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Nato nel '35 in Gran Bretagna, ha trascorso l'infanzia
a Hull nello Yorkshire, e ha studiato matematica al
St. John’s College di Cambridge; laureato in matematica
e fisica, ha fatto la carriera dello scienziato, fino
ad abbandonarla per seguire, unicamente, quella letteraria.
In campo professionale ha pubblicato più di cinquanta
saggi di ricerca e alcuni libri, fra i quali "Algebraically
Special Space Times in Problems of General Relativity
and Gravitation", '64, e "Algebraically
Special Space Times in Relativity, Black Holes and Pulsar
Models", in collaborazione con Ron Adler, '73. In
Gran Bretagna si è sposato la prima volta, con
certa Sarah, matrimonio dal quale ha avuto due figli,
Ann e Kit, e ha poi vissuto per due anni a Blaby, vicino
a Leicester; e vi ha lavorato nel campo della ricerca
di risorse terrestri per mezzo di immagini dallo spazio.
Poi, poiché negli States c'era un linguaggio
di programmazione che gli sarebbe stato utile al suo
lavoro di fisico, che, all'epoca, era volto alla soluzione
di un difficile problema nel trasporto del neutrone,
andò a New York, pensando di restarci un paio
d'anni al massimo.
Ma la sua specializzazione, che si affinò proprio
là, lo portò a trovarsi a far parte del
programma spaziale, e decise di rimanere là;
nell'86 si occupava dei problemi teorici connessi all'utilizzazione
e alla sperimentazione dei satelliti ed era direttore
di un gruppo speciale di ricerca della Earth Satellite
Corporation; la madre e la sorella vivono a Darlington,
nell'Inghilterra del nord.
Nel '76 alla moglie Sarah vieve diagnosticato un cancro
al colon; morirà nel giugno '77; se nei primi
anni '70 l'Autore aveva viaggiato molto, in Europa,
Iran e sulla costa occidentale, smise; e, la sera, cominciò
a scrivere: "Le storie che scrissi allora non erano
buone, ma non dovevano esserlo. Erano solo un modo per
tenere la mente lontana da una realtà spiacevole."
Nel '78 si iscrive allo SFWA, di cui, nell'84, diviene
vice presidente, e, nell'85, presidente.
Da un secondo matrimonio con certa Linda, fallito per
la fine dell'89, ha altri due figli, uno nell'83.
Nel '91 ha tenuto un discorso ad una conferenza della
World Peace Academy a Seul.
Il 10 gennaio '98 si risposa, con Nancy Kress, a Bethesda,
Antigue e Barbuda, col la quale andò subito dopo al
Chattacon.
Ha esordito nel '77, col racconto "What
Song the Sirens Sang", pubblicato su "Galaxy".
Ha fatto il toastmaster alla WorldCon '98, e pubblicato
vari saggi scientifici.
Alcuni racconti su "Analog" li ha pubblicati sotto lo
pseudonimo di James Kirkwood; la Kirkwood Research era
la società tramite la quale gestiva la sua attività.
È morto durante la stesura di questo saggio, la mattina
di sabato 2 novembre 2002, nella sua casa di Rockville,
nel Maryland, a 67 anni, per il cancro al cervello di
cui già da tempo soffriva.
Il funerale si è tenuto sabato 16, a Silver Spring.
(vedi il trafiletto "Addio al 'duro' Sheffield",
"Corriere della sera" del 7 novembre 2002.
Sheffield è considerato essere una delle
migliori espressioni della rinnovata ondata di Space
Opera classica che ha inondato il mercato degli
States verso la fine degli anni Settanta; che, appunto,
non era più, classica, ma che andava a rinnovarsi, seguendo
il mutare dei gusti, per diventare qualcosa di totalmente
nuovo.
Fenomeno che crebbe attorno alla rivista
"Analog", allora diretta da Ben Bova e Stanley
Schmidt; gli altri autori che, allora, esplosero, furono
Gregory Benford, Greg Bear, Roger MacBride e Allen
Steele.
Nicolazzini, nella "Presentazione"
a "Progetto Proteo" dice, fra l'altro, che,
in Sheffield, vi è un "…convinto razionalismo e
la fiducia nelle illimitate possibilità del progresso
scientifico." (pag. II°); cosa indubitabilmente
vera, e che si esplica, come vedremo, in una fiducia
sulla possibilità dell'Uomo di "fuggire dalla barca
che affonda", la Terra, per mezzo del viaggio spaziale;
chi, se non uno scienziato della N.A.S.A., poteva dire
di queste cose?
Altre caratteristiche essenziale della
sua opera, come dice, ancora, il Nicolazzini, la possiamo
individuare nella loro struttura: "…la struttura
preferita è il rompicapo, l'enigma…un universo dove
enigmi esterni e illogicità interne vengono alla fine
ricondotte a un principio di ordine e razionalità. (Cosa
che) È anche lo schema della detective story
e del mystery, non a caso due generi assai vicini
alla sensibilità di Sheffield." (Idem).
Cosa, ancora, verissima; non troveremo
infatti mai traccia, nelle sue opere, di finali aperti,
o che, comunque, lascino dello spazio a soluzioni
che, in qualche modo, possano lasciar filtrare qualcosa
dall'esterno, dall'inconosciuto, fuori, appunto, dal
razionale, dal razzionalizzabile.
Ma andiamo a vedere ad una ad una le (poche)
opere che abbiamo a disposizione in traduzione.
Come abbiamo detto, le sue prime opere
le pubblicò nel '77, a cominciare
da quel "What Song the Sirens Sang", nel numero
di aprile di "Galaxy", che venne poi antologizzato
in "Vectors" (Per
una consultazione facilitata; ma ecco i racconti
di quel primo anno di attività: "Marconi,
Mattin, Maxwell", [* (qui, e per i successivi:
della serie Henry Carver] "Galaxy", maggio,
poi antologizzato in "Vectors",
"Legacy", [*Behrooz Wolf]
"Galaxy", giugno, poi antologizzato in "Hidden
Variables" e "Changes", a cura di
Michael Bishop e Ian Watson (Ace, '83), "Dinsdale
Dissents", [*Henry Carver; *Waldo Burmeister]
"Galaxy", luglio, poi antologizzato in "Vectors",
"Perfectly
Safe, Nothing to Worry About", [*Henry Carver;
*Waldo Burmeister], "Galaxy", agosto, poi
antologizzato in "Hidden
Variabies", "A
Certain Place in History", [*Henry Carver]
"Galaxy", ottobre, poi antologizzato in "Hidden
Variabies", "The
Long Chance", "Galaxy", novembre,
poi antologizzato in "Vectors"
e "Galaxy: The Best of My Years", a cura di
James Baen (Ace, '80) e "We
Hold These Truths to Be Self-Evident", "Fantastic",
dicembre, poi antologizzato in "Vectors".
Nel '78 pubblicò,
già, il suo primo romanzo, che è anche
la sua prima opera che abbiamo a disposizione in traduzione,
"Progetto Proteo"
([*Behrooz Wolf] Sight of Proteus, "Cosmo argento"
n. 163, ed. Nord, '86, traduzione di Serenella Valori,
© by Charles Sheffield, edizione originale: (Ace),
poi (Ballantine/Del Rey, '88), (New English Library,
'89); ora, con "Proteus Unbound", in "Proteus
Manifest" e in "Proteus
Combined"; ed. GB: (Sidgwick and Jackson, '80);
206 + III pagine, 15,49 €, esaurito in catalogo; prezzo
remainders: 7,75 €; altri contributi critici: "Presentazione",
di Piergiorgio Nicolazzini, pag. I°)-in cui l'ammirazione,
e l'indubitabile influsso, che van Vogt hanno avuto
sull'autore si possono cogliere appieno; la trama, infatti,
è composta da quel rutilante succedersi di accadimenti
sempre più incredibili, invenzioni mirabolanti,
"mega scienza", come è stata anche
detta, che caratterizza l'opera di quel Grande; così
come è costellata da incongruenze talmente enormi
da non poter passare inosservate, altra caratteristica
delle opere di van Vogt, nelle quali, appunto, la grandiosità,
e l'"astounding" delle invenzioni le faceva
passare in secondo piano.
Qui l'elemento di novum basilare è costituito
dalla "formutazione", un ritrovato della scienza
medica del 22° secolo, che consente, praticamente, di
rimodellare i corpi a proprio piacimento, quasi senza
limiti: "La maggior parte degli animali posti ai
gradini più bassi della scala evolutiva erano
in grado di rigenerare un arto leso. Un essere umano
non poteva farlo. Perché?…nel millenovecentonovanta,
due campi della scienza umana, entrambi sviluppati ed
avanzati tecnologicamente, non avevano cominciato ad
interagire tra di loro: la bio-genesi e il controllo
computerizzato in tempo reale….Si sapeva già
dal millenovecentosessanta che un essere umano poteva
servirsi di apparecchiatura di stimolazione per intervenire
sul sistema nervoso vegetatívo fino a modificare
i ritmi base delle onde elettriche cerebrali. Contemporaneamente
si era sviluppata una strumentazione dotata di controllo
computerizzato che permetteva la generazione elettronica
di segnali in modo continuo e in tempo reale….Il giorno
in cui Melford pubblicò il primo catalogo generale
successe il finimondo. Si mettevano in vendita programmi
che permettevano a chiunque di usufruire delle apparecchiatura
di biorigenerazione per modificare il proprio aspetto:
tutti, come Melford ben sapeva, volevano essere più
alti, più bassi, più belli, più
proporzionati. (pagg. 28-9). Ma, come abbiamo detto,
di "invenzioni meravigliose" ce n’è
a mucchi, il più delle volte, proprio come accadeva
in van Vogt, accennate in un paragrafo e poi lasciate
là, idee che, da sole, potrebbero reggere il
peso di un intero romanzo, come quella del trasporto
istantaneo.
Ambientato in una Terra che stà per crollare
sotto il peso dell'incremento demografico ("…una
popolazione che aveva superato i quattordici miliardi
di persone…" (pag. 4)), in cui "l'umanità
si trovava in bilico sul filo tagliente della carenza
energetica e della scarsità di approvigionamento
delle risorse" (pag. 6); ed è proprio questo
che spinge le ricerche mediche nella direzione della
"formutazione", nel tentativo di trovare una
possibilità, per l'Uomo, di potersi allontanare,
per così dire, dall'astronave che stà
affondando: "…ricerca di nuovi mondi, dove l'uomo
potesse trovare condizioni di vita accettabili in alternativa
al nostro pianeta…" (pag. 200).
Quel'"…convinto razionalismo e…fiducia nelle illimitate
possibilità del progresso scientifico" (Nicolazzini)
che abbiamo detto, lo si può quindi già
vedere molto bene qui; ad un certo punto, nel bel mezzo
di una sorta di dibattito morale sulla "formutazione"
che, oggi, penso avrebbe ben altro esito, uno dei protagonisti
se ne esce con un: "…una gran voglia di andare
avanti; questa non è la fine, è solo l'inizio."
(pag. 61), che mi sembra significativo.
Certo: "…non tutto era così perfetto"
(pag. 6), e, come fa notare il Nicolazzini, nella seppur
breve descrizione del quartiere dei paria, degli scarti,
sembra quasi che un'ombra incrini l'ottimismo positivista
del Nostro; ma tant’è.Abbiamo detto del dibattito
morale sulla "formutazione"; che, qui, si
riduce a qualche accenno assolutamente non approfondito:
"Che cos’è un essere umano?…un'entità
può dirsi umana se, e solo se, è in grado
di realizzare formutazioni intenzionali ("…è
un processo intenzionale. Riesce a cambiarti soltanto
se sei tu a volerlo." (pag. 107)) usando i sistemi
di biogenerazione" (pag. 16); "Se il confine
tra mondo animato e inanimato è puramente teorico,
la formutazione non ha limiti…. un tale risultato potrebbe
definirsi ancora "umano"?…ogni combinazione
tra essere umano, o alieno, e macchina, che coinvolga
formutazioni intenzionali, apparterrebbe di diritto
al genere umano. Secondo me la questione è filosofica
e non è così facile dare una risposta"
(pag. 204); oggi, con il dibattito in corso sul'ingegneria
genetica, e, quindi, proprio sulla moralità di
plasmare codici genetici, questo sembra quasi sfiorare
il ridicolo; certo nel '78 l'argomento non era così
sentito, ma certamente qualche considerazione in più,
sull'argomento, non avrebbe guastato.
Sull'uomo/macchina, certo, ciò che ha detto Philip
Dick è di altro genere, e l'ha detto in date
che fanno impallidire questa prima prova sulla lunga
distanza del Nostro; e penso sia inevitabile un raffronto
col bellissimo "Dr. Adler" di Jeter, nel quale
ciò viene detto in maniera decisamente più
vicina ai nostri gusti.
Per finire, la nota più dolente; lo stile è
davvero pessimo, tremendo, mi permetterei di dire, piatto
e sciattto quanto meno penso non sia possibile, e senza
alcuna impennata di tono, seppur minima.
In quell'anno pubblicò anche svariati racconti:
"The Deimos Plague",
in "Stellar" n. 4, a cura di Judy-Lynn del
Rey (Ballantine), "Killing
Vector", [*McAndrew], in "Black Holes",
a cura di Jerry Pournelle (Futura, Gb), poi antologizzato
in "Vectors", "The
McAndrew Chronicies", "One
Man's Universe" e in "The
Complete McAndrew", "Power
Failure", "Fantastic", aprile, poi
antologizzato in "Vectors",
"Fixed Price War"
[*Merle Walters], "Analog", maggio, poi antologizzato
in "The Future At War" vol. 1, a cura di Reginald
Bretnor (Ace, '79), "Vectors"
e in "Battiefields Beyond Tomorrow", a cura
di Charles G. Waugh & Martin H. Greenberg (Crown/Bonanza,
'87), "Bounded
in a Nutshell", [*Merle Walters] "Analog",
luglio, poi antologizzato in "Vectors",
"The Treasure
of Odirex" [*Erasmus Darwin], "Fantastic",
luglio, poi antologizzato in "The Year's Finest
Fantasy Volume 2", a cura di Terry Carr (Berkley,
'79), "Vectors", "Erasmus
Magister", "Isaac Asimov's Wonderful Worlds
of Science Fiction # 6: Neanderthals", a cura di
Isaac Asimov, Martin H. Greenberg & Charles G. Waugh
(NAL/Signet, '87) e in "The
Amazing Dr. Darwin", "From
Natural Causes", "Amazing", agosto,
poi antologizzato in "Hidden
Variables", "The
Dalmatian of Faust", [*Waldo Burmeister] "Galaxy",
settembre, poi antologizzato in "Vectors"
e "Transition Team",
"Destinies", novembre, poi antologizzato in
"The Endless Frontier", a cura di Jerry Pournelle
(Ace, '79) e in "Vectors".
Del '79 è il
primo racconto che abbiamo a disposizione in traduzione,
"Il gambo del cielo"
(Skystalk, in "Fantascienza. I migliori racconti
di famosi scienziati" (Great Science Fiction Stories
by the World's Great Scientist, '85), a cura di Isaac
Asimov, Martin H. Greenberg e Charle G. Waugh, "I
grandi tascabili" n. 293, ed. Bompiani, '93: 460
pagine, 7,49 €, edizione originale: (Donald I. Fine);
23 pagine, pag. 51; originariamente apparso in "Destinies",
# 4, vol. 1°, agosto, poi antologizzato anche in "Vectors",
"The Best of Destinies", a cura di James Baen
(Ace, '80) e "The Endiess Frontier", vol.
11, a cura di Jerry Pournelle & John F. Carr (Ace,
'82))-Asimov, nell'introduzione all'antologia che lo
comprende, dice di aver scelto i racconti più specifici
dei vari rami nei quali gli autori erano specializzati,
come scienziati, e, in effetti, questo contiene tantissima
fisica, che ha, anche, un'importanza centrale per la
trama.
La quale è incentrata su un ascensore spaziale, per
mezzo del quale gli uomini fanno viaggiare le merci
da e per la Terra, nel commercio di un'umanità che già
si è espansa (non vi ci è dato di sapere quanto), nel
cosmo.
E che ha la struttura del giallo, forse più del thriller,
e davvero poche qualità artistiche.
Il suo secondo romanzo, "The Web Between the Worlds",
di cui dico qui sotto, è un ampliamento di questo.
In quell'anno pubblicò anche il
suo secondo romanzo, "The
Web Between the Worlds", (Ace, poi ‘84), poi
(Ballantine/Del Rey, '88), (Sphere, '89), (Baen, 2001:
edizione lievemente riveduta, e con una nuova introduzione
dell'autore, e con la lettera di Arthur C. Clarke del
‘79 allo "Science Fiction Writers of America Bulletin"
in cui diceva che l'idea, del romanzo, non era un plagio
del suo "Fountains of Paradise" ("Oltre
all'elevatore spaziale, entrambi i nostri eroi erano
i più grossi costruttori di ponti del mondo ed
entrambi avevano fatto uso di macchine chiamate Ragni"
("Autobiografia",
cap. 4), e nella quale Sheffield risponde alle domande
più frequenti sul romanzo); ed. GB: (Sidgwick
and Jackson, '80), e la sua prima antologia, "Vectors"
(Ace), comprendente: "Introduction", "What
Song the Sirens Sang", "Fixed Price War",
"Marconi, Mattin, Maxwell", "Power Failure",
"Killing Vector", "Dinsdale Dissents",
"We Hold These Truths to Be Self-Evident",
"Skystalk",
"How to Build a Beanstalk" (articolo), "Transition
Team", "Bounded in a Nutshell", "The
Long Chance", "The Treasure of Odirex"
e "The Dalmatian of Faust".
Oltre a ciò, pubblicò il racconto "The
Lamberth Immortal", [*Erasmus Darwin], "AHMM",
giugno, poi antologizzato in "Erasmus
Magister" e in "The
Amazing Dr. Darwin" e l'articolo "How
to Build a Beanstalk", "Destinies",
agosto, poi antologizzato in "Vectors",
"The Best of Destinies", a cura di James Baen
(Ace, '80) e in "The Endless Frontier" vol.
11, a cura di Jerry Pournelle & John F. Carr (Ace,
'82).
Nell''80 pubblicò
un libro di foto satellitari, "Earthwatch",
(Sidgwick and Jackson), che gli diede un'ottimo riscontro
economico, ma che, per la sua laboriosa gestazione,
allontanò la sua attenzione dalla produzione
fantascientifica (vedi cap. 11 dell'"Autobiografia");
e i racconti "The
Man Who Stole the Moon", "Destinies",
estate, poi antologizzato in "Hidden
Variabies", "The
New Physics: The Speed of Lightness, Curved Space, and
Other Heresies", "Analog", settembre,
poi antologizzato in "Hidden
Variabies", "Hidden
Variable", "Destinies FII", poi antologizzato
in "Hidden Variables",
"Moment of Inertia"
[*McAndrew], "Analog", ottobre, poi antologizzato
in "Hidden Variables",
"The McAndrew
Chronicles", "One
Man's Universe" e in "The
Complete McAndrew", "That
Strain Again", in "Microcosmic Tales",
a cura di Isaac Asimov, Martin H. Greenberg & Joseph
D. Olander (Taplinger), poi antologizzato anche in "Science
Fiction and Fantasy Story-A-Month 1989 Calendar",
a cura di Isaac Asimov & Martin H. Greenberg (Pomegranate,
'88), "Georgia
on My Mind and Other Piaces", "100 Amazing
Little Alien Stories", a cura di Robert Weinberg
, Stefen R. Dziemianowicz e Martin H. Greenberg (Barnes
& Noble, ‘96) e in "The Alien Stories 1",
a cura di Dennis Pepper (Oxford University Press, 2002),
"The Marriage
of True Minds", "The Magazine of Fantasy
& Science Fiction", novembre, poi antologizzato
in "Hidden Variabies"
e "The Subtle Serpent",
in "Stellar" #5, a cura di Judy-Lynn del Rey
(Ballantine); e l'articolo "Getting
About in Space", "Destinies", primavera.
Nell''81 pubblicò
la sua seconda antologia, "Hidden
Variables" (Ace), comprendente: "Introduction",
"The Man Who Stole the Moon", "The Deimos
Plague", "Forefather Figure", "Moment
of Inertia", "The New Physics: The Speed of
Lightness, Curved Space, and Other Heresies", "From
Natural Causes", "Legacy", "The
Softest Hammer", "Hidden Variable", "A
Certain Place in Fhstory", "All the Colors
of the Vacuum", "Perfectly Safe, Nothing to
Worry About", "Summertide" e "The
Marriage of True Minds", i racconti "Parasites
Lost" [*Henry Carver; *Waldo Burmeister], in
"Proteus", a cura di Richard S. McEnroe (Ace),
"All the
Colors of the Vacuum", [* McAndrew] "Analog",
febbraio, poi antologizzato in "Hidden
Variables", "The
McAndrew Chronicles", "One
Man's Universe" e in "The
Complete McAndrew", "The
Softest Hammer", "The Magazine of Fantasy
& Science Fiction", febbraio, poi antologizzato
in "Hidden Variables",
"Forefather Figure",
in "A Spadeful of Spacetime", a cura di Fred
Saberhagen, poi antologizzato anche in "Hidden
Variabies" e "Summertide",
[*Heritage Universe] "Destinies" vol. 3 n.
2, poi antologizzato in "Hidden
Variables", e l'articolo "Looking
About in Space", con Yoii Kondo, "Destinies"
vol. 3, #2.
Nell''82 pubblicò
ben due romanzi e un'antologia: "The
Selkie" (Macmillan), ultima edizione (Penguin/Signet,
'90); Sf/horror, in collaborazione con David E. Bischoff
e "My Brother’s Keeper"
(Ace, poi '86), (Baen, 2000): di Sf, che racconta di
un uomo che riceve delle memorie dal cervello, e un
pericolo dal passato, di suo fratello morto; e "Erasmus
Magister" (Ace), comprendente: "The Devil
of Malkirk", "The Treasure of Odirex",
"The Lamberth Immortal" [*Erasmus Darwin]
e "Appendix-Erasmus
Magister: Fact and Fiction".
In quell'anno pubblicò anche il suo secondo libro
di foto satellitari, "Man
On Earth", (Sidgwick and Jackson) (vedi "Autobiografia",
cap. 11), e i racconti "The
Devil of Malkirk" [*Erasmus Darwin], "The
Magazine of Fantasy & Science Fiction", giugno,
poi antologizzato in "Erasmus
Magister", "Seaserpents!!", a cura
di Jack M. Dann & Gardner R. Dozois (Ace, '89) e
in "The Amazing
Dr. Darwin" e "The
Manna Hunt" [*McAndrew], "Analog",
settembre, poi antologizzato in "The
McAndrew Chronicies", "One
Man's Universe" e in "The
Complete McAndrew" (Baen, 2000).
Nell''83 pubblicò
l'antologia "The
McAndrew Chronicles" (Tor, poi '88), comprendente:
"Introduction:
The McAndrew Chronicles", "Killing Vector",
"Moment of Inertia", "All the Colors
of the Vacuum", "The Manna Hunt", "Rogueworld"
e "Appendix:
The science in the science fiction", e i racconti
"The Seventeen-Year
Locusts", "Isaac Asimov’s Sf Magazine"
gennaio, poi antologizzato in "Dancing
with Myself", "Rogueworld"
[*McAndrew], "The Magazine of Fantasy & Science
Fiction", maggio, poi antologizzato in "The
McAndrew Chronicies", "One
Man's Universe" e in "The
Complete McAndrew" e "Crocuses",
"Weird Tales" n. 4, a cura di Lin Carter (DAW).
Nell''84 pubblicò
un saggio in volume, in collaborazione con Carol Rosin,
"Space Careers"
(Morrow, '84) (vedi "Autobiografia",
cap. 11), e i racconti "The
Dominus Demonstration" "Analog",
aprile, poi antologizzato in "The Science Fiction
Yearbook", a cura di Jerry E. Pournelle, Jim Baen
& John F. Carr (Baen, '85), "Nine
Days' Wonder" [*Merle Walters], "Analog",
ottobre e "The Hostages
of Zark", "Analog" metà dicembre.
Dell''85 è il
secondo romanzo che abbiamo a disposizione in traduzione,
"Le guide dell'infinito"
(Between the Strokes of Night, "Cosmo argento"
n. 194, "Due famosi romanzi di fantascienza" n.9, ed.
Nord, '88, '92, annunciato, col titolo di "Tra
i rintocchi della notte", per n. 97 di Cosmo oro,
traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli,
© by Charles Sheffield, originariamente apparso
su "Analog", marzo, aprile, maggio, giugno
'85, edizione originale in volume: (Baen), poi (Headline,
'87), (Baen, '92); 270 + III pagine, 15,49 €, esaurito
in catalogo; prezzo remainders: 7,75 €; altri contributi
critici: "Introduzione all'edizione italiana", di Charles
Sheffields, pag.I°; non tradotti: recensione di Dan
Chow, "Locus" vol. 18:6, n. 293, giugno '85)-juveniles,
composto da tre parti ben distinte, la prima delle quali
ambientata molti millenni prima delle altre, racconta
della fine della vita sulla Terra, e del tentativo dell'umanità
di sopravvivere fra le stelle.
E, a base di tutto ciò, abbiamo un tentativo
di studiare la possibilità umana di travalicare
i limiti di durata della vita.Dicevo che è un
juveniles in quanto i protagonisti della seconda e terza
parte, dopo che la prima ne ha posto le premesse, sono
proprio degli adolescenti, che vivono un'esperienza
di scoperta della realtà a carattere, addirittura,
cosmico; infatti, coloni inconsapevoli, solamente incuriositi
da qualche leggenda, di un pianeta che ha accolto i
profughi della Terra, andranno a scoprire, anche, che
la mitica razza degli "immortali" esiste veramente,
e salveranno" l'intera razza umana.
Salvano nel senso tipico, appunto, di quella pulsione
che porta a credere di dover salvare il Mondo, in una
qualche maniera, tipica di quell'età, trasposta,
appunto, su scala cosmica: "…stiamo lavorando al
problema più grosso dell'umanità. Se non
troveremo una soluzione, credo che sarà, per
l'Homo sapiens, la fine della strada" (pag. 241).Vi
si punta molto sulla responsabilizzazione, motivata
da un giusto atteggiamento che vi vede nuove energie
capaci di muoversi con più energia, e freschezza:
"Collaborazione, comprensione, la forza del tuo
cervello, nuove idee, forse un'associazione alla pari….qui
stiamo morendo per mancanza di pensieri freschi."
(pag. 243-le sottolineature sono mie); "…non siete
ancora bloccati nel nostro modo di pensare al problema.
Dobbiamo trovare delle strade completamente nuove, creare
nuovi modelli di pensiero, e esplorare scelte diverse;
ma noi non possiamo farlo, siamo troppo legati alle
nostre esplorazioni presenti e troppo fissati al modello
delle analisi passate." (pag. 257).Vi è
la doverosa "morale", enunciata con grande
enfasi da un patriarca degli "immortali":
"Non confondete il tempo del calendario e l'esperienza."
(pag. 260), che non è neanche un'enunciazione
troppo povera, e: "Non sprecate la vostra vita
per dei piccoli problemi…Trovate la sfida più
grande possibile, quella più difficile, la più
frustrante, e aggreditela con tutto quello che avete."
(pag. 262), anche questa di una qual certa significanza.
Nell'introduzione all'edizione italiana l'autore dice
che è incentrato sulla: "…differenza esistente
fra il tempo soggettivo e quello oggettivo." (pag.
I°), cosa indubitabilmente vera, ma che è stata
trattata un po’ meglio soprattutto da Ursula Le Guin,
che ne ha saputo trarre dei racconti davvero avvincenti,
e molto più, facilmente, profondi di questo.
Di appena un po’ avvincente c’è una scena, nella
quale alcuni dei protagonisti, ancora nello spazio "normale",
che stanno tentando di far rinvenire un loro compagno
che, invece, è già nello Spazio-S, dove
si trovano gli "immortali", vengono invece
fatti andare là da quello, nella quale si ha
un buon effetto di ribaltamento della prospettiva; ma
è davvero poco (pag. 164).
Quella ricerca sul prolungamento della vita che abbiamo
detto, e un discorso, per quanto vago, su una possibile
commistione fra organico ed inorganico ("…il punto
in cui lo spartiacque fra l'organico e l'inorganico
diventa confuso." (pag. 129)), ricordano indubitabilmente
le tematiche di "Generazione Proteo", ma,
per fortuna, già qui lo stile è notevolmente
migliore, anche se rimane su standard davvero bassi.
In quell'anno pubblicò anche i racconti "Dies
Irae", in "The Pianets", a cura di
Byron Preiss (Bantam), "Tunicate,
Tunicate, Wilt Thou Be Mine?", "Isaac
Asimov’s Sf Magazine", giugno, poi antologizzato
in "Dancing with
Myself", "Trader's
Secret" [* Mike Asparian], "Analog",
agosto, poi antologizzato in "Trader's
World", "Space
Transportation Without Rockets", ottobre, poi
antologizzato in "Far Frontiers" vol. V, a
cura di Jerry Pournelle & Jim Baen (Baen, '86) e
"Bye, Bye Lullabies",
"Stardale", novembre/dicembre, e l'articolo
"Space Talking",
"Far Frontiers", vol. III, a cura di Jerry
Poumelle & Jim Baen (Baen).
Nell''86 pubblicò
il romanzo "The Nimrod
Hunt" (Baen), poi (Headline, '88): che narra
di androidi, alieni, e filosofia morale; contributi
critici: recensione di Dan Chow, "Locus" vol.
l9:6, n. 305, giugno '86, i racconti "Trader's
Blood" [* Mike Asparian], "Analog",
aprile, poi antologizzato in "Trader's
World" e "Hotel
Hunting", "Twilight Zone", dicembre,
e gli articoli "New
Worlds for Old", "Far Frontiers",
vol. VI, a cura di Jerry Pournelle & Jim Baen (Baen)
e "On
Timeline Singularities, Space, and Human History",
"Far Frontiers", vol. VII, a cura di Jerry
Pournelle & Jim Baen (Baen).
Dell''87 abbiamo ben
due racconti a disposizione in traduzione; il primo
è "Trapalanda"
(Trapalanda, in questo sito: http://www.intercom.publinet.it/trapalanda.htm,
'99; traduzione di Danilo Santoni, 18 pagine, originariamente
apparso in "Isaac Asimov's Sf Magazine", giugno, pagg.
80-104, poi antologizzato in "Future Earths: Under
South American Skies", a cura di Mike Resnick &
Gardner Dozois (DAW, '93), "Georgia
on My Mind and Other Piaces" e "Timegates",
a cura di Jack Dann & Gardner Dozois (Ace, '97))-ottimo
racconto d’atmosfera, nel quale si racconta della ricerca,
fruttuosa, di un luogo mitico.
Il phatos che lo sorregge è l'intrecciarsi
di scienza e mito, tramite il quale un racconto che
poteva risultare, semplicemente, un racconto di esplorazioni
di luoghi misteriosi, assume una concretezza, una verosimiglianza
che fanno si che, il mito, possa poter essevi letto
come qualcosa di possibile.E, l'eldorado da tutti conosciuto,
e cercato per anni, risulta essere un manufatto alieno,
un portale dimensionale: "Un portale, una porta
verso qualche altra parte dell'Universo…Qualcuno l'ha
lasciato qui per noi umani e porta verso le stelle."
(15° pagina della stampa), che ha un incredibile effetto
sul tessuto temporale stesso.Non mi dilungerò
oltre su questo racconto, visto che è in linea
in questo sito, ma penso di dover dire che buona parte
del suo fascino lo debba al suo essere come sospeso
in un'atmosfera astratta, così com’è lasciato
in un ambito nel quale ben poco vi si può sapere
sullo sfondo, sugli antefatti; quasi a voler riprendere
le atmosfere della letteratura fantastica sudamericana.
l'altro è "Complesso
di colpa" (Guilt Trip,
"Analog" n. 5, ed. Phoenix, '95, 256 pagine,
3,87 €, traduzione di Enzo Verrengia, originariamente
apparso in "Analog", agosto, illustrato da J. Aulisio
e G. Palumbo; 10 pagine, pag. 7; correlati critici:
"Note", pag. 4)-sugli Universi Paralleli, nel quale
si immagina un uomo intrappolato nel mondo da lui creato,
tramite un cambiamento deliberato della Storia; anche
qui, la cosa che, prevalentemente, balza all'attenzione,
è l'abilità di rendere ciò estremamente
credibile, per mezzo di, ancora, riferimenti particolareggiati
alla scienza, e, ovviamente, alla fisica in particolare.
In quell'anno pubblicò anche i racconti
"The Dreaming
Spires of Houston", in "New Destinies,
Vol. 2", a cura di Jim Baen (Baen), "Trader's
Cross" [* Mike Asparian], "Analog",
marzo, poi antologizzato in "Trader's
World", "The
Grand Tour", "Analog", maggio, poi
antologizzato in "Project Solar Sail", a cura
di Arthur C. Clarke (NAL/Roc, '90, col titolo di "Grand
Tour!", "Life Among the Asteroids", a
cura di Jerry Pournelle & John F. Carr (Ace, '92)
e "Dancing with
Myself", "Trader's
Partner" [* Mike Asparian], "Analog",
giugno, poi antologizzato in "Trader's.
World" e "Obsolete
Skill", "The Magazine of Fantasy &
Science Fiction", dicembre, poi antologizzato in
"Georgia
on My Mind and Other Piaces", e gli articoli
"Running Out", "New
Destinies", vol. 2, a cura di Jim Baen (Baen) e
"Do
You Really Want a Bigger U.S. Space Program?",
"New Destinies", vol. 2, a cura di Jim Baen
(Baen).
Dell''88 abbiamo a disposizione
in traduzione solamente un saggio, "Addio
al maestro", (Farewell to the Master, in collaborazione
con Yoji Kondo, in "I figli di Matusalemme", "Il mestiere
dell'avvoltoio", "Una famiglia marziana", "Requiem",
di Robert A. Heinlein, "I massimi della fantascienza"n.35, ed. Mondadori, '95: 550 pagine, 16,53 €, prezzo
remanders: 20 €; "Requiem" (Requiem, '92),
a cura di Yoji Kondo, edizione originale: (Tor, '92);
traduzione di Mario Zucca, pagg. 546-550, originariamente
apparso in "New Destinies", vol. VI, a cura
di Jim Baen (Baen))-che non è niente altro che
il tipico discorso commemorativo per la scomparsa di
una qualche personalità, pieno di elogi, e di
ricordi; è nella parte "Tributi", nella
quale, appunto, si raccolgono i discorsi tenuti in occasione
di una serata d’onore per R.A. Henlein per il conferimento
postumo della Medal for Distinguished Public Service
della Nasa.
In quell'anno pubblicò anche l'antologia
"Trader’s World"
(Ballantine/Del Rey), (New English Library, '89) [*Mike
Asparian]: che raccoglie racconti che narrano di una
Terra appena uscita da una guerra mondiale, comprendente:
"Trader’s Blood", "Trader’s Partner",
"Trader’s Cross" e "Trader’s Secret";
contributi critici: recensione di Tom Whitmore, "Locus"
vol. 21:11, n. 334, novembre '88, e i racconti "Saved
from the Shredder", "Science Fiction Eye"
vol. l n. 3, "The
Courts of Xanadu", "Isaac Asimov’s Sf
Magazine", aprile, poi antologizzato in "Hollywood
Ghosts", a cura di Frank D. McSherry, Jr., Charles
G. Waugh & Martin H. Greenberg (Rutledge Hill Press,
'91), e "Dancing
with Myself", "Space
Opera" [*Waldo Burmeister], "Analog",
metà-dicembre, "Dead
Meat", in "Tropical Chilis", a cura
di Tim Sullivan (Avon) e "The
Heart of Ahura Mazda" [Erasmus Darwin], "AHMM",
novembre, poi antologizzato in "The
Amazing Dr. Darwin", e gli articoli "The
Winding Road: To Room-Temperature Super-Conductivity
via Absolute Zero", "New Destinies",
vol. III, a cura di Jim Baen (Baen), "Unclear
Winter", "New Destinies", vol. IV,
a cura di Jim Baen (Baen), poi antologizzato in "Dancing
with Myself", "Across
the Great Divide", "New Destinies",
vol. III, a cura di Jim Baen (Baen) e "Counting
Up", "New Destinies", vol. VI, a
cura di Jim Baen (Baen), poi antologizzato in "Dancing
with Myself".
Dell''89 abbiamo ben
due racconti a disposizione in traduzione; il primo
è "Diritti
d'autore scaduti" (Out of Copyright, in "Stelle
di neutroni", "Un'antologia
a cura di Gardner Dozois", (The Year's Best
Science Fiction: Seventh Annual Collection, '90), a
cura di Gardner Dozois, "Varia fantascienza",
"Millemondi primavera 1995",
"Millemondi" n. 2 (nuova serie), ed.
Mondadori, '92, '95, edizione originale: (St. Martin's);
350-644 pagine, 4,65-16,53 €; traduzione di Corinna
Agustoni, © by Mercury Press, Inc., 17 pagine,
pag. 59; 19 pagine, pag. 60; originariamente apparso
in "The Magazine of Fantasy & Science Fiction",
maggio, poi antologizzato in "The Orbit Science
Fiction Yearbook Three", a cura di David S. Garnett
(Orbit, '90), "Dancing
with Myself", "Clones", a cura di
Jack Dann & Gardner Dozois (Ace, '98) e in "Worldmakers:
Sf Adventures in Terraforming", a cura di Gardner
Dozois (St. Martin’s Griffin, 2001))-dell'hard Sf che
più caratterizza la produzione del nostro, narra
di una gara d’appalto per il terraforming, che si svolge
con una prova pratica, la terraformazione di Io, un
satellite di Giove.Il novum che lo caratterizza, però,
è l'idea che queste società, per incrementare
il loro "…patrimonio intelletuale disponibile…"
(pag. 67), clonino eminenti scienziati, da Newton a
Einstein; e, come abbiamo visto essere caratteristoco
di Sheffield, attorno a ciò si dicono un'infinità
di particolari, che lo rendono credibile; nel far ciò,
l'autore discorre anche sulla moralità, della
clonazione, ma senza entrare nel merito della questione.
C’è anche il colpo di scena finale, nel quale
apprendiamo che il protagonista/narratore è nientee
di meno che…Al Capone; clonato, naturalmente.
l'altro è "Test
di umanità" (Humanity Test,
"Analog" n. 5, traduzione di Enzo Verrengia,
originariamente apparso in "Analog", marzo,
poi antologizzato in "Georgia
on My Mind and Other Places", illustrato da
J. Aulisio e G. Palumbo; 23 pagine, pag. 19)-racconto
giudiziario, nel quale assistiamo ad un processo nel
quale si tenta di dare i Diritti Civili a degli scimpanzè
diventati intelligenti a causa dell' "…uso di DNA
umano in esperimenti genetici…" (pag. 19).
Ma, il finale, lo fa essere più un racconto di
robot, nel senso che, se invece dei diritti di questi
scimpanzè, si fossero difesi quelli dei robot,
sarebbe stato molto più appropriato; infatti,
ciò che farà vincere la causa, sarà
un'azione assolutamente quasi-umana, logica, ma senza
empatia; vi è anche una ripresa delle Leggi della
Robotica di Asimov, "Il fatto basilare più
importante insegnato a tutti gli Shimmy è che
la vita di un normale umano è sacra, molto più
di quella stessa degli Shimmy." (pag. 39), che,
ancor di più, lo avrebbe potuto far essere, meglio,
un racconto sui robot.
In quell'anno pubblicò il secondo
romanzo della serie Behrooz Wolf, "Proteus
Unbound", seguito di "Progetto Proteo",
prima a puntate su "Analog", nei numeri di agosto, settembre
ottobre e novembre, poi (Ballantine/Del Rey), (Sevenoaks:
New English Library), poi antologizzato in "Proteus
Manifest" e "Proteus
Combined" (vedi "Autobiografia", cap. 14);
altri contributi critici: recensione di Dan Chow, "Locus"
vol. 21:9, n. 332, settembre '88, e, appunto, la prima
raccolta dei due, "Proteus
Manifest" (SFBC), comprendente "Sight
of Proteus" e "Proteus Unbound".
I racconti di quell'anno furono: "Beyond
the Golden Road", in "Arabesques 2",
a cura di Susan Shwartz (Avon), "Destroyer
of Worlds", "Isaac Asimov’s Sf Magazine",
febbraio, poi antologizzato in "Isaac Asimov's
Earth", a cura di Gardner Dozois & Sheila Williams
(Ace, '92) e in "Georgia
on My Mind and Other Places", "The
Serpent of Old Nile", "Isaac Asimov’s
Sf Magazine", maggio, "Nightmares
of the Classical Mind", "Isaac Asimov’s
Sf Magazine", agosto, poi antologizzato in "Dancing
with Myself" e "Dancing
With Myself", "Analog" agosto, poi
antologizzato in "Dancing
with Myself"; gli articoli: "Fly
Me to the Stars: The Facts and Fictions of Interstellar
Travel", "New Destinies", Vol. VIII,
a cura di Jim Baen (Baen) e "Classical
Nightmares and Quantum Paradoxes", "New
Destinies", vol. VII, a cura di Jim Baen (Baen),
poi antologizzato in "Dancing
with Myself".
Del '90 abbiamo a disposizione
in traduzione ben un romanzo e tre racconti; il romanzo
è "Quake,
pianeta proibito" (Summertide, "Urania"
n. 1274, ed. Mondadori, '96: 240 (229) pagine, 2,84
€, prezzo remainders: 3,10 €; traduzione di Marco
Pinna, edizione originale: (Ballantine/Del Rey, poi
'91), ed Gb, (Gollancz, poi '91), poi antologizzato
in "The Heritage
Universe" e in "Convergent
Series"; altri contributi critici: non tradotti:
recensioni di Tom Whitmore, "Locus" vol. 24:2,
n. 349, febbraio '90, e di Dan Chow, "Locus"
vol. 25:3, n. 356, settembre '90)-bel romanzo d’avventura,
nel quale già, però, vediamo che le trame di hard Sf
che hanno contraddistinto i romanzi che abbiamo potuto
fino a qui esaminare vengono notevolmente lenite da
una forte dose di umanesimo. Innanzi tutto la trama
non è più, assolutamente, vanvogtiana, come abbia visto
essere nei primi, ma, benchè parta dando l'impressione
della solita space opera ad ampio respiro, diventa invece
poi subito la narrazione lenta, pacata, di un singolo
episodio, limitato sia nel tempo che nello spazio.
I personaggi sono, finalmente, dei personaggi veri,
abbastanza ben caratterizzati, smettendo di essere quei
vuoti stereotipi che abbiamo visto muoversi nei precedenti.
La storia che racconta, poi, è anche piuttosto originale,
sulla scia di quella Super Scienza dal sapore indubbiamente
ancora vanvogtiano.
Ma la cosa che risalta maggiormente è lo stile, finalmente,
ancora, scorrevole, che consente una lettura piacevole
e avvincente, senza più le pesantezze e le macchinosità
che abbiamo visto; e nel quale si legge molto bene una
conoscenza dell'animo umano che, altrove, aveva decisamente
lasciato a desiderare.
Insomma, qui, Sheffield sembra decisamente sulla buona
strada per trovare un equilibrio fra scienza e narrativa,
che, come vedremo, gli farà scrivere cose davvero buone.
Il finale è il tipico finale aperto delle prime parti
di una, in questo caso, quadrilogia, ma, purtroppo,
come potete vedere, il secondo ed il terzo non sono
stati ancora tradotti, qua da noi.
Il primo dei racconti è "La
doppia scala a chiocciola" (The Double Spiral
Staircase, "Analog"
n. 5, traduzione di Enzo Verrengia, originariamente
apparso in "The Double Spiral Staircase",
"Analog", gennaio, poi antologizzato in "Dancing
with Myself", illustrato da K. Freas e G. Palumbo;
15 pagine, pag. 45)-che è, solamente, il racconto
della visita di un ex compagno di classe al capo della
NASA; ma nella quale questi gli racconta di aver trovato
nella parte del DNA di cui ancora non si conosce la
funzione, le istruzioni per l'antigravità, ed
altro; lasciateci da degli alieni milioni di anni fa,
nell'unico modo col quale avrebbe potuto superare tale
periodo.
A parte ipotesi strampalate sulla nostra origine che
può suscitare, contiene una spiegazione divulgativa
di cosa sia il DNA.
Il secondo è "Un
atto di coraggio" (A Brave Thing, "Isaac
Asimov Sf Magazine" n. 3, ed. Telemaco, '93, 192
pagine, 3,1 €; prezzo remainders: 2,58 €, traduzione
di Francesca Rossi, 27 pagine, pag. 93, illustrato da
Otto Gabos; correlati critici: "Note", pag. 4; in "SuperNovae"
(The Year's Best Science Fiction: Eight Annual Collection,
'91), a cura di Gardner Dozois, "iperFiction",
ed. Interno giallo/Mondadori, '93, "Millemondi
primavera 1996", "Millemondi" n. 6
(nuova serie), ed. Mondadori, ‘96, edizione originale:
(St. Martin's, '91); 622-318 pagine, 18,08, 4,65 €,
nella traduzione di Massimo Patti, col titolo di "Qualcosa
di eccezionale", 27 pagine, pag. 115-122; originariamente
apparso in "Isaac Asimov’s Sf Magazine", febbraio,
poi antologizzato in "Dancing
with Myself" e "Visions of Wonder",
a cura di David G. Hartwell & Milton T. Wolf (Tor,
'96); finalista Hugo '91, miglior racconto)-un altro
di quei racconti d'atmosfera decisamente atipici, nella
produzione del Nostro, è il racconto, lento e appassionato,
di un uomo che ha vinto il premio Nobel per la Fisica,
dapprima, semplicemente, della sua amicizia con un altro
futuro fisico, e degli inizi della sua carriera, ma
che, poi, ha un'improvvisa impennata, nel dire del suicidio
di quell'amico, ormai da tempo anch’egli fisico affermato.
Alla fine, si verrà a sapere che era uno sfogo
per dire che, quel Nobel, non era interamente meritato;
che aveva rubato l'idea base all'amico suicida, il quale
aveva scoperto il modo di andarcene da questo pianeta,
ma che era stato assalito da dubbi etico-morali: "Aveva
in pugno la formula magica che avrebbe mandato l'umanità
sulle stelle…ma ci vedeva come un'umanità assetata
di sangue e interessata solo al sangue, che si sarebbe
scatenata senza limiti nell'universo." (pag. 118
dell'edizione Telemaco; differente, pag. 140 ed. Mondadori).
Penso che il calore che vi si avverte sia in parte dovuto
al fatto che, avendo vissuto l'esperienza della vita
accademica, ne abbia potuto dire con un'intensità
differente che non di astronavi e simili, ma comunque
vi si può leggere, per così dire, il risvolto
umano dello scienziato, il suo amore per la cultura,
quella con la C maiuscola, e una buona capacità
di creare atmosfere intense, e dei caratteri psicologici
che non siano solamente dei nomi vuoti che agiscono
per dire, solamente, delle idee.
l'ultimo è "Godspeed"
(Godspeed, "Analog"
n. 5, traduzione di Enzo Verrengia, originariamente
apparso in "Analog", luglio, poi antologizzato in "Dancing
with Myself", illustrato da A. Bari e K. Freas;
16 pagine, pag. 61)-in cui si racconta della visita,
al nostro pianeta, di una razza aliena; per dirci di
non proseguire con gli esperimenti con l'ipervelocità.
Esperimenti di cui nessuno sa nulla, tranne i due scienziati
che li stanno compiendo, in segreto e fuorilegge.Nell'ultima
parte diventa quasi un giallo, con gli scienziati/protagonisti
che si improvvisano James Bond per provare la loro innocenza,
e l'inganno fatto all'umanità.
In quell'anno pubblicò anche i racconti "Thematic
Aberration", in "New Destinies",
vol. IX, a cura di Jim Baen (Baen), "Health
Care System", "Isaac Asimov’s Sf Magazine",
settembre, poi antologizzato in "Georgia
on My Mind and Other Piaces" e "Casualities",
"Starshore" inverno, e l'articolo "The
Unlicked Bear-Whelp", "New Destinies",
vol. IX, a cura di Jim Baen (Baen), poi antologizzato
in "Dancing with
Myself".Nel '91 pubblicò
il romanzo "Divergence"
(Ballantine/Del Rey, poi ‘92), (Easton Press), Gb: (Gollancz,
poi ‘92), poi antologizzato in "The
Heritage Universe" e "Convergent
Series", secondo romanzo della serie Heritage
Universe; contributi critici: recensione di Dan Chow,
"Locus" vol. 26:1, n. 3 60, gennaio '91, i
racconti "Fat Man's Gold",
"Isaac Asimov’s Sf Magazine", marzo e "Eighth
Trimester", "Starshore", estate,
e l'articolo "The
Mote in NASA's Eye", "Analog", ottobre.
Anche del '92 abbiamo
a disposizione in traduzione un romanzo e tre racconti;
il romanzo è "Le
lune fredde" (Cold As Ice, "Urania"
n. 1305, ed. Mondadori, '97, 320 (292) pagine, 3,05
€; prezzo remainders: 3,1 €; traduzione di Marzio Tosello,
© by Charles Sheffield, edizione originale: (Tor),
poi (SFBC), (Tor, '93, 2002); correlati critici: "l'autore",
di Giuseppe Lippi, pag. 304; altri contributi critici:
"Autobiografia",
capitolo "Un anno freddo come il ghiaccio"; non tradotti:
recensione di Dan Chow, "Locus" vol. 28:5,
n. 376, maggio '92)-una delle tipiche Space Opera del
Nostro, è ambientata in un futuro remoto nel quale l'Umanità
ha colonizzato l'intero sistema solare, e racconta di
un progetto di terraformazione di Europa, una delle
lune di Giove; storia che, però, è solamente la cornice
per raccontarne un'altra, di storia, che è quella della
sopravvivenza di alcuni esperimenti che si credevano
essere andati perduti alla fine di una guerra interplanetaria
che: "…aveva cancellato tre quarti degli abitanti
(della Terra)." (pag. 138), esperimenti che, se
originariamente erano destinati ad usi bellici, ora
potranno essere la possibilità, per l'Uomo, di raggiungere
le stelle, "…la soluzione, l'unica che riusciva
a immaginare." (pag. 297); la possibilità di scappare
dalla nave che affonda, quindi, ancora.
Infatti, anche qui ritorna il tema che abbiamo visto
essere persistente in tutta la produzione di Sheffield,
quello della, giustificatissima, preoccupazione per
il destino dell'umanità, legato alla sovrapopolazione,
e alla conseguente mancanza di generi di sussistenza:
"La popolazione di Ganimede stava aumentando.…
fra quanto tempo avrebbe cominciato a gemere sotto il
peso di una popolazione eccessiva, com’era successo
alla Terra prima della guerra?" (idem).
La trama ha la struttura, ancora, del giallo, con, addiritura,
un intero capitolo finale nel quale, come nella migliore
tradizione di quel genere, si tirano le fila, ed i nodi
vengono al pettine, appunto: "Adesso i pezzi s’incastrano."
(pag. 290), ed è ravvivata da alcune scene di azione
condotte abbastanza bene, che tengono davvero col fiato
sospeso, e che hanno, anche, un finale originale, che
andrà poi a determinare quello che sarà il finale, e
la soluzione, dell'intero romanzo.
Sheffield, nell' "Autobiografia",
ci dice che lo scrisse mentre uno dei suoi matrimoni
stava andando in pezzi, e l'eco di ciò lo si può avvertire
qua e là, nell'opera, in rapporti di coppia difficili,
in litigi coniugali, o comunque di coppia, e in una
certa qual poetica della solitudine maschile.
Il primo racconto è "Il
prezzo della civiltà", (The Price of Civilization,
in "Anno 2042" (Future
Quartet: Earth in the Year 2042: A Four-Part Invention,
'94), "Urania" n. 1301, ed. Mondadori, '87,
350 pagine, 3,05 €; prezzo dei remaindrs: 3 €; edizione
originale: (Morrow AvoNova, '94); altri contributi critici:
recensioni di Mark R. Kelly, "Locus" vol.
33:1, n. 402, luglio '94, e di Gary K. Wolfe, "Locus"
vol. 33:3, n. 404, settembre '94; traduzione di Anna
Maria Cossiga e Laura Serra, originariamente apparso
in "Amazing Stories", settembre; 47 pagine, pag. 182)-ancora
un racconto non di hard Sf, ma d’atmosfera, in quest’antologia
anche introdotta dal Nostro che raccoglie quattro saggi
e quattro racconti di altrettanti autori su questo simbolico
2042, centenario del primo viaggio di Colombo alle Americhe.
Vi si racconta di una società che ha ritrovato il suo
equilibrio (“Nessuno muore di fame, nessuno è tormentato
dalle malattie, nessuno vive nella paura. Non ci sono
guerre, e non ci sono quasi più assassinii e crimini
efferati.” (pag. 201) , dopo un periodo di “…fame, guerra,
violenza e instabilità” (idem), grazie ad una legge
che esonera alcuni dalla…cultura: “…legge sugli Esonerati
dal Leggere-scrivere In Totale Esercizio-funzioni (ELITE).”
(idem).
Come ciò sia possibile non viene assolutamente spiegato,
ma non è certo questa la cosa importante.
Infatti vi si racconta una storia di emarginazione e
razzismo, nella quale si arriva fino ad uccidere, per
quanto indirettamente, un ragazzo ELITE (simbolicissimo!!)
solamente per il fatto di essere uscito con una ragazza
normale.
Dunque un'utopia negativa, camuffata da positiva, e
quell'incomprensibile legge penso che non sia altro
che un modo, azzecatissimo, di farci pensare, riflettere;
vedere, a riguardo, alla fine del commento all'articolo
di Sheffield in questa antologia, "Rapporto
sul pianeta terra".
Il secondo è "Mutazione
Feynmaniana" (The Feynman Saltation, in "Dinosauri"
(The Ultimate Dinosaur, '92), a cura di Byron Preiss
e Robert Silverberg, ed. Mondadori, '92, edizione originale:
(Bantam Spectra); 352 pagine, 24,79 €; traduzione di
Piero Anselmi, © by Charles Sheffield, originariamente
apparsovi, poi antologizzato in "Georgia
on My Mind and Other Places"; 12 pagine, pag.
52, illustrato da Kevin E. Johnson; correlati critici:
"Hanno collaborato", pag. 346)-splendido,
è un'evidente sublimazione del dolore dell'autore per
la malattia, e la morte, di una delle sue mogli, che,
come sappiamo, morì di cancro.
Vi si racconta, infatti, di un uomo che contrae quella
malattia in un futuro prossimo, nel quale ci sono delle
nuove terapie, ma comunque inefficaci; ma il novum che
lo sorregge è un' altro, e cioè un ballardiano regredire
della sua coscienza a livelli archetipi, nei quali ricorda,
con la memoria profonda, ere antichissime della vita,
la preistoria della sorella paleontologa.
Il finale, intensissimo e forte, è una trasposizione
di quel dolore che, quasi, arriva a dire l'indicibile,
con un comprensibilissimo accostamento fra amore…e morte:
"Se potessi balzare fino in fondo, fino alla prima
scintilla di vita, scommetto che l'intensità della forza
vitale e della gioia sarebbe quasi insopportabile. Stò
andando là, Julie. Oltre la barriera, nel Permiano,
all'inizio. E non tornerò. Mai più…. Un attacco epilettico…
I suoi lineamenti si distesero, e il ghigno fisso scomparve,
sostituito da un'espressione di calma infinita e di
pace." (pagg. 63-4).
l'ultimo è "La
materia nascosta di McAndrew" ([*McAndrew]
The Hidden Matter of McAndrew, in "Analog"
n. 3, ed. Phoenix, '95, 256 pagine, 3,87 €; traduzione
di Enzo Verrengia, originariamente apparso in "Analog",
giugno, poi, col titolo di "Shadow World",
in "One Man's Universe",
e, con quello di "The Hidden Chronicle of McAndrew"
in "The Complete
McAndrew"; illustrato da Vincent Di Fate; 32
pagine, pag. 131; correlati critici: "Note", pag. 4)-di
hard Sf, racconta di una spedizione fuori dal sistema
solare a tentare di capire di cosa sia composta la Materia
Mancante: "La "roba luminosa", la materia
visibile, quasi non basta a mantenere in equilibrio
l'universo...rappresenta solo l'un per cento della massa
necessaria." (pag. 149).
Pieno zeppo di fisica teorica, con quegli accadimentini
veramente minimi, quasi penosi, che caratterizzano questo
tipo di racconti, ha il pregio di dirci qualcosa di
questo McAndrew, protagonista di un intero ciclo, di
racconti: "Gente che di fisica ne sapeva molto
più di me aveva detto che McAndrew era il migliore,
tra i viventi, un nome da pronunciare insieme a quelli
di Newton ed Einstein." (pag. 132).
E, divertente, vi è quasi una stimmatizzazione del fatto
che i personaggi, di questi racconti, non siano altro
che tipi vuoti, dei quali non importa assolutamente
sapere la psiche: "L'avevo già visto prima, molte
volte. Non proprio lui, ma il tipo." (pag. 136).
In quell'anno pubblicò anche i romanzi
"Brother to Dragons"
(Baen), poi (Easton Press, '93, ma simultanea con l'altra,
rilegata in cuoio e bordata in oro è nella collana
"Signed First Editions of Science Fiction",
acquistabile solo per abbonamento): in cui si narra
di un ragazzo che lotta per sopravvivere in un mondo
futuro nel quale le classi economiche si sono accentrate;
contributi critici: recensione di Dan Chow, "Locus"
vol. 29:2, n. 379, agosto '92 e "Trascendence"
(Ballantine/Del Rey, poi ‘93), ed. Gb, (Gollancz), terzo
romanzo della serie Heritage Universe, poi antologizzato
in "The Heritage
Universe" e in "Transvergence";
contributi critici: recensione di Dan Chow, "Locus"
vol. 28:2, n. 373, febbraio '92, e, appunto, la raccolta
dei primi tre romanzi della serie Heritage Universe,
"The Heritage Universe"
(SFBC), comprendente "Summertide",
"Divergence" e "Transcendence".
I racconti di quell'anno: "Deep
Safari", "Isaac Asimov’s Sf Magazine",
marzo, poi antologizzato in "Georgia
on My Mind and Other Piaces", e in "Nanodreams",
a cura di Elton Elliott (Baen, '95), "Ladies
Night at the OK Corral", "Interzone",
ottobre, "C-change",
"Analog", novembre, poi antologizzato, col
titolo di "Probability Zero", in "Dancing
with Myself" e "The
Decline of Hyperion", "Analog" metà
dicembre; gli articoli:
"Introduction", a "The Super Hugos",
a cura di Martin H. Greenberg (Baen) e "Science",
con Arlan Andrew, Sr. e Geoffrey A. Landis, "Science
Fiction Age", novembre.
Del '93 abbiamo a disposizione
in traduzione ben due romanzi e due racconti; il primo
romanzo è "Il
pianeta del tesoro" (Godspeed, "Economica
tascabile" n. 88, ed. Fanucci, '98: 384 pagine,
6,2 €; traduzione di Carlo Borriello, © by Charles
Sheffield, edizione originale: (Tor, poi ‘94), poi (SFBC,
‘94); 374 pagine; altri contributi critici: "Libredicola-Novità
dagli editori", di Luigi Pachì, "Delos"
n. 38, '98: http://www.delos.fantascienza.com/delos38/update1.html,
"Autobiografia",
capitolo "La serie Jupiter"; non tradotti: recensione
di Russell Letson, "Locus" vol. 31:5, n. 394,
novembre '93)-juveniles, come ci dice l'autore stesso
nell'"Autobiografia" ("...libri disegnati
per richiamare l'interesse dei giovani lettori."
), è, ancora, una Space Opera, nella quale si immagina
che, gli Uomini, in un futuro lontanissimo, dopo aver
raggiunto le stelle, ne rimangano come prigionieri,
per un difetto che non avevano calcolato nella propulsione
che ve li aveva condotti. Ma, se il primo centinaio
di pagine, risulta essere una narrazione piacevole ed
intrigante della vita su uno di questi mondi rimasti
isolati, essa poi scade bruscamente quando comincia
a raccontare delle imprese spaziali.Il tono su cui è
tenuto è, come abbiamo detto, del juveniles, e risulta
davvero difficilmente gradevole ad un adulto, per non
dire fastidioso.
A sommarsi a ciò un'edizione che, per quanto Fanucci,
un marchio che, di solito, è sinonimo di garanzia di
qualità, ha una traduzione a volte assolutamente risibile,
nella quale chiunque può cogliere degli svarioni madornali,
e, anche, una composizione tipografica fra le più scadenti
che mi sia mai capitato di trovare: "…fui circondata
da tutte le altre e condotta…" (pag. 214),
quando chi stà parlando un lui, "…tenere i miei
occhi molti più a lungo." (pag. 215), "Non
vi alcun occhiolino…" (pag. 254); ma sono tantissimi.
Troppo poco, quindi, una buona prima parte, se poi ci
si deve sorbire quasi trecento altre pagine nelle quali
assistiamo al diventare uomo di un adolescente, cosa
che, peraltro, si risolve senza che si dia una gran
dimostrazione di conoscenza della psicologia di quell'età
dell'Uomo, alle prese con avventure spaziali con una
loro logica interna, anche, penso, entusiasmanti per
un…adolescente (o forse qualcosa di meno), ma senza
davvero nulla che possa interessare, come ho detto,
un adulto.
Sempre nell'"Autobiografia" Sheffield ci racconta
che, a parte averlo cominciato a scrivere nel '91, fu
da questo che gli venne l'idea di fondare una collana
di romanzi di Sf per adolescenti, la serie "Jupiter",
di cui diremo.
l'altro romanzo di quest’anno è
"Caccia a Nimrod"
(The Mind Pool, "Cosmo argento" n. 277, ed.
Nord, '97: 422 (418) pagine, 12,39 €; traduzione di
Annarita Guarnieri, © by Charles Sheffield; edizione
revisionata e ampliata di "The Nimrod Hunt", '86, edizione
originale: (Baen); altri contributi critici: "Introduzione",
di Charles Sheffield, pag. 1, "Autobiografia",
capitoli "Uno sconcertante incontro con Alfred Bester"
e "Lo scrittore ha dei figli"; non tradotti: recensione
di Russell Letson, "Locus" vol. 31:4, n. 393,
ottobre '93)-qui, finalmente, Sheffield riesce a trovare
quell'equilibrio che abbiamo detto trattando di "Quake,
pianeta proibito", fra le sue trame hard e quell'umanesimo
di cui, fino ad ora, abbiamo anche trovato traccia,
solamente, come ricorderete, in alcuni racconti; da
ciò nasce una storia avvincente, e, al contempo, piuttosto
densa si significati.
l'autore ci dice che ha voluto ricalcare, in una qualche
maniera, lo stile di Alfred Bester, da lui molto ammirato,
e bisogna senz’altro dire che, quello effervescente
e veloce di quegli, qui lo si riesce a ritrovare abbastanza
bene, compresi alcuni accorgimenti grafici allora decisamente
innovativi, almeno per la Sf; che vi sia, poi, un personaggio
che, di cognome, fa Bester, ci dice sempre l'autore,
non è un fatto casuale, ma una sorta di ringraziamento
per un personaggio, in "The Stars my Destination",
di cognome… Sheffield!!
Dicevamo della densità, di questo, diversamente da quasi
tutti i romanzi che fino ad ora abbiamo trattato; è
una pienezza che viene, prevalentemente, da un certo
substrato psicanalitico, che vi si fa essere, che inspessisce
i protagonisti, cosa che, però, non viene fatta certo
in maniera pesante, ma inserendo anche ciò nel contesto
fantascientifico altamente immaginativo che lo pervade
tutto.
Si, perché, ciò che risalta maggiormente, è proprio
questa immaginatività vivida, che rende forti e umanamente
sentite le vicende che vi si svolgono, per quanto decisamente
lontane dal nostro quotidiano.l'azione, infatti, si
svolge mezzo millennio dopo che l'Umanità è riuscita
a spezzare le catene della gravità, e a dilagare nell'Universo,
dopo che, ancora una volta, un disastro nucleare aveva
arrecato danni gravissimi alla Terra: "…il luogo
più devastato e sfregiato sulla superficie della Terra.
Durante i primi anni, quando ancora il bagliore della
fusione non accennava a svanire… piante stentate o troppo
rigogliose, gli animali deformi che sembravano una parodia
di quelli creati dalla Natura" (pag. 319).
Vi viene poi detta, in una delle molteplici sottotrame
che lo compongono, una cosa che mi è sembrata particolarmente
significativa, sul diventare grandi, e, in particolarmente,
sul doverlo fare troppo in fretta: "Era tutto facile
e adesso è difficile. È… come si dice?… complicato."
(pag. 141); a dire ciò è uno scarto di certi esperimenti,
vissuto sempre da deficiente, che, sottoposto ad una
macchina apposita, diviene, appunto, normale, grande,
ma, ancora, tutto in un momento, senza che le età dell'Uomo
possano lenirgli il già grave dolore: "…essere
umani non è mai stato facile…" (idem).
Bello, significativo, anche il sentimento della madre,
colei che l'ha fatto nascere a quella sua nuova vita:
"…lei era addolorata della perdita del bambino
innocente: il suo bambino era scomparso e non sarebbe
più tornato." (idem).Vi è, anche, un po’ di sesso,
mai troppo esplicito, sempre soffuso, ma anch’esso trattato
bene, con un garbo ed una raffinatezza che, quasi, fanno
dubitare che l'autore possa essere lo stesso di cose
come "Progetto Proteo".Qualche annotazione
marginale: vi è la tipica ripresa delle tre leggi della
robotica di asimoviana memoria, anche centralissima
alla trama: "…non potessero in nessun caso recare
danni a forme di vita intelligenti ad essi note o a
qualsiasi forma di vita che potesse essere dotata d’intelligenza….
Quando sono stati attaccati si sono limitati ad allontanarsi
da ciò che poteva recare loro danno..." (pag. 17).
Nell'"Introduzione" l'autore ripete quanto
dice nell'"Autobiografia" sul perché decise
di ampliare "The Nimrod Hunt", aggiungendovi
che la trama secondaria omessa in quello qui comincia
a svilupparsi dal terzo capitolo, che ha cambiato il
finale perché troppo esplicitamente ricalcante quello
del romanzo di Bester, e conclude dicendo che: "…nel
complesso non credo di aver lasciato intata una sola
pagina nel corso di quella revisione che da un semplice
lavoro di una settimana si è trasformata in uno sforzo
concentrato lungo due mesi, al termine dei quali ho
scoperto di aver creato un libro diverso." (pagg.
2-3).
Il primo racconto è "Georgia
on my mind" (Georgia on my mind, "Analog"
n. 2, ed. Phoenix, '94: 256 pagine, 3,62 €; 36 pagine,
pag. 201, illustrato da Pc. Bing; correlati critici:
"Note", pag. 4; in "I premi Hugo 1991-1994", a cura
di Piergiorgio Nicolazzini, "Grandi opere" n. 27, ed.
Nord, '95: 697 pagine, 20,66 €; 50 pagine, pag. 603;
correlati critici: breve commento del curatore, pag.
601; traduzioni di Nadia Pagani, © by Bantam Doubleday
Dell Magazines, originariamente apparso in "Analog",
gennaio, poi antologizzato in "The Year's Best
Science Fietion: Eleventh Annual Collection", a
cura di Gardner Dozois (St. Martin's, '94), "Georgia
on My Mind and Other Places", "Nebula
Awards 29", a cura di Pamela Sargent (Harcourt
Brace, '95), "The New Hugo Winners Volume IV",
a cura di Gregory Benford & Martin H. Greenberg
(Baen, '97), premi Hugo e Nebula '94, miglior racconto)-un
altro dei bei racconti d’atmosfera del Nostro, in cui
si racconta, in maniera, appunto, molto soffusa, del
ritrovamento di prove certe della realizzazione della
mitica macchina calcolatrice di Babbace, nel 1855; e
di alieni, ed altro. Ancora una volta l'elemento che
avvince è la capacità di dare credibilità a vicende
al limite di essa per mezzo di un uso del dato scientifico
vero detto molto bene, dal compertente che l'autore
ne è.
Il finale, poi, aperto, nel quale non viene data, una
risposta, agli interrogativi che vi si pongono, è davvero
magistrale, e lascia una sensazione davvero buona; fra
l'altro, vi si scherza, anche, sull'interesse che ciò,
inevitabilmente, suscita nei…colleghi: "Niven,
Pournelle, Forward, Benford e Brin sono irreperibili."
(pag. 236), il cui senso, però, può essere capito solamente
leggendolo.
l'altro racconto è "Le
costanti universali" ([*McAndrew] The Invariants
of Nature, "Analog" n. 1, ed. Phoenix, '94:
256 pagine, 3,62 €; traduzione di Alessandra di Luzio,
o Francesca Indovina, o Ina Pizzuto, originariamente
apparso in "Analog", aprile, poi antologizzato
in "One Man's Universe"
e in "The Complete
McAndrew"; illustrato da G. Palumbo; 23 pagine,
pag. 204; correlati critici: "Note", pag.
5)-altro racconto sul genio della fisica, dalla struttura
del giallo, nel quale torna la preoccupazione che abbiamo
visto pervadere tutta l'opera del Nostro, per il destino
della Terra "…sovrappopolata, rumorosa e puzzolente."
(pag. 208, ed. Phoenix), e dell'Umanità; infatti l'azione,
molto cruda e violenta, si svolge in un laboratorio
che impiega neutrini per scandagliare l'interno del
nostro pianeta alla ricerca, ancora, delle risorse alimentari
necessarie a sfamare una popolazione moltiplicatasi.
Le costanti universali del titolo sono quelle psicologiche,
quando ve ne si era prospettata la scoperta, addirittura,
di una fisica: "…le costanti della natura umana:
l'amore, la gelosia, la paura e l'odio." (pag.
225).
In quell'anno pubblicò anche le
antologie "Dancing
with Myself" (Baen): comprendente 11 racconti
e cinque articoli, di cui uno originale; comprendente:
"Introduction", "Out
of Copyright", "Tunicate, Tunicate, Wilt
Thou Be Mine?", "Counting Up", articolo,
"A Braver Thing",
"The Grand Tour", "Classical Nightmares
and Quantum Paradoxes", articolo, "Nightmares
of the Classical Mind", "The
Double Spiral Staircase", "The Unlicked
Bear-Whelp", articolo, "The Seventeen-Year
Locusts", "The Courts of Xanadu", "C-change",
"Unclear Winter", articolo, "Godspeed",
"Dancing With Myself" e "Something
for Nothing: A Biography of the Universe",
articolo, e "One Man’s
Universe" (Tor) [McAndrew], ampliamento di
"The McAndrew Chronicles" (Tor, ‘83), con
una nuova introduzione dell'autore; comprendente: "Introduction",
"Killing Vector", "Moment of Inertia",
"All the Colors of the Vacuum", "The
Manna Hunt", "Shadow
World", "The
Invariants of Nature", "Rogueworld"
e "Appendix:
The science behind the fiction".
I racconti di quell'anno: "Fifteen-Love
on the Dead Man's Chest", "Amazing",
maggio, poi antologizzato in "Georgia
on My Mind and Other Places" e "The
Fifteenth Station of the Cross", "Science
Fiction Age", luglio, poi antologizzato in "Georgia
on My Mind and Other Piaces".
Del '94 abbiamo a disposizione
in traduzione un romanzo breve e due saggi, tutti in
"Anno 2042"; il romanzo
breve è "Istruzione
superiore" (Higher Education, in collaborazione
con Jerry Pournelle, originariamente apparsovi, poi
antologizzato anche in "How
to Save the World", e, a puntate, su "Analog",
febbraio, marzo, aprile, maggio '96; 75 pagine, pag.
245)-dall'ampliamento del quale si avviò il progetto
"Jupiter",
non poteva essere, questo, quindi, che un juveniles,
come, per fortuna, non ne sono stati tradotti molti,
di quelli che ha scritto; per fortuna, ovviamente, per
i suoi estimatori adulti.
Qui abbiamo un moccioso alle prese, all'inizio, con
un sistema scolastico che a dirsi disastroso sarebbe
veramente riduttivo, che, ormai, è diventato, unicamente,
un deposito per non far stare i ragazzi per strada,
e null'altro; e, questo, in degli: "…Stati Uniti
trasforma(ti) da repubblica in aristocrazia feudale."
(pag. 266), nei quali non c’è lavoro, appunto, se non
per i raccomandati, in senso esteso.
E che, poi, ha varie peripezie spaziali nelle quali
subirà i cambiamenti di pragmatica, con una particolare
insistenza sul valore del leggere.
Sicuramente avvincente per il pubblico a cui è rivolto,
vi si ritrovano, quindi, le preoccupazioni del Nostro
per il futuro del nostro pianeta, il sovrappopolamento,
principalmente, con quelle masse di disperati senza
alcuna prospettiva che vi si aggirano.
I saggi sono entrambi in quello stesso
"Anno 2042", l'"Introduzione"
(Introduction, pagg. 7-9) e "Rapporto sul pianeta
terra"; nell'introduzione Sheffield dice che l'antologia
gli venne commissionata dalla rivista "The World
& I" nel '90, e quale fu il criterio col quale
vennero scelti gli autori dei testi che avrebbero dovuto
apparirvi: "...persone qualificate, avvezze a riflettere
sul futuro in termini sia sociali sia tecnologici..."
(pag. 8), e la modalità con la quale vennero scritti:
"...in modo che ogni membro del gruppo non sappia
che cosa sta facendo l'altro." (idem).
Oltre, ovviamente, a dire dell'idea che la sorregge,
di quei saggi e racconti su quel 2042 simbolico, centenario
del primo viaggio di Colombo alle Americhe che abbiamo
detto.
"Rapporto
sul pianeta terra" (Report on Planet Earth,
originariamente apparsovi, pagg. 168-181), invece, è
un saggio/racconto, nel senso che Sheffield lo fa diventare
un saggio scritto nel 2042, in cui si dice, percui,
a ritroso dei cambiamenti che...sono avvenuti.
Cosa che lo rende molto più divertente, e quindi più
fruibile, che se fosse stato redatto come un normale
saggio di futurologia; moltissime le cose che vi si
dicono, partendo dal dire quali erano gli "spauracchi"...nostri,
"...l'imminente carenza di risorse..., L'aria sempre
più inquinata, (le) riserve idriche contaminate...(il)
"riscaldamento globale" (l'effetto serra)..."
(pagg. 168-9) e la sovrappopolazione.
Per, poi, dirci in che modo sono stati evitati: "Qualsiasi
aumento del livello di anidride carbonica è seguito
quasi subito da un aumento ancor più forte dell'attività
delle piante" (pag. 171), cosa che ha determinato
un fatto che ha evitato l'effetto serra: "...la
crescita delle piante aumentò sensibilmente dappertutto."
(idem).
Per quanto riguarda l'estinzione di milioni di specie
viventi, dice che il fatto che "...il pool genetico
totale della terra (fosse) amplissimo ed interconnesso..."
lo rese un evento "insignificante". (idem);
anche se, negli "spauracchi" si era detto
che quella era una possibilità che avrebbe potuto verificarsi
a causa proprio dello sparire delle grandi foreste.
Mentre, per il problema della carenza di materie prime,
si inventa una soluzione decisamente fantascientifica,
ma che, infondo, potrebbe benissimo avverarsi: l'utilizzo
di "...robot...nelle profondità marine..."
(pag. 172), ora inarrivabili all'uomo, e ricchissime
di essi.
Robot che sono stati anche la causa di una drastica
riduzione degli orari lavorativi, e, quindi, di un enorme
innalzamento della qualità della vita, dovuta alla "...quantità
di tempo libero disponibile." (pag. 176).
La fame nel mondo è stata eliminata grazie alle tecniche
di ricombinazione del DNA, per mezzo delle quali si
è stati in grado di "...creare superpiante altamente
produttive capaci di prosperare in aree troppo saline,
troppo fredde o troppo aride per le piante naturali."
(pag. 173), e alla produzione di cibo artificiale, per
quanto: "Tale produzione non è mai stata accettata
fino in fondo e non ha mai goduto il favore popolare..."
(pag. 174).
E la sovrappopolazione per mezzo del modo ovvio che
già sappiamo potrebbe essere, la contraccezione ed il
controllo della fertilità.
In questa utopia futura, poi, ci viene detto, i progressi
della medicina sono stati enormi, anche grazie alla
mappatura genetica, gli assassinii sono molto diminuiti
grazie alla limitazione del diritto di fabbricare armi,
mentre le guerre globali sono solo un ricordo grazie
al fatto dell'accresciuta "...interdipendenza economica
delle nazioni..." (pag. 177); la globalizzazione,
insomma, per cui il mondo diventa talmente piccolo che
non serve più, la guerra, visto che ogni prodotto può,
così, essere disponibile per chiunque, ovunque.
Se già quella diminuzione degli assassinii poteva farci
ricordare quel "Il
prezzo della civiltà" di cui abbiamo detto,
vi si dice anche un'altra cosa che ne chiarisce molto
il senso:
"...siamo più che mai divisi tra "chi sa leggere"
e "chi non sa leggere", e per chi non sa leggere
lo svantaggio è più drammatico di qualsiasi differenza
di razza o censo." (pag. 178).
In quell'anno pubblicò anche il
romanzo "The Judas Cross"
(Special Editions Press), (Warner Aspect) in collaborazione
con David E. Bischoff (vedi "Autobiografia",
cap. 10): thriller/horror ambientato nella prima guerra
mondiale nel quale si narra di un francese che spera
di usare un manufatto sacro per salvare il suo paese,
non capendo l'orrore folle del sacrificio che stà
facendo; altri contributi critici: recensione di Carolyn
Cushman, "Locus" vol. 33:6, n. 407, dicembre
'94, e la seconda raccolta dei romanzi della serie Behrooz
Wolf, "Proteus Combined"
(Baen), raccolta preferita, all'altra, dall'autore,
in quanto "Sight of Proteus" vi è in
una versione lievemente rivista dalla più significativamente
revisionata dell'edizione (Nel, '88); comprende: "Sight
of Proteus" e "Proteus Unbound", e curò
la raccolta di saggi "The
World of 2044: Technological Development and the Future
of Society" (Professors World Peace Academy/Paragon
House), in collaborazione con Marcelo Alonzo e Morton
A. Kaplan: una raccolta di saggi di scienziati e scrittori
di fantascienza, fra i quali Ben Bova e Frederik Pohl,
nei quali si pensano i possibili sviluppi tecnologici
ed i loro impatti.
E i racconti "The Bee's
Kiss", "Isaac Asimov’s Sf Magazine",
novembre, poi antologizzato in "Georgia
on My Mind and Other Places" e "Millennium",
poi antologizzato in "Georgia
on My Mind and Other Piaces", e gli articoli
"Science", con
Arlan Andrews, Sr., Gregory Benford e Geoffrey A. Landis,
"Science Fiction Age", gennaio, e, omonimo,
"Science", Arlan Andrews, Sr., "Science
Fiction Age", settembre.
Del '95 abbiamo a disposizione
in traduzione un romanzo, "Memoria
impossibile" (The Ganymede Club, "Urania"
n. 1345, ed. Mondadori, '98, traduzione di Delio Zinoni,
© Charles Sheffield edizione originale: (Tor, poi
‘96), poi (SFBC, '96), finalista (14°) premio Locus
'96; 336 (306) pagine, 3,05 €; prezzo remainders: 3,1
€; correlati critici: "l'autore", di Giuseppe
Lippi, pag. 314; altri contributi critici: non tradotti:
recensioni di Gary K. Wolfe e di Russell Letson, "Locus"
vol. 35:6, n. 419, dicembre '95)-dalla struttura del
giallo, con i tipici elementi disseminati lungo la trama
che, mano a mano, trovano la loro collocazione, fino
al capitolo finale (qui il terzultimo), nel quale si
tirano le fila, un po’ alla Sherlok Holmes, struttura
che, come abbiamo visto, non dispiace al Nostro, contiene
anche parecchi elementi che non possono che ricordare
il cyberpunk; evidentemente, visti gli anni che correvano,
Sheffield ha pensato bene inserirne.
C’è una sorta di mago del computer che riesce ad entrare
in banche dati, che usa sofisticate, e strabilianti,
tecniche per acquisire dati, ed altro ancora.
Una spedizione a Saturno trova, in una forma di vita
aliena, una sorta di immortalità; che si tiene per se,
proteggendone il segreto a costo di molto spargimento
di sangue.
La cosa che, però, mi è parsa più rilevante è la figura
dello psicologo di questo futuro remoto (in cui, ancora,
l'Uomo ha colonizzato, qui, il sistema solare); esso,
detto haldane, è diventato qualcosa di molto diverso
da quello che è oggi, essendo diventata, la psicologia,
non più una scienza umanistica, imperfetta, ma una scienza
esatta: "…predecessori primitivi…una teoria generale
in grado di fornire l'impalcatura e trasformare in un
sistema coerente una massa confusa di singoli dati.
…I meccanismi fisici che stanno alla base delle visioni,
delle esperienze di délà-vu, delle dislocazioni temporali,
dei ricordi di altre vite, erano stati alla fine analizzati,
definiti e rinchiusi in modelli quantitativi."
(pagg. 81).
l'assillo del Nostro a fuggire dal nostro pianeta, quindi
ancora, sapendo che il tempo stringe, e che fra poco
potremmo essere davvero troppi; con, quasi, una nota,
cinica, di una possibile…salvezza: "…la guerra
è stata una benedizione. …ha risolto il problema della
popolazione terrestre. La Terra era mostruosamente sovrappopolata
prima della guerra." (pag. 158).
Vi sono, poi, alcuni rimandi a cose dette in altri romanzi:
lo "Stimolatore Tolkov" (pag. 103) di "Caccia
a Nimrod" e i missili "Cacciatori" di
"Le lune fredde", che, qui, diventano "…missili
Cercatori. Nessuna nave era mai sfuggita a un Cercatore,
una volta che questi avesse riconosciuto il suo bersaglio."
(pag. 145).
Vi si ripete, anche, una cosa già letta in varie altre
di queste sue opere, riguardo le procedure di inizio
lancio, che, credo, gli vengano dalla sua esperienza
alla N.A.S.A.: "…i trentasei controlli standard:
aria, filtri (due), calore, isolamento, temperatura,
comunicazioni, razioni, eliminazione rifiuti (due),
pronto soccorso, stabilizzatori (tre), getti (due),
giunture (tredici), sigilli (quattro), display interni
(tre)." (pag. 15).
Se comincia molto bene, e per un bel po’ rimane abbastanza
avvincente e pieno idee che vi si affacciano in continuazione,
un po’ alla Bester, come abbiamo visto, quando poi ripiega
troppo sul modello del giallo diventa un po’ lento,
e noioso.
In quell'anno pubblicò anche il
terzo romanzo della serie Behrooz Wolf, "Proteus
in the Underworld" (Baen), (SFBC; riedizione
con differente ISBN e la numerazione della collana sul
dorso); contributi critici: recensione di Russell Letson,
"Locus" vol. 34:3, n. 410, marzo '95, e l'antologia
"Georgia
on My Mind and Other Places" (Tor), con una
premessa ad ogni racconto, nella quale si dice dei retroscena
della loro scrittura; comprendente: "Introduction",
"The Feynman Saltation",
"The Bee’s Kiss", "Millennium",
"Fifteen-Love on the Dead Man’s Chest", "Deep
Safari", "Beyond the Golden Road", "Health
Care System", "Humanity
Test", "That Strain Again", "Destroyer
of Worlds", "The Fifteenth Station of the
Cross", "Trapalanda",
"Obsolete Skill" e "Georgia
on My Mind"; contributi critici: recensioni
di Gary K. Wolfe, "Locus" vol. 34-2, n. 409,
febbraio '95, e di Russell Letson, "Locus"
vol. 34:3, n. 410, marzo '95.
E, sempre nel '95, curò l'antologia "How
to Save the World", (Tor, poi ‘99), comprendente
13 racconti di immaginative, soluzioni high-tech
ai problemi del mondo; comprende, di Sheffield: "Introduction",
e i racconti "The
Invasion of Space", con lo psedonimo di James
Kirkwood e "Higher
Education", con Jerry Pournelle: contributi
critici: recensioni di Gary K. Wolfe, "Locus"
vol. 35:3, n. 416, settembre '95, e di Mark R. Kelly,
"Locus" vol. 35:6, n. 419, dicembre '95.
I racconti di quell'anno: "The
Phantom of Dunwell Cove" [*Erasmus Darwin],
"Isaac Asimov’s Sf Magazine", agosto, poi
antologizzato in "The
Amazing Dr. Darwin" (Baen, 2002) e "At
the Eschaton", in "Far Futures",
a cura di Gregory Benford; gli articoli: altri tre,
omonimi, "Science"
il primo con Arlan Andrews, Sr. & Yoji Kondo, "Science
Fiction Age", gennaio, il secondo con Roger MacBride
Allen, "Science Fiction Age", maggio, e il
terzo con Lawrence Watt-Evans, "Science Fiction
Age", luglio, "The
Long-Term Future of the Universe", "Analog",
luglio, "A Handful
of Heresies", "Analog", dicembre
e "Tilted Playing-Field",
in "L. Ron Hubbard Presents Writers of the Future",
vol. XI, a cura di Dave Wolverton (Bridge).
Nel '96 pubblicò
il romanzo "Higher Education",
nella collana, da lui diretta con Jerry Pournelle, "Jupiter",
n. 1 (vedi "Autobiografia",
cap. 16) (Tor, poi ‘97), in collaborazione con Jerry
Pournelle; contributi critici: recensione di Gary K.
Wolfe, "Locus" vol. 36:5, n. 424, maggio '96,
e i racconti "The
Peacock Throne", "Isaac Asimov’s Sf Magazine",
febbraio, poi antologizzato in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature",
"Cloud Cuckoo",
"Isaac Asimov’s Sf Magazine", luglio, poi
antologizzato in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature",
"The Lady Vanishes",
"Science Fiction Age" vol. 5, n. 1, novembre,
poi antologizzato in "The Year's Best Science Fiction:
Fourteenth Annual Collection", a cura di Gardner
Dozois (St. Martin's, '97) e in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"
("Qui la speranza è che presso un'installazione
segreta governativa "the lady" sia davvero
l'unica cosa a diventare invisibile." (da "Delos"
n. 22, '96/'97)), miglior short story apparsa su "Science
Fiction Age" nel '96, e un altro articolo dal titolo
"Science", questo
con Doug Beason, "Science Fiction Age", marzo.
Del '97 è l'ultima
opera che abbiamo a disposizione in traduzione, il romanzo
"Punto di convergenza"
(Convergence, "Urania" n. 1359, ed. Mondadori,
'99: 288 (273) pagine, 3,05 €; prezzo remainders: 3,1
€; traduzione di Fabio Feminò, © by Charles
Sheffield, edizione originale: (Baen), poi (SFBC) e
antologizzato in "Transvergence";
correlati critici: "l'autore", di Giuseppe
Lippi, pag. 280; altri contributi critici: recensione
di Domenico Corso, "Future shock" n. 29, '99: http://digilander.iol.it/carruggio/fsk29/corso.htm)-quarto
della quadrilogia di fa parte "Quake, pianeta proibito",
della quale il secondo e il terzo, "Divergence"
e "Trascendence",
come abbiamo visto, non sono ancora stati tradotti qui
da noi, vi vede muoversi gli stessi personaggi, ai quali
se ne aggiungono alcuni altri, e narra di avvenimenti
che accadono "…meno di un anno." (pag. 83)
dopo quelli che abbiamo potuto leggere là.
Qui, però, la prospettiva si sposta completamente, e
se quegli accadimenti, come abbiamo visto, erano ristretti,
nel tempo e nello spazio, qui l'azione si amplia, a
coprire vari pianeti, sparsi per la nostra galassia,
ed è estesa, temporalmente, in un periodo decisamente
più vasto.
La storia che vi si racconta è, ovviamente, ancora incentrata
sugli Artefatti dei Costruttori, misteriosi ed enormi
costruzioni trovate negli spazi cosmici dagli umani,
e dalle altre razze intelligenti, di cui nessuno è stato
ancora in grado di capire lo scopo, ne null'altro.
Qui vi si racconta, appunto, della scoperta di esso,
che avviene, ancora una volta, per mezzo di una narrazione
che, indubitabilmente, tenta di emulare quella scoppiettante
del miglior Bester, con continue trovate mirabolanti
e sceniche, che penso farebbero la gioia di ogni sceneggiatore:
"I Costruttori vedono, e hanno illustrato a nostro
beneficio, futuri potenziali…. E di tutti quelli possibili,
solo uno permette la crescita stabile e la perpetuazione
della civiltà. È quello in cui il Braccio è popolato
e dominato da molteplici razze. E i Costruttori, con
l'uso degli Artefatti impiantati molto tempo fa, hanno
creato la possibilità di tale futuro." (pag. 251).
Tentativo che, però, non è pienamente riuscito; quel
sense of wonder, infatti, non riesce mai a decollare
davvero, rimanendo sempre un po’ troppo impastoiato
sia nella trama, che nelle mille piccole storielle collaterali,
prevalentemente d’amore, che lo costellano.
Una pecca della traduzione è l'aver trascurato del tutto
l'altro romanzo, sostituendo, all'inizio, termini differenti
per cose che, là, erano altrimenti dette; ad esempio,
quel "Quake", qui è tradotto come "Terremoto",
cosa che crea un po’ di confusione.
E c’è da dire che risulta sufficientemente a sé stante
da poter essere letto, anche, senza aver letto il primo,
ne averlo potuto fare degli altri due; di tutto ciò
non si accenna minimamente, nella recensione del Corso,
nella quale, invece, si sostiene, proprio, che non sia…a
sé stante, senza, evidentemente, sapere che fa parte
di una quadrilogia. In quell'anno, di romanzi, ne pubblicò
anche altri tre: "The
Billion Dollar Boy", "Jupiter", n.
2 (Tor, poi ‘98): un giovane ricco finisce incagliato
su una nave mineraria; contributi critici: recensioni
di Gary K. Wolfe, "Locus" vol. 38:2, n. 433,
febbraio '97, e di Russell Letson, "Locus"
vol. 38:1, n. 432, gennaio '97, "Putting
Up Roots", "Jupiter" n. 3 (Tor, poi
‘98): un ragazzo autistico prende contatto con creature
aliene su un pianeta colonizzato che si supponeva privo
di vita intelligente; contributi critici: recensione
di Russell Letson, "Locus" vol. 40:1, n. 444
gennaio '98 e "Tomorrow
and Tomorrow" (Bantam Spectra, poi ‘98), (Easton
Press, rilegata in cuoio e bordata in oro è nella
collana "Signed First Editions of Science Fiction",
acquistabile solo per abbonamento), (SFBC; riedizione
con differente ISBN e la numerazione della collana sul
dorso): un uomo iberna se stesso e la moglie malata
nella speranza di trovare una cura futura, e si risveglia
milioni di anni nel futuro; contributi critici: recensione
di Russell Letson, "Locus" vol. 39:3, n. 440,
settembre '97.
I racconti di quell'anno: "Waiting
for the Riddlers", "Analog", marzo,
poi antologizzato in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"
e "What
Would You Like to Know?", "Science Fiction
Age", marzo, poi antologizzato in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature";
gli articoli: un altro "Science",
questo con Yoji Kondo, "Science Ficlion Age",
marzo, e "Deus Ex Machina",
"Analog", maggio.
Nel '98 pubblicò
i romanzi "Aftermath"
(Bantam Spectra, poi ‘99) (Heyne
Verlag (Germania), '99): su di un mondo post
catastrofe di futuro prossimo, provocato dall'esplosione
in supernova di Alpha Centauri; contributi critici:
"Worldnews", di Maurizio
Manzieri, "Delos" n. 40, '98: http://www.delos.fantascienza.com/delos40/wnews.html;
non tradotti: recensioni di Preston Grassmann, "Locus",
vol. 41:3, n. 452, settembre '98, e di Russell Letson,
"Locus" vol. 41:3, n.452, settembre '98 e
"The Cyborg From
Earth", nella collana "Jupiter" (Tor,
poi '99), e una raccolta dei primi due romanzi della
serie Heritage Universe, "Convergent
Series" (Baen), nella quale, in una nota editoriale
si dice che sarebbero stati revisionati per questa edizione,
ma nella quale non si ha evidenza di significativi cambiamenti,
e i copyright non vengono postdatati; comprende: "Summertide"
e "Divergence".
I racconti di quell'anno: "The
Solborne Vampire", "AHMM", gennaio,
poi antologizzato in "The
Amazing Dr. Darwin", "Packing
Fraction", in "Packing Fraction &
Other Tales of Science & Imagination", a cura
di Julie E. Czerneda (Trifolium Books), poi antologizzato
anche in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature",
"Brooks
Too Broad for Leaping", in "Bending the
Landscape: Science Fiction", a cura di Nicola Griffith
& Steve Pagel (White Wolf), poi antologizzato anche
in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature";
e un altro articolo dal titolo "Science",
questo con R. Michael Hord, "Science Fiction Age",
gennaio.
Nel '99 pubblicò
il romanzo "Starfire"
(Bantam Spectra, poi 2000), poi (SFBC, 2000; riedizione
con differente ISBN e la numerazione della collana sul
dorso), seguito di "Aftermath", narra della
caccia ad un serial killer, e, parallelamente, degli
sforzi per difendere l'appena devastata Terra da una
nuova ondava di mortali particelle ad alta energia;
contributi critici: "Intervista
con Charles Sheffield", di Luigi Pachì; non
tradotti: recensione di Russell Letson, "Locus"
vol. 43:5, n. 466, novembre '99; una raccolta degli
altri due romanzi della serie Heritage Universe, "Transvergence"
(Baen), comprendente "Transcendence"
e "Convergence";
e il saggio in volume "The
Borderlands of Science" (Baen, poi 2000), il
volume, "...riguarda la necessità di scienza
reale nello scrivere science fiction." (dall'intervista
del Pachì); su come pensare come uno scienziato
e scrivere fantascienza; comprende un indice, e una
bibliografia, dei testi citati.
I racconti di quell'anno: "With
McAndrew, Out of Focus", [McAndrew] "Science
Fiction Age", marzo, poi antologizzato in "The
Complete McAndrew", "McAndrew
and the Fifth Commandament", [McAndrew] "Analog",
settembre, poi antologizzato in "The
Complete McAndrew" e "Phallicide",
"Science Fiction Age", settembre, poi antologizzato
in "The Years’s Best Science Fiction: Seventeenth
Annual Collection", a cura di Gardner Dozois (St.
Martin’s Griffin, 2000) e in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature";
e un altro articolo dal titolo "Science",
questo con Eric Kotani e Geoffrey A. Landis, "Science
Fiction Age", gennaio.
Nel 2000 pubblicò
l'antologia "The
Compleat McAndrew" (Baen) [*McAndrew]; ampliamento
di "One Man’s Universe"
(Tor, ‘93), essa stessa ampliamento di "The
McAndrew Chronicles" (Tor, ‘83), con l'aggiunta
di due racconti e con una introduzione dell'autore e
dell'articolo conclusivo; comprendente: "Introduction",
"First Chronicle: Killing Vector", "Second
Chronicle: Moment of Inertia", "Third Chronicle:
All the Colors of the Vacuum", "The Fourth
Chronicle: Manna Hunt", "Fifth Chronicle:
The Hidden
Chronicle of McAndrew", "Sixth Chronicle:
The Invariants of
Nature", "Seventh Chronicle: Rogueworld",
"Eighth Chronicle: With McAndrew, Out of Focus",
"Ninth Chronicle: McAndrew and the Fifth Commandment"
e "Appendix:
Science & Science Fiction". I racconti
di quell'anno: "Nuremberg
Joys", "Isaac Asimov’s Sf Magazine",
marzo, poi antologizzato in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"
e "The Art of Fugue",
"Isaac Asimov’s Sf Magazine", giugno, poi
antologizzato in "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature";
gli articoli: un altro da titolo "Science",
questo con Geoffrey A. Landis e Robert A. Metzger, "Science
Fiction Age", maggio, "With
the Knight Male", in "The Chick is in
the Mail", a cura di Esther Friesner (Baen) e
"Introduction", a "Tripping the Dark
Fantastic" (Wildside Press).
Nel 2001 pubblicò
solamente il romanzo "Spheres
of Heaven" (Baen, poi 2002), (SFBC, 2001; riedizione
con differente ISBN e la numerazione della collana sul
dorso) [*Mind Pool], seguito di "The Mind Pool",
nel quale si narra di uno spaziale terrestre che, lavorando
per conto di extraterrestri pacifisti che hanno posto
sotto quarantena la Terra, è commissionato ad
investigare su delle navi scomparse; contributi critici:
recensione di Russell Letson, "Locus" vol.
46:2, n. 481, febbraio 2001.
Nel 2002 pubblicò
il romanzo "Dark As Day"
(Tor), (SFBC, riedizione con differente ISBN e la numerazione
della collana sul dorso), seguito di "Cold As Ice",
nel quale si narra degli eventi dopo una trentina d’anni
dalla Grande Guerra che distrusse il Sistema Solare,
di ricerche per trovare un'arma dimenticata, un segnale
alieno e una minaccia ai sopravvissuti dell'umanità;
contributi critici: recensione di Russell Letson, "Locus"
vol. 49: 2, n. 499, agosto 2002; e le antologie "The
Amazing Dr. Darwin" (Baen) [*Erasmus Darwin],
comprendente sei racconti sulle straordinarie avventure
del nonno di Charles Darwin, Erasmus; tre erano state
antologizzate in "Erasmus Magister" (Ace,
‘82); comprendente: "Introduction", "The
Devil of Malkirk", "The Heart of Ahura Mazda",
"The Phantom of Dunwell Cove", "The Lambeth
Immortal", "The Solborne Vampire", "The
Treasure of Odirex" e "Appendix-Erasmus
Magister: Fact and Fiction"; e "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"
(Gale Group/Five Star), a cura di Martin H. Greenberg
e Ed Gorman: 11 racconti, di cui uno originale; comprendente:
"Introduction", "The Lady Vanishes",
"The Peacock Throne", "Brooks Too Broad
for Leaping", "The Art of Fugue", "The
Whole Three Yards", "Cloud Cuckoo",
"Packing Fraction", "Nuremberg Joys",
"What Would You Like to Know?", "Waiting
for the Riddlers" e "Phallicide".
In quell'anno pubblicò anche un racconto, "The
Diamind Drill", "Analog", aprile.
A lettura ultimata delle, poche, opere
del Nostro che abbiamo a disposizione in traduzione,
tentiamo di dire qualcosa in generale sulla sua produzione.
Mi sembra evidente che il dato che emerge
sia che l'esperienza alla N.A.S.A. sia stata centralissima,
nella sua vita, e che lo abbia portato a considerare
il viaggio nello spazio come qualcosa di positivo, cosa
che, connessa alle preoccupazioni più che ragionevoli
sul futuro del nostro pianeta lo abbia portato a scrivere
molti romanzi nei quali, appunto, principalmente si
dice di esso come della possibilità dell'Uomo
di salvarsi; di poter "scappare dalla nave che
affonda".
La sovrappopolazione, ed la conseguente
scarsità di possibilità di approvigionamenti, sono assilli
che abbiamo visto trasparire chiaramente in molte sue
opere, così come, appunto, la prospettiva di colonizzazione
dello spazio ne sia la soluzione.
Una caratteristiche che mi sembra che si
possa individuare, di questa sua Space Opera, è di essere,
sempre, mitigata da una buona dose di buon senso,
che ne limita, appunto, la grandiosità priva di difetti
che, invece, aveva nella sua, per così dire, era classica;
qui non vi sono superuomini senza paura che affrontano
lo spazio immuni da ogni caratteristica umana, ma persone
che, anche se esteriormente tali, hanno, comunque, una
complessità, ed umanità, ben maggiori.
Cosa che, poi, lo ha portato ad essere
giustamente considerato uno dei migliori esponenti della
riesplosione di essa che si è avuta.
E, se le sue esperienze personali di vita
non hanno potuto non influenzare la sua opera, come
abbiamo visto, il suo tentativo è sicuramente stato
quello di tenervele fuori il più possibile: "Una
scuola di scrittori dice che non c’è mezzo migliore
di una bella esperienza o di una brutta esperienza,
è solo dalle esperienza che gli scrittori posso trarre
le cose. un'altra scuola di scrittori (io) dice che
sono scemenze. Ci sono esperienze belle, brutte e terribili,
e non ti va di ricordarti del terzo tipo a sufficienza
per scriverci sopra." ("Autobiografia",
cap. "Un anno freddo come il ghiaccio").
Come abbiamo visto in "Le lune fredde"
ve ne si trovano delle tracce, e quella che credo si
possa considerare la sua migliore, di quelle tradotte,
"Mutazione feynmaniana", è una trasposizione
decisa di un suo dolore reale.
Ma, appunto, non lo si può certo considerare
uno scrittore che si esprima, uno scrittore che
dica di sé.
Penso, comunque, che non si debbano nascondere
le notevoli pecce stilistiche del Nostro, a cominciare
da quei suoi primi romanzi, cose, come abbiamo
detto, davvero al limite della decenza, cosa che, abbiamo
detto, poi certo migliora, ma non senza, mai, lasciarsi
dietro gravi difetti come incongruenze macroscopiche
che spiccano qua e là; in conclusione, penso che solamente
in quella manciata di racconti che ho detto d’atmosfera,
si possa trovare lo Sheffield migliore; racconti nei
quali, riuscendo a staccarsi dal suo scrivere,
quello che doveva, scrivere, riesce a dire di,
appunto, atmosfere davvero buone, che danno.
Per
una consultazione facilitata
Opere non tradotte
Anni
Opere tradotte:
Racconti
Saggi
Saggi su
Romanzi
"Caccia a Nimrod"
(The Mind Pool)
"Guide dell'infinito
(Le)" (Between the Strokes of Night)
"Lune fredde (Le)"
(Cold As Ice)
"Memoria impossibile"
(The Ganymede Club)
"Pianeta del tesoro
(Il)" (Godspeed)
"Progetto Proteo"
(Sight of Proteus)
"Punto di convergenza"
(Convergence)
"Quake, pianeta
proibito" (Summertide)Racconti
"Atto di coraggio
(Un)" (A Brave Thing)
"Complesso di colpa"
(Guilt Trip)
"Costanti universali
(Le)" (The Invariants of Nature)
"Diritti d'autore
scaduti" (Out of Copyright)
"Doppia
scala a chiocciola (La)" (The Double Spiral
Staircase)
"Gambo del cielo
(Il)" (Skystalk)
"Georgia on my mind"
(Georgia on my mind)
"Godspeed" (Godspeed)
"Istruzione superiore",
(Higher Education)
"Materia
nascosta di McAndrew (La)" (The Hidden Matter
of McAndrew)
"Mutazione Feynmaniana"
(The Feynman Saltation)
"Prezzo della
civiltà (Il)", (The Price of Civilization)
"Qualcosa di
eccezionale" (A Brave Thing)
"Test di umanità"
(Humanity Test)
"Trapalanda" (Trapalanda)
Saggi
"Addio al maestro",
(Farewell to the Master)
"Autobiografia":
http://www.intercom.publinet.it/BIOSHEFF1.htm
"Introduzione"
(Introduction) a "Anno 2042"
"Introduzione" a "Caccia
a Nimrod"
"Introduzione all'edizione italiana" di "Le
guide dell'infinito"
"Rapporto
sul pianeta terra" (Report on Planet Earth)
Saggi su
"Presentazione" a "Progetto
Proteo", di Piergiorgio Nicolazzini, "Cosmo
argento" n.163, ed.Nord, '86, pag.I°
"Note",
"Isaac Asimov Sf Magazine" n. 3, ed. Telemaco,
'93, pag. 4
"Note", "Analog" nn. 1-
2- 3-
5, ed. Phoenix,
'94, '95, pagg. 5-4-4-4
"L'autore", di Giuseppe Lippi, "Urania"
nn. 1305-1345-1359,
ed. Mondadori, '97, '98, '99, pagg. 304-314-280
"Worldnews", di Maurizio
Manzieri, "Delos" n. 40, '98
"Libredicola-Novità
dagli editori", di Luigi Pachì, "Delos"
n. 38, '98
"Bibliografia Charles Sheffield", di Marcello
Bonati: http://www.intercom.publinet.it/BIOSHEFF.htm,
'99
Recensione a "Punto
di convergenza", di Domenico Corso, "Future
shock" n.29, '99"
Intervista con Charles Sheffield", di Luigi
Pachì, "Delos" n. 44, '99: http://www.delos.fantascienza.com/delos44/sheffiel.html
Non tradotte
Romanzi
Antologie
Non-fiction
Racconti
Articoli
Saggi su
Romanzi
"Aftermath"
"Billion Dollar
Boy (The)"
"Brother to Dragons"
"Cyborg From Earth
(The)"
"Dark As Day"
"Divergence"
"Higher Education"
"Judas Cross (The)"
"My Brother’s Keeper"
"Nimrod Hunt (The)"
"Proteus in
the Underworld"
"Proteus Unbound"
"Putting Up Roots"
"Selkie (The)"
"Spheres of Heaven"
"Starfire"
"Tomorrow and
Tomorrow"
"Trascendence"
"Web Between
the Worlds (The)"
Non-fiction"Borderlands
of Science (The)"
"Earthwatch"
"Getting About
in Space"
"How to Save the
World"
"Man On Earth"
"Space Careers"
"World
of 2044: Technological Development and the Future of
Society (The)"
Antologie
"Amazing Dr.
Darwin (The)"
"Compleat McAndrew
(The)"
"Convergent Series"
"Dancing with Myself"
"Erasmus Magister"
"Georgia
on My Mind and Other Places"
"Heritage Universe
(The)"
"Hidden Variables"
"Lady
Vanishes and Other Oddities of Nature (The)"
"McAndrew Chronicles
(The)"
"One Man’s Universe"
"Proteus Combined"
"Proteus Manifest"
"Trader’s World"
"Transvergence"
"Vectors"
Racconti
"All
the Colors of the Vacuum"
"Art of Fugue (The)"
"At the Eschaton"
"Bee's Kiss (The)"
"Beyond the Golden
Road"
"Bounded in a
Nutshell"
"Brooks
Too Broad for Leaping"
"Bye, Bye Lullabies"
"Casualities"
"Certain
Place in History (A)"
"Cloud Cuckoo"
"Courts of Xanadu
(The)"
"Crocuses"
"Dalmatian of
Faust (The)"
"Dancing With Myself"
"Dead Meat"
"Decline of
Hyperion (The)"
"Deep Safari"
"Deimos Plague (The)"
"Destroyer of Worlds"
"Devil of Malkirk
(The)"
"Diamind Drill (The)"
"Dies Irae"
"Dinsdale Dissents"
"Dominus Demonstration
(The)"
"Dreaming
Spires of Houston (The)"
"Eighth Trimester"
"Fat Man's Gold"
"Fifteen-Love
on the Dead Man's Chest"
"Fifteenth
Station of the Cross (The)"
"Fixed Price War"
"Forefather Figure"
"From Natural Causes"
"Grand Tour (The)"
"Health Care System"
"Heart of Ahura
Mazda (The)"
"Hidden Variable"
"Hostages of Zark
(The)"
"Hotel Hunting"
"Invasion of Space
(The)"
"Ladies
Night at the OK Corral"
"Lady Vanishes (The)"
"Lamberth Immortal
(The)"
"Legacy"
"Long Chance (The)"
"Man Who
Stole the Moon (The)"
"Manna Hunt (The)"
"Marconi, Mattin,
Maxwell"
"Marriage
of True Minds (The)"
"McAndrew
and the Fifth Commandament"
"Millennium"
"Moment of Inertia"
"New
Physics: The Speed of Lightness, Curved Space, and Other
Heresies (The)"
"Nightmares
of the Classical Mind"
"Nine Days' Wonder"
"Nuremberg Joys"
"Obsolete Skill"
"Packing Fraction"
"Parasites Lost"
"Peacock Throne (The)"
"Perfectly
Safe, Nothing to Worry About"
"Phallicide"
"Phantom
of Dunwell Cove (The)"
"Power Failure"
"Rogueworld"
"Saved from
the Shredder"
"Serpent of
Old Nile (The)"
"Seventeen-Year
Locusts (The)"
"Softest Hammer (The)"
"Solborne Vampire
(The)"
"Space Opera"
"Space
Transportation Without Rockets"
"Subtle Serpent (The)"
"Summertide"
"That Strain Again"
"Thematic Aberration"
"Trader's Blood"
"Trader's Cross"
"Trader's Partner"
"Trader's Secret"
"Transition Team"
"Treasure of
Odirex (The)"
"Tunicate,
Tunicate, Wilt Thou Be Mine?"
"Waiting for
the Riddlers"
"We
Hold These Truths to Be Self-Evident"
"What Song
the Sirens Sang"
"What Would
You Like to Know?"
"Whole Three Yards
(The)"
"With McAndrew,
Out of Focus"Articoli"Across
the Great Divide"
"Appendix-Erasmus
Magister: Fact and Fiction (x)"
"Appendix:
Science & Science Fiction"
"Appendix:
The science behind the fiction"
"Appendix:
The science in the science fiction"
"Classical
Nightmares and Quantum Paradoxes"
"Counting Up"
"Deus Ex Machina"
"Do
You Really Want a Bigger U.S. Space Program?"
"Fly
Me to the Stars: The Facts and Fictions of Interstellar
Travel"
"Handful of Heresies
(A)"
"How to Build
a Beanstalk"
"Introduction" a "Dancing
with Myself"
"Introduction" a "Georgia
on My Mind and Other Pieces"
"Introduction" a "Hidden
Variables"
"Introduction" a "How
to Save the World"
"Introduction" a "One
Man’s Universe"
"Introduction" a "The
Amazing Dr. Darwin"
"Introduction" a "The
Compleat McAndrew"
"Introduction" a "The
Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"
"Introduction"
a "The Super Hugos"
"Introduction"
a "Tripping the Dark Fantastic"
"Introduction" a "Vectors"
"Introduction:
The McAndrew Chronicles"
"Long-Term
Future of the Universe (The)"
"Looking About
in Space"
"Mote in NASA's
Eye (The)"
"New Worlds for Old"
"On
Timeline Singularities, Space, and Human History"
"Running Out"
"Science" ('92)
"Science" (‘94,
2)
"Science" (‘95,
3)
"Science" ('96)
"Science" ('97)
"Science" ('98)
"Science" ('99)
"Science" (2000)
"Something
for Nothing: A Biography of the Universe"
"Space Talking"
"Tilted Playing-Field"
"Unclear Winter"
"Unlicked Bear-Whelp
(The)"
"Winding
Road: To Room-Temperature Super-Conductivity via Absolute
Zero (The)"
"With the Knight
Male"Saggi su"Charles
Sheffield", di Charles N. Brown, "Locus"
vol. 24:1, n. 348, gennaio '90, vol. 33:2, n. 403, agosto
'94
Anni
'77; '78; '79;
'80; '81; '82;
'83; '84; '85;
'86; '87; '88;
'89; '90; '91;
'92; '93; '94;
'95; '96; '97;
'98; '99; 2000;
2001; 2002"
Future Quartet: Earth in the Year 2042: A Four-Part
Invention", (Morrow AvoNova, '94); comprende:
Sheffield, Charles, "Introduction"
Bova, Ben, "2042: A Cautiously Pessimistic View",
articolo, "The World & I", ‘91
Bova, Ben, "Thy Kingdom Come", "Science
Fiction Age", marzo '93
Pohl, Frederik, "A Visit to Belinda", articolo
Pohl, Frederik, "What Dreams Remain"
Sheffield, Charles, "Report
on Planet Earth", articolo
Sheffield, Charles, "The
Price of Civilization", "Amazing",
settembre '92
Pournelle, Jerry, "Democracy in America in the
Year 2042", articolo
Pournelle, Jerry, Sheffield, Charles, "Higher
Education"
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