Michael J. Tolley 
La Terra Moltiplicata (Quarantine) di Greg Egan  
Non anticipo niente di più di ciò che appare in copertina se dico che il titolo (inglese) si riferisce allo stato in cui si trova il sistema solare a seguito dell'imposizione di una bolla opaca intorno ad esso posta il 15 Novembre 2034. Circa trentadue anni dopo un detective privato, Nick Stavrianos, inizia un'indagine che lui non si aspetta che lo condurrà a capire il perchè di questo evento dall'apparenza apocalittico, anche se qualsiasi lettore un po' scaltro non potrà aspettarsi di meno.

Quello che Nick crede di fare è di ricercare una donna, Laura Andrews, che sembra sia stata rapita da un istituto di cura. La ricerca lo conduce da Perth a New Hong Kong, che in modo abbastanza plausibile è localizzata nel nord dell'Australia (Arnhem Land). Una volta là, passa senza potersi ribellare dal legame al suo vecchio cliente ad un'altra misteriosa agenzia, ma nel frattempo ha dimostrato delle risorse investigative proprio rimarchevoli. Le risorse di Nick risiedono principalmente nella sua testa, ben fornita di "mods" o programmi cibernetici.

La qualità dell'estrapolazione di Greg Egan in Quarantine è brilliante; la sua Australia futura è una terra cyberpunk delle meraviglie; è anche un ambiente pericoloso, esposto com'è alle attività terroristiche dei Children of the Abys, diffusisi a seguito della Bolla. Alcuni anni prima Nick ha perso la moglie, mentre era un ufficiale della polizia, ma comunque lei rimane con lui come predenza spettrale,  grazie ad uno dei suoi impianti.

Come succede si solito, la parola 'spettrale' non è un termine con cui Nick possa sentirsi a proprio agio in quanto è un ateo incallito per il quale non può essere soddisfacente nessuna spiegazione metafisica di un qualsiasi evento. Questa qualità dell'eroe-narratore tende a disturbare anche un lettore agnostico mentre le sue dimensioni diventano quasi del tutto apparenti: Nick Stavrianos è un uomo così gelidamente vuoto da potersi ritrovare con facilità tra le pagine di Jim Thompson o uno qualsiasi dei romanzi sui serial killer attualmente pubblicati in America. Che il soggetto di questo thriller sia l'assassinio, l'assassinio di massa, il genocidio delle dimensioni massime che si possano immaginare, sembra che preoccupi lo stesso Nick, anche se è la sua sopravvivenza che lo preoccupa principalmente.

La trama da thriller, che nei primi capitoli è derivata chiaramente dalla formula alla James Bond della penetrazione e della cattura, sfortunatamente (per quanto concerte il sottoscritto) porta a delle pagine di dibattito teorico e speculazione personalizzate in modo insufficiente. (Lasciatemi prendere il mio indicatore di negligenza nella costruzione del dialogo: ci sono sette alzate di spalle nelle prime cento pagine, ventidue nelle seconde cento; qualsiasi lettore potrà testare il mio sistema controllando gli altri piccoli segni come assensi, sorrisi, strabuzzare di occhi, sospiri e simili per esempio tra le pp158-63[dell'edizione inglese], uno degli scambi più animati.) Tale speculazione, che incorpora qualche espressione gergale poco familiare, non è sempre facile da seguire, ma è cruciale per il lettore se vuole mantenere il filo dell'azione, soprattutto la lezione sul problema delle misurazioni quantistiche nel capitolo 7. Egan riesce qusi a non sommergere il lettore con la teoria, ma ce n'è abbastanza da farlo a volte impantanare... e ci pone la domanda se sia probabile che lo stesso Nick, un cittadino della metà del ventunesimo secoloabbia bisogno di tante spiegazioni (Incidentalmente, un errore minore nell'estrapolazione sta nella forma che usa un personaggio quando dice che l'anno è "Two thousand and sixty-eight"; mentre sarebbe meno sorprendente se usasse "Twenty sixty-eight".)

Per caso ho letto Quarantine nell'ambito del lavoro preliminare per un articolo sulle realizzazioni letterarie in Australia del tema apocalittico, con l'avvicinarsi dell'anno 2000; è sono rimasto sorpreso nel trovare questo materiale nuovo. Pochi libri nello stesso sottogenere possono essere più diversi tra Quarantine e On the Beach, così è divertente scoprire la reazione degli australiani di Egan al Bubble Day, 2034, in qualche modo simile alla tranquilla maniera di quelli di Shute nel 1963:

Disturbances in this country were minor; even on the east coast, sunset came too late [to catch the switching off of the stars], and apparently most Australians sat glued to their TVs all night, watching other people do the looting and burning. The End of the World was far too important to be happening anywhere but overseas.

Quando, comunque,  Egan si pone a rendere l'apocalisse con una apparente maggiore finalità, i suoi effetti specali surreali sono più alla Ballard di The Unlimited Dream Company. Per me, inoltre, c'è molto nel concetto di Egan dello "smearing" degli Immortali 'troppo liberi' di Blake così come sono percepiti da  Urizen. Altri aspetti della trama mi ricordano scenari di Blake che riguardano il sequestro di Urizen e Los, anche se Egan può aver considerato che era molto più direttamente imitativo di Phillip K. Dick: anche lui tratta della definizione dell'umanità e della natura della realtà. Dick potrebbe non essere stata un'influenza (sono notoriamente un disastro nello scorgere le influenze sugli autori australiani di SF contemporanei) ma ci sono delle volte in cui vorrei che fosse ancora in giro per usare i temi di Egan con un'umanità maggiore del drappello australiano... e con un maggiore interesse nella metafisica. (C'è un effetto quasi-Dickiano, quando il testo conduce il lettore verso sentieri alternati.) Stanislaw Lem è un'altra possibile fonte... o almeno qualcuno che potrebbe essere stata una fonte, si veda The Cyberiad sulla teoria delle probalità.

Mi ero messo anche a leggere Ernst Mayr, un filosofo che invoca l'idea della teologia solo per sgonfiarla. Alcune delle speculazioni di Egan, per quanto possano essere riduttive, possono essere così schierate nel dibattito da causare a Mayr alcune difficoltà insospettate. Mayr e Nick appartengono entrambi alla scuola dei giocatori che pensano che se dovessero ammettere la metafisica sono stati sconfitti, che per me sembra uno spreco di buon ragionamento. Non so da che parte stia Greg Egan; sarebbe confortante il sapere che sta continuamento prendendo in giro le pretese di Nick; ma sospetto che non sia una coincidenza che la sua mente abbia girato all'idea degli ambienti chiusi. T.S. Eliot potrebbe fornire una epigrafe per Quarantine come The Hollow Men fa per On the Beach (Nick, dopotutto, non è solo un uomo vuoto, ma anche un uomo imbottito), anche se il testo potrebbe venire benissimo in questo caso dalla sequenza temporale di chiususra di The Waste Land II: "A Game of Chess" -

I can't help it, she said, pulling a long face,

It's them pills I took, to bring it off, she said.

Anche se io sia tutt'altro che incantato da Quarantine, che sembra alla fine offrire molto meno di quanto prometta, lo raccomnando come un'opera importante di hard science fiction. Greg Egan ha affrontato una gran quantità di problemi per divertire e allo stesso tempo provocare il lettore attento.