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Italiani

Arkhain

Gea

Gregory Hunter  

I Custodi del Maser

Kor One II

L’esperimento del Dottor Maraviglia  

Nathan Never

Sky Doll

Francesi

Aldebaran

La Mandiguerre


Arkhain

1

La notte dello scorpione

novembre 2000, Modena, Marvel Italia, Cult Comics, (pagine 84, L. 3.900)

Storia: Lorenzo Calza

Disegni: Stefano Raffaele

 

Questo è un progetto da seguire per diverse ragioni; la prima, la più ovvia ed evidente, è che si tratta di un fumetto di SF; la seconda è che si tratta di un fumetto di SF interamente italiano prodotto da una casa editrice italiana, evento direi più unico che raro; la terza, forse la meno incisiva, è che il progetto è opera di due professionisti già affermati e quindi, a meno di improbabili défaillance, proprio una bruttissima cosa non dovrebbe essere; forse il più rilevante, il fatto di esser stato concepito come una miniserie di soli quattro numeri in un formato "popolare", con la possibilità quindi di proporsi in modo economicamente accessibile a chi, indeciso, voglia provare la lettura. La trama si articola, e mai verbo fu usato più propriamente, su diversi piani spaziali e temporali facendoci viaggiare avanti e indietro da un luogo all’altro e da un’epoca ad un’altra, lungo gl’invisibili fili che legano le vicende dei molti protagonisti, in apparenza slegate l’una dall’altra ma in realtà strettamente connesse tra loro. In poche riduttive parole, le vicende narrano di una disperata missione di un gruppo di agenti spazio-temporali, inviati indietro nel tempo per dare la caccia ad una malvagia entità che minaccia di porre fine al mondo del loro futuro e, presumibilmente, a porre in serio pericolo il destino dell’intero genere umano. Attendiamo ansiosi il prosieguo della vicenda.

Andrea Iovinelli

2

Strano destino

dicembre 2000, Modena, Marvel Italia, Cult Comics, (pagine 62, L. 3.900)

Storia: Lorenzo Calza

Disegni: Stefano Raffaele

 

In questo secondo capitolo la trama viene maggiormente approfondita e minimamente svelata, facendo chiarezza su alcuni dettagli che non erano poi molto chiari nella prima parte, e dando modo all’intreccio di dipanarsi e di distendersi sotto i nostri occhi di semplici osservatori. L’impressione personale infatti è proprio questa: quella di assistere ad una successione più o meno prevedibile di eventi vivendo il tutto dall’esterno, da "supervisori" e non da protagonisti coinvolti direttamente nella vicenda, lasciando in un secondo e oscuro piano l’obiettivo del coinvolgimento che, invece (secondo chi vi parla), dovrebbe essere primario. Questo, a mio modesto avviso, il difetto maggiore di questo pur rispettabilissimo fumetto, che forse paga lo scotto di aver messo troppa "carne al fuoco" in uno spazio ridotto e limitato. L’entità malvagia intanto, continua a mietere innocenti vittime senza che si riesca ad intuire dove intenda andar a parare, proprio mentre i tre cacciatori del futuro, gli "angels", gli sono finalmente alle costole. Brutta ed inaspettata qualche caduta di tono nei disegni del bravissimo Raffaele: inspiegabile. Fisionomie sproporzionatamente azzardate, posture lignee, pose innaturali e scomposte; da un talento come il suo, non ci aspettano cose simili. Speriamo in un suo risollevamento, mentre per la parte sceneggiata non c’è nulla di particolare da segnalare, se non il composto ed ottimo lavoro.

Andrea Iovinelli


Giulio Maraviglia - Inventore (le strabilianti vicende di)

 1 

L’esperimento del Dottor Maraviglia - volume 1 di 3

Montego, novembre 2000 (pagine 32, colori, L. 7.000)

Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Bilotta

Disegni: Carmine di Giandomenico

Colori: Emiliano Colantoni

È veramente difficile trovarsi di fronte ad un "prodotto" di una piccola casa editrice indipendente, nell’asfittico e esangue mercato fumettistico italiano; ancor più arduo, è trovarne uno buono, di "prodotto". Beh, in genere i fumetti partoriti dalla passione e dalla vitalità dei giovani autori appartenenti alla "scuderia" Montego, lo sono, e Giulio Maraviglia, fortunatamente, non fa eccezione. Siamo in un’affascinante e misteriosa Roma di un alternativo mondo degli anni ’20, e la dichiarata ispirazione dei suoi creatori che sta dietro alla "Maravigliosa" idea sono le atmosfere a la belle époque, i racconti di Verne ed i vecchi, bei film di fantascienza, magari banali o sciocchi, ma genuinamente divertenti. Mostri spaventosi, goffi zombi, arditi esperimenti, rudimentali mezzi volanti, le mongolfiere che affollano il cielo della Capitale, e tanto tanto spazio alla libera, sfrenata fantasia al servizio del sincero e appassionato divertimento. Se ci aggiungiamo anche un’impeccabile ed acuta sceneggiatura e dei bellissimi e raffinati disegni, a Giulio Maraviglia non manca davvero nulla per essere un fumetto di (meritato) successo; un "prodotto" ineccepibile, nella forma (elegante, curatissima ed accattivante) e nel contenuto. Cosa volete di più da un fumetto? Da seguire e sostenere con affetto. Spargete la voce.

Andrea Iovinelli

 2 

La donna che leggeva le menti - volume 2 di 3

Montego, aprile 2001 (pagine 32, colori, L. 7.000)

Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Bilotta

Disegni: Carmine di Giandomenico

Colori: Emiliano Colantoni

 

A conferma di quanto già ci aveva mostrato nel primo numero, Maraviglia ci fa vivere un’avventura piena, spettacolare, penetrante e sincera, con un’originalità e una forza narrativa invidiabili. Lyda Borelli, un’inarrivabile e mitica diva del cinema Anni ’20, improvvisamente sembra "impazzire", dichiarando di riuscire ad ascoltare i pensieri altrui, di chi le sta vicino. All’alba del suo ritorno sul palcoscenico, attesa da critica e pubblico, la diva viene presa di mira dal malvagio e spietato Nemico con l’intento di servirsene per i suoi loschi malaffari; sarà il Nostro, trovatosi tra il pubblico del teatro, a doverla salvare dai mostruosi rapitori. Sceneggiatura, disegno e colore si fondono magnificamente a creare una struttura, un linguaggio tutto nuovo e sempre sorprendente, per soluzioni tecniche, grafiche e comunicative. Un esempio da analizzare, studiare e ammirare, per qualche giovane e inesperto autore che dovesse trovarsi nel dubbio, senza sapere cosa sia una "sceneggiatura originale". Maraviglia (i suoi creatori) meriterebbe un successo senza precedenti. Come al solito, il tutto "fuso" nella elegante e impeccabile confezione tipica di tutti i fumetti targati Montego. Ora aspettiamo di salpare per un’altra avventura dell’Inventore, sperando che non sia l’ultima!

Andrea Iovinelli


Sky Doll

1

La Città Gialla

Vittorio Pavesio Productions, novembre 2000 (pagine 48, cartonato, colori, L. 30.000)

Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Barbucci e Barbara Canepa

Disegni: Alessandro Barbucci

Colore: Barbara Canepa

Sky Doll è davvero una gran bella sorpresa, ennesima conferma, se ce ne fosse stato bisogno, dell’indiscusso e preziosissimo valore delle pubblicazioni Vittorio Pavesio. Il prezzo del lussuosissimo cartonato, al solito, inizialmente ha fortemente influito sull’immediato acquisto pur essendo rimasto meravigliosamente interdetto dalla visione dei bellissimi, incantevoli ed aggraziati disegni. Poi qualche voce, un paio di recensioni che ne illustravano la pregevolezza... ho comprato. Ed è quello che suggerisco immantinente di fare anche a voi. La storia fantascientifica è ambientata in un universo faunamorfo (passatemi la definizione...) che riprende alcuni stilemi grafici tipici delle opere disneyane (nasi colorati, plasticità e gommosità dei personaggi, ecc.) comunque ben difficile da rendere solo a parole. Ma di disneyano la vicenda ha solo quello, sia chiaro. I personaggi si muovono infatti in una società dominata dal fanatismo religioso che ne regola tutti gli aspetti della vita quotidiana, con ambiguità e paradossi comportamentali ed etici poi non tanto differenti da quelli comunemente riscontrabili nella nostra rispettabile e ragionevolissima attualità. Noa invece è una sintobambola, deputata al "lavaggio sexy" dei mezzi volanti spaziali, spiritualmente legata ad una misteriosa ed illustre persona. È proprietà esclusiva di Dio, l’arrogante e crudele gestore del noto autolavaggio, almeno fino a quando egli ne possederà la sua chiave; ad accompagnare la protagonista nei suoi viaggi intergalattici, due simpatici emissari papali che vivono un singolare e conflittuale rapporto d’amicizia. Una vera perla, da non lasciarsi scappare, ulteriore dimostrazione del fatto che non solo i francesi sono capaci di sfornare opere degne di poter essere annoverate orgogliosamente tra la letteratura per immagini. Sito ufficiale: http://www.skydoll.com/

Andrea Iovinelli


I Custodi del Maser

4

La Torre di Ferro

Vittorio Pavesio Productions, settembre 2000, (pagine 48, cartonato, colori, L. 28.000)

Storia e disegni: Massimiliano Frezzato

Nuovo scintillante capitolo della pirotecnica saga de "Il Maser". Fango, Erha, Zerit e tutto il resto della scompigliata combriccola tornano a tenerci compagnia e a divertirci come ci hanno già abituati nei primi tre volumi della temeraria e appassionante avventura. Frezzato migliora di anno in anno come il buon vino, e le sue tavole incantano e stupiscono come mai. I vecchi enigmi vengono con appagante tempismo risolti, e contemporaneamente nuovi e avvincenti misteri sono messi in tavola per solleticare, con sorprendente puntualità, l’appetito dell’avido consumatore; la coordinazione e l’equilibrio, la consumata abilità con cui l’autore toglie ed aggiunge elementi, svela e nasconde dubbi ad ogni pagina, ed in ogni angolo della vignetta, sono stupefacenti. Questo giovane, sfolgorante ed impareggiabile autore, riesce ad avvincere e coinvolgere il lettore dalla prima all’ultima tavola, gli fa trattenere il fiato e gli lascia consumare le pagine senza sosta ed in conclusione, sul più bello, quando la vicenda sembra trovare la sua decisiva e risolutiva strada, al climax narrativo e con la bava alla bocca, lo lascia con un pugno di mosche! Straordinario. Unico (anche se deve molto a Miyazaki-san... questo lo si deve dire). Come ci si può esimere dal comprare il nuovo capitolo dell’avventura?! Un successo per il futuro albo già garantito e assicurato. La più frizzante e spumeggiante saga fantascientifica presente attualmente sul mercato italiano. Non guardate il prezzo... questo è un libro da collezionare e da catalogare insieme ai grandi capolavori. Semplicemente imperdibile.

Andrea Iovinelli


Gregory Hunter

1

Il ranger dello spazio

Milano, Sergio Bonelli Editore, marzo 2001, (Pagine 96, L. 3.800)

Testi: Antonio Serra, Disegni: Elena Pianta

 

Le premesse sono: avventura spaziale allo stato puro, pulp SF e tanto semplice divertimento. E questo Serra ci ha dato, almeno nel primo numero di questa sua nuova serie. Per ritornare al banale ma sano gusto per l’intrattenimento, per la riscoperta di quel sense of wonder tanto rimpianto e che in tanti rivorrebbero. In Gregory Hunter c’è tutto questo e molto di più, e non passano più di tre pagine senza che l’autore ci tiri fuori qualche incredibile invenzione, o marchingegno, o dilemma o mistero. La storia, ovviamente di presentazione, è un continuo susseguirsi di eventi che coinvolgono il nostro ranger senza che questo quasi se ne accorga; gli cadono letteralmente fra i piedi e Gregory non può far altro che affrontarli (e risolverli). Tutto nel più puro e classico stile dell’eroe senza macchia e senza paura, nel solco di quella tradizione avventurosa romanzesca che ha portato la Bonelli ad essere quella che oggi è. Il risultato è una lettura assai piacevole, spensierata e godibilissima, senza inutili (per la storia) gingilli e cavilli narrativi che appesantirebbero un fumetto che dell’introspezione psicologica e dell’indagine interiore o sociale non sa proprio che farsene. I disegni della bravissima Elena Pianta poi sono bellissimi, perfetti, efficaci e funzionali, e perfettamente "integrati" allo stile della testata. Voglia di fresco divertimento? Prendetevi il primo numero di GH.

Andrea Iovinelli

2

La guerra di ghiaccio

Milano, Sergio Bonelli Editore, aprile 2001, (Pagine 96, L. 3.800)

Testi: Antonio Serra, Disegni: Elena Pianta

 

C’è poco da dire. GH per il momento si difende bene e speriamo che per il prossimo futuro riesca anche a convincere. Storie semplici, lineari, dite pure banali, eppure divertenti, avventurose, epiche, coinvolgenti e appassionanti. Personaggi al limite della caricatura, enfatizzati e forzati, stereotipati (tutto volutamente), ma spontanei, frizzanti, capaci di comunicare quel sense of wonder tanto ricercato ma anche così difficile da evocare e trasmettere. Le vicende che coinvolgono Gregory e che lo portano su Aarkon, a contatto con la ancestrale e tragica storia di questo pianeta e della sua evoluta civiltà vittima delle leggi celesti e dell’infausto destino, sono davvero efficaci e avvincenti. Unico piccolo neo è forse l’eccessiva prolissità che accompagna le vignette, difetto questo ormai noto del buon Serra. I disegni sono semplicemente sopraffini, vigorosi e morbidi, e alla signora Pianta non avremmo potuto chiedere di meglio. GH, pura avventura spaziale. Se questa è la space opera italiana a fumetti, evviva la space opera!

Andrea Iovinelli

3

Il destino di Aarkon

Milano, Sergio Bonelli Editore, maggio 2001, (Pagine 96, L. 3.800)

Testi: Antonio Serra, Disegni: Elena Pianta (& Antonella Platano)

 

In questo numero prosegue e si conclude la seconda parte della vicenda che narra i leggendari e apocalittici eventi che coinvolsero in un passato remoto il pianeta Aarkon. Il tradimento di una nazione fino ad allora fedele alleata del Regno aarkoniano, è il fulcro dell’incalzante e avvincente avventura che Gregory si ritroverà, in parte, a rivivere e di cui dovrà affrontare le inaspettate conseguenze. Il risveglio della guerriera Sandrach infatti, colei nelle cui mani fu affidato il destino del suo pianeta e che mancò nel compierlo, coincide in modo spettacolare con il tragico e catastrofico concludersi della ricerca del pericoloso e "mimetizzato" malvivente, su cui, inutile dirlo (Gregory è il Classico Eroe, non dimentichiamolo...), il Nostro riuscirà ad avere, non senza varie e rischiose difficoltà, la meglio. Grande prova di Serra che costruisce una storia perfettamente oliata in ogni meccanismo, avvincente e divertente, di facile lettura e "commovente". Ancora più strabiliante l’arte rivelataci da Elena Pianta, che si dimostra uno dei migliori disegnatori attualmente sulla piazza italiana (non a caso copertinista e creatrice visiva della serie); precisa, sicura e morbida nel segno, non si lascia sfuggire una sola vignetta e narra la storia con una forza e un’abilità che trapassano la pagina. Mirabile. Le ultime poche pagine sono solo un piccolo, non giudicabile prologo dell’episodio che verrà. Al terzo colpo, Gregory convince ancora. Speriamo in futuro altrettanto "florido".

Andrea Iovinelli


La Mandiguerre

1

I vapori del vuoto

Bande Desinée, febbraio 2001, (pagine 48, cartonato, colori, L. 28.000)

Testi: Jean-David Morvan, Disegni: Stefano Tamiazzo

 

Hai voglia di leggere un buon fumetto di SF? Vai in fumetteria, chiedi della sezione cartonati, e avrai di che scegliere. A rimetterci sarà il tuo portafoglio, ma almeno troverai qualcosa che soddisfa la tua "sete". Io faccio così, e sono in bolletta. Ma soddisfatto. Nel caso de "La Mandiguerre", la mia attenzione è stata subito catturata da un nome specifico: Stefano Tamiazzo. Lo conoscevo già per il suo bellissimo corto "Sogni di una notte di mezza fuga", sapevo che aveva lavorato in Giappone e poi in America perché qui da noi, al solito, non riusciva a campare, e ora grazie ai francesi, dopo una lunga attesa, ho avuto la possibilità di ammirare di nuovo questo grande "nostro" autore. La trama rimaneva un interrogativo, ma è risultata essere originale, avvincente e affascinante al punto giusto: un crogiolo di stili, temi e ambienti inusuali e accattivanti. Bagni di space opera barocca, abbondanti dosi di steampunk (le navi spaziali viaggiano "a vapore"), un certo gusto retrò per la cultura dei primi del ‘900 e in particolare una forte ispirazione che viene dalla "guerra di trincea" del ‘14-’18, tutto ben miscelato assieme, a formare un affresco davvero gustoso. Morvan, lo sceneggiatore già conosciuto qui in Italia per HK e per Sillage, cucina il tutto in modo molto spontaneo e simpatico, dando una buona prova delle sue qualità di narratore (in passato un po’ stentoree). Ma il merito maggiore, a mio avviso, va tutto a Tamiazzo, autore e artista di razza indiscussa. Il suo stile miyazakiano è morbido, soffice, pulito e dettagliato, ma nonostante debba molto al maestro nipponico le cui influenze sono tutt’altro che passeggere, ha avuto la capacità (e l’intelligenza) di assorbirne totalmente l’insegnamento distaccandosene e facendolo maturare in un proprio stile originalissimo e molto personale, riconoscibile da chiunque. Non ci si può NON innamorare del suo tratto, dei suoi volti e dei suoi sorrisi tutti dentoni, e ci piange davvero il cuore a vedere, in parte, minata la sua bravura da una colorazione invadente, "artificiosa" e troppo vivace, per il suo disegno vigoroso, preciso e corposo, prima di tutto, e anche poco adatto, secondo me, al cotesto, alla storia, alle magnifiche ambientazioni. Guardare il meraviglioso dossier di apertura, tutto in b&n, per credere. Evviva il buon vecchio bianco e nero, se questi sono i risultati! Un albo assolutamente IMPERDIBILE. Vive la France!

Andrea Iovinelli

 


Aldebaran

1

La catastrofe

Euramaster Tuttocolore n.9, Eura Editoriale, maggio 2001, (pagine 48, cartonato, colori, L. 18.000)

Testi e Disegni: Leo

 

Aldebaran è una colonia a parecchi anni luce di distanza dalla Terra, ma dopo le prime tranquille spedizioni qualcosa inizia ad andare storto e il pianeta rimane completamente isolato. A cento anni dall’ultimo contatto con il pianeta natìo, una sconvolgente catastrofe travolge un pacifico paese di pescatori; a farne le spese saranno dei giovani superstiti poco più che adolescenti, improvvisamente ritrovatisi senza famiglia né casa. A trarli in salvo sarà un misterioso uomo, Driss, ricercato dall’esercito e dal governo che sembra sapere più di tutti quanti a che cosa è dovuto lo sconosciuto e atroce fenomeno che ha spazzato via un’intera comunità. Questo fumetto è stato presentato come il maggior successo della casa editrice Eura nel corso dell’anno appena passato; ora è stato raccolto in volume, e personalmente ero scettico addirittura nell’acquistarlo. Devo ammettere invece con soddisfazione e gioia che è stata davvero un’inaspettata sorpresa. La storia è originale, coinvolgente e impenetrabile al punto giusto ma, la cosa che personalmente ha colpito maggiormente chi vi scrive, è stata la meravigliosa caratterizzazione psicologica dei giovani protagonisti: davvero un piccolo capolavoro e secondo me la parte più interessante dell’intero fumetto. I disegni sono belli, funzionali alla storia e perfettamente intelligibili, ma a volte peccano in alcune fisionomie poco morbide e verosimili, un po’ troppo "gessosi" soprattutto nel ritrarre alcuni visi. Prezzo altamente concorrenziale per un cartonato, ed edizione di tutto rispetto, non fanno altro che aumentare il già alto livello complessivo dell’albo. Sicuramente acquisterò anche il secondo volume: consigliatissimo.

Andrea Iovinelli

 

2

La bionda

Euramaster Tuttocolore n.10, Eura Editoriale, giugno 2001, (pagine 48, cartonato, colori, L. 10.000)

Testi e Disegni: Leo

 

Kim e Marc, i due adolescenti protagonisti dell’avventura, continuano il loro viaggio pieno di difficoltà e di ostacoli verso Anatolie, la grande città della isolata colonia umana su Aldebaran. In questo secondo capitolo i due ragazzi affrontano un vero e proprio percorso (processo) formativo che li renderà più consapevoli e sempre più maturi. L’intento dell’autore nei riguardi di questo particolare aspetto pare essere evidente, palese, accompagnando e portando per mano i Nostri tra vari imprevisti e colpi di scena, in quella che sarà per loro un una vera propria crescita fisica e psicologica. Ciò che stupisce ancora, al di là della trama avvincente e serrata (che alcune volte finisce per essere addirittura troppo fitta di eventi, fine se stessa, quasi come se le disgrazie piovessero loro dal cielo), è la caratterizzazione dei personaggi e in particolar modo dei protagonisti dipinti da Leo. I dialoghi soprattutto sono bellissimi, capaci di avvolgere ogni singolo personaggio in un proprio affascinante alone di autenticità e di credibilità, vero, tangibile punto forte della serie. I disegni e colori sono buoni, funzionali alla storia e incredibilmente narrativi nella loro apparente semplicità; malgrado gli sforzi, però, Leo purtroppo non riesce a non lasciarsi sfuggire dei trascurabili ma evidenti cali nella qualità del disegno, a volte (per fortuna raramente) davvero inguardabili, con volti e figure statici, inespressivi e bidimensionali in modo inspiegabile; stupisce e sbigottisce scoprire queste cadute di "tono" laddove poche vignette prima lo stesso soggetto era stato tratteggiato con morbida, sensuale e incisiva grazia. Ad ogni modo questo non inficia assolutamente il valore generale di Aldebaran e mi piacerebbe chiudere esattamente con le stesse identiche parole con le quali aveva terminato la recensione della prima uscita: prezzo altamente concorrenziale per un cartonato, ed edizione di tutto rispetto, non fanno altro che aumentare il già alto livello complessivo dell’albo. E una sola differenza a quella chiosa: sicuramente acquisterò anche il TERZO volume. Consigliatissimo.

Andrea Iovinelli


Nathan Never

96

La cortina del silenzio, Nathan Never 96
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Fattori, Disegni: Stefano Casini

97

Oltre il tempo e lo spazio, Nathan Never 97
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti, Disegni: Paolo di Clemente

98

Il divoratore di mondi, Nathan Never 98
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti, Disegni: Gianfranco Olivares

99

La vendetta di Selene, Nathan Never 99
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra, Disegni: Roberto De Angelis

100

Il numero cento, Nathan Never 100
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna, Disegni: Roberto De Angelis

101

Paura dal profondo, Nathan Never 101
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Piani, Disegni: Andrea Mutto

102

Una canzone per Sara, Nathan Never 102
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda, Disegni: Roberto De Angelis

103

Fuga disperata, Nathan Never 103
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti, Disegni: Massimiliano Bertolini

104

Il nemico nell'ombra, Nathan Never 104
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda, Disegni: Stefano Casini

105

Missione ad alto rischio, Nathan Never 105
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Piani, Disegni: Mario Alberti

106

Il Patto, Nathan Never 106
Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna, Disegni: Roberto De Angelis

107

ALFA, Nathan Never 107
Milano, Sergio Bonelli Editore, 1999, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti, Disegni: Giancarlo Olivares

108

DALLE CENERI, Nathan Never 108
Milano, Sergio Bonelli Editore, 1999, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini, Disegni: Ernestino Michelazzo

109

TORBIDO INTRIGO, Nathan Never 109

Milano, Sergio Bonelli Editore, 1999, pagg. 98, L. 3.500

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Piani, Disegni: Andrea Cascioli

 

Nathan Never Speciale

9

Missione nello spazio, speciale 9

Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 292, L. 8.000

Soggetto e sceneggiatura: Alberto Orsini e Stefano Piani, Disegni: Paolo di Clemente

 

 

Agenzia Alfa

5

Al di là della galassia, Agenzia Alfa 5

Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 292, L. 8.000

Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna, Disegni: Fabio Jacomelli e Maurizio Gradin


Gea

1

Il baluardo, Gea 1

Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 132, L. 4.000

Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch, Disegni: Luca Enoch

2

Il corteo di Dioniso, Gea 2

Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 130, L. 4.000

Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch, Disegni: Luca Enoch

3

Storie di spettri, Gea 3

Milano, Sergio Bonelli Editore, pagg. 130, L. 4.300

Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch, Disegni: Luca Enoch