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Recensione a cura di Roberto Sturm

Nicoletta Vallorani
Eva
Einaudi
Collana: Tascabili Stile Libero
Genere: Noir/Fantascienza
Pagine: 252
Anno: 2002
€ 8,00
Dopo l'intervista a Nicoletta, sembrerebbe
che ci sia rimasto poco o niente da dire del suo romanzo.
Ma Eva non è solo un romanzo noir
e/o di fantascienza, non è solo un romanzo
di denuncia, non è solo un romanzo dove si affrontano
i disagi e le mancanze della nostra società,
le sue contraddizioni. Credo che Eva, soprattutto, sia
tutte queste cose insieme, e forse anche di più.
Esponendosi, in questi momenti così difficili,
in prima persona con un romanzo che, come i testi di
un certo livello, ha più di una chiave e diversi
livelli di lettura, Nicoletta non media sui contenuti,
sul linguaggio - come afferma chiaramente nell'intervista
- del romanzo, così come non riesce a mediare
nella propria esistenza. Per questo, probabilmente,
il romanzo è così sentito, così
intenso. Nelle domande dell'intervista esprimo spesso
le mie considerazioni, i miei pareri sia sul romanzo
che sull'autrice che da tempo considero una delle migliori
scrittrici di genere sulla piazza. Qualche critico ha
definito, secondo me non troppo a proposito, Eva un
fantathriller. Eva, invece, secondo me, fa sicuramente
parte della migliore tradizione del noir, di
quel noir per cui non è importante smascherare
il colpevole nelle ultime pagine, ma è importante
mettere a nudo la meschinità delle persone, il
marcio che si nasconde sotto la nostra società
tesa verso il benessere, l'omologazione, l'ipocrisia
che ci circonda. Ed è proprio in questo ambiente
che agisce il serial killer, lo strumento che
fa saltare la comoda e apparente tranquillità
di una società per niente esente da colpe. Verso
i conflitti internazionali, verso la povertà,
verso la diversità, in una escalation
di conflitti e di guerre che non fanno altro che nascondere
orrori più profondi. In questo romanzo è
la guerra nella ex-Jugoslavia a non essere mai finita
o a essere ripresa, è una bomba a Gerusalemme
che probabilmente ha messo fine al conflitto arabo-palestinese
(ma come?), è l'indifferenza della gente a far
richiudere in un ghetto, una specie di manicomio criminale,
gli esseri mutanti e nati deformi per le conseguenze
della guerra dei Balcani, una delle protagoniste indiscusse
di questo romanzo.
E in questo mondo dove tutto è spettacolo, dove
l'informazione entra dentro le case di chi uccide i
genitori o i figli per portarli dentro casa di
ognuno di noi, dove la tragedia diviene show televisivo,
ma passa sotto assoluto silenzio le stragi fatte per
garantire la pace (i bambini iracheni o la popolazione
civile afghana, ad esempio), il serial killer
deve trovare un modo per rendere sensazionali i propri
crimini, per fare breccia in una società ormai
abituata a ogni tipo di crudeltà e, per questo,
portata a giustificarla se non a ignorarla. Come se
ciò facesse sì che il problema non esistesse.
Ed Eva, in Eva, c'è tutto questo
e altro ancora, tutto scritto con lo stile e le parole
pensanti di Nicoletta Vallorani, che una volta
di più rifugge da mode e stili essenziali e ci
invita, almeno lei, almeno un'altra volta, a riflettere
sulle parole. Sui contenuti. Sui fatti.
Roberto Sturm
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