Rock e Fantascienza

Marco Mocchi

Il rock'n'roll è un genere musicale nato negli anni ‘50 negli Stati Uniti dall'incontro del Rhythm & Blues con il Country Western. Innovativo per l'uso di strumenti poco utilizzati e per la sua grande commercializzazione si è sempre distinto come musica rivolta ai giovani. Il suo linguaggio, inizialmente basato su stilemi giovanili, si è sviluppato in modalità espressive nuove, più mature e talvolta sperimentali in quella che ancora oggi viene chiamata musica "rock". Il cantante rock si fa portavoce del disagio, dei problemi, delle paure, delle ambizioni giovanili sia attraverso le canzoni, sia attraverso la mistificazione della propria vita, che diventa simbolo e paradigma del messaggio che vuole trasmettere.

In alcune situazioni la comunicazione di questo messaggio trova il suo partner ideale negli scenari, nell’iconografia e nel linguaggio della fantascienza.

Ne è un esempio la canzone Stranger in a Strange Land, del cantante rock Leon Russel, tratta ed ispirata dall'omonimo romanzo (1) di Heinlein, considerato una sorta di "bibbia" del movimento hippie (omaggio a Heinlein è stato fatto anche dagli Yes, che hanno narrato le gesta della Fanteria dello spazio(2)).

In alcune occasioni i due linguaggi si incontrano e danno origine a suggestioni e immagini particolari, in un curioso connubio di background diversi: alcuni gruppi rock hanno sfruttato scenari fantascientifici per creare atmosfere originali, per immergere l'ascoltatore in mondi nuovi. Uno dei casi più interessanti, anche se poco conosciuto, è quello dei canadesi Voivod. Questo gruppo, che stilisticamente è da collocare nella frangia "heavy metal" della musica rock, ha attinto alla fantascienza sia per creare un mondo fantastico con caratteri, personaggi e immagini futuristiche, sia per dar vita a particolari suggestioni, a livello lirico narrando "fiabe del futuro" e aiutandosi a livello musicale con l'utilizzo di sonorità futuribili: il tutto per lanciare messaggi con una precisa morale o dai risvolti più intimistici.

Ad un livello meno ricercato e più commerciale si possono situare i Bolt Thrower, che hanno inciso un LP in cui parlano di guerre fantascientifiche, sponsorizzati da una marca produttrice di videogiochi in concomitanza con l'uscita di un gioco di fantascienza.

In gran parte dei casi, infatti, l'interesse dei musicisti per la fantascienza è motivato proprio da fini commerciali: è quanto accade, ad esempio, per le colonne sonore dei film. Possiamo ricordare Flash Gordon, tratto dall'omonimo fumetto, la cui colonna sonora è stata composta dal gruppo inglese dei Queen. I Queen stessi hanno anche partecipato alla colonna sonora del primo capitolo della serie Highlander, con canzoni tratte dal loro album A Kind of Magic; Brian May, chitarrista dello stesso gruppo, ha invece composto le musiche per Mad Max (un altro richiamo alla SF da parte dei Queen si trova nel video della famosa canzone Radio Gaga, che ha come sfondo, in alcuni momenti, scene tratte da Metropolis di Fritz Lang). Il secondo capitolo della saga Highlander, forse il più fantascientifico, è invece musicato da Stewart Copeland, più famoso come ex-batterista del gruppo inglese dei Police. Gli stessi Police hanno reso visivamente le cupe atmosfere dell’album Syncronicity ambientando il video della canzone omonima in uno scenario post-apocalittico. Un altro ex-Police, Sting, ha contatti con il mondo della SF: ha infatti interpretato una parte nel film Dune, ispirato all'omonimo romanzo (3) di Frank Herbert, inoltre nel video del singolo I’m so happy I can’t stop crying, tratto dall’album Mercury Falling, degli extraterrestri sono protagonisti di un balletto country western.

Tornando alla musica, la rockstar Billy Idol ha inciso un disco intitolandolo Cyberpunk, ispirato dalle opere di Gibson in particolare. Mike Oldfield, ex-enfant prodige per le musiche dell'album Tubular Bells, ha pubblicato un LP intitolato The Songs of the Distant Earth, perché affascinato dalla fantascienza ed in particolare dagli scritti di Clarke(4) (la versione CD dell’album contiene una traccia interattiva con immagini di ispirazione fantascientifica).

Anche Michael Jackson sembra essere attratto da certi scenari, tanto da essere protagonista di un film di SF in 3D che si può vedere solo nei parchi divertimenti della Disney, protagonista di un film musicale (e autocelebrativo) con scenari (e titolo) fantascientifici, Moonwalker; inoltre in uno scenario da SF, per essere precisi un'astronave che viaggia nello spazio, è ambientato il video del singolo Scream tratto dall'album History.

Ci sono moltissime altre canzoni o video in cui è rintracciabile questo connubio tra rock e fantascienza, e in cui, come nella maggior parte dei casi visti, il linguaggio ritenuto più adatto dalle rockstar per comunicare il proprio messaggio dal punto di vista visivo o emotivo è quello legato alla SF: i cantanti rock attingono al suo particolare background iconografico per colpire nel vivo l'ascoltatore-spettatore (uno dei casi più riusciti è quello di alcune canzoni dei Pink Floyd).

Nella narrativa fantascientifica, lo scrittore si avvale di personaggi di rockstar o ambienti musicali per compiere una riflessione sul mondo contemporaneo.

Un forte esempio di satira che colpisce il mondo del rock stesso è rintracciabile in Ristorante al termine dell'Universo (5) di Douglas Adams. La prima "rockstar del futuro" che prendiamo in considerazione è Hotblack Desiato: è il leader del gruppo "Zona del Disastro", il "gruppo rock più assordante della Galassia", tanto che per avere durante i concerti "il sound migliore, bisogna stare dentro grandi bunker di cemento situati a circa sessanta chilometri dal palcoscenico". Ulteriori particolari sui testi banali e sugli effetti speciali galattici (un'astronave che va a "buttarsi" in una stella) sono una chiara ironia sulla poca profondità e sull'esagerazione sfrenata che a volte colpiscono il mondo del rock (per il capodanno 2000 i Pink Floyd hanno annunciato un concerto tra le piramidi egizie della Valle dei Re e per l’evento rock di tutti i tempi è previsto l’afflusso di almeno mezzo milione di persone).

Un altro esempio di satira si può trovare in La ragazza Venerdì (6) di John Varley. In questo romanzo breve, che è una parte di Steel Beach, tradotto come La spiaggia d'acciaio per la Editrice Nord, si parla di una particolare setta religiosa chiamata Prima Chiesa Latitudinaria delle Celebrità Santificate (abbreviata in PCL): fine dell'organizzazione, nata sotto la "stella, incredibilmente ancora in ascesa cento anni dopo la sua morte", di Elvis Presley, è quello di santificare delle celebrità, che in alcuni casi (Elvis Presley stesso, Torinaga Nakashima, "il primo a padroneggiare l'arpa corporea mentre conficcava gli ultimi chiodi nella bara che aveva preparato per la chitarra elettrica") sono rockstar. Questa satira che colpisce il (considerato futile) mondo dello spettacolo in generale, si scaglia più volte contro il mondo del rock (mentre ci si chiede chi sarà il prossimo santo, qualcuno propone: "E se fosse Michael Jackson?". Risposta: "Chi?"; un altro: "Lennon? Dai, era un fallito, quella pallottola gli è servita solo a salvare la carriera").

L’energia pura del rock è espressa in un racconto (7) di Rudy Rucker (che è stato leader del gruppo punk dei Dead Pinks) in cui il protagonista, con un loop di frasi celebri di famosi gruppi rock e con l’aiuto di un vaso egizio di ispirazione aliena, genera sul mondo intero un’ondata di energia allo stato puro, che provoca la morte di molte persone, mentre stimola nei sopravvissuti sensazioni allucinate ed incoraggia una nuova liberazione sessuale.

Sfondo rock, con un critico rock, Lester Bangs, ed una disegnatrice di fumetti, Dori Seda, (realmente esistiti?) per una novella di "microstoria alternativa": Dori Bangs (8) di Bruce Sterling in cui la particolare atmosfera fa da tela su cui dipingere disquisizioni sull'Arte, sulle potenzialità della musica, sul mondo dei bohemiens del rock e sulla vita stessa.

Proprio quello dei bohemiens del rock è il mondo che più spesso viene ritratto dagli scrittori di SF: la fantascienza, letteratura dell’eccesso, si sposa idealmente con questi artisti, cantanti maledetti, che esprimono il messaggio, gli ideali, i valori del rock, portandoli alle estreme conseguenze e dissacrandoli, comunicando all’ascoltatore molto più di quanto non farebbero semplicemente attraverso la più classica composizione musicale.

E' il caso, ad esempio di A tutto Rock (9) di Pat Cadigan, dove si narra la storia di una "sintopeccatrice", Gina, donna capace di comunicare il rock, il suo rock, attraverso delle interfacce inserite nel cervello, in un racconto allucinante dove il rock, interiorizzato come se fosse un organo della persona, viene vissuto, venduto fisicamente attraverso il sesso e mentalmente attraverso "visioni di rock'n'roll che venivano direttamente dal cervello". L'atmosfera del racconto è cupa, pessimista, la riflessione va dal mondo del rock, alla prostituzione, alla droga, all'uomo, in poche pagine di un racconto denso ed efficace.

Il mondo fatto di piccole bands, in un'accezione più classica, è descritto da John Shirley (anche lui è stato per anni cantante in varie rock bands) nel romanzo Eclipse (10). La rockstar Rickenharp è forse il personaggio più memorabile dell'intero romanzo. "Rickenharp era uno studioso del rock classico. Indossava un giubbotto da motociclista in pelle vera vecchio più o meno cinquantacinque anni, indossato originariamente da John Cale quand'era ancora nei Velvet Underground [...] quel giubbotto era come una seconda pelle per Rickenharp". Il suo è uno degli ultimi gruppi ad usare chitarre elettriche e l'ultimo ad utilizzare una batteria reale. Il profilo di questa rockstar del futuro è esaltante: il suo essere "artista maledetto", la sua esibizione finale sull'Arco di trionfo dei Campi Elisi di Parigi - un concerto finale monumentale, nel mezzo di una guerra civile, in cui Rickenharp, per permettere ai compagni della Nuova Resistenza di portarsi in salvo, suona i Clash, i Rolling Stones, "i Kennedys Fall, New Order, gli U2, Call..." - lasciano al lettore l'immagine visiva (e quasi sonora) più forte del romanzo.

Sempre Shirley, nel romanzo Il rock della città vivente (11) ambienta la sua riflessione sul degrado di vivere metropolitano partendo dalla descrizione della vita quotidiana delle piccole rock bands alternative, i club, i concerti, le registrazioni in studio, per arrivare all’incontro con la Città, la cui essenza, il cui disfacimento, la cui frenesia sono rese attraverso la sua antropomorfizzazione: "[...] sarebbe stato inutile cercare di spiegare che il negro col cappello bianco a falde larghe e gli occhiali a specchio, il negro che stava parlando con un protettore negro, era il "poliziotto" che li aveva portati lì, che poi non era per niente un poliziotto, ma un uomo che non era un uomo a cui Catz aveva dato il nome di Città".

Sicuramente la più originale e bizzarra tra le stelle del rock che possiamo rintracciare in un racconto di SF è il protagonista di un racconto (12) scritto a quattro mani da Bruce Sterling e Lewis Shiner: Wolfgang Amadeus Mozart. Attraverso un tunnel temporale il grande compositore viene a contatto con un nostro futuro prossimo alternativo: la vita tecnolocizzata del futuro fa sì che le sue virtù creative si sfoghino nella composizione di pezzi rock, che arrivano ai vertici delle classifiche. Il genere musicale ideale per comunicare le suggestioni del nostro tempo, di questo fine secolo permeato di tecnologia è davvero il rock’n’roll?


| NOTE |

[1] Robert A. Heinlein, Stranger in a Strange Land, 1961 (trad. it. Straniero in terra straniera, 1977, Ed. Nord, Milano)

[2] citando il romanzo di Robert Heinlein Starship Troopers, 1959 (trad. it. Fanteria dello spazio, 1975, Mondadori, Milano)

[3] Frank Herbert, Dune, 1965 (trad. it. Dune, 1973, Ed. Nord, Milano)

[4] è chiaro il riferimento a Arthur C. Clarke, The Tales of the Distant Earth (trad. it. Voci di terra lontana, Rizzoli, Milano)

[5] Adams Douglas, The Restaurant at the End of the Universe, 1980 (trad. it. Ristorante al termine dell'Universo, 1993, Mondadori, Milano)

[6] John Varley, Her Girl Friday, 1992 (trad. it. La ragazza Venerdì, in Isaac Asimov Science Fiction Magazine n. 3 - Marzo 1993, Telemaco)

[7] Rudy Rucker, Buzz, 1981 (trad. it. Ronzio, in Cuori elettrici, a cura di Daniele Brolli, 1996, Einaudi, Torino)

[8] Bruce Sterling, Dori Bangs, 1989 (trad. it. Dori Bangs, in Isaac Asimov Science Fiction Magazine n. 2 - giugno 1994, Phoenix, Bologna)

[9] Pat Cadigan, Rock On, 1984 (trad. it. A tutto Rock, in Mirrorshades, a cura di Bruce Sterling, 1994, Bompiani, Milano)

[10] John Shirley, Eclipse, 1985 (trad. it. Eclipse, 1995, Urania 1255, Mondadori, Milano)

[11] John Shirley, City Come A-Walkin’, 1980 (trad. it. Il rock della città vivente, 1981, Urania 902, Mondadori, Milano)

[12] Bruce Sterling e Lewis Shiner, Mozart in Mirrorshades, 1986 (trad. it. Mozart con gli occhiali a specchio, in Mirrorshades, a cura di Bruce Sterling, 1994, Bompiani, Milano)


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