Riverworld diventa un serial TV di M. Giraldo


Il ciclo di romanzi dedicato agli "Déi del Fiume" di Philip José Farmer diventa un serial per la TV. Forse...

Qualche tempo fa la rivista di fantascienza inglese SFX riportava un paio di articoli dedicati a Riverworld. I famosi romanzi legati al ciclo degli "déi del fiume", dicevano dunque i titoloni di SFX, sono stati recentemente adattati dalla Atlantis Alliance per diventare una nuova serie televisiva dal titolo appunto di Riverworld (titolo originale del Brad Johnson (a destra)primo romanzo) che prenderá il via negli Stati Uniti probabilmente alla fine di quest'estate con un film pilota di circa 2 ore.
Il regista é Alex Proyas, giá noto al pubblico del grande schermo per un paio di film, "Dark City" e "Il Corvo", quest'ultimo un thriller dai risvolti fantastici e dalle atmosfere molto cupe. Questa pellicola fu vittima di non poche peripezie prima di arrivare nelle sale cinematografiche, tra le quali la morte, durante le riprese del film, dell'attore-protagonista Brandon Lee, figlio del famosissimo Bruce Lee.
Brit Stuart Hazeldine é invece lo sceneggiatore che si é occupato dell'adattamento della storia di Farmer. A suo dire il lavoro é stato tutt'altro che facile, visto soprattutto la complessitá dell'intreccio narrativo della saga, nella quale si racconta che ad un certo punto tutti i morti della Terra resuscitano in un mondo dominato da un misterioso fiume senza fine. Nonostante il tema sia intricato, afferma Hazeldine, é stata per lui una grande esperienza vergare la prima sceneggiatura, e dice di sentirsi pronto a scrivere centinaia di nuovi episodi, tanto da essere convinto che Riverworld potrebbe diventare una sorta di nuovo Star Trek del ventunesimo secolo.
Egli ammette poi che per la bozza iniziale ha evitato deliberatamente la lettura dei romanzi di Farmer, in modo da lasciare la sua creativitá il piú possibile libera da ogni contaminazione esterna. Successivamente peró, dopo aver letto i primi due romanzi su siggerimento di Proyas, secondo il quale essi rappresentano la parte fondamentale del ciclo e dai quali dovranno essere sviluppati i vari episodi, Hazeldine ha dovuto correggere il tiro e modificare parzialmente alcune parti, nonostante si dice convinto che le idee iniziali non erano poi così lontane dall'originale.Riprese in Nuova Zelanda
Ancora una volta però, come una maledizione che penda sulla testa del povero Proyas a funestare l'entusiasmo di Hazeldine, dei produttori e di tutti i fans di Farmer é arrivata come un macigno la notizia della morte del protagonista della serie, il neozelandese Kevin Smith (nella foto sopra é sulla destra), che in Riverworld avrebbe dovuto interpretare la parte di un guerriero di nome Valdemar.
Smith si trovava in Cina per lavorare in una produzione cino-americana, che con un altro film di azione (Man of War con Bruce Willis) gli avrebbe valso un posto d'onore al fianco delle numerose star di Holliwood. Al termine di alcune riprese che si stavano svolgendo presso la capitale cinese, Smith é rimasto vittima di una gravissimo incidente: una sfortunata caduta gli ha procurato traumi irreversibili che purtroppo, a soli trentotto anni, gli hanno stroncato la vita.
La scomparsa di Smith complicherà non di poco l'ambizioso progetto della Atlantis Alliance, e al momento le notizie sono piuttosto frammentarie, anche se sembrano confermate le intenzioni di lanciare la nuova avventura televisiva questo autunno. Tra gli altri protagonisti vale la pena di citare alcuni volti giá noti Foto di Gruppoquali Brian Moore (interpreterà Monat), Brad Johnson (nella parte di Hale) e Emily Lloyd (nel ruolo di Alice).
Le scene del film pilota, come sembra ormai divenuta una moda, sono state girate per buona parte in Nuova Zelanda che, come hanno giá dimostrato altri film quale per esempio il Signore degli Anelli, si presta egregiamente a fare da sfondo a paesaggi di tipo fantastico/fantascientifico dai richiami onirici. A ció vanno aggiunti inoltre una serie di effetti speciali creati in computer-grafica che, a detta dello sceneggiatore, lascieranno l'audience a bocca aperta.
Un paio di domande, una ovvia, l'altra un po' meno, comunque rimangono al termine di questo articolo: questo serie televisiva, vedrà mai la luce? E se sì, soprattutto, giungerá mai nel Bel Paese?

 

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