La SF nel nuovo millennio

[SF at the new millennium]

Greg Bear

Alla fine del ventesimo secolo, la narrativa pubblicata in volume si trova sotto pressione in un modo che possiamo definire estremo da parte di altre forme di intrattenimento quali cinema e giochi interattivi. Il mondo editoriale di New York sta attraversando una fase di ricatto reale che in qualche modo è catastrofica. La fantascienza non è stata immunizzata contro tutto per il semplice fatto di aver predetto proprio il tipo di futuro in cui stiamo scivolando. Di fatto, a causa di pregiudizi di lunga durata nella cultura letteraria di New York, la fantascienza potrebbe diventare ancor più marginalizzata di altre forme letterarie. Da qui parte un discorso di sconforto... e forse di opportunità.

Con l'inizio dell'editoria moderna in tascabile negli anni '40, la fantascienza divenne un pilastro nel mondo editoriale, su cui ci si poteva contare e che faceva guadagnare. L'esplosione postbellica dell'interesse per le cose scientifiche e tecniche, insieme allo sviluppo eccitante dell'esplorazione spaziale, crearono un'atmosfera di opportunità quasi illimitate.

Coloro che amavano ed appoggiavano tutto lo spettro della letteratura immaginativa, si costruirono la propria linea di fantascienza nonostante l'ignoranza generale e il conservatorismo dei sapientoni letterari di New York, creando un movimento vitale ed enormemente influente.

Oggigiorno i risultati dei loro sforzi (l'effetto della fantascienza sulla nostra cultura) è quasi incalcolabile. Verne, Wells, Edgar Rice Burroughs, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Robert Einlein, Sir Arthur C. Clarke, Gene Roddenberry, Ursula K. LeGuin e molti molti altri, hanno cresciuto e allenato una generazione di pensatori che si sono trovati pronti a spingere la cultura occidentale verso dimensioni mondiali. Dalla scienza all'aeronautica spaziale ai computer e infine alla politica, la fantascienza è stata uno dei movimenti artistici e filosofici più formativi per tutto il ventesimo secolo. Eppure a New York la divisione tra la cultura scientifica e quella cosiddetta umanistica, descritta da "Le due culture" di C. P. Snow, è rimasta stabilmente al suo posto.

All'interno della vecchia guardia che forma il livello superiore di dirigenza e l'apparato critico della moderna cultura libraria, la fantascienza è stata spesso relegata in un enclave fortificato, l'equivalente editoriale di un ghetto, piagnucolosamente ritenuto un genere inferiore adatto solo a ragazzi adolescenti.

Questi ragazzi adolescenti (e solo qualche ragazza) sono diventati ora molto potenti. Alcuni sono magnati del software miliardari, senatori, deputati, altri hanno cambiato l'aspetto della scienza e dell'industria moderna. Altri ancora si sono trasferiti per rimodellare l'industria cinematografica, creando alcuni dei film più popolari (e coi più alti guadagni) del nostro tempo. Culturalmente, il ghetto ora circonda la cultura letteraria di New York, che ha costruito il proprio enclave fortificato.

Nell'avvicinarci al prossimo millennio, la qualità della fantascienza è migliorata fino ad essere competitiva, sotto tutti gli aspetti, con qualsiasi altro tipo di narrativa. Eppure l'editoria della narrativa in generale, compresa la fantascienza, sta subendo il peggior declino che si ricordi. Si tagliano i listini, le carriere di autori giovani e all'inizio vengono giudicate prematuramente e portate ad una fine prematura. I rivenditori, sentendo una debolezza di base negli editori newyorkesi, hanno preso il controllo di molte decisioni riservate un tempo ai curatori.

La grave riduzione del numero di distributori indipendenti negli ultimi due anni ha portato una tensione quasi intollerabile nell'editoria della narrativa, e molti parlano della fine del mercato di massa del libro tascabile che all'inizio dette vita al successo della fantascienza.

Forse l'handicap più devastante è l'attuale sistema di marketing dell'editoria. L'agente Richard Curtis (che rappresenta me e molte altre centinaia di autori, compresi molti scrittori di fantascienza) commenta:

"Il [peggior] ruolo del cattivo è svolto da un sistema di marketing sull'invio in conto deposito di vendita (e di restituzione) dei libri. Quindici anni fa avvertivo che era impossibile per gli editori guadagnare inviando due libri e riprendendone indietro uno. La cura sta nella capacità dell'industria di aggirare questo sistema."

Gli inventari seguiti passo passo via computer hanno portato al fatto che i best seller vendessero ancora di più e che agli autori più nuovi venissero offerte due, forse tre, possibilità per sfondare nella parte alta del catalogo prima di veder morire miseramente la propria carriera. Oggi, a causa del monitoraggio delle catene di librerie e dei distributori, potrebbe essere necessario cambiare molte volte il nome per far avanzare una carriera, ricominciando sempre da zero.

In questo nuovo mercato è molto probabile che la mia carriera sarebbe colata a picco prima della pubblicazione dei miei libri di maggior successo.

Nel complesso (e con eccezioni significative) l'editoria della narrativa è diventata un tentativo scoordinato e confuso di rincorrere un pubblico incostante e che invecchia distratto dai propri problemi di educazione dei figli e della carriera. Il tempo per leggere è stato ridotto allo zoccolo duro del pubblico. Molti se ne sono andati verso la televisione e il cinema. Il pubblico più giovane, particolarmente i maschi (ancora i più fidati lettori per la fantascienza), se ne sono andati in dosi significative verso i computer e i videogame, verso l'MTV e film abilmente progettati per piacere a pubblici al di sotto dei trent'anni.

A New York, molti editori hanno reagito a questa competizione riducendo il personale editoriale, raddoppiando i pesi di lavoro e dando più potere nelle decisioni editoriali ai reparti di vendita. L'acquisizione di case una-volta-indipendenti da parte dei raggruppamenti ha portato ad ulteriori misure di taglio dei costi. Il profitto nell'editoria, sempre basso, è crollato ora a livelli disastrosi, spesso tre percento o anche meno.

Di fronte ai raggruppamenti e alla competizione, molti editori di New York hanno risposto inseguendo contratti lucrativi per derivati dai media. Tradizionalmente contraria a ribattere con pubblicità ed annunci o incapace a spendere qualsiasi somma significativa del proprio denaro in promozione a causa della riduzione degli stanziamenti, l'editoria della narrativa è andata lentamente languendo nei vent'anni trascorsi, passando dalle cime degli anni '70 agli abissi attuali.

Seguendo questa tendenza decennale, è seguita una specie di fuga dei cervelli. Mentre si è continuato ad estrarre i curatori da un gruppo di amanti dei libri entusiasti e dedicati, la qualità dei manager imprenditoriali e finanziari assegnati alla conduzione delle case editrici si è in molti casi deteriorata. I salari nell'editoria non hanno tenuto il passo con gli equivalenti nell'intrattenimento sulla West Coast, e non è certo più economico vivere a New York. La perizia nel marketing ha subito un declino analogo e non solo perché gli esperti migliori di marketing sono stati portati via da altre compagnie che pagavano molto di più. Di fatto il marketing nell'editoria newyorkese è stato quasi una causa persa per più di quarant'anni. Marketing e pubblicità per i libri sono praticamente non esistenti.

Come risultato, riviste, quotidiani e televisione (sempre coscienti da dove venisse un guadagno pubblicitario) hanno ridotto ad un livello disastrosa la loro copertura dei libri. La CNN ha un "Hollywood Minute" ma non farebbe neanche morta un "New York Minute". I quotidiani, apparentemente acquistati da gente che legge, dedicano solo qualche centimetro di colonna di spazio ai libri e pagine e pagine ai film, perché le case cinematografiche spendono centinaia di milioni di dollari ogni anno in annunci pubblicitari. Gli editori in confronto non spendono niente.

Viviamo in una cultura dove gli affari vivono o muoiono a seconda del loro successo nel pubblicizzarsi e gli editori di New York hanno scelto di non competere.

Nonostante la richiesta da parte dei lettori di libri che soddisfino gusti particolari (settori di nicchia, l'industria crescente in altre forme di smercio) gli editori di New York sono stati forzati in molti casi a ridurre la varietà e i titoli e a porre le risorse rimaste dietro a sempre meno libri, molti dei quali derivazioni dai media. Di sicuro non è una risposta salutare.

L'eco di risposta a tutte queste incapacità sta minacciando di alterare drasticamente gli affari dell'editoria della narrativa.

A Los Angeles c'è scarso pregiudizio contro la fantascienza. (Anche se una specie di pregiudizio istituzionale rimane: come il fatto che alcuni film non vincono mai l'Oscar se non nella categoria effetti speciali!) Ogni anno si producono dozzine di film di fantascienza dalle compagnie che desiderano ardentemente spillare soldi da un crescente interesse generale nel futuro e nel nostro mondo che cambia. Cineasti come George Lucas, Steven Spielberg, Robert Zemeckis e James Cameron, cresciuti nella fantascienza, la trattano con immaginazione e rispetto e raggiungono pubblici enormi. Eppure le case cinematografiche devono fronteggiare delle sfide terribili e col costo dei film di fantascienza, normalmente da sessanta milioni di dollari in su, il cinema non può sperare di competere coi libri in varietà e originalità. I libri sono molto più economici da produrre e molto meno rischiosi. Questo è il vantaggio dell'editoria della narrativa. Ma la quantità di denaro portata da un film di successo può schiacciare i guadagni dell'intera divisione dei libri!

Data questa panoramica dichiaratamente superficiale, come può un aspirante scrittore di fantascienza sperare di iniziare una carriera e sopravvivere? C'è un certo numero di risposte di speranza al dilemma. Ecco una breve lista di tecniche di sopravvivenza per qualsiasi narratore che si metta oggi al lavoro:

 

  1. Scrivi solo ciò che ti piace e dagli il meglio di te. E' meglio che ami la scienza, è la colonna portante della tua storia! Ti ritrovi su di un ring con veterani duri e grigi. Hai solo uno o due pugni prima di essere messo KO o, ancor peggio, prima d'essere buttato fuori dal ring da un arbitro schizzinoso. In breve, fin dall'inizio devi scrivere libri che siano immaginativi, inventivi, importanti e ambiziosi e che vadano bene per un vasto pubblico. Il pubblico per la narrativa e per la fantascienza, sorprendentemente, è ancora molto grande, ma è disorganizzato, praticamente in cerca di una guida e di una direzione. Forse potresti essere tu a dargliele, ma non risponde più alle blandizie degli autori snob specializzati. Digli con convinzione e passione come sarà il futuro, nella tua più che umile opinione. Impauriscilo, scioccalo, esaltalo... prendi dei rischi. Solo puntando grosso potrai vincere a questo gioco.

  2. Trova editori competitivi. Ci sono e alcuni stanno sul punto di prendere la fetta di mercato dei loro compagni meno competitivi. Nei prossimi cinque anni, molti degli editori maggiori chiuderanno le loro collane di narrativa, o andranno sotto del tutto. Sviluppa un istinto per gli affari e per la cultura dell'editoria.

  3. Trovare un agente bene informato è più importante che mai. Parla con altri clienti, adotta un senso di personalità, stile e esperienza. Educati ai rapporti legali tra cliente e agente. Sii saggio e circospetto: non saltare da un'agenzia all'altra per il semplice sospetto che non stiano lavorando in modo abbastanza sodo; ricorda, è un mercato duro come qualsiasi professionista esperto sa bene. La colpa potrebbe trovarsi in te e nel tuo lavoro, non nell'agente. Prima di tutto comunica effettivamente col tuo agente. L'istinto di un buon agente potrebbe proteggerti dall'associarti con editori difettosi o incompetenti.

  4. Lavora coi tuoi curatori ed editori come un professionista metodico. I curatori non hanno il tempo di tirarti su. Consegna loro libri che possano vendere ad un pubblico ampio e diversificato, libri con personaggi forti e punti di vista forti: lavori che sanno richiamare generi incrociati.

  5. Non cercare di competere con la TV o col cinema, per quanto riguarda sia lo svolgimento che l'argomento! I libri sono in se una forma artistica speciale e stupenda. Ci colpiscono ad un livello più profondo e più personale, con un fuso ritardato. Avvantaggiati di questa cosa. In qualche modo l'industria cinematografica riesce a produrre bei film ogni anno, nonostante aver istituzionalizzato uno dei processi creativi più stritolanti dello spirito fin dai tempi della ricerca di protettori nelle città stato italiane sempre in lotta. Io amo i film, ma se mi viene data possibilità di scelta, io mi metto coi libri. I libri hanno più libertà, più varietà e, di solito, un credito unico che non può essere messo in discussione.

  6. Prendi confidenza con Internet. Il sistemare la propria home page, il crearsi la propria pubblicità, l'usare questo nuovo mezzo, potrebbe essere proprio efficace. L'editoria nel web si trova ancora ad uno stadio infantile, ma potrebbe, nei prossimi dieci anni, fornire un rifugio per gli scrittori all'inizio.

  7. Non abbandonare il lavoro giornaliero. Da sempre un consiglio ottimo per gli scrittori principianti, è ora essenziale. Scrivere per molti di noi sta diventando quello che una volta era quasi esclusivo: un modo di espressione personale, non un mezzo affidabile di sostentamento, tanto meno un modo per arricchirsi.

  8. Coltivatevi i piccoli editori locali. Spesso riescono a produrre libri splendidi con un budget ridottissimo. Se alcuni dei maggiori editori di narrativa di New York affondano, molti piccoli editori sono pronti e hanno la possibilità di far riprendere il ritmo di produzione, portando forse la cultura libraria dalla costa orientale alle zone interne o sulla costa occidentale. Se dovesse arrivare questa onda, cavalcatela. Le librerie (soprattutto le grandi catene) oggigiorno necessitano di un prodotto maggiore e di maggiore varietà, molto più che in precedenza. C'è un mercato: solo che è un mercato in mutamento e sempre più stimolante.

  9. Non atteggiarti a snob. Scrivi ciò che ami, ma non attaccarti ai pregiudizi di quei giudici che ti hanno preceduto, sii i tuoi professori del college, i tuoi compagni scrittori, il tuo New York Times o la rivista amatoriale di fantascienza che preferisci.

  10. Ricordati di questo sopra ad ogni altra cosa: la letteratura è un privilegio fortunato, non un'istituzione protetta. Scrivere per vivere è una forma di divertimento. E' un varietà. Se mai dovrai finire tra l'acclamazione dei critici e tra la letteratura accettata accademicamente sta ai posteri dirlo, tu sei vulnerabile come qualsiasi passato artista del varietà al mutamento delle richieste di mercato.

 

In un articolo che ho scritto per The Writer undici anni fa, ho offerto consigli generali per coloro che pur non comprendendo la fantascienza, avessero sperato di spostarsi in un campo della narrativa amichevole e lucrativo. Non incoraggio più la cosa. Il fandom della fantascienza è ancora amichevole e gli scrittori ricevono un sacco di incoraggiamento, ma il campo s'è fatto molto più duro.

Se non sai di non amare la fantascienza, non scriverne. La competizione è tremenda. Come ho accennato in precedenza, questa è, perversamente, una vera età dell'oro per la scrittura fantascientifica. I migliori scrittori di SF di sempre scrivono e pubblicano oggigiorno, Eppure ci troviamo sotto una reale pressione semplicemente per sopravvivere e ogni anno buoni scrittori si trovano con la carriera finita, giustamente o ingiustamente.

Se veramente hai la scintilla dentro di te, nutrila, tieni gli occhi aperti, lavora duro e con un po' di fortuna riuscirai a sopravvivere. Ciò che accadrà nei prossimi dieci anni sarà affascinante.

Sii adattabile. E' abbastanza possibile che i media futuri, diffusi su internet, dovranno includere la pubblicazione dei testi. Ci sono molti più lettori potenziali per la narrativa di prima. Se un numero significante di compagnie della costa orientale dovesse abbandonare il fantasma dell'editoria delle linee di romanzi, la richiesta passerebbe ad altre fonti e, con internet, queste fonti non hanno bisogno di essere localizzate in un posto particolare.

La pubblicazione globale di testi elettronici, consegnata sul computer di casa o su un economico, portatile e conveniente sistema di playback che entra in una mano, rimpiazzerà le riviste e i libri tascabili nell'arco dei prossimi dieci anni. (Sicuramente ci sarà sempre un mercato per i rilegati, i libri particolari e le edizioni artistiche, semplicemente perché molti lettori preferiranno copie solide dei libri.)

Molti scrittori sono già coscienti di queste possibilità e sono pienamente preparati a fare da pionieri. Sii flessibile. Sii critico. Non accettare niente per il valore facciale.