AVATAR di Giuseppe Iannozzi

 

La città bruciava, bruciava, bruciava… i grandi profeti erano tutti andati, dimenticati, o peggio, diventati ROBOT di produzione religiosa comunemente chiamati AVATAR, strani esseri-macchine dall’aspetto neanche poi troppo grottesco; ormai la popolazione si era assuefatta a vederli in televisione vestiti con giacca e cravatta, perfettamente rasati, gli occhi dolci come quelli di un vecchio predicatore di campagna, la parola semplice come quella di Walt Whitman, insomma nessuno avrebbe detto che erano “prodotti in serie”. Gli Avatar, robot con un cervello umano innestato nel cranio di acciaio: una vera e propria cultura all’inizio del secolo era stata approntata nelle segrete dell’ex Unione Sovietica; i cervelli venivano prodotti in una soluzione di plasma nutritivo, il DNA veniva elaborato da sofisticati computer che raccoglievano il meglio, o meglio il peggio, del patrimonio genetico dei vecchi tiranni e/o santi come Nerone, Sant’Agostino, Gesù, Mussolini, Hitler, J.F. Kennedy.

Ormai da tempo la scienza aveva preso possesso dei segreti della genetica: tombe credute inesistenti erano state scoperte e da pochi frammenti di tessuto, la scienza era riuscita a recuperare l’intero DNA dei tiranni dichiarati e di quelli che si erano spacciati per santi e profeti e politici. I cervelli prodotti in cultura venivano presto innestati in un essere che senza un cervello, per così dire, umano, erano semplici macchine. L’Avatar veniva programmato attraverso la psicostimolazione e ogni avatar prodotto veniva immesso nel mondo come un angelo caduto dal cielo: all’inizio la popolazione aveva tentato di ribellarsi, aveva manifestato urlando i vecchi slogan del Sessantotto, ma presto questi atti riottosi furono sedati dalle resuscitate SS. Alla fine non un solo eroe si salvò e il Nuovo Mondo nacque da quelle uova che un vecchio dimenticato scrittore avrebbe chiamato esseri nati dalle “UOVA FATALI”.

Gli Avatar apparivano in televisione e ogni giorno rimbambivano gli umani con parole senza senso, una litania indù che come un anestetico penetrava nella Psiche degli uomini svuotandoli di qualsiasi pensiero pensato con la propria testa: insomma, gli uomini pensavano perché gli Avatar pensavano per loro.

Per quante ricerche all’inizio della contestazione si fecero, nessuno riuscì a scoprire il leader della mostruosità della Reincarnazione. La leggenda vuole che non sia mai esistito un leader e se esisteva doveva essere così ben nascosto che era come se non esistesse in nessun luogo presente: magari era relegato o nel passato o nel futuro, ma non nel Presente. Non nel Presente. Si può azzardare a dire che il complotto degli Avatar era sfociato “naturalmente”, una dovuta quanto necessaria evoluzione del genere umano e delle macchine, una evoluzione che aveva interessato e la meccanica e la psiche allo stesso tempo. Ora le città del globo terrestre non erano nulla affatto differenti da quelle del Ventesimo secolo: il progresso scientifico serpeggiava nei meandri della Terra e ogni abietta macchinazione era un segreto di Pulcinella all’Occhio del Cielo Scrutatore; questo era un pseudo organismo politico di sorveglianza morale e politica che veniva eletto “liberamente dal popolo della Terra” ogni cento anni, cioè ad ogni rinnovo della generazione umana, perché ormai l’uomo nasceva e nel giro di un anno era già un essere completo di venti anni e per tutta la vita viveva portandosi appiccicata addosso la sua etichetta-immagine di ventenne. Quando un uomo normale si dipartiva da questo mondo, l’OCS si preoccupava di rimpiazzarlo con un suo alter-ego, un figlio cresciuto in provetta il cui sperma non era nulla affatto dissimile da quello del padre o della madre fittizia: raramente si mescolavano i DNA di padre e madre e quando una simile occasione interveniva, era solo a scopo scientifico, ovvero la scienza RANDOM sperava di riuscire ad ottenere un tiranno-santo più terribile di quelli che il passato ha ormai consegnato alla storia. La vita esisteva sulla Terra, ma di fatto l’umanità si era ormai estinta da un lunga pezza.

Ora accadde un fatto che di per sé non ha nulla di speciale, o meglio solo una vena di tragicità non riconosciuta fuori dall’usuale! In una famiglia drogata dalla psiche degli Avatar accadde che la natura animale propria dell’uomo si sfogò nell’atto istintivo del coito: i due coniugi Adamo 69 ed Eva 96 avevano adempiuto al loro dovere di darsi una finta posa di naturalità, ovvero avevano fatto l’amore così come l’avatar che avevano visto sullo schermo televisivo aveva consigliato come pratica terapeutica a tutta la popolazione per quel particolare giorno. E loro avevano ubbidito. Tutti gli uomini erano sterili, o meglio, resi sterili per legge emanata ed approvata dall’OCS; tuttavia qualcosa nella Coppia 69-96 era andata male. Eva 96 dopo un mese si rese conto di non stare propriamente bene: qualcosa di oscuro, istintivo, stava covando nel suo ventre, qualcosa che non poteva essere controllato dalla volontà coercitiva degli Avatar, un uomo nuovo con una sua coscienza propria ed esclusiva, coscienza che si rifletteva blandamente nei processi chimici del cervello della Madre. La Madre avvertiva una brutale cenestesi mentale che la sfiancava e nel corpo e nella mente; tuttavia non sapeva assolutamente spiegarsi il motivo del suo male. Alle volte aveva come l’impressione che sprazzi di lucidità visionaria trafiggessero il suo Pensiero, sensazione questa a lei completamente nuova e che per istinto le riusciva di chiosare solo come decadimento del suo equilibrio mentale… Eppure quando questa penetrazione di coscienza le stuprava il pensiero, i processi chimici che produco il pensiero, per quanto doloroso tutto ciò fosse, non poteva dire con assoluta certezza che si sentisse “male”, piuttosto si sentiva “diversa”, e il fatto di sentirsi diversa era associazione alla sensazione di stare male. Non provò una sola volta a spiegarsi con Adamo 69, anche perché non sapeva davvero da quale punto avrebbe potuto cominciare a spiegare la sua malattia. Tuttavia Adamo non riuscì a fare a meno di notare quanto sua moglie stesse ingrassando e ben sapendo che niente doveva cambiare nell’immagine della donna per il resto della sua vita, cominciò a nutrire qualche sospetto. I mesi continuarono a passare e alla fine la pancia ingrossata di Eva era diventata motivo di grave turbamento per il marito che si risolse a rivolgersi ad una delle tante cappelle di confessione automatizzate predisposte dall’OCS.

Entrò nel grosso edificio gotico e si avvicinò al confessionale: una voce spietatamente dolce e metallica accolse le sue confessioni e lo rispedì a casa con la promessa che la salvezza era a portata di mano e che nulla lui doveva fare se non aspettare che la LUNGA MANO DELLA PROVVIDENZA si adoperasse per venire in soccorso della sua Eva. La sera stessa della confessione, un plotone SS fece irruzione nell’appartamento della coppia: presero in consegna Eva e la portarono via.

Legata ad un lettino metallico, un forcipe piantato dentro il suo grembo stava estraendo il nascituro prematuro. Fu un’operazione semplice senza alcuna complicazione, dopodiché Eva la sera stessa del suo rapimento fu riconsegnata come un pacco postale al marito. Questo è quanto accadde.

Il bambino non presentava alcuna imperfezione e, anzi, rivelò d’esser dotato di una intelligenza non comune. Non occorse molto tempo perché ci si accorgesse che quanto la scienza RANDOM non era riuscita a produrre in laboratorio (il che è una approssimazione delle leggi della casualità giacché prodotte in laboratorio) era invece riuscito alla natura. Gli esami rivelarono che il cervello del bambino era quello di un Tiranno, un Tiranno feroce come mai la storia era stata capace di dare al mondo. Questa fu considerata dagli Avatar una vera e propria fortuna e già si parlava di una seconda generazione di Avatar più evoluta e crudelmente sottili nel manipolare la psiche; quel cervello che la natura aveva prodotto sarebbe servito come prototipo per produrre in serie la nuova generazione di Avatar. Il cervello fu subito oggetto di espianto dal corpo del bambino e fu subito messo a sviluppare in una cultura plasmatica. Nel giro di qualche giorno il cervello fu pronto per essere trapiantato nel primo AVATAR DELLA SECONDA GENERAZIONE. Il nuovo TIRANNO si dimostrò subito superiore a qualsiasi aspettativa tanto che gli stessi Avatar della vecchia generazione cominciarono a nutrire una certa diffidenza nei suoi confronti; alla fine subentrò la paura. Misteriosi omicidi a macchia d’olio nell’élite degli Avatar e nessuno che sapesse individuare il colpevole, anche se si chiacchierava nei labirinti di corridoi dei laboratori genetici che il colpevole doveva essere necessariamente una mente superiore. Ci volle davvero poco a fare due più due: il colpevole non poteva che essere il nuovo Tiranno, però non lo si poteva accusare se non in modo astratto; difatti il nuovo Tiranno era asceso da subito ai più alti gradi direttivi politici e morali della piramide generazionale degli Avatar e la popolazione intera era concorde nell’indicarlo come IL SUPREMO LEADER, quello che da sempre nell’incertezza della leggenda era esistito e non esistito, a capriccio di chi chiosava la storia: ora aveva deciso di palesarsi a tutti, nel PRESENTE. Una situazione siffatta, ovviamente, non poteva essere tenuta sotto controllo: anche se si fosse riusciti ad eliminare il LEADER, il colpo sarebbe stato così grave che la popolazione si sarebbe svegliata dalle catene psicologiche che per anni e anni gli Avatar della vecchia generazione avevano forgiato.

L’ineluttabile si consumò: il LEADER non permise che il suo cervello venisse clonato, ma questo era il minore dei mali, infatti se lui era il LEADER aveva potere di fare praticamente qualsiasi cosa. E la fece senza lasciarsi pregare due volte: nel giro di poco tempo la vecchia generazione di Avatar giunse alla sua naturale (o innaturale) estinzione. Il Leader prese possesso di tutta la psiche del mondo umano: tutti pensavano come lui compresi Adamo 69 ed Eva 96, che nulla sospettavano di aver dato al mondo il Leader che tutti aspettavano, anzi credevano che il Leader fosse esistito da sempre come del resto tutta la popolazione umana. Eva 96 solo alla sera sentiva dentro di sé un qualcosa come un malessere, ma era cosa di frazione di secondi che subito spariva abortita con il favore delle tenebre. Il Leader però conosceva i suoi genitori ed un giorno uguale agli altri Adamo 69 ed Eva 96 morirono.

UNA NUOVA EPOCA AVEVA AVUTO INIZIO E NESSUNO SE NE ERA RESO CONTO.

Ha qui inizio la storia che nessuno mai racconterà di come il Crepuscolo degli Dei si estinse per sempre e come leggenda e come favola dalla testa di ogni “VIVENTE” del mondo… gli eroi sono tutti morti e non ne nasceranno più. Un solo antieroe domina oggi la scena di ciò che vive e striscia sulle strade asfaltate delle metropoli, l’umanità si è tutta conglobata in un unico essere, un solo essere veramente “vivo”, e la conoscenza di essere “VIVO” è il suo unico e potente “potere” su tutto il resto.

Su tutto il resto… Sì, la città brucia, brucia, brucia, si consuma come una poesia crudele fra le labbra dell’attore ormai quando tutte le luci si sono spente sul proscenio, sullo spettacolo, e l’attore è ormai un uomo vivo che conosce la verità e la tiene per sé mentre anonimo attraversa le strade popolate di esseri senza vita, perché lui è la Vita, la Poesia, la Moralità, la Politica… Lui è Uno & Trino & Divino.

E’ tutto!

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