The Thirteenth Floor


Liberamente tratto da un romanzo di Daniel Galouye, Simulacron 3, è un misto di film noir e fantascienza; si svolge su due livelli diversi, una Los Angeles del 1937 (che altro non è che una ricostruzione virtuale della città altamente realistica, tranne che per il colore, tendente al seppia, che i progettisti non riescono a togliere) e la Los Angeles del 1999, il mondo reale in cui vivono gli autori della suddetta realtà virtuale.

I due mondi sono abitati dagli stessi personaggi, nel senso che la parte virtuale e copiata dalla parte reale.

Hannon Fuller ha creato un universo virtuale sulla base della Los Angeles della sua infanzia. Questo universo è abitato da ciber-unità interattive completamente modellate alle quali ci si può collegare. Fuller, dopo un viaggio nel mondo del ’37 viene assassinato e il suo collega si ritrova sospettato dell’omicidio in quanto nel suo appartamento si ritrovano tracce di sangue del morto; per scagionarsi non gli resta che entrare nel simulatore per vedere se non sia possibile ritrovare nel mondo virtuale tracce dell’assassino.

Il film perde molto nel confronto con le altre pellicole sulla realtà virtuale sue coetanee (da Matrix a eXistenZ a Dark City) ma si presenta come una pellicola onesta costretta ad affrontare un tema ormai analizzato ‘fino all’osso’


 

Francesco Puglisi, Il 13º Pianodi Josef Rusnak