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FIGLIO DI DIO - UN THRILLER DI CORMAC McCARTHY, UN
MAGISTRALE CLASSICO CHE NON TEME IL PASSARE DEL TEMPO
E DELLE MODE

Cormac McCarthy
Figlio di Dio (Child of God)
Traduzione di
Raul Montanari
Prima edizione: 2000
Supercoralli
EINAUDI
pp. 172
13,43 Euro
ISBN 8806150707
GIUDIZIO: 5 PUNTI SU 5
Cormac McCarthy, nato nel Rhode Island nel 1933, è cresciuto
in Tennessee, dove ha frequentato l'Università, abbandonandola
per ben due volte. Entrato nel '53 nell'Air Force, vi
è rimasto per quattro anni. Attualmente vive a El Paso,
in Texas, lontano dal clamore. McCarthy non concede
interviste e non frequenta gli ambienti letterari e
mondani: un uomo che non ha bisogno di amicizie mondane
per essere scrittore. Tra le sue opere, tutte di grande
sapienza artistica e letteraria, è giusto ricordare
almeno, Il guardiano del frutteto, Il buio fuori,
Meridiano di sangue, Cavalli selvaggi, Oltre il confine
e Città della pianura. Cavalli selvaggi,
ha conquistato il National Book Award.
Il serial killer americano è intelligente, quasi sempre
un colletto bianco, un uomo di cultura, addirittura
di lettere, quasi mai un freak. Cormac McCarthy ha dato
vita ad un serial killer anomalo, un freak: infatti,
Figlio di Dio racconta la storia di Ballard,
un freak la cui quotidianità placida e noiosa, all'improvviso,
diventa un'orgia di sangue e d'amore. Il romanzo è la
biografia di un uomo, un uomo che nella vita non ha
alcuna ambizione, solo quella di vivere, e forse non
ha neanche tanta voglia di vivere. Ballard affronta
la vita così come affronterebbe un raffreddore: la vita,
per Ballard, non è una malattia da combattere, piuttosto
è una "cosa" che accade a chi è una cosa viva
o meglio un figlio di Dio. Ma il figlio di Dio di McCarthy
è uno che non prega e non crede se non alla sua carne
e al suo istinto: "Aveva deciso di continuare il
suo viaggio perché tornare indietro non poteva, e quel
giorno il mondo era bello come lo era stato tutti i
giorni fin dal principio, e lui viaggiava verso la morte...
Forse percepivano un allentarsi dell'oscurità che il
viaggiatore, invece, non poteva ancora cogliere, benché
continuasse a guardare verso Oriente. Forse una nuova
freschezza dell'aria. In ogni punto della terra addormentata
i galli lanciavano i loro richiami e si rispondevano
l'un l'altro. Oggi come nei tempi andati. Qui come in
altri Paesi." (da Figlio di Dio di Cormac
McCarthy)
Lester Ballard, il protagonista di questo romanzo, è
uno dei tanti poveri bianchi che abitano le catapecchie
e i cortili del Sud rurale, le campagne fuori del tempo
dove la "storia umana" è scandita dai linciaggi
e dalle pubbliche impiccagioni, dove la promiscuità
e l'incesto sono la regola, dove la miseria e l'abiezione
rendono incongrua, quasi surreale, la sporadica comparsa
di un'aula di tribunale o di una stanza di ospedale.
Nello spazio di una breve gelida stagione, Ballard,
il contadino solitario, amante della caccia e del whisky
fatto in casa, si trasforma in un animale da preda:
da feticista a stupratore, ad assassino, a necrofilo.
Le scorribande sempre più sanguinose di questo serial
killer controcorrente hanno come cornice la natura violenta
e il paesaggio incantato delle montagne del Tennessee,
e a commentarle è un coro di personaggi che attinge
a quel museo degli orrori che è l'immaginazione di uno
scrittore o la "realtà immaginata". La macabra
vicenda è raccontata con quella impietosa pietà - l'ossimoro
per McCarthy è d'obbligo, è la grandezza del suo stile
espressivo più alto - che è evidentissima nella trilogia
della frontiera e in Meridiano di sangue.
Gli abitanti della contea di Sevier, Tennessee, sono
abituati alla violenza del clima e della natura, alle
tempeste di ghiaccio e alle alluvioni, agli animali
da preda che popolano la montagna fitta di foreste.
Ma quando dal folto dei boschi emerge una creatura mostruosa,
vestita di sgargianti abiti femminili, dal volto dipinto,
sanno che è arrivato il momento di agire.
Lester Ballard diventa se stesso nel momento in cui
la contea decide di espropriarlo della sua magra proprietà,
trasformandolo così in un specie di hobo; tuttavia
le voci di corridoio indicano Lester come uno che "non
è mai piaciuto a nessuno". Lester decide su due
piedi di andare a vivere in una catapecchia abbandonata.
La solitudine - forse! - lo spinge a uccidere: Ballard
uccide uomini e donne, ma i cadaveri delle donne li
usa per dar sfogo ai suoi appetiti sessuali. Senza nessuna
sorpresa, Lester capisce di poter provare appagamento
sessuale solo assecondando la sua natura più naturale,
quella del necrofilo. La violenza carnale sui cadaveri
femminili è anche, e soprattutto, una violenza verbale:
Ballard dice e sussurra all'orecchio dei cadaveri tutte
quelle cose che mai gli avrebbe detto se fossero stati
vivi accanto a lui. La morte è l'unico mezzo di comunicazione
concesso a Lester per rapportarsi con i propri simili,
l'unica via per essere un figlio Dio. Lester è Abele
e Caino, ma le due nature sono una sola identità nell'Io
di Lester Ballard. Semplicemente una unica e sola identità.
La catapecchia prende fuoco per un incidente dovuto
al caso e Ballard si trasferisce nel bosco, su una montagna
bucherellata da cunicoli e grotte. E in queste grotte,
che sono un Ade spartano e grottesco, Ballard trascina
le sue vittime. Le autorità cominciano a sospettare
di Lester: troppe vittime e troppi cadaveri scomparsi
fanno notizia anche in un paese profondamente rurale
e Lester non è mai stato visto di buon occhio, quindi
i sospetti cadono su di lui che si è allontanato dalla
comunità.
Anche la natura bracca Ballard: violente piogge, inondamenti,
giornate falsamente primaverili, penetrano l'Io di Lester;
in rari momenti di istintiva tranquillità, Ballard scopre
di amare la natura nonostante tutto, perché è violenta,
è naturale come lui. E l'amore per questa natura a lui
avversa perché freak, diventa subito adrenalinica violenza:
Lester bracca le sue vittime con ferocia spietata, come
un autentico figlio di Dio nato sulla terra. Il silenzio
degli innocenti di Thomas Harris è stato acclamato
dalla critica come un romanzo originale e profondamente
psicologico, ma Figlio di Dio di Cormac McCarthy
aveva già detto tutto sull'innocenza degli innocenti.
Ballard comincia a infierire sulle sue vittime come
un animale, si muove sulle piste segrete della contea
con uno scalpo femminile in testa, indossando i vestiti
tolti ai cadaveri. Questo è il vero "silenzio degli
innocenti", un silenzio che non ha bisogno né di
citazioni letterarie né di argomentazioni psicologiche
colte: McCarthy è nettamente superiore a Thomas Harris,
perché non ha bisogno di ricorrere alla psicologia o
ad altre scienze per descrivere la biografia della natura
umana. Ballard, quando davanti a lui si presenta John
Greer, il banditore che ha venduto la sua proprietà,
cerca di colpirlo ma senza successo. Un colpo di fucile
sparato da Greer gli strappa un braccio e Lester perde
i sensi. Quando si risveglia sotto custodia in ospedale,
un gruppo di cittadini in cerca di vendetta, trascina
Ballard di nuovo sui monti, perché li conduca là dove
ha nascosto i corpi delle vittime. Ma una volta dentro
i cunicoli della montagna, Ballard sparisce e fa perdere
le sue tracce. Una fuga? Ballard è consapevole che per
lui il futuro non è. Torna in ospedale per morire di
polmonite. Il suo cadavere finisce con l'essere utilizzato
per i discutibili esperimenti della Scuola di medicina.
Nonostante Lester sia morto, i corpi delle sue vittime
vengono scoperti, ormai ammuffiti e suppuranti, raccapriccianti
burattini di un teatro dell'orrore tanto ironico quanto
naturalmente umano. Questa è la biografia dell'uomo,
del freak, dell'uomo, del figlio di Dio nato sulla terra,
disegnato dalla magistrale impietosa penna di Cormac
McCarthy.
GIUSEPPE IANNOZZI
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