BRUCE STERLING
IL CYBERPUNK UMANISTICO



Marcello Bonati


Bruce Sterling è nato nel ’54 a Brownsville, nel Texas, ha trascorso alcuni anni in India per poi tornare negli Stati Uniti, a lavorare come giornalista. Vive ancora nel Texas, ma a Austin, con la moglie. Esordisce nel ’76, col racconto "Man Made Self", apparso sull’antologia di Sf texana Lone Star Universe, a cura di Geo Proctor e Steven Utley.

Oceano (Involution Ocean, '77)
"Biblioteca di Nova Sf*" n. 6, ed. Perseo libri, ’91; traduzione di Stefano Gadducci e Ugo Malaguti; © by Bruce Sterling; 217 pagine-23. 000 £-Altri contributi critici:recensione di Fabio Gadducci, "Algenib notizie" n. 12-13, pag. 33; recensione di Emiliano Farinella, "Terminus" n. 3, ’96, pag. 21

Romanzo d’esordio, che racconta una storia davvero semplice; su di un pianeta lontano, in una galassia ormai ampiamente colonizzata, un capitano decide di intraprendere una missione; scoprire che cosa si nasconda nei fondali melmosi di quel mondo quasi interamente privo d’acqua, Nullacqua, appunto:

"... c’è una specie di substrato paludoso, molto in profondità sotto la superficie... qualcosa a proposito di una specie di funghi velenosi acquatici che vengono in superficie per riprodursi. Si spalancano e il plancton assorbe l’acqua... voglio essere il primo a provarla. [quella teoria, n. d. a.]" (pag. 43)

Da sempre numerose leggende favoleggiavano di misteriose e terribili creature che si celavano nel fondo degli abissi. Per fare ciò assolda una ciurma variegata, tra cui il protagonista, John Newhouse, sedicente terrestre, raffinatore e spacciatore di Lampo, una potente droga dagli effetti deleteri:

"... una scossa azzurro elettrico corse nella mia spina dorsale e ridusse i miei circuiti neuronici perfettamente organizzati in una massa caotica e casuale di valvole e candele. "(pag. 86),

e dal sapore metallico, scientificamente detta sincofina. Nullacqua è un mondo, appunto, privo di vere e proprie masse oceaniche, ma con un mare di polvere e di krill, come viene chiamato là il plancton, colonizzato da molti anni:"... i primi coloni di Nullacqua erano un gruppo molto piccolo. Soltanto una cinquantina. ...Hanno clonato la prima generazione... perchè si adattasse alle condizioni di Nullacqua. Narici pelose, palpebre spesse... (pag. 69). John Newhouse è là perchè il lampo si estrae attraverso:"... un procedimento con alcol etilico... "(pag. 50), dalle balene di quel mondo. La narrazione ha il suo culmine nel penultimo capitolo, in cui, da pagina 195 a pagina 203, vi è una bellissima scena in cui si descrive la vita degli indigeni di quel mondo, di cui si era, appunto, sempre sospettata l’esistenza, ma che erano rimasti, fino ad allora, solamente una leggenda:"... un rettile, simile a un centauro, la pelle un unico lungo splendore di minuscole scaglie dorate. Aveva otto occhi attorno alla sua testa rosa, come borchie in un nastro. "(pag. 195).

La narrazione scorre piuttosto bene, anche se si nota abbastanza chiaramente che è un juvenile; Sterling lo scrisse ad appena ventitre anni.

Malaguti, nell’introduzione, dice dell’:"... essenzialità, la lucidità quasi scientifica con la quale Sterling persegue, attraverso una frammentazione di scene, allusioni, simboli, vicende e quadri, una lineare parabola esistenziale... (... ).... l’ironia... il suo modo di ridere dei luoghi comuni e del deja-vu. "(pag. 14-15).

Artificial kid (The Artificial Kid, '80)
"Il libro d’oro" n. 88, ed. Fanucci, ’96, traduzione di Daniele Brolli e Giancarlo Carlotti, © by Bruce Sterling; edizione originale (Harper & Row, ’80), tascabile:(Ace, ’87); 251 pagine-22000 £
Altri contributi critici
"Introduzione", di Daniele Brolli, pag. 5;
recensione di Alessandra di Luzio in "Book reviews", "SFX-Cinema" n. 6, pag. 87

Non siamo ancora ad un vero e proprio cyberpunk; è, infatti, più che altro un racconto di Sf classica, con elementi cyberpunk.

È ambientato in un pianeta alieno, lussureggiante e pieno di insidie, sul quale i protagonisti, prino fra tutti l’Artificial kid del titolo, Arti per gli amici, attraversano una miriade di peripezie, per uscirne, alla fine, col loro prezioso carico di cassette su cui hanno geristrato le loro imprese e altre meraviglie, che venderanno a carissimo prezzo.

L’elemento cyberpunk di cui si diceva è costituito dall’invenzione che ha rivoluzionato la vita di quel futuro remoto; si è inventata una tecnica medica attraverso la quale è possibile vivere per centinaia di anni, ma al prezzo di una trasformazione in un qualcosa di non più completamente umano; cyber-uomini.

E in ciò vi è il primo vero accenno a quella che, come vedremo in seguito, sarà una delle tematiche più rilevanti del Nostro.

"Swarm" (Swarm, '82)

da "La matrice spezzata", "Narrativa" n.55, ed.Nord, '95, 457 pagine, 24.000 £; traduzione di Fabio Zucchella, 27 pagine, pag.341;originariamente apparso in "The Magazine of Fantasy and Sf", aprile '82, poi antologizzato in "The Best Science Fiction of the Year 12", a cura di Terry Carr (Timescape,'83), e in "Crystal Express";finalista sia all'Hugo che al Nebula '83 nella categoria racconto.

facente parte del ciclo dei Plasmatori/Meccanicisti (che è interamente tradotto nell'edizione "Narrativa" di "La matrice…"), è un racconto decisamente indatto a chi soffrisse di aracnofobia, o simili; vi si narra, infatti, di un rappresentante della Sicurezza dei Plasmatori che và nel Nido di una delle tredici razze aliene scoperte, una classificata come non-intelligente, e senza linguaggio, ad unirsi alla ricercatrice che vi era stata mandata qualche anno prima.

Tutta quanta la narrazione si svolge là, fra enormi insetti alquanto disgustosi, e il finale è decisamente sconvolgente, con la scoperta che, effettivamente, quella non era una razza non-intelligente, ma tutt'altro!

"Spider rose" (Spider Rose, ’83)
in "Cyberpunk", "Grandi opere" n. 25, 696 pagine, 35.000 £, e in "La matrice spezzata", "Narrativa" n.55, 457 pagine, 24.000 £, ed. Nord, ’94, '95; traduzione di Fabio Zucchella, © by Bruce Sterling; 16 pagine, pag. 596, pag.369, introdotto da Piergiorgio Nicolazzini (1° ed.); originariamente apparso in "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", agosto ’82, successivamente antologizzato in "Cristal Express"; finalista premio Hugo ’83, categoria racconto breve.

un vero e proprio racconto di hard Sf, direi quasi una Space Opera, ma con molti addentellati cyberpunk; fà parte del ciclo dei Meccanisti/Plasmatori, di cui ne vedremo vari altri.
È la storia di:"... una Meccanista di duecento anni che viveva in una rete-habitat rotante in orbita intorno a Urano, con il corpo che ribolliva di ormoni anti-invecchiamento... " (pag. 597) che riceve la visita di dei Investigatori, che le offrono immense ricchezze in cambio di "... una parte del ghiacciaio di una luna d(i)... Urano (che)... si era... modificato. " (pag. 599) in eoni, diventando un immenso ammasso dio pietre preziose. Lei gli dice che ha bisogno, classicamente, di pensarci su, e loro le danno, in pegno, :"... un manufatto gemetico , in grado di giudicare i desideri e i bisogni di una specie aliena e di adattarsi ad essa nel giro di pochi giorni. " (pag. 607).

"Stella rossa, orbita d’inverno" (Red Star, Winter Orbit, '83)
scritto in collaborazione con William Gibson.
da "La notte che bruciammo Chrome" (Burning Chrome, ’86), "Urania" n. 1110, op. cit. -traduzione di Delio Zinoni- 147 pagine- 4000 lire-e iperFiction, ed. Interno Giallo/Mondadori, ’93, "Oscar fantascienza" n.119, "I blues", ed. Mondadori, '94, '95-1°:£ 14. 000-2°:25.000 lire-pubblicata negli USA dalla "Ace"; 17 pagine, pag. 115; anche in "Mirrorshades" (Mirrorshades:The Cyberpunk Anthology, Arbor House, ’87, a cura di Bruce Sterling), "I grandi tascabili" n. 323, ed. Bompiani, ’94, "La biblioteca del brivido" n.7,ed.Fratelli Fabbri, '95, © by Bruce Sterling, prefazione di Bruce Sterling;1° ed.:pag. 15, nella traduzione di Antonio Caronia, 312 pagine, £ 13. 000, pag. 269; originariamente apparso in "Omni", luglio '83
Altri contributi critici::
recensione di Eva Alciati, "Fanzine" n. 4, ’93, pag. 17
recensione di Roberto Casalini, "Max", dicembre ‘93

In un futuro in cui l’Unione Sovietica è l’unica superpotenza ad avere il monopolio dell’esplorazione spaziale, una loro stazione orbitante viene smantellata; vi si narrano le vicende connesse a questo smantellamento.

"La regina cicala" (Cicada Queen, '83)

da "La matrice spezzata", "Narrativa" n.55, op.cit., traduzione di Fabio Zucchella; 41 pagine, pag.389; originariamente apparso in "Universe" # 13, '83

in cui si racconta di una sorta di zona franca, nella lotta fra Plasmatori e Meccanicisti, sulla quale regna, appunto, una regina aliena, scacciata dagli Investitori.

La cosa che risalta maggiormente, è l'abilità di Sterling nel rendere quell'ambiente, effettivamente molto alieno a noi, effettivamente tale; per mezzo di infinite, piccole, modalità, che, se a volte appesantiscono forse troppo, risultano comunque decisamente efficaci.

"Giardini sommersi" (Sunken Gardens, '84)

da "La matrice spezzata", "Narrativa" n.55, op.cit., traduzione di Fabio Zucchella; 18 pagine, pag.431; originariamente apparso in "Omni", giugno '84

in quest'altro racconto del ciclo dei Plasmatori/Meccanicisti, assistiamo ad una sorta di gara, fra rappresentanti di non più, solamente, quelle due fazioni, ma bensì di sette, di esse, derivate da scissinoni successive.

È una gara, per così dire, d'appalto, in quanto si giocano la possibilità di terraformare un cratere di Marte; di ciò si era abbondantemente accennato in "La regina cicala".

Risulta un racconto abbastanza piacevole, anche se, forse, un po’ troppo isolato, con troppi pochi agganci per poterlo comprendere appieno..

"Venti evocazioni" (Life in the Mechanist/Shaper Era:Twenty Evocations,'84)

da "Blade runner" n. 12, ‘92; anche in "Cavalieri elettrici", "Ritmi" n.7, ed.Theoria, ’94,nella traduzione di Daniele Brolli, col titolo di "Vita nell’epoca dei Meccanicisti/Olasmatori.20…", pag.31, e in "La matrice spezzata", "Narrativa" n.55, ed.Nord, '95, in quella di Fabio Zucchella-originariamente apparso in "Interzone" n.7, primavera ’84, poi, col titolo di "20 Evocations", in "Mississippi Review" # 47/48, '88, e, con quello di "Twenty Evocations,Crisis", nell''89; antologizzato anche in "Crystal Express", fa parte, assieme a "La matrice spezzata", del ciclo dei Meccanisti e dei Plasmatori; finalista Locus ’90; traduzione di Mirko Tavosanis; 4 pagine, pag. 21; 5.. 000 £

Molto spezzettato, ben venti capitoletti in quattro pagine, racconta di un futuro in cui i figli vengono, prima di tutto, generati geneticamente, e poi gestiti dalla società. In tutta la narrazione scorre copiosa la vena di ribellione a questo sistema imbarbarito, e, nel finale, l’eroe/protagonista muore suicidandosi, come in altre opere antiutopiche, e urlando la sua diversità:"La futilità è libertà!-Morì, trionfante... "(pag. 25).

 

Nell’’84 comincia a uscire "Cheap Truth", pubblicazione autoprodotta da Sterling, che proseguirà fino all’’86.

"Giorni verdi nel Brunei" (Green Days in Brunei, '85)
"Isaac Asimov Science Fiction Magazine" n. 2, ed. Telemaco, ’93; originariamente apparso in "Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine", ottobre ’85, antologizzato anche in "Crystal Express", finalista Nebula ’85; traduzione di Mirko Tavosanis; 46 pagine, pag. 117; 6. 000 £

Racconto lungo che ha avuto una nomination al premio Nebula ’85, è una specie di apologo sull’onnipresenza delle reti telematiche nel mondo; solamente nel minuscolo stato del Brunei, ormai, si può esserne fuori, e non per molto; la trama si annoda proprio sui primi tentativi di anche questo piccolo stato di collegarsi alla Rete. Evidenti, già in questo racconto, le valenze anticapitalistiche della poetica di Sterling; sono, in sintesi, le multinazionali il bersaglio della sua invettiva:"... la Rete... un gigantesco megafono per la Coca-Cola. "(pag. 143).. E, anche, i frequenti richiami allo:"... schok del futuro... " (pag. 163), altro tema che ritroveremo nelle opere più mature.

La matrice spezzata (Schismstrix, '85)
"Cosmo argento" n.. 171, "Narrativa" n. 55, ed. Nord, ’86, ’95; traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli; © by Bruce Sterling; 339 + IV pagine, 8. 000, 24. 000 £;
Altri contributi critici::
"I neuromantici", di Norman Spinrad, "Isaac Asimov Sf Magazine" n. 4, ed.Telemaco, pag. 145;
recensione di Giangiacomo Gandolfi, "Il paradiso degli orchi" n. 14, ’96, pag.60;
non tradotto:"Dreams of Space", di Norman Spinrad, "Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine", ottobre ‘87

Il primo romanzo cyberpunk di Sterling, in cui compare quello che poi sarà il suo apporto principale a quel movimento, ovvero il concetto di matrice. La narrazione è molto intricata, spaziante in un lasso di tempo che si avvicina ai due secoli, con moltissimi personaggi; la pecca maggiore che mi è sembrata di ravvisare, è l’eccessiva abbondanza di termini inventati che appesantiscono di molto la lettura, anche ad un lettore avvezzo all’Sf, in quanto del tutto nuovi. I pregi sono, però, senz’altro soverchianti:il ritmo della narrazione, innanzitutto, davvero efficacissimo a catturare l’attenzione del lettore, l’idea su cui si basa, quella di un futuro a noi prossimo in cui due opposte fazioni aventi lo stesso obbiettivo, modificare radicalmente il genere umano per renderlo più adatto alla vita nei nuovi mondi extraterra da colonizzare, ma con modi e tecniche del tutto differenti, si combattono, con poi un motivo classico della Sf rivisitato in modo originale, quando l’intervento di alieni porta al ricomporsi del conflitto, e, senz’altro, l’indubbia capacità di raccontare. Dicevamo che è un romanzo cyberpunk; lo è appieno, forse anche in maniera più pesante che non quelli di Gibson, più delicati, meno scientifici, decisamente su un versante più lettarario. Il concetto di matrice, davvero interessante, è senz’altro un contributo importante per capire ciò che il cyberpunk ha voluto dire, non sempre facilmente comprensibile. Vi sono poi del personaggi, le "teste-di-cavo", che esemplificano altrettanto bene uno dei concetti fondamentali di quel movimento:"La sua perfezione era agghiacciante... :"Alla perdita della mobilità si accompagna l’estensione dei sensi. Se voglio, posso passare ad una sonda in orbita mercuriana. Oppure fra i venti di Giove. In effetti lo faccio spesso. D’un tratto mi trovo là con la stessa completezza con cui sono da qualunque altra parte, oggi. La mente non è quella che tu pensi, signor Dze. Quando l’afferri con dei cavi, tende a scorrere. I dati sembrano emergere come bolle da qualche profondo strato della mente. Questo non significa esattamente vivere, ma ha dei vantaggi. " (pag. 208-9). In un passaggio verso la fine c’è un aggancio a "Venti evocazioni", ambientato, appunto, proprio nell’universo di questo romanzo:"... la nostra Muromadre si riserva il diritto della fecondità. Le eiaculazioni maschili diventano proprietà del ricevente. Questo è un antico principio femminile... . Qualunque bambino generato dagli uomini del vostro gruppo avrà la completa cittadinanza. Tutti i murofigli sono ugualmente amati. " (pag. 294). Il tema della ricerca dell’immortalità, da parte dell’umanità, raggiunge con questo romanzo una delle sue migliori forme, dopo che l’Sf classica l’aveva, ormai, abbondantemente scarnificato all’estremo. Negli ultimi capitoli essa sembra quasi essere stata raggiunta, e in futuro ormai remoto, divenuta realtà. Nell’articolo di Spinrad vi è un lungo ed interessante passo specifico su questo romanzo.

"Mozart con gli occhiali a specchio" (Mozart in Mirrorshades, '85)
scritto in collaborazione con Lewis Shiner

In "Mirrorshades", op. cit. , originariamente apparso in "Omni" nel settembre ’85; traduzione di Fabio Gadducci, 18 pagine, pag. 293

E' un divertente raccontino leggero sui viaggi nel tempo visti in un’ottica cyberpunk, in cui accanto a bande armate di massoni, giovani sfaccendati e giovani donne discinte, si muovono personaggi come Mozart, Robiespirre e Luigi XVI.

"Il compassionevole, il digitale" (The Compassionate, the Digital, '85)

in "Cronache del basso futuro" (Globalhead, ’91), edito originariamente da Mark W. Ziesing, contenente dodici racconti, già editi ed uno inedito; l’edizione italiana ne contiene undici; "Urania" n. 1235, ed. Mondadori, ’94, £ 5. 000, traduzione di Laura Serra, © by Mercury Press Inc. , ’88, e "Oscar bestsellers" n. 535, ed. Mondadori,'95-£ 14. 000
Altri contributi critici::
recensione di Franco Ricciardiello, "Intercom" n. 140/141, ’95, pag. 36

originariamente apparso in "Interzone" n. 14, ’85; 5 pagine, pag. 12

Brevissimo racconto in cui, attraverso dei discorsi ufficiali, si racconta del primo essere artificiale dotato di anima che entra nel cyberspazio; egli è stato creato dal:".... l’Unione delle Repubbliche Islamiche... " (pag. 12). Si vuole, chiaramente, far risaltare il contrasto fra la visione del mondo islamica ed il concetto di cyberspazio.

"All’assalto dei cieli" (Storming the Cosmos, '85)
in collaborazione con Rudy Rucker
in "Cuore di computer", "Isaac Asimov Science Fiction Magazine" n. 2, ed. Phoenix, ’94, £ 6. 500, comprendende anche "A colloquio con Bruce Sterling", di Antonio Caronia, pag. 190; originariamente apparso in "Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine", metà dicembre ’85, traduzione di Giancarlo Carlotti; 37 pagine, pag. 47; anche in "Millemondiestate 1994", ed. Mondadori, ’94, £ 9. 000, nella traduzione di Laura Serra

Si raccontano gli antefatti che avrebbero potuto portare ad una fantasiosa, e divertente, ipotesi sulle cause del:"... Disastro di Nedelin nell’ottobre 1960... " (pag. 83), nella Siberia Sovietica. Una missione in quella regione di scienziati sovietici alla ricerca della causa di una immane esplosione verificatasi alcuni anni addietro, recedentemente creduta causata da una meteorite, che porta al rinvenimento di un motore di un’astronave aliena schiantatasi. Il razzo sovietico del ’60 sarebbe esploso, si ipotizza, per essere stato fornito di quel motore, erroneamente carburato. Davvero molto ben scritto, e divertente, anche per la presenza di una piccola dose di erotismo.

"Cena a Audoghast" (Dinner in Audoghast, '86)

in "Il meglio della fantasy 1986" (The Years’s Best Fantasy Stories 12, ’86), a cura di Arthur W. Saha, ed. Armenia, ’87, traduzione di Gian Paolo Cossato e Sandro Sandrelli, 15 pagine, pag. 37

Si narra della mitica città di Audoghast, in cui si trovano, forse dopo "Giorni verdi nel Brunei", i primi accenni di quell’anti islamismo del Nostro che vedremo:"Adesso... ci godiamo un pò di vino d’uva. Soltanto un bicchierino, intendiamoci, cosicchè il peccato del bere sia veniale, e sia possibile far penitenza con un minimo d’elemosina. " (pag. 45); "... se altri non potranno ascoltare le tue canzoni (evidente il riferimento alla proibizione di ascoltare il rock and roll occidentale per gli islamici fondamentalisti, che vedremo in seguito, n. d. a. ), o abbracciare queste donne, o bere questo vino, la perdita non è nostra, ma loro. " (pag. 51).

"Il bello e il sublime" (The Beautiful and the Sublime, '86)

in "Cuore di computer", op. cit. ; originariamente apparso in "Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine", giugno ’86, antologizzato in "Crystal Express", op. cit.. , traduzione di Francesca Indovina; 27 pagine, pag. 85

Racconto in forma epistolare, dell’anno 2. 030, in cui si racconta di un inventore vecchio tipo che inventa un aereo leggero capace di volare unicamente tramite sistemi computerizzati, che, in un finale drammatico enfatizzante l’obsoleicità di quel tipo di scienziato, si suicida per l’insuccesso della sua invenzione.

 

Nell’’87 esce "The Little Magic Shop", nella "Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine", nell’ottobre, che verrà poi antologizzato in "Crystal Express".
Con quel racconto Sterling arrivò terzo, nella categoria racconto, al premio dei lettori di quella rivista.. Sempre nell’’87 esce un’altra edizione di "The Artificial Kid", presso la Ace, e un suo racconto viene antologizzato in "The Year’s Best Science Fiction:Fourth Annual Collection", a cura di Gardner Dozois, ed. St. Martin’s.

"I fiori di Edo" (Flowers of Edo, '87)

in "Cuore di computer", op. cit. ; originariamente apparso in "Isaac Asimov Science Fiction Magazine", maggio ’87, antologizzato in "Crystal Express", op. cit. , traduzione di Ina Pizzuto, © by Bruce Sterling; 23 pagine, pag. 115; anche in "I molti colori del pensiero", "Nova Sf*" n. 22, ed. Perseo libri, ’92, £ 15. 000, pag. 229; finalista Nebula ’87; Altri contributi critici:"Voci di passato che scompare", "Nova Sf*" n. 22, pag. 227

Buon racconto, ma assolutamente non cyberpunk; si tratta, infatti, di un racconto d’atmosfera ambientato in Giappone, basato su di alcune leggende popolari di quel paese.

 

La guerra del golfo" (The Gulf War, '88)

Da "Cronache del basso futuro", op.cit.; 15 pagine, pag.58; originariamente apparso in "Omni", febbraio '88

Racconto non contenente alcun elemento fantastico, in cui Sterling ribadisce il suo anti islamismo. Gran parte della narrazione è ambientata nell’antica Mesopotamia, ai tempi di Asurbanipal, durante una guerra dell’epoca; poi, il finale balza improvvisamente ai tempi della guerra Iran-Irak, col filo di conduzione del ritrovamento, da parte di due soldati iraniani, di un reperto archeologico di quell’epoca. Si ribadisce, dicevamo, l’anti islamismo del Nostro, attraverso l’enunciazione delle proibizioni:"... gli eretici trasmettono rock and roll occidentale... . Siamo musulmani, ... Non beviamo... Non balliamo nè suoniamo. E lapidiamo le donne dissolute... . Allora in che modo ci godiamo le gioie della vita?" (pag. 71-72).

"La nostra Chernobyl neurale" (Our Neural Chernobyl, '88)
in "Cronache del basso futuro", op. cit. , 8 pagine, pag. 4, © by Mercury Press, ’88; anche in "Millemondinverno 1989", ed. Mondadori, ’89, £. 8. 000, nella traduzione di Marco Pinna, col titolo "Chernobyl nervosa", pag. 91, e in "Cuori elettrici.L'antologia essenziale del cyberpunk", a cura di Daniele Brolli, "Tascabili stile libero" n.383, ed.Einaudi, '96, col titolo di "Cernobyl neurale", nella traduzione di Daniele Brolli e Alessandra di Luzio; originariamente apparso in "The Magazine of Fantasy & Sf", giugno '88; finalista (4°) Hugo '89, miglior racconto breve

Breve raccontino tutto tenuto su di un tono ironico, in cui, appunto, si ironizza su di una figura di scienziato antiquata, superata, come in "Il bello e il sublime":"Lo scienziato odierno è ben diverso dall’antisociale in camice bianco del passato. Oggi gli scienziati hanno coscienza democratica e consapevolezza dei media, e sono perfettamente in sintonia con le fondamentali tendenze della cultura moderna. " (pag. 5)

Isole nella rete (Islands in the Net, '89)

"Il libro d’oro" n. 76,"Economica tascabile" n.68, ed. Fanucci, ’94,'97- traduzione di Bernardo Cicchetti, © by Bruce Sterling, ’88, pubblicazione originale, "Harbor House", ’89, finalista premi Hugo, Nebula e Locus ’89; 376 pagine + V, 28. 000 £; un brano è letto dall’autore in "Radio Cyberpunk; The Men Who Reinvented Science Fiction. Readings and Interviews by John Shirley, William Gibson and Bruce Sterling", a cura di R. P. Bird;
Altri contributi critici::
recensione di Sergio Brancato, "Isaac Asimov Science Fiction Magazine" n. 9, ed. Phoenix, ’95, pag. 171;
recensione di Franco Ricciardiello, "Intercom" n. 142/143, pag.14

Decisamente la cosa migliore di Sterling tradotta da noi, è un buonissimo romanzo dall’impianto strutturale solidissimo, e, quindi, di piacevole lettura. Vi si racconta della lotta fra la Rete:"I computer collegavano le altre macchine, le fondevano insieme. Televisione-telefono-telefax. Registratore a cassette-VCS-laser disc.. Torre di trasmissione collegata a riflettore parabolico di microonde collegato al satellite. Linea telefonica, Tv via cavo, fili a fibre ottiche che emettono sibilando parole e immagini in torrenti di pura luce. Tutto collegato in una ragnatela che copre il mondo, un sistema nervoso globale, una piovra di dati. " (pag. 20) e i pirati, delinquenti telematici annidati in micro stati, Grenada, Singapore, Nauru (le isole del titolo), che:"Rubano software, producono clandestinamente registrazioni e video, invadono la privacy delle persone. " (pag. 40); "Migliaia di compagnie legittime tenevano dossier individuali:schede dei dipendenti, anamnesi mediche, transazioni di crediti... . le compagnie cancellavano questi dati periodicamente... Ma non tutti venivano cancellati. Enormi quantità andavano a finire nei covi... le loro banche-dati erano sterminate e in continua crescita. " (pag. 44). Il filo conduttore è la protagonista, Laura Webster, attraverso le cui vicissitudini assistiamo a questa guerra. Nel complesso, l’opera in cui Sterling riesce maggiormente ad esprimere ciò che pensa della mondializzazione dell’informazione, che mi sembra si sintetizzino molto bene in queste due osservazioni:"Ti sei mai chiesta cosa succede alle persone che non sanno leggere e scrivere?Nel tuo fottuto e splendido mondo della Rete con tutti i suoi fottuti dati?" (pag. 165); "Io puzzo di Rete... Di potere e pianificazioni e dati, e del metodo occidentale, e della pura incapacità di lasciare qualsiasi cosa in pace. " (pag. 348). Brancato, nella sua recensione, fa osservare che:"Le informazioni devono essere libere, sostiene Sterling, in aperta polemica con quanti attualmente tentano di irreggimentare soggetti e territori dell’informatica. " (pag. 172). L’"... invadere la... privacy... " (pag. 102) è un concetto che ritroviamo molto di frequente nella narrativa del Nostro; il cyberspazio, l’estendersi illimitato e, forse, incontrollato, delle informazioni, è la paura odierna che Sterling cerca di esprimere; mi sembra lo faccia molto bene. Vi sono, anche, alcuni divertenti rimandi alla Sf classica, in un certo senso irrisori, in quanto evidentemente evidenzianti il suo essere sorpassata.

"Dori Bangs" (Dori Bangs, '89)
in "Cuore di computer", op. cit. , © by Davis Publications, Inc, ’89, 13 pagine, pag. 139; anche in "Stelle di neutroni" (The Year’s Best Science Fiction:Seventh Annual Collection, ’90), a cura di Gardner Dozois, "Varia fantascienza", "Millemondi primavera (?) 1995" , ed. Mondadori, ’92, '95 © by Gardner Dozois, ’90; 1° ed.:641 pagine, £ 32. 000, nella traduzione di Delio Zinoni; finalista Hugo ’90, categoria racconto breve; originariamente apparso in "Isaac Asimov's Sf Magazine", settembre '89

Racconta dell’incontro tra una fumettara e un critico musicale; evidente che ciò che si vuole comunicare è un discorso sullo stato di ciò che è arte nel mondo contemporaneo; un miscuglio di decadenza, una generica sensazione di difficoltà nel comunicare il groviglio emozionale ingenerato dal frastuono della modernità; forse uno dei racconti di Sterling in cui si evidenzia maggiormente la sua posizione all’interno del cyberpunk, una posizione decisamente più umanistica di quella di Gibson.

"Vediamo le cose in maniera diversa" (We See Things Differently, '89)
in "Cronache del basso futuro", op. cit. , 19 pagine, pag. 127; anche in "Super novae", "iperFICTION", ed. Interno giallo/Mondadori, ’93,620 pagine,35.000 £, e in "Millemondi primavera 1996", ed.Mondadori, '96, nella traduzione di Sergio Perrone, col titolo di "Noi la pensiamo diversamente", pag. 142, e in "Strani attrattori" (Semiotext(e) Sf, ’89), "Cyberpunkline" n. 6, ed. ShaKe, ’96, a cura di Rudy Rucker, Peter Lamborn, Wilson e Robert Anton Wilson, 301 pagine, 30. 000 £, originariamente apparsovi,nel n. 14, '89, nella traduzione di Giuliano Tedesco, col titolo di "Vediamo le cose diversamente", pag. 27; Altri contributi critici:presentazione all'edizione ShaKe, pag.26

Ottimo racconto in cui, su uno sfondo di una storia prettamente maeinstream, appena screziata da un accenno fantapolitico (una bomba nucleare del:"... Fronte dei Martiri Afghani... " (pag. 131)che distrugge Mosca), si sviluppa ulteriormente la tematica della contrapposizione fra l’islam e la modernità:"... noi mussulmani abbiamo paura della vita moderna, delle nuove esperienze. " (pag. 143) Il discorso del cyberpunk viene, in qualche modo, portato avanti, in quanto si evidenzia anche che questa arretratezza culturale, sviluppa anche un disamore per la mondializzazione dell’informazione:"... paura delle multinazionali.... commercio globale, economia globale. " (pag. 141).

 

Nell’’89 esce quella Crystal Express che abbiamo più volte nominato, in cui, oltre ai racconti che abbiamo detto, vengono antologizzati "Spook" e "Telliamed".

"Hollywood Cremlino" (Hollywood Kremlin, '90)
in "Cronache del basso futuro", op. cit. , © by Mercury Press, Inc. , ’90, 26 pagine, pag. 146; anche in "Millemondiestate 1992", ed. Mondadori, ’92, 397 pagine, £ 9. 000, nella traduzione di Stefano Viviani, col titolo di "Hollywood al Cremlino", pag. 210; originariamente apparso in "The Magazine of Fantasy & Sf", ottobre '90

Lungo racconto non assolutamente di Sf, ambientato in una delle repubbliche sorte dal disfacimento dell’ex impero Sovietico, in cui, più che altro, mi sembra si voglia significare quanto anche i frequenti e rapidi sconvolgimenti politico-geografici determinino uno scollamento del nostro immaginario.

"La spada di Damocle" (The Sword of Damocles, '90)
da "Cuore di computer", op. cit. , traduzione di Antonio Caronia, originariamente apparso in "Isaac Asimov’s Sf Magazine", febbraio ’90; 8 pagine, pag. 153; anche in "Cronache del basso futuro", op. cit. , nella traduzione di Laura Serra

Racconto umoristico, come lo può essere un racconto di Sterling; prende lo spunto dal dire di voler raccontare la leggenda di Damocle:"In modo semplice diretto, senza fronzoli, naturale... . come se la raccontassi a degli amici nel mio salotto... " (pag.. 155), per fare un discorso sull’alienazione da Tv nella nostra società:"... perchè non mandiamo tutto a quel paese e non ci guardiamo un pò di tv?... Quando è stata l’ultima volta che avete sentito un amico che raccontava una storia ad alta voce?... una bella storia, tipo mito, con un inizio, una parte di mezzo e una fine. E una morale. Siamo sinceri, non lo facciamo più. Noi postoderni non viviamo in una cultura narrativa di tipo orale. Se vogliamo goderci una bella storia tutti insieme, andiamo a noleggiare un maledetto video. " (pag. 155-la sottolineatura è mia).

"Le rive della Boemia" (The Shores of Bohemia, '90)

da "Cronache del basso futuro", op.cit.; 25 pagine, pag.74; originariamente apparso in "Universe" # 1, '90

Strano racconto, ambientato in un futuro remoto, in cui l’Uomo vive una vita lunga secoli, e l’umanità è divisa in una parte iper civilizzata e una regredita alla barbarie primordiale. In questo scenario vi sono le Convenzioni:"... un sistema di dati globale che ha assunto la funzione di Volontà Immanente. " (pag. 85). Il racconto è incentrato sull’ultimazione e l’inaugurazione dell’Enantiodromo, un’opera di cui non si conosce lo scopo, talmente lontana nel tempo è l’epoca in cui se ne era cominciata la costruzione.

 

Nell’edizione italiana della "Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine", ed.Phoenix, esce una serie di articoli di Sterling, editi originariamente a partire dal ’90:"Il cyberpunk negli anni novanta" (Cyberpunk in the Nineties, ’91); nella rubrica "Civiltà elettronica":"Ciberspazio (trademark)" (Cyberspace (TM)", 90); "Una dichiarazione di principio" (A Statement of Principle, ’92); "Internet" (Internet, ’93); "Il conflitto virtuale"; "La nuova crittografia" (The New Cryptography, ’93); "Pensate al prestigio" (Think of the Prestige, ’92); "Scheletri all’orizzonte" (Spires on the Skyline, ’94); "Il futuro oggi"; "Robotica 1993" (Robotica ’93); "Guardando le nuvole" (Watching the Clauds, ’94); "Guerra virtuale" (Virtual War Wired); "Perchè mi sono iscritto all’Alcei" (Why I Have Joined ALCEI); "Ritorno alla rue Jules Verne" (Return to the Rue Jules Verne, ’93).

"L’impensabile" (The Unthinkable, '91)
in "Cronache del basso futuro", op. cit. , © by Mercury Press, Inc. ; 6 pagine, pag. 121; anche in "Millemondiestate 1992", op. cit. nella traduzione di Carlo Meazza, col titolo "Impensabile", e in "Lovecraft 2000", a cura di Jim Turner, "I libri della mezzanotte" n.3, ed.Sperling & Kupfer, '99, nella traduzione di Gian Paolo Gasperi, pag.200; originariamente apparso in "The Magazine of Fantasy & Sf", agosto '91

Breve raccontino defaticante, in cui si respira un’atmosfera di rilassatezza, di pace, molto marcatamente; ed è proprio su di essa, infatti, che è basato; la fine di una guerra che ci ha innervositi tutti, la Guerra Fredda. Divertente l’allegoria dell’energia atomica da cui il titolo:"... un’entità totalmente aliena che vive nell’abisso tra universi, un semidio ultrademoniaco la cui stessa geometria rappresenta in certo modo un affronto alla salute mentale... " (pag. 124).

"Jim e Irene" (Jim and Irene, '91)

da "Cronache del basso futuro", op.cit.; 32 pagine, pag.17; originariamente apparso in "When the Music's Over", '91

Un hacker, :"Ladr(o) elettronico-telefonic(o). " (pag. 36) e una profuga russa affamata si incontrano per caso, e ne sortisce una storia un pò alla "Thelma e Luoise". Non pienamente riuscito, ha come unici spunti interessanti la figura dell’hacker:"... un piccolo uomo che si misurava con i più gran ricconi che si potessero trovare... io ero Robin Hood. " (pag. 37), e un’osservazione sul perchè, ponendosi in una prospettiva esterna al sistema, si abbia una visione dello stesso migliore:"Forse è per quello che riusciamo a vedere così bene il sistema. Perchè ne siamo al di fuori. " (pag. 48).

La macchina della realtà (The Different Engine, ’91)

"Altri mondi", ed. Mondadori, ’92-traduzione di Delio Zinoni-© by William Gibson e Bruce Sterling-406 pagine-29000 lire, e "Oscar bestsellers" n. 581, ed. Mondadori,'95, £ 14. 000-finalista Nebula ’92-originariente apparso in "Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine", gennaio-marzo ’86-parzialmente pubblicato, col titolo di "The Angel of Goliad", in "Interzone" # 40, '90; prima edizione U. S. A. , Bantam, prima edizione G. b. , Gollantz. In collaborazione con William Gibson
Altri contributi critici :

E’ il testo col quale i due maggiori esponenti del movimento hanno voluto, in un certo senso, dire che il movimento stesso era superato, concluso, una sorta di:"... superamento dell’esperienza cyberpunk... " [G. Gandolfi, "L’occhio onnisciente della macchina", "Il paradiso degli orchi" n. 1, inverno ’93, pag. 51].

Ambientato in un’America ucronica della metà del secolo scorso, in cui la Macchina per calcolare che Charles Babbace tentò di far funzionare verso il 1820, viene realizzata. E questo "computer" altera completamente la realtà, meccanizzandola notevolmente, industrializzandola, conseguentemente, e quindi inquinandola. Le conflittualità sociali conseguenti sono virulente:"Quando avremo costruito barricate in tutta la città, allora dovranno combattere faccia a faccia con la classe lavoratrice insorta, uomini armati del coraggio che infonde la prima vera libertà che abbiano mai conosciuto!"(pag. 280), e Marx e Engels ampiamente citati (pag. 287-322). Grant [G. Grant, "The Difference Engine" (Idem, ’91), da "Science Fiction Eyes", n.. 8, inverno ’91, traduzione di Luigi D’Aurelio, pag. 20], trova che un’affermazione filosofica verso la fine del romanzo:"... conoscenza che è morire per nascere. ", sia un pò assimilabile al:"... l’autoconsapevolezza dell’intelligenza evolutasi dalle macchine-l’immanente entità matrice. "

C’è una breve scena di un automa, un vero e proprio robot:"L’automa cominciò a versare da bere. C’era uno snodo nel braccio, coperto dalla manica, e un secondo sul polso. Versava il whisky con un lieve scricchiolio di cavi e un sommesso ticchettio di legno. (... )Non c’è neanche un pezzetto di metallo dentro di lei:tutto bambù, crini di cavallo intrecciati, molle di osso di balena. "(pag. 164-5). e una lunghissima sequenza di scene erotiche di livello non disprezzabile (da pag. 215 a pag. 229). "Questo "Engine" mescola assieme elementi delle nostre stesse vite circondate da computer negli anni ’90 del ventesimo secolo con l’intero mondo reale degli anni ’50 del diciannovesimo secolo, facendoli sembrare entrambi piuttosto strani. Periodi storici diversi compressi in uno solo, combinati con la paranoia della vita sotto l’Occhio vigile del Grande Fratello... ".

A me, sinceramente, sono piaciuti molto di più i romanzi della trilogia cyberpunk; questo è molto difficile, :"Per essere apprezzato appieno, infatti, il testo richiederebbe vaste conoscenze sia in campo letterario che in campo storico, filosofico e scientifico... ", anche se di notevole qualità, di scorrevolezza e di piacere di lettura. Gli stili dei due autori sono ampiamente riconoscibili, ed è indubbio che il contributo di Sterling sia superiore quantitativamente a quello di Gibson; non per qualità:spiccano, per bontà di stile, le pagine del Nostro. Tavosanis riferisce, a proposito del metodo di lavoro dei due:"... consiste nello scrivere e riscrivere parecchie volte, al computer, gli stessi brani, macinando allo stesso modo anche un bel po’ di estratti da romanzieri vittoriani, Dickens in primo luogo.. " [recensione di Mirko Tavosanis, "Isaac Asimov Science Fiction Magazine" n. 1, ed. Telemaco, ’93, pag. 186, da un’intervista a "Science Fiction Studies"].

"Il proiettile morale" (The Moral Bullet, '91)

in "Cronache del basso futuro", op. cit. , originariamente apparso in "Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine", luglio ’91, 21 pagine, pag. 100; anche in "Cuore di computer", op. cit. , nella traduzione di Daniele Brolli, col titolo "La pallottola morale", pag. 153

Buon racconto, scritto in collaborazione con John Kessel in cui si immagina una Terra in un futuro prossimo in cui l’umanità è stata dimezzata dalla:"... Più Incredibile Scoperta della Medicina Moderna. " (pag. 108), la DEAR:"... se ti innietti costanti dosi di DEAR quando sei giovane, non invecchi mai. " (pag. 106) Si è scoperto infatti solamente dopo che dà assefuazione, e porta alla morte se non la si prende regolarmente, ed il mondo vive in uno stato di guerra civile costante e totale. Si solleva, ovviamente, anche il tema dell’Immortalità, che la Sf ha ampiamente sfrutttato, in modo decisamente originale:"senza un’adeguata dose di DEAR tutti muoiono, ogni minuto. È la condizione umana, no?O almeno lo era. " (pag. 109); "Mi chiedo... che razza di uomo voglia avere dodici anni per l’eternità. " (pag. 108).

 

Nel ’91 esce un suo articolo su Interzone in cui spiega i motivi per cui vuole smettere di scrivere narrativa per dedicarsi alla saggistica, cosa che, però, come vedremo, non succederà.

 

"Siete a favore o contro la 486?" (Are You for 486?,'92)

da "Cronache del basso futuro", op.cit.;27 pagine, pag.173

Buon racconto ambientato in un futuro prossimo, in cui si fronteggiano una banda abortista e una pro-vita, con la partecipazione di agenti federali e una banda rock femminile giapponese. È cyberpunk in quanto ognuna di queste fazioni si serve di apparecchiature elettroniche per infiltrarsi nei sistemi computerizzati globali.

 

 Atmosfera mortale (Heavy Weather, '92) (Heavy Weather, '92)

"Gli squali" n.. 2, ed. Bompiani, ’95, traduzione di Stefano Gardinale, © by Bruce Sterling, ’94, ed. or. (Bantam, ’92); nel ’94 ne esce un’edizione brussurata; 348 pagine, 15. 000 £
Altri contributi critici::
"Istruzioni per l’uso", di Daniele Brolli, pag. V°

Un po' sulla scia dei romanzi sociologici della Sf degli anni ’60-’70, una sorta, cioè, di accorato monito su ciò che ci potrebbe accadere se non facciamo sufficiente attenzione al nostro pianeta, sugli effetti possibili del buco dell’ozono.

L’azione si svolge negli States, nel 24° secolo, in un Progetto rivolto alla prevenzione degli effetti dei tornado, divenuti molto più numerosi e molto più devastanti:"Prima del clima pesante, c’erano stati circa novecento tornado all’anno negli Stati Uniti. Ora erano circa quattromila. "; il clima pesante è, appunto, quello derivato dagli effetti del buco dell’azono. Questo Progetto fà qualcosa per prevenirne gli effetti, ma, poi, quando arriva un F6, un tornado violentissimo (quelli attuali sono, al limite, degli F2), nulla possono; e, in sintesi, è, appunto, un monito a fare qualcosa, noi, oggi, per prevenirne la possibilità. Lento, segue lo svolgersi degli avvenimenti tutto dal punto di vista dei protagonisti, dal loro inner space; inutile dire che la caratterizzazione psicologica dei personaggi è davvero ottima, risultantene una caratterizzazione a tutto tondo. Sterling non trascura certo, anche qui, il fattore sesso; esso vi viene rappresentato in maniera molto cruda, realistica, e, inevitabilmente, non potendo tralasciare di accennare al problema AIDS. Nel capitolo (il 6°) in cui si sofferma sulle cause della situazione disastrosa di quel futuro, vi è anche un accenno alle tematiche più propriamente cyberpunk:"... tecniche di messa in rete computerizzata una volta che queste tecniche erano installate distruggevano definitivamente la possibilità del governo di controllare il flusso di fondi elettronici in nessun luogo, in nessun tempo e per nessun proposito. " (pag. 210). 

Giro di vite contro gli hacker (The Hacker Crackdown: Law and Disorder on the Electronic Frontier, '92) (The Hacker Crackdown: Law and Disorder on the Electronic Frontier, '92)

"Cyberpunkline" n.9, ed. ShaKe, ’93-traduzione di Mirko Tavosanis-© '92, by Bruce Sterling-247 pagine,18.000 £–edizione originale (Bantam Books)

Un lungo saggio in volume di cui l’autore stesso ci dice di averne intrapreso la scrittura perchè:"Cominciò a venirmi l’idea che alcuni autori... potessero ritrovarsi con i computer sequestrati, sotto sigillo, anche senza nessuna accusa penale... Mi decisi a mettere da parte la fantascienza finch’è non avessi scoperto cos’era successo e da che parte erano venuti i guai. Era giunto il momento di entrare nel mondo dichiaratamente concreto della libera espressione elettronica e della criminalità informatica" (pag. 127). È, infatti, un libro che tratta degli hackers, di quei pirati informatici che entrano abusivamente, e abilmente, in sistemi informatici complessi per rubare informazioni. Molto ben condotto, parte, addirittura, da un breve flash back sulle origini della telefonia, per, poi, introdurre l’evento storico su cui è incentrato, il grande black out telefonico che colpì, negli States, 60. 000 persone il 15 gennaio 1990:"... il Collasso del Sistema del 15 gennaio 1990 fu causato da un miglioramento del software. O, piuttosto, da un tentativo di miglioramento. " (pag. 40), cioè da un errore di programmazione del nuovo sistema computerizzato che gestiva quelle reti telefoniche. Si passa, poi, agli hacker veri e propri; si ha una descrizione molto particolareggiata del fenomeno, a mò di premessa all’evento su cui è effettivamente incentrato il libro, l’ "Hacker Crackdown", una vasta operazione di polizia condotta sempre nel ’90:"L’operazione era rivolta innanzitutto contro i bulletin board system, sistemi di messaggeria elettronica ("bollettini" o, più letteralmente, "sistemi per affissione di messaggi"" (pag. 65). Erano, questi, delle specie di fanzine elettroniche in cui, spesse volte, comparivano, anche, informazioni decisamente riservate, come codici di accesso a carte di credito, passworld per inserirsi furtivamente in altri sistemi, ecc. Ed è proprio una di queste pubblicazioni il punto di contatto fra il Collasso telefonico e questa operazione di polizia; i Servizi Segreti, mossi dall’opinione pubblica, si mossero nella direzione degli hacker, nel tentativo di trovare il tipico capro espiatorio fra una classe di disperati e di deboli, con la scusa che su una di queste pubblicazioni era stata pubblicata una parte, assolutamente innocua, di un documento della compagnia telefonica piratato. Il processo si risolse con poche minime condanne, ma, ciò che importa, è che con quell’operazione si intendeva "... fornire un chiaro messaggio al pubblico in generale e alla comunità informatica in particolare, stabilendo che gli attacchi ai computer e il furto di informazioni elettroniche vengano puniti con rigore dai tribunali. " (pag. 207). In sintesi, il problema che pone in essere, è quello, delicatissimo, e attualissimo, delle regole, ancora tutte da scrivere, che dovranno, prima o poi, andare a regolamentare il mondo di "Internet" e similia. Il volume fornisce, anche, molte indicazioni bibliografiche davvero interessantissime sull’argomento.

Un altro suo saggio è reperibile nel n. 1 di "Cyber fantasy", di Madrid.

 

"La vacca sacra" (Sacred Cow, ’93)
da "Un futuro all’antica" (A Good Old-fashioned Future, ’99), "Solaria" n.9, ed.Fanucci, 2000, traduzione di Giorgia Gatta, originariamente apparso in "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", marzo '96; 18 pagine, pag.281

In cui si immagina un futuro in cui le potenze orientali, India e Giappone, abbiano preso il sopravvento economico su quelle orientali per via di una terribile epidemia che ha falcidiato l’Occidente, dovuta ad una sorta di mucca pazza, ma , decisamente, molto più nociva: "Hanno trasformato delle pecore contaminate, delle frattaglie da macello in proteine per mangimi, e hanno dato quei fottuti scarti da mangiare alle loro stesse mucche inglesi….Sapevano che era rischioso, ma continuarono a farlo semplicemente perché era più economico!" (pag.293).

Ma, quest’idea, rimane l’unica cosa, del racconto; in cui, infatti, non si racconta un bel nulla, solo degli accadimenti quotidiani, vuoti, di una troupe inglese che, di solito, gira i suoi film in India, in trasferta in Inghilterra.

"Deep Eddy" (Deep Eddy, '93)
da "Cuore di computer", op. cit., originariamente apparso in "Isaac Asimov Science Fiction Magazine", agosto ’93; anche in "Un futuro all’antica", op.cit.., pag.39; traduzione di Antonio Caronia, 39 pagine, pag. 5

In un 2.035 in cui le acque dei fiumi sono potabili: "Il Reno... L’acqua si può bere? Naturale. L’Europa è molto civile. " (pag. 18), un fan americano del Critico Culturale fa un viaggio a in Europa, a trovarlo, e si imbatte in gravi disordini.
È un futuro inondato dagli spex: "... i ragazzini... (li avevano come, n.d.a.) giocattoli tutti colorati con una ventina di mega al massimo... I poliziotti ce li avevano montati direttamente negli elmetti antisommossa... . cartelloni pubblicitari... si potevano leggere solo con gli spex... giacche ad aria condizionata e quaranta o cinquanta terabyte in cima al naso. " (pag. 7).

 

"La grande medusa" (Big Jelly, '94)

da "Isaac Asimov Sf Magazine" n.10, ed.Phoenix, '95, originariamente apparso in "Isaac Asimov's Sf Magazine", novembre '94; anche, col titolo di "La grande gelatina", in "Un futuro all’antica", op.cit.; traduzione di Federico Zignani; 39 pagine, pag.5

Scritto in collaborazione con Rudy Rucker, è uno strano, quasi grottesco racconto in cui si racconta di un'improbabilissima scoperta della possibilità di creare delle meduse artificiali dagli sfruttamenti economici interminabili; ma dal quale, mi sembra, traspaia un phatos avverso ad ogni conservatorismo, ad ogni occlusione nel confronti di ciò che può sembrare, appunto, troppo incredibile, troppo impossibile, ma che contiene quel quid di innovatività che, solo, può consentire il reale progresso..

Fuoco sacro (Holy Fire, '96)

"Il libro d’oro", ed. Fanucci, ’97-traduzione di Daniele Brolli-© by Bruce Sterling-309 pagine + VI-28000 £; finalista Hugo ’97- Altri contributi critici:
"La fantascienza come mezzo di conoscenza e prevenzione", introduzione di Daniele Brolli, pag. I°; recensione di Roberto Barbolini, Panorama del 6/1/’97, ed. Mondadori;
trafiletto in Max n. 5, ed. Rizzoli, ’97, pag. 85; recensione di Alessandra Di Luzio, "Cinema-SFX" n. 11, ed. Hobby & Work, ’97, pag. 86; recensione di Franco Ricciardiello, "Intercom" n.146/147, ’97, pag.49; recensione di Silvio Sosio e/o Luigi Pachì, "Neural" n.11, ed.Minus abens records, ’98, pag.53; recensione di Maurizio Battista, "Future shock" n.26, ‘98

In cui si racconta del wanderjahr (... termine, che in alcuni romanzi di formazione, o Bildungsroman, sette-ottocenteschi in lingua tedesca... stava ad indicare un periodo della vita, spesso della giovinezza, dedicato ad un viaggio-iniziazione... " (Brolli, nota, pag. 140), di una donna che, nel 21° secolo, si è sottoposta ad un trattamento genetico che l’ha fatta tornare, dai suoi quasi cent’anni, a venti. Il novum specifico che caratterizza quest’opera, è, ovviamente, questo, ma vi sono molte divertenti invenzioni, che lo costellano, di stampo tipicamente cyberpunk, la più rilevante delle quali è un traduttore automatico portatile dalle incredibili applicazioni. Vi è, anche, un discorso ben preciso su quella che è la poetica del cyberpunk:"La cosa ammirevole a proposito del fantastico è che il contenuto sta diventando il contenitore; il fantastico permea inesorabilmente il quotidiano. " (pag. 166-la sottolineatura è mia).
La vena prevalentemente letteraria di Sterling, si fà sentire anche in quest’opera; infatti, ad un certo punto, fà una specie di discorso su di uno dei rischi più seri che incombono sulla nostra società che già in molto definisco post-letteraria, e cioè quello della perdita del valore della letteratura scritta, sopraffatta dalla mondializzazione dell’informazione, del rischio che ciò, con l’andar del tempo, porti, appunto, ad un decrescimento del valore letteratura:"... la lettura è una cosa talmente negativa, distrugge gli occhi, costringe a delle posizioni scomode e fa anche ingrassare. " (pag. 226), frase proferita da un giovane di questo 21° secolo in cui praticamente più nessuno legge, nè, tantomeno, scrive, in cui i libri sono ormai diventati degli oggetti d’antiquariato, tutt’al più di collezionismo, privato o pubblico. Veramente molto buono, racconta, appunto, di questo viaggio iniziatico di questa donna, Mia (poi, Maya), ringiovanita, che dall’America delle avanguardie, va, appunto in Europa, da Monaco a Praga a Roma; direi che, senz’altro, con ciò Sterling intendesse proprio portare avanti questo suo discorso sulla contrapposizione fra l’antico e il moderno, fra questo futuro che si insinua sempre più nella nostra vita di tutti i giorni e un passato i valori del quale rischiamo di perdere, o, quantomeno, di veder eccessivamente sminuiti. Io, ho trovato un accostamento fra il discorso che Sterling fà nel finale, parlando della possibilità di estendere ulteriormente l’aspettativa di vita fino a limiti davvero fantascientifici (.... la durata media della vita umana... diventa di circa 1. 450 anni. " (pag. 247), di una generazione che diverrebbe la prima di una nuova razza di immortali:"... noi siamo quelle persone. Siamo quella generazione fortunata. Siamo i primi che sono nati proprio nel momento giusto. Siamo i primi veri immortali. " (idem), e il Superuomo di Nietzsche. Ve ne è di molto nell’ultimo capitolo, in cui la protagonista torna alla sua America, e riincontra sua figlia e l’ex marito; soprattutto in quest’ultimo episodio, che è, poi, anche l’ultimo del romanzo, si respira un’aura che, mi pare, si possa ben accostare al feeling del superamento di Nietzsche:""Siamo dèi, Mai. E forse diventeremo anche bravi dèi... "... (era diventato) un dio molto primordiale. Un dio in minima scala. Un dio primitivo del motore a vapore. Un dio anfibio che lavorava coscienzioso la melma per qualche futura razza di rettili. Un dio assai minore, forse più simile a un nanetto da giardino, a una driade, a uno spiritello. " (pag. 308-9).
Il discorso più prettamente di Sterling, invece, direi che lo si trova in questo brano, in cui si evidenzia la contrapposizione fra la slancio mistico adolescienziale e la prassi, per così dire, dell’adulto:"Credono di essere immortali... . sono convinti di meritarsi l’immortalità. Credono che la crescita della durata della vita sia una spinta tecnologica mistica. Non è affatto mistica. Non c’è niente di mistico. La gente reale stà lavorando sodo per raggiungere quei risultati. Si stà spezzando la schiena e dando tutto quel che ha per inventare nuovi metodi per procrastinare la morte. " (pag. 293), che, assieme al precedente, mi pare possano significare, forse, uno dei compiti che Sterling propone per l’uomo di cultura contemporaneo. Il volume è introdotto e, come abbiamo visto, ottimamente annotato da Daniele Brolli.

"Il riparatore di biciclette" (Bicycle Repairman, '96)
da "Le trappole dell’ignoto" (Year's Best Science Fiction 2, '97), a cura di David G.Hartwell, "Millemondi estate speciale 1998", ed.Mondadori,’98, originariamente apparso in "Isaac Asimov Science Fiction Magazine", ottobre/novembre ’96, o in "Intersections", '96; traduzione di Roberto Marini, 39 pagine, pag. 253; anche in "Scheggie d'America", "AvantPop" n.1, ed.Fanucci,’98, nella traduzione di Fabio Zucchella, pag.43, e in "Un futuro all’antica", op.cit., pag.87; Altri contributi critici: presentazione di David G.Hartwell all'edizione Mondadori, pag.253; "Vite estreme nel crepuscolo dell'America", di Sandro Modeo, "Corriere della sera" del 8/11/'98, relativamente a "Schegge d'America"
Finalista all’Hugo ’97, quale miglior racconto.

Buon racconto cyberpunk, in cui, più che altro,si dice di un tipo di contrapposizione al sistema innocuo; un uomo, un anarchico, come molti personaggi di Sterling, che sceglie di porsi al di fuori di esso, esercitando un antico mestiere, e che, per questo (e qualcosa d’altro),viene beccato; il finale, un po’ deludente, è hollywoodiano; il Potere che fiacca il ribelle, il ritorno alla normalità.

C’è, anche, un accenno alle possibilità di fruizione media che dà la Rete,rispetto ai media tradizionali:"Non si poteva cercare della roba o annotarla:si doveva solo guardare passivamente quello che i realizzatori del canale decidevano di mostrare,e quando decidevano di farlo vedere." (pag.265-la sottolineatura è mia).

"Lo sciacallo più piccolo" (The Littlest Jackal, ‘96)
da "Un futuro all’antica", op.cit., originariamente apparso in "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", marzo '96; 52 pagine, pag.227

Che sembrerebbe essere, quasi, la sublimazione di un sogno dell’autore; Sterling, lo sappiamo, è molto attivo in movimenti di protesta, e, mi pare di poter dire, ci sono alcuni riscontri, nel testo, che sembrebbe confermarlo; vi si racconta, infatti, di un ex terrorista che si mette in pista per…crearsi un suo stato, in cui, principalmente, poter riciclare il denaro sporco della mafia russa via Internet, con un metodo molto più sicuro e remunerativo di quello fino ad allora in uso.

Ma, anche, per assecondare, appunto, delle sue idee utopiche, più o meno sconclusionate: "Hai mai sentito l’interpretazione di Jimi Hendrix di "The Star-Spangled Banner"?…Cerca di immaginare un paese in cui quella musica sia veramente l’inno nazionale….Dove una musica come quella sia una realtà sociale.Così vorrei che la gente vivesse.Le persone sono pecore e non hanno il coraggio di vivere in quel modo.Ma se ne avrò l’opportunità, io posso farglielo fare." (pagg.263-4).

Vi si dice, anche, del controllo, per mezzo di video, del cittadino da parte del Potere: "I video sono dapperttutto al giorno d’oggi…È sorveglianza totale…È Spettacolo." (pag.237); "Non potevo neanche fare un salto al negozio all’angolo a prendere un pacchetto di sigarette senza far saltare mezza dozzina di dannati video." (pag.273).

Quell’anno introdusse, anche, il romanzo di John Shirley "Il cuore esploso" (The Exploded Heart), tradotto qua da noi in "Cyberpunkline" n.17, ed.Shake, 2000

"Caos U.s.a." (Distraction, ‘98)
"Il libro d’oro" n.117, ed.Fanucci, ’99; Edizione originale: (Bantam); traduzione di Carlo Borriello; Altri contributi critici: -"Anno 2044, cyber-proletari in fuga dall'America", di Carlo Formenti, "Corriere della sera" del 7/12/'99; 521 pagine, 28.000 £

Questo romanzo è, come dice il titolo originale, una distrazione, un gioco divertito, in cui lo scrittore si diverte, appunto, ad immaginare un nostro futuro prossimo fra i più improbabili; ma in uno scenario che, purtroppo, non lo è affatto; e, credo, sia proprio su questo effetto di contrasto che abbia, per così dire, puntato le sue carte.

Ambientato, come abbiamo detto, e come è di molte sue opere, in un futuro prossimo, in cui gli effetti del nostro sfruttamento smodato delle risorse naturali del nostro pianeta, ci ha portati a quel collasso ecologico che sappiamo essere estremamente probabile: "…livello dell'oceano sempre più alto.. uragani disastrosi…" (pag.159), e molto altro; e in un'America in cui, in aggiunta, c'è stato un tracollo economico globale, dovuta ad un'improbabile: "…sconfitta subita…nella guerra economica…i cinesi, che avevano reso disponibili sulle reti, gratis, tutte le proprietà intellettuali in lingua inglese…il software non aveva più alcun valore economico." (pag.127).

Vi si racconta, in estrema sintesi, di una storia ironico/improbabile alla "La seconda guerra civile americana" di , in uno scenario anche politicamente completamente disgregato, di soldati che taglieggiano i cittadini sulle strade, bande nomadi che hanno adottato svariati e variopinti sistemi sociali, fra cui spicca una strana forma di "…socialismo digitale…", che ha una forma davvero strana di livellamento sociale, fondato sulla rispettabilità.

Ed è, poi, ancora una volta, tema centrale di tutta l'opera di Sterling, quel sentire che viviamo tutti, tutti i giorni, quello shock del futuro, il vero tema anche di questo romanzo: "…tutto cambia troppo in fretta e in modo troppo complesso perché qualsiasi cervello umano possa tenersi al passo." (pag.233).

Ma, la narrazione, risulta per lunghi, troppo lunghi, tratti, eccessivamente tediosa, un po’ troppo stiracchiata; l'irrilevanza del fatto attorno al quale gravita il racconto, lo rende pesante, anche se, poi, certe idee, come la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti d'America all'Olanda, lo alleviano di molto.

Ma ci sono, anche, varie parti in cui pare che la fantasia di Sterling si sia lasciata un po’ più andare, in cui ci si riesce anche a divertire.

Il tutto, punta anche sul protagonista, che è un clone dalle capacità strordinarie, cosa che, però determina una sua debolezza di salute; ha una sorta di capacità che porta a riuscire, in pratica, a concentrarsi su due cose contemporaneamente, sperimentata intenzionalmente, e non soltanto su di lui, e che ha svariati risultati; di striscio, quindi, ma neanche poi troppo, vi si parla di schizzofrenia, di sdoppiamento della personalità, ma da un'angolazione del tutto nuova.

Carlo Formenti, in "Fantascienza e "manifesti populisti" alle radici della rabbia" ("Corriere della sera" del 2/12/'99), dice che, a suo parere, alla radice delle manifestazioni, anche violente, in occasione del Wto, ci sarebbero certe idee promulgate dal cyberpunk, e vi menziona, ampiamente questo romanzo.

Certo, le genti americane sono molto inflenzabili (e influenzate), dai media, ma non so davvero se una cosa simile sia sostenibile.

 

"Maneki Neko" (Maneki Neko, ’98)
da "Al suono di una musica aliena" (The Year’s Best Sf vol.4, ’99), a cura di David G.Hatwell, "Millemindi estate 2000", "Millemondi" n.25, ed.Mondadori, 2000; 18 pagine, pag.411; e in "Un futuro all’antica" (A Good Old-Fashioned Future, ’99), "Solaria" n.9, ed.Fanucci, 2000, nella traduzione di Giorgia Gatta, pag.19; originariamente apparso in "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", maggio ’98, poi in "Hayakawa’s Science Fiction Magazine" (Giappone), Premio Locus ’99, finalista Premio Hugo ’99, miglior racconto

In cui si dice, prevalentemente, dei possibili effetti dannosi sulla psiche delle persone, e, in particolare, dei manager, di sistemi eccessivamente sofisticati di collegamento alla Rete; lo si fa mostrando una rappresentante del governo degli States raggiungere un parossistico stato di paranoia, in una storia ambientata in Giappone.

 

"Taklamakan" (Taklamakan, ’98)
da "Un futuro all’antica", op.cit., originariamente apparso in "Isaac Asimov's Sf Magazine", ottobre/novembre '98-Premi Hugo ’99, Locus ’99, miglior romanzo breve; 51 pagine, pag.127

Parte come una storia molto cyberpunk di spionaggio, due agenti occidentali in missione in Cina, a tentare di capire cosa ci sia dietro a delle poco chiare mosse della Sfera, il blocco orientale; ma, poi, alla loro scoperta, in quello che sembrava, e voleva sembrare, un deposito di scorie radioattive, di finte astronavi nelle quali vedono dei robot prodotti da una biotech proibita, autoproducentesi, provenienti: "…da un processo completamente non umano, autonomo." (pag.152), si ha il primo passo verso un’atmosfera che giungerà poi al suo culmine quando i due scopriranno, nelle astronavi delle vere e proprie società, gli equipaggi virtuali di quelle che è stato detto loro essere astronavi generazionali; ognuna ha dato una risposta differente a quel loro stato, e, là, si hanno, mi pare di poter dire, le pagine migliori dell’opera, decisamente molto intense.

Taklamakan è il deserto nel quale i cinesi hanno effettuato molti esperimenti nucleari.

 

A lettura ultimata, dunque, abbiamo visto quali siano le caratteristiche preponderanti della poetica di Sterling; un forte sentimento anti islamico, che si sviluppa essenzialmente in quanto lo scrittore vede quel credo come profondamente contrastante con la mondializzazione dell’informazione, che è poi ciò che il cyberpunk estrapola dal nostro presente; un altro, altrettanto forte, di avversione per tutto ciò che concerne le multimazionali, viste come le reali colpevoli del malessere della gente. È, dunque, un cyberpunk decisamente più umanista di quanto lo fosse quello di Gibson, più avventuroso, meno impegnativo da un punto di vista puramente intellettuale; forse è più divertente Gibson, ma Sterling fornisce più spunti sui quali meditare, spunti attualissimi, assolutamente centrali nella nostra odierna società.

Daniele Brolli, nell’introduzione a "Isole nella rete", dice:"Sterling ha messo in rilievo più volte la sostanziale differenza tra le funzioni e gli scopi delle tecnologie dello spazio esterno e quelle informatiche osservando che se prima lo scopo era quello politico di esercitare un potere nazionale e internazionale, connotato dall’obbiettivo imperialista, per il quale era importante piantare una bandiera sulla Luna, ora le motivazioni sono essenzialmente economiche. "(pag. II); "... la prospettiva... di infrangere i limiti genetici della condizione umana, adattandola ai termini di un nuovo orizzonte post-umano di interfaccia globale con il corpo impalpabile delle comunicazioni elettroniche, presuppone la nascita di una nuova etica. " (pag. III); "Sterling è proprio quello che più di ogni altro si è imposto una regola deontologica che fa dei suoi romanzi delle testimonianze attente sulla sorte dei nostri rapporti con il corpo vasto e immateriale delle nuove tecnologie e con le strategie che ci permettono di usarle invece che di esserne usati. " (pag. IV); "Sterling afferma che lo stato della tecnologia informatica oggi è talmente provvisorio da diventare obsoleto e venire rimpiazzato giorno dopo giorno da macchine sempre più sofisticate (o in grado di fornire prestazioni sempre più brillanti) e che con esse si accelera la nostra percezione del mondo come attraverso una "dream machine che alteri stroboscopicamente i nostri stati di coscienza. " (pag. V).


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