Ansible

Ansible: spazio dedicato alle lettere, alle proposte, ai sondaggi proposti dai lettori.

Vorremmo che IntercoM avesse una forte interazione con i suoi lettori: aspettiamo i vostri consigli, le vostre critiche, i vostri pareri, le vostre proposte per la rivista e il sito di IntercoM; potete contattare la redazione scrivendo a:

ansible98@hotmail.com


Trieste, 11.7.2000

Spettabile redazione:

Possiedo il collegamento con Internet solo da alcuni mesi, ed esplorando il vasto mondo della Rete sto andando incontro ad una sorpresa dopo l’altra. A volte ci si sente all’inizio di un futuro ancora difficile da immaginare, altre volte proiettati nel passato. Mi è sembrato di fare un balzo all’indietro di vent’anni scoprendo che esiste ancora (o di nuovo) Intercom, adesso in versione web. Ancor di più mi ha sorpreso Fuoco incrociato, l’articolo – intervista a (di) Domenico Gallo. Scusate tanto, ma dato che in quel pezzo sono chiamato in causa, mi sembra di avere un minimo diritto di replica, anche se non vorrei proprio dare ora il via ad un’antipatica polemica personale (Le polemiche qualche volta servono, aiutano ad approfondire, a comprendere meglio, ma è raro che questo accada su fatti personali). Gallo ha ricordato quando mi fu brillantemente assegnato il premio Hug come peggiore scrittore fan italiano. Me la presi, come ricorda, e feci male; oggi probabilmente ci riderei sopra, anche perché, dice qualcuno, una fama negativa è già metà della popolarità, corrispondendo lo zero all’essere ignorato. Solo che, se non ricordo male (anche perché non è che io sia stato vent’anni a rimuginare sopra questa faccenda) le mie obiezioni al conferimento di cotanta onorificenza non concernevano questioni di procedure ma di sostanza. Mi parve almeno strano che, se ero uno scrittore tanto scadente, i miei racconti erano stati ospitati su praticamente tutte le fanzine allora in circolazione, che uno di essi era stato pubblicato nell’antologia Universo e dintorni curata da Inisero Cremaschi per una casa editrice importante come Garzanti, che la stessa Astralia aveva pensato bene di collocare un altro di essi in un’antologia di rilievo come Altre Finzioni, per così dire convocandomi in azzurro a rappresentare l’Italia (peninsulare) in un’antologia che voleva essere una panoramica della fantascienza latina (Per la verità, gli autori nostri eravamo in due – Fabio Calabrese, Italia – e Gian Filippo Pizzo, Sicilia - Boh, peccato mancasse un autore lombardo a rappresentare la Padania!).

Penso sia abbastanza superfluo citare qui le mie successive collaborazioni con case editrici professionali (Fanucci, Solfanelli, Perseo Libri, Il Cerchio), il racconto apparso su Urania (Strani giorni), i piazzamenti a vari concorsi letterari di un certo prestigio (2°classificato al premio Courmayeur 1997, 3° classificato al premio San Marino 1999), tutte cose che potrebbero avvalorare la mia persuasione che se non sono il miglior autore di cui la fantascienza italiana dispone, forse dopotutto non sono neppure il peggiore. Ripeto, non voglio aprire un contenzioso su questo, se a qualcuno il mio modo di scrivere non piace, non posso certo imporglielo con la forza. Mi dispiace di non aver partecipato all’Italcon 81 e di non aver potuto ritirare il mio premio Hug, nella mia bacheca, quello str. Ci sarebbe stato bene, e sarebbe servito a sbalordire gli ospiti.

Ad ogni modo, quella faccenda un risvolto utile l’ha avuto. In questi anni ho scoperto che ci sono in giro molte persone che hanno un’apprezzabile creatività in campo letterario od artistico, e non osano mandare in giro i prodotti del loro lavoro perché dicono, invariabilmente, "non potrei sopportare un rifiuto". In questi casi, cito sempre quell’episodio, insistendo sul fatto che, se si vuole realizzare qualcosa, in campo artistico o letterario, occorre un po’ di determinazione e la capacità di lasciarsi dietro le spalle i dinieghi e le valutazioni negative. Forse sono riuscito a fare qualcosa di buono per qualcuno.

Un cordiale saluto

Fabio Calabrese

Romnod@libero.it


 

 

 

IntercoM