|
Thriller d'azione che si svolge su una stazione spaziale:
Nippon Story di Andreas Eschbach

Andreas Eschbach
Nippon Story
titolo originale: Solarstation (©1996 by Franz
Schneekluth Verlag, Monaco - ©2002 by Fanucci Editore)
traduzione dal tedesco di Robin Benatti
Introduzione di Robin Benatti
Collana di fantascienza Solaria
Pagine: 278
Progetto grafico: Grafica Effe
Solaria n. 21 - anno 3
Periodico bimestrale - Maggio 2002
5,10 Euro
ISBN 88-347-0868-7
GIUDIZIO: 1 PUNTO SU 5
Andreas Eschbach è nato a Ulm nel 1959 e vive nei pressi
di Stoccarda; laureato in tecnica aerospaziale, per
un po' di tempo ha diretto una società per lo sviluppo
di software. Di lui si dice che abbia scritto i primi
racconti a quindici anni subito pubblicati in diverse
riviste letterarie: ogni autore cerca di assurgere a
mito, a genio involontario e precoce, e a confermare
questa malattia di autostima nietzschiana tanto di moda
tra gli scrittori, Eschbach par proprio voler prestare
appieno il suo contributo. Un dato certo è che nel 1994
ha ricevuto la borsa di studio della Fondazione Arno
Schmidt assegnata ai nuovi scrittori di talento;
dopo Miliardi di tappeti di capelli, ha pubblicato
altri quattro romanzi. Poco tempo, tanta fama: nel 1999
Andreas vince il Grand Prix de l'Imaginaire;
il suo penultimo romanzo, Jesus Video, sembrerebbe
che abbia scalato le classifiche dei bestseller in Germania;
il suo ultimo lavoro, Eine Billion Dollar, è
tra i più venduti in Germania e anche di questo romanzo
l'editore Fanucci ha già acquistato i diritti per la
pubblicazione in Italia.
Vincitore di alcuni prestigiosi premi, Eschbach si è
affermato presso il pubblico internazionale di appetiti
facili: i suoi lavori sono stati tradotti anche in Francia
con grande successo (almeno così sembrerebbe), ma è
indiscutibile che è la vera stellina di quella fantascienza
tedesca che si sta aprendo la strada in Europa, una
fantascienza che imita, maldestramente, i grandi temi
della sf americana degli anni d'oro.
Dopo Miliardi di tappeti di capelli (Die Haarteppichnüpfer),
scritto con uno stile solo vagamente kafkiano, imitativo
di molti concetti già espressi da una maestra della
sf come Ursula K. Le Guin, Solaria presenta al pubblico
italiano Nippon Story (Solarstation) di
Andreas Eschbach. Nippon Story è il secondo romanzo,
in ordine di tempo, scritto dall'autore tedesco. Nella
postfazione, Eschbach spiega: "Mi ricordo ancora
che, rivolgendomi alla parete, dissi: "Volete l'azione?
Bene, avrete l'azione!" Così, terminò la mia scorribanda
telefonica. Andai a prendere il mio taccuino e dopo
alcune pagine lo sguardo venne attirato da una breve
nota, già vecchia di alcuni anni. Diceva: thriller d'azione
che si svolge su una stazione spaziale - omicidio, ecc.
Come fossero lampi, venni colpito da un mucchio di idee
che mi attraversarono la mente. Afferrai penna e carta,
iniziando a schizzare ciò che Nippon Story sarebbe diventato.
Ero fortemente intenzionato a scrivere il più avvincente
thriller mozzafiato che fossi in grado di inventare;
in ogni caso, un libro che risultasse il più distante
possibile dall'equilibrio tra atmosfera e azione di
Miliardi di tappeti di cappelli." (Dalla postfazione
di Andreas Eschbach a Nippon Story - Solaria, aprile
2002)
In effetti è un romanzo che rispetta quanto l'autore
ha espresso nella postfazione: avventura spaziale stile
Frederick Pohl (ma anche, e soprattutto, un Ken Follett
fantascientifico), mistero stile Arthur Conan Doyle,
fantascienza stile Isaac Asimov. Ma A. Eschhbach non
è K. Follett, non è A. C. Doyle, non è I. Asimov: il
risultato è un polpettone narrativo scontato, che solo
produce noia ad uso e consumo del lettore. Insomma,
Eschbach ha scritto un romanzo rispettando tutti i cliché
di genere e non, quelli più commerciali. Lo stile è
ridotto all'essenziale, fin troppo, e la trama fa acqua
da tutte le parti: arrivati a leggere metà del romanzo,
subito si intuisce come andrà a finire: "Nella
notizia si riportava che Abu Mohammed, il glorioso capo
della jihad, il secondo profeta, avrebbe detto che l'assedio
di La Mecca, che durava ormai da un anno, in verità
era una prova di fede per i seguaci che alla fine sarebbero
stati ricompensati da un miracolo" su la Mecca
si alzerà il sole, mentre il raggio mortale e invisibile
proveniente dallo spazio arderà la città. Via radio,
Khalid comunicherà un messaggio cifrato con la conferma
dell'avvenuta esecuzione e in seguito le truppe di Abu
Mohammed si metteranno in marcia, scoprendo che ad Allah
è garbato uccidere tutti gli abitanti di La Mecca e
donare la città santa dell'Islam alla jihad. Ecco il
miracolo del profeta. Non farà soltanto terminare la
guerra per la conquista di La Mecca, ma aiuterà anche
la jihad islamica ad affermarsi definitivamente."
(brano estratto da Nippon Story di A. Eschbach nella
traduzione di Robin Benatti). La traduzione curata
da Robin Benatti è pessima: errori ortografici, sintattici,
grammaticali, sono l'abbondanza ad ogni pagina, purtroppo.
Nippon Story ha alcuni risvolti sociali e politici
avventurosi, ma che non convincono: Eschbach ha provato
a vestire i cliché narrativi di Ken Follett e il risultato
è quasi stucchevole.
La Mecca, città dell'Arabia Saudita, la città santa
dell'Islam, meta del pellegrinaggio dei musulmani, è
il luogo dove è custodita la Ka'ba. Conquistata da Maometto
nel 630, divenne in seguito dominio degli Omayyadi,
poi degli Abbasidi e dei Mamelucchi. Intorno al 1517,
è stata occupata dagli Ottomani , diventando parte del
regno dell'Higiaz nel 1916; in seguito passò al regno
saudita nel 1925. Questo è uno dei temi centrali di
Nippon Story; tuttavia Eschbach, cercando di
fare della fantapolitica, evita di prendere posizione:
il risultato è solo "commerciale". La fantapolitica
di Nippon Story è un elemento banalmente decorativo
all'interno della trama: questa la mia impressione.
Rispetto a Miliardi di tappeti di capelli, Nippon
Story è un lavoro che si giustifica solo per la
sua facile commerciabilità.
Solarstation è uscito in Germania nel 1996: è
il secondo romanzo pubblicato da Andreas Eschbach.
Siamo nell'anno 2015 d.c. e la stazione sperimentale
Nippon orbita a quattrocento chilometri dalla Terra:
la conquista dello spazio è stata abbandonata dagli
americani. Le tecnologie del Sol Levante hanno promesso
all'umanità un progetto ambizioso: la cattura dell'energia
solare. Se il progetto andrà in porto, l'umanità potrebbe
avere fra le mani una fonte di energia inesauribile,
che affrancherebbe i paesi poveri da quelli esportatori
di petrolio. Tuttavia, improvvisamente, un sabotaggio,
seguito da un omicidio, e sulla stazione Nippon si scatena
il panico. Il colpevole si nasconde tra i nove componenti
dell'equipaggio...
Leonard Carr è l'unico occidentale a bordo della stazione
Nippon e si occupa della sicurezza sulla stazione spaziale:
è l'eroe del romanzo, un eroe che non intendeva essere
un eroe, il classico cliché dell'eroe letterario, insomma.
Leonard sarà costretto ad indagare su morti inspiegabili
e sabotaggi.
Nippon Story è una storia come tante altre, niente di
più, niente di meno.
GIUSEPPE IANNOZZI
|