Evelyn C. Leeper 
THE SILICON MAN di Charles Platt 
Bantam Spectra Special Editions, 1991, ISBN 0-553-28950-0, $4.50

Uno degli appunti principali nei confronti del "cyberpunk" (qualunque cosa esso sia) è che di solito viene scritto in qualche lingua che non assomiglia un gran chè all'inglese (basti guardare a QUEEN OF ANGELS di Greg Bear come esempio recente di ciò che voglio dire). Ora c'è qualcuno che scrive qualcosa sui computer, sulla tecnologia e sul futuro che sia leggibile.

               James Bayley è un agente dell'FBI che sta investigando sul traffico illegale di armi. Sfortunatamente scopre qualcosa di più di armi interessanti: scopre un progetto segreto a cui stanno lavorando alcuni scienziati. Be', non è che sia tanto segreto, il segreto sta nel quanto siano andati avanti. Il progetto implica il fato di immettere la coscienza in un computer e, fortunamente Bayley scopre di essere finito in primo linea. C'è solo un problema, il procedimento uccide il soggetto interessato.

               Platt traccia un quadro abbastanza interesante della vita all'interno di un computer. Quanto sia accurata la cosa chi può dirlo? Ma è originale, Platt non ha fatto una copia carbone (copia silicio?) di tutte le altre visioni cyberpunk. E l'ha resa reale, l'ha resa convincente, l'ha resa logica. Lo stile è chiaro, senza tutte "strizzatine d'occhio" che si suppone caratterizzino il cyberpunk. E saoprattutto ha sostanza: Platt ci fa riflettere sulle conseguenze dei cambiamenti che la nostra società sta attraversando. L'unica pecca è il capitolo finale: perchè mai sia stato incollato alla fine di un libro che andava benissimo senza di esso non riesco a capirlo, penso che qualcuno abbia deciso che che così fosse piu "commerciabile" o "gustoso". Comunque consiglio caldamente THE SILICON MAN... soltanto fermatevi a pag. 247.
 



PERMUTATION CITY di Greg Egan  
Iniziando a leggere questo libro si può essere tentati a paragonarlo a  SILICON MAN di Charles Platt; aspettate, perchè quello che voi pensate che sia trattato nel libro non è quello che tratta il libro.

PERMUTATION CITY inizia dall'idea di essere capaci a scaricare la propria personalità all'interno di un computer (l'Autoverse). (E un mio amico che lavora a dei progetti colegati in qualche modo ala realtà virtuale mi ha detto che è la rappresentazione migliore di come potrebbe essere la cosa.) Egan, comunque, va oltre, attraverso gradi dalla 'realtà': che ironicamente potrebbe essere la loro realtà personale. Mi ha ricordato quel filoso che soggnava di essere una farfalla  e che poi si svegliava solo per cercare di decidere se era un filosofo che aveva sognato di essere una farfalla o una farfalla che sognava di essere un filosofo. C'è anche la variante di una idea che mio marito ha suggerito indipendentemente: una storia alternata che non diverge da noi in un presente diverso, ma che converge nel nostro da un diverso passato. Tutto il libro mi ricorda quella serie di scpecchi in CITIZEN KANE, che riflettono avanti eindietro all'infinito... e nel momento in cui credi di stare ad osservare la realtà viene fuori che è ancora uno specchio.

In mezzo a tutte queste idee è facile che personaggi e caratterizzazione prendano scorciatoie, e di fatto questo è un problema che mi si è presentato (senza menzionare il fatto che lo 'stesso' personaggio può essere personaggi diversi a seconda a che grado si trovi). A sua volta questo rende difficile il seguire alcunecirconvoluzioni dato che non ero sempre sicura di chi fosse il personaggio. Ci sono comunque nel libro tante di quelle idee che compensano questo problema, particolarmente se sono le idee quelle che state cercando.