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Sharon Apple è una idol, ovvero una
cantante di grandissimo successo che, in una società che riflette quella tipica
giapponese (ma che è anche meglio identificabile con la "cultura"
occidentale più propriamente capitalistica), viene sfruttata al massimo delle
potenzialità commerciali nel brevissimo arco di tempo che inevitabilmente
segnerà la sua carriera artistica. Nel caso specifico, Sharon è la cantante
più famosa e celebrata della galassia, e ha la peculiarità di non essere vera.
La sua essenza infatti, la sua figura, la personalità, la voce e tutto ciò che
fa parte normalmente di un "corpo", è totalmente virtuale.
Sharon non esiste, o meglio esiste solo grazie alla tecnologia e al progresso.
Dopo poco però scopriamo che Sharon non è un’intelligenza completamente
artificiale, in quanto priva della parte essenziale, fondamentale per farne un
"reale" essere vivente e cosciente: l’anima. A fornirgliela è colei
che viene fatta passare per il produttore di Sharon, Miyung (una ex
cantante fallita), attraverso una sofisticata apparecchiatura mobile che lo
staff cela gelosamente. Furtivamente e segretamente, a tutto e tutti, agisce un
losco figuro che trama per conto dei militari, e all’insaputa anche dei
diretti e più alti dirigenti inserisce all’interno di Sharon (nel suo
hardware) un microchip bio-neurale sperimentale, al fine di testarne le
misteriose e pericolose capacità. L’esercito ha infatti intenzione di
utilizzare lo stesso chip per il nuovissimo caccia da combattimento a guida
completamente automatica, artificiale. Il chip si dimostra tragicamente
inaffidabile e la cantante Sharon perde completamente il controllo di se stessa
e della propria identità, a caccia di passati fantasmi (gli stessi di Miyung)
che la opprimono in modo ossessivo.
Macross Plus è una serie di OAV prodotta nel 1995,
ideata da Shoji Kawamori che ne cura sceneggiatura e regia. Kawamori è
uno degli originali creatori della saga di Macross, e in questo caso si
distacca nettamente dallo stile e dalla linea narrativa del cartone originale,
creando un anime bellissimo dalle tematiche e dalle atmosfere adulte e
sofisticate, che pone i sentimenti dei tre protagonisti al centro della storia.
La vicenda narrata in secondo piano si concentra invece su una gara tra il YF-19
e il YF-21, due prototipi di caccia da combattimento, in fase avanzata di
collaudo, che si sfidano per diventare l’aereo ufficiale dell’esercito. La
lotta fra i due progetti per l’aggiudicazione dell’appalto si riflette nella
lotta dei due piloti Gold e Isamu, pronti a sfidarsi fino alla
morte, pur di conquistare il cuore della ragazza che amano entrambi, Miyung.
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Eve Tokimatsuri è una famosissima cantante,
presentatrice dell’"Eve Information Show", un noto spettacolo
televisivo. Tutti adorano e celebrano Eve e così, Shogo (in fuga per
aver rubato indirettamente la moto segreta Garland), decide di rivolgersi
alla sua "autorità" e alla sua popolarità per chiedere aiuto. Quando
si fa il nome della moto misteriosa la trasmissione viene interrotta e si cerca
di rintracciare la chiamata. Al sopraggiungere degli uomini che braccano il
ragazzo, la Garland si trasforma in un robot e protegge automaticamente Shogo.
Quest’ultimo, coadiuvato da tre amiche, scopre ben presto che nel sottosuolo
della sua città si cela un’altra metropoli governata interamente dal
potentissimo computer Bahamood. Qui i protagonisti comprendono la verità e la
realtà della situazione: si trovano a bordo della Megazone 23, un’astronave
deputata a trasportare i fuggiaschi ribelli sopravvissuti allo sterminio dell’umanità
da parte di una civiltà aliena, cinquecento anni prima nel tempo che invece,
sulla Megazone, si è virtualmente fermato alla Tokyo degli anni ‘90. Shogo
decide di chiedere aiuto ancora ad Eve e di rivelare al mondo le sue scioccanti
scoperte, ma giunto furtivamente negli studi scopre che anche lì la realtà e
un’altra: Eve è solo una proiezione olografica del computer Bahamood, uno dei
molteplici mezzi ideati dalla macchina per mantenere il controllo sull’intera
popolazione.
Megazone 23 invece è anch’essa una serie di
OAV, ma
datata 1985, quando questo genere di produzioni era ancora in fase di
"sperimentazione". Suddiviso in più parti, poi ripreso in una seconda
serie più recente, è caratterizzato dalla particolare e forse poco felice
scelta di affidare a ogni capitolo un diverso stile di disegno e una differente
regia, particolare che rende difficoltosa la riconoscibilità dei protagonisti.
La prima parte risulta essere la più complessa e articolata a livello di trama,
e i disegni sono affidati a Toshihiro Hirano tranne che per Eve, di cui
si occupa la magica penna di Haruhiko Mikimoto (anime Macross, Macross
2; manga Macross 7 Trash, Marionette Generation). Megazone
23 non è mai stato distribuito in Italia.
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