.G. Wells, comunque è una figura seminale per la fantascienza in generale, non si possono non citare almeno altri suoi due romanzi The War of the Worlds (1898) e The Invisible Man (1897).

5. La satira sociale con elementi fantascientifici trova le proprie sorgenti nei Gulliver's Travels di Jonathan Swift.

6. La reazione letteraria alla rivoluzione industriale (rivoluzione nata a seguito della sistemazione della scienza moderna da parte di Sir Isaac Newton) che si sviluppa in Scozia e nell'Inghilterra del nord (The Two Nations di Benjamin Disraeli) è la base della critica allo sviluppo tecnologico incondizionato.

7. Sono in molti, infine, a ritere che Frankenstein (1818) di Mary Shelley rappresenti il primo romanzo di fantascienza moderna, così come è intesa oggigiono.


Fascicolo N°1 della rivista La città e le stelle, curata da Carlo Pagetti:
La Fantascienza Inglese del '900: aspetti di una tradizione narrativa

 
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