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Ecco come il mercato cinematografico
ha insultato le opere di Philip K. Dick
unanalisi
del tutto soggettiva di alcuni film il cui soggetto
è ispirato alle opere del grande scrittore di
fantascienza.
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BLADE RUNNER di Ridley
Scott, il primo lungometraggio ispirato a un romanzo
di P. K. Dick
che dire?
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USA 1982
TRATTO DAL ROMANZO Do Androids Dream of Electric
Sheep? di Philp K. Dick
Regia
Ridley Scott
Interpreti
Harrison Ford, Sean Young, Rutger Hauer, Daryl
Hannah
Produttore
Michael Deeley
Effetti speciali video-futuristici
Syd Mead
Disegnatore progettista
Lawrence G. Paull
Colonna sonora
Vangelis
Sceneggiatura originale
David Peoples e Hampton Fancher
Operatore cinematografico
Jordan Cronenweth
Effetti speciali
Douglas Trumbull
Editing
Marsha Nakashima
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Blade Runner è ambientato
nella Los Angeles del 2019: la Tyrell Corporation
ha sviluppato tecnologie in grado di dar vita
a dei Replicanti, cioè organismi viventi
(sintetici) assai simili agli esseri umani. I
Replicanti, in Blade Runner (il film), venivano
usati nelle colonizzazioni di altri pianeti e
nelle esplorazioni pericolose. Rick Deckard (Harrison
Ford), ex-poliziotto, ex-cacciatore di replicanti,
ex-killer, viene costretto, dal capo della polizia
Bryant, a riprendere il suo vecchio lavoro di
cacciatore di replicanti; Deckard viene incaricato
di ritirare quattro replicanti fuggiti dalla schiavitù
delle colonie e venuti sulla Terra. Deckard si
reca presso la Tyrell Corporation dove conosce
Rachel, una ragazza replicante, la donna di cui
si innamorerà. Dopo alcune indagini, riesce
a scoprire il primo dei quattro replicanti: Zhora,
e Deckard riesce ad eliminarla, ma subito aver
ritirato Zhora viene attaccato da un secondo replicante,
Leon. La situazione è disperata. Deckard
è alle strette: solo lintervento
provvidenziale di Rachel, che ritira il
replicante Leon, dà a Deckard una seconda
possibilità
per il momento la vita
gli appartiene ancora. Ma rimangono ancora due
Replicanti, Pris e Roy, i più pericolosi.
E Roy sarà per Deckard un osso davvero
duro. Dopo un corpo a corpo nulla affatto facile,
Deckard riesce a ritirare anche Pris: rimane Roy,
follemente incazzato, perché Roy amava
Pris. Deckard incontra Roy e questi fa capire
al cacciatore di androidi che i replicanti volevano
solo quello che tutti vogliono: una vita.
Roy potrebbe uccidere Deckard, ma non lo fa, e
gli salva addirittura la vita rendendosi conto
quanto questa sia importante, mentre la sua vita
fugge via dal suo corpo di androide. Per chi ha
letto Do Androids Dream of Electric Sheep?,
Blade Runner è solo un riadattamento del
romanzo di P. K. Dick, onorevole, ma comunque
un riadattamento.
Blade Runner, cult movie degli anni Ottanta,
uscito nelle sale cinematografiche nel 1982, è
diventato ormai oggetto di culto per gli appassionati,
tanto da esser stato sottoposto a tante e tante
analisi sociologiche e tecniche, molte delle quali
superflue e inutili. Comunque, Blade Runner
ricevette il premio Hugo quale miglior
spettacolo nel 1983: in un referendum eseguito
fra i membri della convention della World Science
Fiction nel 1992, Blade Runner è
stato considerato al terzo posto fra i migliori
film di fantascienza di tutti i tempi. I primi
due furono Guerre Stellari e 2001 Odissea
Nello Spazio. Blade Runner, diretto
dal regista Ridley Scott, con Harrison Ford come
protagonista nei panni di Deckard, e attori del
calibro di Sean Young, Rutger Hauer, Daryl Hannah,
è oggi una pellicola che si è sostituita
al romanzo dickiano Do Androids Dream of
Electric Sheep?
Il film prende spunto dal romanzo di P. K. Dick
ma niente di più; non è assolutamente
la fedele trasposizione del romanzo del grande
autore di fantascienza. Il titolo del film può,
forse, essere ricondotto ad Alan E. Nourse, che
scrisse una storia chiamata The Bladerunner;
nel 1979, William S. Burroughs prese il libro
e scrisse Bladerunner (A movie) e i diritti
del titolo, senza limiti di tempo, furono venduti
poi a Ridley Scott. Il collegamento fra il Bladerunner
di Nourse e il Blade Runner di Scott consiste
soltanto nel nome; il titolo di Nourse infatti
si riferiva a persone che vendevano strumenti
medici a dottori fuorilegge che non potevano ottenerli
in maniera legale. Scott pensò che il titolo
fosse un buon "nome in codice" per il
suo personaggio Deckard. Alcuni degli scenari
del film, Blade Runner, furono ispirati
da una storia di Dan O'Bannon e Moebius (Jean
Giraud) intitolata The Long Tomorrow in
un numero del giornale a fumetti francese Wonders
of the Universe: la quarta di copertina del
fumetto recita: "Questo albo contiene anche
altre storie famose, come The Long Tomorrow,
che fu pensata come una parodia, ma finì
con l'essere più reale della parodia stessa,
della classica detective-story Americana. Questa
storia fu usata in seguito come riferimento visuale
per il film Blade Runner. Blade
Runner di Ridley Scott, pur essendo un ottimo
film, non è un film dickiano, per quanto
molti (il sottoscritto compreso) si ostinano a
credere che Blade Runner fu visionato e
approvato da P. K. Dick. Dick visionò buona
parte del film di Scott e odiò e la sceneggiatura
e la pellicola: questa e la realtà. Poi,
qualcuno, dice che Dick approvò il lavoro
di Ridley Scott: è una leggenda, una bella
leggenda, e forse non cè niente di
male se uno ci vuole credere. In fondo, i registi
quando operano trasposizioni cinematografiche
di grandi romanzi scritti da grandi artisti, non
possono fare a meno di essere artisti a loro volta:
il risultato è quello che ormai conosciamo
un film va bene, ma oggi P. K. Dick è conosciuto
dalle nuove generazioni solo attraverso i film
ispirati ai suoi romanzi e racconti. E questo
non è giusto.
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E dopo Blade Runner,
TOTAL RECALL di Paul Verhoeven perché la
fantascienza al cinema rende bene soprattutto
quando è mercificata e massificata
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TOTAL RECALL
Titolo italiano: ATTO DI FORZA
Produzione: 1990 - USA, Carolco/Ronald Shusett,
col., 109 min.
dal racconto I difensori della Terra di
Philip K. Dick
Regia
Paul Verhoeven
Sceneggiatura
Ronald Shusett, Dan O'Bannon, Gary Goldman
Effetti speciali
Rob Bottin, Dream Quest
Musica
Jerry Goldsmith
Interpreti
Arnold Schwarzenegger, Rachel Ticotin, Sharon
Stone, Michael Ironside, Ronny Cox, Marshall Bell,
Mel Johnson jr., Michael Champion, Roy Brocksmith,
Ray Baker, Rosemary Dunsmore, David Knell, Alexia
Robinson
Oscar 1990 per gli effetti speciali
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Marte, anno 2084: cosa sta succedendo
a Doug Quaid? (Arnold Schwarzenegger) Dove termina
l'incubo e dove comincia la realtà? Marte,
sempre il pianeta rosso nei suoi sogni...
l'unica via d'uscita è entrare nell'incubo,
raggiungere quel pianeta sconosciuto e rispondere
all'unica domanda possibile: Se io sono io...
allora chi diavolo sono? Se qualcuno riesce a
condizionarti totalmente per i suoi loschi fini,
allora è necessario un "atto di forza"!
La moglie di Quaid è contraria al viaggio
del marito. Ma Quaid è ossessionato da
Marte. Quaid non si può permettere di intraprendere
un viaggio reale sul pianeta rosso, quindi si
rivolge alla Recall, una società che vende
ricordi "personalizzati" e compra il
pacchetto che gli innesterebbe nella memoria la
convinzione di avere vissuto un'avventura come
agente segreto su Marte. Ma l'esperimento non
funziona e Quaid, sfuggito ai sorveglianti della
Recall, senza un motivo apparente, diventa preda
di una spietata caccia all'uomo. Da una registrazione
che gli viene affidata, Quaid comincia a capire
di non essere la persona che ha sempre creduto
e che neppure la donna che ha accanto è
sua moglie: la risposta a tutte le sue domande
si trova su Marte, dove una organizzazione di
poche persone controlla il flusso di ossigeno
necessario alla moltitudine per vivere. Su Marte,
l'uomo incontra la ragazza dei suoi incubi/sogni
e messosi in contatto con i capi della resistenza,
si assume il compito di attivare un gigantesco
reattore costruito dalla scomparsa civiltà
marziana che potrebbe fornire a tutti l'aria respirabile
e restituire alla colonia la libertà.
Total Recall, per gli effetti speciali,
è stato premiato con l'Oscar. Total
Recall é uno dei film di maggior successo
di Arnold, circa 119 milioni di dollari incassati
negli USA; la regia del film di Paul Verhoeven
(già regista di Robocop) ha creato un mondo
futuribile di pianeti rossi, macchine della memoria
e donne con tre tette che il pubblico internazionale
ha decisamente apprezzato. Sicuramente il più
brutto riadattamento cinematografico che abbia
mai visto: la pellicola di Paul Verhoeven è
essenzialmente una buffonata abbuffata di effetti
speciali, niente che abbia a che vedere con il
racconto di Dick. Ma al pubblico è piaciuto
e anche tanto: purtroppo!
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E dopo Blade Runner e
Total Recall, SCREAMERS di Christian Duguay,
forse il miglior adattamento cinematografico di
un racconto dickiano
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Titolo italiano
SCREAMERS - URLA DALLO SPAZIO
Produzione: 1995 - Canada/Usa/Giappone
dal racconto Second variety di Philip K.
Dick
Regia
Christian Duguay
Interpreti
Peter Weller, Roy Dupuis, Jennifer Rubin, Andy
Lauer, Charles Powell, Ron White, Michael Caloz,
Liliana Komorowska, Jason Cavalier, Leni Parker,
Sylvain Masse, Bruce Boa, Tom Berry
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Screamers, ovvero robot
assassini: creati da una delle due corporazioni
umane che si contendono il pianeta Sirius 6B,
ricco di giacimenti minerari, scivolano velocissimi
sotto la sabbia attaccando con lame affilate come
rasoi ogni essere vivente che non sia provvisto
di una particolare piastrina di riconoscimento.
La terribile efficienza di questi robot è
tale che ormai i superstiti delle due fazioni,
considerandoli come il vero nemico, accettano
di incontrarsi per negoziare la pace. Il comandante
Hendricksson parte per raggiungere la base avversaria,
ma il gruppo deve attraversare la terra di nessuno
dominata dagli screamers. In questo deserto si
rinnova lo scontro uomo contro macchina,
ma l'intelligenza artificiale autonoma, che crea
e guida i robot ha escogitato una nuova tecnica
per superare le sempre più impenetrabili
difese: mimetizza i killer sotto perfette spoglie
umane. Così, durante il viaggio, poveri
bambini sperduti, pietosi soldati feriti, indifese
fanciulle, si rivelano spietate macchine mortali.
Nessuno sa più di chi fidarsi ed il già
sparuto gruppo si assottiglia rapidamente. Hendricksson,
rimasto solo, riesce a malapena a raggiungere
una piccola astronave che lo riporterà
sulla Terra.
Screamers, pur permettendosi molte libertà,
pur vantando pochi effetti speciali, è
forse il migliore adattamento cinematografico
ispirato a un racconto di P. K. Dick. Il soggetto
per Screamers è stato tratto dal racconto
Modello due: il racconto originale raccolto
in diverse raccolte antologiche è presente
anche in una antologia della Fanucci che raccoglie
alcuni tra i migliori racconti di P. K. Dick (P.
K. Dick, Screamers Urla Dallo
Spazio o Luomo variabile edito nel 1996,
titolo originale, The Variable Man and Other
Stories): ne LUomo variabile cè
anche il racconto Rapporto di Minoranza (Minority
Report) che Steven Spielberg ha recentemente
sfruttato per trarne lomonimo film con Tom
Cruise, un film tanto acclamato da critica e pubblico,
ma che poco o nulla rispecchia le ossessioni dickiane).
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E Steven Spielberg, con
tanti effetti speciali e una trama ridotta allosso,
firma MINORITY REPORT, un successo di critica
e pubblico negli USA
ma cè
un ma!
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USA 2002
dal racconto Minority Report di P. K. Dick
Regia
Steven Spielberg
Interpreti
Tom Cruise, Colin Farrell, Max von Sydow, Samantha
Morton
Produzione
DreamWorks - 20th Century Fox
Sceneggiatura
Scott Frank e Jon Cohen
Distribuzione
Fox
Musiche
John Williams
Costo
80 milioni di dollari
Sito ufficiale della pellicola:
http://www.minorityreport.com/
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La pellicola è ambientata
in una Washington del futuro: la polizia per prevenire
il dilagare della violenza ha pensato bene di
istituire una sezione precrimine, il cui
potere è illimitato, infatti ha facoltà
di arrestare e condannare i possibili assassini
in base alle loro intenzioni criminali. La procedura
è possibile grazie alle visioni di tre
giudici-veggenti, che sono in grado
di identificare con certezza i futuri colpevoli.
In anni di pratica a Washington il metodo si è
dimostrato quasi - solo quasi infallibile,
quindi il Congresso degli USA ha intenzione di
estendere la lotta ai criminali in tutto il resto
dellAmerica. John Anderton (Tom Cruise)
è un poliziotto della squadra preventiva,
che dopo aver fermato un uomo a cui è stata
individuata lintenzione di uccidere la moglie,
viene accusato a sua volta di un crimine da
compiere. Con l'aiuto di una veggente (Samantha
Morton), Anderton cerca di fuggire al suo destino,
scoprendo che la sua condanna non è il
risultato di un giudizio unanime, bensì
di un caso di minority report, ovvero di
non accordo tra veggenti e quindi di un giudizio
sommario.
Fino a questo punto la pellicola rispetta il pensiero
dickiano, purtroppo subito scade in un crescendo
di sequenze veloci e giochi circensi che fanno
di Minority Report una pellicola non troppo
dissimile da Missione Impossibile II.
Todd McCarthy, recensore per Variety, in merito
a Minority Report si è così espresso:
"Il successo di questo film è in
linea con quello che i film americani storicamente
hanno fatto meglio: raccontare in modo eccitante
una storia forte, con stile alto e abbastanza
di sostanza." Di altro parere è
Lisa Schwarzbaum (Entertainment Weekly) che critica
abbastanza aspramente il nuovo lavoro di Spielberg:
"Cosa è eccitante riguardo a Minority
Report è la dimostrazione senza sosta che
ogni convenienza tecnologica è sempre inestricabilmente
intrecciata con una profonda invasione della privacy.
Cosa simultaneamente ci riporta indietro al presente
antirivoluzionario è il viaggio sentimentale
dell'autore, ed il suo reiterato immaginario di
idealizzate scene di vita domestica quotidiana."
Ed Eric Harrison dell' Houston Chronicles dice:
"Il film si avvicina ad essere grandioso
ma non ci riesce perché è troppo
perfettamente una proiezione del suo creatore
(Spielberg). Comunque sia dovremmo celebrarlo
perché questo lo fa essere -- difetti compresi
-- molto più di valore di mille filmetti
senz'anima fatti su ordinazione".
Minority Report, il nuovo film di Steven
Spielberg, rilancia nel 2002 sul mercato cinematografico
da botteghino le atmosfere inquietanti dellopera
dickiana. Ultimamente, Spielberg, in occasione
del ventennale del timido E.T., ha rivisto
e corretto la pellicola purgandola di tutte quelle
scene che agli occhi della critica e del pubblico
potevano sembrare vagamente violente. Le critiche
sul restauro di E.T. non sono mancate e
il regista è stato accusato di revisionismo
storico-cinematografico sia dal pubblico, sia
dalla critica, un accusa che purtroppo non manca
di verità. Oggi, Spielberg torna a propagandare
la violenza con Minority Report: il film
targato Fox è uscito negli USA il 21 giugno
2002.
La nuova pellicola promette atmosfere rarefatte,
orwelliane, qualcosa come 477 effetti speciali
firmati ILM e Pacific Data Images, e un
attore protagonista come Tom Cruise, la cui fama
ultimamente è stata oscurata dal successo
della bella e brava N. Kidman, ex moglie dellattore
americano. Il film, prima di uscire in sala, è
già stato oggetto di pesanti critiche:
sembrerebbe infatti che la pellicola proponga
tanta, tanta azione infarcita di effetti speciali,
ma nulla di più; insomma, anche questa
volta, il nome di P. K. Dick con Minority Report
ha poco o nulla da spartire con la pellicola di
Spielberg.
In rete, sul sito ufficiale del film, sono disponibili
4 trailers che non lasciano adito a dubbi: Minority
Report è essenzialmente una pellicola
dazione.
Lindignazione della critica americana e
non si è subito fatta sentire: Spielberg
è stato tacciato di essere un opportunista
che fino a due mesi fa non voleva violenza nei
suoi film e che oggi si rimangia le sue stesse
parole. Il regista si difende: È
qui che i produttori hanno cominciato a toccarsi
in segno scaramantico
Minority report era
fantascienza solo un anno fa, e d'improvviso lo
è molto meno. Oggi vediamo che FBI e CIA
hanno acquistato un potere enorme [
] hanno
il potere di entrare nelle nostre vite private
[
] per decidere chi di noi rappresenta una
minaccia alla sicurezza nazionale o meno. Mi spaventa
che qualcuno mi controlli tutto il tempo, perché
so che tanti innocenti verranno incriminati.
E Tom Cruise, attore principale del nuovo lavoro
del regista americano, spiega:
il
film pone questa domanda: se puoi prevedere il
futuro e vieni a sapere che qualcuno ti ucciderà,
approveresti una legge che permette di arrestare
questo qualcuno prima che commetta il delitto?
È difficile rispondere [
] il problema
è che chi ha più potere tende ad
abusarne
è un film realista sul futuro..
E ancora Spielberg a difendere Minority
Report: Ci sono gli aficionados che ritengono
un'eresia cambiare un qualsiasi elemento di un
libro di fantascienza, sia esso Childhood's End,
Fahrenheit 451 o The War of the Worlds.. Su quei
tipi di appassionati non riuscirò mai ad
averla vinta
Ma riuscirò a soddisfare
quegli appassionati di fantascienza che vogliono
che sia raccontata loro una buona storia, anche
se non è esattamente uguale al libro che
hanno letto vent'anni fa. Non diranno mai che
è meglio del libro, ma se dopo aver visto
il film almeno verrà loro da dire: 'Mi
sono davvero entusiasmato', allora sentirò
di aver fatto bene il mio lavoro."
Minority Report, una buffonata stile Total
Recall con la firma di Steven Spielberg, niente
di più, niente di meno, lasciatevelo dire
da uno che lha già visto in lingua
originale: Tom Cruise è il solito spaccone
vestito (e prigioniero) della sua fama di belloccio
e la trama è
non cè
una trama, solo un adattamento volgarissimo e
commerciale del racconto di P. K. Dick. E questo
è tutto.
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Ma se Spielberg ha firmato
Minority Report, Gary Fleder non vuole essergli
da meno
buffone quanto Spielberg se non
di più
Ecco IMPOSTOR!
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Anno: 2002
Durata: 95 min.
Regia
Gary Fleder
Produzione
Gary Fleder, Marty Katz, Daniel Lupi
Interpreti
Gary Sinise,Vincent D'Onofrio, Madeleine Stowe,
Tony Shaloub, Mekhi Phifer
Sceneggiatura
Scott Rosenberg, David N. Twohy, Ehren Kruger
Distribuzione
Miramax
Fotografia
Robert Elswit
Costumi
Abigail Murray
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Gary Fleder inizia la sua carriera
nel 1993 lavorando inizialmente per la televisione;
la sua prima regia è un episodio della
serie Tales From the Crypt con cui vinse
un Cable Ace Award; tra le altre sue pellicole
per il piccolo schermo spicca un episodio della
serie Homicide: life on the Street dal
titolo Subway con cui vinse un Peabody Award.
Il suo debutto sul grande schermo avviene nel
1995 con il film Cosa fare a Denver quando
sei morto, una pellicola sospesa tra la commedia
nera e il genere drammatico con Andy Garcia e
Christopher Walken, che ottenne un discreto successo
al Festival di Cannes. Il suo più grande
successo, soprattutto per quanto riguarda gli
incassi, è Il collezionista, film
con Morgan Freeman e Ashley Judd tratto da un
best-seller di James Patterson. Del 2002 è
Dont Say a Word, pellicola tratta
da una romanzo di Andrew Klavan, che vede tra
gli interpreti, Michael Douglas, Sean Bean e Brittany
Murphy. Per Impostor, Fleder stringe e salda definitivamente
la sua collaborazione con lo scenografo Nelson
Coates, con il quale realizza lambientazione
futuristica necessaria per mettere su pellicola
il racconto breve di Philip K. Dick, Impostor.
Impostor, il film di Gary Fleder, accoglie nel
cast attori dignitosi come Gary Sinise, Vincent
D'Onofrio e Madeleine Stowe.
La trama di Impostor: anno 2079, la Terra
è da oltre un decennio in guerra con gli
alieni, geneticamente superiori, di Alpha Centauri.
Spence Olham (Gary Sinise), un geniale progettista
di armi, è nel mirino del nemico. La loro
intenzione è ucciderlo e rimpiazzarlo con
un replicante dotato di una bomba micidiale. Lesercito,
nella persona del Maggiore Hathaway (Vincent D'Onofrio),
è convinto che gli alieni siano già
riusciti nel loro intento. Lo stesso Olham comincia
a nutrire dei dubbi sulla propria identità.
E sua moglie Maya (Madeleine Stowe) non sa cosa
pensare. Non cè tempo da perdere:
con gli uomini di Hathaway alle calcagna, Olham
cerca di raggiungere lospedale dove sono
conservati i dati del suo DNA, per provare, anche
a se stesso, la propria identità. Impostor
è ambientato in un futuro dickiano? No.
Il solito riadattamento a mero uso commerciale
e neanche tanto, perché Impostor
è un b-movie che imita i soli effetti speciali
di Total Recall e la trama, come al solito, è
un di più, quasi un orpello. Ad ogni modo,
i produttori hanno incaricato lo scenografo Nelson
Coates per l'ideazione delle tecnologie plausibili
del domani: Coates si è avvalso della consulenza
dei maggiori futurologi disponibili sul
mercato, così almeno si vocifera. Il team
di Coates ha approfondito la conoscenza delle
tecnologie d'avanguardia come i videotelefonini
e i palmari: "Volevamo mostrare tutto
quello che oggi è all'avanguardia- racconta
lo scenografo- o che è anche solo in via
di progettazione, per inserirlo nel futuro. E
la sfida è stata anche la realizzazione
di tutti questi dispositivi conferendogli un aspetto
del tutto diverso. E' difficile reinventare uno
scenario fantascientifico perché la fantasia
è molto codificata dal genere, dalla maniera.
Noi non volevamo citare i classici ma tentare
di inventarci qualcosa di nuovo che fosse credibile
e ancorato alla realtà di oggi".
Molti dei progetti futuribili di Coates sono stati
creati da Industrial Light & Magic sotto la
supervisione di Joe Grossberg, mentre la sceneggiatura
è è di Scott Rosenberg (Fuori
in 60 secondi, Con Air) e David N. Twohy e
Ehren Kruger.
In definitiva, lennesimo film pacco che
indarno cerca di tradurre in opera cinematografica
il pensiero, la filosofia esasperata e pessimista
di P. K. Dick con risultati a dir poco osceni.
Ma, forse, anche se Impostor porta la firma
di Gary Fleder e non quella di Steven Spielberg,
non è detto che, soprattutto quanti hanno
amato e conosciuto le opere di P. K. Dick solo
attraverso il cinema, non riusciranno ad amare
anche questo filmetto.
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CONCLUSIONI:
K. W. Jeter si è detto che non
può essere lerede di P. K. Dick
E il cinema?
Il cinema ha tradotto le opere dickiane in pellicole
usa & getta: se Dick fosse ancora vivo, non si sognerebbe
mai, neanche nel suo peggiore incubo, di andare al cinema
a vedere una trasposizione cinematografica dei suoi
racconti. Poco ma sicuro.
Lapidario? Non ho altro da aggiungere
O forse
sì.
Blade Runner, tutto sommato, mi può star bene
(a forza, sintende, ma se non altro Dick ha avuto
modo di dire la sua a proposito del film, anche se non
ha visto il risultato finale
Ormai è un
cult-movie e volente o nolente lo devo tenere in debita
considerazione per parlare di P. K. Dick con piena
romantica!- onestà), ma poi Dick è diventato
un prodotto UBIK per il mercato cinematografico e questo
non mi sta proprio bene.
I registi moderni non capiscono un cazzo di fantascienza
e non hanno mai compreso la levatura artistica di P.
K. Dick. Mi sembra di essere stato chiaro a sufficienza.
Alle generazioni che hanno conosciuto P. K. Dick solo
attraverso il cinema voglio dare un consiglio: leggete
prima i libri di Dick, prima di andare al cine a vedere
un qualsiasi adattamento cinematografico delle sue opere.
Solo così potrete rendervi conto della differenza:
Dick è Dick, il cinema non è Dick.
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