Universi che cadono a pezzi di Francesca Rispoli


Recensione a cura di Marcello Bonati

Universi che cadono a pezzi

Francesca Rispoli
"Universi che cadono a pezzi-La fantascienza di Philip K. Dick"
Mondadori
Collana: "Testi e pretesti"
Genere: Saggistica
Pagine: 198
Anno: 2001
€ 11,39

 

L’indubitabile, crescente interesse attorno all’opera di Philip K. Dick, ha stimolato, anche nell’asfittico panorama critico nostrano, bel due saggi monografici; questo ha, essenzialmente, uno schema di lavoro molto preciso, che, partendo da un assunto base desunto, mi pare molto centratamente, dall’autrice, fa sviluppare il suo discorso sull’autore in maniera molto coerente.

Sono, appunto, gli universi che cadono a pezzi, l’assunto iniziale, l’idea che l’autrice ha trovato predominante, nell’opera di Dick; che sono sia gli universi narrativi dei suoi romanzi, nei quali, ad ogni piè sospinto, la realtà si scopre mera apparenza, col suo cadere a pezzi, nel rivelare il velo di Maya che ci separa dalla Realtà; sia il cadere a pezzi dell’uomo Dick, che, negli ultimi anni della sua tormentata vita, dovette sopportare, visse, delle fortissime tensioni psicologiche, dovute, principalmente, a quelle visioni mistiche che sappiamo.

L’analisi della Rispoli riesce ad essere al contempo approfondita e a non cadere nel pericolo di risultare comprensibile ai soliti pochi eletti; prendendo in considerazione alcuni romanzi in particolare, per dire di altri, e di alcuni racconti, più brevemente, senza tralasciare riferimenti precisi e chiari alla biografia, costruisce un discorso che regge, e non…cade a pezzi.

L’ultimo capitolo, "Philip K. Dick al cinema", contiene una trattazione di "Confession d’un Barjo" (Francia, ’92), inedito da noi, da "Confessioni di un artista di merda", e una interessante digressione sul progetto poi mai realizzato di una riduzione cinematografica di "Ubik", comprensiva di una lettera all’autrice del regista che avrebbe dovuto filmarlo, Jean-Pierre Gorin, nella quale vi sono delle interessanti rivelazioni.

Ma, anche, è fermo a "Screamers", senza, cioè, trattare dei molti recenti sviluppi delle trasposizioni cinematografiche delle opere di Dick.

Il volume comprende anche "Documenti", con la lettera di J.P. Gorin che abbiamo detto, con testo originale a fronte, una "Bibliografia", e un "Indice dei nomi".

L’altro saggio a cui ho accennato è "Philip K. Dick-Dal corpo al cosmo", di Linda De Feo, "Virus" n. 2, ed. Cronopio, 2001, di cui tratterò.

 

Per ulteriori informazioni fai click sui seguenti collegamenti:

Universi che Cadono a pezzi - recensione di Marco Marinelli, "Imarche", 2002
Universi che Cadono a pezzi - recensione di Giuseppe Iannozzi, "Delos" n. 70, 2001

 
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