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Autore: Andrea Gotico
Titolo: Nebbia Cerebrale
Prefazioni: A. Del Gaudio, F. Mascaro, M. Tabasso, M.
Cordaro, S. Civiero
Editore: AutoriEsclusi
Pagine: 80
Euro: 6
Giudizio: 4 punti su 5
Andrea Gotico nasce nel 1972 a Torino, città in cui
vive e lavora. É fotografo, scrittore e fumettista.
Suoi articoli e sue fotografie sono apparsi su molti
giornali. Insieme ad altri tre ragazzi è ideatore e
realizzatore del progetto Autori Esclusi. Nel
2001 vede la luce il suo primo romanzo: Nebbia cerebrale
edito da Autori Esclusi. Un suo racconto, Kafka,
è apparso nell'antologia AIGAM (AE) e nell'antologia
I pionieri dell'anno 3000, Andrea Gotico ha dato
il suo contributo con il racconto Katakumba.
Dopo l'ottimo successo di Nebbia Cerebrale, che
è già in fase di ristampa, l'autore si è messo di buzzo
buono per portare a termine il suo secondo romanzo.
Ciò che maggiormente stupisce nel lavoro di Andrea Gotico
è la semplicità, una semplicità complessa che non ricerca
motivazioni razionali agli eventi della realtà e dell'irrealtà
che l'autore descrive con poetica precisione. Difficile,
se non impossibile, specificare il genere letterario
di una opera come Nebbia Cerebrale: è un lavoro
che rifiuta le etichette e che si lascia leggere tutto
d'un fiato. Lo stile, poetico, spesse volte fumoso,
descrive l'anima della realtà per tradurla in irrealtà;
ma chi di noi può dire con certezza assoluta cosa è
reale e cosa invece non lo è? L'autore sembra quasi
suggerire attraverso la sua storia che reale e irreale
appartengono ad una stessa dimensione esistenziale.
É una ricerca spirituale dove il protagonista
è avvolto dalle nebbie reali/irreali di una Torino magica,
una città che nasconde se stessa agli occhi di chi non
ha fantasia, ma anche una città crudele dove si incontrano
i nostri pensieri, le nostre fantasie, i nostri dubbi,
i nostri amori, e tutti assumono la concretezza di spiriti
materiali, palpabili. Eppure, alla fine, anche questi
spiriti palpabili si dissolvono, entrano, o meglio escono
dalla nebbia che li avvolge, per tornare ad essere liberi,
e libero diventa Tiboldi, il protagonista di Nebbia
Cerebrale.
Andrea Gotico pur negando uno stile adamantino, riesce,
attraverso la sofferta costruzione di archetipi onirici,
a dar vita ad una realtà cerebrale, onirica, perfettamente
credibile. Alle volte si ha la sensazione che la storia
avvolga il lettore in un mare di fumosa nebbia, eppure
ogni volta il lettore riesce ad emergere da questa nebbia
e lo spirito si inebria respirando a pieni polmoni.
La fumosità della storia è solo apparenza, perché
il costrutto narrativo è sostanza, e questa è
la materia espressiva che interessa l'autore.
Nebbia Cerebrale è un romanzo delicato, sensibile,
inquieto, profondamente introspettivo che non manca
di entusiasmare il lettore con la forza dell'immaginazione,
e proprio questa disegna le mille contraddizioni dell'uomo
moderno sempre più chiuso in se stesso e quasi mai disposto
a prestare ascolto al prossimo. Andrea Gotico evidenzia
tutto ciò attraverso atmosfere sognanti, attraverso
le inquietudini che ognuno di noi cova dentro al proprio
spirito. É un romanzo che tratteggia un ottimismo
disperato, mai banale o vittimista: la ricerca dell'Ego
è affidata alla poesia, quella popolare, quella spontanea
che nasce dal vivere ogni giorno la realtà, una realtà
che non è mai tale e che per essere compresa necessita
di essere indagata con la forza dell'immaginazione.
Posso definire Nebbia Cerebrale come un romanzo
allegorico, ma non sono in grado di appiccicargli addosso
nessuna etichetta letteraria: non è fantascienza né
fantasy o horror, molto più semplicemente è un romanzo
che si pone a metà strada tra letteratura classica e
letteratura di genere.
Introduzione all'autore di Alessandro Del Gaudio: "Andrea
Gotico è uno scrittore che non ha mai avuto vita facile
con gli editori. Il suo primo romanzo ha ottenuto un
buon successo di pubblico e critica eppure prima di
essere pubblicato da Autori Esclusi ha ricevuto numerosi
rifiuti. Si può dire che l'avventura di AE sia nata
dalla sua idea di autoprodursi, pubblicando a proprie
spese il libro e puntando sulle proprie qualità. La
risposta non si è fatta aspettare, il termine Nebbia
Cerebrale è diventato un sinonimo diffuso del disagio
esistenziale, superarla significa risollevarsi dalla
depressione. Fin dal suo primo libro emerge la particolarità
dello stile di Gotico, scarno ma efficace, semplice
ma azzeccato. Quest'autore non cerca la raffinatezza,
sarebbe tempo sprecato. Per poter colpire con le sue
storie ha bisogno di comunicare in modo affettato la
propria idea, di elevarla a slogan. Il suo genere è
fortemente allegorico, racconta favole molto singolari,
ma parla di cose vere. La scrittura è la sintesi di
tutta la sua produzione, che si esprime anche nel fumetto
e nella fotografia. I suoi miti sono tutti quei personaggi
che escono dai canoni, le voci fuori dal coro: Umberto
Verdirosi, William Wallace, i Sepultura, per citarne
alcuni. Malgrado questo a Gotico non piace essere etichettato,
una sua storia può piacere o no, ma si distingue sempre
per l'originalità e quel tocco di genialità che sono
un po' il suo marchio di garanzia."
Nebbia Cerebrale è un lavoro coraggioso, innovativo
che non si lascia violentare dalla critica. Chi legge
un romanzo come quello di Andrea Gotico, può solo amarlo,
ma non è escluso che qualcuno possa rimanere indifferente.
Eppure, anche chi rimarrà indifferente alla poesia immaginifica
dell'autore, non sarà capace di odiare né l'autore né
il suo romanzo. La grande forza espressiva di Nebbia
Cerebrale è proprio questa: non lascia spazio all'odio,
forse all'indifferenza, ma non all'odio. Eppure, per
certi versi, anche l'indifferenza che uno scritto come
questo può suscitare nel lettore, è comunque una indifferenza
cerebrale, perché in fondo al cuore, nelle latebre
delle spirito, una corda, almeno una, viene toccata,
scossa, vibrata. Un'ottima prova per un giovane autore,
che non nutro dubbio, che in futuro sarà capace di emozionarci
ancora. Il rinnovamento stilistico ed espressivo delle
nuove leve di scrittori italiani ha trovato in Andrea
Gotico un valido, umile esponente.
GIUSEPPE IANNOZZI
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