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-- Siena vicino Piazza del Campo, in ufficio, Venerdì
17 Agosto 2001, ore 18:47.
"Praticamente oggi lavori per la Hyundai!?"
"Non sarebbe male! Devo ancora cercare della roba sulla rete, spero di finire presto."
Che rabbia! Non solo niente ferie, ma devo stare qui
anche a quest'ora! E fa un caldo tropicale!!
"Quando esci ricordati di chiudere tutto. Buona sauna! Ci vediamo lunedì."
Adesso in tutta l'azienda sono rimasto solo.
Non carica la pagina. Provo un altro sito, e poi Google
e Yahoo, stesso risultato. Mmmm... Passo al computer
del collega che l'ha lasciato acceso; stesso risultato!
Cazzo, sono tagliato fuori! Torno al mio computer, apro
la rete NT, niente da fare. Per la frustrazione inizio
a sudare ancora di più! Provo qualche PING, ma nulla.
Vado nella stanza dei computer, ci fa un caldo atroce,
accendo il monitor del computer gestore della rete,
inserisco la password sbagliandola due volte, apro una
shell, provo qualche altro PING... la rete aziendale
ha smesso di funzionare proprio adesso! Se solo avessi
il mio collega più esperto! Inizio a cercare la causa.
Per prima cosa la saggezza e Jerry Pournelle insegnano
di controllare i cavi...
* * *
Sono le diciannove e un quarto, ho già ricevuto due telefonate
da clienti irritati, i nostri servizi web non stanno funzionando.
Il firewall è incasinato, la rete non funziona, per lo
stress ho quasi strappato un connettore, e sembra che
un hard disk del RAID abbia problemi. È una situazione
angosciante! Da film dell'orrore.
Se non rimetto tutto in funzione in fretta sono guai grossi.
Oltretutto i colleghi sono quasi tutti in vacanza...
"Ma porca!! Proprio adesso doveva succedere un
macello del genere!?" Sbam!
Ohww! Per poco col pugno facevo saltare tutto! Sto gocciolando
sudore sulla tastiera. Mi sento ribollire il sangue dalla
rabbia! Così non va, devo fare qualcosa.
Mi alzo, esco dalla stanza dei computer e mi incollo ad
una parete relativamente fresca. Pensa! Prendo un fazzoletto
di carta e mi asciugo un po' di sudore. Forse ho ancora
una possibilità per riuscire a rimettere un po' in sesto
la situazione per un'ora decente.
Qui in ufficio è un rischio... ma chiudendo tutto posso
ridurlo. Dopo tutto adesso non dovrebbe venire nessuno.
Va bene, se voglio farlo tanto vale che mi sbrighi. Mi
sposto in tutte le stanze e chiudo tutte le finestre,
gli avvolgibili e gli scuri, poi chiudo a chiave dall'interno
il portone principale e ci metto a contrasto due sedie,
così se arriverà una persona con la chiave avrò il tempo
per salvare le apparenze.
Bene, è inutile rimandare ancora. Anche d'inverno tengo
abiti leggeri, in ufficio all'inizio si stupivano tutti
perché indosso pantaloni corti anche a gennaio. Se potessi
starei anche senza quelli. Spengo tutte le luci in tutte
le stanze ed entro nel mio ufficio. Mi tolgo gli occhiali
da vista, li ripiego e li metto accanto al mouse, adesso
non mi serviranno più. Sfilo i sandali e li metto sotto
al tavolo, mi tolgo i pantaloncini e li ripiego sul tavolo.
Il caos mi piace solo quando è utile per creare, ma di
solito preferisco l'ordine. La stanza è piccola e ci lavoriamo
in tre, due maschi e una femmina. Cioè due uomini e una
donna, tutti e tre piuttosto giovani. Quasi d'istinto
mi guardo in giro, ma è tutto chiuso, per cui mi sfilo
anche gli slip e li metto sopra i pantaloni corti. Fa
talmente caldo che non noto quasi differenza, ma anche
se sono solo, sono pur sempre in ufficio e mi sento leggermente
imbarazzato per la mia nudità. Indosso una maglietta a
mezze maniche molto larga e con sopra un disegno realistico
di lupo; una delle mie preferite, ho un legame speciale
coi lupi. Potrei tenermela per tutto il tempo, ma non
voglio rischiare di sciuparla, per cui la sfilo con delicatezza
e la metto sul tavolo.
Pronto. Gli impegni della vita e del lavoro, gli impegni
coi parenti che non sanno nulla di me, le difficoltà materiali
e la scarsità di luoghi adatti complottano tutti contro
il mio vero essere. O meglio contro uno dei miei lati,
un lato che amo, ma che ho troppo poche occasioni per
tirare fuori. Da piccolo era diverso... Sarà passato un
mese dall'ultima volta? Sì, più o meno sì. Da non credere!
So che è falso, ma se mi guardassi dall'esterno direi
che mi comporto quasi come se non apprezzassi quello che
sono. Pensiero orribile. A me piace tutto quello che sono.
È il momento di rendere omaggio ai miei avi ribadendo
quello che sono. Iniziamo. Come molte altre cose nella
vita si comincia con un bel respiro, UFFFffffff!
Mi concentro, pulisco il pavimento con una mano, e mi
ci siedo nella posizione yoga del loto. Dopo un mese senza
farlo rischio di essere sul serio fuori allenamento, per
cui devo fare le cose con calma e nella maniera più ordinata.
E pensare che da adolescente ero così allenato che mi
bastavano pochi momenti... a quel tempo non riuscivo neppure
a concepire che questa potesse diventarmi una cosa difficile
da fare, o qualcosa che abbisogna di molta concentrazione.
Ero molto più a mio agio col mio corpo di adesso. Almeno
in parte dovrò rimediare.
Mi concentro, ma il rumore delle ventole dei computer
mi disturba, per cui mi alzo, passo dai computer, sono
le diciannove e venti, li spengo tutti e tre attendendo
che i tre Win NT facciano i loro comodi, spengo la luce
anche in questa stanza e la lascio accesa solo nel corridoio,
poi mi rimetto seduto in posizione del loto. Sono diventato
proprio pignolo! In compenso il pavimento non sembra neppure
fresco. Col pollice chiudo la narice sinistra e inspiro
dalla narice destra, attendo, ed espiro dalla bocca, poi
inspiro da quella sinistra, attendo, ed espiro dalla bocca.
Cerco di risparmiare aria e di rallentare il battito cardiaco,
tra poco mi serviranno gran quantità di entrambi. Cerco
di aumentare la concentrazione e di ignorare il vago fastidio
alle gambe, ripiegate nel loto. Muovo leggermente la spalla
destra e cerco di percepirla meglio, poi quella sinistra,
poi i piedi, i bicipiti, le natiche, le ginocchia molto
piegate, il sesso, le anche, cerco di dimenticare i problemi
di lavoro e concentrarmi sul mio corpo e sulle mie percezioni.
Prima di fare altro devo essere ben cosciente di tutto
il corpo, delle forme e dimensioni di tutte le sue parti.
Mi sento un po' scemo, in teoria non dovrei avere bisogno
di tutto questo, ma dopo un mese senza farlo è meglio
che segua tutto in ordine. Accidenti, mi sto eccitando
un po'! Dovrei cercare di controllarmi, altrimenti dopo
sarà ancora peggio. Tutta colpa dell'astinenza eccessiva,
il corpo mi sta facendo capire che devo dargli soddisfazione
più spesso. E qui il sesso non c'entra.
Forza, adesso ho focalizzato a sufficienza quello che
sono, il mio corpo. È ora di agire. Prendo un respiro
profondo e trattengo il fiato. Metto le mani davanti a
me, stringo una mano a pugno e lo afferro con l'altra,
poi le spingo forte una contro l'altra.
Mi auguro che adesso non venga nessuno. Contraggo fortemente
tutti i muscoli del braccio destro e quelli addominali,
e stringo il pugno finché il braccio non inizia a tremare,
strizzo gli occhi e sbuffo dal naso. Grrsfffff!
Ghhhhrr! Forza, ancora più forte! Sento che il
battito cardiaco mi sale in fretta, ma continuo a fare
forza. È un po' come nel teatro No Giapponese: sensazioni
forti espresse con movimenti minimi. Il bicipite si sta
gonfiando. So che dal braccio comincia a spuntare una
lanugine, che diventano peli piuttosto dritti e bruni
chiari. La barba di quattro giorni è sparita senza alcuna
sensazione spiacevole, e al suo posto sta spuntando altra
lanugine. Stringo i denti e contraggo del tutto anche
l'altro bicipite, che inizia a gonfiarsi allo stesso modo.
Comincia a gonfiarmisi anche il petto e il torace. Sto
diventando decisamente più muscoloso, e qui dopo dovrò
crescere ancora.
Akk! Akk! Do' dei forti colpi addominali,
rilasciando e contraendo i muscoli con violenza. Normalmente
penso non faccia bene alla spina dorsale, ma al mio corpo
non fa male.
In caso d'emergenza posso andare molto più svelto, ma
ora non corro pericoli, e voglio fare tutto come si deve.
Se vengono fatte nel modo e alla velocità giuste queste
cose sono un piacere. Dopo sarò un po' più stanco e affamato,
ma anche più esercitato e più vitale di prima, come dopo
aver fatto una lunga passeggiata.
Visualizzo il risultato finale e sento che gli organi
interni iniziano a muoversi, strisciano uno sull'altro
come limacce e cambiano configurazione; la spina dorsale
si sta allungando, finalmente! Apro la bocca e contraggo
i muscoli delle guance e della lingua, visualizzo le zanne
e spingo qualcosa che non c'è. Ma sento che qualcosa c'è,
le gengive si gonfiano e c'è un lieve sapore di sangue,
i miei denti canini iniziano a crescere fuori dalle gengive,
che si stanno allargando un po' per fargli spazio. Visualizzo
la forma della testa, e sento le orecchie salirmi lentamente...
Il cranio è diventato morbido, ho delle fontanelle come
quelle dei neonati, sta cambiando forma e si sta quasi
riformando. Quello che sto facendo è anche un po' come
tornare neonati, ma solo sotto alcuni aspetti. In effetti
questo si nota ancora di più quando mi ritrasformo in
umano, all'inizio sembra quasi che torni ad essere un
cucciolo; gli umani sono molto più neotenici.
Sono sensazioni piuttosto strane, ma ormai so farlo in
maniera quasi indolore, e controllando bene la respirazione
posso evitare anche la nausea. Mutare è sempre un piacere,
mi sento estremamente vivo, è una cosa che eccita molto,
in tutti i sensi. Forse anche perché il cervello viene
inondato di robe per contrastare il dolore; certe volte
l'ho fatto solo per farmi passare l'emicrania, ma è meglio
non esagerare.
Un graffio di un paio di giorni fa guarisce in pochi attimi,
la pelle torna integra, e poi sparisce del tutto anche
la cicatrice, la carne ora è fluida. Tatuaggi e orecchini
non mi piacciono, ma anche se li volessi non potrei tenerli,
le alterazioni al corpo sparirebbero come è accaduto adesso.
Ecco, ai fianchi mi stanno spuntando i primi abbozzi,
come fossero embrionali, e altre costole e altre ossa
nuove. Presto cresceranno e si irrobustiranno. Ormai ho
parte del corpo coperto di fine peluria marrone, è il
sottopelo, che con questo caldo non è certo l'ideale,
ma non posso farci nulla, la pelliccia è compresa nel
pacco, o tutto o nulla. Finora non sono mai riuscito a
bloccarmi a metà strada come fanno altri, e comunque non
so quanto potrebbe risultare utile a me.
Per attivare la trasformazione devo visualizzare la forma
finale e desiderare di ottenerla, per cui è estremamente
difficile che inizi a trasformarmi per sbaglio. In confronto
a mia madre però ho sempre avuto poca memoria visiva,
e non riesco a visualizzare il mio corpo finale in un'unica
immagine con tutti i dettagli, per cui devo visualizzare
e trasformare un pezzo di corpo alla volta. Per fortuna
la velocità di tutto il processo è quasi la stessa, perché
la mente è comunque molto più veloce del corpo.
Con la lingua mi tocco le zanne, sono lunghe tre centimetri
e sono larghe come un pollice, ormai hanno quasi finito
di crescere. Sono perfettamente appuntite e potenti, ma
per ora è meglio che eviti di stringere forte i denti.
I molari sono cambiati solo di poco, sono spuntati solo
leggermente di più. Il naso si è schiacciato completamente
e si è modificato, e nel mio campo visivo finisce di crescere
il muso. Non ho mai avuto una grande passione per il mio
naso da primate, non ha olfatto ed è piuttosto vulnerabile,
e me l'hanno anche rotto due volte. Questo mi piace molto
di più. O forse lo sto pensando soprattutto perché il
mio cervello inizia a non essere più quello di un primate,
e inizia a preferire l'estetica di un altro tipo di corpo.
Il naso ora è del tutto animalesco ed è già bagnato, posso
raggiungerlo con la lingua, che è più lunga e agile. Bene.
I piedi stanno diventando digitigradi, ma per fortuna
la cosa è quasi automatica, ormai la trasformazione è
avviata e se non la disturbo proseguirà quasi da sola.
Appoggio un piede sul pavimento e faccio dei movimenti
a leva lasciando a terra solo la prima parte, poi ripeto
l'operazione con l'altro piede, questo movimento guiderà
meglio il loro lento allungamento. Le piante dei piedi
si coprono quasi del tutto di pelliccia, presto saranno
molto diverse da quelle di primate. Visualizzo la mia
bella coda, un mio vanto, contraggo il bacino per il prurito,
e subito devo cambiare posizione perché sento le vertebre
coccige crescere, la coda inizia a spuntarmi in fretta.
La forma delle mani è rimasta quasi uguale a prima, i
palmi si sono anneriti, i dorsi sono coperti di pelliccia
fitta e le dita sono solo leggermente più robuste. Tendo
le dita, sia i muscoli adduttori che quelli abduttori,
le chiudo forte a pungo e poi le riapro più volte. Le
unghie diventano traslucide e si allungano diventando
artigli retrattili, non molto grandi ma robusti e affilati.
La rivoluzione degli organi interni continua. Lo stomaco
si è diviso e il cuore è diventato leggermente più grande.
Quando muto riesco ad avere una buona consapevolezza degli
organi interni, e so che sta crescendo un secondo cuore.
Prendo due respiri profondi, chiudo gli occhi, appoggio
una mano sul pavimento per non perdere l'equilibrio, e
lascio al cuore la libertà di fermarsi per qualche attimo...
Sento che il secondo cresce di colpo, e ripartono entrambi
perfettamente in sincro. Riapro gli occhi. Adesso vedo
anche un po' diversamente, ma sempre a colori come un
umano, e ho una terza palpebra, la nittitante. Tra pochi
momenti mi ci abituerò, e non noterò più nulla di insolito
nel modo in cui vedo. Mi sarò adattato a questo mondo
percettivo. Anche i polmoni si sono sdoppiati, prendo
un respiro più profondo possibile, quasi fino a provare
dolore, e trattengo il fiato. Sento che la pressione e
il fastidio sulla punta del petto calano, come se avessi
una perdita da qualche parte nei polmoni. Mi serve altra
aria, sono costretto a prendere ancora fiato, e poi ancora,
continuo ad inspirare come se non dovessi smettere mai,
ma poi mi fermo, e posso espirare. Adesso ho quattro polmoni,
e quelli inferiori devono ancora finire di crescere del
tutto. Per provare il controllo motorio passo un po' d'aria
dai polmoni superiori a quelli inferiori. Tutto bene.
I piedi sono coperti dalla pelliccia, ma sono ancora troppo
umani e chiari, devo rimediare. Guardo le piante dei piedi
e penso ''nere!" e vedo che le piante diventano sempre
più scure. Annuso un piede, e sento il suo odore migliorare
e diventare sempre più diverso da quello umano. Tendo
le dita del piede, le muovo in entrambe le direzioni,
e le unghie iniziano a diventare artigli, ancora fissi.
Li osservo... No, c'è qualcosa che non va! L'estremità
di due dita è strana. Moww! Gli artigli e le
loro guaine sono deformi!!
Se mi sbrigo forse riesco a fare una correzione finché
la situazione è ancora fluida. Visualizzo delle perfette
dita umane del piede, attendo un momento che si formino
delle unghie umane corrette, e poi visualizzo degli artigli
corretti, con le loro guaine, tendini e muscolatura accessoria,
e mi concentro il più possibile. Ecco... adesso sento
che andranno bene. Ne tocco una, sono ancora fisse ma
iniziano tutte quante a muoversi. Sì, ecco... riesco a
sguainarle e reinguainarle. Quando sono del tutto fuori
sono degli artigli lunghi più di tre centimetri e affilati
come rasoi. Tutti i mannari conoscono piuttosto bene l'anatomia
dei propri corpi, non è realmente indispensabile, ma in
casi del genere risulta molto utile. Erano anni che non
facevo un errore così, devo essere proprio fuori allenamento.
Devo fare più esercizio. È inutile che abbia delle capacità
di shifting se poi le ignoro così tanto da dimenticarle
quasi. Se trovassi un'altra persona in una situazione
di pericolo, potrei doverla aiutare trasformandomi come
feci con quell'alpinista, ma devo saper cambiare forma
alla svelta e senza errori, altrimenti risulterei inutile
o finirei nei guai io stesso.
Con questi artiglioni ai piedi sto acquisendo un corpo
simile a quello di un predatore, ma qui non ho nulla da
cacciare, e non ne ho neanche l'intenzione. Non sono vegetariano,
ma non ho mai cacciato neanche una lucertola in vita mia,
e non ho intenzione di cominciare. Forse è un atteggiamento
un po' ipocrita; se per mangiare la carne dovessi uccidere
ogni volta un animale, forse alla lunga smetterei di mangiarla.
Sono a più di metà trasformazione. La coda è già bella
sinuosa, e si sta irrobustendo. Sono coperto di pelliccia
molto fitta, quasi definitiva, ma per fortuna d'estate
il sottopelo è molto ridotto. Per alcuni attimi mi carezzo
da solo come uno scemo, la pelliccia mi è sempre piaciuta
molto, poi mi sdraio per rendere più sicura l'ultima fase.
Ormai il mio torace è molto ampio e forte. Le mie cosce
sono spesse il doppio di prima, e le gambe hanno cambiato
forma, anche se sono leggermente più corte di prima. Anche
se la fisica forse non può spiegarlo, la mia massa è già
quasi raddoppiata, e continua a crescere, anche se ora
più lentamente.
Adesso mancano quasi solo delle zampe anteriori adatte
alla deambulazione quadrupede... La mia spina dorsale
si è allungata molto, e vedo la stanza come un po' più
piccola di prima. Coi miei nuovi occhi felini la scarsezza
di luce non è più un problema.
Il muso ha finito di formarsi. Adesso non sono più anosmico
come un umano, ora l'olfatto non è più un senso secondario.
Sento le differenze di odore tra le varie parti del mio
corpo, il mondo è tornato ad essere quello che è in realtà,
un luogo fragrante, ricco e vivo, perfino in un ufficio.
Perdendo gli odori, gli umani hanno anche perso le emozioni
e i ricordi che gli sono sempre associati. Posso sentire
l'odore della pietra del pavimento e riconosco l'odore
personale di gran parte dei miei colleghi. Sento anche
l'odore della cera delle candeline della piccola festa
di compleanno della settimana scorsa, più vari detergenti
tutti con sgradevoli profumi sintetici, che non riescono
più a mascherare le sostanze di cui sono composti.
Devo tenere i capelli lunghi anche in forma umana, perché
ad ogni trasformazione mi crescono un po', e la differenza
si noterebbe troppo. Adesso ho una criniera giallastra
e striata, molto folta e lunga quasi mezzo metro.
Mi concentro sull'ultima fase. Prendo nuovamente fiato
e spingo con tutta la forza. GRRRRRrrrrrr! Sento
che le zampe anteriori prendono forma più velocemente
del previsto. Gli organi sessuali si fanno più complessi,
il petto mi si fa più maturo, e tra le zampe posteriori
prende forma una guaina vagamente felina aderente all'addome.
Ora gli istinti sessuali sono adattati alla mia nuova
forma, ma questi e i nuovi ormoni in circolo non mi procurano
più i giramenti di testa come un tempo. Riesco a controllare
la coda, e ad avere controllo muscolare sulle zampe davanti,
ma per ora è meglio che non le muova troppo.
Uffff! Adesso mancano solo alcuni dettagli. Muovo
le dita delle zampe davanti cercando di stringere qualcosa,
ho ancora poca sensibilità. Le orecchie sono mobili e
sensibilissime. Posso sentire gli hard disk accendersi
tre stanze più in là. Qualcuno si è dimenticato il computer
acceso, ma devo lasciarli come sono.
Fatto. Mi tiro un po' su, mi alzo sulle quattro zampe
e scuoto la testa. Mi carezzo i fianchi con la coda, mi
lecco i polsi e poi li uso per rassettarmi la pelliccia
sul muso e le sopracciglia. Le labbra sono un po' più
sottili di quelle umane, ma sono più spesse di quelle
feline, e possono avere tutta l'espressività umana. A
metà agosto questo pelliccione maculato è l'ultima cosa
che mi serva, ma pazienza. La trasformazione è finita.
Mi ritrovo a leccarmi una zampa posteriore, ma devo smettere
perché ora ho poco tempo. Lo stomaco mi brontola un po',
appena trasformato ho sempre appetito, ma qui non ho nulla
da mangiare e dovrò tenermelo. Però mi dirigo verso il
bagno, apro la porta, e dal lavandino bevo due o tre litri
d'acqua quasi d'un fiato. Ahhh! Questi mi aiuteranno a
mantenere bassa la temperatura. Potrò ansimare, spero
di riuscire ad evitare di fare una grossa schiumata da
cavalli, la mia usta rimarrebbe troppo tra queste stanze,
e lunedì potrebbero sentirla e meravigliarsene troppo.
La trasformazione sta già avendo i suoi buoni effetti.
Riesco già a vedere la mia situazione in maniera più positiva!
Brzzzt! -- Brzzzt! -- Brzzzt!
Arg! In questa forma posso parlare benissimo, ma ho una
voce diversa da quella della mia forma umana. Probabilmente
in effetti è diversa da quella di qualsiasi umano, il
mio palato felino è più lungo, la bocca e il torace sono
più larghi, e aggiungono risonanze extra. Meglio non rispondere
al telefono.
Mi avvio in sala computer. Ah, come prevedevo adesso riesco
a leggere il monitor anche senza occhiali da vista; non
sono più miope, e i miei occhi sono decisamente più acuti
di quelli umani.
Bene, trasformarsi è stato molto piacevole, ma adesso
che faccio? Sono le diciannove e trentacinque, e purtroppo
ho parecchio appetito! In questa forma ho l'impressione
di ragionare in maniera quasi uguale a prima, ma per esperienza
so che delle differenze ci sono, e sono piuttosto importanti.
Non sto provando alcuna rabbia per il problema con la
rete e il RAID, e non sento più lo stomaco attanagliato
da troppa ansia inutile. In questa forma riesco ad essere
molto più razionale e positivo, e credo di avere anche
leggermente più intelligenza logico - matematica. Non
che per risolvere problemi di questo tipo serva un'intelligenza
superiore, solo che questa forma è anche molto meno aggressiva
di quella umana, e quindi posso concentrarmi meglio sui
problemi. La forma umana sembrerebbe molto più civilizzata
di questa, sembro una grossa bestia impellicciata, un
enorme predatore felino, ma in realtà è la forma umana
ad essere meno civile e più preda di istinti che in una
situazione del genere sono inutili. Adesso sbattere un
pugno sul tavolo rischiando di rompere qualcosa per colpa
della rabbia, mi risulterebbe un gesto molto estraneo.
Il fatto che ora abbia molti lati animali non significa
che sia un animale, almeno nel senso sgradevole con cui
viene intesa di solito questa parola. Aspetto fisico e
qualità intellettuali e emotive possono benissimo essere
indipendenti, e non necessariamente legate. Sfortunatamente
se una persona che non mi conosce mi vedesse adesso, sono
quasi sicuro che non capirebbe. Chi potrebbe capire e
pensare come me che questo corpo di felinoide mannaro
è ideale per trafficare sui computer?
Però con l'udito che ho adesso i fischi degli hard disk
sono molto fastidiosi e penetranti, anche appiattendo
le orecchie sul cranio. Mi danno fastidio anche quando
ho forma umana, figuriamoci. Chi progetta computer non
pensa che chi li usa abbia orecchie sensibili e che desidera
che rimangano tali... In effetti credo che esista hardware
un po' più silenzioso di questo, ma forse costa di più...
Sul tavolo c'è un pacchetto di fazzolettini di carta,
anche se non sono miei ne prendo uno, lo divido in due,
arrotolo le due metà e le infilo nei condotti delle orecchie.
Così se venisse qualche persona rischierei di non sentirla
arrivare bene, ma il fischio degli Hard Disk è più sopportabile.
Bene, adesso so cosa fare, cominciamo con delle prove.
Allargo le zampe posteriori per avere maggiore equilibrio,
mi tiro su e appoggio le zampe anteriori sul tavolo, e
con esse afferro il computer che fa girare il firewall
e lo alzo. Con le mani raggiungo i cavi sul retro e li
controllo. Come prevedevo uno dei connettori si è leggermente
sfilato, era il problema più semplice! Ma non è l'unico,
altrimenti la rete interna avrebbe dovuto funzionare.
Torno a quattro zampe.
Cos?
Mi tolgo i tappini, esco dalla stanza, e oriento le orecchie
per ascoltare. I cuori mi battono molto forte, quasi in
controfase. Non posso venire scoperto! Ah, ecco, nella
stanza vicina si è aperta una finestra ed è entrato un
piccione! Con uno scatto lo acchiappo, lo piazzo fuori
sul davanzale e richiudo la finestra e lo scuro. Mi auguro
che nessuno abbia visto il mio braccio impellicciato.
Prendo due respiri e cerco di rilassarmi. Se entrasse
una persona dovrei ritrasformarmi in umano alla massima
velocità. Ma sarei nudo... Meglio che vada a prendere
almeno i pantaloncini nel mio ufficio e che me li tenga
vicini.
Torno nella sala computer, mi scosto un po' di criniera
dagli occhi, tolgo di mezzo la sedia che adesso non posso
sicuramente più usare e mi piazzo davanti alla testiera.
Le mie dita sono rimaste del tutto adatte alle tastiere.
Alzo una zampa anteriore e ci uso il mouse, apro una shell,
e inizio a seguire il mio istinto.
* * *
Bene, sono riuscito a risolvere quasi tutti i problemi.
Il RAID serve per far copiare sempre e automaticamente
gli stessi dati su più Hard Disk, così quando se ne
è rotto uno non abbiamo perso nulla. Avevano comprato
un hard disk di scorta, così mi è bastato sostituire
l'Hard Disk rotto con uno nuovo e vuoto, e adesso mi
basta aspettare che il RAID copi di nuovo i dati su
quello vuoto. Gli servirà ancora del tempo, ma ora posso
rilassarmi un po'.
Esco dalla sala computer bollente e butto via i tappini,
le orecchie mi fischiano comunque un po'. Sto ansimando
leggermente, passo dal bagno per raffreddarmi la testa
con un po' d'acqua. Mi osservo nello specchio, ho un
corpo inferiore con un forma molto simile a quello di
una tigre, ma al posto della testa c'è un busto umanoide,
con in cima una testa simile a quelle di una tigre,
ma con un cranio molto più bombato. Nonostante le mie
proporzioni da tigre molto grande, il mio manto è quello
del leopardo. Con gli ingombri di questo corpo entro
solo per poco davanti al lavandino, e avrei parecchi
problemi ad usare il water, forse dovrei mettermi in
equilibrio sulle sole zampe posteriori. Torno nella
mia stanza e mi accuccio sul pavimento, carezzandomi
lascivamente la pelliccia di un seno. D'istinto mi verrebbe
da scavare con le zampe in cerca di terriccio più fresco...
È stato piuttosto difficile, e mi sono servite anche
delle nozioni che non possedevo, indipendentemente dalla
forma che posso assumere. Da umano penso che avrei comunque
risolto i problemi, ma magari ci avrei impiegato più
di due ore, o avrei dovuto telefonare al collega più
esperto. La rabbia tipica degli umani mi avrebbe solo
fatto perdere del tempo. E poi forse avrei avuto bisogno
dell'aiuto manuale di un'altra persona per spostare
i computer, aprirli, e poi richiuderli e riavvitarli
collocandoli al loro posto. Invece con questo corpo
ho potuto fare tutto da solo, e in fretta. Con questo
corpo parecchi lavori del genere potrebbero richiedere
quasi la metà del tempo! Avrei un bel po' di tempo libero
in più. Usando il mouse con una zampa anteriore posso
tenere sempre entrambe le mani sulla tastiera. Se potessi
mantenere questa forma davanti alle altre persone potrei
risparmiare anche più tempo per godermela... Se potessi
rimarrei in questa forma parecchie ore ogni giorno.
Una volta da piccolo d'inverno rimasi in questa forma
per dieci giorni di fila, e quando tornai umano continuai
a pulirmi la faccia alla maniera felina...
Mi piacerebbe rimanere in questa forma ancora un po',
ma non credo che sia saggio farmi vedere così in piena
Piazza del Campo! Per cui prima di uscire dovrò ritrasformarmi
in umano, ma stanotte tornerò come sono ora. Ritrasformarsi
in umano è un po' stancante, talvolta finisco indolenzito;
immagino che nel fare una doppia trasformazione le ossa
e i muscoli vengano sottoposti a stress notevoli, anche
se non riesco a concepire esattamente quali. Sarei curioso
di sapere di più sul mio corpo, tanto per cominciare
come diamine faccio a cambiare massa, ma non ho grandi
competenze di biologia e fisica delle particelle, e
non ho intenzione di dirlo ad altri e rischiare di finire
rinchiuso a vita in un laboratorio. In un libro medioevale
c'è l'unica raffigurazione che conosco della mia stirpe,
un disegno grezzo di un mio avo, che fu scambiato per
un demonio e linciato fino alla morte.
Prima come ho fatto a sentirmi in imbarazzo per essermi
tolto gli abiti? Forse perché non avevo pelliccia. Osservo
la stanza nella quale passo parecchio tempo lavorativo,
ma ora ai miei occhi è troppo piccola, sembra roba
da umani. È curioso quanto poco basti per far cambiare
le mie percezioni. Le sedie mi appaiono oggetti alieni,
non riesco quasi neppure a ricordarmi i movimenti che
servono per sedersi su uno di quegli oggetti. Eppure
posso sentire il mio odore umano nella stanza... è un
odore del tutto diverso dall'usta che ho adesso. Ho
imparato ad aspettarmi questo odore, lo sento quasi
ogni volta, ma lo trovo sempre un po'... come dire,
inopportuno; non so perché. È curioso che quella fragile
forma umana possa trasformarsi e diventare quello che
sono adesso...
...e ancora più curioso è il fatto che quando ho l'aspetto
di un umano penso la stessa cosa rispetto alla
forma che ho adesso! In questa forma ho sentito perfino
il bisogno di scegliermi un nome diverso, che viene
usato solo da mia madre, e da dei conoscenti di chat
su Internet che pensano sia solo il mio soprannome.
Anche se ho esattamente gli stessi ricordi di prima,
i miei istinti sono leggermente diversi, i sensi sono
diversi, sono più acuti e ne ho alcuni in più come quelli
delle vibrisse, il mio corpo è diverso, ho dimensioni
e ingombri diversi, esigenze diverse. Quindi credo sia
normale che in pratica veda tutta la realtà in maniera
leggermente diversa.
Una parte di me teme che adesso arrivino altre persone
e la reazione che potrei suscitare, ma un'altra parte
di me vorrebbe compagnia, mi sento un po' solo; credo
sia la prima volta che mi sento solo in ufficio.
Accanto al mio monitor ci sono delle cuffie molto piccole,
a forma di palline da infilare nelle piatte orecchie
umane, che adesso non potrei proprio usare. Dovrebbero
avere una forma molto diversa. Alzo la cornetta del
telefono, questa potrei usarla, a malapena, anche se
è troppo corta. Se fossero diffuse delle creature come
me e se si mostrassero pubblicamente, dovrebbero modificare
molte cose, sedili nei cinema, servizi igenici, attrezzature
negli ospedali, tutto quanto... Se vengo ferito non
mi ritrasformo in umano come si vede nei film, ma rimango
nella forma in cui sono in quel momento. C'è anche una
piccola foto di mia madre, che tutti però pensano sia
solo una fotoelaborazione estremamente ben riuscita.
Alla mia sinistra c'è il termosifone, che per la mia
forma attuale sarebbe inutile anche negli inverni più
freddi; con la pelliccia invernale inizio a sentire
freddo solo sotto i meno venticinque. Quando sono in
forma umana mi sembra di comportarmi del tutto come
un umano, ma a quanto pare chi passa molto tempo con
me nota qualcosa di diverso e spesso piacevole, e infatti
i miei colleghi mi hanno regalato solo topini e gattini
di peluche da incollare ai lati del monitor. Adesso
li trovo carini, ma quando sono in forma umana non li
apprezzo molto. Spero di non risultare più simpatico
solo agli amanti dei gatti.
La mia scrivania è appoggiata ad una parete accanto
alla scrivania di Francesco. Dall'altra parte, appoggiata
all'altra parete, c'è la scrivania di sempai Chiara,
la mia collega umana. Sulla parete davanti alla mia
scrivania ho delle foto di lupi e la stampa di un lupo
antropomorfo; Francesco invece ha affisso un calendario
con giovani umane nude e dal corpo molto bello e attraente,
sono persone piuttosto famose, attrici e altro. Glabre
ma belle.
Quella ragazza nuda mi sta leggermente eccitando, come
mi piacerebbe carezzarla... stare insieme a lei... Sento
che all'inguine mi sto... Già, questa mia forma attuale
è un po' più sessuofila di quella umana, ammesso che
una cosa del genere sia possibile.
Mi volto; sull'altra parete c'è un calendario trovato
come allegato a una rivista, l'ha appeso Chiara, anche
se è dell'anno scorso. Sono foto di umani maschi, anche
questi tutti poco vestiti e piuttosto bellocci... Mi
carezzo i seni, e anche stavolta mi trovo a fantasticare
su cosa potrei fare con quel ragazzo attore di cui non
ricordo neppure il nome... Finora avevo notato poco
il calendario delle ragazze, e per niente quello dei
giovani uomini. Ormai sono abituata da anni alla duplice
sessualità di questo corpo, per cui la cosa non mi dà
più problemi. Ogni corpo è fatto in maniera diversa,
ed ha esigenze diverse. Punto e basta. Però non posso
negare che dopo essermi ritrasformato in umano, per
qualche minuto sento come una nostalgia per questi
lati femminili perduti. Questo corpo da' una sensazione
così di completezza... Avrei bisogno di un partner come
me, peccato che finora non abbia mai trovato nessun
altro Chakat mannaro come me, ma solo qualche lupo mannaro,
e solo una volta un felino mannaro. È così difficile
incontrarsi... cerchiamo tutte e tutti di confonderci
più possibile in mezzo all'umanità. Alcuni quasi si
vergognano di quello che sono. Mia madre non mi ha mai
spiegato da dove derivi il nome della creatura in cui
ci trasformiamo; forse siamo gli unici mannari che possono
diventare una creatura che non sia già esistente, come
i lupi mannari. Siamo diversi dai lupi e da altre specie
di mannari anche perché non possiamo guarire in poche
ore da ferite grandi, ma impieghiamo giorni, quasi come
gli umani.
Scuoto la testa, e poi mi metto a posto la criniera
con gli artigli. Dovrei ricordarmi di tenere sempre
in tasca un elastico per la criniera. Torniamo in sala
macchine per vedere a che punto siamo, inizio ad avere
appetito sul serio, devo andare a prepararmi cena. Se
c'è una cosa che apprezziamo solo leggermente meno del
sesso è la buona tavola. È meglio che vada anche in
bagno a vedere se ho lasciato segni di zampate sulle
mattonelle, altrimenti lunedì sarà difficile giustificarle.
Chissà cosa penserebbero i miei colleghi se venissero
a sapere cosa sono... mmr, durerebbe poco, ma
penso che ci sarebbe da divertirsi. Se non altro capirebbero
perché mi piacciono gli animali. Forse questi fissati
mi chiederebbero di partecipare al Palio! Sì, ma come
cavalcatura...
È dura nascondere agli altri quello che si è, ma purtroppo
pare che siano poche le persone che possono capire quello
che sono. Ho provato ad accennare qualcosa in via teorica
ad un buon amico, gli chiesi cosa ne pensava dell'avere
un corpo diverso, e del vedere la realtà da punti di
vista diversi. Per spiegarmi meglio gli mostrai anche
alcuni disegni di animali che feci dopo aver assunto
questa forma, erano immagini notturne, anche se a me
la luce bastava per vedere bene. Se adesso osservassi
quei disegni non vi noterei nulla di particolare, ma
quando li osservo con occhi umani anch'io non posso
non notare qualcosa di inusuale, quasi leggermente alieno.
Non credo siano molti i pittori umani che potrebbero
imitare bene quello stile, è un punto di vista di una
creatura diversa. L'amico mi rispose che una persona,
invece di pensare a voler essere un lupo o qualche altra
creatura, dovrebbe cercare di essere quello che è veramente,
cioè sé stessa innanzi tutto, e poi un essere umano.
Mi disse che i disegni erano carini, ma che dovevo lasciar
perdere sogni e chimere e pensare meno a queste cose,
e di più agli esseri umani, a partire da me stesso...
che dovevo cercare di essere semplicemente un essere
umano. Se avessi insistito forse sarebbe arrivato al
punto di consigliarmi di rivolgermi ad uno psicologo...
Altro che delusione licantropica, avrei fatto impazzire
il dottore! Il mio amico non poteva vedere e conoscere
la differenza tra quello che sono effettivamente, un
Chakat mannaro, e quello che potrei desiderare di essere,
magari un taurolupo mannaro. Teoricamente potrei fare
come dice lui, potrei smettere di trasformarmi, calare
definitivamente la 'maschera umana' come dicono i mannari,
e cercare di atteggiarmi a normale umano per tutto il
resto della vita, e rinunciare a metà di quello che
sono, e a tutto quello di buono che questa forma può
darmi; il mio atteggiamento positivo verso la vita e
verso gli altri, la sua grande affettività, l'universo
olfattivo coi suoi profumi e uste, le brezze sulla pelliccia,
la criniera, gli estri, la resistenza sessuale maschile,
l'arrampicarsi sugli alberi quasi senza sforzo, il galoppo,
trotto e ambio, la chiarezza di pensiero, il lanciare
cose con la coda, la forza fisica e la resistenza alle
tossine, ai veleni e alla fatica... ma come umano non
avrei bisogno di nascondere quello che sono, potrei
essere me stesso.
Quando ero un adolescente raccontai alcune cose alla
mia professoressa delle scuole medie inferiori, sotto
forma di un lungo tema libero scritto in classe. Lei
prese abbastanza sul serio le mie idee, e non reagì
male, penso che le prese come una specie di seria discussione
filosofica. Mi disse che il corpo non è poi così importante,
che quello che ci distingue tra umani è soprattutto
la mente, e quindi visto che io potevo conservare più
o meno la stessa mente in ogni forma, sarei rimasto
più o meno sempre la stessa persona. Ma aveva torto
nel sottovalutare il corpo, perché esso è ciò che siamo
e che ci fa interagire col mondo, e quindi un corpo
con sensi e istinti diversi è un mondo diverso. Ad esempio
la scienza forse sarebbe un po' diversa se la specie
umana avesse i sensi che ho adesso. D'altronde non posso
pretendere che lei sapesse cosa significa aver un'altra
forma. Ma aveva ragione nel dire che è importante anche
il mondo delle idee, l'arte e la letteratura. Infatti
senza la matematica che stavo scoprendo in quel periodo,
mi sarei annoiato moltissimo, indipendentemente dalla
forma che potevo assumere. Per un Chakasa sono molto
importanti sia gli aspetti del corpo che quelli della
mente.
Gli umani talvolta mi sembra che assumono un rapporto
troppo distaccato dai loro corpi. Ogni mannaro che si
sia trasformato almeno una volta capisce quanto sia
importante la forma del corpo, e che quando il corpo
cambia, cambiano di conseguenza anche la mente e gli
istinti. Se Cartesio fosse stato un mannaro forse non
avrebbe pensato al corpo e mente come entità separate,
ma che la mente viene creata dal corpo. In effetti esiste
anche la possibilità che sia la mente a creare il corpo.
Ma di primo acchito un mannaro non penserebbe mai ad
una possibilità del genere.
Un'altra volta ho avuto anche una lunga serie di discussioni
con un prete cattolico; mi ero confessato e sapeva quello
che sono; cercava di convincermi ad essere più forte,
a sforzarmi di vincere e ricacciare per sempre dentro
di me i lati che lui definiva animaleschi, che vedeva
quasi con orrore, come se fossero stati lati maligni...
o fossero stati un segno di possessione o del demonio.
Solo in questo modo secondo lui mi sarei riconquistato
l'anima immortale che spetta solo agli umani. Ma per
esperienza sia personale che di altri mannari so che
quei lati ci sono, e alla lunga reprimerli risulta estremamente
dannoso, è un cercare di reprimere una parte di sé,
della propria vera anima e natura, un'anima molto più
concreta di quella di cui parlava quel prete. Prima
o poi tali lati escono comunque fuori da soli, e più
li si è repressi, più la loro uscita è forte e incontrollabile.
Se mai in passato alcuni lupi mannari hanno fatto realmente
del male a degli umani, ammesso che la loro brutta fama
abbia una qualche radice reale, probabilmente è perché
avevano rifiutato quello che erano e avevano cercato
di reprimerlo, e alla fine tali loro lati erano esplosi...
cosa sicuramente da evitare, a me non capiterà mai,
e finché sarò in vita farò in modo che non capiti mai
neanche ai miei pochi conoscenti mannari. Per un certo
periodo da adolescente ho messo un po' in discussione
l'essere un Chakat mannaro, e in un altro periodo perfino
di essere un umano, cercavo di comportarmi sempre come
Chakat... Di certo per un adolescente che deve scoprire
la propria nuova sessualità, il poter diventare un ermafrodita
è dura. A quel tempo ero quasi terrorizzato dall'idea
di diventare un umano senza una sessualità definita...
Ho avuto anche degli incubi sul non riuscire a ritrasformarmi,
o di sbagliare completamente una trasformazione e rimanere
bloccato a mezza strada e con un aspetto deforme e destinato
a morire in breve... Un mannaro si sente tale non quando
ha assunto una forma oppure un'altra, ma soprattutto
quando si sta trasformando. È appunto tale capacità
che ci definisce meglio di qualunque altra. Eppure trasformarsi
è un'esperienza stressante, e le prime volte può risultare
quasi terrificante. In una trasformazione si smette
di essere quello che si è e si diventa qualcun altro.
Durante lo shifting ci si trova come appesi in mezzo
tra due mondi, tra due possibili stati dell'esistenza,
uno dei quali si trova nel passato prossimo, e uno nel
prossimo futuro; ma in quel momento non si fa parte
di nessuno dei due. Si è vulnerabili, non si è nulla,
nessuno, non si esiste; si è solo qualcosa che sta fluendo.
Per attraversare questa terra vuota di nessuno ci vuole
sempre molto coraggio. Ma ho avuto la fortuna di avere
una madre che mi ha fatto capire fin da piccola quanto
è apprezzabile e bello essere quello che sono, indipendentemente
dalla forma. Insieme al latte e al latteacqua mamma
mi ha sempre dato anche il miele, cioè moltissimo affetto
e coraggio per affrontare la vita.
Non sono pentita di aver parlato di questi miei lati
a quell'amico, dopo tutto per me non credo sia bene
nascondere troppo quello che sono agli amici più cari,
ma forse avrei dovuto aspettarmelo di non venir
capita. Forse in futuro ci riproverò con altre persone,
ma sempre amici veri, e non conoscenti sulla rete.
L'unico altro Chakat mannaro che ho conosciuto è mia
madre. Una volta in una situazione di estremo pericolo
mia nonna riuscì a diventare ancora più forte, e contemporaneamente
gli spuntarono antenne d'insetto e dei nuovi sensi che
non sapeva usare completamente. Sarei molto curioso
di vedere questa specie di terza forma così rara ed
imparare a sfruttarla. Spero di non averne mai bisogno,
ma è confortante sapere che disponiamo di un'altra riserva.
Appena riesco a prendere una settimana di ferie, vado
sul monte Amiata e provo ad ottenerla.
Essere solo in due è dura per la scarsità di partner
Chakat... Mio padre è umano, e così era anche mio nonno
materno e mia bisnonna, e tutte queste coppie miste
si sono sempre volute bene. Pare che la mia condizione
mannara non si attenui con gli incroci con umani. Riuscirò
a trovare almeno una compagna umana adatta, che non
sia spaventata o disgustata da quello che sono? Che
non riuti neanche i miei lati femminili? Non è facile,
ma dai miei avi so che è possibile.
Mia madre si stupiva del fatto che fin da piccola ho
sempre preso i lupi un po' come modello. Sento di avere
un forte legame con loro, e da piccola qualche volta
ho fantasticato perfino di esserne uno, magari tauroforme.
Per me rappresentano la libertà, anche di essere se
stessi, rappresentano tutto ciò che è selvaggio... Ma
col tempo la mia è diventata una forma di odio - amore;
infatti i lupi, mannari o meno, rimangono creature un
po' aggressive; mentre noi pur essendo altrettanto forti
siamo creature non violente. Se fossi stata una lupa
mannara non avrei avuto nessun scopo a trasformarmi
qui. Sia i lupi che gli umani sono creature aggressive,
non è un caso che umani e cani vadano così d'accordo,
sono anche entrambi fissati con le gerarchie,
ma credo che i loro tipi di aggressività siano un po'
diversi. Se i lupi fossero intelligenti forse tratterebbero
il pianeta come lo trattano gli umani. Nonostante ciò,
rispetto e apprezzo moltissimo i lupi, e anche gli umani,
e i Chakat mannari, per quanto di questi ultimi ne conosca
solo due. Tutti quanti abbiamo i nostri differenti pregi
e difetti. Mi rifiuterò sempre di dire che una
specie è migliore di un'altra, lo specismo non fa per
me.
| |
"Evil is defined by actions and
thoughts, not state of being. You think yourself
evil not because of what you DO, but who you ARE.
And who we are is a factor we cannot control. Only
by being true to ourselves, by being honest with
what we are, can we define the evil and good within
all of us."
- Ben Goodridge, "Like Olympus". |
"Una storia dell'orrore" (c) 2002 leonardo maffi.
Specie Chakat (c) Bernard Doove (www.furry.org.au/chakat/).
Note:
i Chakat in realtà sono ambientati nel
contesto di StarTrek, ma qui mi sono preso la libertà
di renderne uno mannaro e collocarlo nel nostro tempo.
Ringrazio Andrea Carta, Alessio 'Scale' Scalerandi,
Niordheim e Laura 'Gilda' Rimessi per i loro consigli
e critiche utili, e John R. Plunkett (www.furry.org.au/focault)
per una riflessione sullo shifting. Il titolo "Una
storia dell'orrore" deriva dal titolo "Storie dell'orrore"
della rubrica sulla nota rivista di informatica Dr.
Dobb's Journal. In tali articoli i lettori/lettrici
descrivono i problemi che hanno incontrato nel loro
lavoro nel gestire computer e loro reti, che spesso
sono piuttosto brutti e difficili da risolvere, tanto
da fare orrore. Nota tipografica: il teatro Giapponese
a cui si accenna è scritto con un trattino sopra la
o: N? (non visualizzabile in Netscape4.7). (Un esempio
di disegno di Chakat lo potete trovare qui).
Il riferimento alle antenne è relativo ad un'altra
creatura derivata dai Chakat che ho progettato insieme
ad un collega.
Riferimenti bibliografici: Oliver Sacks, il capitolo "Il cane sotto la pelle" facente parte di "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello", Bibioteca Adelphi.
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