| Ursula K. Le Guin |
189-154-214 pagine, 6.000 £
Ci troviamo di fronte, con questa trilogia,
ad un avvenimento letterario di tutto rilievo, una saga fantastica come
da tempo non se ne vedevano.
Elemento che subito balza agli occhi,
è che si tratta di un juveniles, ovvero di una storia in cui i protagonisti
sono ragazzi, più o meno in età preadolescenziale, e che
effettivamente il succo delle storie riguardi i così detti
"riti di passaggio" dall'adolescenza alla maturità.
In una società come la nostra,
in cui tali riti sono andati gradualmente ma completamente sparendo, forse
questi testi possono risultare un poco difficili; a questo riguardo bisogna
ricordare che l'autrice è una delle poche che immetta a piene mani
nella sua opera elementi della civiltà orientale, il che è
molto rischiaratore per quanto detto prima.
Il primo, "Il mago di Earthsea", racconta
la storia " (...) della maturazione di Ged, giovane adolescente, della
sua iniziazione alla pratica della magia", mentre il secondo "Le tombe
di Atuan" (ampliamento del racconto omonimo, "Worlds of Tomorrow", inverno
'70), narra di un periodo successivo, in cui Ged è già arcimago,
e della storia di una fanciulla; certa Tenar, che Ged incontra durante
il suo tentativo di recuperare la parte mancante di un anello magico.In
questo secondo romanzo viene alla luce (scusate il gioco di parole), un
tema classico per la nostra autrice, quello tutto orientale dell'equilibrio
fra la luce e le tenebre, già così bene esposto nel suo famoso
"La mano sinistra delle tenebre" (The Left Hand of Darkness, '69) ; infatti
l'iniziazione di Tenar avviene in un
mondo nel quale tale equilibrio
è stato frantumato, a favore delle forze delle tenebre, e sarà
proprio la presenza di Ged a permetterle di superare la prova.
Il terzo e ultimo romanzo (vedi "L'isola
del drago"), "La spiaggia più lontana" (4), narra del periodo della
piena maturità di Ged, e del suo viaggio, assieme al giovane Arren,
sul mare del mondo di Earthsea, alla ricerca della causa della progressiva
sparizione della magia; ed è quindi proprio la storia dell'iniziazione
di questo Arren, in cui si può notare una specie di situazione quasi
speculare con quella del primo romanzo, con Ged non più dalla parte
dell'allievo, ma da quella del maestro.
Qui ritroviamo la migliore tradizione
delle avventure epiche; il viaggio, la "quest", e lo scontro finale tra
le forze del bene e quelle del male.
Tutti e tre i romanzi sono narrati
con una prosa cristallina, come ben dice Pergameno, scorrevole, che, senza
ricorrere a eccessivi colpi di scena clamorosi riesce a mantenere un certo
climax, un'atmosfera unitaria che amalgama queste opere, per altro scritte
nell'arco di ben cinque anni.
Se in un certo senso si potrebbe benissimo
dire che questa trilogia è decisamente atipica all'interno dell'intera
produzione della Le Guin, tuttavia, come abbiamo già visto, si possono
trovare alcuni collegamenti con altre sue opere.
Un altro è quello con "I reietti
dell'altro pianeta" (The Dispossessed:an Anbiguous Utopia, '74) (2), ovvero
la sensazione generale di un certo tipo di nostalgia nei riguardi di un
mondo meno meccanicizzato e più magico, in cui le forze individuali
dell'essere abbiano maggiore possibilità di esplicitarsi; la ciò
era espresso con una metafora dello scontro-confronto tra la società
anarchica di Anarres e quella industrializzata di Urras, mentre qui con
la fiaba della magia come arte dell'equilibrio contro l'avanzare del caos,
visto come squilibrio delle forze naturali a favore delle forze del male,
delle tenebre, della volontà di potenza fine a se stessa.
In conclusione, si un joveniles, ma
con contenuti e tematiche altamente culturali.
Ottime, come sempre, le presentazioni
di Pergameno e le traduzioni della Rambelli.
Vedi:
"Intervista con Ursula Le Guin", di
Jonathan Ward, "Robot" n.6, ed.Armenia, '76, pag.38
recensione mia, "The Dark Side" n.1,
'83, pag.63
recensione a "La saga di Earthsea",
di Errico Passaro, "L'eternauta" n.86, ed.Comic art, ', pag.37
-Titoli originali
dei capitoli: "Foam Women, Rain Women", "The Ship Ahoy", "Hand, Cup,Shell",
"Geezers", "In and Out", "Bill Weisler", "True Love", "Sleepwalkers", "Quoits",
"Crosswords", "Texts" e "Hernes"
da "Intercom" n.144/145, '97
Nel 2022 un uomo scopre che
ciò che sogna cambia la realtà: "...ho fatto dei sogni che...che
hanno avuto un effetto sul...mondo esterno al sogno.Sulla realtà."
(pag.11); e ciò lo spaventa, in quanto: "...è la mia mente
inconscia a cambiare le cose, senza controllo da parte della mia mente
intelligente." (pag.14).
E, per ciò, va da
uno psichiatra che, dapprima, non gli crede: "...non si era mai visto presentare
in modo così diretto un sistema illusorio di realtà..." (pag.13),
ma poi si deve arrendere davanti all'evidenza quando sperimenta personalmente
uno di questi cambiamenti.
Un ulteriore fattore di
novum, che ne amplia il meraviglioso specifico, è il fatto che sia
Orr, il protagonista, che lo psichiatra, conservano, al termine di ogni
sogno-mutamento, il doppio ricordo, ovvero, solo loro due sono consapevoli
del cambiamento, mentre per tutti gli altri le cose sono sempre state come
dopo il sogno; cioè, per dirla meglio, con le parole di uno dei
personaggi: "Lei non cambia le cose, o le vite; lei sposta l'intero continuum"
(pag.111).
Dopo la presa di coscienza,
un'idea balza alla mente dello psichiatra, quella di sfruttare queste capacità
a fin di bene, ovvero indirizzando i sogni verso nobili fini, in realtà
per soddisfare la propria volontà di potenza, cosa che, gradualmente,
avviene: "La caratteristica della volontà di potenza...è
quella di crescere.Il successo è la sua concellazione.Per continuare
a esistere, la volontà di potenza deve aumentare con ogni successo
più vasto.Più grande è il potere raggiunto, più
grande è il desiderio di ulteriore potere.Come non pareva esserci
limite al potere conferito a Haber, dai sogni di Orr, così non c'era
fine al suo desiderio di cambiare il mondo." (pag.123) ; ma a lui la cosa
non va, perchè è proprio la consapevolezza dei cambiamenti
da lui prodotti la cosa che gli da fastidio, e così decide di andare
da un avvocato, che diverrà la terza, ed ultima persona ad essere
al corrente degli esperimenti.
Comunque la schizofrenia
che Haber, il dottore, riteneva fosse la malattia di Orr, diviene, invece,
la sua: "...aveva diviso la propria mente in due compartimenti stagni:
in uno di essi sapeva che i sogni di Orr cambiavano la realtà, e
li usava per farlo; nell'altro credeva di usare l'ipoterapia e l'abreazione
dei sogni per curare un paziente schizoide il quale era convinto che i
suoi sogni cambiassero la realtà." (pag.84).
Il passaggio successivo,
l'ulteriore idea, è quella, sempre di Haber, di riprodurre meccanicamente
le facoltà di Orr: "Stò cercando la natura dei suoi meccanismi
cerebrali, George, per scoprire la cosa che rende efficaci i suoi sogni"
(pag.129); "Mi mancano pochi giorni, forse poche ore, per raggiungere la
meta.Una volta che io l'abbia raggiunta, lei sarà libero.La sua
collaborazione non sarà più necessaria." (pag.136), cosa
che, anche questa, non va, ad Orr: "Non mi piace molto costringere il resto
del mondo a vivere nei miei sogni, ma mi piacerebbe ancor meno costringerlo
a vivere nei suoi." (pag.136).
Uno dei cambiamenti porta
i Nostri in un continuum in cui vi sono degli alieni, dapprima ostili,
e poi amichevoli, e sono proprio loro a dare la soluzione che Orr si attendeva
dallo psichiatra, e cioè non fare più sogni efficaci, con
le brutte conseguenze psicologiche che gliene derivavano: "...i suoi sogni
andavano e venivano, si alzavano e cadevano, profondi e innocui, senza
infrangere nulla, senza cambiare nulla." (pag.164, la sottolineatura è
mia).
Uno degli stilemi classici
della Sf, quello degli alieni che, col loro sopraggiungere, fermano la
guerra fra terrestri, vedi "La guerra dei mondi" di H.G.Wells, viene qui
esposto in modo divertente: "Sembra qualche buon film di fantascienza degli
anni '70" (pag.81); "...è stata proprio questa minaccia, questo
immediato rischio di invasione, da parte di creature aliene non comunicanti,
irrazionalmente ostili, che ci ha costretto a cessare i combattimenti tra
noi, per volgere all'esterno ogni nostra
energia offensiva e difensiva,
a estendere l'imperativo territoriale fino a comprendere tutta l'umanità,
a combinare le nostre armi contro il nemico comune.(pag.82), che, come
si può facilmente constatare, è una ironizzazione di questo
ormai superatissimo espediente fantascientifico, per poi, invece, dare
un'accenno di un tipo di interpretazione moderna di altri topoi horror:
"Mostri, spettri, streghe, draghi, lupi mannari...tutta la roba che ci
portiamo nella mente, gli orrori dell'infanzia, le paure notturne, gli
incubi." (pag.84).
Comuque, concludendo, secondo
me il messaggio, ciò che la Le Guin voleva veicolare attraverso
il testo, è un messaggio di tipo utopistico, o, per meglio dire,
più semplicemente, che si, i sogni si avverano, ma nel senso che
quello che vorremmo lo possiamo ottenere, realizzare, se solo lo vogliamo,
e che, soprattutto, esistono delle cose per cui lottare, a cui credere,
a cui tendere; quelle che indica come realizzate attraverso i sogni di
Orr, potrebbero essere alcune: "...ecco quanto abbiamo fatto. Eliminato
la sovrappopolazione; ripristinato il livello qualitativo della vita urbana
e l'equilibrio ecologico del pianeta.Eliminato il cancro come una della
maggiori cause di mortalità (...). Eliminato il problema delle differenze
di colore, l'odio razziale. Eliminata la guerra. Eliminato il rischio di
un deterioramento della specie e della trasmissione di tare genetiche.
Eliminate...la povertà, le differenze sociali, la guerra fra classi
(la Le Guin è un'anarchica, non una marxista ortodossa), in tutto
il mondo (...). La malattia mentale, il disadattamento nei confronti della
realtà..." (pag.136-7).
Alla penultima pagina, poi,
un accenno che mi ha fatto pensare che, forse, con quel fatto dei sogni
che cambiano la realtà la Le Guin intendesse, o volesse intendere,
anche un certo tipo di controllo magico della stessa, quando dice: "Me
li sono lasciati alle spalle crescendo." (pag.168); ma forse è troppo
poco, per formulare una simile ipotesi, anche se abbastanza plausibile.
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