Quando Gesù Scende dal Camino
(When Jesus Comes Down the Chimney) 


Ian Watson 

Ora, Jamie, se non vai a letto quando te lo dice il babbo, Gesù non scenderà dal camino.

Oh, non puoi neppure immaginare di andare già a letto?

Per tutti i santi! Raccontarti tutta la storia di Gesù... e anche quella di Santa Claus? Durerà fino alle nove.

Bene, forse... (no, NON sto viziando la bambina!)

Tu rannicchiati proprio qui, sulla sedia, accanto al fuoco, Jamie, e ascolta. E ti dovrò portare di peso di sopra prima che ne hai sentita la metà.

E' meglio che cominciamo con Santa Claus.

Tutti noi sappiamo come Santa Claus sia nato in un'umile stalla tra le galline e le capre. Molti dei suoi compaesani erano poveri e i genitori di Santa non facevano eccezione. Niente scarpe ai piedi, niente torte raffinate nella dispensa. Niente dispensa, molto spesso! Un bel po' di quella gente viveva nelle tende e fa abbastanza freddo in inverno. Tre maghi avevano attraversato a piedi un migliaio di chilometri per essere presenti quando sarebbe nato Santa. Seguirono una cometa luminosa nel cielo e portavano un sacco magico come regalo. Si poteva tirare fuori tutto ciò che si voleva da quel sacco. La madre di Santa non voleva suscitare la gelosia dei vicini, così nascose il sacco. Nel frattempo il paese fu occupato dalle armate romane. Se i romani avessero saputo del sacco magico, temeva che lo avrebbero preso per portarlo al loro imperatore dissoluto e avido.

Quando Santa divenne adulto, la madre gli dette il dono dei maghi e gli spiegò tutto. Santa decise sul momento che gli sarebbe piaciuto coprire di regali tutti i suoi compaesani anche se giurò che non avrebbe estratto mai niente dal sacco per se stesso.

Così santa vagabondò per il paese col sacco sulle spalle dando alle persone tutto ciò che i loro cuori desideravano di più o ciò di cui avevano più bisogno. Mantenne il voto di non regalarsi nulla. Comunque una vedova richiese una bella giacca rossa decorata con lana d'angora poi insistette affinché l'indossasse santa e non lei. Un lebbroso, i cui piedi erano marci e storpi, chiese un paio di robusti stivali neri e insistette che li mettesse Santa.

E non era tutto. tante persone grate fecero accettare a Santa pane e formaggio dai loro magri deschi, senza parlare del pesce e della frutta e della carne e del latte e del vino (che decentemente non poteva rifiutare) tanto che in pochi anni divenne veramente grasso!

Bene, i soldati romani alla fine lo arrestarono. Tutta quella roba gratis che si riversava dal sacco di santa stava destabilizzando una economia marginale. Stava indebolendo la moneta. Stava causando il rifiuto del lavoro all'interno del mercato del lavoro coloniale.

I romani legarono il sacco magico sulla testa di Santa. Lo condussero in cima a una collina e lo inchiodarono a una croce di legno, poi lo colpirono attraverso il sacco un paio di volte per accecarlo.

Quando alla fine tirarono giù Santa morto, infagottarono il cadavere nel sacco, lo legarono stretto e vi posero sopra un sigillo ufficiale. Meditarono di buttarlo nel fiume lì vicino, ma poi il loro capitano permise agli amici de Santa di condurlo via in una tomba.

Quella notte la tomba fu violata da dei ladri che speravano di rubare il sacco magico... e trovarono il sacco che se ne stava là vuoto. Era se come quel contenitore di tela ruvida avesse digerito Santa Claus! Come se lo avesse fatto sparire per incanto nella dimensione da dove venivano i doni.

I ladri furono invasi dalla meraviglia e non vollero più rubare. Al contrario fecero il patto di diffondere la parola su santa per tutto il mondo e di portare il sacco (o dei frammenti) dovunque andassero, come prova. Il sacco fu portato a Roma poi, successivamente, a Torino, dove ne rimane ancora oggi una gran parte.

Negli anni successivi i discendenti dei ladri originari promisero che un giorno, quando tutti nel mondo avrebbero udito di Santa Claus e lo avrebbero amato, il sacco si sarebbe rimesso a distribuire regali. E' per questo che ogni Pasqua riceviamo dei regali incartati nella stoffa da sacco, in memoria di Santa.

Gesù? Oh, si arrivo a lui. Certo che ci arrivo, Jamie! E' Gesù che è importante stanotte!

Gesù era il capo di quei ladri che entrarono nella tomba di Santa. (C'è qualcosa di simmetrico, non credi, tra i regali e il furto? Il furto è il prodotto di una società dove non ci sono abbastanza regali in giro... o dove ci sono troppi regali per troppa poca gente. Come è? Sim - me - tri - co. Significa... oh, non è che importi, Jamie cara, sul serio!)

Gesù era l'ex ladro che portò il sacco a Roma dove viveva l'imperatore isterico e dissoluto, difeso dai suoi soldati con le loro lance.

Quando Gesù arrivò a Roma andò dritto al Foro. Che è una specie di luogo d'incontro, come un senato, solo che è per la gente qualunque.

Gesù salì su un blocco di marmo e sventolò il sacco vuoto e gridò... con l'aiuto di un traduttore, dall'aramaico al latino: "Plebei di Roma, vi porto dei regali!" (Un plebeo era un disoccupato che viveva con cibo gratuito e aveva l'ingresso gratis ai circhi).

All'inizio i plebei che affollavano il foro si rivolsero verso il sacco con la stessa bramosia che avrebbero avuto nell'osservare la gonna di una ragazza.

Quando videro che il sacco era vuoto, molti fischiarono e lo presero in giro. Altri si arrabbiarono e lanciarono sassi.

Ma Gesù gridò: "I regali che vi porto sono dialettici!" (Questa era una teoria che Gesù aveva preso in prestito dai filosofi greci). "I vostri desideri sono la tesi. Questo sacco è l'antitesi. La sintesi è che voi dovreste vuotarvi delle false mete, dei sogni vani, dei prodotti di una società malata. Vuotate semplicemente tutte queste vostre false coscienza dentro questo sacco! Conterrà tutto e ridurrà tutto ciò che è contraddittorio. Al suo posto scoprirete che i regali devono essere dati a seconda dei propri bisogni e non dei propri desideri... ma la società attualmente è basata sul furto legalizzato, sull'alienazione delle persone dal proprio suolo, dal proprio lavoro, perfino dai propri corpi e dalla propria sessualità."

Attraverso la ripetizione quotidiana il messaggio di Gesù cominciò a penetrare. Ben presto alcuni plebei gli credettero... e entrarono nel sacco e uscirono, come simbolo del cambiamento del loro cuore. Poi molti.

Alla fine la curiosità dell'imperatore fu toccata: perché i posti al circo rimanevano vuoti e gli elefanti con le scimmie ammaestrate che li guidavano piangevano? Inoltre c'era un'inquietudine crescente tra i suoi soldati anche per la prospettiva di un'altra guerra coloniale.

L'imperatore in persona condusse un gruppo di guardie fidate nel foro, con l'intenzione di infilzare questo Gesù. Lungo la strada l'imperatore (ora dobbiamo dire la verità: era un isterico, ma aveva intuito astutamente che la sua infrastruttura politica ed economica stava declinando) l'imperatore sperimentò un'esperienza visionaria. Vide un sacco nel cielo che inghiottiva il sole. (Veramente si pensa che fosse un'eclissi totale.) Allorché raggiunse il foro, scese di cavallo... ed entrò nel sacco. Istantaneamente l'impero era completamente cambiato... in una repubblica.

E ora stai cadendo dal sonno.

Andiamo, senza piangere, hmm? Su, su a letto.

Stanotte, la notte delle notti, Gesù scenderà dal camino, e si porterà via ciò che pensi sia più prezioso per te. Sarà il tuo cavallo a dondolo? O il tuo orsacchiotto? O proprio il fischietto di latta?

Bah! In che altro modo altri bambini buoni potrebbero ricevere bei regali a Pasqua?

Su, smettila. Prenderà qualcosa a TUTTI noi, non solo a te, asinella. Forse io perderò il mio filatoio a mano, stanotte. Forse sarà la mia gonna di velluto color porpora.

Gesù ridistribuirà le nostre ricchezze, e per questo che è chiamato "il ladro buono". Porta con sé il sacco vuoto di Santa giù per il camino per tutto il mondo e lo riempie fino in cima da ogni casa.

Eccoci ora, tesorino. Rincalza bene le coperte e chiudi quegli occhietti. E non sbirciare o non arriverà.


(Tit. orig. "When Jesus Comes Down the Chimney", INTERZONE n. 18; tr.it. Santoni Danilo)