Lungo viaggio di Doris Lessing dentro la SF
Oriana Palusci
Nonostante il fatto che Doris Lessing sia di solito considerata una scrittrice con altri interessi narrativi - dall'impegno sociale della fase iniziale alle divagazioni psicologiche degli scritti successivi - il rapporto con la SF va analizzato e precisato alla luce dei suoi romanzi più recenti, in cui l'utilizzazione dei moduli della tradizione della SF si è fatta più diretta ed esplicita (1). Già alcuni studiosi, come il Ketterer, hanno da tempo collegato la narrativa SF a forme letterarie mainstream (2). Di fatto, la Lessing si è rivolta sempre più alla SF nella sua continua ricerca di nuove direttrici narrative. Questo studio include: il racconto "Report on the Threatened City" (1971) e i romanzi The Four-Gated City (1969), Briefing for a Descent into Hell (1971), The Memoirs of a Survivor (1974) e termina con un discorso preliminare sui tre recenti volumi del ciclo Canopus in Argos: Archives (3).

Nella seconda metà degli anni '60 assistiamo a una convergenza di interessi e prospettive narrative che determinano, sia nella Lessing che nella SF più aperta, il passaggio da un approccio realistico-psicologico-sociologico a una visione apocalittica del futuro appoggiata a strutture narrative più fluide (4).

lIl mutamento degli anni '60 nella tradizione fantascientifica, esemplificato nelle teorie e nei testi di J.G. Ballard, e la scoperta del romanzo spaziale interiore (inner space fiction) si fondono con la sensibilità postmoderna di un romanziere come Vonnegut, con il suo accentuato sperimentalismo, la carica ironica e l'uso disinvolto dei materiali della SF. Negli stessi anni la Lessing conduce un suo viaggio interiore verso una concezione antirealistica del romanzo, legata a una visione catastrofica del futuro che determina il bisogno di servirsi di metodi ed espedienti propri della SF. Del resto, in più di una occasione la Lessing ha sottolineato il suo entusiasmo per i romanzi di Vonnegut, "uno degli scrittori che tracciano per noi la mappa dei nostri paesaggi e che danno il nome ai luoghi che noi conosciamo meglio" (5).

Così il coinvolgimento della Lessing in questo genere può anche essere ricondotto al fatto che la SF negli anni '60 abbandonava sempre più, come fonte d'ispirazione, il settore specialistico delle hard sciences, per tentare una prospettiva più sofisticata della mitologia, della antropologia ecc. Infatti, la SF rappresenta per la Lessing eminentemente un genere attraverso cui i suoi precedenti interessi, lungi dall'essere abbandonati, possono essere filtrati con maggior forza ed efficacia. Ella ha esplicitamente affermato nel 1969: "Sono molto interessata al futuro. Ho letto molta SF, e penso che gli scrittori di SF abbiano catturato il senso del futuro della nostra cultura" (6). È vero che è difficile attribuire alla Lessing un'ortodossia fantascientifica sulla base della teoria del novum cognitivo di Darko Suvin (7) - come invece si può fare per un'altra scrittrice che sta compiendo un percorso in parte inverso, Ursula LeGuin, - ma non vi è dubbio che l'adesione ad alcuni moduli della tradizione della SF, quella della distopia di London e di Orwell, come dei grandi affreschi cosmici di Stapledon (con echi minori, ma evidenti, di Ballard, Vonnegut e della stessa LeGuin) rende la Lessing un soggetto adatto a uno studio dei rapporti tra narrativa SF vera e propria e narrativa mainstream influenzata - e orientata - dal recupero di una tradizione una volta considerata del tutto secondaria e specialistica.

In questo senso, possiamo tracciare un significativo sviluppo nei testi della Lessing direttamente proporzionale alla sperimentazione di moduli e codici della SF:

a) "Report on the Threatened City" e The Four-Gated City (almeno per un livello narrativo) rientrano più o meno nel genere apocalittico/catastrofico della distopia;
b) Briefing, come indica il sottotitolo, parla di un viaggio spaziale interiore, spostando il viaggio interplanetario all'interno della psiche umana;
c) Memoirs tenta di amalgamare e di unificare le due fasi precedenti inserendo il viaggio interiore della protagonista nello scenario futuristico di una società dopo la catastrofe;
d) i tre volumi del ciclo Canopus in Argos: Archives riprendono direttamente la tradizione di Stapledon e della SF "cosmica", con ambizioni utopiche.
In "Report on the Threatened City" la Lessing segue, in linea di massima, un orientamento moralistico-didascalico e attinge a temi e atteggiamenti della SF tradizionale come: l'inversione delle prospettive (cosicché il punto di vista è trasferito agli alieni che osservano la Terra), o la condanna della cecità e dell'orgoglio dell'umanità incapace di prevedere i pericoli incombenti sulla civiltà. Il racconto è privo di una vera dimensione futuristica perché parla di una città non ben definita sulla "costa occidentale" (San Francisco?) che potrebbe essere qualsiasi città capitalistica della nostra epoca, dato che l'enfasi è posta più sulle idee, credenze e comportamenti predominanti nella società industriale che sulla creazione di uno sfondo urbano ben precisato.

Il plot è presentato sotto forma di relazione (la Lessing prediligerà questo espediente nei suoi romanzi più apertamente fantascientifici) quale risultato di una rnissione sul pianeta Terra, ed è strutturato in sezioni brevi precedute da un titolo esemplificativo. Nei loro resoconti gli alieni, anch'essi non ben identificati (sappiamo soltanto che sono in grado di coabitare nei corpi dei terrestri, di prevedere il futuro e che vengono da un altro pianeta: la loro navicella spaziale è vista dai terrestri come un UFO) si mostrano sconcertati dall'indifferenza, dall'abulia, dalla mancanza di vitalità o di auto-conservazione degli esseri umani di fronte all'imminente catastrofe. Viene continuamente enunciata una morale: queste creature sconosciute prive di forma rappresentano una élite progressista di larghe vedute che lotta contro un modello di vita prefissato e statico. In antitesi a questo universo borghese la Lessing presenta anche un gruppo di giovani anarchici, emarginati, pronti ad appoggiare i messaggi degli alieni, ma che vengono prontamente messi a tacere dal Sistema.

Il livello satirico di questa "cronaca" viene espresso, in modo abbastanza semplicistico, da alcune inserzioni (tutte in lettere maiuscole nel testo) sotto forma di spezzoni di notizie banali su vari argomenti, che hanno il compito di contrastare e disturbare le comunicazioni degli alieni. Alla fine gli alieni lasciano la città sconfitti, dopo aver tentato in ogni modo di avvertire la gente che la catastrofe è imminente:

This mission must be regarded as a failure. We have been able to achieve nothing. We have also failed to understand what is the cause of their defectiveness. There is no species like this one on any planet known to us (p. 163).

In conclusione del racconto, scopriamo, però, che il messaggio alieno ha dato origine a un culto semi-religioso alternativo al Sistema (un riferimento alle lotte giovanili degli anni '60?), ma anche che il Sistema è pronto a prendere il sopravvento attraverso la manipolazione dei mass-media:

The cult called Be Ready for the Day is already thousands strong and sweeping the city and the environs. Suggest an announcement that the area is contaminated with a chance leak of radio-activity (p. 166).

"Report" è, così, poco più di un apologo morale, forse suggerito da alcuni celebri romanzi "ammonitori" di fantapolitica e nutrito delle idee radicali degli anni '60, tuttavia non verificate da alcuna valida invenzione narrativa. Ma è interessante sia dell'uso "politico" della SF, sia per l'enfasi sul senso della catastrofe - come sulla presenza di entità aliene - che caratterizzerà in seguito la produzione della Lessing, e che si trova anche nel lungo e ambizioso The Four-Gated City.

In The Four-Gated City, il quinto e ultimo volume della serie Children of Violence, l'autrice continua l'esperimento in campo narrativo che aveva iniziato con The Golden Notebook (1962). Se in quest'ultimo libro la Lessing è stata considerata rivoluzionaria per quanto concerne sia la struttura che la concezione narrativa, in The Four-Gated City ella cerca di rappresentare, all'interno dello stesso romanzo, il passaggio da un presente "realistico" al futuro apocalittico degli anni 1990. Tutti gli eventi storici delineati, filtrati attraverso la vita dei personaggi, formano l'immagine di un mondo impazzito. La preoccupazione di fondo è ancora di tipo etico-politico: ciò che Martha, la protagonista, "vede", riflette direttamente quanto ha affermato la Lessing stessa, dopo la stesura del romanzo:

We must prevent another major war. We're already in a time of total chaos, but we're so corrupted that we can't see it. The World is rocking. Our values -commercial values - stink (8).

L'angoscia per il futuro, la visione pessimistica della possibilità di sopravvivenza dell'uomo alimenta un passaggio di prospettiva dal passato/presente del romanzo al futuro, da un romanzo realistico-psicologico verso I'universo allucinato della SF: gradatamente, procedendo nella stesura del testo, la Lessing introduce elementi fantascientifici eterogenei finché questi divengono predominanti. Si vedano, ad esempio, la descrizione della scissione di personalità di Martha o la comparsa dei suoi poteri extrasersoriali, la successione caotica di visioni quando ella viaggia "attraverso strati di se stessa" fino alla previsione cosciente degli eventi (Cfr. pp. 72 e 332).

D'altronde si potrebbe arguire che le componenti del romanzo (non soltanto l'Appendice) che interessano la nostra specifica analisi (ESP, telepatia, visioni, sogni, allucinazioni), possono rientrare in discorsi quali la psicanalisi e il misticismo (9), che non appartengono strettamente alla sfera della SF, ma, al di là degli studi della Lessing sul Sufismo e sulla pazzia, che senza dubbio hanno influenzato la stesura del romanzo, ci sembra che The Four-Gated City sia da catalogarsi come "viaggio interiore" secondo le teorie di Ballard (10). Una crescente e profonda sfiducia nel futuro porta la scrittrice a misurarsi con il medium non-realistico della distopia: "The Four-Gated City è un romanzo profetico. Penso che 'il tallone di ferro' stia per abbattersi. Credo che il futuro sarà apocalittico" (11). Una simile dichiarazione suggerisce il riconoscimento del modello distopico creato da London in The Iron Heel, anche se lo sviluppo delle facoltà psichiche descritte dalla Lessing sembra piuttosto ricollegarsi alla tradizione inglese di Stapledon (Odd John, 1935) o, nel dopoguerra, di Wyndham e di Clarke. Le facoltà ESP vengono interpretate in The Four-Gated City, come casi di follia, in modo da emarginare coloro che le possiedono. Ma la "follia" è capacità di concepire il futuro nella sua devastante "verità", mentre la ragionevolezza dell'uomo ordinario e del suo senso del "reale" è falsificazione e inganno. Cosi ESP implica, in questo romanzo, un mutamento delle prospettive anche formali e serve per "prevedere" un futuro apocalittico. Lo stesso artifizio fantascientifico viene sfruttato in un altro modo nell'Appendice dove assistiamo alla nascita di una nuova razza quale risultato della Catastrofe, vista come un ulteriore gradino nella scala evolutiva. La nascita di questi mutanti, esseri superiori che un giorno popoleranno il mondo, richiama razze superiori presenti in molti romanzi SF, da Stapledon a Clarlke.

Inoltre, la manipolazione degi espedienti e delle componenti SF passa attraverso lo schema complesso attorno alla visione del futuro dei personaggi di The Four-Gated City. Possiamo delineare una doppia prospettiva per quanto concerne i mezzi utilizzati per prevedere il futuro: da una parte la pazzia e lo sviluppo di facoltà extrasensoriali per le due protagoniste Martha e Lynda, dall'altra parte la narrativa (fiction) per Mark Coleridge e Jimmy Wood.

La pazzia è cosi vista come un fenomeno che anticipa l'evoluzione di potenzialità umane: Lynda, che passa la sua vita da un manicomio all'altro, "sente" e poi "vede", mentre Martha, con l'aiuto della prima, esperimenta un "viaggio interiore" e impara ad adoperare l'ESP. Da notare che la scrittrice affianca immagini di disintegrazione della società a questo breakdown individuale: "an interior experience had matched the exterior, the bad time". Ma le allucinazioni di Lynda sono la "verità" di un futuro apocalittico, tanto più "reale" del presente mistificato:

Lynda had had, for the space of several days, a series of visions or pictures (on the inner television set) and the dreams like stills from the visions. These showed landscapes that were all known to Lynda... They loked as if a kind of frozen den had covered everything so that at first she had cried out that "England has been poisoned, it loked like a poisoned mouse lying dead in a corner". For everything had appeared as a faintly phosphorescent or begemmed stillness. England was poisoned, she cried, some enemy was injecting England with a deathly glittering dew (p. 582).

Nella sua visione del futuro, Martha popolerà quel mondo "avvelenato" con esseri inumani, semi-meccanici, "creature orrende" che non sono mostri extra-galattici, bensì sottoprodotti dell'industrializzazione (si vedano pp. 521-522), il risultato di adattamenti meccani a all'inquinamento. In questa trasformazione della razza umana in esseri abominevoli, la Lessing si ricollega nuovamente al filone allegorico della SF (si pensi ai Morlocks della Time Machine wellsiana), denunciando la tecnologia che sta gradualmente creando una specie di robot-umano e sostituisce sempre più parti del corpo con pezzi meccanici.

Mark Coleridge e Jimmy Wood, al contrario di Martha e di Lynda che esperimentano sensorialmente l'imminente catastrofe, esprimono la loro visione del futuro attraverso la fiction. Si formano cosi due livelli narrativi, strettamente connessi tra di loro: la percezione del futuro di Martha e Lynda che solo la SF può "rappresentare" (non il romanzo realistico) e la riflessione sulla SF come tradizionale narrativa attraverso le opere della loro controparte maschile.

Alla base dei romanzi di Mark (non ci interessano qui quelli "realistici"), ci sono sia le percezioni ESP delle due donne sia una diretta riflessione sulla crisi della realtà contemporanea. In questo modo, il percorso di Mark si identifica con quello della scrittrice. La finzione di Mark diviene "verità" quando egli tenta di edificare la città-ideale che aveva "inventato" nel suo romanzo. Alla fine del romanzo della Lessing i pochi superstiti della Catastrofe, tra cui Martha, trovano la salvezza in un'isola che è simile alla creazione narrativa di Mark.

D'altra parte, la visione del futuro di Jimmy Wood, ubbidisce ai canoni più tradizionali della "space fiction" basata sulla telepatia, mutanti, esseri umani che sviluppano potenzialità superumane. In un certo senso, anche la fiction di Jimmy coincide con la "verità" del romanzo, ma, ironicamente, Jimmy non se ne rende conto. Infatti, egli, che è anche un "inventore di macchine", crede fermamente nella tecnologia;

He then went on to describe a new machine which he was working on that could stimulate or destroy areas of the brain, and not through anything crude like putting wires into the brain with electric charges, but by using frequencies of sound, or vibrations (p. 387).

e, mentre "inventa" nei suoi romanzi creature straordinarie, non è in grado di capire che le due protagoniste possiedono "veramente" facoltà ESP.

Quindi, la Lessing discute all'interno del romanzo sulle formule della " scrittura" del futuro, così come nel Golden Notebook aveva condotto una riflessione più generale sulle tecniche narrative, anche in rapporto alla condizione della donna e dell'artista-donna. Ora l'interesse per il futuro, come nota Scholes (12), si fa più intenso e quindi anche più forte il problema di una sua rappresentazione narrativa. Mentre sia Mark che Jimmy "were not then taken seriously in literary circles", tuttavia le loro opere hanno un notevole seguito tra i "science fiction addicts". La Lessing, consapevole della frattura tra letteratura mainstream e un sotto-genere come la SF, offre dunque anche un suo modello fantascientifico, almeno nelle intenzioni, in grado di saldare i due livelli culturali e di proporre la SF come una sorte di Grande Romanzo, in cui si amalgamano istanze formali e preoccupazioni etico-morali: quest'ultimo elemento emerge con maggior evidenza nell'Appendice (13) dove l'uso di modelli dell'utopia e della distopia e l'accentuato tono didascalico e ammonitorio confermano l'influsso crescente di uno scrittore come Olaf Stapleton.

In Briefing for a Descent into Hell (1971), un romanzo certamente influenzato dagli scritti psichiatrici di Laing, il riferimento consistente della Lessing alla SF può essere verificato attraverso un procedimento analogico che accomuna viaggi interplanetari e viaggio "interiore", realizzato nuovamente attraverso l'esplicito uso di temi, immagini ed espedienti della tradizione fantascientifica (14). Cosi la presentazione dell'"io" del protagonista non è seplicemente uno studio dell'inconscio, ma un viaggio ben definito di sondaggio delle potenzialità umane, un percorso all'interno della psiche al fine di riscoprire le energie latenti della mente che possono aiutare l'uomo a salvare il suo pianeta da un futuro di morte.

Va innanzitutto sottolineato che ll viaggio interiore di Charles Watkins, il protagonista, che è professore di letteratura classica, è presentato ancora una volta sotto forma di resoconto delle "visioni" del paziente di un manicomio (15); quindi, di nuovo, il punto di partenza è una storia "realistica", ma, come in numerosi romanzi di SF, la Lessing utilizza l'artificio del viaggio in terre sconosciute che conduce all'incontro con nuove creature e nuove esperienze. Inoltre, il viaggio di Watkins è formato da tre diverse fasi basate sulla variazione delle dimensioni temporali e spaziali (16):

1) le avventure di Watkins sul mare e sulla costa brasiliana, dove egli vive tra le rovine di una "città antica" abitata da creature insolite (il nostro futuro?);
2) la visione di Watkins della Terra e dei Pianeti da una zona nello spazio nel suo viaggio nel Crystal;
3) la Conferenza dei rappresentanti dei Pianeti prima della discesa sulla Terra.
Queste sezioni sono distinte dalle variazioni temporali: "Time had shifted gear and vibrated differently", è la prima constatazione di Watkins nel Crystal. Egli appare come un Time Traveller, che va avanti e indietro, abolendo la misurazione umana del tempo come passato e come futuro. Immagini e temi SF profondamente radicati nella cultura contemporanea appaiono nel romanzo. Cosi è per il Crystal, una specie di navicella spaziale che condurrà il protagonista attorno alla Terra. I meravigliosi poteri del disco suggeriscono la presenza di un UFO proveniente da un mondo abitato da creature sovrumane. Dentro il Crystal. Watkins deve adattarsi alle mutate condizioni ambientali prendendo progressiva coscienza di un cambiamento nella sua prospettiva della realtà:

Slowly my senses, my new senses, steadied. I was inside a tinted luminosity... And, holding fast to the start or centre of my vision, or, rather, feeling, I let that vision... move out and around (pp. 88-99) (17).

La descrizione delle scimmie e dei cani-topo sottolinea il rapporto, non insolito nella SF, tra un futuro apocalittico e un ritorno a forme mutanti regressive di vita:

I stayed where I was. So did the creature. I hated everything about it, it was a creature alien to me in every way. Yet I was thinking that someone standing a hundred yards away might say, at a casual glance, that it and I were of a similar species (p. 71).

In questo romanzo anche la catastrofe è dovuta a un evento fantascientifico tradizionale, risalente addirittura a Poe, cioè il passaggio di una cometa che avvelena la Terra.

Espedienti narrativi, immagini, temi e linguaggio fantascientifico convergono in ciò che abbiamo delineato come la terza fase del viaggio interiore di Watkins: la Conferenza dei rappresentanti dei Pianeti prima della discesa di una squadra di salvataggio sulla Terra. Attraverso la SF la Lessing risale a forme archetipiche di narrativa: Watkins è Odisseo, ma anche un alieno, l'abitante di un altro pianeta che vede e giudica la Terra dall'alto. L'esempio più evidente dell'interazione tra mondo classico - come - passato e la SF - come - futuro si può riscontrare nell'uso dei nomi e nelle caratteristiche essenziali degli Dei dell'Olimpo in quanto rappresentanti dei pianeti omonimi - Minna Erve o Merk Ury (18). Cosi la Lessing vuole accentuare, ancora una volta, che la SF è più adatta a presentare una realtà in continua metamorfosi: basti pensare al ruolo della tecnologia ("The Forecast Film") o a quello di una nuova razza con "una diversa struttura mentale".

La discesa si colloca verso la metà del romanzo; il resto è dedicato ai tentativi di Watkins di ricordare il suo viaggio e/o la sua identità. La soluzione a molti degli interrogativi che insorgono nella ricostruzione del passato di Watkins fino a quando egli accetta di essere sottoposto a elettroshock, - sempre in rapporto al "Descent tearn", - è data dall'ausilio di un altro tema SF, cioè l'uso di poteri extrasensoriali, come la Lessing indica esplicitamente nell'"Afterword, or End-paper". Watkins incarna probabilmente un essere umano della nuova razza che aveva previsto il Forecast Film (19). Egli, come David in The Crysalids (1955) di Wyndham, può pronosticare e stabilire un contatto con le generazioni future, grazie allo sviluppo di altri sensi. Il messaggio del protagonista prima dell'elettroshock e prima di dimenticare le sue capacità extrasensoriali, diventa esplicito:

"There's something I have to reach. I have to tell people. People don't know it but it is as if they were living in a poisoned air. They are not awake. They've been knocked on the head, long ago, and they don't know that is why they are living Iike zombies and killing each other" (p. 248).

Riemerge cosi la qualità ammonitoria e, in ultima analisi, didascalica della SF della Lessing. A questo punto (con Memoirs giungiamo al 1974) è evidente che la Lessing vede nella SF un modo per anticipare la realtà, uno strumento più accurato per far fronte alla sua nuova visione del presente e del futuro come anche il veicolo per fondere la ricerca di una scrittura allucinata e anti-realistica (quindi post-moderna) con espliciti intenti etico-morali (quindi in contrasto con lo sfondo ludico e auto-parodistico entro cui si colloca per lo più la scrittura post-moderna, Vonnegut compreso). All'inizio di Re: Colonised Planet 5 Scikasta (1979), il primo volume del ciclo Canopus in Argos: Archives, ella teorizza l'importanza della SF nel romanzo contemporaneo:

It is by now commonplace to say that novelists everywhere were breaking the bonds of the realistic novel because what we all see around us becomes daily wilder, more fantastic, incredible... The old "realistic" novel is being changed, to, because of influences from that genre losely described as space fiction (p. IX).

La Lessing continua difendendo la SF in quanto genere letterario, un genere che dovrebbe essere studiato seriamente come qualsiasi altro. Ella dichiara che la SF ricopre una funzione sia sociale che letteraria quando sonda e anticipa la realtà futura, dando nuovi orizzonti alla mente umana in espansione. L'invenzione di Hugo in Memoirs e poi la verifica scientifica di un tale esperimento, dimostrano, secondo la Lessing, che esiste un diretto legame tra SF e la realtà: "I "invented" an animai that was half-cat and half-dog, and then read that scientists were experimenting on this hybrid" (p. IX), ma sembra anche paradossalmente riportare la SF alla vecchia condizione di " ancella" della scienza e della previsione scientifica.

Memoirs va letto sia come una sintesi degli elementi SF finora adoperati dalla Lessing che come un amalgama, sul piano narrativo, delle due principali funzioni della SF che la scrittrice ha assorbito; cioè il quadro di un futuro apocalittico come critica del presente e il viaggio interiore come fase di una presa di coscienza che interagisce con il mondo esterno e che si esprime ancora con formule SF (20). Memoirs è un altro passo avanti verso il futuro che, come dimensione temporale, occupa ora il centro della scena. Quando la narratrice/protagonista, la sopravvissuta, comincia la sua storia,

la Catastrofe non ben identificata è già accaduta, Lo sfondo è un mondo nel vicino futuro in cui la rivoluzione tecnologica ha distrutto i suoi stessi prodotti, l'organizzazione sociale sta scomparendo sempre più e la gente si sta convertendo a una esistenza nomadica. Predomina il terrore insieme all'instabilità e alla morte, Quindi, il romanzo potrebbe essere collocato pienamente nella tradizione distopica, ma la Lessing non limita la sua analisi a questi aspetti, questo è solo uno dei mondi in cui il lettore viene introdotto (il mondo esterno), dato che esso è affiancato dalla realtà di un altro mondo, che non è raggiunto con un viaggio cosmico, ma di nuovo con un viaggio interiore, la percezione di una realtà "beyond the wall". L'influenza dei modelli di Ballard viene ribadita dalla presenza strutturante di due metafore: la città in disgregazione e il mondo "Al di là del muro", La scoperta dei contorni di questi due mondi e la loro interazione divengono la chiave di lettura del romanzo. All'inizio abbiamo un susseguirsi di rapide immagini da entrambi i mondi per mostrare perché vengono percepite dalla narratrice come due realtà completamente differenti:

Looking back now, it is as if two ways of life, two lives, two worlds, lay side by side and closely connected, but then, one life excluded the other, and I did not expect the two worlds ever to link up (p. 25).

Il mondo esterno - un mondo sconvolto che non offre più nulla di "normale" - è privo delle aspettative del mondo al di là del muro. Bisogna sottolineare, a questo punto, che ciò che accade in questo viagio intenore non deve essere visto come una serie di visioni oniriche o come il tentativo di seguire i vagabondaggi dell'inconscio, ma come un viaggio alla scoperta di nuovi miti e di nuovi mondi di essere. In Memoirs, la mente funziona come una Macchina del Tempo alimentata da facoltà extrasensoriali ed è evidente che ESP è una metafora dello stesso sforzo dell'artista che "vede" al di là del muro, usando le tecniche della SF, una visione stravolta - ma perciò più "reale" - di una "realtà" disgregata e schizofrenica. D'altra parte, la scelta di un narratore in prima persona che racconta la storia strettamente dal suo punto di vista - quello del superstite - indica la dissoluzione di strutture SF in neurosi soggettiva, la mancanza di una solida realtà esterna che la SF richiede anche nei suoi modelli più "soggettivi" (si veda l'uso dell'allucinazione nella narrativa di P.K. Dick). Immagini sparse del crollo della civiltà, particolari della nuova organizzazione nomade della società, vengono ingoiati dall'io espanso della sopravvissuta che utilizza la SF in una forma soggettiva, rarefatta e rende difficile l'inserimento del romanzo in un genere preciso (21). Tuttavia, nel quadro di una città in continua disgregazione, si possono individuare alcuni artifici derivanti dalla SF post-apocalittica come la rappresentazione della regressione a una fase barbarica come ultimo gradino della scala evolutiva. Dalle immagini del disfacimento sociale, la fine di una era tecnologica in cui "bande migratorie" popolano le strade, si passa a una specie di organizzazione primitiva della società e poi alla totale distruzione di ogni forma di esistenza. Queste trasformazioni sono direttamente collegate alle tre generazioni presenti nel romanzo:

1) la superstite (il vecchio mondo prima della catastrofe);
2) Emily e Gerald che sperimentano una Comune;
3) i ragazzi-topo, cioè le forze dell'annientamento (22).
Come nell'Appendice a The Four-Gated City, la Lessing sceglie la linea della doppia prospettiva utopia/distopia per sottolineare sia la dimensione benefica di una Comune primitiva autonoma sia la sua inevitabile distruzione. Nel ritorno a "un tempo precedente nella condizione dell'uomo", Emily e Gerald riescono a costruire una comunità ben organizzata, ma non a farla sopravvivere di fronte alle forze esterne generate dalla Catastrofe. Nel ritorno al primitivo, man mano che la vita diventa impossibile - l'aria è irrespirabile, vi è carenza d'acqua ed esplodono le epidemie - il primo stadio di una nuova era è affollata da "underground children":

There were bits of half-coked meat about. They had been roasting rats: near the house was an entrance to some sewers. Nothing under the earth could be alien to these children, and they had crept down there with their catapults and bows and arrows (p. 178).

Una persistente atmosfera di sfacelo, di morte e di rovina fa da sfondo alla descrizione di questi ragazzi-topo (alcuni hanno solo 4 anni), i quali prendono il controllo della situazione.

Alla fine di The Four-Gated City avevano un chiaro avvertimento ma anche un barlume di speranza; quando la Lessing prevedeva la nascita di una nuova razza con poteri extra-sensoriali. Memoirs termina dopo che il "dissolving wall", che si era continuamente trasformato in uno schermo cinematografico, si apre e i personaggi principali camminano " through the screen of the forest" verso un "altro" futuro misterioso.

L'uso di tecniche e modelli della SF trionfa definitivamente nei tre volumi del ciclo Canopus in Argos: Archives. Alla base di Shikasta - un space fiction novel - vi è la storia dell'uomo dalla sua comparsa fino alla quasi totale estinzione nella Terza Guerra Mondiale. La Lessing tenta di trasformare il passato e l'imminente storia futura dell'umanità in un mito cosmologico. Come Olaf Stapledon nel libro citato dalla scrittrice nella sua introduzione, Last and First Man (23), la Lessing riscrive le vicende dell'uomo includendo la realtà attuale in uno schema più ampio, lo stesso sistema planetario, e rappresentando la Terra dal punto di vista delle forze cosmiche che la sovrastano. Se Stapledon sceglie una doppia prospettiva, "Two authors, one contemporary with its readers, the other an inhabitant of an age which they would call distant future" (24), la Lessing vorrebbe costruire un mosaico ancora più complesso composto da documenti eterogenei, seguendo la tecnica del collage e del montaggio cinematografico. Infatti abbiamo una serie di eventi, fatti e informazioni da diverse fonti che abbracciano l'intera storia dell'umanità. La mancanza di una sequenza temporale logica è dissimulata dall'inserimento di titoli particolareggiati che guidano attraverso le infinite notizie aggiunte alla relazione fondamentale di Johor, un emissario di Canopus, nell'alternarsi del passato/futuro. Il romanzo può essere diviso in due parti: una storia primaria - Johor come protagonista attraverso le sue relazioni - e una storia all'interno della storia basata su documenti riguardanti George Sherban, la persona in cui si cala Johor all'inizio del suo terzo viaggio. In questa massa di documenti possiamo dunque seguire a grandi linee il resoconto delle passate vicende di Shikasta, il rapporto con gli altri pianeti, secondo le narrazioni di Johor; mentre dalla pagina 210 (indicata anche attraverso un segno grafico), abbiamo una relazione psicologico-socio-logico-realistica del periodo (da dopo la Prima Guerra Mondiale fino alla Terza) attraverso un abitante della Terra-Shikasta. Questa prospettiva narrativa segna anche un ulteriore sviluppo rispetto ai romanzi precedenti in cui la Lessing tendeva a passare dai problemi individuali alla società, dal personale al collettivo. In Shikasta, invece, come nei maggiori romanzi di Stapledon, il punto di partenza è l'Universo, il controllo di Canopus, Sirius e Puttiora su una colonia, dove, per il terzo viaggio di Johor, il punto di vista torna a essere ristretto a una sola famiglia: gli Sherbans.

La presenza di molteplici punti di vista a proposito dello stesso argomento rafforza le tonalità etico-politiche. Cosi il romanzo contiene anche un atto d'accusa contro la civiltà bianca e lo sfruttamento colonialista (e neo-colonialista) compiuto su altre razze. E basterà rammentare soltanto l'impegno politico e narrativo della Lessing negli anni '50, il suo rifiuto del regime bianco rhodesiano, per rendersi conto che appunto il vasto schema SF viene utilizzato per recuperare, ampliare, portare al di là delle formule realistiche e sociologiche un discorso sempre caro alla scrittrice.

Che la Lessing tenti in questo suo ultimo ciclo - che comprende per ora altre due opere: The Marriages Between Zones Three, Four, and Five (1980) e The Sirian Experiments (1981) - un'operazione narrativa estremamente ambiziosa, lo dimostrano le sue stesse Prefazioni, il riferimento - come modello strutturante la narrazione - non solo a Stapledon, ma al Vecchio Testamento (25), la volontà di elaborare un complesso mito cosmologico, investendo la SF di quella strategia politico-ecologica che aveva con efficacia adoperato C.S. Lewis nella sua trilogia planetaria (26), prefigurando addirittura nel suo compiersi l'intero percorso di un ciclo della civiltà che, concludendosi vichianamente, permetterà il risorgere di un nuovo Eden.

La stessa ambiziosità e vastità dell'impresa, sovraccaricando di significati il romanzo, sembra in prospettiva allontanare nuovamente la Lessing dalla SF in quanto "genere" dai confini ben precisati e immergerla in una nebulosa narrativa che confonde e sommerge tutti i confini, pur rifiutando ancora nettamente gli strumenti della psicologia e del realismo - Se le prime reazioni critiche sembrano indicare una certa esitazione nella analisi di un progetto di cosi ampia portata (27), anche noi sospendiamo una valutazione che non potrebbe che essere affrettata e lacunosa.

© Oriana Palusci
note
  1. Per una valutazione complessiva delle opere della Lessing si riranda soprattutto a Paul Schlueter, The Nove!s of Doris Lessing, Carbondale, 1973; Mary A. Singleton, The City and the Veld, London, 1977 e al numero speciale dedicato alla scrittrice da Modern Fiction Studies nella primavera del 1980. Per uno studio della tradizione fantascientifica si vedano tra gli altri: Carlo Pagetti, Il Senso del Futuro, Roma, 1970 e Darko Suvin, Metamorphosis of SF, New Heaven, 1979.
  2. David Ketterer, New Worlds for Old, New York, 1974, p. IX. Si veda anche Robert Scholes in Structural Fabulation, Notre Dame, 1975, in cui il critico elenca una serie di scrittori "realistici contemporanei" i quali hanno fatto ricorso ai metodi e alle argomentazioni della SF e si sofferma proprio sulla Leasing quale esempio significativo del "percorso verso il futuro" nella narrativa mainstream.
  3. Tutti i riferimenti alle opere della Lessing sono tratti dalle seguenti edizioni: "Report on the Threatened City" in The Story of a Non-marrying man and other stories, Penguin, 1976 (I ed. 1972); The Four-Gated City, Panther, 1977; Briefing for a Descent into Hell, Panther, 1975; The Mernoir of a Survivor,Bantham, 1976; Re: Colonised Pianet 5 Shikasta, London, 1979; The Marriages Between Zones Three, Four, and Five, London, 1980 e The Sirian Experiments,London, 1981. Il racconto succitato è stato originariamente pubblicato in Playboy, 17 (Nov. 1971) ed è stato considerato, nella sua schematicità, come il primo esempio dell'uso di formule SF.
  4. Si rimanda a Carlo Pagetti, "La fantascienza: la scienza come favola - la favola come ideologia", in La fantascienza e la critica (Testi del Convegno internazionale di Palermo), Milano, 1980, pp. 206-216.
  5. Si vedano: la recensione della Lessing a Mother Night in The Small Personal Voice, a cura di Paul Schlueter, New York, 1974 (la citazione nel testo è a p. 142) e l'intervista di Joyce Carol Oates in Southern Review, Autumn 1973, pp. 873-882.
  6. "Doris Lessing at Stony Brook: An lnterview by Jonah Raskin" (May 1969), pubblicato in A Small Personal Voice, op. cit., p. 70.
  7. Cfr. Darko Suvin, Metamorphosis of SF; op. cit. e il suo saggio "La fantascienza e il "Novum"", in La fantascienza e la critica, op. cit., pp. 25-43.
  8. "Doris Lessing at Stony Brook", op. cit, p. 71.
  9. Cfr. le due estese interpretazioni critiche di Nancy S. Hardin, "Doris Lessing and the Sufi Way", Contemporary Literature, N. 14, 1973, e Marion Vlastos, "Doris Lessing and R.D. Laing: Psychopolitics and Prophesy", PMLA, Marzo-1976. La Hardin mostra l'impatto del Sufismo, una forma di misticismo islamico, sulla narrativa della Lessing. In un articolo sul Sufismo ("In the World, Not of it", Encounter, August 1972) la Lessing spiega che "Sufism believes itself to be the substance of that current which can develop man to a higher stage in his evolution". Cosi il viaggio interiore di Martha e la conseguente scoperta di altre facoltà umane possono essere spiegate anche alla luce della "fiducia nell'Evoluzionismo", come è teorizzata in The Sufis.D'altra parte la Vlastos, nel tracciare un rapporto tra la Lessing e R.D. Laing, discute gli sforzi psichici e le esperienze di Martha come processi psichlatrici di una persona che vive una fase di auto-distruzione.
  10. Si veda: J.G. Ballard, "Da che parte è lo spazio interiore?", Nuova Presenza, no. 37-38, 1970, pp. 26-34,
  11. "Doris Lessing at Stony Brook", op. cit., p. 70.
  12. Robert Scholes, op, cit., p. 24.
  13. Ci sembra interessante citare ciò che E.S. Rabkin e R. Scholes scrivono in Science Fiction, London, 1977, p. 99, sull'Appendice, a conferma dell'importanza di queste ultime 50 pagine nell'opera della Lessing: "It was likely that this part was called an appendix partly because it is an addition affer our time, but also so that it might be removed should it prove troublesome. But it is there, and in putting it there Lessing indicated her need for the imaginative ground of science fiction to complete her major work".
  14. Marie L. Ahearn, nel saggio "Science Fiction in the Maistream Novel: Doris Lessing", in Extrapolation, Winter 1979, pp, 355-367, pur analizzando il rapporto della Lessing con la SF, si sofferma solo su Briefing e il racconto "Report".
  15. Per una lettura del rapporto tra il viaggio interiore di Jesse Watkins in The Politics of Experience(1967) di R.D. Laing e la descrizione di quello di Charles Watkins, si veda M. Vlastos, op. cit., pp. 253-257. Si veda anche, per un parallelo con Charles Williams, Rose E. Cronan, "A Briefing for Briefing: Charles Williams' Descent into Hall and Doris Lessing's Briefing for a Descent Into Hell", Mythlore, 4, 1976, pp. 10-13.
  16. Un procedimento analogo si trova in un romanzo assai caro alla Lessing, Slaughterhouse-Five (1969) di Vonnegut. Douglass Bolling nell'interessante saggio "Structure and Theme in Briefing for a Descent into Hell", Contemporary Literature, Autumn 1973, pp. 550-564, delinea una diversa divisione del viaggio di Watkins. Si veda inoltre: R.S. Ryf, "Beyond Ideology: Doris Lessing's Mature Vision", Modern Fiction Studies, Summer 1975, pp. 193-201.
  17. La Ahearn (op. cit.) ha già notato il rapporto tra il Crystal, con la sua luminosità, e gli elidila di C.S. Lewis.
  18. Secondo la Ahearn (Ibid. p. 362) la Lessing "riconosce che la SF è la mitologia della nostra epoca" quando ella affianca una scena della mitologia classica alla sua versione fantascientifica, ma sarebbe più conetto parlare di una immissione, dentro la letteratura di massa, di forme risalenti a una tradizione più antica e più nobile, che viene in tal modo digerita e assimilata (qualcosa del genere succede in un fumetto di SF "mitologica" come gli Eterni della Marvel Comics e nel recente film Clash of Titan).
  19. M. Vlastos, op. cit., vi nota un riferimento a Childhood's End di Arthur C. Clarke.
  20. Cfr. Betsy Draine, "Changing Frames: Doris Lessing's Memoirs of a Survivor", in Studies in the Novel, Spring 1979, pp. 51-62; Bernard Duyfhuizen, "On the Writing of Future-History: Beginning the Ending in Doris Lessing's Memoirs of a Survivor"e Alvin Sulivan, "The Memoirs of a Survivor",e "Survivor: Lessing's Notes Towards Supreme Fiction", entrambi in Modern Fiction Studies, Spring 1980.
  21. La Draine, op.cit., sottolinea l'impossibilità di inserire Memoirs in un genere preciso e anche i limiti di questo romanzo.
  22. Cfr. il racconto di Jack London "The Scarlet Plague" in cui si verifica un ritorno al primitivo con la nascita di ragazzi "selvaggi".
  23. E da notare che il romanzo di Stapledon è citato dalla Lessing come First and Last Men,dove l'inversione neI titolo implica il ribaltamento delle prospettive.
  24. Olaf Stapledon, Last and Last Men, Penguin 1973 (I ed. 1930), p. 15.
  25. La costruzione di un progetto narrativo cosi grandioso, che partiva addirittura dalla Creazione del mondo è stata attuata da J.R.R. Tolkien nel suo The Silmarillion(1977) pubblicato postumo.
  26. Si veda Frederic Jameson, "La fantascienza teologica" in La fantascienza e la critica, op. cit, pp. 217-221.
  27. Cft. le recensioni dei tre romanzi apparse in The Times Literary Supplement (Nov. 23, 1979, p. 11; May 9, 1980, p. 520 e April 17, 1981, p. 431).