Non mi aspetto grandi diverbi
sul fatto che Axiomatic di Greg Egan
sia una delle antologie del 1995 attese con maggiore ansia e sarebbe abbastanza
ragionevole per qualsiasi lettore aspettarsi qui un'opinione favorevole.
Non volendo deludere: Axiomatic è
un volume impressionante: impressionante per la sua speculazione e, a tratti,
impressionante per il suo scopo. E' una raccolta di 16 opere che fanno
parte della produzione di Egan che va dal 1989 al 1992 (oltre a due indediti).
Ora,
Egan è vivo e scrive da molto prima del 1992, come due rispettati
romanzi e la raccolta Our Lady of Chernobyl
dimostrano chiaramente, così perchè raccogliere opere pubblicate
esclusivamente tra il 1989 e il 1992? Axiomatic
intende forse coprire un periodo particolare della narrativa di Greg, per
indicare una porta che si chiude su un periodo e fa strada ad una nuova
fare di creatività? Più facilmente un accordo contrattuale.
Comunque è interessante se si considera Axiomatic
alla luce di Our Lady of Chernobyl
che contiene quattro racconti, dei quali tre pubblicati dopo il 1992.
Greg
Egan è un esploratore unico dei dei sistemi cibernetici. Alcune
sue storie mostrano un professionismo ammirevole mentre altre sono semplicemente
buone. Si trova al meglio quando si mette a congetturare su motivi ispirati
da una o più delle sue passioni principali: biologia, intelligenza
arificiale e meccanica quantistica. Ma è raro che il bersaglio
del pezzo sia la premessa scientifica. Spesso questi principii del pensiero
scientifico sono semplici veicoli per mettere in discussione la validità
della percezione e la sicurezza dell'individualità.
Per
esempio, Il Virologo Morale è un pezzo spettacolare, anche
se a volte un po' pesante di mano, che porta il motivo del "pistolero nella
torre toccato da Dio" ad un epilogo bio-tecnologico. Parte racconto, parte
saggio narrativo, parte monologo, Il Virologo Morale arriva quasi
a rappresentare la struttura tipica dei racconti di Egan. Così come
The Cutie, una speculazione sul surrogato della pseudo gravidanza
maschile avanza l'argomento che le nostre risposte determinate geneticamente
agli stimoli interni definiscono molto di più noi stessi rispetto
a qualsiasi spirito interno. Queste meditazioni esistenziali e solipsistiche
si intrecciano attraverso Axiomatic, evocate in molte forme variate
in questa raccolta a volte orrorifica, a volte sorprendente e sempre intrigante.
Il doppio
enigma identità e individualità appare spesso, in modo particolare
nelle varie storie di 'trapianto mentale'. Learning to be me, Closer
e A kidnapping esplorano il dilemma della simulazione
della realtà e della personalità, offrendo spesso sguardi
acuti e sarcastici sulla cultura popolare. La storia più originale
tra queste è The safe deposit box, una ripresa del neuro-parassitismo
e della natura dell'io che diventa una storia rara e illuminante sulla
Condizione Trans-Umana. Egan porta avanti il suo esame con due racconti
veramente intriganti sull'allaccio nanotecnologico del cervello. Lo stesso
Axiomatic è una vignetta cyberpunk sulla tematica dostoevskiana,
mentre The Walk è un piccolo e malvagio brano sull'individualismo
e illumina l'umorismo obliguo dietro le visioni di Egan dei portali di
futuri distopici. Egan è al meglio nel narrare tali storie
intelligenti, fondate su idee magnanime di spazio e tempo.
Le storie
di 'meccanica quantistica' di Egan dimostrano quanto sia capace a tessere
elementi dinamici e drammatici in piccoli brani coesi ed efficaci. Anche
se lo scenario del flusso temporale di The Hundred-Light-Year Diary
è discutibile, le estrapolazioni conseguenti esprimono un
cinismo sociale che fa paura; e ho solo lodi per The Infinite Assassin,
una storia infinita con una risoluzione infinita; e per Into Darkness.
Ma non
ha importanza quanto possano essere buone certe storie, la scienza in molte
di esse non è completamente convincente. Non è un problema
raro nella fantascienza di ogni tipo, ma se a volte la scienza non convince
di solito la caratterizzazione riesce a puntellare le debolezze. Sfortunatamente
la caratterizzazione non è un elemento forte di questa raccolta.
La mancanza di personaggi attraenti rende Axiomatic piuttosto
asciutto e può lasciare il lettore un po' freddo. Comunque come
esercizio intellettuale Axiomatic è straordinario:
come raccolta di racconti distopici è abbastanza toccante, come
assemblaggio di concetti metaforici è un gran divertimento e come
studio di un autore nel processo di impadronimento dei propri mezzi questa
antologia vale la pena di issere investigata.